Per un PNRR della salute e della sicurezza nel lavoro. Basta con l’ecatombe di lavoratori e lavoratrici che muoiono su lavoro.

 

Immagine tratta da wikipedia Francisco José de Goya y Luciente – Il muratore ferito, 1786-1787 olio su tela, 268×110 cm – Madrid, Museo Nacional del Prado

 

Non c’è giorno che non si registri un incidente mortale sul lavoro, quando non sono due o tre. Questa persistenza del fenomeno infortunistico correlato al lavoro si protrae nel tempo con tipologie e causalità dell’accadimento che non si discostano da quanto succedeva cinquanta o sessant’anni fa. Prevalgono le cadute dall’alto, dai tetti e/o dalle impalcature. Le tecniche per evitare questi tragici eventi si sono evolute: ad esempio i ponteggi metallici di recente progettazione non presentano più l’incognita della rottura di una tavola di legno, sono più facili da gestire nel montaggio e nello smontaggio. Eppure anche oggi un lavoratore di 54 anni è morto a Genova in un cantiere del centro cittadino. Non dimentichiamo la lavoratrice di Prato dilaniata dalle parti in movimento di un orditoio e la lavoratrice di Camposanto,Modena anch’essa straziata a morte da una macchina fustellatrice. Non sono vittime di impianti tecnologici industria 4.0.Erano lavoratori e lavoratrici che svolgevano lavori su macchine operatrici sostanzialmente tradizionali. Le indagini delle autorità di vigilanza sono in corso, non sappiamo quale sia stata la causa di queste tragedie, se vi siano state delle colpose rimozioni dei dispositivi elettronici di blocco che dovrebbero bloccare queste macchine quando la mano, un braccio, il corpo dell’operatore entra in un’area a rischio.
Sappiamo però che in troppi casi i lavoratori e le lavoratrici non ricevono un’adeguata formazione rispetto ai rischi cui sono esposti. Sappiamo anche che vengono invitati a rimettere in moto macchinari quando si inceppano, operazioni che dovrebbe eseguire un manutentore esperto… Sappiamo che non gli viene spiegato che quando avvertono una situazione di pericolo grave hanno il diritto di mettersi al sicuro chiamando chi ne sa di più.

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Lancio di un’applicazione per la salute e sicurezza sul lavoro per i lavoratori portuali

 

Fonte ETUI

 

La Seafarers’ Trust of the  International Transport Workers’ Federation  (ITF) ha lanciato una nuova applicazione di sicurezza “OSH Ports”, attraverso la quale i lavoratori imparano a identificare e ridurre i rischi nei porti. Dopo aver completato un breve corso di formazione e aver superato una valutazione, i lavoratori portuali ricevono un certificato ufficiale riconosciuto dal   Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro  (ILO-ITC). I contenuti e il programma dell’app sono stati sviluppati con la partecipazione attiva degli stessi portuali, attraverso i sindacati affiliati all’ITF.

Il lavoro nei porti può essere pericoloso e i lavoratori portuali sono esposti a molti pericoli ogni giorno. I rischi abituali riguardano il rumore, il sollevamento di carichi pesanti, i lavori in quota e la caduta di merci. Ma i lavoratori portuali possono anche gestire un cocktail di sostanze chimiche tossiche dalle navi che scaricano, causando un’alta incidenza di cancro  tra i lavoratori attivi e i pensionati. Questi rischi sono amplificati da orari di lavoro lunghi, ritmi di lavoro intensi, attrezzature e procedure inadeguate e una cronica mancanza di formazione. Per ridurre i costi, gli operatori utilizzano lavoratori non formati, intermittenti e talvolta anche marittimi per movimentare il carico.

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Lettera della CIIP ai ministri e al presidente della Conferenza delle Regioni su sicurezza del lavoro nei settori ferroviario, portuale, marittimo, pesca

Riteniamo molto importante questa iniziativa della CIIP di richiamare l’attenzione dei Ministri della Salute Speranza, del Lavoro Orlando, delle Infrastrutture  Giovannini, della Giustizia Cartabia , al Presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga  sulla necessità di ” dare piena attuazione al D.Lgs. 81/08 e sollecita nuovamente, in particolare, l’attuazione di quanto previsto dall’art. 3 in materia di adeguamento e armonizzazione con i principi fondamentali del Titolo I della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi (D.Lgs 27 luglio 1999, n. 271), in ambito portuale (D.Lgs 27 luglio 1999, n. 272) e per il settore delle navi da pesca (D.Lgs 17 agosto 1999, n. 298), e l’armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti di attuazione.  Tale ritardo crea un’area di incertezza giuridica, disparità di garanzie su sicurezza e igiene del lavoro in questi settori lavorativi, conflitti tra istituzioni deputate alla prevenzione e alla vigilanza e soprattutto assenza di interventi laddove diversi organismi hanno ruoli non chiari e in parte sovrapponibili, il tutto a discapito della tutela dei lavoratori. …..”

IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA AI MINISTRI E AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI 

Documenti Inail su salute e sicurezzq dei lavoratori nelle aree portuali

Fonte : Salute e sicurezza dei lavoratori nelle aree portuali
di Gabriella Galli · pubblicato il 13 settembre 2020
L’articolo è disponibile su Repertorio Salute.

 

Il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail ha recentemente pubblicato due FactSheet  sul tema della salute e sicurezza dei lavoratori nelle aree portuali:

  1. Modello territoriale di intervento integrato in Materia di salute e sicurezza rivolto alle imprese che operano in aree portuali. Attività di rete.
  2. Modello territoriale di intervento integrato in materia di salute e sicurezza rivolto alle imprese che operano in aree portuali. Attività di innovazione tecnologica