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FONTE SNOP.IT

Lo stato dell’arte dei Sistemi Informativi della Prevenzione nei luoghi di lavoro

Un contributo di Alberto Baldasseroni

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I 70 anni del NHS

Gavino Macioccco

 

L’istituzione National Health Service avvenuta nel 1948 è stata una fondamentale svolta nel concetto di salute (un “diritto universale”) e di assistenza sanitaria (“un servizio sanitario onnicomprensivo volto a garantire il miglioramento della salute fisica e psichica delle persone attraverso gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie”). Molti sistemi sanitari lo hanno emulato, tra cui il nostro. 70 anni di storia che raccontano le profonde trasformazioni che sono avvenute negli ultimi decenni, con una forte spinta verso la privatizzazione  dei servizi, mentre rimane (per ora) pubblico il sistema di finanziamento, basato – come all’origine – sulla fiscalità generale.


Commissionato nel 1939 dal premier conservatore Wiston Churchill, il 1° dicembre 1942 viene presentato il testo di un rapporto dal titolo Social Insurance and Allied Services destinato a rivoluzionare il sistema di sicurezza sociale nel Regno Unito. La commissione incaricata di predisporre il documento fu presieduta da Sir William Beveridge, il cui nome è associato non solo al tipo di riforme che tale rapporto innescò, ma principalmente al modello di sistema sanitario che pochi anni dopo prenderà il via. Il principio guida di queste riforme, che oltre alla sanità riguardavano l’istruzione, la maternità, l’occupazione e le pensioni, fu l’universalità dell’assistenza pubblica: i servizi sociali come diritto di tutti i cittadini. La responsabilità della loro attuazione ricadde sul Partito Laburista che nelle elezioni del 1945 ottenne una larghissima maggioranza in forza della quale il governo Attlee attuò anche un esteso programma di nazionalizzazioni: dalla Banca d’Inghilterra all’energia elettrica, dalle poste alle ferrovie.

>>>> L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE  SALUTEINTERNAZIONALE.INFO >>>>

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FONTE BALPA

 

 

I piloti hanno risposto con allarme all'annuncio delle nuove leggi sui droni, dicendo che sono contenti che il governo stia prendendo provvedimenti, ma le restrizioni devono spingersi molto oltre per rendere sicuro l'uso di droni vicino agli aeroporti.
 
La British Airline Pilots 'Association (BALPA) ha precedentemente invitato il governo a stringere le leggi sui droni dopo il forte aumento dei quasi-incidenti con gli aerei negli ultimi anni.
 
A seguito di alcuni test effettuati da BALPA con il Dipartimento per i trasporti e l'Autorità di associazione militare che ha dimostrato il rischio per gli aerei, sono state promulgate nuove leggi.
 
Tuttavia, le nuove leggi proposte includono restrizioni limitate che consentiranno ai droni di volare fino a 400 piedi ad appena 1 km dal confine di un aeroporto. BALPA afferma che si tratta di una situazione molto pericolosa in quanto gli aeromobili saranno già più bassi di questo punto in prossimità di un aeroporto, quindi le nuove norme devono andare oltre per evitare potenziali collisioni.
 
Lo specialista della sicurezza di volo BALPA, Steve Landells, ha dichiarato:
 
"Siamo lieti che il governo stia prendendo sul serio i quasi-incidenti e apporti modifiche alla legge, ma è fondamentale che queste vadano oltre per evitare una potenziale catastrofe.
 
"Speravamo di vedere qualcosa di simile alle normative introdotte in Australia, che affermano che le operazioni senza equipaggio non devono essere effettuate entro 3 miglia nautiche (circa 5,5 km) di un aeroporto. La sicurezza nel Regno Unito non è meno importante che in Australia.
 
"BALPA non è anti-drone e comprendiamo le considerazioni commerciali nel non rendere le leggi troppo restrittive, ma un hobbista non ha alcun interesse  di fare volare il drone  vicino a un aeroporto, permettere che questo accada aumenta il rischio di una collisione catastrofica".

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Sintesi della notizia apparsa sul quotidiano australiano  WATODAY

..... Uno dei maggiori sindacati dello stato ha invitato il governo McGowan a seguire un impegno del partito laburista vittoriano e ad introdurre pene detentive di 20 anni e multe multimilionarie per i datori di lavoro che non riescono a prevenire la morte sul posto di lavoro.
Il sabato il premier vittoriano Daniel Andrews ha annunciato che introdurrebbe la legislazione sull'omicidio da omicidio industriale se fosse stata rimossa a novembre.
Gerard "Gerry" Bradley e Joe McDermott, dell'Irlanda del Nord, sono stati uccisi in un incidente sul lavoro a East Perth nel 2015.

...continua a leggere "Australia: il sindacato australiano vuole pene detentive, multe multimilionarie per decessi sul posto di lavoro"

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FONTE  OSHA.EU 

What difficulties do cancer survivors face when returning to work? What problems can their employers encounter? EU-OSHA’s research aims to answer these questions and establish what needs to be done to ensure a successful return-to-work intervention.

The findings are published during the annual European Week Against Cancer  (25-31 May 2018), in the form of a report, a summary and presentations.

