SINP: costituito il tavolo tecnico

SINP: costituito il tavolo tecnico
12e febbraio 2018

Con il Decreto ministeriale n. 14 del 6 febbraio 2018 è stato costituito il tavolo tecnico per lo sviluppo e il coordinamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP).

La costituzione è avvenuta ai sensi dell’art. 5 del Decreto 25 maggio 2016 n. 183, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

I componenti del tavolo tecnico resteranno in carica per tre anni.

Documento Unitario CGIL CISL UIL su Salute e Sicurezza sul Lavoro

 

Pubblichiamo il Documento Unitario CGIL CISL UIL su Salute e Sicurezza sul Lavoro: “Un’azione di prevenzione efficace, partecipata e diffusa” definito con il contributo dei Coordinamenti Unitari SSL riuniti in gruppi di lavoro e illustrato all’Assemblea RLS-RLST-RLSS svoltasi a Mestre nei giorni del 18 e 19 gennaio 2018.

IL DOCUMENTO

Settimana corta di 28 ore: i tedeschi lavorano meno e vivono di più, perché il tempo è la vera ricchezza

 Fonte Pressenza.com

08.02.2018 – Paolo Ermani Il Cambiamento

Settimana corta di 28 ore: i tedeschi lavorano meno e vivono di più, perché il tempo è la vera ricchezza
(Foto di Il Cambiamento)

Se in Germania si avanza la proposta di una settimana lavorativa di 28 ore, perché qui in Italia siamo ancora lontani anni luce da questa prospettiva? Sì, una ragione c’è. Ma non è detto che non si possa cambiare.

Abituati a pensare ai tedeschi come lavoratori indefessi che lavorano 20 ore al giorno, ci potrebbe stupire conoscere perché è stato recentemente approvato un accordo nel settore metalmeccanico, ad iniziare dalla regione del Baden Wuerttemberg, per avere la possibilità di lavorare 28 ore a settimana. Ma come è possibile che i tedeschi, campioni di tutto, possano lavorare così poco? Chi conosce i tedeschi e la Germania avrà notato che più che lavorare tanto, sono bene organizzati ed efficienti. Leggi tutto “Settimana corta di 28 ore: i tedeschi lavorano meno e vivono di più, perché il tempo è la vera ricchezza”

Quelle vulnérabilité des travailleurs européens face aux conditions de travail dégradées ?

 FONTE MIROIR SOCIAL 

JANV262018

Les mutations organisationnelles et technologiques engendrent des risques de dégradation des conditions de travail susceptibles d’affecter le bien-être et la santé des travailleurs. Le projet INGRID, financé dans le cadre du programme européen Horizon 2020 pour la recherche et l’innovation, développe de nouvelles méthodes pour mieux identifier les travailleurs qui font face à ces risques.

À partir de données recueillies entre 1995 et 2015 pour les quinze pays fondateurs de l’Union européenne, ces 4 pages dressent le portrait des travailleurs les plus vulnérables au cumul de conditions de travail dégradées et illustrent les différences entre pays européens.

Si, dans l’ensemble, ces pays se caractérisent par des niveaux de vulnérabilité stables, certains (dont la France et la Belgique) observent une hausse constante de la vulnérabilité. De plus, les CDD, le travail indépendant et les petites entreprises (1 à 9 salariés) sont associés à une plus grande vulnérabilité des travailleurs.

Incidenti sul lavoro, i dati del Rapporto Inail 2017 c’entrano con le prossime elezioni e con la politica ?

