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FONTE CGIL.IT

Roma, 19 dicembre – “Esprimiamo seria preoccupazione e contrarietà per la riduzione dei premi assicurativi all’Inail da parte delle imprese”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Franco Martini, Angelo Colombini, Silvana Roseto commentano l’emendamento alla manovra, presentato al Senato, nel quale: “non si tiene conto che l’equilibrio finanziario nella gestione dell’Istituto deve contemporaneamente riguardare sia la revisione delle tariffe a favore delle imprese, che la qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.Secondo le tre Confederazioni “il nodo non è il riequilibrio delle tariffe, previsto anche dalla normativa vigente da attuare con cadenza triennale, la cui urgente attuazione è stata richiamata dalla recente intesa che abbiamo siglato con Confindustria il 12 dicembre scorso, ma è l’assenza dell’impegno sulla qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“Di questo obiettivo – denunciano Martini, Colombini, Roseto – non vi è traccia nella manovra, anzi lo stesso emendamento prevede addirittura che i 410 milioni di risparmi per le imprese vengano reperiti anche attraverso un taglio di 110 milioni agli interventi in materia di formazione”. “Ciò è ancor più grave, a poche ore dall’iniziativa promossa dall’Istituto, che ha rilanciato l’obiettivo del reinserimento lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di infortuni, obiettivo che – aggiungono – richiede un forte impegno dell’Inail nella formazione e nella ricerca”. “Per queste ragioni le Segreterie Nazionali di Cgil, Cisl, Uil chiedono il ritiro dell’emendamento e interventi coerenti con l’intesa Confindustria-sindacati in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, concludono Martini, Colombini, Roseto.

 

 

FONTE GOODELECTRONICS

 

Photo: ILO - Asrian Mirza_2007._Flickr Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 IGO License

Il documento GoodElectronics "Sfruttamento mediante l'inganno nel settore dell'elettronica" sostiene che, quando i lavoratori non ricevono informazioni pertinenti sulle sostanze tossiche e altrimenti pericolose sul posto di lavoro a cui sono effettivamente o potenzialmente esposti, ciò potrebbe costituire uno sfruttamento tramite l'inganno. Inoltre, lo sfruttamento mediante l'inganno in merito alle esposizioni tossiche potrebbe e dovrebbe essere un reato perseguibile ai sensi di varie leggi.

Ogni giorno decine di milioni di lavoratori sono esposti a sostanze pericolose sul posto di lavoro. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), circa quattro lavoratori muoiono ogni minuto a causa del lavoro in un luogo di lavoro insicuro o malsano.

Prodotti chimici tossici al lavoro
L'industria elettronica non fa eccezione in quanto utilizza sostanze tossiche per tutto il suo ciclo di vita. I casi da tutto il mondo hanno messo in luce la misura in cui i lavoratori dell'elettronica sono esposti a sostanze chimiche tossiche al lavoro. Questi casi hanno implicato governi e aziende nei paesi più ricchi e poveri del mondo durante il ciclo di vita dei prodotti elettronici - dall'estrazione delle materie prime alla produzione di componenti e prodotti elettronici, alle operazioni di riciclaggio e recupero.

Mancanza di informazioni
Un comune denominatore in molti di questi casi di esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose è la mancanza o l'inadeguatezza delle informazioni. Nel contesto dei grandi volumi di sostanze pericolose utilizzate dai lavoratori in vari settori, fornire informazioni adeguate è essenziale per aiutare a prevenire i rischi, mitigare i danni, condurre ricerche su alternative più sicure e fornire un rimedio efficace. In queste circostanze, l'informazione è fondamentale per il godimento dei diritti umani - in sostanza un diritto a se stesso e un facilitatore di altri diritti umani.

Inganno nel settore dell'elettronica
Il rapporto descrive il problema dell'inganno nel settore dell'elettronica, seguito da un'analisi del quadro normativo per i diritti dei lavoratori che sono rilevanti per il problema in questione. La relazione si conclude sottolineando l'obbligo degli Stati di riconoscere e far rispettare lo sfruttamento con l'inganno e le responsabilità delle imprese di informare i lavoratori e formulare raccomandazioni agli Stati, alle imprese e ai rappresentanti dei lavoratori.

Scarica qui il documento "Sfruttamento mediante l'inganno nel settore dell'elettronica" .