Covid-19 come indicatore della situazione di salute e sicurezza sul lavoro

Fonte. ETUI 

Autrice Marian Schaapman

La pandemia Covid-19 è stata una prova di stress per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) nell’UE e purtroppo ha rivelato una serie di carenze strutturali nell’applicazione pratica del sistema normativo europeo per SST. Questo è il messaggio chiave del capitolo sulla SSL di “Benchmarking Working Europe 2020” (1), una delle pubblicazioni annuali dell’Istituto sindacale europeo (ETUI).

Esempi di problemi di SSL in tre settori

Gli operatori sanitari , gli infermieri in particolare, ma anche i tecnici di laboratorio, i farmacisti e gli addetti alle pulizie, tra gli altri, sono esposti a prodotti medici pericolosi, compresi i farmaci citostatici. Queste situazioni esistono ormai da decenni e le misure preventive spesso non soddisfano gli standard necessari per proteggere adeguatamente i lavoratori.. Quelli più a rischio hanno, ad esempio, un rischio maggiore dell’87% di cancro al seno, un rischio maggiore del 64% di cancro ematopoietico e un rischio maggiore di aborto spontaneo del 46%. (2) Inoltre, nel corso degli anni, gli operatori sanitari hanno visto aumentare il loro carico di lavoro, a causa della crescente carenza di personale, causata dalla riduzione della spesa pubblica a partire dalla crisi finanziaria del 2008 e che ha colpito particolarmente il settore sanitario. Questi lavoratori sono quindi esposti a gravi rischi psicosociali.

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E’ disponibile online il numero di aprile 2021 della Rivista Lavoro e Salute

E’ disponibile on line il numero di aprile 2021 della Rivista Lavoroesalute  con molti articoli importanti. La Rivista è scaricabile in formato .pdf  >>> clicca QUI 

Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro

 

6 aprile 2021

Oggi, 6 aprile 2021, è stato sottoscritto – all’esito di un approfondito confronto in videoconferenza – il presente “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro”.
Il Protocollo aggiorna e rinnova i precedenti accordi su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, che hanno promosso un nuovo confronto tra le Parti sociali, in attuazione della disposizione di cui all’articolo 1, comma 1, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.

IL DOCUMENTO (PDF)

Pandemia fa presagire la fine dell’industria dell’amianto 

Fonte : Ibasesecretariat.org 

di Laurie Kazan-Allen

Durante la pandemia, c’è stata una recrudescenza del sostegno allo sviluppo sostenibile, ” definizione di politiche rispettose dell’ambiente” 1, “direzione governativa più informata” 2 e processi decisionali basati su prove. 3 I politici di tutto il mondo si sono impegnati a “ricostruire meglio”, 4 “restituire la scienza al governo”, 5 “mobilitare la scienza” per proteggere la salute e il benessere dei cittadini 6e sviluppare politiche “guidate dai migliori dati scientifici disponibili”. Il raggiungimento di questi obiettivi sarà fondamentale per affrontare il cambiamento climatico e creare un’economia più verde per le generazioni attuali e future. L’uso continuato dell’amianto è incompatibile con questa visione condivisa e il calo del suo utilizzo negli ultimi anni conferma il diffuso rifiuto di questa tecnologia tossica.

Il 9 febbraio 2021, il governo del Vietnam ha emesso un decreto che ha segnato la campana a morto per l’industria dell’amianto del paese. Per diversi anni, in Vietnam si era accumulata la pressione per porre fine al consumo di amianto 7 : tra il 2012 e il 2016, c’è stato un calo del 26% nelle importazioni di amianto con un consumo annuo che è sceso da 78.900 tonnellate (t) a 61.800 t. 8In effetti, l’importanza del mercato dell’amianto vietnamita è più simbolica che sostanziale: nel 2016 altri quattro paesi asiatici hanno importato molta più fibra di amianto del Vietnam: India 308.000 t, Cina 288.000 t, Indonesia 114.000 t e Uzbekistan 70.600 t. Tuttavia, se l’amianto venisse vietato in Vietnam, un paese con stretti legami politici, economici, sociali e storici con la Russia – il più grande produttore mondiale di amianto – allora anche altri paesi asiatici potrebbero essere incoraggiati a dare la priorità alla salute dei loro cittadini rispetto ai profitti dell’industria dell’amianto. Poiché i mercati asiatici dell’amianto assorbono il 70% + di tutto l’amianto prodotto ogni anno, il rifiuto dell’amianto da parte del Vietnam, un ex alleato, potrebbe innescare un effetto domino in tutta la regione. 9

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Un documento CIIP sulla proposta di IV modifica alla Direttiva Cancerogeni

