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Fonte AFeVA

Bologna, 6 novembre 2019

Siglata il 30 ottobre 2019, la “CONVENZIONE TRA L’ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE E L’ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO PER LA TRASMISSIONE DEI DATI DI CUI ALL’ART. 244 DEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 N. 81 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI”.

scarica la convenzione

La convenzione riguarda dati relativi alla la costituzione di un registro nazionale dei tumori di origine professionale “…con riferimento ai lavoratori contenuti
negli elenchi forniti dallo stesso INAIL, per i quali è stata accertata una patologia oncologica ovvero sono stati valutati come soggetti a rischio in base all’attività lavorativa svolta”.

l’INPS e l’INAIL hanno già stipulato convenzioni per la trasmissione dei dati di cui all’articolo 244 del D. lgs n.81 del 2008, l’ultima delle quali sottoscritta in data 3 maggio 2018, l’attuale convenzione viene adeguata alle norme europee (Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali…) e al  d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali
dati e che abroga la direttiva 95/46/CE”) ecc…

 

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA 

Si è concluso il processo di Primo grado presso il tribunale di Torino a Stephan Schmidheiny  padrone della ETERNIT: condannato a 4 anni per omicidio colposo e l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, per la morte di due lavoratori dello stabilimento ETERNIT di Cavagnolo.

Schmidheiny dovrà versare una provvisionale di 15mila euro alle parti civili, tra cui la Regione Piemonte, la CGIL Piemonte e AFeVA.

Leggi la sentenza del processo

Leggi il Comunicato di AFeVA Casale Monferrato

Sette anni di carcere era stata la richiesta del Pubblico Ministero Gianfranco Colace. La difesa dell’imputato ha dichiarato che dopo la lettura delle motivazioni della sentenza, impugnerà il provvedimento di condanna in Corte d’appello.

Gli altri processi che vedono imputato Schmidheiny ,nei quali è stato spacchettato il processo ETERNIT BIS sono: Vercelli, Reggio Emilia e Napoli

Soddisfatta la CGIL Piemonte per la decisione del giudice, la esprime Nicola Pondrano,  dirigente sindacale della CGIL e fra i fondatori dell’Associazione familiari e vittime dell’amianto (Afeva): “È un segnale debole, ma va nella direzione auspicata. È la prima sentenza che indica la responsabilità di Schmidheiny su due casi”. Per Bruno Pesce, Afeva: “è una condanna mite, ma importante perché lo Stato afferma che non si uccide la gente per soldi”.
Giuliana Busto la presidente di Afeva: “dopo la botta della Cassazione, anche una condanna minima è un inizio che dà speranza”.

E’ ancora nella nostra memoria la sentenza della Corte di Cassazione che nel 2015 aveva annullato la condanna a 18 anni del manager svizzero accusato di disastro ambientale doloso permanente e omissione di misure antinfortunistiche.

 

Leggi altri articoli sui processi ETERNIT.

Dal sito AFeVA di Casale Monferrato: La vertenza ETERNIT

ETERNIT, IL MAXIPROCESSO CHE CAMBIÒ LA STORIA

Processo ETERNIT BIS

Dal sito AFeVA Emilia Romagna:        ETERNIT: sentenza Corte di Cassazione – 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) – Continua la richiesta di GIUSTIZIA

ETERNIT-BIS: derubricata la responsabilità di Schmidhney ad omicidio colposo, demolito il processo unico

   Il nuovo processo Eternit del tribunale di Torino contro Stephan Schmidhney può continuare.

PROC. ETERNIT – 31 MAGGIO 2016 : CORTE COSTITUZIONALE – DEL. CGIL NAZIONALE – AFEVA ER – AFEVA CASALE M.

Pubblichiamo questo Report della Presidente della Segreteria Internazionale per la messa al bando dell'amianto Laurie Kazan-Allen che rappresenta la situazione brasiliana .

FONTE: LKA Blog

7 maggio 2019

L'associazione brasiliana degli esposti all'amianto

Mentre il Memorial Day dei lavoratori internazionali (28 aprile 2019) era caratterizzato da servizi commemorativi, manifestazioni pubbliche e vari eventi in tutto il mondo, ho avuto l'opportunità di partecipare al servizio ecumenico annuale dell'Associazione Brasiliana dell'Amianto-Esposto (ABREA ). L'evento, che si è tenuto a Osasco, l'unico centro dell'industria brasiliana di cemento-amianto, si è svolto in una piazza intitolata alla memoria della prima vittima di asbesto dell'ABREA: Aquilino Alves dos Santos. 1 La presenza di così tanti membri ABREA e di visitatori internazionali provenienti da Giappone, India, Indonesia e Regno Unito ha spinto un partecipante a battere "L'anno prossimo, abbiamo bisogno di un quadrato più grande".

