Manovra: Cgil, preoccupati per gestione risorse salute e sicurezza su lavoro

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA 

Roma, 29 dicembre 2017

“Esprimiamo forte preoccupazione per la gestione delle risorse destinate alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Se il Fondo vittime dell’amianto verrà incrementato, così come stabilito nella legge di Bilancio di  81 milioni per il triennio 2018-2020, importanti finanziamenti strutturali per progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza  verranno sottratti dalle casse dell’Inail”. Così Claudio Iannilli responsabile amianto e bonifiche Cgil Nazionale.

“Inoltre – prosegue il dirigente sindacale – un ulteriore colpo verrà inferto al Fondo vittime dell’amianto con la decisione, contenuta sempre nella manovra, di non rendere più obbligatorio per le aziende che in passato hanno utilizzato amianto il pagamento di 8 milioni di euro”.

“Tutto ciò ci fa dedurre che l’Inail prema affinchè il Fondo vittime amianto venga eliminato definitivamente così da poter governare tali risorse all’interno della gestione dei finanziamenti ISI di esclusiva competenza dell’Istituto, per i quali, alla ripresa dei lavori per il 2018, chiederemo un loro rifinanziamento”. Conclude Iannilli.

 

Intervenir dans l’entreprise pour soutenir la discussion sur le travail comme moyen de transformation

Action et conditions de l’action
Activity Clinic Interventions for Fostering Discussions About Work. Action and Requirements for Action
Intervenir en la empresa para apoyar la discusión sobre el trabajo como un medio de transformación. Acción y condiciones de la acción
Christophe Massot et Pascal Simonet
 
Per leggere l’articolo completo vai alla fonte Perspectives interdisciplinaires sur le travail et la santé (PISTES)
 
Nota di Editor  E’ palese che l’articolo che segnaliamo è il risultato di ricerca  in un contesto normativo e gestionale della sicurezza differente da quello italiano. E’ interessante conoscere le modalità di approccio ai problemi con lo strumento della partecipazione dei soggetti che si intende tutelare.

” Sulle ruote della sicurezza : i rischi e le tutele nel mondo dei trasporti “

Fonte Newsletter Toscana  Prevenzione Centro News

Convegni , corsi e seminari

Convegno Regionale Rete RLS ” Sulle ruote della sicurezza : i rischi e le tutele nel mondo dei trasporti “
05 dicembre, Firenze

 

Regione Toscana Piano Lavoro Sicuro

Regione Toscana  Piano Lavoro Sicuro

Si sta verificando un pericoloso fenomeno : ultimamente attività lavorative “illecite” sono migrate all’interno di civili abitazioni, dove i controlli sono più difficili (sia per la difficoltà di individuazione che per le garanzie che la Costituzione e la Legge italiane pongono a tutela dell’inviolabilità del domicilio). Questo nuovo tipo di commistione ha portato ad un’altra tragedia, il 26 agosto u.s., con la morte di due giovani cinesi nel rogo della casa laboratorio dove stavano dormendo. La Regione ha deciso di fare appello alla collaborazione dei cittadini, istituendo un numero verde di Area Vasta ( 800017835 )per segnalare la sospetta presenza di attività produttive all’interno delle abitazioni. Elementi fattuali raccolti a conferma dei sospetti verranno inoltrati all’Autorità Giudiziaria insieme alla segnalazione consentendole di disporre l’accesso.

800017835   NUMERO VERDE PER SEGNALAZIONI di PRESUNTI ALLESTIMENTI ATTIVITA’ PRODUTTIVE ALL’INTERNO di CIVILI ABITAZIONI E RELATIVE PERTINENZE

Osservatorio regionale sulle politiche di prevenzione e promozione alla salute

Nel portale sono riunite tuttte le informazioni sugli stili di vita in Toscana , in particolare sul consumo di alcol, tabacco, sostaze stupefacenti, gioco d’azzardo , alimentazione ed attività fisica.

accedi al portale

Regione Toscana.Piano ” Lavoro Sicuro ” : quattro anni dopo 

Fonte : Agenzia Sanitaria Toscana

Renzo Berti , Coordinatore Progetto Lavoro Sicuro e Direttore del Dipartimento della Prevenzione AUSL Toscana Centro

Anche quest’anno il primo dicembre si è tenuto al Comune di Prato un incontro per ricordare il tragico rogo di Via Toscana dove 4 anni fa persero la vita 7 lavoratori cinesi. Come noto, a seguito di tale evento la Regione Toscana varò con la DGRT 56/2014 il Piano Straordinario per il controllo delle attività lavorative condotte da cittadini cinesi, che dopo una intensa fase dedicata alla comunicazione e al confronto con la Comunità cinese, alla messa a punto delle intese con le Procure e le altre agenzie di controllo, nonché al reclutamento, alla formazione e alla qualificazione UPG di 74 tecnici di prevenzione, prese avvio il 2 settembre 2014. L’occasione è stata quindi utile per fare il punto sulla strada percorsa da allora.La prima fase del Piano che si è conclusa il 31 marzo scorso, ha consentito di verificare 8.257 imprese (275 al mese in media!), tramite ispezioni condotte nell’83,3% dei casi insieme ad altri Soggetti controllori.Più della metà dei controlli sono avvenuti nella realtà pratese, dove rispetto agli altri territori dell’ASL Toscana Centro è risultata maggiore anche la percentuale di irregolarità riscontrate.

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Toscana: Seminario ” Promozione di una Buona Prassi per la manutenzione corretta dei macchinari “

fonte Newsletter Agenzia Sanitaria Toscana  
Beatrice Senese , 
Dirigente Medico Unità Funzionale  PISLL , Prato – AUSL Toscana Centro  
Il 28 novembre 2017 si è tenuto a Prato un incontro rivolto alle forze sociali e a tutte le figure della Prevenzione nei luoghi di lavoro per presentare e promuovere una “Buona Prassi” per la manutenzione dei macchinari. Una corretta gestione della manutenzione dei macchinari, effettuata secondo le indicazioni del costruttore, permetterebbe di ridurre gli infortuni. Tra i pregi della soluzione proposta, vi sono, come spiegato, la semplicità di attuazione ed il coinvolgimento di tutte le figure aziendali, un valore aggiunto nel processo di miglioramento del benessere in organizzativo. Nelle conclusioni è stato richiesto l’impegno da parte delle forze sociali per individuare una o due aziende pilota (a cui i servizi PISLL offrono tutta l’assistenza necessaria) per sperimentare nel 2018 la Buona Prassi proposta nel Seminario.