Fonte  Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione  CIIP 

Il GdL CIIP sul Rischio Chimico e Cancerogeno (coord. dr. Carlo Sala)  ha fatto alcune osservazioni sulla proposta della Commissione Europea (COM(2020) 571 final) di una quarta modifica della Direttiva 2004/37/CE, per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

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Italia. Gli eroi dimenticati dalla politica

 

 

Fonte : areaonline.ch  che ringraziamo

I lavoratori, quelli della sanità in particolare, sono i grandi assenti dal piano nazionale da 209 miliardi per la ripresa del paese

di  Loris Campetti

Centoventicinque. Tante sono le pagine della bozza stilata dal presidente Conte sull’utilizzo dei 209 miliardi di euro destinati all’Italia dall’Unione europea. Si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza, è un fiume di danaro da investire per disegnare l’Italia che verrà dopo la pandemia che ha fatto esplodere tutte le antiche contraddizioni del nostro sistema economico, sociale, culturale, segnato dalle sempre più intollerabili diseguaglianze. Siccome nessuno se la sente di ripetere la più improponibile delle parole d’ordine: “Tutto tornerà come prima”, ci si aspetta una nuova italian way of live, una nuova Weltanschauung, quasi una rivoluzione.

Domanda: si può fare una rivoluzione senza il mondo del lavoro, semplicemente ignorandolo, riducendolo a pura variabile dipendente dell’impresa?

Si direbbe di sì, a sbirciare la bozza lunga 125 pagine in cui il lavoro – è il commento di chi come il segretario della Cgil Maurizio Landini quella bozza l’ha letta e riletta – non esiste.

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E’ disponibile in rete il numero di dicembre di Lavoro e Salute

E’ disponibile in rete il numero di dicembre della Rivista Lavoro e Salute, con molti articoli importanti e interviste. Segnaliamo in particolare l’ intervista all’epidemiologo Giuseppe Costa : ” Quale sanità post-covid . Cosa occorrerebbe fare? ”  e l’ottimo articolo “C’era una volta la bella sanità Toscana”

per leggere la Rivista clicca qui 

 

Le proposte di CGIL CISL UIL Lombardia per il confronto con la Regione e le Amministrazioni Locali per un nuovo Patto sulla Sanità in Lombardia ….

 

 

Questo è il documento elaborato da Cgil Cisl Uil Lombardia per aprire il confronto con la Regione e le Amministrazioni locali.
Le proposte del sindacato per un nuovo Patto sulla Sanità in Lombardia sono senz’altro la parte più importante del documento alla luce anche della disastrosa gestione sanitaria della pandemia da parte della Regione.
Dalla lettura del documento si evince lo sforzo della OO.SS di aprire un confronto nel merito, con proposte puntuali, con la Regione per avviare un sostanziale cambiamento organizzativo che consenta al SSR lombardo di ripartire. Vi sarà da parte della Giunta regionale lombarda l’intelligenza politica per aprire un confronto su queste proposte ?

IL DOCUMENTO 

Usa. Quando il governo è gestito da pochi, i lavoratori essenziali ne pagano il prezzo

 

Fonte:  Public Employees for Environmental Responsibility – PEER  che ringraziamo 

Con il coronavirus in “diffusione incontrollata” a fine ottobre in 34 stati e a Porto Rico, secondo CovidExitStrategy.org, e con il massimo esperto di malattie infettive Anthony Fauci che dice che siamo in una posizione “precaria”, dobbiamo ricordare chi rimane nella posizione più precaria per essere devastato se le infezioni da COVID-19 riportano i blocchi: I lavoratori essenziali.

Oltre agli anziani nelle case di cura, i lavoratori essenziali , spesso di colore,  hanno pagato uno dei prezzi più alti  fino a questo punto della pandemia. I lavoratori essenziali  hanno letteralmente messo le loro vite sulla linea come se fosse la guerra. Tra i migliori esempi ci sono: 

  • Il  Midwest Center for Investigative Reporting ha finora registrato 214 morti di confezionatori di carne in tutta la nazione e 41.000 infezioni in strutture in 40 stati . Un rapporto dei  Centers for Disease Control and Prevention ha  rilevato che mentre i confezionatori di carne sono per il 61% latini, neri e asiatici, sono responsabili di quasi 9 infezioni su 10;  
  • Il National Nurses United ha  pubblicato un rapporto che ha rilevato che più di 1.700 operatori sanitari erano morti al 16 settembre. Il gruppo ha  detto  al New York Times alla fine di ottobre che il numero è ora vicino a 2.000. 

