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FONTE C.I.I.P


Gruppo di lavoro Storie di infortunio - Settembre 2018

Questa raccolta di racconti, scritti dagli operatori dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro del Piemonte e della Lombardia, nasce dallo sforzo di restituire umanità e sentimento ai protagonisti delle inchieste e alle vittime degli infortuni, vittime entrambi di un sistema di sicurezza che deve essere migliorato.

Ogni racconto narra una storia individuale ma, riletto nell’ambito di una comunità, diventa parte di un sapere collettivo come patrimonio da condividere per evitare il ripetersi di tanti eventi infausti.

Vittime può essere scaricato dal sito di DoRS

 

A CURA DEL DIPARTIMENTO SICUREZZA SUL LAVORO DI CGIL CISL UIL ASCOLI PICENO (G. COLLINA, S. IONNI, G. BIANCHINI)

 

INFORTUNI IN COMPLESSO

Tra gennaio e luglio del 2018 gli infortuni rilevati dall’Inail sono stati 379.206 (-0,3% rispetto all’analogo periodo del 2017).

I dati nazionali mostrano una diminuzione sia dei casi in occasione di lavoro, passati da 325.390 a 325.054 (-0,1%), sia di quelli in itinere, scesi da 54.846 a 54.152 (-1,3%).

L’analisi territoriale evidenzia una stabilità nel Nord-Ovest e decrementi al Centro (-1,8%) e nelle Isole (-3,0%). Aumenti, invece, nel Nord-Est (+0,7%) e al Sud (+0,5%).

In diminuzione quelli della componente femminile dell’1,2% (da 136.411 a 134.789), mentre quella maschile presenta un aumento dello 0,2% (da 243.825 a 244.417).

In calo gli infortuni dei lavoratori italiani (-1,4%) e quelli comunitari (-0,2%); per i lavoratori extracomunitari c’è, invece, un aumento dell’8,6%.

Dall’analisi per classi d’età emergono diminuzioni per i lavoratori tra i 30-44 anni (-4,1%) e tra i 45-59 anni (-1,2%); per contro, i lavoratori fino a 29 anni e quelli tra i 60-69 registrano un aumento (rispettivamente del +3,7% e del +5,9%).

 

INFORTUNI MORTALI

Le denunce d’infortunio sul lavoro con esito mortale nel periodo in esame sono state 587, quattro in meno.

L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 9 casi mortali nel Nord-Ovest (da 146 a 155) e una stabilità nel Nord-Est (157). Diminuzioni si riscontrano, invece, al Centro (da 112 a 110), al Sud (da 120 a 119) e nelle Isole (da 56 a 46).

In calo i mortali della componente maschile, passati da 531 a 527), mentre quella femminile ha registrato 60 decessi in entrambi i periodi.

La diminuzione ha interessato le denunce dei lavoratori italiani (da 498 a 494) e quelle degli extracomunitari (da 67 a 64), mentre quelle dei lavoratori comunitari sono aumentate di 3 unità (da 26 a 29).

Dall’analisi per classi di età emerge come una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, per i quali si è registrato un incremento tra i due periodi di 44 casi (da 247 a 291).

In diminuzione, invece, le denunce degli under 34 (da 99 a 91), i lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 202 a 164) e gli over 65 (da 43 a 41).

  ...continua a leggere "INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI, DATI INAIL DEI PRIMI 7 MESI DEL 2018"

 

FONTE ANMIL

Tra le iniziative che vedono l’ANMIL in prima linea sul tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro, dallo scorso anno abbiamo voluto prevedere un nuovo appuntamento annuale dedicando uno studio approfondito e mirato proprio sulla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, realizzato da un gruppo di esperti, per fare il punto sui principali interventi del legislatore, della giurisprudenza, della prassi amministrativa e del mondo della ricerca in materia di salvaguardia della salute dei lavoratori in ambito lavorativo.

Il 17 maggio 2017, ospitati nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato, con il 1° Rapporto sulla Salute e sicurezza sul lavoro, l’ANMIL ha inaugurato un “annuario della sicurezza sul lavoro”, con l’obiettivo di mettere a disposizione e a beneficio di tutti gli addetti ai lavori un prodotto editoriale innovativo ed unico nello scenario nazionale ed europeo, e l’auspicio di contribuire all’innalzamento del livello di conoscenza e spirito critico che il tema merita.

Dunque, ricorrendo quest’anno anche il decennale dell’entrata in vigore del Testo Unico Sicurezza, il prossimo 10 settembre, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presenteremo il 2° Rapporto nella Sala del Parlamentino del CNEL (Viale Davide Lubin n. 2), per fare il punto sull’andamento del periodo 2008-2018, sia sotto il profilo dell’incidenza degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali sia alla luce di una più ampia prospettiva economico-normativa, in considerazione anche della ripresa della produzione e dell’occupazione, e con uno sguardo non solo al contesto nazionale ma anche alla prospettiva europea ed internazionale

...continua a leggere "L’ANMIL PRESENTA, NELLA SALA DEL PARLAMENTINO DEL CNEL, IL 2° RAPPORTO SULLA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO Roma, 10 settembre 2018 "

FONTE NEWSLETTER VEGAENGINEERING

“La legislazione italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata una buona legislazione e il sistema dei controlli interviene su 200.000 imprese ogni anno. Serve, però, anche un impegno permanente di tutti i soggetti interessati ed una peculiare attenzione da parte degli imprenditori perché non dovrebbe mai accadere che un lavoratore perda la vita mentre svolge la sua attività"- Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro.