Il presidente dell'ABREA, Eliezer João de Souza, ha sottolineato che il servizio è rivolto a tutte le religioni e, in effetti, un ministro spiritista e missionari cristiani hanno parlato al raduno. Con parole gentili hanno dato conforto a coloro che avevano perso i propri cari e hanno elogiato la comunione della famiglia ABREA. Lo slogan sul retro della maglietta indossata da uno dei relatori era apposito: "Gente semplice, fazendo coisas pequenas, em lugares não importantes, consegue mudanças extraordinárias." La traduzione inglese è la seguente: "Gente semplice che fa piccole cose in luoghi poco importanti possono portare cambiamenti straordinari. "

...continua a leggere "L’associazione brasiliana degli esposti all’amianto"

FONTE AREAONLINE.CH 

Autore Claudio Carrer

Dalla Francia giunge notizia di una storica vittoria giudiziaria delle vittime dell’amianto. In una sentenza dello scorso 5 aprile la Corte di cassazione ha infatti stabilito che tutti i lavoratori (non malati) che hanno subito un’esposizione possono domandare un indennizzo al datore di lavoro per il cosiddetto “danno da ansietà”. Un danno derivante dalla condizione di inquietudine permanente per il rischio della possibile comparsa in qualsiasi momento di una patologia legata all’amianto, che può manifestarsi anche a decenni di distanza.

Il riconoscimento della paura di ammalarsi come danno da indennizzare, nella giurisprudenza francese è una realtà già dal 2010, ma sin qui nei casi relativi all’amianto era limitato ai soli salariati degli stabilimenti considerati particolarmente a rischio e iscritti in speciali liste ministeriali.

Sostanzialmente a lavoratori addetti alla trasformazione dell’amianto, impiegati dei cantieri navali e edili. Ora, la Cassazione riconosce che qualunque salariato «esposto all’amianto e dunque al rischio elevato di sviluppare una patologia grave, può agire contro il suo datore di lavoro per essere venuto meno all’obbligo di garantire la sicurezza». Questi «anche se lo stabilimento non è contenuto nelle liste dei siti a rischio». Il lavoratore che chiede l’indennizzo dovrà però «dimostrare» l’avvenuta esposizione e il datore di lavoro avrà la possibilità di essere esentato se «dimostrerà» di aver adottato «tutte» le misure di sicurezza e di protezione della salute previste dalle leggi e dai regolamenti.

Con la nuova decisione adottata dall’assemblea plenaria della Corte di cassazione (la composizione più solenne), la Francia abbandona una giurisprudenza che i sindacati e le associazioni delle vittime hanno sempre bollato come «ingiusta, arbitraria e discriminatoria». Questo «ritorno all’equità», come è stato definito da più parti, è figlio di una decisione del 2018 della Corte d’appello di Parigi che aveva dato ragione a un ex lavoratore di una centrale termica che sollecitava un indennizzo per essere stato esposto alle fibre di amianto tra il 1973 e il 1988 nonostante il suo luogo di lavoro non figurasse nella famosa “lista”: i giudici gli accordarono 10.000 euro per il danno (con gli interessi) e lo stesso fecero per altri 108 suoi colleghi che si erano associati alla causa giudiziaria. Di qui l’occasione per la Cassazione di rivedere la propria giurisprudenza e «recuperare in termini di equità», perché finora «molti salariati» angosciati di sviluppare una malattia asbesto-correlata non potevano sin qui essere indennizzati nonostante «possano aver subito esposizione alle polveri di amianto in condizioni tali da compromettere gravemente la loro salute», conclude la Cassazione francese.

La situazione in Svizzera? «Siamo lontani anni luce»

In Svizzera sarebbe pensabile avanzare delle pretese di indennizzo nei confronti del datore di lavoro per un danno da paura? Abbiamo girato la domanda all’avvocato zurighese Martin Hablützel, specialista nel campo del diritto sulla responsabilità civile con una grossa esperienza proprio con le vittime dell’amianto. «In Svizzera – spiega – siamo indietro anni luce rispetto a questo tipo di indennizzi. Quello di “danno da paura” è un concetto estraneo alla nostra giurisprudenza».

Sarebbe impensabile intentare un processo?
Non lo escludo, ma le condizioni di partenza sono proibitive. È immaginabile l’ipotesi di avviare un “processo pilota”, ma in Svizzera presupporrebbe sicuramente la presenza per esempio di una malattia psichica dovuta alla paura di ammalarsi. La sola paura sicuramente non basta. In più bisognerebbe provare che l’esposizione sia stata causata dal datore di lavoro contro cui si intenta la causa e che questi ha omesso di adottare le necessarie misure di sicurezza e di protezione della salute. E infine andrebbe dimostrato il nesso di causalità tra la paura e la patologia psichica, che è in sé facilmente contestabile. Una controparte potrebbe per esempio sostenere che sia dovuta ad altri fattori privati, come un divorzio, un lutto o altro.

