Vai al contenuto

 

Pubblichiamo la Nota delle Associazioni di professionisti che si occupano di prevenzione, Associazione Nazionale Assistenti Sanitari, Società Italiana di Igiene Sezione Lombardia, Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione. Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario Italiano inviata alla Presidenza della Regione Lombardia e all'Assessorato Regionale alla Sanità.Nella Nota vengono indicati i cambiamenti necessari per fare uscire dalla crisi il Servizio Sanitario Regionale per quanto attiene la Prevenzione. Vedremo quale sarà la risposta del presidente Fontana e dell'Assessore Gallera.

LA NOTA

 

 

E' disponibile online il periodico Lavoro e Salute n°6 2020
con articoli molto interessanti sul futuro del SSN. Come sempre critico severo e propositivo per salvare il nostro SSN dai privatizzatori,  un giornale di parte per la difesa della sanità pubblica.

LAVORO e SALUTE  IN FORMATO .PDF 

Fonte: mentepolitica.it

Francesco Domenico Capizzi * - 13.06.2020

Contagio Stati Uniti

 

 

 

 

La notizia che la pandemia abbia portato gli Stati Uniti alla testa della triste classifica mondiale dei contagi e dei decessi e, nel contempo, causato finora  oltre 20 milioni di disoccupati, difficilmente riassorbibili nel mercato del lavoro, conduce ad inevitabili considerazioni che sconfessano uno dei fondamenti su cui è costruita la Costituzione americana: “ tutti gli uomini sono stati creati uguali… dotati di Diritti inalienabili, fra questi la Vita, la Libertà, la ricerca della Felicità”. Infatti, la situazione di precarietà socio-sanitaria degli USA poggia su uno storico, e ancor solido modello liberista, gravato dal più elevato tasso di privato conosciuto in ogni ambito delle organizzazioni sanitarie dell’Occidente con l’effetto inevitabile di divaricare le diseguaglianze sociali fino alla rottura con conseguenze incalcolabili, estensibili in ogni piega della società.

Difficile mantenere intenti ideali tanto alti, addirittura di stampo teleologico, se perfino la American Medical Association nel 2007 ha dichiarato pubblicamente la sua  “contrarietà alla Riforma sanitaria per un possibile deragliamento del sistema sociale verso un modello d’impianto socialista” di fronte alla volontà e alle iniziali misure dell’Amministrazione Obama di estendere, a fasce bisognose di popolazione, la gratuità dei diritti assistenziali.

...continua a leggere "Quel mattino di primavera"

L’uscita dalla condizione di quarantena, che ha modificato profondamente le abitudini quotidiane di tutti, è l’occasione per vedere nascere una comunità rinnovata e consapevole. L’appello è rivolto alle istituzioni perché predispongano reali organismi di partecipazione e ai cittadini perché esercitino la responsabilità in modo attivo, nella convinzione che al centro della cura c’è la persona e che la salute è un bene comune, fondamentale e garantito dalla Costituzione.

INVESTIRE NEL TERRITORIO

Il sistema sanitario è stato travolto dall’emergenza pandemia che è un evento di portata gravissima. Il rischio di collasso del sistema di cura non dipende solo dalla diminuzione di posti letto in terapia intensiva o dalla mancanza di ulteriori strutture specializzate di ricovero, ma soprattutto dal fatto che in questo Paese c’è un’insufficiente organizzazione dell’assistenza territoriale e domiciliare.

Chiediamo un aumento dei fondi per la sanità pubblica finalizzati ad interventi preventivi, di cura e sociali nel territorio.

...continua a leggere "Vogliamo un futuro per la nostra salute – appello per ripartire con coraggio"

Un articolo dal Centro di studi di politica economica del Maryland,MDCEP,che spiega le ragioni per cui è necessario e opportuno innalzare i salari minimi dei lavoratori, dagli operai , di chi lavora nell'assistenza e nella cura delle persone anziane, dei commessi e delle cassiere. L'articolo si schiera contro le pressioni delle lobbie dei datori di lavoro che vorrebbero congelare i salari minimi.

"La pandemia di coronavirus ha fatto luce sulla profonda dipendenza delle comunità del Maryland dagli operai che alimentano le famiglie, si prendono cura degli adulti anziani e mantengono spazi pubblici sanitari. Eppure questi stessi lavoratori troppo spesso portano a casa stipendi che non possono sostenere una famiglia, figuriamoci per compensare i rischi quotidiani richiesti dal loro lavoro. Mentre i politici rispondono alla crescente crisi economica, devono riconoscere la necessità di supportare i lavoratori essenziali che supportano il resto di noi. Ciò significa rafforzare le protezioni di base come il salario minimo e il diritto a guadagnare giorni di malattia retribuiti, non tornare indietro alle promesse che hanno già fatto. Il congelamento del salario minimo del Maryland al suo livello attuale e inadeguato danneggerebbe proprio le persone che ora sostengono le nostre comunità, indebolire l'economia del Maryland e, alla fine, ci renderebbero tutti peggio:

Congelare il salario minimo costerebbe a un tipico lavoratore a basso salario più di $ 7.000 in salari persi entro il 2025, anche se le basi come l'alloggio e l'assistenza sanitaria continuano a diventare più inaccessibili. Un congelamento di due anni proposto - sebbene legalmente dubbio - costerebbe a un lavoratore tipico ben oltre $ 14.000 entro il 2026.
Il congelamento del salario minimo danneggerebbe le donne e i lavoratori di colore che sono sovrarappresentati nei lavori a basso salario.
Il congelamento del salario minimo deprimerebbe la spesa dei consumatori e indebolirebbe l'economia del Maryland per gli anni a venire.
Inoltre, le recenti affermazioni dei lobbisti aziendali ignorano la migliore ricerca sull'economia del salario minimo." L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE

L'ARTICOLO ALLA FONTE MDCEP

 

FONTE SERVIZI PUBBLICI INTERNAZIONALE   La federazione sindacale globale dei lavoratori nei servizi pubblici

Antonio Capodieci, un infermiere di pronto soccorso italiano che lavora all'ospedale Maggiore di Bologna, ha appena pubblicato un video in cui mostra la cruda realtà dei suoi colleghi infermieri che hanno combattuto il coronavirus nelle navate dell'ospedale negli ultimi mesi
Il video "Non sono un eroe", ideato e diretto da Capodieci, un infermiere con la passione per il video e la fotografia, non risparmia critiche al buon senso controproducente promosso dai media che insiste nel chiamare eroi infermieri - mentre la lotta per migliori salari e dignità sul lavoro è appena menzionata.