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Il costo degli infortuni e delle malattie professionali in Austria

Fonte EU-OSHA 

Gli infortuni e le malattie professionali causano sofferenza alle persone interessate e alle loro famiglie e costi economici elevati per i sistemi sanitari e la società. Nell’ambito di un progetto di ricerca pluriennale che si è concluso nel 2019, l’EU-OSHA ha pubblicato  Il valore della sicurezza e della salute sul lavoro e i costi sociali degli infortuni e delle malattie legati al lavoro , uno studio completo e dettagliato per stimare l’onere finanziario del lavoro. lesioni e malattie correlate a livello europeo.

Alla luce dell’analisi dettagliata dell’EU-OSHA, l’  Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO)  presenta ora “Die Kosten arbeitsbedingter Unfälle und Erkrankungen. Österreich – Il costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie in Austria. ” Questo studio segue il sistema di stima dell’EU-OSHA e applica una metodologia simile a livello nazionale austriaco, combinando l’interpretazione dei dati con politiche specifiche e raccomandazioni politiche.

Ulteriori informazioni sullo studio dell’EU-OSHA sul  valore della salute e sicurezza sul lavoro e sui costi sociali degli infortuni e delle malattie professionali

Ulteriori informazioni su  Die Kosten arbeitsbedingter Unfälle und Erkrankungen. Österreich – Il costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie in Austria  (in lingua tedesca)

Le superficialità e gli errori della OMS rispetto alla valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro

CHI LO SAPEVA? | La superficialità  dell’OMS sui rischi di contagio  da corona  nelle situazioni  lavorative rischia un disastro di livello mondiale 
FONTE HAZARDS MAGAZINE CHE RINGRAZIAMO . VEDI ANCHE LA VERSIONE ORIGINALE IN LINGUA INGLESE.
Chi avrebbe pensato che avremmo dovuto mettere un avvertimento sulla salute all’Organizzazione mondiale della sanità? L’ editore dei rischi Rory O’Neill ha scoperto che il consiglio “incredibilmente dannoso” dell’OMS sui rischi del Covid-19 sul posto di lavoro sta lasciando i lavoratori in pericolo di vita.

Domande e risposte: Suggerimenti per la salute e la sicurezza sul lavoro nel contesto del COVID-19 , pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il 26 giugno 2020, ha rivelato come l’agenzia delle Nazioni Unite dai piedi di piombo non abbia né la conoscenza né la capacità di consigliare sulle questioni di lavoro.

Ma questo non l’ha fermato per un momento. Le omissioni nella sua guida – in particolare nessuna menzione dell’ispezione e dell’applicazione del lavoro, e una mancanza di consapevolezza delle potenziali interazioni con altri rischi sul posto di lavoro e la necessità di una protezione più ampia dell’occupazione – hanno mostrato perché un’agenzia delle Nazioni Unite non lavorativa non dovrebbe essere leader sul posto di lavoro problema.

La guida dell’OMS contraddice una guida molto più protettiva pubblicata nel maggio 2020 dall’agenzia specializzata delle Nazioni Unite sul lavoro, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

La domanda e risposta dell’OMS ripete le posizioni politiche elaborate nella sua guida provvisoria del 10 maggio 2020, Considerazioni per la salute pubblica e le misure sociali sul posto di lavoro nel contesto di COVID-19 ‘ . Questo documento ha ricevuto un’accoglienza ostile, definita “pericolosa” dalla Confederazione sindacale internazionale (ITUC) e dal Consiglio dei sindacati globali.

Rischio calcolato male

Il primo errore dell’OMS è un’affermazione ripetuta che “Covid-19 si diffonde principalmente attraverso goccioline respiratorie o contatto con superfici contaminate”. Ma all’inizio della pandemia sono state sollevate preoccupazioni sul fatto che i rischi di goccioline e contatti non fossero l’unica minaccia rappresentata da questo coronavirus.

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Canada. Una ricerca commissionata dal sindacato CFNU ha messo in evidenza errori e sottovalutazioni che hanno messo a rischio la salute

 

foto di gierre 2020

Fonte : Nurses Union  Canada 

Canada. Una ricerca sulla qualità della gestione della pandemia promossa dal Sindacato di categoria degli infermieri canadesi (CFNU)ha messo in luce una serie di gravi errori e inadempienze che hanno esposto a gravi rischi la salute degli infermieri.

L’indagine indipendente è stata commissionata dalla Canadian Federation of Nurses Unions e condotta da Mario Possamai, ex senior advisor della Ontario SARS Commission.
“La CFNU ha commissionato questa indagine dopo che i leader del governo e della sanità pubblica hanno ripetutamente ignorato le preoccupazioni per la sicurezza degli infermieri”, ha detto Linda Silas, presidente della CFNU. “Questo rapporto ci dice cosa è andato storto, cosa è andato bene, dove si trova la responsabilità e, soprattutto, dove andremo da qui mentre ci prepariamo per le prossime ondate di questa pandemia”.
La relazione formula 50 raccomandazioni per migliorare la sicurezza pubblica e dei lavoratori e per aumentare la trasparenza e la responsabilità. Tra le raccomandazioni vi sono misure urgenti che sanciscono un approccio precauzionale nella risposta alla pandemia del Canada.