Sarebbe auspicabile un’evoluzione della giurisprudenza nella direzione di quella francese?
Certamente, perché è evidente che anche la sola paura lede l’integrità della persona. Nella mia esperienza vedo per esempio l’angoscia che vivono molti esposti all’amianto cui vengono diagnosticate placche pleuriche, che in sé non uccidono ma sono il segnale che l’amianto qualcosa ha causato. E la paura che possa subentrare il mesotelioma o altri tumori è in loro ben presente.

La giurisprudenza elvetica è influenzata dagli sviluppi che avvengono in altri paesi?
Fondamentalmente no, purtroppo. Nel campo della responsabilità civile solo in rarissimi casi succede che si faccia riferimento alla giurisprudenza tedesca.

Diario Prevenzione invita le lettrici e i lettori a dare una mano ad Afeva Emilia Romagna 

 

Bologna, 8 marzo 2019

Carissima/o,

In occasione della Dichiarazione dei redditi del 2019, senza alcuna spesa per te, con un semplice gesto, puoi destinare il 5×1000 all’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto Emilia Romagna.

E’ sufficiente indicare il codice fiscale dell’AFeVA ER :

C.F. 91374850377

 

Con questa scelta contribuirai alle attività dell’associazione, al finanziamento di progetti di ricerca per la cura del Mesotelioma realizzati nelle strutture pubbliche, a progetti informativi nelle scuole sul rischio amianto, nella tutela legale delle vittime, per una Regione senza Amianto

 

 

 

 

FONTE  AFEVAEMILIAROMAGNA

Con la lettera (scarica il testo completo)che potete leggere, CGIL-CISL-UIL invitano il movimento associativo degli ex-esposti amianto, dei familiari delle vittime dell’amianto e tutti i cittadini che chiedono un ambiente libero dall’amianto a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 9 febbraio 2019 a ROMA.

E’ un appuntamento inportante, ed è importante che il movimento sindacale abbia inserito nelle sue rivendicazioni al governo il tema amianto in tutte le sue articolazioni.

Non è un fulmine a ciel sereno, le richieste sindacali sono state portate a tutti i livelli istituzionali, dalla commissione parlamentare, all’incontro dell’8 novembre con i rappresentanti del ministero del lavoro.

Nonostante le dichiarazioni di disponibilità, e nonostante su questo tema tutti i gruppi parlamentari si siano espressi concordemente, nell’ambito della approvazione della Legge di Bilancio non è stata recepita nessuna delle richieste avanzate, anche quando erano a costo zero. (vedi l’articolo sulla Legge di Bilancio)

Attorno alle rivendicazioni delle vittime dell’amianto e della piattaforma di CGIL-CISL-UIL, si è nel frattempo stretta una convergenza di impostazione con ANCI e Conferenza delle Regioni, che hanno scritto ai Ministri Di Maio, Grillo e Costa chiedendo un incontro rapido per valutare le prossime iniziative sul tema Amianto. La risposta è ancora parziale, c’è la disponibilità del ministro Grillo, ma mancano ancora le risposte degli altri ministri, e come sappiamo il tema amianto va affrontato da un tavolo interministeriale, per le evidenti connessioni dei singoli temi. (leggi la lettera congiunta con ANCI e Conferenza delle Regioni)

Come AFeVA Emilia Romagna, rispondiamo positivamente all’invito e sollecitiamo gli iscritti all’Associazione a prendere contatto con le strutture sindacali territoriali e/o con gli sportelli AFeVA per verificare le modalità di partecipazione alla Manifestazione

(per Bologna contatta AFeVA lo 3357307499 o CGIL BO lo 051 6087340 per bus e treni)

Scarica il Volantone della Manifestazione del 9 febbraio

Ascolta l’appello di Maurizio Landini per la manifestazione su Radio Articolo 1

 

“Non ci fermeremo, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari. Continueremo a lottare, finché non avremo giustizia e i responsabili di questo genocidio non saranno fermati e puniti:  il nostro primo passo sarà il ricorso in appello! Questo non riporterà in vita i morti e non guarirà il dolore dei loro famigliari e dei malati, ma senz’altro ne eviterà altri perchè non si può concedere l’impunità a padroni e manager con teorie antiscientifiche. Così si afferma nella pratica che uccidere i lavoratori non è reato!”.
E’ quanto ha dichiarato Michele Michelino, presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, non appena conosciute le motivazioni della Sentenza della V Sezione del Tribunale di Milano, presieduta dalla giudice Annamaria Gatto, che ha mandato assolti al processo Pirelli Bis  9 ex manager della Pirelli, imputati di omicidio colposo plurimo per la morte per mesotelioma di 28 lavoratori che hanno lavorato nell’azienda milanese fra gli anni ’70/’80. Ciò che è inaccetabile è che le motivazioni della sentenza siano state depositate     a due anni di distanza dalla sua emissione, in data 19 dicembre 2016, e soltanto dopo la protesta  dello stesso Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, di Medicina Democratica, dell’ Associazione Italiana Esposti Amianto e delle parti civili, che  il 6 dicembre hanno presentato una segnalazione  al Presidente del Tribunale di Milano, Dr. Roberto Bichi, e al Presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Milano, Dr. Ambrogio Moccia per denunciare il grave danno rappresentato da questo ritardo per le Parti Civili, rappresentate dall’avv. Laura Mara, impossibilitate di fatto ad agire.
” Quanto accaduto e le  motivazioni della sentenza- ha aggiunto Michele Michelino ci inducono a pensare che il segnale politico che sta dando il tribunale di Milano sia chiaro: questi processi non si devono più fare”.