MATline: uno strumento per individuare, conoscere e prevenire il rischio da agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

FONTE PREVENZIONEINCORSO

MATline: uno strumento per individuare, conoscere e prevenire il rischio da agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

Luisella Gilardi

 

Abstract

Una matrice di previsione delle esposizioni lavorative a sostanze cancerogene

 

Full Text

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DOI: http://dx.doi.org/10.13135/2532-392X/2485

Regione Friuli Venezia Giulia: Contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà privata ad uso residenziale

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 maggio 2017, n. 0114/Pres.

Regolamento per la concessione dei contributi di cui all’articolo 4, comma 30, della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 25 (Legge di stabilità 2017), per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà privata adibiti a uso residenziale.

(Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia n. 22 del 31 maggio 2017).

GAZZETTA UFFICIALE 16 DICEMBRE 2017 

Le ONG mettono in guardia i lavoratori cambogiani dal lavorare all’estero Sen David / Khmer Times

Migrazioni legali e sicurezza nel lavoro

 

 

ARTICOLO IN INGLESE ALLA  FONTE KMER TIMES

(traduzione assistita con Google Translator )

Un gruppo di Organizzazione Non Governative ha sollevato preoccupazioni sulle condizioni per i lavoratori edili in Qatar, anche se i lavoratori cambogiani non sono ancora stati inviati al ricco paese del Medio Oriente.

Domenica scorsa, Central e BWTUFC hanno tenuto un seminario intitolato Safety of Migrant Workers on Construction con 60 lavoratori edili, per spiegare loro come migrare e lavorare in sicurezza all’estero.

Dy Thehoya, responsabile del programma per i diritti dei lavoratori di Central, ha detto che nel 2016 il Qatar ha dichiarato al Ministero del Lavoro della Cambogia che il Qatar ha bisogno di 33.000 cambogiani per lavorare nei cantieri in Qatar. Questo fatto ha spinto  le ONG a sollevare le loro preoccupazioni e a organizzare un seminario per lavoratori a condizioni in Qatar.

“Non sappiamo ancora se ci saranno dei cambogiani inviati a lavorare in Qatar”, ha detto. “Ad ogni modo, oggi teniamo un seminario per far loro sapere le condizioni e trovare informazioni dettagliate prima di decidere di migrare per lavoro.”

Ha aggiunto che ci sono stati molti casi di lavoratori provenienti da paesi come il Nepal che hanno subito abusi in Qatar.

“C’erano operai del Nepal che hanno sofferto in Qatar, alcuni sono anche morti, quindi abbiamo voluto condividere queste informazioni con loro in modo che capissero”, ha detto.

Yan Thy, un segretario della Federazione della Cambogia dei sindacati dei lavoratori del legno e degli edifici, ha affermato che alcuni lavoratori non hanno compreso i potenziali problemi di rischio. Quando qualcuno promette loro un alto salario, se ne vanno senza riflettere, ha detto.

“Lavorare localmente è meglio che lavorare come migranti all’estero”, ha detto. “Non sanno chiaramente quali siano le condizioni di lavoro in Qatar.

“Speriamo che questo seminario ricordi loro di pensare se migrare o meno”, ha aggiunto.

Il ministero del lavoro ha confermato che, sebbene il regno l’anno scorso abbia sottoscritto un memorandum d’intesa con il Qatar per inviare lavoratori, l’accordo non ha ancora avuto effetto.

L’accordo è stato firmato a seguito di una richiesta del governo del Qatar per 100.000 lavoratori. È stato concordato che 33.000 lavoratori cambogiani sarebbero stati inviati per una serie di progetti, tra cui la Coppa del mondo 2022, che si terrà nella capitale, Doha.

Processo Eternit . Quattro giudici per Schmidheiny: la Cassazione conferma lo spacchettamento

di
Claudio Carrer

FONTE AREA7.CH  che ringraziamo .

Si spalancano le porte di quattro tribunali per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato del procedimento Eternit bis, riguardante la morte di 258 persone ammazzate dall’amianto delle sue fabbriche Eternit in Italia. Non vi sarà dunque alcun maxiprocesso, come auspicava la Procura di Torino che indaga sulla vicenda da oltre quindici anni e che ora dovrà dunque condividere questo lavoro con gli uffici giudiziari di Vercelli, Reggio Emilia e Napoli: si occuperanno ciascuno dei singoli casi di decesso avvenuti nel proprio territorio di competenza.

Così ha stabilito la settimana scorsa la Corte di Cassazione, dichiarando “inammissibile” il ricorso dei magistrati torinesi contro la decisione del giudice dell’udienza preliminare (gup) Federica Bompieri del novembre 2016 che aveva derubricato l’ipotesi di reato da omicidio volontario a omicidio colposo e di conseguenza prodotto la suddivisione del processo in quattro tronconi distinti. Per comprendere il significato preciso di questa sentenza, comunicata il 14 dicembre all’indomani di una breve udienza, bisognerà però attendere le motivazioni scritte: non è infatti chiaro se i giudici della suprema corte si sono limitati a stabilire che la gup non ha travalicato i suoi poteri (come asseriva invece la Procura di Torino) o se si sono spinti ad affermare che la stessa, negando la presenza del dolo, abbia valutato correttamente il livello di consapevolezza dell’imputato. Una questione non certo di dettaglio, perché potrebbe influenzare l’andamento di tutti e quattro i processi: anche se formalmente spetta alle singole procure (a parte quella di Torino per cui valgono le decisioni della gup Bompieri) valutare se richiedere un rinvio a giudizio di Schmidheiny per omicidio volontario oppure per omicidio colposo, è infatti chiaro che un eventuale pronunciamento preventivo da parte della Cassazione sul capo d’imputazione legherebbe un po’ le mani a giudici e magistrati. E se l’accusa si riducesse a quella di omicidio colposo (reato che si prescrive dopo 15 anni) per molti dei 258 morti ammazzati dall’amianto non vi sarebbe mai giustizia.

