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Il lavoro della Procura e del commercialista Paolo Rivella per le parti civili ha trovato conferma piena nel verdetto della Corte d’Appello di Firenze

VIAREGGIO. «Tenuto a garantire» in virtù «della titolarità dei poteri» di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato «le condizioni tecniche di sicurezza della circolazione dei treni e dell’esercizio ferroviario, in base alle disposizioni a contenuto cautelare» vigenti in Italia, non ha provveduto , invece, in tal senso. È il senso della contestazione mossa dalla Procura di Lucca, fin dai primi passi dell’inchiesta sul disastro ferroviario di Viareggio, nei confronti di Mauro Moretti. Condannato oggi a 7 anni di carcere dalla sentenza d’appello, nella doppia vesta di ad di Rfi e di ad di Ferrovie.

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