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(fonte Regioni.it 3309 - 25/01/2018) Un piccolo pezzo di binario, lungo appena 23 centimetri, ha ceduto questa mattina sotto un treno di 5 vagoni che viaggiava a 140 chilometri all'ora verso Milano, facendolo deragliare e provocando 3 vittime e decine di feriti, alcuni anche molto gravi. L'incidente, avvenuto poco prima delle 7 del 25 gennaio, ha coinvolto un convoglio Trenord proveniente da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, sul quale viaggiavano circa 350 persone
"Esprimo il cordoglio e la vicinanza della Regione Lombardia alle famiglie delle vittime e dei feriti del terribile incidente ferroviario avvenuto questa mattina. Sono in contatto costante con i vertici delle Ferrovie dello Stato, di Ferrovie Nord, Trenord e Areu che stanno accertando le cause dell'incidente", ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in una nota a proposito dell'incidente ferroviario tra Pioltello e Segrate. Il presidente si è recato sul posto e nel pomeriggio Maroni ha incontrato a Milano il ministro Delrio con i vertici di RFI che stanno accertando le cause dell'incidente". Il vertice si è tenuto nella Prefettura di Milano ed erano presenti, oltre a  Maroni e Delrio, il Capo della Dipartimento Protezione Civile Angelo Borrelli, la Prefetta di Milano, il Prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l'Ad di Fs, Renato Mazzoncini, l'Ad di Trenord, Cinzia Farisè.
“Oggi siamo in questa sede per portare la vicinanza e il cordoglio del Governo e del Presidente del Consiglio ai familiari delle vittime e la vicinanza alle famiglie e a tutte le persone colpite da questo tragico incidente” ha dichiarato il Ministro Delrio al termine del vertice. Nel ringraziare la straordinaria prontezza ed efficacia dei soccorsi, ha aggiunto “Oggi è un giorno tragico non solo per Milano ma per tutto il sistema ferroviario italiano. Ma ovviamente noi vogliamo verità. Il sistema ferroviario italiano è certamente uno dei più sicuri al mondo, ma noi vogliamo la verità, vogliamo che si accerti rapidamente la responsabilità, perché morire mentre si è sul posto di lavoro o mentre ci si sta recando sul posto di lavoro è una cosa inaccettabile. Per questo – ha proseguito - la Direzione investigativa del mio Ministero ha già attivato una commissione d’inchiesta e anche l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha già attivato una sua inchiesta parallela, che non interferiscono con l’inchiesta della Procura, a cui abbiamo dato la massima collaborazione per tutto quello che si poteva fare”.
“Ma è il momento del rispetto, il momento del cordoglio, della vicinanza alle famiglie. Ho sentito dire molte volte in queste ore del tema della sicurezza e degli investimenti sulla sicurezza. Posso garantire, perché sono dati ufficiali, che gli investimenti messi a disposizione per la Rete Ferroviaria Italiana dal Governo sono aumentati del 340% in questi tre anni. Il sistema investe sempre di più, e sempre più in sicurezza: questa è la nostra priorità. E’ la nostra priorità in particolare sulle reti convenzionali, sulle reti dei pendolari, in maniera dimostrata dai numeri ma io non voglio entrare oggi in questo dibattito. Per ora – ripeto – credo che oggi sia il giorno della vicinanza, del silenzio, e del rispetto delle vittime e anche però della determinazione nel vedere fino in fondo a questa vicenda” ha concluso il Ministro.

Un contributo alla riflessione sulla sicurezza e salute nel lavoro  di Giuseppe Casadio che ringraziamo . editor

C'entra anche con le elezioni prossime, e in generale con la politica, il tema (di questi giorni) del rapporto annuale INAIL sugli incidenti e malattie sul lavoro nel 2017.
Nel 2017 hanno perso la vita sul lavoro 1029 persone; circa 3 per ogni giornata di lavoro. Dato di nuovo in crescita, dopo molti anni di tendenziale diminuzione, seppure lenta nell'ultimo ventennio.
Ma il dato numerico, in sè, non dice tutto: andrebbe opportunamente rapportato alle ore lavorate, più che al numero degli occupati, in tempi come l'attuale di lavori saltuari, precari, part-time (statisticamente computati al pari dei lavori permanenti e a tempo pieno).
Il rapporto preliminare INAIL ci dice anche che l'aumento delle vittime si è concentrato fra i lavoratori extra-comunitari (spesso i più de-qualificati e meno formati alla prevenzione del rischio da parte delle imprese), e, territorialmente, in Lombardia ed Emilia Romagna.
Già da questi semplici dati si evidenzia cosa significhi rispetto e dignità per il lavoro. Ma chi ne parla, anche nei programmi elettorali?
Solamente un'altra considerazione molto significativa: la nuova crescita ha a che fare anche con l'organizzazione dei cicli produttivi: il proliferare di esternalizzazioni, appalti, segmentazione dei cicli produttivi facilita il fenomeno, in quanto, tutt'al più, i lavoratori conoscono il rischio insito nel proprio segmento di attività, ma non altrettanto quello derivato dal lavoro che si svolge, magari sullo stesso piazzale o nella linea a fianco, perchè affidato o appaltato ad altra e separata impresa. E' un dato più frequente di quanto si pensi: "rischio da interferenza". (Si pensi, ad esempio, ad una situazione lavorativa molto complessa come un'area portuale, ecc.)
Sulle malattie professionali i dati sono ancora più incerti e problematici: non essendoci l'obbligo ad un libretto personale che illustri tutta la vita lavorativa del lavoratore, è molto aleatorio riconoscere come professionale una malattia che si manifesti oggi, pur essendo stata causata da una esposizione a fattori di rischio risalente a tempi anche lontani, e avente tempi lunghi di incubazione..........
Sono solo spunti di riflessione, ma quando si dice "dignità e valore del lavoro" si dicono cose molto concrete, per nulla ideologiche.

FONTE MIROIR SOCIAL

janv 22 2018

Par un arrêt en date du 20 décembre 2017 (n° 16-12569), la Cour de cassation a eu l’occasion de se prononcer sur la mise en place d’un système de géolocalisation.

Plus particulièrement, dans l’arrêt étudié, un employeur a pris la décision de mettre en place un système de géolocalisation afin de permettre, notamment, une meilleure gestion du temps de travail des salariés travaillant à l’extérieur.

...continua a leggere "Géolocalisation : défaut d’information individuelle, pas de décision hâtive !"

FONTE OSHA.EU

The proposed Directive  aims to improve information on working conditions across the EU. It will complement and modernise the existing obligations when it comes to inform workers about their working conditions by creating new minimum standards to ensure they benefit from a more clear and predictable information.

The proposal would need to be adopted by the European Parliament and the Council of the European Union. At a later stage, it would also need to be implemented by the Member States, either through legislation or by social partners' collective agreements. This initiative is one of the Commission's actions to implement the European Pillar of Social Rights , which was proclaimed at the Social Summit for Fair Jobs and Growth in Gothenburg in November 2017.

Read the press release from the European Commission 

Consult EU-OSHA’s legislation section on safety and health at work