Il fenomeno delle morti bianche continua silenziosamente il suo luttuoso cammino che conta un incremento della mortalità del 1,1% rispetto l’anno precedente. Infatti, il 2017 si è concluso con 1029 decessi (1018 casi registrati nel 2016), di cui 283 in itinere e 746 in occasione di lavoro. Soffermandosi su questi ultimi, appare significativo evidenziare che la situazione rispetto al 2016 è invariata: si segnala un’irrisoria diminuzione dello 0.4% (il numero di infortuni con esito mortale in occasione di lavoro rilevati nel periodo gennaio-dicembre 2016 era 749).

Analizzando le statistiche degli infortuni mortali avvenuti nei luoghi di lavoro, gli esperti dell’Osservatorio Sicurezza evidenziano che la fascia d’età più colpita è quella dei 55-64 anni. In questo caso, l’indice di incidenza sugli occupati è pari al 61,2 (30,8% del totale) con 230 casi registrati. A seguire troviamo i lavoratori con età compresa tra i 45 e 54 anni con un indice di incidenza sugli occupati del 33,0 (30,6% del totale) con 228 casi registrati.

Un Dicembre tragico per Lombardia ed Emilia Romagna, le quali rimangono stabili nella luttuosa classifica nazionale, contando rispettivamente 92 e 81 decessi (dati infortuni mortali in occasione di lavoro). Il Veneto si posiziona al terzo posto con 61 decessi, seguito da Piemonte e Lazio (60).

Nel 2017 il fenomeno delle morti bianche in occasione di lavoro ha toccato anche la Valle d’Aosta con 2 casi, al contrario del 2015 e del 2016 nei quali contava zero morti.

Roma si riconferma la provincia con più casi di infortuni mortali sul lavoro anche nel 2017. La capitale, con un indice di incidenza sugli occupati pari a 22, conta infatti 39 vittime (nel 2016 erano 35). Subito dopo si trovano Torino (24) e Milano (22).

...continua a leggere "MORTI BIANCHE 2017 IN ITALIA: UNA TRAGEDIA SENZA FINE. IL 2017 SI CHIUDE CON 1029 VITTIME: UNA MEDIA DI QUASI 86 MORTI AL MESE. UN TRAGICO AUMENTO DEL 1,1% RISPETTO L’ANNO PRECEDENTE."

(fonte Regioni.it 3309 - 25/01/2018) Un piccolo pezzo di binario, lungo appena 23 centimetri, ha ceduto questa mattina sotto un treno di 5 vagoni che viaggiava a 140 chilometri all'ora verso Milano, facendolo deragliare e provocando 3 vittime e decine di feriti, alcuni anche molto gravi. L'incidente, avvenuto poco prima delle 7 del 25 gennaio, ha coinvolto un convoglio Trenord proveniente da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, sul quale viaggiavano circa 350 persone
"Esprimo il cordoglio e la vicinanza della Regione Lombardia alle famiglie delle vittime e dei feriti del terribile incidente ferroviario avvenuto questa mattina. Sono in contatto costante con i vertici delle Ferrovie dello Stato, di Ferrovie Nord, Trenord e Areu che stanno accertando le cause dell'incidente", ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in una nota a proposito dell'incidente ferroviario tra Pioltello e Segrate. Il presidente si è recato sul posto e nel pomeriggio Maroni ha incontrato a Milano il ministro Delrio con i vertici di RFI che stanno accertando le cause dell'incidente". Il vertice si è tenuto nella Prefettura di Milano ed erano presenti, oltre a  Maroni e Delrio, il Capo della Dipartimento Protezione Civile Angelo Borrelli, la Prefetta di Milano, il Prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l'Ad di Fs, Renato Mazzoncini, l'Ad di Trenord, Cinzia Farisè.
“Oggi siamo in questa sede per portare la vicinanza e il cordoglio del Governo e del Presidente del Consiglio ai familiari delle vittime e la vicinanza alle famiglie e a tutte le persone colpite da questo tragico incidente” ha dichiarato il Ministro Delrio al termine del vertice. Nel ringraziare la straordinaria prontezza ed efficacia dei soccorsi, ha aggiunto “Oggi è un giorno tragico non solo per Milano ma per tutto il sistema ferroviario italiano. Ma ovviamente noi vogliamo verità. Il sistema ferroviario italiano è certamente uno dei più sicuri al mondo, ma noi vogliamo la verità, vogliamo che si accerti rapidamente la responsabilità, perché morire mentre si è sul posto di lavoro o mentre ci si sta recando sul posto di lavoro è una cosa inaccettabile. Per questo – ha proseguito - la Direzione investigativa del mio Ministero ha già attivato una commissione d’inchiesta e anche l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha già attivato una sua inchiesta parallela, che non interferiscono con l’inchiesta della Procura, a cui abbiamo dato la massima collaborazione per tutto quello che si poteva fare”.
“Ma è il momento del rispetto, il momento del cordoglio, della vicinanza alle famiglie. Ho sentito dire molte volte in queste ore del tema della sicurezza e degli investimenti sulla sicurezza. Posso garantire, perché sono dati ufficiali, che gli investimenti messi a disposizione per la Rete Ferroviaria Italiana dal Governo sono aumentati del 340% in questi tre anni. Il sistema investe sempre di più, e sempre più in sicurezza: questa è la nostra priorità. E’ la nostra priorità in particolare sulle reti convenzionali, sulle reti dei pendolari, in maniera dimostrata dai numeri ma io non voglio entrare oggi in questo dibattito. Per ora – ripeto – credo che oggi sia il giorno della vicinanza, del silenzio, e del rispetto delle vittime e anche però della determinazione nel vedere fino in fondo a questa vicenda” ha concluso il Ministro.

