Novelli eccessi antichi discernimenti

Francesco Domenico Capizzi * – 14.07.2021

Eccesso di alcool

 

 

 

 

 

” Gli eccessi nel consumo di alcool sono fra le principali cause di malattia, disabilità e morte prematura in Europa, al primo posto nel Mondo. Si registrano soprattutto sulle persone in età lavorativa e produttiva, un fattore importante che ostacola lo sviluppo socio-economico e determina notevoli oneri per la società” (OMS, 2020). La situazione generale può definirsi, a ragione, drammatica (World Health Organization, 2016-2021; OMS, 2016-2021; International Agency for Research on Cancer, 2018-2021; Osservatorio Nazionale Alcol, ISS, 2020-2021)

–        l’alcool si colloca tra le sostanze psicoattive più utilizzate in Europa e il suo consumo è considerato il quinto fattore di rischio all’origine di malattie gravi;

–        per l’Italia basterà rilevare che il consumo di alcool puro pro-capite ammonta ad oltre 7 litri/anno: il vino normalmente contiene dal 10 al 14% di alcool;

–        in Italia 10 milioni di persone rischiano la cirrosi epatica e la sua trasformazione dalla forma sub-clinica alla conclamata;

–        nonostante i 25 miliardi di euro/anno spesi in Italia per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni e di decessi alcool-connessi di 75.000 persone/anno;

–        sul piano epidemiologico è noto, fra alcuni addetti e non certo alla cittadinanza, che il consumo di oltre 10 gr/die di alcool incrementa in modo significativo l’incidenza di tumore alla mammella in pre- e post-menopausa e che dosi di oltre 20 gr/die favoriscono le neoplasie dell’apparato digerente, senza contare le combinazioni sommatorie dirette con i prodotti del tabacco e con una erronea alimentazione;

–        ogni giorno circa 800 cittadini europei decedono per cause attribuibili al consumo di alcool;

–        una percentuale piuttosto elevata di decessi alcool-correlati sono registrati nelle età tra i 20 e i 24 anni sfiorando il ritmo di un decesso su quattro in generale;

–         oltre 300.000 decessi/anno in Europa sono causati dall’alcool, pari al 5,5% della mortalità generale;

–        Il 29% dei decessi alcool-correlati avvengono per patologie oncologiche, il 20% per cirrosi epatica, il 19% per malattie cardiovascolari, il 18% per incidenti stradali;

–        l’incidentalità stradale alcool-correlata continua a rappresentare sulle strade la prima causa di morte in Italia come in Europa;

–        si stima che in un anno si perdano prematuramente in Europa 7,6 milioni di anni-vita a causa del consumo eccessivo di alcool;

–        durante il confinamento sono cresciuti gli e-commerce di alcool del 425% e il numero di acquirenti nella grande distribuzione in genere del 36,73%;

–        Il 42,34% degli europei consuma più alcool a partire dal lockdown: in smart working si aggiungono alcoolici a pranzo (non nei luoghi di lavoro) e raddoppiano i consumi usuali serotini;

–        In Italia le persone che consumano abitualmente bevande alcoliche lontano dai pasti ammontano al 40,5% degli uomini e al 20,4% delle donne, pari a quasi 16 milioni di persone sopra gli 11 anni con un incremento lineare costante: i valori massimi riguardano gli uomini fra i 18 e i 44 anni, le donne fra i 18 e i 24 anni;

–        oltre 5 milioni di persone sopra gli 11 anni (il 14,2% degli uomini e il 6,1% delle donne) abitualmente eccedono nel consumo di bevande alcoliche;

–        sono oltre 200 le condizioni che raddoppiano il carico di mortalità causato dall’alcool, e tra queste almeno 12 tipi di neoplasia;

–        i danni alcool-correlati non coinvolgono i soli consumatori, ma sempre più frequentemente le conseguenze si ripercuotono su famiglie e comunità a causa di deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, di condizionamenti criminogeni, perdita di produttività e aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario;

–        sono 65 mila i cittadini alcool-dipendenti affidati ai Servizi pubblici, ma si stima che questi rappresentino appena il 10% della platea: circa 600 mila persone non vengono intercettate dalle strutture territoriali di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale, una situazione destinata a peggiorare ulteriormente per il confinamento imposto dall’epidemia;

–        è mandatorio considerare che le lesioni organiche provocate dall’abuso di alcoolici piuttosto difficilmente risultano reversibili anche a fronte di una disponibilità di farmaci e procedure che potranno, e non sempre, bilanciare gli squilibri prodotti, ma con esiti finali imprevedibili;