"Non sono un eroe, sono lo stesso che hai urlato qualche mese fa, quello che hai insultato per 30 anni a causa delle tue lunghe attese, quello che lavora a Natale e a metà agosto, quello che ha aiutato quando guidavi ubriaco o quello che volevi picchiare ", dice il video di 3 minuti.

Fonte Regioni.it 3852 - 29/05/2020

On line il monitoraggio delle ordinanze regionali e dei provvedimenti del Governo

Al centro dell'agenda del confronto Governo-Regioni cìè ora il tema degli spostamenti interregionali. "Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai", ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Bilancio della Camera,
Secondo Alessio D'Amato, assessore alla sanità del Lazio, "Ci sono troppe pressioni, anche sul Comitato tecnico scientifico. Se servirà, prenderemo delle contromisure. Non accetteremo forzature". "Voi pensate - rimarca in un colloquio con il Messaggero - che, se ci sarà il via libera agli spostamenti interregionali, tutti i milanesi andranno solo in Sardegna? Sapete quanti treni ci sono ogni giorno tra Roma e Milano? Io spero che ci sia grande scrupolo nel prendere le decisioni, vedo troppe pressioni". ...continua a leggere "Emergenza Covid-19 e spostamenti interregionali nell’agenda Governo-Regioni"

 

Il tedesco Christian Drosten, probabilmente il virologo più autorevole in Europa e l’autore del capolavoro della sanità tedesca, che è riuscita a contenere al massimo gli effetti devastanti della pandemia, non è un santo e non tutto quello che dice può essere preso come oro colato. A scriverlo è il quotidiano popolare e viscerale Bild Zeitung, a pensarlo sono molti tedeschi insofferenti delle regole blande rispetto alla situazione italiana, ma ferme, che il potere politico ha imposto alla cittadinanza nelle scorse settimane.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU PRIMAONLINE

 

Riportiamo questa dichiarazione della Segretaria generale del Sindacato inglese Frances O'Grady che ci offre la dimensione degli impatti sociali che potrà avere il programma di test e tracciamenti Covid-19 ,proposti dal Servizio Sanitario Nazionale inglese,  sui lavoratori che saranno testati positivi e posti in autoisolamento.

 

Frances O'Grady Segretaria generale TUC ( FOTO Wikipedia )

Commentando il lancio (mercoledì) del programma dei test e dei tracciamenti del Servizio Sanitario Nazionale  NHS, il segretario generale della TUC, signora  Frances O'Grady, ha  dichiarato:

“Abbiamo bisogno di un programma di test e di tracciamenti  attivo e operativo il più presto possibile.

“Ma non sarà efficace se i lavoratori vengono messi  in difficoltà quando devono autoisolarsi.

“La retribuzione per malattia obbligatoria è di soli £ 95 a settimana - e due milioni di lavoratori non ne hanno nemmeno diritto.

“Se i lavoratori non possono permettersi l'auto isolamento, saranno costretti a continuare a lavorare. Ciò metterà a rischio loro, i loro compagni di lavoro e la loro comunità locale e minerà l'intero programma di test e rintracciabilità.

"Il governo deve estendere la retribuzione per malattia a tutti - indipendentemente da ciò che viene pagato - e portarla al livello del salario reale, £ 260 a settimana. E il regime di sostegno al reddito autonomo deve rimanere in atto come fonte di sostegno finanziario per coloro che sono costretti a isolarsi autonomamente. Ecco come dimostrare che siamo davvero tutti insieme. "

Infine essa ha aggiunto:

“Se un lavoratore ( di una scuola o di una struttura per l'infanzia. ndr) risulterà positivo, l'intero posto di lavoro potrebbe essere chiuso durante la notte. Ciò potrebbe portare alla chiusura improvvisa delle scuole e delle strutture per l'infanzia, forse ripetutamente. Il governo deve stabilire chiaramente in che modo si aspettano che i datori di lavoro trattino il proprio personale  ( i genitori dei minori che si ritrovano la scuola chiusa . ndr ) ,  in questa situazione e quale supporto è disponibile ?  ”.

- Il TUC ha pubblicato un rapporto sulle implicazioni sul posto di lavoro di test e tracciabilità, disponibile qui:  https://www.tuc.org.uk/sites/default/files/2020-05/Testing%20and%20Tracing.pdf

.
L'ho riletto varie volte. Non sono riuscito a convincermi nè delle ragioni di tale richiamo (forse per mie lacune conoscitive che spero di colmare) nè delle finalità (nobili e genericissime, valide ieri, oggi, domani). Condivido solo l'ultimo capoverso laddove si parla del dolore e della preoccupazione per le troppe morti di persone anziane in questi ultimi tre mesi. Unica motivazione che ho compreso mi pare essere quella di combattere l'idea che sia possibile sacrificare le vite degli anziani in favore di altre. Come non essere d'accordo su una concezione talmente ovvia!!!! Ma dove sarebbe stata propagandata e, soprattutto, dove sarebbe stata praticata una assurda cultura di sanità selettiva? Chi la sostiene, dove, come e quando è stato violato in modo tanto grave un principio basilare che ha fatto indignare così tanto fior fiore di personalità che hanno aderito all'appello? ...continua a leggere "SENZA ANZIANI NON C’E’ FUTURO – Una riflessione sull’Appello della Comunità di Sant’Egidio di Franco Di Giangirolamo"

 

Cigni nei laghi Wansee nei dintorni di Berlino foto gierre

 

A metà di questa settimana un po' fatidica e di un mese „ di passaggio“ verso una nuova normalità e, spero, verso la definizione concreta di alcune condizioni di base che ci permettano di convivere senza eccessivi danni con il corona-virus, raccolgo alcuni flashes sulla situazione berlinese.