Un contributo alla riflessione sulla sicurezza e salute nel lavoro  di Giuseppe Casadio che ringraziamo . editor

C'entra anche con le elezioni prossime, e in generale con la politica, il tema (di questi giorni) del rapporto annuale INAIL sugli incidenti e malattie sul lavoro nel 2017.
Nel 2017 hanno perso la vita sul lavoro 1029 persone; circa 3 per ogni giornata di lavoro. Dato di nuovo in crescita, dopo molti anni di tendenziale diminuzione, seppure lenta nell'ultimo ventennio.
Ma il dato numerico, in sè, non dice tutto: andrebbe opportunamente rapportato alle ore lavorate, più che al numero degli occupati, in tempi come l'attuale di lavori saltuari, precari, part-time (statisticamente computati al pari dei lavori permanenti e a tempo pieno).
Il rapporto preliminare INAIL ci dice anche che l'aumento delle vittime si è concentrato fra i lavoratori extra-comunitari (spesso i più de-qualificati e meno formati alla prevenzione del rischio da parte delle imprese), e, territorialmente, in Lombardia ed Emilia Romagna.
Già da questi semplici dati si evidenzia cosa significhi rispetto e dignità per il lavoro. Ma chi ne parla, anche nei programmi elettorali?
Solamente un'altra considerazione molto significativa: la nuova crescita ha a che fare anche con l'organizzazione dei cicli produttivi: il proliferare di esternalizzazioni, appalti, segmentazione dei cicli produttivi facilita il fenomeno, in quanto, tutt'al più, i lavoratori conoscono il rischio insito nel proprio segmento di attività, ma non altrettanto quello derivato dal lavoro che si svolge, magari sullo stesso piazzale o nella linea a fianco, perchè affidato o appaltato ad altra e separata impresa. E' un dato più frequente di quanto si pensi: "rischio da interferenza". (Si pensi, ad esempio, ad una situazione lavorativa molto complessa come un'area portuale, ecc.)
Sulle malattie professionali i dati sono ancora più incerti e problematici: non essendoci l'obbligo ad un libretto personale che illustri tutta la vita lavorativa del lavoratore, è molto aleatorio riconoscere come professionale una malattia che si manifesti oggi, pur essendo stata causata da una esposizione a fattori di rischio risalente a tempi anche lontani, e avente tempi lunghi di incubazione..........
Sono solo spunti di riflessione, ma quando si dice "dignità e valore del lavoro" si dicono cose molto concrete, per nulla ideologiche.

 

INFORTUNI IN ITINERE IN EMILIA-ROMAGNA DENTRO UNA LETTURA DI GENERE:    

MAPPATURA E VALIDAZIONE DI BUONE PRATICHE. 

COSTRUZIONE E SPERIMENTAZIONE DI STRUMENTI PREVENTIVI

Segnaliamo il sito web "SICURI IN ITINERE" che supporta un progetto che si pone l'obiettivo di esplorare le ragioni del fenomeno degli incidenti in itinere e costruire pratiche preventive e di contenimento degli accadimenti infortunistici.
I promotori di questo progetto sono Cgil Emilia-Romagna e Confindustria Emilia-Romagna, con il coordinamento di Ires Emilia-Romagna attraverso un bando co-finanziato da INAIL Direzione Regionale Emilia Romagna. Nel sito vengono riportati i dati risultanti dalla ricerca e gli stadi di avanzamento del progetto. La banca dati riporta inoltre già un certo numero di esperienze positive che rappresentano una prima risposta per mitigare il fenomeno degli incidenti in itinere.

IL SITO "SICURI IN ITINERE"