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Durante l'emergenza sanitaria per il Covid-19, i poliziotti continuano a garantire il controllo del territorio. Silp Cgil: "Servono misure efficaci a tutela dei lavoratori". Intanto il loro contratto è scaduto da 437 giorni

Autore Davide Colella         Fonte : Rassegna.it

Un decalogo per proteggere le forze dell'ordine durante i servizi sul territorio. Ci ha pensato il Silp, il sindacato dei lavoratori di polizia della Cgil, impegnato – in questi giorni di emergenza sanitaria – a informare operatrici e operatori per ridurre il rischio di contagio durante le ore di lavoro. Oltre alle prescrizioni che riguardano l'igiene personale, i contatti con le persone e la distanza di sicurezza da rispettare, ormai a conoscenza di tutti i cittadini, sono stati divulgati consigli sui corretti comportamenti da utilizzare durante pattugliamenti, servizi di supporto agli equipaggi sanitari, permanenza in spazi ristretti o azioni coercitive nei riguardi di soggetti potenzialmente contagiati. Una condizione fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati dai decreti licenziati nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio.

Ci siamo attrezzati a partire dalla comunicazione verso i nostri colleghi – spiega Gianni Mancino, segretario generale del Silp Cgil Milano –, stiamo condividendo queste norme a tutela dell’incolumità dei nostri operatori perché, rispetto agli altri cittadini, non possiamo rimanere chiusi in casa. Abbiamo eliminato i problemi di sovraffollamento dei nostri uffici, dimezzando la presenza contemporanea di personale. Ma in strada non abbiamo affatto diminuito la presenza delle nostre volanti. Fortunatamente il numero di operatori la cui salute è sottoposta a monitoraggio non è elevato. La maggior parte di loro non accusa sintomi particolari, apparentemente di natura influenzale, pronti dopo qualche giorno e con le dovute cautele a rientrare in servizio”.

Mancino fa il punto sulla situazione nel capoluogo lombardo, dopo l’ultimo Dpcm: “A Milano, gli esercizi che devono rimanere chiusi hanno tirato giù le saracinesche. Per strada il controllo non è capillare, soprattutto durante l’orario di lavoro. Lo spirito non è quello di fermare tutte le persone che transitano, ma di sensibilizzare la popolazione a rispettare i provvedimenti. La prevenzione è prioritaria, ovviamente siamo una rete di forze di polizia che svolge i controlli per verificare la rispondenza delle autocertificazioni, come disposto dall’ultimo decreto, ma non riscontriamo particolari criticità. Detto questo, bisogna considerare che la delinquenza non va in quarantena”.

Il filo del discorso si dipana da Milano alla Capitale, dove il sindacato sta collaborando attivamente con il Questore e con tutte le autorità territoriali per garantire l’ordine pubblico, il controllo del territorio e le prioritarie attività investigative. “A Roma – spiega Antonio Patitucci, segretario generale del Silp Cgil del Lazio – all’emergenza pandemia si è aggiunta quella della rivolta delle carceri – come accaduto a Velletri e nell'istituto Regina Coeli – e dei numerosi casi di lettere esplosive recapitate a comuni cittadini. Per questo motivo va sottolineato lo sforzo fisico, organizzativo e di intervento profuso dal nostro personale”.

“Naturalmente – continua Patitucci – la priorità nazionale in questo momento è la salute pubblica. E se questo vale per i cittadini, lo è ancor di più per un poliziotto, perché in una situazione di emergenza noi dobbiamo garantire che vengano rispettate le direttive del governo e dell'autorità sanitaria. Anche per questo il sindacato chiede siano garantite le misure di sicurezza negli uffici quanto sulle volanti, affinché i poliziotti non si contagino a vicenda, col rischio di passare il virus ai propri familiari.

In quest'ottica, il Silp Cgil ha inviato al ministero dell'Interno una missiva in cui chiede nuove misure a tutela del personale di polizia come la sospensione delle perquisizioni non urgenti, maggiore frequenza nella disinfezione di auto e caserme, l'aggiornamento professionale attraverso lezioni a distanza e congedi straordinari per permettere alle famiglie monoparentali e a quelle con entrambi i genitori lavoratori di poter fruire di congedi straordinari. In cima alla lista staziona la richiesta di un numero sufficiente di dispositivi di sicurezza, dispositivi che purtroppo continuano a scarseggiare per gli ospedali quanto per la Polizia di Stato. Ma per il corpo di polizia a difettare sono anche i diritti: il loro contratto nazionale è scaduto da 437 giorni, ma naturalmente non se ne parlerà fino alla fine dell'emergenza.