Leggi tutto “Processo Eternit . Quattro giudici per Schmidheiny: la Cassazione conferma lo spacchettamento”

Inégalités entre les sexes dans les usines d’électronique : les femmes mal rémunérées et exposées à des produits chimiques

Dans ce secteur, les femmes exécutent les tâches les plus basiques et gagnent donc en moyenne 16 % de moins que leurs collègues masculins. De par la division du travail, les femmes sont également exposées à un risque accru pour leur santé, car elles sont davantage en contact avec les produits chimiques du fait qu’elles travaillent sur les lignes. Dans cette image de décembre, deux travailleurs arrivent à une usine d’électronique à la périphérie de la capitale thaïlandaise. Leggi tutto “Inégalités entre les sexes dans les usines d’électronique : les femmes mal rémunérées et exposées à des produits chimiques”

E-tools on dangerous substances: a workshop for experts held by EU-OSHA

Fonte OSHA.EU 
21/12/2017

There is a need for high quality and simple tools on management of dangerous substances, which may function as a prevention tool, but also as a vehicle for awareness raising, promotion and education. A group of experts from occupational safety and health (OSH) institutions in the EU Member Estates joined a workshop in Bilbao last September to debate about the main challenges related to the development and maintenance of dangerous substances’ e-tools.

The specialists also discussed a range of topics such as guidelines for promotion and dissemination, difficulties to engage companies, considerable sensitivity and concern over data, training support, technical and language adaptation.

See the  Seminar Online Summary

Read more about the 2018-2019 Healthy Workplaces Campaign ‘Healthy Workplaces Manage Dangerous Substances’

Visit our web section on OSH e-tools

Le segnalazioni di RAS dei prodotti pericolosi o nocivi per la salute dei consumatori settimana 51 del 2017

Rapid Alert System is the EU system for all dangerous consumer products, with the exception of food, pharmaceuticals and medical devices. The report includes detailed information on the products concerned, the risks, the notifying Member State, and the measures adopted in response. The Rapid Alert System enables quick exchange of information between 31 European countries and the European Commission about dangerous non-food products posing a risk to health and safety of consumers. Each week, an update of the latest alerts sent by Member States is published on the website. This message service allows subscribers to be informed on these Alerts on a weekly basis.
 
The Commission does not take any responsibility for the accuracy of the information provided. In the event that further information received from a national competent authority regarding an already published notification leads to the modification or withdrawal of the information, the Commission will include a corrigendum or notice of withdrawal in the next weekly overview. Learn more…
 

Aeroporto Los Angeles : I lavoratori aeroportuali che legano la sicurezza a un salario dignitoso incontrano un certo successo

fonte
Airport workers who tie safety to a living wage meet with some success

By Tomás Romero 

Al culmine del 1954, i sindacati rappresentavano il 34,8% di tutti gli stipendi e gli stipendi degli Stati Uniti. Nel gennaio del 2017 quel numero si aggirava intorno al 10,7%. E anche se la situazione non migliorerà molto nel nostro attuale clima politico, in alcuni degli aeroporti della nazione sono in corso importanti cambiamenti.

Ispirato dagli sforzi organizzativi dei lavoratori aeroportuali contratti a Denver, Fort Lauderdale, Boston e Chicago – che si sono riuniti per formare sindacati, vincere rilanci e richiedere un addestramento di risposta alle emergenze per i propri dipendenti – il Consiglio comunale di Los Angeles ha votato all’unanimità per aumentare gli stipendi di 10.000 lavoratori a LAX ad un minimo di $ 17.00 l’ora entro il luglio del 2021 e richiedere agli appaltatori di fornire formazione di pronto intervento pienamente retribuita sul posto di lavoro per proteggere sia i dipendenti dell’aeroporto che, per estensione, il pubblico in viaggio anche.

Parte di un più ampio movimento di salari viventi che ha preso piede in città come San Francisco, San Diego, Chicago e Seattle, la mossa pagherà ai lavoratori contratti a Los Angeles un totale di $ 2,00 sul salario minimo della città nei prossimi anni.

La mancanza di addestramento fondamentale dei dipendenti è stata tragicamente ovvia durante l’orribile sparatoria di massa all’Aeroporto Internazionale di Fort Lauderdale-Hollywood (FLL) lo scorso gennaio. Ciò ha spinto i lavoratori della FLL e il sindacato dei lavoratori del servizio immobiliare, il SEIU 32BJ, a unire le forze con i legislatori per adottare una pietra miliare nella Safe Airports Campaign, che richiedeva un “approccio comunitario alla preparazione alle emergenze”.

Ispirati dal loro lavoro, i sindacalisti di LAX hanno collaborato con il Consiglio comunale di Los Angeles per sottolineare il ruolo vitale che i lavoratori aeroportuali con esperienza, ben addestrati e ben pagati svolgono nell’assicurare il secondo aeroporto più trafficato della nazione.

Ora LAX è diventato il primo aeroporto del paese ad attuare un programma di risposta alle emergenze completamente definito per dotare migliaia di lavoratori aeroportuali di rispondere in caso di condizioni meteorologiche estreme, tiratori attivi, attacchi terroristici e altre emergenze.”Queste donne e uomini sono in prima linea ogni giorno e svolgono un ruolo cruciale. Ci aspettiamo che siano i nostri occhi e le nostre orecchie, ed è importante che i loro salari e l’assistenza sanitaria lo riflettano “.

Rotazione
Salari più alti rendono gli aeroporti più sicuri perché “quando i lavoratori sono pagati salari più alti, rimangono più a lungo sul lavoro”, secondo il Centro di Berkeley UC per Kenorks, Research and Education.
“Il nostro studio su un aumento della retribuzione obbligatoria presso l’aeroporto internazionale di San Francisco (SFO) ha rilevato che il fatturato è diminuito di un terzo dopo l’aumento delle retribuzioni e l’80% nelle occupazioni con gli aumenti salariali più elevati”, afferma Jacobs.