Read the press release

See the new report and the summary on instruments and practices on Rehabilitation and return to work after cancer

Check two PowerPoint presentations for OSH experts  or general audience 

Check also the literature review: Rehabilitation and return to work after cancer (summary available now in several languages) published last February

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DENUNCE DI INFORTUNI LAVORATORI MORTI
2012
Industria e servizi

585.111

1.151
Agricoltura 42.920 180
Per conto dello Stato 117.513 33
Totale 745.544
1.364
2013
Industria e servizi

536.845

1013
Agricoltura 40.335 190
Per conto dello Stato 117.836 40
Totale 695.016 1.243
2014
Industria e servizi 512.662 960
Agricoltura 39.205 180
Per conto dello Stato 117.719 31
Totale 663.586 1.171
2015
Industria e servizi 493.759 1.080
Agricoltura 38.032 166
Per conto dello Stato 105.353 40
Totale 637.144

1.286

2016
Industria e servizi 500.621 916
Agricoltura 36.183 140
Per conto dello Stato 104.541 48
Totale 641.345 1.104

...continua a leggere "Salute e sicurezza. Aggiornamento dati su infortuni"

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FONTE  PISTES 

Le lien santé-travail au prisme de la prévention. Perspectives juridiques
The Relation Between Health and Work from the Prevention Angle : Legal Perspectives
El vínculo entre la salud y el trabajo a través del lente de la prevención. Perspectivas jurídicas

Emmanuelle Lafuma et Cyril Wolmark

Abstract 

La présente contribution éclaire les liens tissés par le droit entre travail et santé à la lumière de la conception juridique de la prévention et se propose d’examiner aussi dans quelle mesure la prévention promeut une discussion sur le travail. Berceau de la prévention, le domaine de la responsabilité pénale demeure étanche à toute discussion sur l’organisation du travail. Fixées a priori dans des dispositions réglementaires détaillées, les règles n’ont pas vocation à interroger le travail. Parallèlement, le droit a progressivement organisé les conditions d’un débat interne à l’entreprise sur la prévention. Toutefois, si ce débat paraît propre à nourrir un échange sur le travail, il n’est pas directement lié à l’engagement d’une responsabilité. Finalement, sous l’impulsion du droit européen, la reconnaissance par le juge d’une obligation de sécurité sur le terrain de la responsabilité civile marque un tournant décisif. L’obligation pour l’employeur d’analyser les risques liés à l’organisation du travail et de prendre les mesures propres à les faire cesser ou à les limiter ouvre la voie à une discussion contextuée sur le travail.

L'ARTICOLO COMPLETO 

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Report della 21_esima settimana del 2018 di Rapid Alert System

 

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana.

La Commissione non si assume alcuna responsabilità per l’accuratezza delle informazioni fornite. Nel caso in cui ulteriori informazioni ricevute da un’autorità nazionale competente in merito a una notifica già pubblicata conduca alla modifica o alla revoca delle informazioni, la Commissione includerà una rettifica o un avviso di ritiro nella prossima panoramica settimanale.

Report della 21_esima settimana del 2018 di Rapid Alert System

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FONTE OSHA.EU

 

All’interno del progetto di sintesi dell’EU-OSHA sulle malattie correlate al lavoro, il workshop dal titolo «Sistemi di allarme e sentinella per l’individuazione delle malattie correlate al lavoro nell’UE» ha riunito esperti di spicco e responsabili politici di tutta Europa per discutere delle metodologie esistenti di allarme e sentinella descritte nello studio dell’EU-OSHA. È stato inoltre evidenziato come l’impiego di tali metodologie migliori la sorveglianza sentinella a livello sia di Stati membri sia di UE e come sia importante la cooperazione e lo scambio di dati all’interno dell’Unione.

Sono state altresì individuate opportunità di collaborazione tra i partecipanti, come ad esempio l’elaborazione di un thesaurus per i dati di esposizione o la condivisione di relazioni su casi e la riunione delle conoscenze per la valutazione degli aspetti correlati al lavoro tramite la piattaforma OccWatch (Occupational Diseases Sentinel Clinical Watch System - Sistema di sorveglianza sentinella delle malattie professionali).

Cfr. la sintesi del workshop

Visita la sezione web sui sistemi di allarme e sentinella in materia di SSL

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FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

Bologna, 21 maggio 2018

OGR – Le Officine della Memoria

verso il trasferimento delle OGR, per il recupero dello stabilimento tra passato e futuro

Veduta dello stabilimento OGR (1908)

Importante convegno in occasione della “Giornata mondiale delle vittime dell’Amianto” sul futuro delle Officine Grandi Riparazioni delle FF.SS. di Bologna, promosso da AFeVA Emilia Romagna, CGIL Emilia Romagna, CDLM Bologna, RSU/RLS OMC Trenitalia e il Q.RE Porto Saragozza di Bologna.

Nel corso del 2018 si completerà il trasferimento dei lavoratori delle Officine presso un altro stabilimento.

In previsione di questo evento AFeVA Emilia Romagna e le strutture della CGIL ER e BO assieme ai delegati sindacali, hanno posto alle Istituzioni Pubbliche alcune questioni che riguardano il futuro dello stabilimento e la conservazione della Memoria sia degli eventi correlati all’uso dell’amianto, sia legati alla vicenda sindacale e professionale dello stabilimento.

