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FONTE RASSEGNA.IT 

Un tecnico manutentore, Leandro Caprarelli, 34 anni, residente nel vicentino, è morto all'ospedale di Santorso (Vicenza) a cause delle ferite riportate in un infortunio sul lavoro avvenuto nella mattinata di lunedì 11 novembre nell'azienda “De Marchi Marmi” di Malo (Vicenza).

La vittima era originaria di Monticelli, frazione di Esperia, in provincia di Frosinone. L'uomo, tecnico dell’azienda di impianti fotovoltaici Tecnorinergy, anch'essa di Malo, era salito nel tetto di un capannone per sistemare l'impianto fotovoltaico, ma è caduto nel vuoto da un'altezza di oltre cinque metri, a causa del cedimento di un cupolino in vetrocemento. Caprarelli era stato ricoverato in condizioni disperate e sottoposto a intervento chirurgico, ma i traumi subiti nella caduta si sono rivelati troppo gravi. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri e tecnici dello Spisal dell'Ulss 7 Pedemontana. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma per ora non vi sono iscritti al registro degli indagati.

“Questo ennesimo dramma sul lavoro rende ancora più inaccettabile il fatto che manchino i controlli perché i servizi di prevenzione, gli Spisal, non sono messi in grado di operare per la penuria di risorse e di personale”, commentano Giampaolo Zanni (segretario generale Cgil Vicenza) e Morgan Prebianca (segretario generale Fiom Cgil Vicenza): “Dopo l'ultimo infortunio mortale avevamo unitariamente chiesto al prefetto una ‘scossa’, un forte intervento contro gli infortuni nella nostra provincia. Sono passati due mesi e ancora attendiamo. Non ci resta che la lotta sindacale per costringere le aziende a investire sulla sicurezza, le istituzioni a intervenire e i lavoratori a essere i primi a pretendere sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Un articolo apparso su ETUI il 28 ottobre 2019

FONTE  ETUI 

 

L'ANSES, l'Agenzia francese per l'alimentazione e la salute e la sicurezza sul lavoro, ambientale e professionale, ha appena pubblicato un rapporto che sintetizza le attuali conoscenze sulla salute professionale dei vigili del fuoco.

Il recente incendio nello stabilimento chimico di Lubrizol a Rouen (23 settembre 2019) ha rivelato in che misura i rischi relativi al lavoro di un vigile del fuoco vengono spesso trascurati. Sebbene elencati come uno stabilimento di livello superiore ai sensi della direttiva Seveso, circa 900 vigili del fuoco hanno affrontato l'incendio con dispositivi di protezione insufficienti. Secondo le informazioni pubblicate da 'Le Monde' il 16 ottobre 2019 , alcuni pompieri sono stati sottoposti a controlli biologici a seguito dell'incidente. Per almeno dieci di essi, gli esami del sangue hanno mostrato risultati anormali per il fegato, con livelli di transaminasi tre volte più alti del normale e interruzioni della funzionalità renale.

Il rapporto ANSES rivela che i vigili del fuoco sono esposti a una serie di fattori di rischio ogni giorno: esposizione a sostanze chimiche generalmente rilasciate dai prodotti in fiamme, nonché ad agenti biologici o persino fisici. Si trovano anche di fronte a vincoli organizzativi come il lavoro a turni e con vincoli psicosociali come l'esposizione alla violenza. ANSES sta redigendo un rapporto sui rischi per la salute associati all'estinzione degli incendi, facendo il punto sulle misure di prevenzione.

Al fine di compilare questo rapporto, ANSES ha organizzato una consultazione internazionale che consente di condividere il know-how delle agenzie di SSL in diversi paesi. Nove agenzie di Stati Uniti, Paesi Bassi, Finlandia, Norvegia, Canada e Regno Unito hanno contribuito a questo sondaggio.

Il rapporto non si limita a rivedere la nostra conoscenza dei rischi. Continua a presentare raccomandazioni volte a migliorare la prevenzione, nonché a identificare campi in cui abbiamo urgentemente bisogno di dati più sistematici. La relazione contiene un riassunto delle misure di prevenzione raccomandate in Francia e negli altri paesi partecipanti.

ANSES sottolinea il fatto che le attuali misure di prevenzione relative ai rischi chimici si concentrano principalmente sulla fase attiva della lotta contro l'incendio. Tuttavia, il rischio di esposizione a fumi tossici rimane presente anche quando l'incendio è stato spento, durante le fasi di monitoraggio, indagine e bonifica, nonché dopo che gli equipaggi sono tornati alla caserma dei pompieri, sotto forma di attrezzature e veicoli contaminati , fuliggine e l'acqua usata per combattere il fuoco. È necessario tenere maggiormente conto dei rischi cronici.

Per quanto riguarda i rischi psicosociali, ANSES ha scoperto che alcuni vigili del fuoco entrano nel servizio guidati principalmente dal desiderio di combattere gli incendi, senza essere consapevoli della dura realtà di un lavoro in cui la maggior parte delle chiamate coinvolge fornire assistenza di emergenza alle persone. Questa lacuna nella percezione dell'opera può generare sofferenza.

ANSES raccomanda l'introduzione di un database che centralizza i dati di controllo medico dei vigili del fuoco professionisti, militari e volontari, nonché un monitoraggio delle loro attività, al fine di migliorare le nostre conoscenze sulla salute dei vigili del fuoco francesi e la tracciabilità delle esposizioni e identificare le attività con i maggiori rischi. È importante che un simile database sia in grado di includere tutte le diverse attività dei vigili del fuoco professionisti, anche quando lavorano su base volontaria.

