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FONTE FIOM.CGIL.IT

 

L'iniziativa prosegue fino a domenica 29 marzo per applicare le misure sanitarie di contrasto al Covid-19 previste dal protocollo Cgil-Cisl-Uil e dal Decreto "Cura Italia".

 

Da giorni, insieme ai nostri delegati e alle nostre strutture territoriali, siamo impegnati a far rispettare i diversi Dpcm, il protocollo di Cgil-Cisl-Uil, parti datoriali e governo e il Decreto “Cura Italia” chiedendo che le imprese applichino tutte le misure sanitarie atte a tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Diverse imprese si sono attivate, rispettando tutte le disposizioni e prescrizioni sanitarie, condizioni necessarie per lavorare in sicurezza e proseguire con le produzioni anche se a ritmi ridotti.

...continua a leggere "Covid-19. Fim-Fiom-Uilm: vogliamo fabbriche sicure!"

 

Fonte Epicentro

21/3/2020 - On line la traduzione dell’ultima valutazione del rischio dell’ECDC

EpiCentro mette a disposizione degli operatori una traduzione (non ufficiale), a cura di ricercatori ISS, dell’ultimo Rapid Risk Assessment pubblicato dal Centro europeo della prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) lo scorso 12 marzo. Scarica il documento completo “Pandemia da nuovo coronavirus 2019 (COVID-19): aumento della trasmissione in UE/AEE e nel Regno Unito - sesto aggiornamento” (pdf 1 Mb).

 

 

Pubblichiamo il Documento diffuso ieri dal Dipartimento Salute e Welfare del PD Milano metropolitana e la sua sintesi, che contengono osservazioni critiche sulle scelte della Regione Lombardia per il contenimento del contagio da Coronavirus con controproposte utili anche altrove. Editor

Siamo medici, ricercatori, operatori sanitari, sociali e amministratori accomunati dalla passione per il sistema salute e preoccupati dall’attuale pandemia e che hanno a cuore l’efficacia e l’efficienza del nostro Sistema Sanitario che sempre, ma soprattutto oggi, deve essere mantenuto in condizione di curare le persone e salvare vite.
La situazione sanitaria lombarda è sempre più preoccupante e continua a rappresentare oltre la metà dei casi in Italia e l’argine al contagio non può essere in modo prioritario lo stare a casa, anche se rappresenta il principale intervento di prevenzione della diffusione del coronavirus.

IL DOCUMENTO DEL DIPARTIMENTO SALUTE E WELFARE DEL PD di Milano

SINTESI DELLE PROPOSTE

Nota di Editor

Riteniamo molto rilevante questo documento della Società nazionale degli Operatori della Prevenzione (SNOP) inviata al Coordinamento Interregionale per fare il punto, in questa fase di grave crisi Covid-19 , sulla gestione dei rischi nei luoghi di lavoro e sul ruolo che debbono svolgere i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL e i Servizi specifici Spsal/Spresal.
E'importante che le OO.SS dei lavoratori e le Associazioni datoriali abbiano firmato con il Governo "Il Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". Questo non è sufficiente, le Regioni e le ASL debbono assumere orientamenti e adottare provvedimenti omogenei su scala nazionale. Le Regioni debbono coordinarsi rinunciando il più possibile ad adottare provvedimenti singoli non coordinati su problematiche che riguardano l'intero paese. G.R.

 

Al Coordinamento Interregionale di Prevenzione

Oggetto: A proposiƚo dell'emergenza per il Covid-19 con particolare riferimento alla prevenzione e tutela della salute dei lavoratori

IL DOCUMENTO SNOP

 

Non c'è dubbio: a Berlino in poche ore la vita è cambiata, per ora senza traumi, senza tensioni, tranquillamente e consapevolmente, direi con ordine. Almeno dal mio "buco della serratura" e dalle info di cui dispongo posso dire che:
Fila ordinata e ben distanziata al supermarket di fronte casa mia, con relativo affollamento che è durato per diverse ore per la necessità di rifornirsi del necessario per una clausura opportuna e non breve. Riorganizzazione dei punti vendita con plastiche di protezione, strumenti di protezione personale, etc. Meno persone in giro ma ancora troppe. Il piccolo parco giochi sotto casa sigillato con relativo cartello. Sarà difficile sigillare ii numerosi e giganteschi parchi che ci sono nella città e nei dintorni e si vedrà se su questo punto delicato i cittadini, soprattutto giovani, risponderanno.

...continua a leggere "Cronache da Berlino ai tempi del Covid-19 di Franco Di Giangirolamo (5)"

Fonte Dinamopress

«Negli ultimi cinque giorni, qui, è morta più gente di quanta ne muoia in settimane». Una testimonianza dal cuore del disastro

Vivo nell’epicentro del contagio, a pochi chilometri dall’ospedale di Alzano, cuore del disastro bergamasco. Mi limito a fornirvi qualche dato sul presente in cui vivo, molto materiale, qualora non vi fosse giunto proprio tutto, da Bergamo.

I morti – come sostiene anche il sindaco Giorgio Gori – sono molti più di quelli che vengono conteggiati, perché non tutte le persone che muoiono hanno avuto un tampone. Infatti, già da domenica 8 marzo, gli ospedali della città non riescono più a ricoverare tutti, quindi c’è chi resta – o viene fatto rimanere – a casa a curarsi l’infiammazione fino a quando può. I morti sono così tanti che il crematorio di Bergamo non regge i ritmi e sono terminate le scorte di urne funerarie. Il padre di un fraterno amico rianimatore è morto il 13 marzo e ha avuto come data per la cremazione il 23 marzo. Ci vogliono oggi dieci giorni o più per cremare un uomo, nonostante il crematorio lavori a ritmo serrato. Le bare rimangono nelle case per 4 giorni, perché anche le pompe funebri e gli spazi cimiteriali sono al limite. Nel cimitero di Bergamo accumulano bare su bare e le piazzano dove possono, in tutti gli spazi coperti a disposizione.

Negli ultimi cinque giorni, qui, è morta più gente di quanta ne muoia in settimane. A Nembro (poco più di 11.000 abitanti) sono morte più di 90 persone in 20 giorni: la casa di riposo del paese si sta svuotando a ritmi impressionanti, ma anche molti over 65 in buone condizioni se ne sono già andati. In alcuni paesi della valle non suonano più le campane a morto, perché dovrebbero suonare ininterrottamente. Fanno una scampanata al giorno, forfettaria, per i morti del giorno prima. Molti muoiono senza avere mai contratto il virus, ma a causa del virus, perché i medici non sono più in grado di reggere tutte le emergenze. Se hai un infarto qui, oggi, resti in attesa, anche se di tempo non ne hai. Chi muore non ha cerimonia funebre.

...continua a leggere "Bergamo, l’epicentro del contagio: perché proprio qui?"