IL REPORT DELLA RICERCA

E’ disponibile online il periodico Lavoro Salute n° 8 settembre 2020

FONTE LAVOROESALUTE.ORG

In questo numero

Perchè votare NO al referendum
4- editoriale. Non solo covid, c’è anche questa politica
6- Referendum: le ragioni del NO
SANITA’
8- Aziendalizzazione e privatizzazione, come invertire la rotta
19- “ Racconto il mio inferno covid di medico in Valsusa”
20- Prevennzione o morte dei sistemi sanitari pubblici
22- Pandemia in Emilia e Romagna. Raccontare marzo
22- Come aderire a Medicina Democratica Onlus
23- Sanità pubblica in ritirata? Operatori delusi e malati in attesa
24- Contratti sanità: quanto abbiamo perso in 20 anni

SICUREZZA E LAVORO
25- Eliminare le molestie e la violenza sul lavoro?
26- Vademecum sicurezza sul lavoro
25- I rischi sul lavoro garantiti da una clausola non scritta
26- In 253 giorni oltre 770 i crimini sul lavoro
27- Racconti nell’insicurezza sul lavoro
28- Vaccini e lavoratori. Intervista a Marco Caldiroli
30- Per abbattere i pregiudizi sui lavoratori con disabilità
32- Bonomi: un uomo con gli stivali
32- L’economia va male perché crollano i consumi, e i redditi!
34- Dicono che il lavoro c’è, se non lo trovi è solo colpa tua
37- Le puntate della tragedia italiana

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GB.Rivelato come le agenzie di collocamento disoneste stanno sfruttando la crisi COVID

Le agenzie di collocamento operano al centro di quasi tutte le professioni chiave dei lavoratori, impiegando circa un milione di lavoratori nel Regno Unito . È stata a lungo un’industria piena di sfruttamento, comprese le truffe di reclutamento, il mancato pagamento e persino la schiavitù moderna.

Ma secondo SAFERjobs, un ente di beneficenza che aiuta i lavoratori dell’economia flessibile, il picco della disoccupazione causato dalla pandemia COVID-19 viene capitalizzato dai criminali. L’ente di beneficenza ha registrato un aumento del 66% dei reclami su truffe e sfruttamento da parte delle agenzie di collocamento da quando il Regno Unito è entrato in blocco.

Rachel Keane, 25 anni, è diventata disoccupata all’inizio del blocco dopo che un’offerta di lavoro è stata ritirata. Ha subito caricato il suo CV online e si è candidata a oltre 50 ruoli, dal portiere di cucina all’addetto alle pulizie e al negozio.

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Un altro silo “assassino”, altre morti in agricoltura, in uno spazio confinato

Fonte Sicurezzaelavoro

Ancora un’altra tragedia sul lavoro nell’agricoltura piemontese. È avvenuta il 3 settembre 2020 a Cavallermaggiore (Cuneo), in una ditta a gestione familiare, in uno spazio confinato, in un silo.

La memoria corre all’esplosione del silo del Molino Cordero del 16 luglio 2007, sempre nel cuneese (a Fossano), in cui morirono cinque operai.

Allora un silo di farina saltò in aria, in questa occasione un altro silo, alto 40 metri, che conteneva mais triturato in fermentazione, ha avvelenato due giovani operai, i fratelli Davide e Francesco Gennero, di 22 e 25 anni, che lavoravano nell’azienda di famiglia specializzata nell’allevamento di mucche Frisone per la produzione del latte, uccidendo subito il più giovane, Davide, e intossicando gravemente l’altro, Francesco, che morirà poi in ospedale a Savigliano, il 6 settembre 2020, dopo tre giorni di coma (e la famiglia donerà i suoi organi).

“Nell’attesa che vengano chiarite le dinamiche dell’incidente – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – constatiamo tristemente come si continui a morire negli ‘spazi confinati’, spesso per una mancata o errata valutazione dei rischi, oppure per non aver stabilito e rispettato precise procedure operative per la pulizia, la manutenzione e l’accesso a silos, vasche, fosse biologiche, depuratori o serbatoi per lo stoccaggio di gas, polveri o liquami, oppure in cui sono stati utilizzati prodotti pericolosi per la pulizia delle superfici, magari ad opera di ditte esterne”.

Ricordiamo i quattro operai morti asfissiati alle acciaierie Lamina di Milano il 16 gennaio 2018, ma anche i cinque morti a Molfetta (Bari) del 3 marzo 2008 e i sei morti dell’11 giugno 2008 a Mineo (Catania) in quel terribile 2008 che sollevò l’attenzione dell’opinione pubblica sulle morti sul lavoro negli spazi confinati.