1. Il problema della Bonifica del sito;
2. La tutela della memoria: museo e monumenti;
3. la tutela del patrimonio architettonico;
4. La potestà del comune e dei cittadini bolognesi a determinare il futuro uso dell’area, rigorosamente verso utilizzi collettivi e socio-culturali (attualmente nel PSC del Comune di Bologna l’area è destinata ad infrastrutture ferroviarie).

Ci pare quindi di grande interesse pubblicare la documentazione completa della giornata che ha visto un confronto con l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna – Valentina Orioli.

...continua a leggere "OGR – LE OFFICINE DELLA MEMORIA: i video ed i materiali del convegno – assemblea 28 aprile 2018"

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Mercoledì 30 maggio si terrà - dalle 9.00/13.00 - presso l’Aula magna “Ludovico Quaroni” di Architettura l’appuntamento annuale, dal titolo “LA SICUREZZA SUL LAVORO. L’INAIL E L’UNIVERSITA’ MEDITERRANEA PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE”, promosso dall’INAIL – Direzione Regionale della Calabria e dal Dipartimento dArTe dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e organizzato con l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Reggio Calabria, con l’adesione anche del Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro.

...continua a leggere "Seminario La Sicurezza sul Lavoro. L’INAIL e l’Università Mediterranea per una cultura della Prevenzione -30 maggio 2018"

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A 10 anni dall'entrata in vigore del D.lgs. 81/2008 è disponibile la nuova versione del decreto -edizione maggio 2018- in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive.

Consulta il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro

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È stato pubblicato sulla G.U. n. 114 del 18 maggio 2018 il D.I. 27 aprile 2018, con l’individuazione delle attività lavorative a bordo delle navi o delle unità, ex articolo 2, D.lgs. n, 271/1999, alle quali è vietato adibire i minori di 18 anni.
Unica eccezione è costituita dalla necessità di svolgere tali attività per motivi di formazione professionale e sotto stretta sorveglianza sanitaria.

TESTO DEL D.I. 27 APRILE 2018

 

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La Regione Emilia Romagna ha pubblicato un documento “Registro nazionale Tumori Naso-Sinusali ^(ReNaTuNS) –Attività del Centro Operativo Regionale Emilia Romagna – report triennio 2014-2016” a cura del gruppo di lavoro del C.O.R. ReNaTuNS Emilia Romagna.

ll Piano Regionale della Prevenzione della Regione Emilia-Romagna 2010-2012, ha “previsto una sezione specifica dedicata al monitoraggio e contenimento del rischio cancerogeno professionale, individuando specifiche azioni ed obiettivi da realizzarsi all’interno delle attività delle U.O. di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro”.

E l’istituzione presso l’AUSL di Imola del Centro Operativo Regionale del Registro Nazionale dei Tumori Naso Sinusali (COR Re.Na.Tu.NS) è “parte di questi obiettivi, e consente l’ingresso della Regione Emilia-Romagna nel sistema di sorveglianza nazionale di queste neoplasie ad alta frazione eziologica professionale, istituito presso l’INAIL con gli scopi e finalità previsti dal D.Lgs. 81/08 e in analogia con il già attivo Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM)”.

...continua a leggere "NEWSLETTER MEDICO-LEGALE INCA CGIL NUMERO 5/2018. ReNaTuNS Emilia Romagna: diffusione ed agenti causali dei tumori naso-sinusali."

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FONTE AGENZIA SANITARIA E.R.
Online il rapporto “Analisi delle condizioni socio-economiche e salute in Emilia-Romagna attraverso l’uso integrato di dati”

Come misurare oggi le disuguaglianze sociali in salute in Emilia-Romagna?

Il rapporto “Analisi delle condizioni socio-economiche e salute in Emilia-Romagna attraverso l’uso integrato di dati” appena pubblicato offre una risposta nell’ambito dell’uso epidemiologico di dati già esistenti e fornisceindicazioni operative per valorizzare in modo efficiente l’uso integrato dei dati del Sistema informativo sanitario e quelli della Statistica ufficiale.

Grazie a una carrellata su alcune applicazioni sviluppate negli ultimi anni dall’Agenzia sanitaria e sociale, il documento illustra un sistema per monitorare gli effetti delle disuguaglianze sociali sulla salute, che può essere applicato a livello regionale e locale ed è coerente con le metodologie sperimentate in ambito italiano.

Il rapporto si rivolge agli operatori del Servizio sanitario regionale che possono utilizzare gli approcci delineati per effettuare analisi e/o svolgere attività di sorveglianza delle disuguaglianze in salute, tramite la valorizzazione dei dati su salute, uso dei Servizi e i loro determinanti sociali e demografici.

Un esempio di massima integrazione di dati per il monitoraggio delle disuguaglianze di salute descritto nel rapporto è rappresentato dallo Studio longitudinale emiliano (SLEm), che si colloca in una rete di analoghi studi italiani. Applicato a Bologna, Modena e Reggio Emilia, lo SLEm permette di seguire nel tempo coorti di residenti nei comuni in studio, analizzando gli esiti di salute in relazione a caratteristiche socio-demografiche tratte dal censimento. I dettagli sulla rete nazionale e le sue prime applicazioni sono riportati nell’articolo "Cohort profile: the Italian Network of Longitudinal Metropolitan Studies (IN-LiMeS), a multicentre cohort for socioeconomic inequalities in health monitoring" recentemente pubblicato sulla rivista BMJ Open. 