–        anche il trapianto di fegato (organo maggiormente esposto ad alterazioni), quando indicato, ed è bene sottolinearlo, assicura  nel tempo risultati insoddisfacenti: positivi nel 78% a 3 anni, nel 72% a 5 anni, nel 53% a 20 anni dal trapianto (https://optn.transplant.hrsa.gov/data/view-data-reports/build-advanced), senza considerare le difficoltà legate nel seguire il successivo iter diagnostico-terapeutico e le precauzioni igienico-sanitarie da adottare:

Ancora una volta è necessario ribadire, con le parole di Erasmo da Rotterdam, che “la prevenzione è sempre preferibile alla cura…” sebbene oggi complessa ed avanzata, espressione inequivocabile della modernità, sul piano organizzativo e tecnico-terapeutico. Ad ognuno, giovane e attempato, spetta il discernimento, alle Istituzioni l’informazione capillare e le misure assumibili nello Stato costituzionale e liberale.

* Già docente di Chirurgia Generale nell’Università di Bologna e direttore di Chirurgia generale negli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna

Podcast Diario Prevenzione – 15 luglio 2021 – Puntata n° 87 a cura di Gino Rubini

 

In questa puntata parliamo di:

– Transizione ecologica: dalla retorica ai progetti reali e possibili. I report e le linee programmatiche delle Agenzie globali.
– Sustainable development Goals report 2021 : Nel 2020 tra 119 e 124 milioni di persone sono finite in condizioni di povertà estrema (Goal 1). Il tasso di individui sotto la soglia di povertà estrema è cresciuto, passando dall’8,4% nel 2019 al 9,5% nel 2020: non si registrava un aumento dal 1998…….
– A GLOBAL DEAL FOR OUR PANDEMIC AGE: un approccio per scenari ed un richiamo alle autorità degli Stati ad assumere una visione strategica rispetto alla fuoriuscita dalla pandemia.
– …… la transizione ecologica non sarà un viaggio in carrozza … non bisogna illudere i cittadini che sarà un percorso facile
– CODICI IDENTIFICATIVI SUBITO Chiediamo misure di identificazione per gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico. Sostieni l’Appello di Amnesty International

Ancora un incidente mortale sul lavoro  a Ravenna

Nello stabilimento Marcegaglia questa mattina poco dopo le ore 9,00 un operaio di 63 anni, Bujar Hysa, di origini albanesi è rimasto schiacciato sotto una bobina d’acciaio .

L’operaio lavorava  all’interno della Marcegaglia come socio della cooperativa di logistica  Cofari.

I sindacati (Cgil, Cisl e Uil, insieme alla Rsu Marcegaglia) hanno proclamato per la giornata stessa di oggi uno sciopero di 8 ore per tutti i turni di lavoro, chiedendo fin da subito chiarimenti sull’incidente.  Partecipano alla mobilitazione i sindacati di base  USB  e SGB.

GB.Unite accoglie con favore la decisione sulla maschera per il trasporto pubblico del sindaco di Londra

Fonte Unitetheunion.org

 

By Martin49 from London, England – LT 481 (LTZ 1481) Go-Ahead London New Routemaster, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59119497

 

Unite, il principale sindacato del Regno Unito, che rappresenta oltre 20.000 lavoratori degli autobus a Londra, ha accolto con favore l’annuncio che l’uso di mascherine e protezioni per il viso rimarrà obbligatorio sulla rete di trasporto pubblico della capitale.

Il responsabile di Unite per gli autobus londinesi, John Murphy, ha dichiarato:  “Sadiq Khan ha dimostrato una vera leadership politica mantenendo il requisito secondo cui le maschere per il viso continueranno ad essere obbligatorie in tutta la rete di trasporto pubblico di Londra.

“Unite è stato uno dei più accesi sostenitori di questa eccellente decisione, che fornirà rassicurazione a tutti i passeggeri e ai lavoratori del trasporto pubblico a Londra.

“Non solo contribuirà a ridurre la diffusione del Covid-19, ma aiuterà anche a dare conforto a molti pendolari che sono estremamente nervosi all’idea di tornare al posto di lavoro dopo 16 mesi.

“Prendendo la decisione di continuare a rendere obbligatorio l’uso di mascherine e protezioni per il viso, la fiducia nell’uso dei mezzi pubblici tornerà più rapidamente nella capitale, il che a sua volta aiuterà l’intera economia della città.

“È un peccato che l’irresponsabilità di Boris Johnson significhi che questa misura non viene implementata sull’intera rete di trasporto pubblico della nazione, lasciando il paese e persino le rotte dentro e fuori la capitale, con una protezione patchwork”. 

FINE