...continua a leggere "Ricorso in appello contro l’inaccettabile sentenza assolutoria per i manager Pirelli imputati per la morte di 28 lavoratori al processo Pirelli Bis"

Fonte Afeva Emilia Romagna

Dopo la manifestazione di CGIL-CISL-UIL dell’8 Novembre 2018 e dell’incontro col Ministero del Lavoro, dopo la proposta sindacale di emendamenti alla legge di bilancio, nonostante la condivisione pressochè unanime di tutte le forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, nella legge di bilancio non c’è ancora nulla per la revisione delle provvigioni alle vittime NON Professionali dell’amianto e della revisione dei benefici previdenziali per gli ex-esposti amianto.

Leggi gli emendamenti proposti dalle OO.SS.

Leggi l’emendamento presentato da Debora Serracchiani

Le audizioni alla commissione della Camera dei Deputati avevano efficacemente illustrato le problematiche poste dalle OO.SS. e dalle Associazioni delle vittime dell’amianto. Guarda le audizioni di AFeVA 

Tutti i disegni di legge presentati dalle forze politiche di diverso orientamento convergevano in linea di massima sull’obiettivo di rendere più equi i trattamenti per le vittime dell’amianto, riconoscendo che si tratta di un problema di prima grandezza, al quale il legislatore deve porre mano.

Vedi tutte le proposte ...continua a leggere "Legge di Bilancio 2019: nulla per le vittime dell’amianto, inserire nel maxiemendamento le proposte di CGIL-CISL-UIL"

Fonte Afevaemiliaromagna

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Bologna, 4 dicembre 2018

Si era concluso con l’assoluzione (anche se dubitativa) di Franco Ponti (titolare della CEMENTAL) il processo di primo grado a Reggio Emilia per omicidio colposo di Luciano Nanetti, e con l’assoluzione per avvenuta prescrizione dall’accusa di lesioni (asbestosi) a Paolo Montanari per la patologia contratta nel lavoro alla CEMENTAL.

Avvocato D’Andrea

La procura generale della corte d’Appello di Bologna nella persona di Ignazio De Francisci ha depositato il ricorso per la revisione del processo Cemental. Ignazio De Francisci ha accolto infatti totalmente la richiesta delle parti civili rappresentate dall’avvocato Ernesto D’Andrea. Franco Ponti, l’ex titolare della fabbrica CEMENTAL di Correggio chiusa nell’89 e in cui si lavorava l’amianto era infatti stato assolto, tra la rabbia e la delusione dei famigliari e dei coinvolti, dalle accuse di omicidio colposo per la morte di Luciano Nanetti e di lesioni gravissime per la malattia, asbestosi, di Paolo Montanari, entrambi ex operai della fabbrica. Per Nanetti la sentenza aveva detto che ‘il fatto non sussiste per mancanza di prove certe’, per Montanari era intervenuta la prescrizione del reato.

Paolo Montanari

Nel caso di Paolo Montanari, dalla lettura delle motivazioni della sentenza, il processo non ha avanzato dubbi sulla correlazione della patologia con le condizioni di lavoro e la continuativa esposizione all’Amianto ma ha ritenuto che fosse scattata la prescrizione.

La Cemental era già stata portata due volte in tribunale, la prima volta nel 2002 in sede civile conclusa con il risarcimento danni della famiglia di Claudio Righi, ex operaio Cemental deceduto per un cancro.

La seconda volta invece l’azienda si è trovata a rispondere a un procedimento penale, finito con la condanna in primo grado per la morte di Giuseppe Cagarelli, un altro ex operaio deceduto dopo aver contratto il mesotelioma. ...continua a leggere "CEMENTAL: Si terrà a Bologna il processo d’Appello"

Verso la manifestazione dell'8 Novembre - Audizione alla Commissione Lavoro della Camera di AFeVA su Pensioni ex-esposti amianto-Fondo vittime amianto.

Nicola Pondrano per AFeVA Casale Monferrato, Andrea Caselli – Milena Pareschi – Antonio Matteo per AFeVA Emilia Romagna, Salvatore Garau per AFeVA Sardegna hanno partecipato il 29 ottobre 2018 alla audizione della Commissione Lavoro della Camera.

Sono state rappresentate ai Deputati le rivendicazioni degli ex-esposti amianto e dei malati per patologie asbesto correlate per un intervento rapido e risolutivo per garantire i loro diritti previdenziali e assistenziali.