“I lavoratori con meno esperienza hanno più probabilità di commettere errori, con effetti negativi sulla sicurezza. Uno studio dell’Aeroporto Internazionale di Seattle-Tacoma (SEA) ha rilevato che i lavoratori più recenti avevano quasi l’80% di probabilità in più di ricevere citazioni per violazioni della sicurezza rispetto a quelli con più esperienza. Aumentare i salari nei nostri aeroporti non è solo un bene per i lavoratori, è positivo per il pubblico volante “.

E un fattore chiave nell’innalzare tali salari, dice che il vagliatore di carichi LAX da lungo tempo Valerie Denise King, è un sindacato. “L’America ha bisogno dei sindacati. Stiamo dimostrando che quando si lavora la gente si unisce in un sindacato, possiamo fare qualsiasi cosa. Stando insieme abbiamo vinto rilanci e la formazione di cui abbiamo bisogno per mantenere al sicuro il pubblico. È importante perché la mia famiglia, come molti altri che conosco, sta lottando per sbarcare il lunario. Dobbiamo sentirci come se non stessimo affogando mentre il costo della vita continua a salire. [Ma] per vincere gli stipendi di cui abbiamo bisogno per le nostre famiglie, anche [abbiamo] bisogno del sostegno del consiglio comunale “.

Lei continua: “Qui a Los Angeles ci radunammo, marciammo e incontrammo i membri del nostro consiglio [e] abbiamo dimostrato che quando lavoriamo le persone stanno insieme e parlano, vinciamo. Abbiamo anche dimostrato che possiamo lavorare insieme con la città e le autorità aeroportuali per migliorare i posti di lavoro e la sicurezza per tutti. Le nostre azioni a LAX e la presenza in municipio ci hanno aiutato a ottenere il sostegno di funzionari eletti che vogliono rendere la città migliore per i lavoratori e i nostri aeroporti più sicuri per tutti coloro che viaggiano attraverso di loro “.

l’Articolo segue integrale alla fonte

Airport workers who tie safety to a living wage meet with some success

Dalla valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico alla riprogettazione ergonomica: un confronto con le aziende

FONTE C.I.I.P

Aula Magna Clinica del Lavoro Milano, Via San Barnaba 8
venerdì 16 febbraio 2018 – ore 9:45-16:30

Seminario

PROGRAMMA

9.45 Registrazione partecipanti

Saluti del Responsabile dell’UOC Medicina del Lavoro
Dr. Luciano Riboldi

PRIMA PARTE:
Moderatore: Prof. Matteo Bonzini

10.00 Le opportunità offerte dal Programma Industry 4.0
Mariarosaria Spagnuolo

10.30 Risorse normative già disponibili nel campo ergonomico
Natale Battevi

11.00 La sinergia fra Politecnico e Clinica del Lavoro
Francesco Ferrise

11.30 Interventi organizzativi: un’esperienza di Job Rotation
Mauro Aliverti

12.00 Utilizzo di manichini virtuali per progettazione di postazioni di lavoro in una azienda di lavorazione di polli
Italo Rinaldini

12.30 Discussione

13.00 – 14.00 Pausa Pranzo

SECONDA PARTE:
Moderatore: Prof. Angela Pesatori

14.00 Dalla VDR alla riprogettazione ergonomica nel settore della raccolta dei rifiuti
Luca Galinotti

14.30 Dalla VDR alla riprogettazione ergonomica in una Fonderia di ghisa
Paolo Pizzardo

15.00 Il contributo del MC alla VDR e alla verifica delle soluzioni di miglioramento
Giulia Stucchi

15.30 RLS: una figura su cui investire?
Aldo Giammella

16.00 Discussione

scarica la locandina

 

È in arrivo il 2018… insieme a una nuova campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri

FONTE OSHA.EU

Con l’arrivo del 2018 è alle porte la campagna «Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose», dedicata a sensibilizzare a tali sostanze promuovendo una cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro di tutta Europa.

L’EU-OSHA lancerà la campagna 2018-2019 a primavera, nella speranza che i partner e le parti interessate in questa iniziativa la sostengano in modo altrettanto efficace di quanto hanno fatto per l’ultima campagna, «Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età».

Non perdere le novità sulla campagna «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-19 »

Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza

Fonte Notizia : INAIL.IT

20/12/2017

Questa mattina a Roma la riunione di insediamento alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Il neopresidente succede a Francesco Rampi nel mandato quadriennale alla guida del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto

Il nuovo presidente del Civ Inail, Giovanni Luciano

ROMA – La sesta consiliatura del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, ricostituito con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 novembre, ha preso il via ufficialmente questa mattina con la riunione di insediamento che si è svolta a Roma, presso la sede dell’Istituto di via IV Novembre, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Nel corso della riunione Giovanni Luciano è stato eletto alla presidenza dell’organo che definisce i programmi e individua le linee di indirizzo dell’Inail, determina gli obiettivi strategici pluriennali ed esercita le funzioni di vigilanza ai fini della realizzazione degli obiettivi e della corretta ed economica gestione delle risorse. Leggi tutto “Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza”

Ambiente urbano con troppe auto. “Città a piedi” la sfida del futuro

fonte.  ISPRA >>>      Sul sito dell’Ispra la versione integrale del Rapporto qualità ambiente urbano. 

Sono circa 600 le auto ogni 1000 abitanti nelle 119 grandi città italiane, ma la qualità della vita si misura nella mobilità pedonale. I dati del Rapporto qualità dell’ambiente urbano di Ispra edizione 2017.

Il capitolo 8 del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano descrive la situazione della mobilità urbana nei capoluoghi di provincia italiani nel 2016. Focus dell’edizione 2017 del Rapporto è sulla mobilità pedonale in città

I dati del Rapporto presentano per molte grandi città una situazione lontana da quella che si definisce mobilità sostenibile, principio alla base di un sistema di trasporto ideale per persone e merci, che pur soddisfacendo le esigenze di spostamento o movimentazione, non genera esternalità ambientali e sanitarie negative, bensì concorre a garantire una buona qualità della vita.