“Si tratta di infortuni sul lavoro che hanno spesso esiti mortali – conclude Quirico – e che spesso coinvolgono anche i soccorritori che, per aiutare un collega in lavoro in fin di vita, intervengono senza adottare le opportune precauzioni (ad esempio, indossando respiratori) e fanno la stessa tragica fine del primo infortunato. Auspichiamo una maggiore formazione e investimenti adeguati in dpi e attrezzature, soprattutto nel settore agricolo, in cui soprattutto le piccole aziende familiari non hanno risorse per investire in sicurezza, come ci ricordano i tanti morti nel ribaltamento di vecchi trattori agricoli”.

Eliana Puccio

Europa. Osha.Presentazione – Il valore della sicurezza e della salute sul lavoro e i costi sociali degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali

11/08/2020

Una buona SSL è un vantaggio dal punto di vista economico

Questa presentazione sintetizza i risultati della seconda fase del progetto dell’EU-OSHA inteso a stimare i costi degli infortuni sul lavoro, delle malattie e dei decessi professionali a livello europeo. I costi sono stati stimati seguendo due metodi:

  • un metodo dal basso verso l’alto basato sui singoli componenti dei costi (ossia costi diretti, indiretti e immateriali) e
  • un metodo dall’alto verso il basso che si basa sui dati internazionali relativi all’onere economico rappresentato dagli infortuni e dalle malattie.

Le stime dei costi si concentrano su cinque paesi (Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Italia e Polonia) per i quali sono disponibili dati sufficienti e rappresentativi della varietà in termini di geografia, industrie e sistemi sociali dell’Europa. Si confrontano i risultati di ciascun modello, si prendono in considerazione i punti di forza e di debolezza, si analizzano le implicazioni per i decisori politici.

Downloadin:EN

Landini: agire subito contro gli incidenti sul lavoro

Fonte Collettiva
Presentazione del libro 'Lavorare è una parola' © Marco Merlini Roma, 21luglio 2020 Cgil nazionale Presentazione del libro di Altero Frigerio e Roberta Lisi 'Lavorare è una parola', un alfabeto corale a cinquant'anni dallo Statuto dei lavoratori Nella foto Maurizio Landini
Foto: Marco Merlini

Il segretario generale della Cgil interviene dopo l’ennesima tragedia: “Finito il lockdown si torna a morire nei cantieri. Ora basta: bisogna investire per evitare gli infortuni, intensificare i controlli, applicare le sanzioni”

Per combattere il dramma degli infortuni sul lavoro in Italia non basta più la solidarietà: bisogna agire subito perché non c’è tempo da perdere. A parlare è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interviene dopo le tragedie degli ultimi giorni: i due operai morti a Roma per la caduta dall’alto, l’artigiano che ha perso la vita a Bologna. L’ultimo caso proprio oggi, con la morte di un operaio di 56 anni a Favara (Caltanissetta) travolto da un escavatore.

“Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito – esordisce Landini -. Non è possibile che appena si riaprono i cantieri si torni a morire e che ci siano lavoratori usciti di casa senza farci più ritorno. Tutto ciò non era accettabile prima del ‘lockdown’, lo è ancor meno oggi”.

“La crisi sanitaria – prosegue il leader della Cgil – sta lasciando il posto a una vera e propria emergenza sicurezza. La ripresa delle attività non può e non deve mettere a rischio l’incolumità di chi lavora”. Sulla sicurezza in particolar “bisogna investire, proprio per evitare gli incidenti e salvaguardare la salute e l’incolumità di operai, trasportatori, edili. Al lavoro vanno garantiti diritti, sicurezza, tutele proprio perché il lavoro non è una merce qualsiasi”.

Per Landini “dovremmo invece essere capaci, tutti, di cogliere la sfida che il coronavirus ha posto”. Occorre dunque ricostruire “un diverso equilibrio e una gerarchia di valori. La vita umana, la centralità delle persone, il lavoro come dignità. È necessario ripartire da qui”. E allora, conclude, “bisogna intensificare i controlli nei luoghi di lavoro, introdurre la patente a punti sulla sicurezza per le aziende e applicare senza se e senza ma le sanzioni penali previste nel nostro ordinamento”.