Sul piano sanitario non ci sono state evoluzioni significative, a parte l'Indice Ro che ha toccato il livello di 1,13 a livello nazionale e messo in allarme l'Istituto Koch. Sempre a livello nazionale siamo sui 7.500 decessi , in gran parte registrati in Baviera (oltre 2.000), in Baden Wuerttenberg (1,500) e Nordrehin Westfalen (1.500). A Berlino si resta attorno ai 165 morti e 6.269 contagiati con 5.586 guariti. Motivo di rassicurazione nella capitale è la inaugurazione del cosiddrtto „Ospedale senza pazienti“ allestito prsso la Halle 26 della Fiera, struttura flessibile/modulare con 488 posti letto per terapie intensive, da tenere di riserva nella evenienza di una ondata epidemica eccezionale. Una garanzia più che solida, visto che attualmente sono ricoverati in Ospedale 447 malati da Coronavirus, di cui 135 trattati in terapia intensiva. Costo della struttura 43 milioni di euro, Albrecht Broemme il coordinatore, un mese e mezzo tempo dell'allestimento, che fa pensare a molti berlinesi ai 16 anni di ancora inutile attesa del nuovo aereoporto.

...continua a leggere "Cronache da Berlino al tempo della pandemia – 13 maggio 2020 – di Franco Di Giangirolamo"

di Francesco Domenico Capizzi * - 06.05.2020

Fonte Mente Politica

Marco Aurelio

 

 

 

 

Dopo quasi due millenni bisogna plaudire l’imperatore Marco Aurelio quando sostiene che “schiavo è colui che si sente sottomesso ad una natura capricciosa, cittadino del Mondo è chi riconosce di vivere in mezzo ad una natura governata da leggi rigorose” (I Pensieri”, Mondadori 1974). L’aforisma è quanto mai attuale perché dà origine ad interpretazioni opposte degli eventi “naturali” che si susseguono, fra cui l’attuale pandemia. La visione capricciosa della natura rende l’organizzazione sociale rigida, nello stesso tempo incerta, financo evanescente, e favorisce la concezione misterica dei molti mali che attanagliano i popoli: guerre, carestie, razzismi, sfruttamenti, diseguaglianze, dittature, malattie, epidemie...

E’ quanto è accaduto nel corso dell’emergenza attuale: prima e dopo l’evento acuto scaturito in Cina ha prevalso l’inerzia, finalmente sono state adottate misure organizzativo-socio-sanitarie di contrasto mentre si andavano affinando misure cautelative e strumenti diagnostico-terapeutici. A parte l’incertezza iniziale, tutto ben fatto di fronte alla pandemia conclamata, preceduta dall’epidemia in Wuhan che qualcosa avrebbe dovuto insegnare sotto ogni punto di vista, scientifico e operativo.

...continua a leggere "Cittadini del mondo"

 

" A due mesi dall'inizio della pandemia da Covid-19 è possibile tracciare un primo bilancio e far tesoro di alcuni insegnamenti per il futuro, al di là di ogni polemica di parte. Analizzando i dati ufficiali, la Liguria è una delle regioni più colpite. Al 23 aprile, in Lombardia ci sono stati 129 decessi ogni 100 mila abitanti, in Liguria 67 contro una media nazionale di 42. ...." 
L'articolo prosegue alla fonte su Repubblica Genova

Fonte SNOP.IT 

Diario Prevenzione segnala, come contributo importante al confronto che si svilupperà in Italia, dopo questa fase acuta e drammatica di epidemia Covid-19, sulle priorità, sulle forme organizzative e sulle risorse con le quali migliorare il Servizio Sanitario Nazionale, questo articolo a firma Claudio Calabresi, Roberto Calisti, Anna Maria Di Giammarco della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione (SNOP)

L'ARTICOLO (pdf)

 

Pubblichiamo il Documento "Coronavirus. L’emergenza Bergamo e Lodi e l’inefficienza del sistema sociosanitario lombardo" nel quale vengono descritte con approfondimenti le incongruenze organizzative e le disfunzioni del modello ospedale-centrico che ha reso difficile e ostacolato una risposta adeguata all'emergenza sanitaria originata dall'infezione virale  Covid-19. Il documento vuole essere un contributo di conoscenza e di riflessione destinato ai decisori politici della Regione Lombardia e a tutti gli operatori del Servizio Sanitario. Hanno partecipato alla elaborazione del Documento:
per la Segreteria del Movimento per la Difesa e il miglioramento del SSN: Bruno Pesenti.

Hanno collaborato alla stesura del documento:
Eugenio Ariano
Lalla Bodini
Susanna Cantoni
Vittorio Carreri

IL DOCUMENTO (PDF)

 

 

Quando si parla di diritto alla salute, di solito si pensa a due cose: che le istituzioni mettano in atto una serie di misure appropriate per prevenire il più possibile che le persone si ammalino e che quando ci si ammala si possa essere curati. In breve, il diritto alla salute è una richiesta che rivolgiamo alle istituzioni affinché pongano in essere misure che limitino la morbilità delle persone e garantiscano loro l’accesso alle cure mediche in caso di bisogno. Chiaramente per tutelare il diritto alla salute nel primo senso inteso occorre realizzare una serie di misure, il più delle volte non strettamente sanitarie, come per esempio quelle che provvedono alla salubrità degli ambienti (domestici, lavorativi, sociali ecc.), mentre per garantire il diritto alla salute nel secondo senso occorre mettere a disposizione trattamenti sanitari appropriati (e senza discriminazioni di censo, di residenza geografica ecc.).

L'articolo prosegue alla fonte  Il Mulino

Fonte Inchiestaonline

 

 

Emilio Rebecchi è uno psichiatra di Bologna

Due scene si sono impresse nella mia mente negli ultimi giorni.

Una e’ quella di sanitari che trasportano qualcuno ( uomo. , donna) colpito da corona virus . La scena avviene in Cina , in una immensa città’ che neppure sapevo esistesse ( l’ignoranza non ha limite), ed e’ una scena molto angosciante.

La seconda e’ recentissima. Un’infermiera e una dottoressa vengono intervistate durante uno speciale del Tg1. Siamo , mi sembra, a Cremona . Sono affrante per il lavoro che debbono svolgere. Il lavoro e’ troppo. Non hanno i mezzi necessari. La gente muore. Forse dovranno scegliere fra chi continuare a curare e chi lasciar morire. E alla domanda del giornalista se abbiano paura, si’ urlano disperate. Si’. Sono immagini di guerra, anche se ufficialmente viviamo in pace, e forse , per alcuni, nel migliore dei mondi possibili.