Nei 119 comuni esaminati la media delle auto ogni 1000 abitanti è pari a 581. Roma è risultata anche nel 2016 la città con il maggior numero di auto in circolazione. La cifra di 1.580.993 autovetture rappresenta quasi il 16% del parco auto di tutti i Comuni analizzati e quasi il triplo del parco di Milano (583.327). Spetta comunque a l’Aquila la palma del capoluogo con il maggior numero di auto (718,5), mentre Venezia ha riportato il dato più basso (383,7).

Nel 2016, più incidenti, ma meno vittime sulle strade: rispetto al 2015, nei 119 comuni, nonostante l’aumento degli incidenti (+0,5%) e dei feriti +(0,3%), il numero dei morti scende del 9,7%, a fronte di una diminuzione nazionale che
supera il 4% . Il numero più alto di incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti si rileva a Genova (oltre 15 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti), seguita da Firenze (13,4) e Bergamo (13). Il Comune con il valore più basso è quello di Aosta con 1,4 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti. In linea generale e nel lungo periodo (2007-2016), calano gli incidenti stradali nei 119 comuni passando da 112.648 a 81.967 (-27,2%).

Se si analizza la tipologia di auto circolanti, rimane ancora alto il numero delle euro 0: anche se in calo rispetto al 2015 di quasi 640 mila vetture, il numero delle auto da euro 0 ad euro 2 rimane ancora troppo alto, quasi 10 milioni, sugli oltre 37 totali. Nel 2016, è Napoli a presentare la quota più alta (28,3%) di auto intestate a privati appartenenti alla classe euro 0, contro una media nazionale del 10,1%. Dal 2012 al 2016 il parco auto alimentato a GPL a livello nazionale segna un +18,8%, con Parma e Lanusei che raggiungono le variazioni positive più alte, superiori al 40%.

L’analisi riportata nel Focus sulla mobilità pedonale mette in luce che nell’arco degli ultimi quaranta anni, si è più che triplicato il numero di persone (+9,7 milioni) che utilizzano la propria auto per recarsi al posto di lavoro a discapito di tutte le altre modalità di trasporto che hanno perso importanti quote di utilizzo. In Italia gli spostamenti casa-lavoro avvengono attraverso l’uso del mezzo privato nel 71% dei casi. Alle altre modalità di trasporto spettano percentuali ampiamente più ridotte. Migliora la situazione per gli spostamenti casa-studio, coinvolgendo presumibilmente una porzione più giovane della popolazione, che ha anche meno accesso alle auto di famiglia o ad un auto propria: ricorrono al mezzo privato nel 40% dei casi, mezzo pubblico nel 30% dei casi e a piedi nel 25% dei casi.

Sul sito dell’Ispra la versione integrale del Rapporto qualità ambiente urbano.

Tutti i dati sono raccolti in un portale “aree urbane”in formato open.

Giocattoli, prima di tutto la sicurezza

FONTE FAMIGLIACRISTIANA

18/12/2017  Sotto l’albero mettiamo solo pupazzi, bambole e giochi per l’età giusta e con il marchio di certificazione CE.

Scritto da

 

Mamme e papà sono sempre più attenti alla sicurezza del mondo che circonda i loro bambini, specie nei primi anni di età. Anche per quanto concerne i giocattoli e i regali da mettere sotto l’albero ci sono una serie di attenzioni che si devono avere nella scelta dei prodotti più adatti, sia dal punto di vista pedagogico, sia dal punto di vista delle certificazioni di prevenzione di eventuali rischi.

Leggi tutto “Giocattoli, prima di tutto la sicurezza”

L’evoluzione degli strumenti giuridici volti a favorire l’effettività della prevenzione

Diritto della sicurezza sul lavoro. Rivista dell’Osservatorio Olympus è una pubblicazione semestrale dell’Università degli Studi di Urbino – Dipartimento di Giurisprudenza. Lo sviluppo e la manutenzione di questa installazione di OJS sono forniti da UniURB Open Journals, gestito dal Servizio Sistema Bibliotecario di Ateneo. E-ISSN 2531-4289. Registrazione presso il Tribunale di Urbino n. 1/2016.

N. 2 (2017) 

Saggi

Luigi Menghini
1-35

Quando l’ospedale diventa una prigione

FONTE SALUTEINTERNAZIONALE

Inserito da on 18 dicembre 2017 – 10:08Lascia un commento

Gavino Maciocco

Ogni anno centinaia di migliaia di persone sono detenute negli ospedali contro la loro volontà. Il loro crimine? Essere troppo poveri per poter pagare il conto del ricovero. Questo fenomeno è particolarmente rilevante in diversi paesi africani come Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Camerum, Zimbabwe e Kenia, e anche in India e Indonesia. Le puerpere e i neonati il gruppo più colpito. La detenzione è spesso accompagnata da abusi e violenze. Le radici di questa oscena pratica. Le lacrime di coccodrillo della Banca Mondiale.


Sorpresa, smarrimento, indignazione: queste furono le sensazioni prodotte dalla lettura  di un articolo pubblicato nel 2008 dalla rivista Health Policy and Planning, intitolato “La prigione per i pazienti insolventi negli ospedali burundesi” [1]. Si trattava di un articolo scritto da rappresentanti di associazioni per i diritti civili che, avendo visitato i principali ospedali pubblici del Burundi, avevano constatato che quasi ovunque i pazienti che non erano in grado di pagare la retta  venivano costretti in condizioni di detenzione in locali dello stesso ospedale (ambienti sovraffollati, scarso cibo, pessima igiene e, naturalmente, nessuna cura).  La liberazione avveniva solo dietro il saldo del debito, cosicchè la detenzione poteva durare settimane o mesi.  Se il paziente moriva, l’ospedale tratteneva la salma finchè i familiari non pagavano. Nel principale ospedale della capitale, Bujumbura, nel 2005, il numero di pazienti insolventi fu di 422.

Leggi tutto “Quando l’ospedale diventa una prigione”

Qualità dell’ambiente urbano 2017, i dati Snpa sulle città italiane

fonte SNPA

Un focus completo sulla situazione ambientale di 116 capoluoghi di provincia e 3 centri a elevato numero di abitanti, elaborato sulla base dei dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

Presentato a Roma lo scorso 14 dicembre, il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano (RAU) è giunto alla XIII edizione. Realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente – SNPA, presenta un quadro completo sulla qualità dell’aria, sui trasporti e mobilità, suolo e territorio, verde, attività industriali in ambito urbano e rifiuti di 119 città italiane. Gli indicatori scelti dal Rapporto descrivono la qualità di vita “ambientale” dei grandi centri urbani del Paese.

