Vai al contenuto

Laurent Vogel

Laurent Vogel

Chercheur - Institut Syndical Européen

Le Vietnam a décidé d’interdire tous les herbicides contenant du glyphosate. Il s’agit d’un nouveau coup dur pour le Roundup, produit phare de la multinationale Monsanto, devenue propriété du géant de l’agrochimie Bayer.

La décision de principe est intervenue le 27 mars peu après qu’un jury californien avait condamné la firme à indemniser une des victimes du Roundup. Elle est entrée rapidement en pratique. Le 10 avril, le ministère de l’agriculture et du développement rural vietnamien a retiré cet herbicide de la liste de produits autorisés. ...continua a leggere "Le Vietnam interdit le glyphosate"

FONTE ETUI.ORG

Il 27 marzo, un tribunale federale statunitense a San Francisco, in California, ha condannato la multinazionale Bayer-Monsanto per pagare a Edwin Hardeman più di $ 80 milioni. La giuria ha votato all'unanimità. L'importo è il risarcimento ordinario di oltre $ 5 milioni per danni subiti o danni prevedibili e punitivi di $ 75 milioni per il comportamento particolarmente grave di Monsanto. La giuria non ha condannato solo la mancanza di informazioni. Ha commentato la relazione causale tra cancro e pesticida e ha considerato che quest'ultimo era un fattore sostanziale che causa la malattia. Per i giurati, non c'è dubbio che Monsanto era consapevole dei rischi e deliberatamente scelto di non informare gli acquirenti.

...continua a leggere "USA: multinazionale Bayer-Monsanto condannata a pagare oltre 80 milioni di dollari per la vittima del glifosato"

A stabilirlo è una sentenza della Corte europea di giustizia secondo cui secondo deve prevalere "l'interesse del pubblico ad accedere alle informazioni sulle emissioni nell'ambiente" ICONA recensioni Legambiente, una vittoria per la trasparenza

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) deve rendere noti gli studi sulla tossicità e la cancerogenità del glifosato. A stabilirlo è la Corte europea di giustizia secondo cui “l’interesse del pubblico ad accedere alle informazioni sulle emissioni nell’ambiente è non solo quello di sapere che cosa è, o prevedibilmente sarà, rilasciato nell’ambiente stesso, ma anche quello di comprendere il modo in cui l’ambiente rischia di essere danneggiato dalle emissioni in questione”.

Vengono così annullate due decisioni con cui l’Autorità aveva negato a quattro eurodeputati e a un cittadino europeo l’accesso agli studi sulla tossicità e la cancerogenicità del glifosato, la sostanza attiva presente nell’erbicida Roundup, il più venduto al mondo prodotto dalla multinazionale americana Monsanto. L’Efsa aveva motivato la decisione sostenendo che la divulgazione delle informazioni avrebbe potuto “arrecare un serio pregiudizio agli interessi commerciali e finanziari delle imprese” autrici degli studi e che “non esisteva alcun interesse pubblico prevalente alla divulgazione”.

Con questa sentenza il Tribunale dell’Ue impone adesso all’Autorità di aprire i suoi archivi.

FONTE LANUOVAECOLOGIA 

Autore: redazione

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l’anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti… Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Newsletter Medico Legale Numero 4/2019  Inca Cgil 

Il linfoma non-Hodking e esposizione a glifosato

 

Uno studio pubblicato lo scorso dieci febbraio ci permette di tornare sul tema della associazione fra esposizione professionale a glifosato e insorgenza di linfoma non-Hodking.

Il glifosato è l'erbicida sistemico ad ampio spettro più utilizzato al mondo e maggiormente prodotto in termini di volumi. Viene utilizzato in oltre 750 prodotti diversi in agricoltura, silvicoltura, in ambito urbano ed in ambito domestico.

Il suo utilizzo è decisamente aumentato a seguito dello sviluppo di varietà di cultura geneticamente modificate resistenti al glifosato.

Il  potenziale carcinogenico degli erbicidi a base di glifosato (GBH) è stato oggetto di valutazione da  parte di varie agenzie regionali, nazionali e internazionali.

La IARC ha  valutato il glifosato nell’ambito della monografia numero 112 del 2017 “Some Organophosphate Insecticides and Herbicides. Il gruppo di lavoro formato da esperti di 11 paesi ha ritenuto che si disponesse di indicazioni limitate in tema di cancerogenicità del glifosato nell’uomo. Studi caso-controllo di esposti professionali negli Stati Uniti, in Canada ed in Svezia avevano rilevato un aumento del rischio di linfomi non-Hodgkin.
La coorte AHS  (
Agric Health Study )non metteva, invece, in evidenza un aumento significativo del rischio di linfoma non-Hodgkin.

Sulla base dei diversi studi disponibili la IARC ha classificato il glifosato come  “probabilmente cancerogeno per l’uomo Gruppo 2A””, rilevando una associazione positiva con il linfoma non-Hodgkin.

Uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista americana Mutation Research conclude per una associazione positiva fra esposizione a glifosato e insorgenza di linfomi non-hodgkin.

Lo studio condotto da diverse Università americane ha indagato se esistesse un'associazione tra elevate esposizioni cumulative a GBH (glifosato)  e aumento del rischio di linfoma non-Hodgkin (NHL) negli esseri umani.  E’ stata condotta una nuova meta-analisi che includeva l'ultimo aggiornamento della coorte dell'Agric Health Study (AHS) pubblicato nel 2018 insieme a cinque studi caso-controllo. Il rischio meta-relativo (meta-RR) degli individui esposti a NHL è stato aumentato del 41% (meta-RR = 1.41, IC al 95%, intervallo di confidenza: 1,13-1,75).

Test di sensibilità multipli condotti per valutare la validità dei risultati della meta-analisi non hanno rivelato differenze significative rispetto al meta-RR stimato primario.

Nello studio a supporto dei risultati sull’uomo vengono riportati gli studi di  incidenza di linfoma maligno  nei topi trattati con glifosato puro, così come l'esposizione potenziale a GBH determini quelle alterazioni genetiche che sono comunemente associate con NHL. Complessivamente sulla base del l'evidenza sperimentale degli studi sugli  animali e della meta-analisi degli studi epidemiologici umani gli Autori concludono per un  collegamento fra esposizione a GBHS e aumento del rischio per il NHL.

 

Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzo m.bottazzi@inca.it

FONTE  LAVOROESALUTE BLOG

Pubblicato da 

Capao Bonito, Sao Paulo, Brazil, December 18, 2009. Farmer with manual pesticide sprayer on cabbage field in Sao Paulo state

La pubblicazione, su La Repubblica dell’1 dicembre scorso, dell’intervento di Elena Cattaneo era inteso, secondo le parole della senatrice, a “sgombrare il campo da alcuni equivoci”. Di fatto, ha provocato un gran vespaio, e diverse voci si sono espresse per confutare quanto affermato dalla staminologa di Milano. La quale, andando ben oltre le proprie specifiche competenze scientifiche, scaglia pesanti accuse all’indirizzo della IARC, l’Agenzia per la ricerca sul cancro facente capo all’OMS, avanzando il dubbio che la classificazione del glifosato come “probabile cancerogeno” sia in realtà il frutto di comportamenti poco onesti da parte dei membri del gruppo di studio dell’Agenzia di Lione chiamati a valutare la cancerogenicità dell’erbicida.

...continua a leggere "Glifosato: le insostenibili critiche della senatrice Cattaneo alla IARC"