Prevenire la guerra? Ci vorrebbe una scienza

Fonte Scienzainrete che ringraziamo 

Autore: Paolo Vineis

La guerra è spesso usata come metafora della malattia – la prevenzione della malattia, invece, non è usata come metafora per la prevenzione della guerra. Ma la guerra è una questione di salute planetaria e, come mostra Paolo Vineis, i modelli di prevenzione derivati dalle politiche di promozione della salute potrebbero essere utili per affrontare la guerra. nelle sue diverse fasi e prevenirla.

La guerra è stata spesso usata come metafora della salute e della malattia, come quando si parla della “guerra al cancro”. A mia conoscenza, invece, non è vero il contrario: le modalità di prevenzione della malattia non sono usate come fonte di metafore per prevenire la guerra. In questo breve articolo sostengo che i modelli di prevenzione derivati dalle politiche di promozione della salute possono essere utili per affrontare la guerra nelle sue diverse fasi, e per prevenirla.

Voglio iniziare con un’affermazione forte, cioè che la guerra è intrinsecamente immorale e lo è diventata ancora di più se consideriamo i massicci investimenti in armi estremamente potenti. Tali armi hanno aumentato enormemente il numero di vittime tra i civili. Le armi dovrebbero essere trattate come entità tossiche, proprio come la chemioterapia, che è necessaria in certe circostanze ma è intrinsecamente tossica. Rifiutare la chemioterapia quando sarebbe benefica per un malato di cancro è irrazionale; allo stesso modo, ci sono circostanze in cui le armi diventano inevitabili, ma la tossicità intrinseca non dovrebbe mai essere dimenticata. Continua a leggere “Prevenire la guerra? Ci vorrebbe una scienza”

 163 total views,  2 views today

Salute mentale: ecco cosa succede al cervello durante una guerra

Credit immagine: “Bafflement of Depression” di Manan Oberoi, Wikimedia Commons

di Camilla OrlandiniStefano Cisternino

Poco più di un mese dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, già emergono gli effetti della guerra sulla salute mentale dei civili: “ferite invisibili” che non lasciano tracce evidenti sul corpo ma segnano la vita delle persone nel breve e nel lungo termine. L’attualità del conflitto rende impossibile definire e prevedere con precisione l’entità del danno ma la ricerca studia da tempo gli effetti del trauma della guerra sulla psiche e il cervello dell’essere umano.

Fino a un mese fa la gran parte degli ucraini viveva una vita normale; oggi, più di 3,5 milioni hanno lasciato il paese, spesso separandosi dalla propria famiglia, e tra i rimasti, circa 6,5 milioni sono sfollati, senza una casa ma ancora all’interno di un paese in guerra. Molti civili sono diventati combattenti, centinaia di migliaia sono sotto assedio nelle città. Manca l’acqua, il cibo, l’elettricità, il riscaldamento, i mezzi per comunicare.

Tra le innumerevoli conseguenze di questa guerra – come per tutte le guerre – le condizioni traumatiche di paura e privazione che gli ucraini stanno vivendo avranno un profondo impatto sulla loro salute mentale, soprattutto in termini di depressione, ansia e disturbi da stress post traumatico, in parte già rilevabili: «Circa mezzo milione di rifugiati ucraini che hanno raggiunto la Polonia ha bisogno di supporto per disturbi di salute mentale e 30.000 di loro soffrono di una forma patologica severa» afferma Paloma Cuchi, rappresentante dell’OMS in Polonia. Lo psicologo ed epidemiologo Manuel Carballo, direttore esecutivo dell’International Center of Migration, Health and Development di Ginevra e consulente dell’OMS e del Centro europeo per il controllo delle malattie, sottolinea: «Vediamo le ferite, le bende e le ambulanze. Ma gli aspetti di salute mentale del diventare un combattente o un rifugiato sono meno visibili e forse più preoccupanti»…..

L’articolo prosegue alla fonte su Scienzainrete che ringraziamo 

 662 total views,  2 views today

News of war can impact your mental health — here’s how to cope

Even short exposure to bad news can increase worry and anxiety.
Stock Unit/ Shutterstock

Nilufar Ahmed, University of Bristol

The war in Ukraine has left many across the world feeling stressed and anxious. Coming on the back of a global pandemic which has already had a devastating toll on mental health, news of the war has only compounded feelings of fear and uncertainty which are known to increase anxiety.

People far from the conflict may be wondering why their mental health is suffering as a result of the news and images they’re seeing. Part of this can be explained by the fact that our brains are designed to scan for threats to protect us from potential danger. This can lead to an almost unstoppable, constant scouring of the news to help us prepare for the worst – a phenomenon many might know better as “doomscrolling”.