Ai 116 capoluoghi di provincia delle ultime edizioni, in quella 2017 sono state aggiunte anche 3 città densamente popolate (Cesena, Guidonia Montecelio,
Giugliano in Campania) per un totale di 119 centri urbani, che pur coprendo solo il 7% del territorio rappresentano il 30% della popolazione totale (circa 18 milioni di abitanti). Numeri questi che mostrano quanto sia fondamentale monitorare il contesto di vita delle grandi città.

Ogni anno il Rapporto è completato da un Focus di approfondimento su di un tema cruciale per la qualità ambientale delle nostre città. Quest’anno la scelta è caduta sulla “Mobilità pedonale in città” con l’intento di voler affermare una nuova idea di qualità della vita in città basata sul muoversi a piedi.

Tutti i dati sono raccolti in un portale “aree urbane”in formato open.

I dati presentano livelli di aggiornamento differente. Per quel che riguarda la qualità dell’aria, le Agenzie regionali offrono un monitoraggio in tempo reale dei valori di Pm10, per l’ozono sono quelli della stagione estiva 2017, mentre per tutte le altre sostanze il Rapporto presenta i dati al 2016. Recenti anche quelli sulla balneazione (stagione estiva 2017) e sullo stato chimico delle acque superficiali. Fanno invece riferimento al 2016 i valori del consumo di suolo in Italia, così come quelli del solo verde pubblico (elaborazioni Istat) e del verde totale (sia pubblico che privato), questi ultimi elaborati da Ispra grazie alle immagini satellitari del programma Copernicus. Infine, riferito al 2016, viene riportato per il prima volta anche il numero di installazioni AIA regionali e provinciali, disaggregato per Comune, oltre a quelle nazionali.

FONTE SNPA

Podcast audio di Diario Prevenzione puntata n° 50, 18 dicembre 2017

 

 

 

In questa puntata del Podcast di Diario Prevenzione vi parliamo di :
– “Rapporto sulla protezione sociale nel mondo 2017-2019” dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro”
– Ieri l’amianto, oggi il glifosato
– Unions in the North East help asbestos victims receive £3.8 million. Un articolo apparso sul sito delle TUC (Trade Unions Council di GB ) sul tema della tutela legale dei lavoratori ex esposti all’amianto e dei loro famigliari
– Materiali del Seminario Sicurezza Inclusiva e Accomodamento ragionevole svolto il Dicembre 2017
– Scoot Mugno nominato da Trump Presidente capo della OSHA: ecco i suoi meriti professionali !
– Salvare internet: un appello dei pionieri della rete

IL NOTIZIARIO DEL PODCAST DI DIARIO PREVENZIONE
(21 minuti audio )

ILO, presentato il “Rapporto sulla protezione sociale nel mondo 2017-2019”

FONTE ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO

Il “Rapporto sulla protezione sociale nel mondo 2017-2019” dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro evidenzia che 4 miliardi di persone in tutto il mondo non beneficiano di protezione sociale. Sono necessari ancora sforzi consistenti per garantire che il diritto alla sicurezza sociale diventi una realtà per tutti.

Il nuovo rapporto sulla protezione sociale nel mondo dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) evidenzia che, nonostante i progressi significativi nell’estensione della protezione sociale in molte parti del mondo, il diritto alla sicurezza sociale non è ancora una realtà per la maggior parte della popolazione mondiale.

Secondo i nuovi dati presentati nel “Rapporto sulla protezione sociale mondiale 2017-2019: protezione sociale universale per raggiungere gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile”(World Social Protection Report 2017-19: Universal social protection to achieve the Sustainable Development Goals), solo il 45% della popolazione mondiale gode di almeno un beneficio sociale, mentre il restante 55%, che è l’equivalente di 4 miliardi di persone, non beneficia di protezione sociale.

Ieri l’amianto, oggi il glifosato

FONTE AREA7.CH
Autrice : Aline Andrey
Pochi giorni fa l’Unione europea ha deciso di rinnovare per altri cinque anni l’autorizzazione all’impiego del controverso glifosato, potente erbicida alla base di uno dei prodotti di punta della multinazionale Monsanto in agricoltura, il Roundup. «Un regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente», protestano in coro le associazioni ambientaliste, che durante il voto di lunedì hanno fatto sentire la loro voce davanti al quartier generale della Commissione europea a Bruxelles.

La giornalista e documentarista francese (e figlia di agricoltori) Monique Robin (foto sopra) porta avanti già da molto tempo una battaglia contro i pesticidi di Monsanto, considerati una delle più grandi fonti di avvelenamento del nostro secolo. Già dieci anni fa, con il suo film choc “Il mondo secondo Monsanto”, rivelava al grande pubblico i comportamenti della multinazionale statunitense e da allora non ha mai smesso di indagare sull’agroindustria, sugli organismi geneticamente modificati (ogm), sui pesticidi e, in particolare, sul glifosato, principio attivo del Roundup. Mentre i suoi effetti drammatici sulla salute dell’uomo e degli animali, sulle piante e sul suolo sono stati confermati da numerosi studi scientifici e da testimonianze, i paesi membri dell’Ue, riuniti nel Comitato d’appello, hanno deciso a maggioranza, seguendo la raccomandazione della Commissione, di concedere una nuova licenzia quinquennale all’uso della sostanza. In Svizzera invece si è sempre in attesa che il Consiglio federale pubblichi un rapporto (chiesto dal Consiglio nazionale nel 2016) sui rischi del glifosato, il cui utilizzo è autorizzato ma sottoposto a condizioni più restrittive rispetto a quelle in vigore nell’Ue.