...continua a leggere "Emilio Rebecchi: La salute non è in vendita"

Fonte mente politica

Francesco Domenico Capizzi * - 18.03.2020

Coronavirus

Molti si stanno chiedendo, e qualche lettore di “Mentepolitica” mi ha interrogato a proposito, se i decessi avvengano “per il virus o con il virus” viste le età avanzate, accompagnate da pluri-morbilità, di larga parte delle persone ricoverate in Reparti di terapia sub-intensiva e intensiva e decedute. Per sciogliere questo dilemma bisogna giustapporre i dati acquisiti ai processi fisiopatologici di base, cioè affacciarsi sulla catena di fenomeni che precedono e dominano ogni patologia d’organo e di organismo, dalle infezioni alle già pandemiche malattie croniche e degenerative.
Cominciamo dai dati statistici disponibili su questa epidemia nazionale. Parlano chiaro: nei due terzi le persone decedute presentano nelle loro anamnesi da 2 a 3 malattie associate (in prevalenza ipertensione arteriosa, diabete, obesità), con età media di 81 anni e con circa 20 anni in più rispetto all’età media delle persone risultate positive al virus. In particolare, i decessi si sono verificati nel 14.1% con età superiori ai 90 anni,  nel 42,4% nella fascia compresa fra gli 80 e gli 89 anni con una lieve prevalenza del sesso maschile, nel 32.4% fra i 70 e i 79 anni, nell’8.4% fra i 60 e i 69 anni, nel 2.8% tra i 50 e i 59 anni (Istituto Superiore di Sanità).

 

In questo momento è più che mai necessaria l'unità d'intenti per sconfiggere la pandemia Covid-19. Il Servizio Sanitario nazionale italiano è messo a dura prova da questa emergenza. La natura universalistica del SSN italiano ha già segnato positivamente, pure tra difficoltà e contraddizioni, la capacità di risposta della sanità pubblica rispetto alla drammaticità del momento. Vi sono ancora sacrifici e restrizioni prima di pervenire all'uscita dal tunnel della pandemia, ma ne usciremo. E' più che mai necessario sin d'ora cominciare a pensare e a progettare il dopo pandemia anche dal punto di vista delle politiche sociali, economiche e sanitarie nella loro complessità. Per questi motivi assume rilevanza e significato il Manifesto-Appello sul Diritto alla Salute sottoscritto da decine di professionisti della medicina e da personalità della cultura e della società. Riteniamo per davvero importante la diffusione e la condivisione di questo Manifesto-Appello sia come riferimento in questo momento cruciale sia per il dopo emergenza Covid-19. Editor (Gino Rubini)

MANIFESTO-APPELLO SUL DIRITTO ALLA SALUTE: LA MEDICINA PARLI,LAPOLITICA E LE ISTITUZIONI ASCOLTINO E
AGISCANO CON DECISIONE ED URGENZA --->  IL DOCUMENTO (pdf)

Riproduciamo da ILMITTE.COM questo importante articolo. Ringraziamo il Mitte e l'Autore.

 

di Maurizio Costa Clari

Carissimi lettori, in questo periodo di emergenza Coronavirus (COVID-19) vorrei brevemente mettere a confronto la situazione della sanità pubblica italiana e tedesca.

Le notizie che riceviamo giornalmente dall’Italia non ci danno pace e in non pochi casi sono frutto di speculazioni o di storture, vediamo quindi dati alla mano quali le differenze tra i due Paesi. Vorrei sottolineare anche che la mia analisi comparativa non vuole creare un clima da “tifoseria”, ma semplicemente analizzare numeri e dati, nel difficile tentativo di mettere a fuoco temi specifici in un momento così denso di comprensibile angoscia e confusione.

Iniziamo con un problema più che mai attuale, quello relativo al numero di posti letto in terapia intensiva all’interno delle strutture sanitarie. Questo tipo di analisi è più che mai importante, soprattutto considerando che la saturazione degli ospedali e la conseguente incapacità di continuare a fronteggiare un contagio esteso sono problemi chiave, in questo difficile momento.

Quanti posti in terapia intensiva possiedono l’Italia e la Germania?

Al momento la Germania è la nazione che può contare del maggior numero dei posti letto in terapia intensiva in Europa in rapporto al numero di abitanti, con circa 28.000 posti letto totali contro i circa 5000 dell’Italia, che si colloca al 19° posto su 23 Paesi europei.

...continua a leggere "Coronavirus e posti letto: un confronto tra Italia e Germania"

 

 

Pubblichiamo il Documento diffuso ieri dal Dipartimento Salute e Welfare del PD Milano metropolitana e la sua sintesi, che contengono osservazioni critiche sulle scelte della Regione Lombardia per il contenimento del contagio da Coronavirus con controproposte utili anche altrove. Editor

Siamo medici, ricercatori, operatori sanitari, sociali e amministratori accomunati dalla passione per il sistema salute e preoccupati dall’attuale pandemia e che hanno a cuore l’efficacia e l’efficienza del nostro Sistema Sanitario che sempre, ma soprattutto oggi, deve essere mantenuto in condizione di curare le persone e salvare vite.
La situazione sanitaria lombarda è sempre più preoccupante e continua a rappresentare oltre la metà dei casi in Italia e l’argine al contagio non può essere in modo prioritario lo stare a casa, anche se rappresenta il principale intervento di prevenzione della diffusione del coronavirus.

IL DOCUMENTO DEL DIPARTIMENTO SALUTE E WELFARE DEL PD di Milano

SINTESI DELLE PROPOSTE

 

"Non era mai accaduto che il mondo improvvisamente si fermasse a causa della circolazione di un virus. Il quale ci ha ricordato che il mondo non è così controllabile, come credevamo. Il quale ci ha fatto scoprire molto più fragili e
indifesi di quanto pensassimo. Speriamo di uscirne migliori."