E’ disponibile online Salute e Lavoro – n° 7 luglio 2020

 

E’ disponibile online il numero 7 – luglio 2020 – del periodico Salute e Lavoro

Scarica Salute e Lavoro in formato digitale 

Dal Sommario

3- editoriale No lotta? No lavoro!
4- Un governo di semplice facciata
4- Un operaio vive 5 anni in meno di un dirigente
7- Il virus è di classe. Si allargano le differenze sociali
8- La scuola scialuppa
9- Autonomia differenziata. Il silenzio interessato
SANITA’
10- Ecco la sanità nel Lazio
12- “Era solo vento; non abbiamo portato salvezza al Paese”
13- Gualtieri: con il MES, non un euro in più per la sanità
14- Vaccinazione antinfluenzale. Utile o dannosa?
16- Personale della sanità pubblica sempre più precario
17- Giovani medici contro politica inappropriata
18- Campania: la salute mentale torna in manicomio
19- Come aderire a Medicina Democratica Onlus
20-Lettera da Bergamo. La sanità in Italia
21- Siamo stanchi. Lettera di un’infermiera Continua a leggere “E’ disponibile online Salute e Lavoro – n° 7 luglio 2020”

Nota per la revisione dell’organizzazione della Prevenzione in Regione Lombardia redatta dal gruppo di lavoro intersocietario delle Società della prevenzione lombarde

 

Pubblichiamo la Nota delle Associazioni di professionisti che si occupano di prevenzione, Associazione Nazionale Assistenti Sanitari, Società Italiana di Igiene Sezione Lombardia, Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione. Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario Italiano inviata alla Presidenza della Regione Lombardia e all’Assessorato Regionale alla Sanità.Nella Nota vengono indicati i cambiamenti necessari per fare uscire dalla crisi il Servizio Sanitario Regionale per quanto attiene la Prevenzione. Vedremo quale sarà la risposta del presidente Fontana e dell’Assessore Gallera.

LA NOTA

E’ disponibile online il periodico Lavoro e Salute n°6 2020

 

 

E’ disponibile online il periodico Lavoro e Salute n°6 2020
con articoli molto interessanti sul futuro del SSN. Come sempre critico severo e propositivo per salvare il nostro SSN dai privatizzatori,  un giornale di parte per la difesa della sanità pubblica.

LAVORO e SALUTE  IN FORMATO .PDF 

Gli ingranaggi della politica di salute e sicurezza nell’Unione europea Storia, istituzioni e soggetti

 

Autore: Laurent Vogel

Edizione italiana a cura di SindNova. Traduzione di Diego Alhaique. Roma 2016
Traduzione di Diego Alhaique

Rendiamo disponibile questo saggio di Laurent Vogel ricercatore ETUI pubblicato nel 2016. Questo saggio è utile in particolare ai cultori delle politiche sociali in materia di salute e sicurezza nel lavoro.Questa ricerca fa chiarezza sulla complessità del percorso per attuare gli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro 391/89

LA BROCHURE ( 70 PAGINE PDF )

Francia. Carrefour: i due terzi dei dipendenti sono “sfiniti moralmente e fisicamente” Secondo un sondaggio CFDT che ha ricevuto 7000 risposte, il 68% è esaurito fisicamente e il 65% è esaurito mentalmente.

I dipendenti Carrefour sono per  due terzi ”  sfiniti moralmente e fisicamente  ” e il 76% non crede che la società cresca, secondo un sondaggio che ha raccolto 7000 risposte, presentato venerdì dal CFDT, 2 ° sindacato del gruppo, in videoconferenza 

Il barometro intitolato ”  I note my box  “, eseguito faccia a faccia da 136 delegati CFDT da gennaio a marzo, attribuisce a Carrefour un punteggio complessivo di 4,5 su 10. Secondo Sylvain Macé, rappresentante sindacale centrale di Carrefour , questa è la prima in una società in Francia. Le risposte, elaborate da una società indipendente, riguardano la salute, le condizioni di lavoro e l’organizzazione. Sono integrati da un questionario a maggio sulla crisi di Covid-19. (continua) 

L’articolo prosegue alla fonte su LA VDN 

Civ Inail, approvata la relazione programmatica per il triennio 2021-2023

Riteniamo utile proporre la lettura del Documento del Consiglio di indirizzo e vigilanza  (CIV) dell’Inail articolato in cinque missioni e 104 obiettivi strategici, il documento del Consiglio di indirizzo e vigilanza tiene conto delle ricadute su tutte le attività dell’Istituto dell’epidemia da Covid-19, a cui è dedicato un programma di ricerca specifico. Ecco la presentazione del Documento che abbiamo ripreso dal sito delll’Inail : 

ROMA – Con la delibera numero 8 del 12 maggio, il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inail ha approvato la relazione programmatica per il triennio 2021-2023. Articolato in cinque missioni – politiche previdenziali, tutela della salute, politiche per il lavoro, ricerca e innovazione, servizi istituzionali e generali – e in 104 obiettivi strategici, il documento tiene conto delle gravi ripercussioni per il Paese dell’epidemia da nuovo Coronavirus e delle sue ricadute sulle attività dell’Istituto.  