Nel pieno del dibattito, il documentario di Monique Robin “Roundup face à ses juges” (Roundup davanti ai suoi giudici) e l’omonimo libro che l’accompagna giungono al momento opportuno. Diffuso a metà ottobre dal canale televisivo franco-tedesco Arte, il film torna sull’iniziativa del Tribunale Monsanto di cui Robin è stata promotrice ed illustra gli effetti devastanti del glifosato. Come l’autrice ricorda nel documentario, tanto istruttivo quanto inquietante, il glifosato è un cancerogeno, un perturbatore endocrino, un antibiotico e un chelante di metalli (ritiene i metalli presenti nel suolo) generando malattie renali, congenite, croniche… Subdolamente delle tracce del prodotto vanno a finire ovunque, fino dentro al nostro corpo.
A Monique Robin, ormai riconosciuta come figura di punta della lotta contro Monsanto e per un’agricoltura rispettosa degli esseri viventi, abbiamo posto alcune domande.

Negli ultimi dieci anni che cosa è cambiato?
C’è stata una presa di coscienza di una minoranza crescente che, di fronte all’avvelenamento collettivo cui siamo sottoposti, pretende di sapere cosa finisce nel suo piatto. Ciò richiede del tempo. I Monsanto papers hanno rivelato quello che io raccontavo già nel 2008 in “Il mondo secondo Monsanto”. Si sa da molto tempo che questa multinazionale pubblica dei falsi studi e paga degli scienziati per sottoscriverli. I Policlorobifenili, l’Agente arancio, il Lasso, l’Aspartame… Sono tanti gli scandali. Persino nei suoi stessi studi per l’omologazione del glifosato viene segnalato l’effetto cancerogeno e teratogeno [che altera lo sviluppo dell’embrione, ndr] della molecola. Che cosa si aspetta ancora per dire “basta”?

Come si spiega che il Roundup è ancora in vendita nonostante le conclusioni del Centro internazionale di ricerca sul cancro, che classifica il glifosato come probabile cancerogeno?
Dei residui di glifosato si trovano in ciascuno di noi. Ma risulta tuttora difficile uscire dall’ambito agricolo per farne un dibattito di salute pubblica. Certi agricoltori sostengono che esso è biodegradabile, ma per spanderlo nei campi usano tuta e mascherina… Che tristezza! In Francia la Federazione nazionale dei sindacati dei lavoratori agricoli (Fnsea) ritiene che gli agricoltori non possono farne a meno e che non vi è alcun legame tra i pesticidi e i tumori. Ma il linfoma, una delle malattie causate dal glifosato, in Francia è considerato una malattia professionale… Anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) dice che non ci sono problemi. Ma centinaia di studi indipendenti e migliaia di testimonianze provano il contrario. Come fanno i cittadini ad avere ancora fiducia nelle istituzioni europee?

Nel suo film sul Tribunale Monsanto si dà la parola a numerose vittime del glifosato…
Sì, questo incredibile evento ci ha permesso di riunire davanti a dei giudici internazionali sia vittime sia specialisti provenienti da ogni parte del mondo. Ascoltare le loro parole è stato estremamente toccante. È quello che fa la forza di questo processo popolare. Perché troppo spesso vi è una disumanizzazione del problema.
Intanto l’Unione europea ha deciso di rinnovare l’autorizzazione di cinque anni…
È scandaloso. Temo che si stia concedendo il tempo all’industria per trovare una molecola sostitutiva prima di bandire il glifosato. Come è successo in passato con l’amianto. Bisognerebbe uscire in fretta da questa logica agro-industriale legata agli ogm! Perché tutta la soia transgenica americana imbevuta di glifosato che viene importata è una fonte di contaminazione degli animali che gli europei mangiano. Il glifosato è l’emblema di un sistema dal quale dobbiamo uscire… E per farlo è necessaria una volontà politica.

* Pubblicato da l’Evénement syndical del 15 novembre 2017, traduzione e adattamento: Claudio Carrer

FONTE AREA7.CH

Unions in the North East help asbestos victims receive £3.8 million

Issue date
15 Dec 2017
Asbestos is the biggest cause of workplace deaths. Last year 5,000 people were likely to die prematurely as a result of asbestos exposure. This is around three times the number of road accident deaths. Most of those who die do so as a result of mesothelioma, a kind of cancer that can be caused by very low levels of exposure. Tragically it is always fatal.

Almost all of the people who are dying today were exposed to asbestos decades ago, so asbestos is now often seen as being a problem of the past as its importation and use have been banned since 1999.

That is not the case. The dangers of asbestos are still with us. Asbestos-containing materials can be found in around half a million non-domestic premises (and probably around a million domestic ones).

This means that people are still being exposed to asbestos. It is often people who are working in maintenance, refurbishment or demolition, but people can, and do, become exposed simply by working in a building with asbestos, as fibres can become dislodged and breathed in.

This killer is often hidden or has not been identified as asbestos. As a result it can be found in factories, homes, schools, shops, hospitals, offices, restaurants etc.

Most of these diseases take many years to develop and so deaths occurring now are largely a result of past workplace conditions.

A total of £3.8 million has been secured for asbestos victims and their families in the North East and North Cumbria between April 2016 and September 2017. The Northern TUC Asbestos Support and Campaign Group (ASCG) was launched in 2010 and has helped its clients claim the money during the past 17 months, which includes benefit gains and compensation.

The group, a partnership between Northern TUC, Macmillan Cancer Support, trade unions and West View Advice and Resource Centre, provides support, advice and information (including help with benefit entitlements) to people living with the effects of asbestos exposure, their families and carers. People helped by the group have asbestos-related diseases such as mesothelioma, asbestosis and lung cancer and other workplace cancers.