Scarica l'articolo Una sola salute dal sito Saluteinternazionale che ringraziamo

L'ARTICOLO (PDF)

IL DIRITTO ALLA SALUTE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
di Gino Rubini

1) Memoria storica degli scenari in cui il paese ha fronteggiato epidemie, pandemie e quasi pandemie
2) Le differenze con gli episodi epidemici precedenti
3) La salute al tempo della globalizzazione - Servizio sanitario nazionale, modelli organizzativi decisionali a fronte di eventi emergenziali
4) Le vere criticità del SSN rispetto all’epidemia di coronavirus;
5) La discussione sulla “riforma” del SSN regionalizzato. Un tema del dopo emergenza
6) Come contenere gli sconvolgimenti economici e sociali
7) La comunicazione al tempo del Coronavirus

L'ARTICOLO ( formato .pdf )

Segnaliamo questo articolo di Pietro Greco pubblicato il 24 febbraio su Strisciarossa.it perchè contiene un'analisi accurata delle criticità nella gestione dell'epidemia provocata da Coronavirus. ( editor )

Coronavirus, è emergenza Informazione e trasparenza
per evitare la psicosi di Pietro Greco

Nelle ultime quarantott’ore la cronaca ci ha proposto qui in Italia due ordini di fatti (solo) in apparenza contraddittori. Stiamo parlando del virus battezzato SARS-CoV2, che causa la sindrome respiratoria a sua volta ribattezzata Covid-19. Sì, insomma, con parole più chiare dell’epidemia provocata dal nuovo coronavirus.

Abbiamo appreso delle decisioni del governo di isolare due zone, una nel lodigiano, in Lombardia, l’altra nel patavino, in Veneto. Abbiamo appreso anche delle decisioni di alcune regioni del Nord, in stretto contatto con i ministeri competenti, di chiudere pro tempore le scuole di ogni ordine e grado, oltre che di sospendere molte manifestazioni pubbliche, incluse le celebrazioni del carnevale a Venezia e di svariate partite di calcio.

Giuste misure precauzionali.

Quanto dobbiamo preoccuparci? Abbastanza, ma non troppo. Dobbiamo certamente aumentare il livello di prudenza ma altrettanto certamente non dobbiamo farci prendere dal panico.

Calma e gesso, direbbe un giocatore di biliardo. Ben sapendo però che qui la posta in gioco non è un caffè al bar ma la salute degli italiani.

Veniamo, dunque, alle due notizie in apparenza contraddittorie che ci hanno raggiunto nelle scorse ore.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU STRISCIAROSSA.IT 

Fonte : Diseguaglianzedisalute

Il rapporto OMS sulle disuguaglianze in ambiente e salute nella Regione Europea, uscito nel 2019, aggiorna precedenti analisi, e allarga l’attenzione a fattori di rischio ambientali quali l’inquinamento dell’aria, l’esposizione ad agenti chimici, i siti contaminati. Le disuguaglianze ambientali sono in aumento ed è necessario sviluppare sistemi di monitoraggio per guidare interventi ‘equity oriented’ a livello internazionale, nazionale e locale.

Nel corso del 2019 le principali agenzie internazionali con competenze in Ambiente e Salute nell’ambito europeo, ossia il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS e l’Agenzia Ambientale Europea (EEA), hanno pubblicato dei rapporti sul tema delle disuguaglianze.

L’obiettivo della riduzione delle iniquità in ambiente e salute è stato sottolineato come trasversale al perseguimento delle priorità di azione identificate dai Ministri di Ambiente e Salute della Regione Europea OMS in occasione della ultima conferenza interministeriale, organizzata nel 2017: “Any action should consider the distribution of impacts across the population and avoid equity-related side effects” (http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0008/341945/Annex1_13June.pdf). ...continua a leggere "Promozione dell’equità nel settore ambiente e salute: una priorità in Europa"

+T -T
(Regioni.it 3768 - 31/01/2020) “Seguo minuto per minuto le evoluzioni dell'emergenza”, così il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, sulle evoluzioni relative all'emergenza Coronavirus.
Vertice in regione Lazio con l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, per fare il punto su tutte le misure messe in atto e le eventuali altre azioni da intraprendere.
“Ringrazio tutti gli operatori e i medici del Sistema Sanitario Regionale, - rileva Zingaretti - che in questi giorni stanno affrontando con professionalità e serietà l'emergenza in atto. Un particolare ringraziamento va a tutto il personale dell'Istituto Spallanzani di Roma per il grande sforzo messo in campo per far fronte a questa emergenza”.
Anche la regione Lombardia assicura, attraverso l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, che “il sistema regionale è solido e strutturato e sta dando una grande prova”. ...continua a leggere "Coronavirus: misure di prevenzione sul territorio"

FONTE : DISEGUAGLIANZE DI SALUTE

Il primo Rapporto europeo sull’equità nella salute (Health Equity Status Report- HESR), rivela che le disuguaglianze di salute in molti dei 53 paesi d’Europa, sono rimaste le stesse o sono peggiorate nonostante i tentativi da parte di governi di affrontarle. Il Rapporto inoltre identifica 5 fattori chiave che impediscono a molti bambini, giovani, uomini e donne di conseguire un buono stato di salute e di condurre esistenze sicure e dignitose.

“Per la prima volta HESR fornisce ai governi dati e strumenti per fronteggiare le disuguaglianze di salute e ottenere risultati tangibili in periodi di tempo relativamente brevi, anche nell’ambito di una legislatura di 4 anni” sostiene Dr Zsuzsanna Jakab, Direttore regionale di OMS Europa.

Le politiche indicate nel Rapporto stimolano sviluppo sostenibile e crescita economica. Secondo il Rapporto ridurre le disuguaglianze di salute del 50% produrrebbe benefici finanziari ai paesi convolti, che variano dal 0,3% al 4,3 % del prodotto interno lordo.

 

...continua a leggere "OMS Europa: i progressi sull’equità nella salute sono in stallo"

 

FONTE SALUTEINTERNAZIONALE

La salute degli inglesi non è buona: la speranza di vita è al palo, mentre galoppano le diseguaglianze. E l’ambiente ostile verso gli stranieri non aiuta.

È noto che la campagna del referendum pro o contro l’Europa, tenutosi nel 2016, fu costellata da una miriade di fake news, a tutto vantaggio del “leave (andare via). Le balle riguardavano soprattutto il tema dell’immigrazione: non passava giorno che quotidiani popolari molto diffusi come il Daily Mail o il Daily Express non sbattessero in prima pagina titoli del tipo “Aerei e bus pieni di romeni e bulgari stanno invadendo l’Inghilterra” (vedi questo articolo).