Continua a leggere “News of war can impact your mental health — here’s how to cope”

 481 total views,  2 views today

Sventolare le fiamme – Come l’Unione Europea sta alimentando una nuova corsa agli armamenti

Riprendiamo dal sito del TNI Transnational Institute che ringraziamo questo Rapporto “Fanning The Flames” “Sventolare le fiamme. Come l’Unione Europea sta alimentando una nuova corsa agli armamenti” Pubblichiamo per facilitare la lettura una traduzione di una sintesi, effettuata con google translator. Per una lettura approfondita occorre fare riferimento al testo originale:  scarica il Rapporto “Fanning The Flames”

Come l’Unione Europea sta alimentando una nuova corsa agli armamenti
17 marzo 2022
Rapporto
Se ti prepari per la guerra, ottieni la guerra. Se ti prepari per la pace, ottieni la pace.’ *

Il Fondo europeo per la difesa (FES) e i suoi programmi precursori mirano esplicitamente a rafforzare la “competitività globale” della base industriale tecnologica della difesa europea. C’è una grande disconnessione tra tali tecnologie e il loro potenziale impatto al di là dei profitti che genereranno. Inevitabilmente aumenteranno le esportazioni di armi europee e alimenteranno la corsa agli armamenti globale, che a sua volta porterà a più conflitti armati e guerre, maggiore distruzione, significative perdite di vite umane e aumento degli sfollamenti forzati.

Nel momento in cui scriviamo nel marzo 2022, è scoppiata una guerra nell’Europa orientale a seguito dell’invasione illegale dell’Ucraina da parte delle truppe russe. Verso la fine del 2021 i disordini nei Balcani erano vicini al punto di ebollizione. Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale continuano a ribollire e minacciano la stabilità regionale e globale. Guerre e violenze continuano in Afghanistan, in Africa centrale, in Iraq, in diversi paesi del Sahel, in Siria e nello Yemen, tra altri paesi e regioni che subiscono continue violenze e conseguenti sfollamenti. Alcune delle nazioni più potenti del mondo stanno armeggiando, arruolando e schierando truppe, accumulando materiale militare e preparandosi attivamente alla guerra, inclusa l’Unione Europea (UE) e alcuni dei suoi stati membri. Contrariamente al principio fondante dell’UE di promuovere la pace, anch’essa ha tracciato una rotta per affermarsi come potenza militare globale. La storia ha dimostrato, tuttavia, che lungi dal contribuire alla stabilità e alla pace, il militarismo alimenta tensione, instabilità, distruzione e devastazione. Continua a leggere “Sventolare le fiamme – Come l’Unione Europea sta alimentando una nuova corsa agli armamenti”

 657 total views,  2 views today

L’indicibile opzione nucleare

Abbiamo ripreso questo articolo da Salute Internazionale che ringraziamo

L’ approccio basato sulla deterrenza nucleare non può mai essere esente da rischi e le conseguenze del fallimento di questa strategia sarebbero catastrofiche. Questa presa di coscienza dovrebbe portare sempre più nazioni a firmare e ratificare il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari.

Il 27 febbraio 2022, il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di porre le forze nucleari russe in “regime speciale di servizio di combattimento”. Questa decisione ha aumentato lo stato di allerta delle forze nucleari russe da una condizione in tempo di pace a uno stato pre-combattimento, creando le condizioni legali per ogni ulteriore istruzione di lancio di missili.

Presumibilmente la mossa di Putin ha lo scopo di creare paura e incertezza, intensificare la pressione sull’Ucraina e sui membri dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), ridurre la resistenza agli attacchi russi in Ucraina ed ottenere concessioni nei negoziati. Ma queste minacce rappresentano un’escalation assolutamente inaccettabile della sua invasione dell’Ucraina. La minaccia delle armi nucleari aumenta le tensioni e accresce l’ansia e lo stress che ogni soldato, combattente della resistenza, civile e politico sta vivendo. È probabile che questa minaccia influisca anche sull’analisi e sui processi decisionali di tutte le parti in conflitto. In effetti, la storia ci ha mostrato i rischi che questo tipo di situazioni può comportare.

Continua a leggere “L’indicibile opzione nucleare”

 405 total views,  4 views today

Tra pandemia e guerra – Podcast di Diario Prevenzione – 18 marzo 2022 – Puntata n° 96

a cura di Gino Rubini

In questo puntata parliamo di :

– Tra Pandemia e guerra/e dove va a finire la “transizione ecologica ” ?
– Seminario CIIP – Violenze contro operatori sanitari e socio-sanitari –
– Decostruzione dei linguaggi “bellici” e violenti, come fare ?
– Come governare le paure di questa epoca…. riflessioni per percorsi di ragionevolezza …
– Lettera degli scienziati e dei giornalisti scientifici russi contro la guerra in Ucraina

 

 

 312 total views,  2 views today