 

 

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FONTE AREA7.CH   CHE RINGRAZIAMO

di  Claudio Carrer
..
Dopo aver rivestito funzioni dirigenziali per quasi mezzo secolo, il 72enne Thomas Schmidheiny ha partecipato lo scorso 8 maggio per l’ultima volta in veste di membro del consiglio di amministrazione all’assemblea generale della sua Lafarge-Holcim, il più grande gruppo mondiale del cemento (con 100.000 dipendenti in 90 paesi), frutto della fusione nel 2015 della francese Lafarge con la svizzera Holcim, che lui ereditò dal padre Max a metà degli anni Settanta. Pur restando il più grosso azionista, con una partecipazione dell’11,4 per cento, con le sue dimissioni finisce l’era della dinastia Schmidheiny, tra le più influenti famiglie d’industriali svizzere dell’ultimo secolo. Un’era fatta più di ombre che di luci, segnata in particolare dalle decine di migliaia di morti causati in giro per il mondo dall’Eternit, l’altro pezzo dell’impero di famiglia ereditato dal più celebre fratello Stephan, da anni al centro della cronaca giudiziaria italiana e tuttora sotto processo per omicidio davanti a quattro tribunali della Repubblica, in relazione alle vittime dell’amianto disperso negli ambienti di vita e di lavoro dalle sue fabbriche in Italia, che lui ha controllato dalla metà degli anni Settanta fino alla loro chiusura (su auto-istanza di fallimento) nel 1986.

...continua a leggere "I brutti vizi della famiglia Schmidheiny"

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[ FONTE: How to avoid a drone collision – guidance issued to pilots and air traffic control - BALPA.ORG ]

In risposta all'incremento dei drone near miss, gli enti di controllo del traffico aereo e pilota del Regno Unito hanno lavorato insieme per creare una guida per evitare la collisione.

La British Airline Pilots 'Association (BALPA) e la Gilda of Air Traffic Control Officers (GATCO) hanno creato le linee guida man mano che crescevano preoccupati per la mancanza di una guida nazionale in questo settore.

Gli avvistamenti di droni da parte di aerei commerciali sono in aumento, passando da zero report nel 2013, in costante aumento negli ultimi anni, con il 2017 che vede 92 segnalazioni nello spazio aereo del Regno Unito - qualcosa che potrebbe aumentare ulteriormente una volta completata l'analisi Airprox

...continua a leggere "Come evitare una collisione con un drone – guida rilasciata ai piloti e al controllo del traffico aereo"

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Fonte Sicurezzaelavoro.org

 

A cinque anni dal crollo della Torre Piloti del Porto di Genova, che causò nove vittime, lo sviluppo del relativo percorso processuale si sta indirizzando in un modo che lascia qualche perplessità.

Il dibattimento – anche grazie alla fortissima e legittima pressione svolta soprattutto da una delle famiglie delle vittime – si sta dirigendo verso la definizione di adeguatezza della posizione fisica, logistica, della Torre Piloti: si vuole valutare se fosse – e quanto fosse – pericoloso averla costruita esattamente in quel punto del porto, se non fosse troppo esposta, in quanto eretta sul ciglio di una banchina, e se nessuno, al tempo, avesse immaginato di averla già potenzialmente condannata a essere colpita, progettandola esattamente lì.

Ciò appare legittimo, soprattutto se può servire ad ampliare la visione complessiva dell’evento e a non circoscriverla “soltanto” alla nave Jolly Nero della Linea Messina che abbatté l’edificio, ai presunti falsi documentali, alle manovre sbagliate, o a possibili omissioni e reati legati solo alla nave e al suo equipaggio.

Sarebbe però necessario osservare tutta la catena di eventi che ha portato alla tragedia del 7 maggio 2013, in un contesto comunque molto complesso, in cui operano diversi attori: la Capitaneria di porto, l’autorità portuale di Genova, la cooperativa dei piloti, la flotta dei Rimorchiatori Riuniti, la compagnia Messina, ecc.

...continua a leggere "Torre Piloti di Genova: un disastro prevedibile?"

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Mercoledì 23 maggio ore 18 a Torino

Vivere la propria identità di genere o orientamento sessuale nell’ambiente di lavoro non è sempre facile, a volte è impossibile: i casi di intolleranza, mobbing e discriminazione omo-bi-transfobica avvengono continuamente, nei più svariati contesti professionali, anche se raramente vengono denunciati.

Parlarne, confrontarsi e cercare un supporto può però contribuire a spezzare gli imbarazzi, vincere le paure e cercare di porre fine a pratiche e atteggiamenti discriminatori.

Nell’ambito del Festival “Libere Gabbie”, di cui Sicurezza e Lavoro è partner, si parlerà di “Storie di lavoro lgbtqi”, mercoledì 23 maggio 2018 alle ore 18.00, al Centro San Liborio - FabLab Pavone Torino, gestiti da Sicurezza e Lavoro in via Bellezia 19 a Torino (angolo via San Domenico; ingresso dal giardino Jan Palach).

