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Da ieri lo stabilimento Lamborghini di S.Agata Bolognese è fermo. L’azienda, parte del gruppo Audi-Volkswagen, ha deciso di concerto con i sindacati di fermare l’attività del sito fino al 25 marzo. Nello stabilimento lavorano 1800 persone, di cui 900 impegnate nell’attività produttiva diretta. “Ci fermiamo, – spiega il presidente e ad Stefano Domenicali – per un atto di sensibilità nei confronti delle persone e del tessuto sociale. Abbiamo sempre rispettato le indicazioni della normativa e della Presidenza del Consiglio ma in questo momento, in un’ottica di responsabilità sociale, ci pare giusto rispondere alla sensibilità delle persone. Che ad ogni modo potrebbero lavorare in piena sicurezza nel rispetto dei criteri indicati nel decreto. Noi però in questa fase percepiamo nelle persone una situazione psicologica molto pesante”.

Per il personale amministrativo si utilizzerà lo smart working, mentre per gli addetti della fabbrica sono sul campo diverse ipotesi: ferie, utilizzo della banca-ore, flessibilità negativa oppure ammortizzatori sociali.

“Gli ammortizzatori sociali potrebbero arrivare in modo retroattivo – spiega Michele Bulgarelli, segretario Fiom Bologna – con decisioni che verrano prese all’interno di un tavolo già convocato entro la prossima settimana per decidere in che modo dare copertura allo stop. Non siamo stati a discutere sulle tecnicalità, un accordo si troverà. Questa intesa è anche il frutto di un modello avanzato di relazioni sindacali che esiste in questo territorio”.

Anche Ducati ha deciso di fermare la produzione negli stabilimenti di Borgo Panigale.