Un contributo alla riflessione sulla sicurezza e salute nel lavoro  di Giuseppe Casadio che ringraziamo . editor

C’entra anche con le elezioni prossime, e in generale con la politica, il tema (di questi giorni) del rapporto annuale INAIL sugli incidenti e malattie sul lavoro nel 2017.
Nel 2017 hanno perso la vita sul lavoro 1029 persone; circa 3 per ogni giornata di lavoro. Dato di nuovo in crescita, dopo molti anni di tendenziale diminuzione, seppure lenta nell’ultimo ventennio.
Ma il dato numerico, in sè, non dice tutto: andrebbe opportunamente rapportato alle ore lavorate, più che al numero degli occupati, in tempi come l’attuale di lavori saltuari, precari, part-time (statisticamente computati al pari dei lavori permanenti e a tempo pieno).
Il rapporto preliminare INAIL ci dice anche che l’aumento delle vittime si è concentrato fra i lavoratori extra-comunitari (spesso i più de-qualificati e meno formati alla prevenzione del rischio da parte delle imprese), e, territorialmente, in Lombardia ed Emilia Romagna.
Già da questi semplici dati si evidenzia cosa significhi rispetto e dignità per il lavoro. Ma chi ne parla, anche nei programmi elettorali?
Solamente un’altra considerazione molto significativa: la nuova crescita ha a che fare anche con l’organizzazione dei cicli produttivi: il proliferare di esternalizzazioni, appalti, segmentazione dei cicli produttivi facilita il fenomeno, in quanto, tutt’al più, i lavoratori conoscono il rischio insito nel proprio segmento di attività, ma non altrettanto quello derivato dal lavoro che si svolge, magari sullo stesso piazzale o nella linea a fianco, perchè affidato o appaltato ad altra e separata impresa. E’ un dato più frequente di quanto si pensi: “rischio da interferenza”. (Si pensi, ad esempio, ad una situazione lavorativa molto complessa come un’area portuale, ecc.)
Sulle malattie professionali i dati sono ancora più incerti e problematici: non essendoci l’obbligo ad un libretto personale che illustri tutta la vita lavorativa del lavoratore, è molto aleatorio riconoscere come professionale una malattia che si manifesti oggi, pur essendo stata causata da una esposizione a fattori di rischio risalente a tempi anche lontani, e avente tempi lunghi di incubazione……….
Sono solo spunti di riflessione, ma quando si dice “dignità e valore del lavoro” si dicono cose molto concrete, per nulla ideologiche.

Ancora una strage sul lavoro, 4 operai morti a Milano in un’azienda metalmeccanica.

 

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) desidera esprimere profondo cordoglio per le vittime e la propria vicinanza alle famiglie.
Il tragico incidente del 16/1/18 ripropone il tema della sicurezza del lavoro, tema di cui si parla, purtroppo, solo in occasione di eventi come questo per poi dimenticarsene per il resto del tempo fino al prossimo incidente.

Le cause del plurimo infortunio sono in corso di accertamento da parte degli organi competenti, Magistratura, operatori della ATS e Vigili del Fuoco.
Una cosa sembra certa: l’incidente è avvenuto in un “ambiente confinato” in cui la presenza di gas ha saturato l’atmosfera determinando l’asfissia di chi stava lavorando.

Questa dinamica è simile a quella di tanti altri infortuni mortali accaduti nel passato e anche di recente: ricordiamo la strage di Ravenna nel 1987 durante la riparazione della nave “Elisabetta Montanari” che provocò la morte di 13 operai e poi più recentemente le stragi di Molfetta (3 maggio 2008, 5 morti), Mineo (11 luglio 2008, 6 morti), Sarroch (26 maggio 2009, 3 morti), Capua (11 settembre 2010, 3 morti) e ancora Molfetta (8 aprile 2014, 3 morti), Aprilia ( 28 luglio 2014, 2 morti), Emo di Adria (22 settembre 2014, 4 morti), su una nave nell’Adriatico (5 febbraio 2016, 1 morto), Messina (2 dicembre 2016, 3 morti), Ravenna (22 dicembre 2016, 1 morto). Si tratta di incidenti che si ripetono con dinamiche similari, inalazione massiccia di gas tossici o asfissia da carenza di ossigeno, e che provocano numerosi morti anche per i generosi tentativi di soccorrere i colleghi senza aver indossato adeguati dispositivi di protezione e in assenza di corrette procedure: nel periodo 2005-2010 sono stati registrati 29 eventi di questa tipologia che hanno determinato la morte di ben 43 lavoratori.

