Infelicità senza legami

Autore: Franco Nanni che ringraziamo 

Fonte Smips 

 

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(immagine di samuel-theo-manat-silitonga)

C’è un copione che si ripete uguale, pur con infinite varianti, nella vita di tante persone. Non arrivo a sostenere che rappresenti una maggioranza ma di certo è molto diffuso. Protagonista è una persona per lo più giovane, ma comunque più spesso sotto che sopra i 40, colta in un momento in cui si trova libera da legami sentimentali, spesso, ma non sempre, interrotti per propria volontà nei mesi precedenti.

Nel proprio privato la persona vive sentimenti di mancanza, di ricerca della ricostruzione o della nuova costruzione di un legame di attaccamento di natura affettiva e sessuale, talvolta scendendo verso stati di tristezza, nostalgia, solitudine e vuoto. Questa persona però non chiama tali vissuti con questo nome, ma tende semmai a etichettarli come debolezze, emozioni negative contro le quali lottare al fine di metterle a tacere, rappresentanti abusive di parti del sé rifiutate, o delle quali ci si imbarazza o ci si vergogna.

Questa lotta, già di per sé assai ardua, contro la natura relazionale e protesa al legame di attaccamento della nostra specie, assai presto appare impossibile da vincere da soli. Allora la persona si rivolge alla propria rete di amicizie con le quali condivide per lo più attività di svago, chiacchiere leggere, che volutamente e strumentalmente sono assai lontane dal nucleo di vuoto contro il quale si sta combattendo. Aperitivi, vacanze e sbornie sono in questo caso non più uno spazio di socialità che fa da humus alla nascita di legami ma una zona franca dove fingere di dimenticarsi di essi.

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