Ma la balla più spregiudicata e fantasiosa, e probabilmente anche la più efficace in termini di raccolta di consensi, ha riguardato la sanità. All’approssimarsi della votazione hanno cominciato a circolare per tutto il Regno Unito dei bus rossi con le fiancate ricoperte da questa frase: “We send the EU £350 million a week. Let’s fund  our NHS instead. Vote Leave.” (Noi mandiamo ogni settimana all’Europa 350 milioni di sterline. Meglio devolverle al nostro Servizio sanitario nazionale. Vota Leave”). Ci voleva poco per capire che si trattava di una balla spaziale: se si moltiplicava 350 milioni di sterline per 52 settimane, veniva fuori la cifra di 18,2 miliardi di sterline l’anno, pari al 14% del budget della sanità nazionale (Figura 1).

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SALUTEINTERNAZIONALE.IT

 

FONTE: DISEGUAGLIANZEDISALUTE.IT CHE RINGRAZIAMO

 

Durante l’ultimo convegno dell’Associazione Italiana di Epidemiologia  che si è tenuto a Catania a ottobre si è dato ampio spazio al tema delle disuguaglianze di salute, attraverso un seminario satellite, due sessioni parallele dedicate e due presentazioni in plenaria.

Gli studi longitudinali presenti a livello italiano e in alcune città come ad esempio Roma, Torino, Bologna, sono in grado di fornire una fotografia nitida sugli esiti di salute, che si confermano peggiori per le classi sociali più svantaggiate, e di fornire spunti per le politiche di contrasto alle disuguaglianze nella salute. In plenaria è stato presentato in particolare il caso della città di Torino, descrivendo l’esperienza dell’approccio dell’Health Equity Audit (HEA) nelle politiche urbane (https://www.epidemiologia.it/wp-content/uploads/2019/11/Zengarini-1.pdf). 

Anche il seminario satellite ha affrontato il tema dell’HEA, applicato però al settore sanitario, riportando i dati di Piemonte, Emilia-Romagna e Sicilia.

Nelle due sessioni dedicate al tema, sono stati presentati numerosi studi focalizzati sulla descrizione dei dati di mortalità e morbosità differenziale per classe sociale, il loro andamento e i possibili determinanti. Sono state indagate in particolare alcune specifiche patologie, quali la sindrome della morte in culla (SIDS), il diabete, le malattie cardiovascolari e la celiachia.

Alcuni studi hanno esplorato aspetti più inediti: primo tra tutti, il lavoro presentato in plenaria sulla relazione tra disuguaglianze sociali e invecchiamento biologico, analizzata con un approccio di epigenetica (https://www.epidemiologia.it/wp-content/uploads/2019/10/Sacerdote.pdf)

Tra gli altri lavori più originali, due studi hanno ricercato la relazione inversa tra salute e stato socioeconomico, concentrandosi l’uno sulla relazione tra narcolessia ed esiti sociali e sull’effetto moderatore della resilienza; l’altro sulla carriera lavorativa di persone sopravvissute ad un tumore del colon retto. Un altro lavoro ha analizzato gli effetti che eventi avversi nel corso della vita, quali la perdita o la malattia della moglie o del marito, possono avere sulla salute dell’altro coniuge; un ultimo, infine, ha valutato il possibile contributo che l’analisi dei contesti attraverso l’indice di deprivazione può dare al miglioramento della copertura della vaccinazione antiinfluenzale negli anziani.

Si è svolta inoltre una sessione di presentazioni brevi di poster, i cui abstract sono raccolti negli atti del convegno.

Di seguito i materiali presentati durante il seminario satellite e le tre sessioni.

 

INTESA, AI SENSI DELL’ARTICOLO 8, COMMA 6, DELLA LEGGE
5 GIUGNO 2003, N. 131, TRA IL GOVERNO, LE REGIONI E LE PROVINCE
AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO
CONCERNENTE

IL PATTO PER LA SALUTE PER GLI ANNI 2019-2021

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime l’intesa sul testo allegato con le modifiche evidenziate e condivise con il Ministero della Salute.

IL TESTO FIRMATO

FONTE : DISEGUAGLIANZEDISALUTE.IT  CHE RINGRAZIAMO

Durante l’ultimo convegno dell’Associazione Italiana di Epidemiologia  che si è tenuto a Catania a ottobre si è dato ampio spazio al tema delle disuguaglianze di salute, attraverso un seminario satellite, due sessioni parallele dedicate e due presentazioni in plenaria.

Gli studi longitudinali presenti a livello italiano e in alcune città come ad esempio Roma, Torino, Bologna, sono in grado di fornire una fotografia nitida sugli esiti di salute, che si confermano peggiori per le classi sociali più svantaggiate, e di fornire spunti per le politiche di contrasto alle disuguaglianze nella salute. In plenaria è stato presentato in particolare il caso della città di Torino, descrivendo l’esperienza dell’approccio dell’Health Equity Audit (HEA) nelle politiche urbane (https://www.epidemiologia.it/wp-content/uploads/2019/11/Zengarini-1.pdf). 

Anche il seminario satellite ha affrontato il tema dell’HEA, applicato però al settore sanitario, riportando i dati di Piemonte, Emilia-Romagna e Sicilia.

Nelle due sessioni dedicate al tema, sono stati presentati numerosi studi focalizzati sulla descrizione dei dati di mortalità e morbosità differenziale per classe sociale, il loro andamento e i possibili determinanti. Sono state indagate in particolare alcune specifiche patologie, quali la sindrome della morte in culla (SIDS), il diabete, le malattie cardiovascolari e la celiachia.