L’ARTICOLO PROSEGUE SU FONTE TUC.ORG.UK

TRADUZIONE IN ITALIANO BY GOOGLE

L’amianto è la principale causa di decessi sul posto di lavoro. L’anno scorso 5000 persone morirono prematuramente a causa dell’esposizione all’amianto. Questo è circa il triplo del numero delle morti per incidente stradale. La maggior parte di quelli che muoiono lo fanno a causa del mesotelioma, una specie di cancro che può essere causato da livelli molto bassi di esposizione. Tragicamente è sempre fatale.
Quasi tutte le persone che muoiono oggi sono state esposte all’amianto decenni fa, quindi l’amianto è spesso visto come un problema del passato, dal momento che la sua importazione e il suo uso sono stati vietati dal 1999.
Questo non è il caso. I pericoli dell’amianto sono ancora con noi. I materiali contenenti amianto possono essere trovati in circa mezzo milione di locali non domestici (e probabilmente circa un milione di quelli domestici).
Ciò significa che le persone sono ancora esposte all’amianto. Spesso sono le persone che lavorano nella manutenzione, nella ristrutturazione o nella demolizione, ma le persone possono, e lo fanno, essere esposte semplicemente lavorando in un edificio con l’amianto, poiché le fibre possono essere spostate e respirate.
Questo killer è spesso nascosto o non è stato identificato come amianto. Di conseguenza può essere trovato in fabbriche, case, scuole, negozi, ospedali, uffici, ristoranti, ecc.
La maggior parte di queste malattie richiede molti anni per svilupparsi e quindi le morti che si verificano ora sono in gran parte il risultato di condizioni lavorative passate.
Un totale di 3,8 milioni di sterline è stato garantito per le vittime dell’amianto e le loro famiglie nel nord-est e nel nord della Cumbria tra aprile 2016 e settembre 2017. Il gruppo di supporto e campagna dell’asbesto nordico (ASCG) è stato lanciato nel 2010 e ha aiutato i suoi clienti a rivendicare il denaro negli ultimi 17 mesi, che include guadagni e compensi.
Il gruppo, una partnership tra Northern TUC, Macmillan Cancer Support, sindacati e West View Advice and Resource Center, fornisce supporto, consulenza e informazioni (compreso l’aiuto con diritti alle prestazioni) alle persone che vivono con gli effetti dell’esposizione all’amianto, le loro famiglie e gli accompagnatori . Le persone aiutate dal gruppo hanno malattie legate all’amianto come il mesotelioma, l’asbestosi e il cancro ai polmoni e altri tumori sul posto di lavoro.

Scoot Mugno nominato da Trump Presidente capo della OSHA: ecco i suoi meriti professionali !

Scott Mugno è il vice presidente FedEx per la sicurezza, la sostenibilità e la manutenzione dei veicoli per FedEx Ground e ricopre il ruolo di presidente della sottocommissione OSHA della Camera di commercio degli Stati Uniti. È stato nominato dal presidente Trump come capo dell’OSHA, che dovrebbe proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori statunitensi e del pubblico.
Mentre si trovava in questa posizione, c’è stata un’esplosione di incidenti e decessi a terra FedEx.
Nel periodo di 24 mesi precedente al 3 dicembre 2017, i conducenti di FedEx Express sarebbero stati coinvolti in 1762 incidenti, 575 tra feriti, tra cui 41 morti. Dal 2012 il numero di incidenti è aumentato del 254,5%; il numero di infortuni è aumentato del 192%; e il numero di vittime è aumentato del 273%.
Allo stesso tempo, Mugno è stato personalmente coinvolto nell’aiutare a vendicarsi contro gli informatori di FedEx. Uno di questi informatori è Gary Brent, che è un ex istruttore di rimorchio per trattori FedEx Express e coordinatore della sicurezza per FedEx. In questa intervista Gary Brent parla della sua storia e della lotta per la salute e la sicurezza di FedEx e di come è stato vittima di bullismo, molestie e cessazioni da parte dell’azienda per aver lottato per salute e sicurezza sul lavoro e per aver presentato reclami OSHA. Mugno ha anche esercitato pressioni sull’American Trucking Association ATA per aumentare il peso dei camion a 120.000 libbre. ciò non solo distruggerebbe le strade, ma aumenterebbe i pericolosi pericoli sulle strade e autostrade negli Stati Uniti. Questa intervista è stata effettuata l’11 dicembre 2017.
Per ulteriori media:

 
  
 

Quando un dipendente opera in mancanza dei presidi di sicurezza

FONTE : PUNTOSICURO.IT

Roma, 15 Dic – Sono tanti i casi di infortunio, come messo in rilievo in questi anni dalla nostra rubrica “Imparare dagli errori”, che hanno a che fare con il crollo durante attività di scavo o con l’uso delle pompe di calcestruzzo e di betoniere e betonpompe. E sono ugualmente tante le sentenze che hanno messo in rilievo come spesso, in questi infortuni, le attività siano svolte senza un’adeguata pianificazione, senza quei semplici presidi di sicurezza che avrebbero la funzione di prevenire o rendere meno grave l’infortunio.

L’ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE : PUNTOSICURO.IT

ETERNIT: sentenza Corte di Cassazione – 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) – Continua la richiesta di GIUSTIZIA

Bologna, 15 dicembre 2017

 

A Roma, davanti al “palazzaccio”  sede della Corte Costituzionale, si sono radunati le delegazioni di AFeVA Casale Monferrato e di AFeVA Emilia Romagna ed i rappresentanti di CGIL Nazionale, Emilia Romagna e Piemonte, assieme al Sindaco di Casale Monferrato, fin dal mattino del 13 Dicembre 2017.

Ex lavoratori degli stabilimenti di Casale e Rubiera, che hanno aspettato la sentenza, fuori in quanto l’udienza si teneva a porte chiuse alla sola presenza degli avvocati.

La notizia, trapelata in tarda mattinata, della richiesta del sostituto procuratore generale Delia Cardia alla prima sezione della Cassazione di dichiarare inammissibili  i ricorsi ha diffuso un sentimento di delusione. I ricorsi erano quelli del sostituto procuratore Gianfranco Colace, che con Raffaele Guariniello e Sara Panelli aveva svolto l’inchiesta e rappresentato l’accusa nel primo processo; il secondo ricorso era stato firmato dalla procura generale, pm Carlo Pellicano e Francesco Saluzzo.

Saranno quindi 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) a carico del miliardario Stephan Schmidheiny: a Torino, Vercelli, Reggio Emilia e Napoli.

Reagiscono sia AFeVA di Casale Monferrato, AFeVA Emilia Romagna (che invita alla mobilitazione anche per il processo CEMENTAL a Reggio Emilia leggi il comunicato) e la CGIL Nazionale di cui a seguire pubblichiamo di seguito il comunicato.

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