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FONTE  NUPGE.CA

"Se parli con qualcuno in prima linea, ti diranno che vedono l'impatto del burnout ogni giorno - lo hanno sperimentato da soli o lo hanno visto nei loro colleghi". - Michelle Gawronsky, Presidente del MGEU

Winnipeg (21 agosto 2018) - Un recente studio conferma ciò che il governo Manitoba e l'Unione dei dipendenti generali (MGEU / NUPGE) ha affermato a nome degli assistenti sanitari da anni: nonostante una forte convinzione delle loro capacità professionali e soddisfazione nel loro lavoro , sono ad alto rischio di burnout.

Lo studio, condotto da Carole A. Estabrooks e Stephanie A. Chamberlain e  pubblicato sull'International Journal of Nursing Studies , ha esaminato circa 1.200 assistenti sanitari di 30 case di cura personale nel Canada occidentale. Scoprirono che gli assistenti sanitari, nonostante trovassero un senso nel loro lavoro e credevano fortemente nelle loro capacità professionali, erano ad alto rischio di esaurimento emotivo.

"Nel nostro studio, abbiamo riscontrato che gli assistenti sanitari lavorano in modo efficiente, a volte in condizioni difficili e con la forte sensazione che ciò che fanno è significativo - ma il rischio di esaurimento è grande."

Studio focalizzato esclusivamente sul lavoro di assistenti sanitari

Come sottolinea correttamente Estabrooks e Chamberlain, il ruolo degli assistenti sanitari è fondamentale per la qualità dell'assistenza negli ospedali e per la qualità della vita dei residenti nelle case di cura. Tuttavia, fino a poco tempo fa, il problema non ha ricevuto l'attenzione che merita perché quando viene studiata la forza sanitaria, in genere assistenti sanitari e infermiere registrate vengono raggruppati insieme dai ricercatori. Quando si concentra uno studio specifico sugli assistenti sanitari, si scopre che il burnout in Canada è dilagante, "affermano Estabrooks e Chamberlain.

"Raccomando i ricercatori per aver esaminato questo importante problema", afferma Michelle Gawronsky, Presidente di MGEU. "Se parli con qualcuno in prima linea, ti diranno che vedono l'impatto del burnout ogni giorno - lo hanno sperimentato da soli o lo hanno visto nei loro colleghi di lavoro". ...continua a leggere "Canada: recenti studi hanno rilevato che gli/le assistenti sanitari/e sono ad alto rischio di burnout"

Dura replica che la Società italiana di Psichiatria, che risponde al ministro dell'Interno secondo cui il tema della psichiatria sarebbe stato lasciato sulle spalle delle famiglie. "Forse il ministro non sa che una delle poche eccellenze riconosciute all'Italia è il sistema della salute mentale, che conta una vasta rete di strutture"
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I 70 anni del NHS

Gavino Macioccco

 

L’istituzione National Health Service avvenuta nel 1948 è stata una fondamentale svolta nel concetto di salute (un “diritto universale”) e di assistenza sanitaria (“un servizio sanitario onnicomprensivo volto a garantire il miglioramento della salute fisica e psichica delle persone attraverso gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie”). Molti sistemi sanitari lo hanno emulato, tra cui il nostro. 70 anni di storia che raccontano le profonde trasformazioni che sono avvenute negli ultimi decenni, con una forte spinta verso la privatizzazione  dei servizi, mentre rimane (per ora) pubblico il sistema di finanziamento, basato – come all’origine – sulla fiscalità generale.


Commissionato nel 1939 dal premier conservatore Wiston Churchill, il 1° dicembre 1942 viene presentato il testo di un rapporto dal titolo Social Insurance and Allied Services destinato a rivoluzionare il sistema di sicurezza sociale nel Regno Unito. La commissione incaricata di predisporre il documento fu presieduta da Sir William Beveridge, il cui nome è associato non solo al tipo di riforme che tale rapporto innescò, ma principalmente al modello di sistema sanitario che pochi anni dopo prenderà il via. Il principio guida di queste riforme, che oltre alla sanità riguardavano l’istruzione, la maternità, l’occupazione e le pensioni, fu l’universalità dell’assistenza pubblica: i servizi sociali come diritto di tutti i cittadini. La responsabilità della loro attuazione ricadde sul Partito Laburista che nelle elezioni del 1945 ottenne una larghissima maggioranza in forza della quale il governo Attlee attuò anche un esteso programma di nazionalizzazioni: dalla Banca d’Inghilterra all’energia elettrica, dalle poste alle ferrovie.

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Fonte Ires Piemonte

Rapporto 2017 Salute mentale in Piemonte - Novembre2017

Abstract

Img 2017 Rapporto salute mentale

 

Il Rapporto è frutto di un percorso di lavoro intrapreso nel 2016 - all’interno della Direzione Sanità della Regione Piemonte - da un gruppo di esperti e professionisti del settore. Il suo obiettivo è quello di mettere insieme, in forma sintetica, buona parte di quel che oggi si sa e si fa per tutelare la salute mentale dei piemontesi.

Ne emerge l’immagine, ancora un po’ sfocata per la carenza di dati certi, di un servizio sanitario regionale vitale e presente di fronte alla complessità dei bisogni, capace di intercettarne l’evoluzione (si vedano i percorsi di presa in carico di adolescenti e immigrati), pur tra disomogeneità – alcune aree della regione più presenti – carenze - di risorse, finanziarie e personale - necessità di maggior focalizzazione sull’appropriatezza dei servizi.

Il punto di partenza è rappresentato da sintetiche immagini di salute, mentale e psicologia dei piemontesi, insieme ad analisi sul consumo di ricoveri e farmaci per la salute mentale e sul fenomeno dei suicidi, colte attraverso indicatori epidemiologici. Segue, nel capitolo 2, il resoconto di un’indagine condotta dall’Osservatorio Regionale Salute Mentale nel 2016 sull’organizzazione dei Dipartimenti di Salute Mentale piemontesi.

I capitoli centrali contengono un’analisi delle risorse utilizzate e delle attività erogate a tutela della Salute mentale dei piemontesi: qui la descrizione si fa più mirata, operando selezioni, tra le necessità imposte dalle carenze nei dati attendibili e la virtù delle buone pratiche già oggi esistenti nel territorio regionale. Il capitolo 3 tenta primi ragionamenti sulle risorse destinate alla Salute Mentale, attendendo flussi informativi attendibili sulla spesa sostenuta per il funzionamento dei servizi. Nel capitolo 4, “antipasto” di un menù più ricco, in corso di elaborazione (una volta completato il lavoro in corso sui dati del Sistema Informativo), si tratteggia quel che oggi erogano i Dipartimenti di Salute Mentale. Nel capitolo 5 ancora quel che si fa, in una dimensione processuale: i percorsi, per categorie cruciali di persone all’attenzione, adolescenti e immigrati e le reti di cura, che mettono insieme risorse e competenze per rispondere ai bisogni prioritari che emergono nei territori.

Il capitolo 6 sviluppa due punti caldi in agenda, ai quali il Piemonte sta dedicando attenzione e risorse: i Trattamenti Sanitari Obbligatori e il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari per i pazienti autori di reato.

Il capitolo 7, più prospettico, traccia infine la direzione verso la quale il Sistema sanitario regionale tende, prefigurando possibili scenari per progettare, supportare e valutare i risultati degli interventi e descrivendo prime ipotesi di riorganizzazioni in corso nei servizi.