Cinquant’anni di Statuto dei lavoratori (l. n. 300/1970)

Il 20 maggio 1970, al culmine di una stagione di mobilitazioni sindacali e riforme politiche, venne approvata la legge n. 300 dal titolo “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”. Una legge che ha dato dignità alla persona di chi vive del proprio lavoro. Un bilancio positivo di una norma che purtroppo ha subito mutilazioni che l’hanno resa meno efficace rispetto ad un modo del lavoro in continuo cambiamento. Per quanto attiene gli impatti sulle condizioni di lavoro e di salute  segnaliamo dai siti della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione e della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione  diversi articoli e contributi.

Riteniamo di particolare interesse  il contributo del  Prof. Paolo Pascucci

Cinquant’anni di Statuto dei lavoratori (l. n. 300/1970)
Autore : Paolo Pascucci 
Università di Urbino Carlo Bo
L’articolo

Per l’Inca, il Patronato della Cgil, è necessario assicurare le giuste tutele ai contagiati

FONTE  COLLETTIVA.IT

Chi chiede uno scudo penale generalizzato per le imprese o è in mala fede oppure non sa leggere le disposizioni dei protocolli sottoscritti con le parti sociali. Per il Patronato della Cgil, è importante assicurare le tutele individuali ai lavoratori e alle lavoratrici contagiati da Covid-19 rispettando la normativa sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il principio ispiratore delle norme, contenute nell’articolo 2087 del codice civile, nel Testo Unico 1124/65 e nei Decreti legislativi 38/2000 e 81/2008, è che il datore di lavoro è responsabile e garante della salute e della sicurezza dei lavoratori e che, pertanto, è tenuto ad assicurare la loro integrità psicofisica adottando ogni misura necessaria allo scopo.

Pur comprendendo la drammatica situazione economica causata dalla pandemia da Coronavirus, non si capisce perché nell’attuale emergenza sanitaria si voglia rimuovere ogni possibile responsabilità in capo alle aziende, consentendo loro di non rispondere di eventuali inadempienze che, proprio in ragione dell’altissimo rischio di contagio nei luoghi di lavoro, possono aggravare la diffusione del virus, mettendo a repentaglio non soltanto la salute di quei lavoratori, che non possono lavorare in smart working, ma anche delle loro famiglie. Chiedere, come fanno le associazioni datoriali, che i casi di contagio da Coronavirus in occasione di lavoro siano da considerare come malattia comune e non infortunio, significa, di fatto, che chi ha contratto il virus debba essere trattato alla stregua di chi ha una semplice influenza, senza la copertura assicurativa antinfortunistica Inail, escludendo ogni possibile aggravamento, che pure in questi casi, è quanto di probabile possa accadere.

Richiamare le difficoltà di dimostrare l’origine professionale dei casi di coronavirus non è sufficiente a giustificare la richiesta di uno scudo penale generalizzato. Vorrei ricordare che il nostro Paese ha bandito la commercializzazione dell’Amianto nel 1992, dopo la chiusura per fallimento dello Stabilimento Eternit di Monferrato (1986), a cui sono seguiti numerosi processi, alcuni dei quali ancora in corso. A oltre trent’anni di distanza, nessuno mette più in dubbio l’origine professionale del mesotelioma pleurico e, nonostante i numerosi sforzi, ancor oggi dobbiamo aggiornare costantemente la lista dei decessi per amianto: c’è una ricca legislazione al riguardo che assicura le tutele Inail non soltanto per i lavoratori ex esposti, ma anche per chi è venuto a contatto con l’amianto per motivi ambientali o familiari.

Continua a leggere “Per l’Inca, il Patronato della Cgil, è necessario assicurare le giuste tutele ai contagiati”

LA PREVENZIONE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Fonte SNOP.IT 

Diario Prevenzione segnala, come contributo importante al confronto che si svilupperà in Italia, dopo questa fase acuta e drammatica di epidemia Covid-19, sulle priorità, sulle forme organizzative e sulle risorse con le quali migliorare il Servizio Sanitario Nazionale, questo articolo a firma Claudio Calabresi, Roberto Calisti, Anna Maria Di Giammarco della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione (SNOP)

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Coronavirus. L’emergenza Bergamo e Lodi e l’inefficienza del sistema sociosanitario lombardo

 

Pubblichiamo il Documento “Coronavirus. L’emergenza Bergamo e Lodi e l’inefficienza del sistema sociosanitario lombardo” nel quale vengono descritte con approfondimenti le incongruenze organizzative e le disfunzioni del modello ospedale-centrico che ha reso difficile e ostacolato una risposta adeguata all’emergenza sanitaria originata dall’infezione virale  Covid-19. Il documento vuole essere un contributo di conoscenza e di riflessione destinato ai decisori politici della Regione Lombardia e a tutti gli operatori del Servizio Sanitario. Hanno partecipato alla elaborazione del Documento:
per la Segreteria del Movimento per la Difesa e il miglioramento del SSN: Bruno Pesenti.