 

 

Ringrazio  Franco Di Giangirolamo che con questa prima cronaca ci fa comprendere meglio  la quotidianità della vita  a Berlino ai tempi dell'epidemia di Coronavirus  e quali siano gli orientamenti posti in essere dal governo tedesco e dai Laender per limitare il contagio. Questo lavoro d'informazione sulla Germania e su altri paesi europei  è tanto più  prezioso  in un momento nel quale molte,  troppe notizie false  circolano in rete...Editor (Gino Rubini)

 

Cronache da Berlino ai tempi del Coronavirus 

di Franco Di Giangirolamo

13 Marzo 2020

La cancelliera Angela Merkel, all'altezza di 2.100 infettati e di 6 morti, ha parlato. E quando parla la Cancelliera, benché la sua leadership sia molto indebolita, come anche i recenti insuccessi elettorali del suo partito dimostrano, qualcosa di importante, anche se è qualcosa di atteso e prevedibile, succede sempre.

Siamo ancora lontani dalle direttive draconiane e dagli imperativi categorici. Siamo alle raccomandazioni e ai provvedimenti settoriali, in uno Stato Federale, dove i Laender hanno un potere, tradizionalmente e costituzionalmente, molto solido.

La cancelliera ha sostanzialmente detto che il compito del Governo è „tutelare la vita dei cittadini, al meglio delle nostre possibilità e mantenere in cammino l'economia. Ambedue sono compiti impegnativi“.

L'appello (Aufruf), perchè di questo si tratta, riguarda tutti ed è imperniato sulla „rinuncia ai contatti sociali“ (Auf Sozialkontakte verzichten“).

I tecnici, gli esperti, nomi ormai noti a tutti (Lothar Wiener dell'Istituto R. Koch e Christian Drosten, virologo della Charitè), hanno terminato la prima fase del loro lavoro e la parola passa alla politica. La lotta alla diffusione del virus è ora compito delle istituzioni politiche e dei cittadini.

Precisato che gli infetti da virus raddoppieranno ogni 7 giorni, che a metà Maggio si conteranno un milione di tedeschi infettati, che l'80% avranno un decorso lieve, che il 15% si ammalerà più gravemente e che il 5% avrà un decorso critico, che i 28.000 letti di terapia intensiva dovranno far fronte a mezzo milione di possibili ammalati, l'invito è a „flatten the curve“ abbassare la curva dello sviluppo della infezione. Non disponendo di vaccini e di farmaci specifici, l'isolamento degli ammalati, la quarantena per le persone che hanno avuto contatti con persone certificate positive, la sospensione delle gandi manifestazioni, la temporanea chiusura delle scuole, degli asili e delle imprese, nonchè la drastica riduzione delle attività culturali, politiche, sociali, artistiche, sportive, etc. etc. sono gli unici strumenti per affrontare questa difficile prova.

A Berlino, dove si fanno 2.000 test al giorno (a proposito delle fake news che dicono che i tedeschi non fanno i tests) e dove i positivi sono (al giorno 11.3.2020) 118, di cui 39 tra i 30 e i 39 anni, e di cui 5 ricoverati, i primi effetti dell'orientamento politico, che si fa sempre più preciso, si faranno sentire abbastanza presto tra la popolazione soprattutto nei comportamenti personali. Forse vedremo qualche mascherina per strada, certamente più attenzione alle misure di prevenzione, più permanenza in casa.

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Pubblichiamo il Documento elaborato dalla Presidenza della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione a firma della Presidente  Dott.ssa Susanna Cantoni

"Ruolo del Medico Competente nella prevenzione del contagio di COVID19 negli ambienti di lavoro - Alcune indicazioni di CIIP"

Il nostro Paese è entrato ormai, in relazione all’epidemia di COVID19, in uno scenario di tipo 3, nel quale non vi sono più solo focolai sporadici ben identificabili, ma contagi diffusi su tutto il territorio nazionale. In questo tipo di scenario l’obiettivo degli interventi di sanità pubblica è quello di ridurre, ma soprattutto di rallentare la diffusione del contagio, per diminuire la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale.

IL DOCUMENTO (PDF)

 

FONTE FORTEBRACCIO

Nel giorno del confronto tra governo e sindacati, convocato ieri di gran fretta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in risposta agli scioperi operai indetti ieri in tutta Italia per chiedere sicurezza e misure anti-contagio nelle fabbriche, la leader dei metalmeccanici Cgil, Francesca Re David, rilascia un’intervista a Repubblica (edizione di Milano) in cui non le manda a dire al governo e alle imprese. Sempre oggi, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto su Repubblica: “Hanno ragione gli operai”, ha detto. Qui l’intervista alla segretaria della Fiom Francesca Re David.

 

“II governo ci dice “io resto a casa” e regolamenta ogni cosa, addirittura se e quando si può portare a spasso il cane. Benissimo, giusto così. Ma ora pretendiamo che prescriva regole anche su come si deve stare nei posti di lavoro: perché gli operai non sono cittadini per ventiquattro ore meno otto. Non è tollerabile che vedano la loro vita di tutti i giorni protetta e garantita da tante norme, ma una volta superati i cancelli della fabbrica si trovino in una terra di nessuno”. Francesca Re David è la leader nazionale dei metalmeccanici della Fiom-Cgil e sta vivendo probabilmente le ore più difficili della sua “missione” di sindacalista. Nelle fabbriche italiane dilagano gli scioperi perché gli operai si sentono figli di un dio minore, costretti a lavorare senza le tutele riconosciute a tutti gli altri cittadini. Come in trappola. “Ci sono tante aziende virtuose che si stanno comportando correttamente, condividendo con i dipendenti e con i sindacati decisioni così importanti per la vita di ognuno – racconta Re David -. Ma ce ne sono altrettante che procedono unilateralmente, senza rispetto”.