Interverranno: Massimiliano Quirico, giornalista, direttore di Sicurezza e Lavoro, Elena Petrosino, responsabile Diritti della Camera del Lavoro di Torino, e Massimo Florio, presidente 011 Sauna Club e vice-presidente nazionale di Arco, associazione che, attraverso i suoi circoli in tutto il Paese, si occupa di educazione e prevenzione delle discriminazioni.

È un incontro per raccontare e analizzare esperienze di lavoratori e lavoratrici lgbtqi, con un dibattito aperto al pubblico e letture e drammatizzazioni a cura degli attori Walter Revello e Anna Abate dell’associazione Babi.

A cura di Sicurezza e lavoro e Camera del Lavoro di Torino, in collaborazione con le associazioni 011 Sauna Club, Arco - Associazione Ricreativa Circoli Omosessuali e Anddos - Associazione Nazionale contro le Discriminazioni Da Orientamento Sessuale. Ingresso libero.

Nell'occasione sarà distribuito gratuitamente il vademecumLavoro e diritti LGBT”, realizzato dal Coordinamento Torino Pride con Cgil, Cisl e Uil e recentemente ristampato da Regione Piemonte e Camera del Lavoro di Torino.

Sicurezza e Lavoro – dal 2017 partner del Lovers Film Festival - LGBTQI Visions – dal 2010 promuove in tutta Italia salute, sicurezza e diritti nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione anche al contrasto di pregiudizi, stereotipi e discriminazioni negli ambienti di lavoro in funzione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.
 

Torino, 22 maggio 2018


Sicurezza e Lavoro

FONTE

info@sicurezzaelavoro.org

www.sicurezzaelavoro.org

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2° Seminario intersocietario di studio
La prevenzione in Regione Lombardia e l’applicazione della Legge 23/2015:
la situazione e le proposte
Milano, via Celoria 20 Settore Didattico
venerdì 18 maggio 2018 - ore 09:00–17:00

Organizzato da SItI, SNOP, ASNAS e UNPISI con SIMeVeP
sono disponibili le presentazioni della 1a parte "Salute e Sicurezza sul Lavoro" in attesa della parte "Alimenti e Salute"
sono disponibili le presentazioni della 1a parte "Salute e Sicurezza sul Lavoro" in attesa della parte "Alimenti e Salu  >>> vai al sito Sito C.I.I.P

 

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FONTE JOBNEWS CHE RINGRAZIAMO

270 morti sul lavoro dal primo gennaio 2018 (dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro). Da troppo tempo latitante dall’agenda politica, il tema del lavoro sicuro si impone, per l’emergenza della realtà dei fatti, quale prioritario punto di attenzione per istituzioni, imprese, parti sociali. All’indomani di ogni infortunio mortale o molto grave si assiste alla retorica del cordoglio e di dichiarazioni sempre uguali a se stesse: “è una vergogna. Basta morti sul lavoro. Ora più controlli!”. E poi? Cosa è cambiato? Quali sono stati gli interventi operativi messi in campo? Ci sono stati più controlli? Di che tipo? E sono stati sufficienti? Se da decenni si dicono e si propongono gli stessi approcci e la realtà ne sancisce quotidianamente il tragico fallimento, non sarà arrivato il momento di capovolgere l’approccio al tema?

Un nuovo modello di sviluppo sostenibile è possibile attivando interventi mirati di “prevenzione operativa” in grado di assicurare il rispetto della persona e del lavoratore, ma anche di favorire crescita e innovazione per le imprese, regolazione della concorrenza e legalità.

...continua a leggere "Se fosse sufficiente gridare “basta”, le morti sul lavoro sarebbero scomparse da decenni. Perché di lavoro non si muoia, ma si viva"

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Dopo i quattro gravi infortuni sul lavoro a distanza di poche ore a Fano, Arquata del Tronto, Senigallia e Acqualagna, e le notizie che arrivano da tutta Italia, fino all’ultima giovane vita spezzata l’altro ieri all’Ilva di Taranto, le Segreterie regionali di CGIL, CISL, UIL Marche, comunicano a tutte le strutture la decisione, anche sulla base dell’indicazione pervenuta in queste ore dalle Confederazioni nazionali, di effettuare uno SCIOPERO con fermata di 2 ore in tutti i luoghi di lavoro per le ultime due ore di VENERDI' 25 MAGGIO 2018 e invitano le categorie ad attivarsi per tutte le comunicazioni conseguenti e necessarie.

Per i settori con servizi pubblici essenziali, si invitano le Categorie a promuovere per quella data assemblee nei luoghi di lavoro e gestire le 2 ore di sciopero compatibilmente con le norme di esercizio del diritto di sciopero.

Questa iniziativa avvia una nuova fase di mobilitazione che, attraverso assemblee nei luoghi di lavoro sul tema della salute e sicurezza, porterà successivamente a una manifestazione regionale.

E' una strage continua che deve essere fermata ma serve un'azione forte da parte di tutti, dalle imprese alle Istituzioni, investendo in sicurezza, prevenzione, formazione, lavoro stabile e di qualità e condizioni di lavoro dignitose.

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Il 20 aprile 2018 presso la Prefettura di Milano è stato firmato un Protocollo di intesa per potenziare i controlli mirati e una cultura diffusa e partecipata della prevenzione. Valorizzata l'esperienza del Centro Cultura della Prevenzione del Comune di Milano e di CIIP.