Si è trattato di un importante appuntamento che si collega alla mobilitazione prevista per Giovedì 8 Novembre col presidio previsto a ROMA davanti al Ministero del Lavoro    (vedi tutta la notizia e scopri come prenotare e partecipare).

Leggi tutta la notizia e guarda il video dell'audizione (40 min):

https://afevaemiliaromagna.org/2018/10/30/pensioni-ex-esposti-amianto-fondo-vittime-amianto-verso-la-manifestazione-dell8-novembre-audizione-alla-commissione-lavoro-della-camera-di-afeva/

FONTE AREAONLINE.CH 

Autore : Claudio Carrer che ringraziamo 
..
Siamo a Cerdanyola del Vallès, cittadina di quasi 60.000 abitanti alla periferia della capitale catalana, nota per ospitare la sede principale della Uab (l’Università autonoma di Barcellona) con i suoi oltre 30.000 studenti, ma anche e soprattutto per la presenza del più grande stabilimento di tutta la Spagna della multinazionale del cemento-amianto Uralita, che qui ha operato tra il 1910 e il 1997 seminando dolore e morti e provocando un disastro ambientale di dimensioni incalcolabili. Non è un caso che inizi proprio in questa località, con un ricevimento istituzionale, il primo Incontro internazionale delle vittime dell’amianto che si è celebrato in Catalogna dal 4 al 6 ottobre e che ha visto la partecipazione di un centinaio di delegati di numerosi paesi.

Un incontro promosso dall’Associazione catalana delle vittime (Avaac) e dal Colectivo Ronda, una cooperativa di avvocate e avvocati fondata nel 1972 che da allora, con oltre 100 professionisti, porta avanti le cause giudiziarie per conto delle vittime dell’amianto in tutta la Spagna (ottenendo anche importanti risultati di cui diciamo a parte) e più in generale si batte “per convertire il diritto in uno strumento di trasformazione sociale e di risoluzione dei problemi che colpiscono le persone e la società”, per costruire “un mondo più solidale”. Di qui il «forte legame che dura da più di 40 anni» con Cerdanyola e con la vicina Ripollet, due comunità che «hanno sofferto e che soffrono come pochi a causa dell’amianto», afferma l’avvocata Raquel Lafuente denunciando come
siano state «le ambizioni economiche delle imprese che utilizzavano l’amianto a provocare tanti morti e tanto dolore». «Una tragedia – infatti – che si poteva evitare perché si sapeva già dagli anni 40 degli effetti negativi dell’amianto ma ciononostante si è continuato a utilizzarlo per decenni. E oggi a queste imprese che non domanderanno mai nemmeno perdono, bisogna chiedere conto del danno che hanno consapevolmente causato». «Con la nostra lotta – conclude l’avvocata del Colectivo – vogliamo fare in modo che non vi sia impunità, che non ci si dimentichi di quanto è capitato».

Una nuova ondata di morti

Dalle informazioni e dalle testimonianze che abbiamo potuto raccogliere, la situazione di Cerdanyola e Ripollet appare addirittura più drammatica di quella prodotta a Casale Monferrato (Alessandria) dalla svizzera Eternit. Considerata “Zona zero” dell’amianto di tutta la Spagna, qui i segni dell’attività industriale della Uralita (dove negli anni di massimo regime hanno lavorato più di 3.000 operai) sono tuttora ben presenti. La fabbrica di cemento-amianto più grande d’Europa, ormai in stato di abbandono, è ubicata lungo la ferrovia, a poche decine di metri dal centro di Cerdanyola. Ma con la dispersione diretta delle polveri ha prodotto danni ambientali in un raggio di almeno due chilometri, cioè nella maggior parte del territorio abitativo delle due città. Ma non solo: la prossimità ha favorito anche un uso indiscriminato dell’amianto per la costruzione di strade e edifici privati e pubblici (scuole e impianti sportivi in particolare). «Sotto i nostri piedi c’è amianto, perché gli scarti della lavorazione venivano utilizzati per realizzare il manto stradale, sentieri e vialetti, che successivamente sono stati semplicemente ricoperti con l’asfalto», racconta una funzionaria del Comune.

...continua a leggere "Le vittime dell’amianto sulla scena del crimine"

Fonte:  Segretariato Internazionale per la messa la bando dell'amianto

La settimana scorsa, gli incontri in diversi continenti hanno sottolineato le continue interazioni di attivisti internazionali che lavorano per eliminare il rischio di amianto e ottenere giustizia per le vittime in tutto il mondo. Dal 12 al 14 settembre 2018, si è svolta a Hanoi, in Vietnam, la conferenza annuale della Rete Asbestos Ban del Sud-est asiatico (SEABAN). Tra i partecipanti SEABAN erano presenti delegati ed esperti provenienti da undici paesi, tra cui rappresentanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dell'Australia's Aid Abroad (APHEDA), dell'America dell'Asbestos Safety and Eradication Agency, dell'Asian Ban Asbestos Network (ABAN), dell'Industrial Building and Woodworkers, Asia Monitorare il centro risorse e Suisse Solidar - tutti hanno formidabili track record nel quantificare e affrontare la moltitudine di sfide poste dall'uso diffuso e non regolamentato dell'amianto.
Tra gli obiettivi di questo evento SEABAN c'era la necessità di "trovare soluzioni per accelerare l'attuazione della risoluzione del governo vietnamita sul divieto dell'amianto prima del 2023". 1)

