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FONTE SUVA.CH

Esther Galliker

 

Metà Svizzera attualmente lavora in home office. Per molti questa è una situazione del tutto nuova. Leggete i nostri consigli di sopravvivenza, che vi aiuteranno ad attrezzarvi al meglio per lavorare da casa.

 

Fonte Rassegna.it 

Cgil, Cisl e Uil hanno oggi ribadito al Presidente del Consiglio la necessità di mantenere al centro delle decisioni dell’esecutivo la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori, dei pensionati - alcuni dei quali vittime di fatti gravissimi avvenuti in alcune case di riposo e sui quali chiediamo alla magistratura di indagare - e di tutti i cittadini, obiettivo che deve diventare un requisito permanente dentro e fuori i luoghi di lavoro. Le tre Confederazioni hanno anche avanzato la richiesta di lavorare, dentro lo schema presentato dal Presidente Conte alle parti sociali, per attrezzare il Paese a riprendere in sicurezza le attività produttive.

II governo ha ribadito la necessità di proseguire sulle misure restrittive in quanto siamo in presenza di segnali incoraggianti e di un’inversione di tendenza nei contagi. Il governo ha perciò comunicato la necessità di continuare, con qualche aggiustamento delle scelte sin qui compiute in riferimento alle sole attività essenziali e indispensabili, sulla strada intrapresa di contrasto al Covid-19. Questo significa che le misure restrittive devono proseguire. Cgil, Cisl e Uil nel prendere atto di questo orientamento hanno sottolineato l’importanza di continuare a dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro già sottoscritto e al contempo di dare uniformità, evitando le forzature che si sono registrate in alcuni territori, alle decisioni prefettizie in merito alle autocertificazioni delle imprese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali più rappresentative.

Le tre confederazioni hanno anche chiesto di individuare un percorso condiviso per l’uscita dalla crisi che metta in campo un’azione coordinata per approntare le necessarie modifiche organizzative e le strumentazioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, i presidi e la prevenzione sanitaria, le misure di carattere sociale ed economico per garantire una progressiva uscita dall’emergenza. A questo proposito il governo ha annunciato la costituzione di una cabina di regia con le parti sociali ed esperti che affiancherà il comitato tecnico-scientifico. Cgil, Cisl e Uil restano ferme nel pretendere sicurezza e salvaguardia della salute, lavorando perché questo imperativo sia presente in tutte le future fasi di uscita dall’emergenza.

Fonte Il Mitte che ringraziamo 

Il presidente dell’Ordine dei Medici tedesco, Klaus Reinhardtha recentemente rilasciato un’intervista al Berliner Morgenpost, spiegando la crisi del Coronavirus in Germania e paragonandola a quella italiana. Con l’Italia Reinhardt ha, peraltro, un rapporto particolare, avendo studiato medicina a Padova e avendo anche ora stretti legami con il nord della penisola, drammaticamente afflitto dal Coronavirus.

A proposito dell’Italia, Reinhardt sostiene che il nostro Paese abbia solo un terzo dei posti di terapia intensiva rispetto alla Germania e aggiunge il fatto che i malati siano anche, in media, significativamente più anziani. Pertanto, le malattie sono spesso molto più gravi e questo avrebbe portato molto presto, in Italia, a molte più carenze e problemi strutturali, proprio a causa dell’insufficienza di mezzi necessari a gestire l’emergenza.

La Germania subirà lo stesso destino dell’Italia?

Alla domanda “Vedremo foto di unità di terapia intensiva sovraccariche, a Pasqua?”, il presidente dell’Ordine dei Medici tedesco risponde di no. “Al momento siamo ancora molto lontani dalla situazione italiana” dichiara, “disponiamo di circa 10.000 letti di terapia intensiva gratuiti. Ma è anche vero che se avremo un numero crescente di contagi, aumenterà anche la percentuale di pazienti in terapia intensiva. Nessuno può prevedere quando raggiungeremo il picco. Ci mancano i dati per questo”.

L’affermazione di Reinhardt è corretta. Ad esempio, nessuno sa quanto sia alto il numero dei contagiati non diagnosticati o quante persone non sottoposte al test siano già sopravvissute al Corona. E questo è il motivo per cui sono importanti, secondo Reinhardt, studi come l’indagine Heinsberger del virologo Hendrik Streeck, che esaminano sezioni rappresentative della popolazione.

In caso di sospetto Coronavirus, a chi si rivolgeranno le persone, in Germania, quando a Pasqua sarà chiusa la maggior parte degli studi medici?

Reinhardt risponde al Morgenpost che molto dipenderà dai sintomi: se qualcuno accuserà disturbi lievi come mal di testa, un po ‘di tosse, mal di gola e febbre alta, dovrà rimanere a casa, mantenere le distanze e fare il test dopo Pasqua. Chi invece accuserà sintomi più gravi, come tosse insistente, febbre alta e difficoltà respiratorie, dovrà chiamare il proprio medico di base e seguire le sue indicazioni.

I medici hanno bisogno di un’indennità di rischio?