Infine, ANSES raccomanda l'effettiva introduzione di controlli medici per i vigili del fuoco che hanno lasciato i vigili del fuoco, al fine di prevenire meglio i rischi a lungo termine.

(Fonte: comunicato stampa ANSES e relazione)

Leggi il rapporto ANSES

 

Segnaliamo  questa testimonianza del Consigliere regionale della Regione Veneto Andrea Zanoni apparsa su Greenreport.it

[13 Novembre 2019]

Ieri notte in Consiglio Regionale stavamo discutendo la legge di stabilità relativa al Bilancio Regionale 2020 quando verso le 22 l’acqua ha iniziato, per la prima volta nella storia del Consiglio regionale del Veneto, ad allagare l’aula consigliare con il conseguente fuggi fuggi di tutti i consiglieri, assessori, funzionari, addetti al servizio legislativo e tanti altri.

Qualcuno potrebbe pensare che tutto ciò non fosse prevedibile, non è così! I numerosi e precisi bollettini sull’acqua alta e soprattutto le sirene in azione ci dicevano solo una cosa: evacuare Palazzo Ferro Fini. E invece il Presidente del Consiglio e i rappresentanti della Lega hanno voluto proseguire ad oltranza creando una serie di disagi aggiuntivi comprese le gravi difficoltà degli addetti ai servizi di trasporto via acqua che hanno dovuto azzardare anche manovre pericolose.

Intanto le acque invadevano tutto il piano terra di palazzo Ferro Fini defluendo come un torrente (il rumore era proprio quello) nelle zone più basse come la sala mensa, la Sala del Leone, la sala Giunta, le cucine, la guardiola e purtroppo l’aula consigliare: l’aula dell’assemblea legislativa del Veneto.

Andavano sott’acqua tutti gli arredamenti, tappeti, seggiole ed in particolare molti apparecchi elettrici come le prese e i ventilconvettori.

L'articolo prosegue alla fonte su Greenreport.it

FONTE ENETOSH 
( Traduzione dall'inglese assistita da Google Translator )

Questo nuovo rapporto "Nuove forme di lavoro tra i giovani - Implicazioni per l'ambiente di lavoro", pubblicato dal Consiglio nordico dei ministri, evidenzia nuove forme di lavoro. Basato su interviste con giovani dipendenti, il rapporto mostra esempi di nuovi ambienti di lavoro, come lavorare nel settore dei giochi, su piattaforme digitali, con i social media e in accordi di lavoro flessibili o temporanei.
I cambiamenti nel lavoro segnati a livello globale e nei paesi nordici comportano nuove forme di lavoro e occupazione atipica tra i giovani lavoratori. Una percentuale significativa di giovani lavoratori è in posizione temporanea, lavora irregolarmente e lavora a tempo parziale. I quattordici ritratti di giovani che lavorano in forme nuove e atipiche di lavoro nei paesi nordici in questo rapporto mostrano che la maggior parte di questi giovani ha diversi lavori o redditi contemporaneamente o un numero di lavori / redditi diversi per brevi periodi.
Stanno lavorando su piattaforme online come giocatori di e-sport, YouTuber o Influencer, per spostarsi così nella zona di confine dei significati che di solito attribuiamo alle categorie "lavoro" e "ambiente di lavoro". Questi sviluppi si applicano anche alle professioni tradizionali, come i lavori di falegnameria o di servizio, ma il nuovo aspetto è che il lavoro è mediato attraverso piattaforme online, il che sembra influenzare l'ambiente di lavoro di quei giovani lavoratori. È importante conoscere meglio le nuove forme di lavoro se vogliamo migliorare l'ambiente di lavoro tra questi giovani lavoratori.
Il gruppo del progetto era composto da partecipanti provenienti da quattro paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia e Islanda. Il capo del progetto era Johnny Dyreborg, Ph.D. del Centro nazionale di ricerca per l'ambiente di lavoro, Danimarca.
Il rapporto può essere scaricato come file PDF o ePUB o letto online qui .

a cura di Luisella Gilardi, DoRS

Nel mese di luglio del 2019 l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un documento di sintesi sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenza sulla salute, in particolare sull’insorgenza di tumori.

Fra i dispositivi che emettono tali radiazioni vi è il telefono cellulare, da anni oggetto di discussione all’interno della comunità scientifica. Il rapporto ha l’obiettivo di fare chiarezza analizzando la letteratura scientifica prodotta in questi anni nell’ambito di studi multicentrici anche di grandi dimensioni.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE DORS.IT

Fonte : Inail.it 

Numerosi studi epidemiologici riportano effetti sanitari dovuti a ingestione di alimenti contaminati.

Immagine Esposizione a micotossine aerodisperse: un rischio occupazionale?

Meno studiato è il rischio di contrarre patologie a seguito di inalazione di spore fungine o particelle di polvere contaminate, rischio che, per alcune attività, può essere consistente. I lavoratori a maggior rischio espositivo risultano quelli addetti alla raccolta di cereali, stoccaggio di materiale agricolo, carico e scarico (es. autotrasportatori), produzione e distribuzione di mangimi.
Il documento intende approfondire le problematiche connesse con l’esposizione a micotossine per via inalatoria e il loro impatto sulla saluto occupazionale.

Prodotto: Fact sheet
Edizioni: Inail – 2019
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it