...continua a leggere "Progressi degli sforzi globali per vietare l’amianto"

Pubblichiamo la Relazione introduttiva unitaria alla Riunione dei quadri sindacali Cgil Cisl Uil impegnati sulle problematiche dell'amianto. E'importante che sul tema amianto le OO.SS abbiano una posizione unitaria a tutela dei lavoratori già esposti e rispetto ai rischi di una reintroduzione dell'amianto in alcuni cicli produttivi ( vedi le posizioni dell'Amministrazione USA in materia ) .

Riunione quadri sindacali Cgil Cisl Uil impegnati sulle problematiche dell’amianto
Roma, 5 settembre 2018
Relazione introduttiva unitaria
Angelo Colombini
Segretario Confederale Cisl Nazionale

LA RELAZIONE

Fonte Uniteunion.org

05 settembre 2018

A tutti i lavoratori che hanno servito elicotteri Sea King dal 1969 dovrebbero essere offerti controlli per l'esposizione all'amianto - non solo quelli attualmente impiegati dal Ministero della Difesa (Ministero della Difesa).

Unite, il più grande sindacato del paese, ha affermato di ritenere che ci siano più di 1.000 ex dipendenti del Ministero della Difesa che potrebbero essere stati esposti all'amianto mentre riparavano e manutenzionavano gli elicotteri Sea King, che sono entrati in servizio per la prima volta quasi 50 anni fa.

Unite è intervenuta dopo che il Ministero della Difesa ha emesso un avviso di informazione sulla difesa (DIN) ai dipendenti attuali consigliandoli di compilare un record personale sull'amianto con una copia al proprio medico di famiglia. Tuttavia, non vi è alcuna indicazione di consigli agli ex dipendenti che hanno lavorato ai Sea Kings .

Unite, il sindacato ufficiale nazionale per il Ministero della difesa Jim Kennedy ha scritto al Ministero della difesa chiedendo tre domande chiave:

• sono in atto sistemi per identificare tutti i dipendenti attuali che potrebbero essere stati esposti all'amianto?

• offrite consulenza di follow-up o accesso a controlli medici?

• quali misure sono in atto per notificare a tutti gli ex dipendenti del MoD il rischio che ora affrontano a causa di una precedente esposizione sconosciuta all'amianto mentre lavoravano al Sea King?

Il funzionario nazionale unitario Jim Kennedy ha scritto: "Ci sono oltre 1.000 impiegati ex-MoD che erano o potrebbero essere stati esposti all'amianto mentre lavoravano alla riparazione e alla struttura di manutenzione di Sea King.

"Saprai che il dovere di diligenza del MoD nei confronti della salute e del benessere dei propri dipendenti non cessa all'uscita dal lavoro, se nell'esercizio delle proprie funzioni i dipendenti sono potenzialmente esposti all'amianto il Ministero della difesa ha il dovere di curare di informare quelli preoccupato di queste nuove informazioni e di offrire una guida come il Ministero della Difesa ha fatto per i dipendenti attuali.

"Come qualcuno che ha fatto campagna per tutta la mia vita lavorativa per evidenziare i pericoli dell'esposizione all'amianto e l'effetto devastante che può avere, attraverso placche pleuriche, mesotelioma o altre malattie mortali, sono estremamente preoccupato per l'identificazione dell'esposizione all'amianto di manutenzione personale che lavora su elicotteri Sea King.

"Questo è un problema che Unite,  il sindacato prende molto sul serio."

ENDS

Note

Unite ha recentemente lanciato un registro online in modo che i membri possano registrare in modo rapido e semplice quando sono stati esposti all'amianto e che tali informazioni vengano archiviate nel caso fosse necessario.

Per accedere al registro online vai a:

https://www.unitelegalservices.org/surveys/asbestos-questionnaire

Email: shaun.noble@unitetheunion.org

Twitter: @unitetheunion Facebook: unitetheunion1 Web: unitetheunion.org

Unite è il più grande sindacato d’Inghileterra e d'Irlanda con oltre 1,4 milioni di membri che lavorano in tutti i settori dell'economia. Il segretario generale è Len McCluskey.