Episodi che hanno portato alla emanazione di una specifica norma (DPR 177/2011), alla produzione di documentazione tecnica, all’organizzazione di tanti momenti di informazione, divulgazione e formazione sui rischi specifici, da parte delle strutture del SSN e delle associazioni scientifiche, alla intensificazione dei controlli su questo rischio, anche nella stessa città di Milano, da parte dei Servizi delle ASL .

Purtroppo tutto ciò non è bastato a risparmiare la vita di 4 lavoratori. Perché la sicurezza dei lavoratori, la prevenzione, il rispetto delle norme vengono visti come un onere, un orpello, un fastidio cui dedicare il minimo possibile di attenzione, tempo e risorse, assolvendo solo formalmente agli obblighi di legge per essere “a posto” in caso di ispezione. C’è sottostima dei rischi e scarsa competenza nell’affrontare il lavoro in sicurezza, consulenti improvvisati, business sulla formazione, in un mondo del lavoro con un’ampia presenza di economia sommersa, flessibilità esasperata e precarietà dei rapporti di lavoro, ampio ricorso ad appalti impropri.

Al dolore per le morti sul lavoro si unisce l’amarezza e la rabbia di chi opera per la prevenzione e continua ad operare anche davanti a questo muro di indifferenza verso i valori della vita e del lavoro.
Certo, i controlli vanno potenziati, ma occorre anche che chi giustamente lo sostiene si impegni concretamente per ottenere un adeguamento delle risorse degli organi di controllo che, tutti, operano con risorse limitate e in costante diminuzione.

La Lombardia per la prevenzione in generale, negli ambienti di vita e di lavoro, spende solo il 4% del fondo sanitario, a fronte del minimo 5% stabilito a livello nazionale. L’ATS di Milano il 3,1%.
Non servono altre leggi e non servono roboanti appelli a soluzioni fantasiose, dettate solo da atteggiamenti personalistici e/o superficiali, a stravolgimenti istituzionali, spesso invocati anche in questo campo a fronte del disimpegno di tutti i giorni ad affrontare seriamente i problemi.

Servono l’attenzione e l’impegno continui da parte di tutti gli attori in gioco, ma soprattutto da parte di chi, nella conduzione delle imprese e nel governo della cosa pubblica, ha maggiori responsabilità nell’attuazione e rispetto di quanto le norme già esistenti prescrivono per la salvaguardia e il rispetto della vita, della salute e del lavoro.

Serve investire di più per innalzare la cultura della sicurezza e della prevenzione perché, come ormai noto, maggiore prevenzione significa guadagno in salute per chi lavora e maggior qualità del lavoro stesso.

Il Presidente Susanna Cantoni

Adesso l’amianto presenta il conto: in Lombardia previsti 11mila tumori in trent’anni

Al Policlinico il Registro lombardo: non possiamo perdere un solo caso

di GIULIA BONEZZI

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Amianto

Amianto

Milano, 11 gennaio 2017 – Il picco è atteso è atteso nel 2019, quando si prevede che oltre 450 lombardi s’ammaleranno di mesotelioma: il tumore da amianto ha un’incubazione di 40-50 anni, e gli anni ’70 del Novecento sono stati il periodo di maggior uso. Le stime parlano di 11.274 malati al 2029, contati però dal 2000, quando è partito il Registro dei mesoteliomi della Lombardia.