L'iniziativa è stata promossa dalla Prefettura di Milano dopo una serie di gravissimi infortuni sul lavoro che hanno funestato questi primi mesi dell'anno.

Vai alla fonte per leggere i testi del Protocollo

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FONTE DIRITTIDISTORTI

Venerdì 04 Maggio 2018 07:50

Mentre si parla tanto di sicurezza sul lavoro e proprio mentre i sindacati, giustamente, dedicano il 1° maggio alla sicurezza sul lavoro e alle troppe vittime che seguitano a cadere nel nostro Paese - circa 200 dall’inizio dell’anno - da parte padronale la risposta è quella di sempre: chi parla di sicurezza viene licenziato. Un vero paradosso che ritorna e contro cui ci si scontra come contro un muro di gomma.

Questo è quello che è successo a Alex Villarboito, lavoratore e Rls della Sacal Alluminio di Carisio, provincia di Vercelli, licenziato il 2 maggio per aver fatto il proprio dovere di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
La colpa di Alex è quella, dopo un grave incidente avvenuto nella propria azienda, di aver denunciato anche pubblicamente nel corso di una mobilitazione le scarse condizioni di sicurezza nella fonderia.
Ma della sicurezza paradossalmente non se ne possono occupare ne’ lavoratori ne’ Rls, pena la ritorsione peggiore con la quale si dà l’esempio anche a tutti gli altri che potrebbero alzare la testa e dire cosa non va.
Al fianco di Alex si è subito schierata la FIOM Cgil e sono già state presentate due interrogazioni parlamentari, per la prossima settimana sono state annunciate iniziative di sciopero per chiedere il ritiro del licenziamento.
Ivan Terranova, Segretario Fiom di Vercelli, ai microfoni di Radio Articolo 1 ricorda l’accaduto e denuncia con forza l'atteggiamento dell'azienda: ”durante uno sciopero proprio sul tema della sicurezza, davanti ai cancelli, Alex ha dichiarato alcune cose relative al tema. Siamo sconcertati davanti ad un provvedimento del genere; un Rls deve essere tutelato, è un paradosso quello che accade. Se passa il principio che un Rls può essere licenziato perché denuncia situazioni di insicurezza non so dove si possa arrivare”.
Il segretario di Sinistra Italiana e deputato di Liberi e Uguali, Nicola Fratoianni ha dichiarato che “Liberi Uguali porterà il caso in Parlamento, con un'interrogazione al governo in cui chiederemo provvedimenti urgenti nei confronti di questa azienda. All'operaio licenziato la nostra vicinanza, ma sappiamo che questa non è sufficiente: c'è anche la nostra disponibilità per qualunque iniziativa, anche legale".
Ma rimane il macigno sulla testa degli Rls, di fatto non messi in condizione di svolgere la propria funzione, rimane un limite odioso alla loro libertà di parola e di denuncia. La vicenda di Alex non può non richiamare alla mente quella che alcuni anni fa interessò il macchinista ferroviere Dante De Angelis, Rls, licenziato anch’egli per aver denunciato problemi di sicurezza.

...continua a leggere "Azienda licenzia Rls che denuncia condizioni di insicurezza"

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Presidio davanti al Tribunale di Reggio Emilia e partecipazione all'udienza del processo Cemental di Correggio della CGIL Emilia Romagna e di AFeVA Emilia Romagna il giorno 9 maggio 2018 alle ore 10.00

Il giorno mercoledì 9 maggio 2018 si terrà l’udienza (forse conclusiva) del processo al proprietario della Cemental di Correggio,  Franco Ponti, per avere causato il decesso per mesotelioma di Luciano Nanetti e lesioni gravi ad un altro operaio, per il colpevole uso dell’amianto senza le adeguate protezioni previste dalla legge.

AFeVA Emilia Romagna e CGIL Emilia Romagna, invitano i cittadini, i propri iscritti e militanti a partecipare al presidio che si terrà nel piazzale antistante il tribunale (via Paterlini, 1 – Reggio Emilia) alle ore 10.00, e ad assistere all’udienza, manifestando così la propria richiesta di GIUSTIZIA.

I processi di Amianto vedono ultimamente pronunciamenti negativi, come è successo nel processo ETERNIT, Olivetti, OGR Bologna.

E' quindi necessaria la mobilitazione, che rivendichi le evidenze scientifiche largamente maggioritarie (Vedi conferenze di Consenso) sulla base delle quali sarebbe possibile giudicare gli imputati.

Leggi tutta la notizia e scarica il comunicato CGIL e AFeVA Emilia Romagna

https://afevaemiliaromagna.org/2018/05/02/processo-cemental-correggio-cgil-e-afeva-emilia-romagna-si-mobilitano-per-ludienza-del-9-maggio-2018/
Cordiali saluti

Il Presidente AFeVA Emilia Romagna
                  Andrea Caselli

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FONTE INAIL.IT

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L’evento, in programma martedì 8 maggio presso l’Auditorium della Direzione generale dell’Inail a Roma, segna l’avvio ufficiale nel nostro Paese della Campagna Europea «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-19» promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), di cui l’Istituto è Focal Point Italia.

