Greta Thunberg a Berlino: “Non sono qui per supportare partiti, ma per mobilitare persone”

 

Immagine. Greta Thunberg. European Parliament, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Fonte : ilMitte.com che ringraziamo

Le elezioni sono ormai imminenti e Greta Thunberg, leader del movimento mondiale Fridays for future, si prepara a manifestare a Berlino venerdì, 24 settembre. Unendo la sua voce a quella degli attivisti che da settimane chiedono a gran voce che la protezione del clima diventi non solo parte del programma di governo, ma anche la priorità assoluta di chiunque diventi cancelliere.

Greta Thunberg a Berlino: ma non per supportare i Verdi

La manifestazione a cui anche Greta Thunberg parteciperà, ha luogo in occasione di quella che è stata pianificata come una giornata mondiale di azione per chiedere “giustizia climatica”.

Nonostante il suo arrivo quasi coincida con le elezioni federali e cittadine, la famosissima attivista svedese ci tiene a precisare che non sarà nella capitale tedesca per supportare partiti politici, neanche quello di Annalena Baerbock. “Non siamo i lobbisti dei Verdi” ha dichiarato al quotidiano tedesco Tagesspiegel.

“In Germania nessuno tratta la crisi climatica come un’emergenza”

Sempre al Tagesspiegel, Greta Thunberg ha affidato una critica netta all’intero sistema politico tedesco. “In Germania nessun politico e nessun partito trattano la crisi climatica come un’emergenza” ha infatti dichiarato, con particolare riferimento alla “terribile tragedia delle inondazioni avvenute in estate (nella Germania occidentale, ndr)”.

Thunberg ha ribadito che da ogni parte si parla di protezione del clima, ma che allo stesso tempo nessuno vuole realmente smettere di bruciare carbone fino al 2038. Per questa ragione l’attivista svedese ritiene che la Germania, “come quasi tutti gli altri Paesi”, mancherà i suoi obiettivi relativi all’accordo di Parigi sul clima e all’aumento massimo della temperatura a non oltre 1,5 gradi.

L’appello dell’attivista svedese: “Bisogna mobilitare le persone”

Ha inoltre aggiunto che non si tratta di scegliere “il partito giusto”, ma che è “Assolutamente cruciale che le persone vadano alle urne e votino per l’opzione che pensano sia la migliore, o la meno peggio, qualunque sia”.

Thunberg ha infine ribadito che la necessità di un cambiamento immediato “è più grande che mai” e che la politica non è ancora riuscita a uscire dalle pastoie che impediscono una rapida ed efficiente soluzione del problema. “Per questo dobbiamo essere attivi, come cittadini di una democrazia, scendere nelle strade e in questo modo mobilitare le persone“.

 

 

Può il Vertice alimentare delle Nazioni Unite fare la differenza in un mondo sopraffatto dal cibo spazzatura?

Segnalazione articolo

Fonte Health Policy Watch 

di

 

Molti bambini nel sud del mondo bevono più bevande zuccherate che latte, grazie alla promozione aggressiva di alimenti ultralavorati nei paesi a basso e medio reddito (LMIC) negli ultimi due decenni.

I tassi globali di obesità e diabete sono esplosi a causa dei cambiamenti nella dieta e queste condizioni hanno reso le persone molto più vulnerabili alle gravi malattie da COVID-19 e nessun paese è stato in grado di invertire le tendenze dell’obesità.

Il vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite (UNFSS) di giovedì mira a “costruire una conversazione globale sul modo in cui produciamo, lavoriamo e consumiamo cibo e galvanizziamo le azioni e gli impegni globali per cambiare i nostri sistemi alimentari per fornire cibo sicuro e nutriente per tutti all’interno i nostri confini planetari”, secondo l’ONU.

Ma la preparazione del vertice è stata rocciosa. I suoi organizzatori sono stati accusati di mancanza di trasparenza e di aver concesso un posto a tavola alle grandi aziende alimentari, alcoliche e del tabacco, secondo una lettera firmata da accademici di politica alimentare di fama internazionale e ONG internazionali tra cui l’Alleanza per le malattie non trasmissibili (NCD).

Nel frattempo, un certo numero di organizzazioni – in particolare che rappresentano i piccoli agricoltori e le popolazioni indigene – hanno boicottato il suo pre-vertice a Roma a luglio, citando l’infelicità per il dominio dell’agrobusiness. ( traduzione del primo paragrafo tramite google translator) . L’articolo integrale alla fonte in lingua inglese su Health Policy Watch che ringraziamo 

Sanità. A che serve un Ministro?

Prendiamo dal sito Salute Internazionale questo articolo di Gavino Maciocco : condividiamo appieno l’analisi sullo stato dell’arte e sulle prospettive del SSN. Ringraziamo Gavino Maciocco  e Salute Internazionale per l’eccellente lavoro svolto . Editor

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È in atto – aggravato dalla pandemia – un processo di privatizzazione, e insieme di impoverimento, del SSN. Un processo silenzioso e per questo ancora più insidioso perché sottratto al pubblico dibattito, nel disinteresse (apparente) della politica e nel silenzio assordante del Ministro della salute.

“Il Servizio sanitario nazionale è arrivato impreparato all’appuntamento con Covid-19, penalizzato da anni di de-finanziamento, di tagli dei posti letto e del personale e da politiche che hanno inciso negativamente sulla tenuta dei servizi territoriali e di prevenzione. Ha mostrato le sue debolezze e fragilità.
Rapidamente si è sviluppato un generale consenso politico sulla necessità di rafforzare il servizio sanitario nazionale. Ma passata la fase acuta della pandemia, la sanità è ben presto tornata a occupare la parte bassa della classifica delle priorità̀ del paese.
La conferma che non fosse in vista alcun rafforzamento del SSN è arrivata già lo scorso aprile quando il Governo ha reso note le previsioni di andamento della spesa sanitaria pubblica. Se dal 2017 al 2020 questa percentuale era rimasta ferma al 6,6% del PIL (tra le più basse in Europa), impennandosi al 7,3% nel 2021 a causa delle spese Covid, la tendenza programmata negli anni successivi mira decisamente al ribasso: 6,7% nel 2022; 6,6% nel 2023 e addirittura 6,3% nel 2024.

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