Alcuni studi hanno esplorato aspetti più inediti: primo tra tutti, il lavoro presentato in plenaria sulla relazione tra disuguaglianze sociali e invecchiamento biologico, analizzata con un approccio di epigenetica (https://www.epidemiologia.it/wp-content/uploads/2019/10/Sacerdote.pdf)

Tra gli altri lavori più originali, due studi hanno ricercato la relazione inversa tra salute e stato socioeconomico, concentrandosi l’uno sulla relazione tra narcolessia ed esiti sociali e sull’effetto moderatore della resilienza; l’altro sulla carriera lavorativa di persone sopravvissute ad un tumore del colon retto. Un altro lavoro ha analizzato gli effetti che eventi avversi nel corso della vita, quali la perdita o la malattia della moglie o del marito, possono avere sulla salute dell’altro coniuge; un ultimo, infine, ha valutato il possibile contributo che l’analisi dei contesti attraverso l’indice di deprivazione può dare al miglioramento della copertura della vaccinazione antiinfluenzale negli anziani. ...continua a leggere "Gli studi sulle disuguaglianze di salute al Convegno dell’Associazione Italiana di Epidemiologia"

Segnaliamo alla lettura il Progetto di conclusioni del Consiglio presentato al Consiglio europeo EPSCO  su iniziativa della presidenza finlandese. Questo testo preparatorio è molto interessante in quanto contiene analisi molto puntuali sulle trasformazioni del lavoro e sui nuovi problemi e sfide che si dovranno affrontare a livello europeo per migliorare le pratiche  di prevenzione e di protezione per i cittadini europei che vivono del proprio lavoro. Non sappiamo ancora cosa rimarrà nel documento conclusivo dei lavori EPSCO di questo documento preparatorio nel percorso di passaggio alla Commissione UE e alla Commissione. Sarà nostra cura monitorare il percorso e il destino di questo Documento.
Nel frattempo invitiamo alla lettura del Documento preparatorio :
" Un nuovo quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro: migliorare l'attuazione della normativa relativa alla salute e alla sicurezza sul lavoro nell'UE"

 

Fonte : Salute Internazionale

La progressiva privatizzazione della nostra sanità, in atto negli ultimi due decenni, spiegata nella relazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB).

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) è una struttura indipendente che svolge una funzione di vigilanza sulla finanza pubblica. È composto da tre persone nominate dai Presidenti della Camera e del Senato su una rosa di dieci personalità approvata a maggioranza dei due terzi dalle Commissioni Bilancio della Camera e del Senato. Queste brevi informazioni per richiamare la rilevanza e la “terzietà” del documento su: Lo stato della sanità in Italia, un Focus tematico del 2 dicembre di quest’anno (vedi Risorse).

Il documento ha il pregio della chiarezza e della sintesi toccando le principali problematiche del nostro servizio sanitario e offrendone un quadro, o meglio un giudizio, largamente condivisibile. Ne richiamo i punti salienti riassumendo (e riportando in corsivo testualmente) le principali affermazioni. In parentesi quadra le integrazioni del sottoscritto.

Sobrio ed efficace?

Il nostro SSN risulta piuttosto efficiente (poco costoso) e, in base ad alcuni indicatori, anche abbastanza efficace. Si tratta di indicatori “forti” quali la speranza di vita, la mortalità infantile etc., che sono tuttavia largamente influenzati dai determinanti di salute non ascrivibili al sistema sanitaria, ma anche indicatori più influenzati dai sistemi di cura quali la mortalità trattabile e accesso alle cure[1], che testimoniano un livello elevato di efficacia (dato del 2015). Si nota invece una diminuzione, nel 2017 rispetto all’anno precedete, dell’aspettativa  di vita in buona salute a 65 anni, che risulta  inferiore rispetto alla media UE sia nelle donne (9,8, vs 10,2) sia negli uomini (9,4 vs 9,8).

L'ARTICOLO COMPLETO ALLA FONTE  SALUTE INTERNAZIONALE

Vi segnaliamo il link al Documento provvisorio del Consiglio Europeo ESPCO

OUTCOME OF THE COUNCIL MEETING
3737th Council meeting
Employment, Social Policy, Health and Consumer Affairs
Health
Brussels, 9 December 2019
President Krista Kiuru
Minister of Family Affairs and Social Service

IL DOCUMENTO

IL SITO DEL CONSIGLIO EUROPEO 

Segnaliamo l'articolo del Prof. Francesco Domenico Capizzi 
Medicina politica società
Francesco Domenico Capizzi * - 27.11.2019

Capizzi Da Ippocrate al budget

 

 

 

 

 

 

 

 

La Medicina moderna che conosciamo, nata nel periodo positivista, ha finito con il perseguire un suo sviluppo (clinico-tecnologico) piuttosto che un complessivo progresso (sociale) nel contrastare le radici delle incalzanti malattie cronico-degenerative: neoplasie (in Italia oltre 1.000 al giorno, con incrementi in soli quattro decenni del 62% delle pancreatiche con tassi di guarigione dopo le cure dell’8% entro i primi 5 anni che crollano al 3% entro i successivi 5, come riportato da “The Lancet Global Burden Disease” del 2019), affezioni cardiocircolatorie e respiratorie, obesità, cirrosi, patologie infettive ed autoimmuni e da stress psico-fisici, ecc.. Sono sostenute in larga parte da fattori culturali e da disagi sociali, trascurati nella trasmissione del sapere medico e nelle Istituzioni sanitarie incentrate in attività diagnostico-terapeutiche per un empirismo orientato verso alterazioni anatomiche, geometrie e formule matematiche.

In sostanza, il Servizio sanitario diagnostica e cura malattie evitabili ab initio (l’80% secondo l’OMS), ne trascura i fattori  che le favoriscono e le sostengono, Intanto troppe persone continuano ad ammalarsi perché le cause patogene, indovate nelle pieghe della Società, vere fabbriche della malattia, conservano intatta la loro violenza mentre il diritto alla Salute viene confuso con l’assenza di malattia e complessità tecnologico-gestionali che imprimono alle Strutture ospedaliere, intese come fabbriche della salute, le ragioni oggettive della malattia con un involontario suggerimento: la salute si preserva apportando modifiche al corpo con tecnologie e terapie sofisticate al punto da esonerare Medicina e Istituzioni dalla primitiva missione ideale come i mezzi di locomozione esonerano dal  camminare e ne superano l’esigenza.             >>> L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SULLA RIVISTA ONLINE MENTEPOLITICA

 

FONTE  : UNISON

 

Rispondendo agli ultimi dati del NHS Inghilterra pubblicati oggi (giovedì) che mostrano che i tempi di attesa nel dipartimento Emergenza (Pronto Soccorso) sono i peggiori di sempre, il segretario generale dell'UNISON Dave Prentis ha dichiarato:

“I pazienti lasciati in agonia sulle barelle per ore e i visitatori in attesa di ore in Pronto Soccorso costretti a sedersi sui pavimenti a causa della mancanza di sedie, è diventato la nuova normalità.