In 18 anni 6.343 casi trattati (ma occorre qualche anno per consolidare i dati), il 30% del totale italiano e, per un tumore raro, casistica rilevante a livello mondiale. Il Registro è al Policlinico di Milano, Padiglione Devoto, nella Clinica del lavoro più antica del mondo (1906). Previsto per legge e solo in teoria finanziato dallo Stato. Tre stanze a pianterreno, pile di fascicoli. «Il mio lavoro è tanta carta: va tenuta per i procedimenti penali, e perché sono dati preziosi, qui facciamo anche ricerca», dice l’epidemiologa Carolina Mensi, responsabile del Registro dal debutto, anche se è assunta dal 2013. Se ne occupa – del Registro che dal 2008 include quello dei tumori professionali delle cavità nasali e dei seni paranasali, e dal 2014 è diventato Cor, Centro operativo regionale che coordina per la Lombardia tutta la ricerca attiva sui tumori a possibile origine professionale – insieme a una segretaria e a una biologa a contratto, pagate coi fondi per la ricerca. Sotto Natale l’epidemiologa era lì ad aggiornare le statistiche e renderle disponibili non solo in ambito scientifico, ma per qualunque cittadino: «Non possiamo permetterci di perdere neppure un caso».

>>>>  L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE : IL GIORNO 

State-of-the-art report on reproductive toxicants: Summary available in various languages

OSH News
05/01/2018

Reprotoxicants can affect both women’s and men’s reproductive health. They can also affect foetal and human development and effects include miscarriages, malformations and functional deficits.

A summary that presents the current knowledge on workplace risks to reproduction is now available in 12 languages.

Find it here

Intervenir dans l’entreprise pour soutenir la discussion sur le travail comme moyen de transformation

Action et conditions de l’action
Activity Clinic Interventions for Fostering Discussions About Work. Action and Requirements for Action
Intervenir en la empresa para apoyar la discusión sobre el trabajo como un medio de transformación. Acción y condiciones de la acción
Christophe Massot et Pascal Simonet
 
Per leggere l’articolo completo vai alla fonte Perspectives interdisciplinaires sur le travail et la santé (PISTES)
 
Nota di Editor  E’ palese che l’articolo che segnaliamo è il risultato di ricerca  in un contesto normativo e gestionale della sicurezza differente da quello italiano. E’ interessante conoscere le modalità di approccio ai problemi con lo strumento della partecipazione dei soggetti che si intende tutelare.

Regione Toscana Piano Lavoro Sicuro

Regione Toscana  Piano Lavoro Sicuro

Si sta verificando un pericoloso fenomeno : ultimamente attività lavorative “illecite” sono migrate all’interno di civili abitazioni, dove i controlli sono più difficili (sia per la difficoltà di individuazione che per le garanzie che la Costituzione e la Legge italiane pongono a tutela dell’inviolabilità del domicilio). Questo nuovo tipo di commistione ha portato ad un’altra tragedia, il 26 agosto u.s., con la morte di due giovani cinesi nel rogo della casa laboratorio dove stavano dormendo. La Regione ha deciso di fare appello alla collaborazione dei cittadini, istituendo un numero verde di Area Vasta ( 800017835 )per segnalare la sospetta presenza di attività produttive all’interno delle abitazioni. Elementi fattuali raccolti a conferma dei sospetti verranno inoltrati all’Autorità Giudiziaria insieme alla segnalazione consentendole di disporre l’accesso.

800017835   NUMERO VERDE PER SEGNALAZIONI di PRESUNTI ALLESTIMENTI ATTIVITA’ PRODUTTIVE ALL’INTERNO di CIVILI ABITAZIONI E RELATIVE PERTINENZE

Osservatorio regionale sulle politiche di prevenzione e promozione alla salute

Nel portale sono riunite tuttte le informazioni sugli stili di vita in Toscana , in particolare sul consumo di alcol, tabacco, sostaze stupefacenti, gioco d’azzardo , alimentazione ed attività fisica.

accedi al portale

Regione Toscana.Piano ” Lavoro Sicuro ” : quattro anni dopo 

Fonte : Agenzia Sanitaria Toscana

Renzo Berti , Coordinatore Progetto Lavoro Sicuro e Direttore del Dipartimento della Prevenzione AUSL Toscana Centro

