Salute e sicurezza nel lavoro al tempo del Recovery Plan e della “riforma” del Codice Appalti (1)

Autore: Gino Rubini

Alcune settimane  fa un’operaia di 22 anni che lavorava in un’azienda  tessile in Provincia di Prato è morta in un tragico infortunio mortale, straziata dagli ingranaggi  di un macchinario, un orditoio,  verosimilmente  a causa di un impigliamento con parti in movimento della macchina. Un altro lavoratore è stato preso da parti in movimento  di una fresatrice in un’azienda meccanica di Busto Arsizio . Ogni settimana si ripetono situazioni drammatiche di “incidenti” su lavoro con morti e feriti gravi. Questo anno e mezzo circa di pandemia da coronavirus ha indebolito l’attenzione sociale rispetto al fenomeno dei morti e feriti  da incidenti sul lavoro. 

Gli ultimi eventi tragici, in un momento di allentamento  della “morsa” della pandemia hanno “risvegliato” l’attenzione dei media su questa tragedia cronicizzata e persistente.

Da dove deriva questa anomalia italiana che ci vede primi in questo triste primato degli incidenti sul lavoro tra i paesi europei industrializzati ?

Dalla Direttiva quadro europea  391.89 molti passi avanti sono stati fatti sia per il miglioramento normativo sia per la crescita di un comparto professionale specialistico della consulenza tecnica che offre alle imprese anche di piccole dimensioni prestazioni di supporto per la valutazione e la gestione dei rischi .  Nel contempo , sempre in ragione di normative tecniche europee ( vedi Direttiva macchine agg.2020 ) e dei sistemi di gestione sicurezza e relative certificazioni  le aziende, anche piccole, hanno a disposizione  macchine e sistemi di gestione che dovrebbero garantire una sicurezza anti infortunistica eccellente.

Nei fatti, dal punto di vista formale, il nostro sistema produttivo è allineato sia per le norme sia per le metodologie gestionali  dei rischi agli altri stati membri dell’Unione Europea. Cerchiamo allora di capire perché abbiamo un fenomeno “infortunistico” grave sia per diffusione sia per gravità degli eventi.

Esaminiamo i   “pilastri” che garantiscono che vi sia una continuativa e corretta valutazione e gestione dei rischi da parte delle imprese.

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CIIP invia nota al Governo sul tema della sicurezza sul lavoro

 

Pubblichiamo una nota della CIIP ( Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione ) sul tema della sicurezza  sul lavoro inviata a vari componenti  del Governo. Nella nota vengono evidenziate le carenze in materia di sicurezza sul lavoro, peraltro enfatizzate dalla pandemia ,  dovute al definanziamento  cronico del SSN.  Nella nota vengono riportati i dati sul personale dei Servizi Prevenzione Sicurezza Ambienti Lavoro 2008 – 2018 che mostrano le tendenze al mancato ricambio del personale. Nello stesso PNRR la questione prevenzione è appena sfiorata: questo non è certamente un segnale positivo. Infine condividiamo, come Diario Prevenzione, la valutazione critica rispetto agli strumenti per la qualificazione delle imprese rispetto al tema sicurezza: il limite della patente punti riguarda il fatto che interviene a valle di eventi negativi mentre sarebbe necessario intervenire prima perché l’impresa predisponga una valutazione ed una gestione efficace dei rischi con metodologie e strumenti organizzativi appropriati .  (Editor )

Il Presidente CIIP Susanna Cantoni ha inviato ai Ministri del Governo Draghi ed al Presidente della Conferenza delle Regioni la lettera già inviata nel settembre 2019 al precedente Governo per ribadire quali azioni sono possibili e necessarie per portare la situazione dei servizi pubblici di prevenzione a livelli adeguati per una azione più decisa per la riduzione degli infortuni, anche mortali, che sono cresciuti negli ultimi anni invertendo una tendenza che pareva consolidata

In estrema sintesi gli interventi proposti sono:

  • Rafforzare i Servizi delle ASL (gli addetti ai Servizi di Prevenzione delle ASL sono passati da 5.060 operatori nel 2008 a 3.246 nel 2018),
  • Potenziare gli organici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il coordinamento col SSN
  • Rafforzare gli organici dei Vigili del Fuoco dedicati alla prevenzione.
  • Valorizzare le esperienze del sistema sanitario pubblico, sostenute nel Piano Nazionale Prevenzione 2014-2019 e nel prossimo 2020-2025
  • Incrementare gli interventi di prevenzione nelle piccole imprese, cooperative, lavoratori autonomi controllando gli appalti
  • Investire nella qualificazione delle imprese
  • Rafforzare la rete degli RLS

Ed inoltre

  • Ripulire dall’illegalità il mercato delle consulenze e della formazione,
  • Investire per la formazione dei giovani alla sicurezza del lavoro nei curricula scolastici.

LA NOTA INVIATA AL GOVERNO DALLA CIIP SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

La lettera della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) al Governo in merito alla stesura del PNRR su Ambiente e Salute

 

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Draghi e ai ministri competenti. Con questa lettera la Consulta intende presentare alcune considerazioni per la stesura e l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR – nella pubblicistica noto come Recovery Plan) e per un sostegno al Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025.
Nella lettera viene fatto rilevare l’esiguità dello 0,5 % della spesa sanitaria complessiva dedicato alle attività di prevenzione a fronte di una media UE del 2,9%. Questa mancanza di investimenti ha nei fatti ridotto alla paralisi molti Servizi di prevenzione del SSN. Nella lettera vengono indicate una serie proposte elaborate dalle 13 Associazioni professionali che compongono la CIIP.

LA LETTERA DELLA CIIP AL GOVERNO