“Anni di insufficienza di fondi e una crisi infinita di personale dimostrano che i conservatori non sono semplicemente in grado di gestire il nostro SSN.

“Questi sono i peggiori dati dei Pronto Soccorso inglesi di sempre, ma l'inverno è appena iniziato. È una situazione scioccante e dovrebbe essere di grande preoccupazione per ognuno di noi.

“La pressione sugli ospedali sta attraversando il tetto a causa dell'incapacità di affrontare il pasticcio dell'assistenza sociale. Il prossimo governo deve mettere la salute della nazione e del SSN tra le sue massime priorità. "

INFO
- UNISON è il più grande sindacato del Regno Unito, con oltre 1,3 milioni di membri che forniscono servizi pubblici: istruzione, governo locale, SSN, servizio di polizia ed energia. Sono impiegati sia nel settore pubblico che in quello privato.

Salute e Sicurezza sul Lavoro : la lettera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome
FONTE SNOP.IT
 

CONTRIBUTO DELLE REGIONI E P.A. AL TAVOLO POLITICO IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

 

 

 

In questo numero molti articoli interessanti in particolare sui processi di privatizzazione della sanità, sulla guerra alla sicurezza sul lavoro, 60 pagine di documenti e informazioni utili per chi opera nella sanità o semplicemente per chi ha a cuore il tema salute.

LAVORO E SALUTE - NOVEMBRE 2019 - Anno 35° 

 

Segnaliamo questo articolo apparso il mese scorso su Salute Internazionale. Che un singolo farmaco arrivi a costare milioni di dollari è una aberrazione da combattere... ....Buona lettura

FONTE  SALUTEINTERNAZIONALE

Nicoletta Dentico

Il prezzo di Zolgensma (Novartis) è – in un’unica dose –  di oltre 2 milioni di dollari. Il problema non è (si fa per dire) il prezzo, ma il modo con cui questo è stato costruito: non per i costi di produzione, ma per il suo “valore intrinseco”. Una tendenza da arginare al più presto.

In un rapporto pubblicato lo scorso maggio, Access to Medicines Foundation tenta di rispondere a una domanda importante: le aziende farmaceutiche hanno fatto qualche progresso in materia di salute globale?[1] Lo studio, il primo del genere con una retrospettiva analitica di dieci anni, fissa lo sguardo su 20 aziende e valuta se, e come, sia cresciuto l’impegno di big pharma sul fronte dell’accesso ai farmaci essenziali. Vari sono i profili di misurazione della performance: la ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, la partecipazione a partenariati pubblico-privati, la adesione a programmi di donazione dei farmaci, le licenze assegnate ai produttori di farmaci equivalenti, etc.

Qualcosa si muove sotto il sole dell’industria farmaceutica, pare dire il rapporto. Dopo decenni di controversie aspre su questo terreno della salute globale, simbolicamente potente per i tratti di ingiustizia strutturale che configura, le aziende oggi sembrano più disposte a considerare l’accesso ai farmaci un tema strategico. Certo, il loro impegno risente di fluttuazioni correlate a ragioni di mercato (acquisizioni e disinvestimenti), e la partita della proprietà intellettuale resta tutto sommato ancora molto critica: solo 4 aziende su 20 si sono adeguate all’attuazione delle flessibilità previste dall’accordo TRIPS dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc). [2]  Ma decisivi fattori di contesto facilitano oggi il loro impegno, più che in passato.  La comunità internazionale ha dedicato grande attenzione al tema e a partire dalle big three  (Aids, tubercolosi e malaria) sono nate iniziative per ideare soluzioni, sia per l’accesso ai farmaci già disponibili sul mercato che per la ricerca di nuovi trattamenti più adatti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha avuto un ruolo chiave nel coordinare l’azione internazionale. È aumentato il numero di partnership per l’innovazione e produzione di farmaci contro le (cosiddette) malattie della povertà – da 38 a 90 – e di conseguenza i progetti di ricerca sulle malattie dimenticate. Nuovi incentivi sono in campo per stimolare le aziende a rispondere celermente all’esplosione di focolai epidemici, come quelli di Ebola e Zika.

----------> . L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU SALUTE INTERNAZIONALE.IT

FONTE INRS.CA CHE RINGRAZIAMO 
Una conversazione con Mario Polèse , professore emerito all'Institut national de la recherche scientifique (INRS) e autore del libro The Wealth and Poverty of Cities: Why Nations Matte r, recentemente pubblicato da Oxford University Press. 
Parlaci del tuo nuovo libro The Wealth and Poverty of Cities. Quale nuova luce getta su questo argomento? 
Mario Polèse: Esiste un vasto corpus di letteratura sulle città dal punto di vista dell'economia e della sociologia urbana. Il mio libro non è particolarmente nuovo in questo senso. Ciò che lo distingue dalle altre pubblicazioni è il suo sottotitolo: Why Nations Matter, che aggiunge una prospettiva diversa. 
Generalmente, quando parliamo di città, spieghiamo i loro successi e insuccessi in base al modo in cui sono gestiti e alle loro caratteristiche locali. Ma nel mio libro, prendo una direzione diversa. Se dovessi riassumere, direi che le città rispecchiano le società che le hanno costruite.  
Il modo in cui le città sono governate, progettate e organizzate dipende molto dalla legislazione, dalle norme e dai valori nazionali. Se le città francesi e americane sono diverse, non è a causa dei loro sindaci, ma a causa delle leggi e dei valori di ogni nazione. 
Questo è il messaggio di base del mio libro. Da New York, Port-au-Prince e Montreal a Toronto, Parigi e Buenos Aires, spiego come ogni città rifletta le istituzioni e le norme nazionali.   
Il lettore canadese e americano sarà particolarmente interessato a capire perché le città canadesi (in questo Quebec sono simili al resto del Canada) sono diverse dalle città americane. 
Perché non c'è Detroit in Canada? Perché Montreal non ha una città interna o ghetti in stile americano? ...continua a leggere "Canada.Il professor Mario Polèse dell’INRS pubblica un nuovo libro: La ricchezza e la povertà delle città"