FONTE AFEVA

Bologna, 28 agosto 2018

Officine Grandi Riparazioni Bologna - Firma la Petizione per salvare il Museo del Lavoro e dell'amianto, per la Bonifica dell'Area, per la restituzione dell'area bonificata alla Città di Bologna

E’ stata pubblicata oggi – sulla piattaforma online Change.org una petizione per il recupero delle OGR di Bologna, dopo la sua dismissione avvenuta il primo luglio scorso, per chiedere al Gruppo FS che il Museo e i Monumenti ai caduti della resistenza e del Lavoro vengano mantenuti dove si trovano ora e che l’area venga totalmente bonificata dall’amianto e messa in sicurezza, che l'area e lo stabilimento vengano restituiti alla città.

Leggi la petizione ed il comunicato stampa e FIRMA la petizione - CLICCA QUI

   Andrea Caselli
Presidente AFEVA ER

Fonte:
Lucy P Allen, Jorge Baez, Mary Elizabeth C Stern, Ken Takahashi and Frank George. Trends and the Economic Effect of Asbestos Bans and Decline in Asbestos Consumption and Production Worldwide, International Journal of Environmental Research and Public Health, volume 15, number 3, page 531, 2018.

Sintesi dell'articolo apparso sul Bollettino del TUC britannico TUC RISK 7 APRILE 2018

La messa al bando dell'amianto non ha danneggiato le economie dei paesi che hanno messo al bando l'amianto. I ricercatori dell'Ufficio Europa della Organizzazione mondiale della Sanità, dell'Università di Sidney ed un gruppo di consulenti economici statutinensi hanno rilevato che le economie che hanno messo al bando l'amianto si sono rapidamente riprese, mentre i paesi che persistono nell'uso dell'amianto potranno attendere costi rilevanti come risultato.

I risultati pubblicati sulla rivista International Journal of Environmental Research e Public Health affermano : " Nei paesi in cui è stato messo al bando l'amianto non abbiamo riscontrato un impatto economico negativo osservabile a seguito dell'istituzione di divieti. Nella misura in cui l'amianto rappresenta una quota altrettanto piccola nelle economie degli attuali consumatori, non ci si aspetta che un divieto simile abbia un grande impatto economico a livello nazionale. Da una parte nei paesi ove l'amianto è stato messo al bando la mancata produzione e/o consumo non ha ha avuto un impatto economico negativo. Al contrario l'uso continuato dell'amianto produce costi molto elevati per le bonifiche, rimozioni, interventi sanitari e assicurativi.

Bologna, 22 marzo 2018

La GIUNTA REGIONALE, ha pubblicato in data 19 marzo 2018 la DETERMINAZIONE Num. 3819 del 21/03/2018 BOLOGNA che istituisce la Cabina di regia e il Gruppo tecnico Regionale di Coordinamento del Piano Amianto della Regione Emilia-Romagna. Scarica la delibera .pdf 

Si tratta di un atto importante, al fine di rendere operativo e realizzare concretamente il Piano Ami
anto Regione Emilia-Romagna. Scarica il Piano .pdf (2,5 Mb)

La Cabina di Regia, vede la presenza dei rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, ed avrà il compito di monitorare il percorso, garantendo la coerenza fra scelte operative e finalità del Piano, di sollecitare la maggiore aderenza alle necessità di tutela degli ex-esposti e degli esposti attuali all’amianto, dei malati e garantire un salto di qualità nelle attività di prevenzione primaria (mappatura, bonifiche e smaltimento)

Assieme alla Cabina di regia, è stato istituito il Gruppo Tecnico Regionale di Coordinamento del Piano, che si avvarrà di sottogruppi coi tecnici che dovranno progettare e realizzare le azioni del Piano stesso.

Scarica le slide sulla Governance del Piano Amianto presentate dalla Dr.ssa  Adriana Giannini (Regione Emilia Romagna) nel corso della IV assemblea degli iscritti AFeVA del 17 marzo 2018

La convocazione della Cabina di Regia del Piano Amianto è prevista per il giorno 20 aprile 2018

 

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

Rovigo, 1 marzo 2018

Il convegno, finalizzato a fare conoscere il problema amianto nel territorio di Rovigo si è tenuto il giorno 16 febbraio 2018.

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SCARICA L’INVITO COL PROGRAMMA

Guarda gli orari dello sportello amianto Rovigo

LE SLIDE PRESENTATE

I VIDEO DEGLI INTERVENTI

Fulvio Dal Zio – Segretario Generale CGIL Rovigo

Dr. Schiesaro – Ex magistrato processi amianto Venezia

Salvatore Fais – Sportello Amianto Rovigo

Anna Maria Bilato – INCA CGIL Veneto –

Dr Enzo Merler – Presidente Fondazione Bepi Ferro Padova

Laura Bolzoni – INCA Rovigo

Andrea Caselli – Presidente AFeVA Emilia Romagna

Ernesto Bellini – Spisal Rovigo

Avv. Giancarlo Moro – Fondazione Bepi Ferro

Emanuele Cavallaro – Sindaco di Rubiera (RE)

Renzo Pellizzon – CGIL Veneto

Claudio Iannilli – CGIL Nazionale

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita' ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d'inchiesta ha rilevato sconvolgenti criticità nella valutazione e gestione dei rischi da parte delle autorità preposte in relazione alla esposizione del personale militare a microparticelle d'uranio impoverito e all'amianto.

