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Riportiamo la traduzione di questo articolo di Liliam Marrero, segretario generale del sindacato UNFETRAH-FENAMUTRA  della Repubblica Dominicana che illustra l'impatto sui lavoratori che assistono le persone. Questi lavoratori e lavoratrici sono senza diritti, quando si presentano i sintomi vengono licenziati e finiscono i quarantena senza stipendio. Questo succede anche in paesi molto più ricchi della Repubblica Dominicana come l'Italia...
FONTE ILOBLOG.ORG
Liliam Marrero, segretario generale dell'UNFETRAH-FENAMUTRA

 

 

 

 

Personalmente, con COVID-19  ho avuto un impatto molto grave. Sono stato un domestico e un assistente per tutta la vita. Per più di sette anni mi sono preso cura di una donna di 95 anni a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Ma ora sono in quarantena a casa mia senza stipendio. Il mio datore di lavoro mi ha licenziato senza pagamento perché non può pagarmi.

So che l'impatto di COVID-19 sui lavoratori domestici nella Repubblica Dominicana è stato piuttosto traumatico.

Dal momento in cui mi sveglio ascolto i messaggi dei nostri membri: i loro bisogni, dolori e sofferenze. Comunichiamo con i nostri membri attraverso i nostri gruppi di WhatsApp. Come leader sindacale il mio carico di lavoro quotidiano è triplicato perché sono aumentate le esigenze e le richieste dei membri. Le nostre responsabilità nei loro confronti si sono ampliate per supportare le loro condizioni di salute e le esigenze di base, come cibo e cure. Abbiamo mobilitato il sostegno di altre organizzazioni e chiese. Ho organizzato per i membri del Comitato Esecutivo del sindacato la consegna di cibo, sapone, disinfettante per le mani e dentifricio per i bambini, in un quartiere dove vivono molti impiegati domestici.

La mia prima paura è per coloro che potrebbero essere infetti ma non hanno la possibilità di sottoporsi a un test medico. Il test COVID-19 è costoso, oltre $ 5.000 DR ($ 86 USD). Questa è circa la metà dello stipendio mensile di un lavoratore domestico qui. Mentre alla fine i lavoratori domestici sono stati autorizzati a ricevere un sostegno al reddito attraverso un programma governativo chiamato "Quedate en casa", il mio sindacato stima che solo il 40% dei lavoratori domestici lo abbia ricevuto. Quindi, la mia paura è che i lavoratori domestici rimangano soli.

...continua a leggere "REPORT ILO . COVID-19 mostra perché i lavoratori domestici hanno bisogno degli stessi diritti e protezione degli altri"

 

Pubblichiamo questo Documento redatto da un gruppo di medici e non che operano in Liguria, alcuni soci dell' Ecoistituto di Reggio Emilia e di Genova.Le considerazioni contenute in questo documento propongono al dibattito, in forma ordinata e puntuale, le domande legittime sugli errori e sugli atti mancati e sulle carenze strutturali e istituzionali che sono stati all'origine , fin dall'inizio, della perdita di governo da parte delle istituzioni e delle strutture sanitarie dell'evento epidemico Covid. Riteniamo importante il contributo di riflessione e di proposta del Documento per il governo e la gestione delle fasi 2 e successive. Diario Prevenzione è uno spazio a disposizione per promuovere e socializzare i contributi che ci verranno inviati sul tema. Editor

IL DOCUMENTO

 

Gita sulla Sprea con barca d'epoca ( Foto Editor )

 

E' un venerdì santo di festa in Germania. Berlino è assolata come da ormai un mese e ormai temo più la siccità che il corona virus. Poche notizie, se non che questo lungo weekend di 4 giorni sarà anche una prova di tenuta della politica del Sozialdistanzierung.  Poca gente in giro, ma se il Ministro degli interni del Brandeburgo dice che a Pasqua attende le visite dei berlinesi (è una tradizione come quella della pasquetta fuori porta degli italiani) significa che non tutti resteranno a casa, come suggeriscono il prudente direttore dell'Istituto Koch e il Governo. D'altra parte l'epidemia, anche se se ne parla molto ovunque, pare sotto controllo. Dal 30 marzo si fanno oltre 8.000 test al giorno, i letti sia per cure intensive che per cure lievi sono occupati al 70% al netto dei posti letto che sono in allestimento per eventuali ulteriori emergenze (1.050). I contagiati sono circa 4.000, I morti complessivamente registrati dall'inizio dell'epidemia sono una trentina, e i cittadini sono rassicurati no solo economicamente ma anche sotto il profilo sanitario. I dati nazionali confermano visto che i morti sono ancora meno di 2.000 e i guariti più di 36.000, anche se gli esperti di fiducia del Governo non si abbandonano a facili illusioni e tirano il freno su proposte di riapertura a breve delle scuole e delle attività produttive. Domenica 19 è il termine di scadenza dei primi provvedimenti di chiusura e si deciderà la settimana prossima se e come riprendere le attività.
Non senza una certa soddisfazione per aver fatto una facile previsione, ovvero che le tre donne (Merkel, Van den Layen, Lagarde) sarebbero state le artefici di un compromesso europeo per affrontare gli effetti del virus, al di sopra e al di là delle migliaia di sciocchezze sparate su tutto e in ogni dove, avanzo qualche osservazione personale su ciò che riesco, non senza difficoltà, a comprendere delle scelte tedesche per il futuro.

...continua a leggere "Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo (12)"

 

Arundhati Roy * (da Financial Times 2 aprile)

(Traduzione Alessandra Mecozzi)

Chi può usare il termine “diventato virale” ora senza rabbrividire un po ‘? Chi può più guardare nulla – una maniglia della porta, una scatola di cartone, un sacchetto di verdure – senza immaginarlo brulicante di quelle macchie invisibili, non morte, non viventi, punteggiate di ventose in attesa di fissarsi ai nostri polmoni?

L'articolo prosegue alla fonte su Libertadonnne21sec.altervista.org