Hanno collaborato alla stesura del documento:
Eugenio Ariano
Lalla Bodini
Susanna Cantoni
Vittorio Carreri

IL DOCUMENTO (PDF)

 

La sicurezza prima di tutto

 

Fonte Rassegna.it 

Cgil, Cisl e Uil hanno oggi ribadito al Presidente del Consiglio la necessità di mantenere al centro delle decisioni dell’esecutivo la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori, dei pensionati – alcuni dei quali vittime di fatti gravissimi avvenuti in alcune case di riposo e sui quali chiediamo alla magistratura di indagare – e di tutti i cittadini, obiettivo che deve diventare un requisito permanente dentro e fuori i luoghi di lavoro. Le tre Confederazioni hanno anche avanzato la richiesta di lavorare, dentro lo schema presentato dal Presidente Conte alle parti sociali, per attrezzare il Paese a riprendere in sicurezza le attività produttive.

II governo ha ribadito la necessità di proseguire sulle misure restrittive in quanto siamo in presenza di segnali incoraggianti e di un’inversione di tendenza nei contagi. Il governo ha perciò comunicato la necessità di continuare, con qualche aggiustamento delle scelte sin qui compiute in riferimento alle sole attività essenziali e indispensabili, sulla strada intrapresa di contrasto al Covid-19. Questo significa che le misure restrittive devono proseguire. Cgil, Cisl e Uil nel prendere atto di questo orientamento hanno sottolineato l’importanza di continuare a dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro già sottoscritto e al contempo di dare uniformità, evitando le forzature che si sono registrate in alcuni territori, alle decisioni prefettizie in merito alle autocertificazioni delle imprese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali più rappresentative.

Le tre confederazioni hanno anche chiesto di individuare un percorso condiviso per l’uscita dalla crisi che metta in campo un’azione coordinata per approntare le necessarie modifiche organizzative e le strumentazioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, i presidi e la prevenzione sanitaria, le misure di carattere sociale ed economico per garantire una progressiva uscita dall’emergenza. A questo proposito il governo ha annunciato la costituzione di una cabina di regia con le parti sociali ed esperti che affiancherà il comitato tecnico-scientifico. Cgil, Cisl e Uil restano ferme nel pretendere sicurezza e salvaguardia della salute, lavorando perché questo imperativo sia presente in tutte le future fasi di uscita dall’emergenza.

POTENZIARE LE DIFESE ALLA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS IN LOMBARDIA

 

 

Pubblichiamo il Documento diffuso ieri dal Dipartimento Salute e Welfare del PD Milano metropolitana e la sua sintesi, che contengono osservazioni critiche sulle scelte della Regione Lombardia per il contenimento del contagio da Coronavirus con controproposte utili anche altrove. Editor

Siamo medici, ricercatori, operatori sanitari, sociali e amministratori accomunati dalla passione per il sistema salute e preoccupati dall’attuale pandemia e che hanno a cuore l’efficacia e l’efficienza del nostro Sistema Sanitario che sempre, ma soprattutto oggi, deve essere mantenuto in condizione di curare le persone e salvare vite.
La situazione sanitaria lombarda è sempre più preoccupante e continua a rappresentare oltre la metà dei casi in Italia e l’argine al contagio non può essere in modo prioritario lo stare a casa, anche se rappresenta il principale intervento di prevenzione della diffusione del coronavirus.

IL DOCUMENTO DEL DIPARTIMENTO SALUTE E WELFARE DEL PD di Milano

SINTESI DELLE PROPOSTE

Coronavirus e sicurezza sul lavoro, tra “raccomandazioni” e protocolli. Verso una nuova dimensione del sistema di prevenzione

Coronavirus e sicurezza sul lavoro, tra “raccomandazioni” e protocolli. Verso una nuova dimensione del sistema di prevenzione aziendale?** di Paolo Pascucci*

Un interessante articolo del prof. Paolo Pascucci, appena comparso sulla rivista di Olympus, che affronta, sotto il profilo giuridico, diversi problemi relativi alla applicazione delle norme di carattere generale sulla prevenzione e protezione da COVID 19 e normativa specifica sulla sicurezza del lavoro, fornendo anche strumenti operativi a chi opera per la sicurezza del lavoro sia nelle aziende che nei Servizi di prevenzione delle ASL.

L’ARTICOLO 

( Fonte Rivista Olympus )