Il presidente dell’Ordine risponde negativamente e sottolinea il fatto che indossare delle protezioni adeguate sia molto più importante, così come testare regolarmente medici e infermieri ovunque, dalle praxis alle cliniche e soprattutto nelle case di cura per anziani. Reinhardt ribadisce anche l’importanza che il Covid-19 sia riconosciuto come una malattia professionale e trattata di conseguenza dalle associazioni professionali.

Ci sono le risorse per affrontare la crisi in Germania?

Su 80 milioni di tedeschi, al momento sono più di 100.000 casi conclamati di Coronavirus, senza contare il fatto che non si sia ancora visto il picco della pandemia. Su questo Reinhardt ribadisce al Morgenpost che nonostante il sistema si stia preparando, dall’altro lato, spesso, lo fa anche rimandando interventi meno urgenti. Una pratica che non può essere protratta a tempo indeterminato.

Il presidente dell’Ordine ribadisce che nessuno verrà messo a rischio della vita, ma sostiene anche che è il caso di disciplinare situazioni limite, di cui non si conosce l’immediata pericolosità. L’esempio fatto è quello dei test di screening, come quelli che si fanno per diagnosticare un possibile cancro al seno e che potrebbero subire ritardi.

Le persone anziane e quelle con patologie pregresse dovranno vivere in isolamento fino all’introduzione di un vaccino?

Reinhardt ritiene che non si potranno segregare i soggetti a rischio a tempo indeterminato, ma che dovranno essere protetti in modo speciale sempre. Ciò significa che, ad esempio, quando l’epidemia avrà superato il picco e la curva comincerà a rientrare, le visite nelle case di riposo potranno essere riprese, ma con l’ausilio di ogni cautela igienica e con l’obbligo, per i visitatori, di indossare indumenti protettivi.

I tedeschi potranno andare in vacanza, quest’estate?

La risposta è una condanna senza appello, per tutti quei tedeschi che ogni anno anelano l’estate per andare in vacanza. Reinhardt è infatti irremovibile: “Non penso che i tedeschi possano andare in vacanza, quest’estate. Anche se torneremo gradualmente alla vita di tutti i giorni, con soluzioni intelligenti, la pandemia ci terrà impegnati ancora per un po'”.

 

Fonte Fiom Cgil 

Nella mattinata di oggi, a seguito di un confronto che è durato per quasi una settimana, è stato raggiunto un accordo, sottoscritto questa mattina, da parte della RSU IMA spa, assistita da FIM FIOM UILM di Bologna, con la Direzione Aziendale per la gestione della fase transitoria  – che vede una presenza ridotta delle persone negli stabilimenti (visto che l’azienda non è mai stata chiusa) – attraverso lo strumento della Banca Ore Negativa (BON) e attraverso lo strumento della Cassa Integrazione (con causale Covid- 19 e per il periodo 14 aprile 2020- 15 maggio 2020) messo a disposizione dal recente Decreto “Cura Italia”.

Lo strumento della cassa integrazione sarà utilizzato anche, nello spirito del Protocollo CGIL CISL UIL Confindustria per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, per ridurre l’orario giornaliero (anche per chi opera in smart work) e anche per realizzare un sistema di turnazione (con 6 ore di lavoro e 2 di cassa) che eviti il più possibile la concentrazione dei lavoratori negli stabilimenti.

L’accordo sarà ripreso da tutte le realtà IMA Spa sia del territorio che a livello nazionale (Firenze e Parma).

L’accordo prevede:

  • Un meccanismo condiviso di recupero delle ore di Banca Ore Negativa (B.O.N.) – che hanno permesso ai lavoratori di rimanere a casa retribuiti al 100% fino al 13 aprile 2020 – che prevede tempi lunghi di recupero (fino al 2026 nei casi di massimo accumulo) e la trasformazione della maggiorazione dovuta per le ore eccedenti il normale orario di lavoro in tempo (per favorire un recupero più veloce delle ore accumulate).
  • l’anticipazione da parte dell’Azienda per tutti i lavoratori e per tutte le lavoratrici (operai e impiegati) degli importi di cassa integrazione, nonché la maturazione (a prescindere dal numero di giorni di cassa integrazione) integrale degli istituti contrattuali: ferie, permessi, 13ma;
  • una integrazione economica degli importi di cassa, a carico Azienda, pari a 20 euro lordi per ogni giorno di cassa, da riproporzionare in caso di utilizzo a ore della cassa integrazione;
  • la possibilità, su base volontaria e al fine di ridurre l’effetto negativo sulle retribuzioni dovuto all’incidenza della cassa, di utilizzare al posto della cigo ferie e permessi personali.

FIM FIOM UILM di Bologna esprimono soddisfazione per l’accordo raggiunto, frutto di un lavoro lungo e complesso delle delegate e dei delegati sindacali della RSU e dei funzionari di FIM FIOM UILM, che testimonia il valore, per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori di IMA, di un sindacato forte e autorevole, della contrattazione collettiva e del sistema di avanzate relazioni sindacali costruito negli anni.

Bologna, 9 aprile 2020

FIM CISL – FIOM CGIL – UILM UIL      BOLOGNA