Il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, giudica “irresponsabili” gli scioperi proclamati in queste ore.
“Invito Bonometti e chi ragiona come lui a farsi un giro in autobus per andare in fabbrica e a lavorare nelle linee produttive dove la distanza tra le persone è di pochi centimetri. Poi parli. Ripeto, serve più rispetto per i lavoratori che stanno tenendo in piedi il Paese. E a chi sciopera perché nella sua azienda non è garantita la sicurezza, dico di stare tranquillo: ha la copertura anche del sindacato a livello nazionale”.

La Fiom, insieme a Fim-Cisl e Uilm, chiede di fermare tutte le fabbriche metalmeccaniche fino al 22 marzo. Non crede sia uno stop controproducente in un momento come questo?
“Assolutamente no. C’è grande difficoltà nell’applicazione delle misure sanitarie nei luoghi di lavoro e quindi una fermata momentanea della produzione, con la copertura di ammortizzatori sociali e strumenti contrattuali, consentirà di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro”.

Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, dice che se nelle fabbriche non si può mantenere la distanza di un metro tra i lavoratori, vanno utilizzate le mascherine.
“Ma le mascherine dove sono? Il governo si assuma la responsabilità di stabilire quali sono le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è possibile che le prescrizioni normative riguardino quasi esclusivamente i cittadini-utenti e non i lavoratori. E’ scandaloso che gli operai rischino sanzioni disciplinari o addirittura il licenziamento se rifiutano protezioni sanitarie inadeguate. Oppure che gli imprenditori mettano unilateralmente in ferie i dipendenti. Succede perché il governo ha delegato alle aziende le decisioni”.

Non teme che misure di emergenza possano poi essere difficili da smontare una volta tornati alla normalità? Magari a danno proprio dei lavoratori…
“Sia gli ammortizzatori sociali che gli strumenti contrattuali vanno concordati. Peraltro, mixando cassa integrazione e turni di lavoro, sarà più facile mandare avanti la produzione in questo periodo di crisi”.

Qual è la situazione del contagio di Covid-19 nelle fabbriche italiane?
“I dati che abbiamo rispecchiano la tendenza di tutta la popolazione. Quindi il maggior numero di casi positivi al coronavirus sono nelle aziende di Lombardia e Veneto. E consideri che quando c’è un episodio, viene messa in quarantena l’intera fabbrica. Stanno spuntando casi anche nel resto d’Italia, soprattutto in Campania e nel sud”.

II premier Conte ha convocato per oggi una video-conferenza con le parti sociali. Cosa chiederà il sindacato?
“Un’assunzione di responsabilità da parte del governo, in linea con i sacrosanti passi fatti fino ad oggi”.

 

FONTE EPICENTRO

13/3/2020 - Come smaltire i rifiuti domestici

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblica i consigli su come eliminare i rifiuti domestici in questo periodo di emergenza sanitaria. Sia per chi è in quarantena obbligatoria sia per chi non è positivo all’infezione sono necessarie nuove regole da seguire come per esempio buttare i fazzoletti di carta usati nella raccolta indifferenziata. Leggi il Primo Piano e scarica il poster “Come raccogliere e smaltire i rifiuti domestici” (pdf 353 kb).

 

Come è noto, il Governo ha deciso di assumere provvedimenti più restrittivi con l'obiettivo di contenere la diffusione del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale.
Riteniamo necessario che ci sia coerenza tra quanto accade fuori dai luoghi di lavoro e quanto accade nello svolgimento delle attività lavorative.

È compito del datore di lavoro assicurare tutte le misure organizzative volte a garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Riteniamo che non sempre ciò stia accadendo.

CGIL CISL e UIL Emilia-Romagna considerano imprescindibile adeguare le attività produttive al nuovo contesto derivante dai recenti DPCM, anche valutando la riduzione delle attività lavorative, accedendo agli ammortizzatori sociali, qualora non vi sia la possibilità di adottare soluzioni in grado di assicurare la protezione da ogni eventuale rischio.

Le nostre strutture sindacali di categoria, le delegate ed i delegati RSU/RSA, i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, sono disponibili a negoziare accordi specifici per affrontare la situazione di emergenza e contribuire alla revisione della valutazione dei rischi.

CGIL CISL e UIL Emilia Romagna, a tutti i livelli organizzativi, monitoreranno la situazione nei luoghi di lavoro segnalando tutte le condizioni di criticità agli enti preposti e chiedendo la sospensione delle attività qualora non sia possibile garantire quanto previsto dalle norme.

CGIL CISL UIL Emilia-Romagna