La Campagna di questo biennio ha per tema “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” ed è coordinata a livello nazionale dai Focal Point Eu-Osha. Ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla rilevanza e l’importanza della gestione delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro, di promuovere la valutazione dei rischi, lo scambio di buone pratiche, nonché di facilitare la comunicazione e la comprensione delle normative vigenti.

L’iniziativa di lancio, a cui interverranno, fra gli altri, il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, il Direttore generale Giuseppe Lucibello, e il Direttore centrale prevenzione Inail e Manager Focal Point Italia Eu-Osha Ester Rotoli, è promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di concerto con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Inail, Iss, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro, Anmil.

Data Inizio:

08/05/2018

Data Fine:

08/05/2018

Sede Evento:

Auditorium Direzione generale Inail

Indirizzo:

Piazzale Giulio Pastore, 6 - Roma

Provincia:

RM

Orario:

9.30 - 13.30

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Premessa editor

Il sindacato del personale di volo UNITE  di British Airways da tempo sta conducendo una battaglia contro l'inquinamento dell'aria di bordo dei velivoli che sarebbe causata da guasti o malfunzionamenti dei sistemi di condizionamento. Negli aerei ora in esercizio, nella maggioranza dei velivoli, il sistema di condizionamento, in particolare il riscaldamento dell'aria della cabina avviene tramite flussi d'aria prelevati da scambiatori di calore posti all'interno del motore jet dell'aereo. E' verosimile che quando i sistemi di scambio si logorano infiltrazioni di aerosol tossici di olii si mescolano con l'aria che viene convogliata in cabina. In questi aerosol sarebbero contenuti organofosfati derivanti dagli additivi dei lubrificanti.

Il coroner senior nell'inchiesta sulla morte di Matthew Bass, membro molto amato dell'equipaggio di cabina di Unite e British Airways, ha fatto il passo significativo di accettare di scrivere al capo dell'Ufficio del Coroner chiedendogli di avvertire tutti i coroner in Inghilterra e nel Galles per la necessità di effettuare ulteriori test laddove si sospetti che la causa della morte si riferisca ad una condizione di inquinamento dell'aria di cabina tossica a bordo degli aeromobili.

La lettera di avvertimento senza precedenti, che riconosce che l'esposizione all'aria di cabina tossica ha un impatto clinico sul corpo, è arrivata quando il coroner ha registrato un verdetto di "morte per disavventura" derivante dalla morte di Matthew Bass.

In sindacato Unite che sostiene la famiglia di Matthew Bass ha detto che la scelta del Coroner senior del Berkshire dovrebbe fungere da catalizzatore per un'inchiesta pubblica sull'aria di cabina tossica degli aeromobili. Unite sta attualmente prendendo in carico oltre 100 casi legali per conto dell'equipaggio di cabina che sono stati coinvolti in eventi di fumi e hanno sofferto problemi di salute dovuti all'aria di cabina tossica.

L'assistente del segretario generale di Unite per i servizi legali, Howard Beckett, ha dichiarato: "Questo significativo passo di un anziano medico legale riconosce che l'esposizione all'aria tossica in cabina ha un impatto sul corpo e può portare a problemi di salute. Tutti i coroner verranno informati sull'aria di cabina tossica e dovrebbero impegnarsi in ulteriori test in modo da ottenere una migliore comprensione dei suoi effetti sul personale di bordo.

"Unite attualmente ha oltre 100 casi legali che stiamo assumendo per conto di membri dell'equipaggio di cabina la cui salute è stata influenzata dall'aria tossica della cabina. La lettera di preoccupazione del coroner senior dovrebbe fungere da catalizzatore per un'inchiesta pubblica su una questione che l'industria aerea ha costantemente cercato di spazzolare sotto il tappeto.

"L'aria di cabina tossica è reale e danneggia le vite. L'industria aerea deve assumersi le proprie responsabilità e affrontarla.

"A nome di Unite vorrei ringraziare la perseveranza della famiglia Bass che, dopo quattro anni, ha finalmente una spiegazione formalmente registrata per la morte di Matthew.

"Se non fosse stato per la loro dignitosa determinazione, non avremmo stabilito che Matthew era stato esposto agli organofosfati e assicurato l'avvertimento del coroner anziano sull'aria di cabina tossica.

"Vorrei anche ringraziare Thompsons e il consulente che ha assistito con questo caso."

Documentazione

Coroner’s toxic cabin air warning should be catalyst for public inquiry, says Unite

Aerotoxic Syndrome, un problema negato che esiste e va affrontato

Due piloti di aerei americani hanno avviato un procedimento giudiziario contro Airbus dinanzi al tribunale di primo grado di Tolosa. Dicono che entrambi soffrono di una sindrome aérotoxique, una specie di intossicazione dovuta all'aria della cabina e mettono in discussione il costruttore aeronautico.

https://www.francebleu.fr/infos/transports/airbus-deux-assignations-deposees-au-tribunal-contre-le-syndrome-aerotoxique-1524842463

 

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Fulvio Ferri, medico del lavoro del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro (SPSAL) di Reggio Emilia, alla vigilia della pensione, ha scritto una lettera di saluto indirizzata a colleghi e a responsabili di strutture di Servizio della ASL e della Regione, alla Cgil di Reggio. Pubblichiamo la lettera del nostro amico Fulvio, medico del lavoro che stimiamo molto e di cui in più occasioni abbiamo apprezzato il lavoro, poichè in essa sono contenute riflessioni e proposte per il futuro che riteniamo utile siano conosciute da coloro che si occupano di prevenzione e di tutela della salute dei lavoratori. Mentre auguriano a Fulvio di godersi tra breve la nuova condizione di pensionato invitiamo a leggere la sua lettera.