Anche quest’anno il primo dicembre si è tenuto al Comune di Prato un incontro per ricordare il tragico rogo di Via Toscana dove 4 anni fa persero la vita 7 lavoratori cinesi. Come noto, a seguito di tale evento la Regione Toscana varò con la DGRT 56/2014 il Piano Straordinario per il controllo delle attività lavorative condotte da cittadini cinesi, che dopo una intensa fase dedicata alla comunicazione e al confronto con la Comunità cinese, alla messa a punto delle intese con le Procure e le altre agenzie di controllo, nonché al reclutamento, alla formazione e alla qualificazione UPG di 74 tecnici di prevenzione, prese avvio il 2 settembre 2014. L’occasione è stata quindi utile per fare il punto sulla strada percorsa da allora.La prima fase del Piano che si è conclusa il 31 marzo scorso, ha consentito di verificare 8.257 imprese (275 al mese in media!), tramite ispezioni condotte nell’83,3% dei casi insieme ad altri Soggetti controllori.Più della metà dei controlli sono avvenuti nella realtà pratese, dove rispetto agli altri territori dell’ASL Toscana Centro è risultata maggiore anche la percentuale di irregolarità riscontrate.

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Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza

Fonte Notizia : INAIL.IT

20/12/2017

Questa mattina a Roma la riunione di insediamento alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Il neopresidente succede a Francesco Rampi nel mandato quadriennale alla guida del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto

Il nuovo presidente del Civ Inail, Giovanni Luciano

ROMA – La sesta consiliatura del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, ricostituito con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 novembre, ha preso il via ufficialmente questa mattina con la riunione di insediamento che si è svolta a Roma, presso la sede dell’Istituto di via IV Novembre, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Nel corso della riunione Giovanni Luciano è stato eletto alla presidenza dell’organo che definisce i programmi e individua le linee di indirizzo dell’Inail, determina gli obiettivi strategici pluriennali ed esercita le funzioni di vigilanza ai fini della realizzazione degli obiettivi e della corretta ed economica gestione delle risorse. Leggi tutto “Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza”

Scoot Mugno nominato da Trump Presidente capo della OSHA: ecco i suoi meriti professionali !

Scott Mugno è il vice presidente FedEx per la sicurezza, la sostenibilità e la manutenzione dei veicoli per FedEx Ground e ricopre il ruolo di presidente della sottocommissione OSHA della Camera di commercio degli Stati Uniti. È stato nominato dal presidente Trump come capo dell’OSHA, che dovrebbe proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori statunitensi e del pubblico.
Mentre si trovava in questa posizione, c’è stata un’esplosione di incidenti e decessi a terra FedEx.
Nel periodo di 24 mesi precedente al 3 dicembre 2017, i conducenti di FedEx Express sarebbero stati coinvolti in 1762 incidenti, 575 tra feriti, tra cui 41 morti. Dal 2012 il numero di incidenti è aumentato del 254,5%; il numero di infortuni è aumentato del 192%; e il numero di vittime è aumentato del 273%.
Allo stesso tempo, Mugno è stato personalmente coinvolto nell’aiutare a vendicarsi contro gli informatori di FedEx. Uno di questi informatori è Gary Brent, che è un ex istruttore di rimorchio per trattori FedEx Express e coordinatore della sicurezza per FedEx. In questa intervista Gary Brent parla della sua storia e della lotta per la salute e la sicurezza di FedEx e di come è stato vittima di bullismo, molestie e cessazioni da parte dell’azienda per aver lottato per salute e sicurezza sul lavoro e per aver presentato reclami OSHA. Mugno ha anche esercitato pressioni sull’American Trucking Association ATA per aumentare il peso dei camion a 120.000 libbre. ciò non solo distruggerebbe le strade, ma aumenterebbe i pericolosi pericoli sulle strade e autostrade negli Stati Uniti. Questa intervista è stata effettuata l’11 dicembre 2017.
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