"I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all'estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie». È scritto nero su bianco nella relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata il 7 febbraio dal presidente Gian Piero Scanu (Partito democratico). Nel mirino il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo»."  ( leggi articolo completo da lettera43)

Sintesi della Relazione definitiva presentata il 7 febbraio 2017

Audio della Conferenza Stampa del 7 febbraio per la presentazione della Relazione definitiva da parte del Presidente Gian Piero Scanu. Fonte Radio Radicale

 

 

 

 

Issue date
15 Dec 2017
Asbestos is the biggest cause of workplace deaths. Last year 5,000 people were likely to die prematurely as a result of asbestos exposure. This is around three times the number of road accident deaths. Most of those who die do so as a result of mesothelioma, a kind of cancer that can be caused by very low levels of exposure. Tragically it is always fatal.

Almost all of the people who are dying today were exposed to asbestos decades ago, so asbestos is now often seen as being a problem of the past as its importation and use have been banned since 1999.

That is not the case. The dangers of asbestos are still with us. Asbestos-containing materials can be found in around half a million non-domestic premises (and probably around a million domestic ones).

This means that people are still being exposed to asbestos. It is often people who are working in maintenance, refurbishment or demolition, but people can, and do, become exposed simply by working in a building with asbestos, as fibres can become dislodged and breathed in.

This killer is often hidden or has not been identified as asbestos. As a result it can be found in factories, homes, schools, shops, hospitals, offices, restaurants etc.

Most of these diseases take many years to develop and so deaths occurring now are largely a result of past workplace conditions.

A total of £3.8 million has been secured for asbestos victims and their families in the North East and North Cumbria between April 2016 and September 2017. The Northern TUC Asbestos Support and Campaign Group (ASCG) was launched in 2010 and has helped its clients claim the money during the past 17 months, which includes benefit gains and compensation.

The group, a partnership between Northern TUC, Macmillan Cancer Support, trade unions and West View Advice and Resource Centre, provides support, advice and information (including help with benefit entitlements) to people living with the effects of asbestos exposure, their families and carers. People helped by the group have asbestos-related diseases such as mesothelioma, asbestosis and lung cancer and other workplace cancers.

L'ARTICOLO PROSEGUE SU FONTE TUC.ORG.UK

TRADUZIONE IN ITALIANO BY GOOGLE

L'amianto è la principale causa di decessi sul posto di lavoro. L'anno scorso 5000 persone morirono prematuramente a causa dell'esposizione all'amianto. Questo è circa il triplo del numero delle morti per incidente stradale. La maggior parte di quelli che muoiono lo fanno a causa del mesotelioma, una specie di cancro che può essere causato da livelli molto bassi di esposizione. Tragicamente è sempre fatale.
Quasi tutte le persone che muoiono oggi sono state esposte all'amianto decenni fa, quindi l'amianto è spesso visto come un problema del passato, dal momento che la sua importazione e il suo uso sono stati vietati dal 1999.
Questo non è il caso. I pericoli dell'amianto sono ancora con noi. I materiali contenenti amianto possono essere trovati in circa mezzo milione di locali non domestici (e probabilmente circa un milione di quelli domestici).
Ciò significa che le persone sono ancora esposte all'amianto. Spesso sono le persone che lavorano nella manutenzione, nella ristrutturazione o nella demolizione, ma le persone possono, e lo fanno, essere esposte semplicemente lavorando in un edificio con l'amianto, poiché le fibre possono essere spostate e respirate.
Questo killer è spesso nascosto o non è stato identificato come amianto. Di conseguenza può essere trovato in fabbriche, case, scuole, negozi, ospedali, uffici, ristoranti, ecc.
La maggior parte di queste malattie richiede molti anni per svilupparsi e quindi le morti che si verificano ora sono in gran parte il risultato di condizioni lavorative passate.
Un totale di 3,8 milioni di sterline è stato garantito per le vittime dell'amianto e le loro famiglie nel nord-est e nel nord della Cumbria tra aprile 2016 e settembre 2017. Il gruppo di supporto e campagna dell'asbesto nordico (ASCG) è stato lanciato nel 2010 e ha aiutato i suoi clienti a rivendicare il denaro negli ultimi 17 mesi, che include guadagni e compensi.
Il gruppo, una partnership tra Northern TUC, Macmillan Cancer Support, sindacati e West View Advice and Resource Center, fornisce supporto, consulenza e informazioni (compreso l'aiuto con diritti alle prestazioni) alle persone che vivono con gli effetti dell'esposizione all'amianto, le loro famiglie e gli accompagnatori . Le persone aiutate dal gruppo hanno malattie legate all'amianto come il mesotelioma, l'asbestosi e il cancro ai polmoni e altri tumori sul posto di lavoro.