LA LETTERA DI SALUTO DEL DOTT.FULVIO FERRI

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 Fonte:  Saluteinternazionale che ringraziamo

di Gavino Maciocco

La Toscana è diventata un laboratorio perfetto per affondare in poche mosse il servizio sanitario pubblico. 1. Promuovere lo sviluppo del “secondo pilastro” assicurativo. 2. Definanziare il servizio sanitario regionale. Renderlo inefficiente e caotico. 3. (Semi)privatizzare gli ospedali pubblici.


Lo scorso 4 marzo, il giorno delle elezioni politiche, diversi milioni di elettori di sinistra non si sono sentiti rappresentati dai tradizionali partiti di riferimento e gli hanno voltato le spalle, rivolgendosi ad altri o astenendosi dal voto.  Quei partiti di riferimento avevano cessato di rappresentare non solo i loro interessi materiali, ma anche quelli ideali, come i principi di eguaglianza e di giustizia sociale. Interessi e principi che sono stati accantonati (e in certi casi sbeffeggiati) per essere sostituiti con quelli tipici del mercato (e della Destra), come è successo nelle politiche del lavoro, dell’istruzione e della scuola, e del welfare – inclusa la sanità.

Al riguardo, in un recente post La salute sostenibile avevamo scritto:

Della sanità italiana, del destino del servizio sanitario nazionale, del diritto alla salute sempre più sotto scacco, è necessario parlare e discutere apertamente. Per un dovere d’informazione e di verità e per vincere quel senso di rassegnazione e d’impotenza che attanaglia gli abitanti della società liquida di Bauman dove “privazioni e sofferenze sono frammentate, disperse e diffuse; e così il dissenso che producono. La dispersione del dissenso, la difficoltà di concentrarlo e ancorarlo a una causa comune, per poi dirigerlo contro un colpevole comune, rende le pene ancora più aspre” (Vedì articolo La sanità liquida). Così oggi è disperso – per la mancanza di una rappresentanza politica o sindacale – il dissenso dei milioni di persone che  hanno enormi difficoltà ad accedere al Servizio sanitario nazionale e che alla fine rinunciano a curarsi per motivi economici, per gli infiniti tempi di attesa, per l’eccessiva distanza da un luogo di cura.

Privi di una rappresentanza dei loro bisogni e delle loro sofferenze, questi milioni di persone è più facile che si imbattano in qualcuno che gli spiega che la colpa è del “sistema”, un sistema ormai insostenibile: a causa dell’invecchiamento della popolazione, del costo crescente di farmaci e tecnologie, dell’aumento della spesa sanitaria non compatibile con la stabilità finanziaria. La spiegazione va oltre la definizione del problema e punta direttamente alla sua soluzione:  trovare altre fonti di finanziamento, un altro pilastro, attraverso un sistema assicurativo e i fondi sanitari integrativi. Se, chi può, in base al reddito, ricorre ad un sistema parallelo, alleggerisce il carico di prestazioni che il Ssn deve erogare, che si potrà così orientare verso chi non può permettersi un’assicurazione.

Su questa posizione tipicamente di Destra, che punta a liquidare il Servizio sanitario nazionale per sostituirlo con un sistema basato su mutue e assicurazioni private, si è accodata la Sinistra, anche quella che nell’immaginario collettivo appare la più Rossa di tutte, quella Toscana. Nell’immaginario, appunto, perché nella realtà la Toscana è diventata un laboratorio perfetto per affondare in poche mosse il servizio sanitario pubblico.

Prima mossa. Promuovere lo sviluppo del “secondo pilastro” assicurativo.

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Inaugurata il 27 aprile 2018 al Municipio di Torino – in occasione della conferenza stampa sulle iniziative per la prossima Festa del Lavoro – la mostra “L’Italia che muore al lavoro. Tragedie sul lavoro e malattie professionali in Italia”, realizzata da Sicurezza e Lavoro, con Inail, Regione Piemonte, festival CinemAmbiente, in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil. Rimarrà aperta sino a venerdì 11 maggio 2018, con ingresso gratuito.

In un momento in cui crescono infortuni e malattie professionali, nonostante la diminuzione delle ore lavorate, i sindacati hanno scelto di dedicare la Festa del Primo Maggio alla sicurezza sul lavoro, con una manifestazione nazionale a Prato ed altre iniziative in tantissime città d’Italia.

Torino, Cgil, Cisl e Uil hanno voluto esporre la mostra di Sicurezza e Lavoro a Palazzo Civico, casa di tutti i torinesi, per lanciare un grido d’allarme su morti, infortuni e malattie sul lavoro e ricordare come salute e sicurezza sul lavoro dovrebbero essere un motivo per unire lavoratori e lavoratrici.

...continua a leggere "“L’Italia che muore al lavoro” per il Primo Maggio"

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