Trattato pandemico: gli Stati Uniti propongono prima di modificare le norme sanitarie internazionali esistenti; La Germania preme per le sanzioni

 

Un articolo molto puntuale sugli sviluppi per definire nuovi strumenti di governo su scala mondiale per fronteggiare future pandemie, alla luce dell’esperienza di Sars-Covid 2.

L’articolo pubblicato su Health Policy Watch da Kerry Cullinan descrive le dinamiche in atto per accellerare almeno le modifiche del Regolamento sanitario internazionale. Mentre un “trattato pandemico” potrebbe richiedere anni per essere stabilito, il Regolamento sanitario internazionale (IHR) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) potrebbe essere rivisto più rapidamente per migliorare significativamente la risposta alle epidemie globali, affermano i massimi funzionari statunitensi. Le dichiarazioni hanno coinciso con una riunione del gruppo di lavoro di 3 giorni degli Stati membri dell’OMS per discutere i modi per rafforzare il muscolo globale dietro la preparazione e la risposta alla pandemia.

“Alcuni importanti passi avanti per far progredire la sicurezza sanitaria globale potrebbero richiedere anni per realizzare, ad esempio, la creazione di un nuovo strumento internazionale sulla preparazione e la risposta, che l’OMS e un certo numero di altri paesi hanno approvato”, ha affermato il segretario di Stato americano Antony J. Blinken e il Segretario alla Salute e ai Servizi Umani Xavier Becerra hanno scritto su JAMA .

Leggi l’articolo alla fonte : Health Policy Watch

Doctors More Likely to Prescribe Opioids to Covid ‘Long Haulers,’ Raising Addiction Fears

Liz Szabo, Kaiser Health News

Covid survivors are at risk from a separate epidemic of opioid addiction, given the high rate of painkillers being prescribed to these patients, health experts say.

This story also ran on Los Angeles Times. It can be republished for free.

A new study in Nature found alarmingly high rates of opioid use among covid survivors with lingering symptoms at Veterans Health Administration facilities. About 10% of covid survivors develop “long covid,” struggling with often disabling health problems even six months or longer after a diagnosis.

For every 1,000 long-covid patients, known as “long haulers,” who were treated at a Veterans Affairs facility, doctors wrote nine more prescriptions for opioids than they otherwise would have, along with 22 additional prescriptions for benzodiazepines, which include Xanax and other addictive pills used to treat anxiety.

Although previous studies have found many covid survivors experience persistent health problems, the new article is the first to show they’re using more addictive medications, said Dr. Ziyad Al-Aly, the paper’s lead author.

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I rischi incalcolabili delle riaperture chieste da Salvini

Autore:  Ivan Cavicchi  ( grazie,  Ivan )

Fonte Il Manifesto che ringraziamo  – ( edizione 20 aprile 2021 )

 

Pandemia. Risulta del tutto discutibile che per rispondere ai sostegni economici che non si è riusciti a mettere in campo, si debba rischiare di rimettere in moto la pandemia, in piena campagna vaccinale e per giunta alla soglia dell’estate

Vorrei provare a dare una definizione politica del “rischio calcolato” in base al quale, come è noto, il governo ha deciso di dare inizio, nella situazione epidemiologica data, alle riaperture.
Parliamo del maggior numero di contagi, di ricoveri e quindi di morti, che possono essere causati da una riapertura probabilmente intempestiva delle attività economiche, decisa da un governo che, sulla base di forte pressioni della piazza e della destra, ha deciso per ragioni di consenso di ignorare le evidenze scientifiche disponibili.

Se i tempi delle riaperture non sono più decisi tenendo conto delle evidenze scientifiche, allora si può dire che il “rischio ragionato” altro non è che il tributo in termini di vite umane che il governo ha deciso di pagare alle ragioni elettorali della destra.

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Emergency. Vaccini, la sfida reale

Diamo il nostro contributo per la massima diffusione dell’Appello di Emergency. Diario Prevenzione

I diritti esclusivi e i monopoli dei colossi farmaceutici sui brevetti impediscono che al momento ci siano dosi sufficienti di vaccini sicuri ed efficaci contro il Covid-19 per tutti. E se, con molte incertezze, i nostri piani vaccinali si propongono di raggiungere un’immunità significativa entro il 2021, i Paesi poveri arriveranno allo stesso traguardo non prima del 2023.
Con Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY, Vittorio Agnoletto, medico e promotore della campagna Right2cure/DirittoallaCura pagina italiana dell’ICE, e Andrea Di Stefano, giornalista.
“La mobilitazione popolare. Vaccini bene pubblico globale, ovunque” è uno degli incontri online del ciclo “Vaccini: la sfida reale”, organizzato da EMERGENCY.

L’etica al tempo della pandemia

 

FONTE  SALUTEINTERNAZIONALE.IT

Autore : Sandro Spinsanti

Nel contesto della pandemia non si è quasi mai sentito nominare il consenso del paziente e la raccolta delle sue preferenze riguardo alle misure terapeutiche estreme, come se fossero un lusso che l’emergenza non ci permetteva di concederci.

Nel coro di voci che dicono la loro sul coronavirus poteva mancare quella degli avvocati? In Italia sono stati tacitati dagli organismi professionali quelli tra di loro che si erano fatti avanti per chiedere ai cittadini di affidare loro le cause risarcitorie da intentare contro medici e istituzioni, imputati di colpevole trascuratezza nei confronti della lotta alla pandemia. In Inghilterra gli avvocati che lavorano alla difesa giudiziaria dei medici hanno avanzato la richiesta urgente di indicazioni autorevoli per guidare i comportamenti dei professionisti nel contesto di decisioni cliniche caratterizzate da scarsità di risorse. Se un medico avvia alla ventilazione un paziente piuttosto che un altro e quello escluso soccombe al virus, i familiari potranno fare causa e rivalersi? E si potranno portare in tribunale governanti e amministratori per aver mancato di fornire direttive sui criteri per allocare le risorse salvavita, quando non bastano per tutti i pazienti? continua

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