How to deal with a year of accumulated burnout from working at home

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Nilufar Ahmed, University of Bristol

Over the past year, our lives have seen extensive changes which have led to many of us feeling a sense of exhaustion and burnout.

The luckiest among us have been able to remove ourselves from harm’s way and work from home during the pandemic. We now spend our days looking at a screen, with a great deal of our communication taking place via video calls. This has led to what has been termed “zoom fatigue”, where our brains are exhausted from overstimulation.

Aside from the eye strain of looking at a screen all day (if we are not looking at a computer, we’re often looking at our TV or our phone), our sense of space is disrupted by video meetings. Suddenly, everyone is much closer than they would be in a pre-pandemic meeting.

In the 1960s, the anthropologist Edward Hall described how our relationships operate within socially accepted distances. Close family and intimate relationships occur within a proximity of half a metre. For close friends, this distance extends to about 1.2 metres.

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IMA SPA: raggiunto accordo molto positivo per la gestione transitoria dell’emergenza coronavirus.

 

Fonte Fiom Cgil 

Nella mattinata di oggi, a seguito di un confronto che è durato per quasi una settimana, è stato raggiunto un accordo, sottoscritto questa mattina, da parte della RSU IMA spa, assistita da FIM FIOM UILM di Bologna, con la Direzione Aziendale per la gestione della fase transitoria  – che vede una presenza ridotta delle persone negli stabilimenti (visto che l’azienda non è mai stata chiusa) – attraverso lo strumento della Banca Ore Negativa (BON) e attraverso lo strumento della Cassa Integrazione (con causale Covid- 19 e per il periodo 14 aprile 2020- 15 maggio 2020) messo a disposizione dal recente Decreto “Cura Italia”.

Lo strumento della cassa integrazione sarà utilizzato anche, nello spirito del Protocollo CGIL CISL UIL Confindustria per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, per ridurre l’orario giornaliero (anche per chi opera in smart work) e anche per realizzare un sistema di turnazione (con 6 ore di lavoro e 2 di cassa) che eviti il più possibile la concentrazione dei lavoratori negli stabilimenti.

L’accordo sarà ripreso da tutte le realtà IMA Spa sia del territorio che a livello nazionale (Firenze e Parma).

L’accordo prevede:

  • Un meccanismo condiviso di recupero delle ore di Banca Ore Negativa (B.O.N.) – che hanno permesso ai lavoratori di rimanere a casa retribuiti al 100% fino al 13 aprile 2020 – che prevede tempi lunghi di recupero (fino al 2026 nei casi di massimo accumulo) e la trasformazione della maggiorazione dovuta per le ore eccedenti il normale orario di lavoro in tempo (per favorire un recupero più veloce delle ore accumulate).
  • l’anticipazione da parte dell’Azienda per tutti i lavoratori e per tutte le lavoratrici (operai e impiegati) degli importi di cassa integrazione, nonché la maturazione (a prescindere dal numero di giorni di cassa integrazione) integrale degli istituti contrattuali: ferie, permessi, 13ma;
  • una integrazione economica degli importi di cassa, a carico Azienda, pari a 20 euro lordi per ogni giorno di cassa, da riproporzionare in caso di utilizzo a ore della cassa integrazione;
  • la possibilità, su base volontaria e al fine di ridurre l’effetto negativo sulle retribuzioni dovuto all’incidenza della cassa, di utilizzare al posto della cigo ferie e permessi personali.

FIM FIOM UILM di Bologna esprimono soddisfazione per l’accordo raggiunto, frutto di un lavoro lungo e complesso delle delegate e dei delegati sindacali della RSU e dei funzionari di FIM FIOM UILM, che testimonia il valore, per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori di IMA, di un sindacato forte e autorevole, della contrattazione collettiva e del sistema di avanzate relazioni sindacali costruito negli anni.

Bologna, 9 aprile 2020

FIM CISL – FIOM CGIL – UILM UIL      BOLOGNA

Igiene vertebrale: un progetto gratuito per gli smart worker

Fonte AIFOS 

Alla luce della diffusione dello smart working a causa dall’emergenza COVID-19 l’Associazione AiFOS mette gratuitamente a disposizione un progetto di educazione posturale con esercizi che possono essere svolti in ufficio e a casa.

In considerazione dell’evolversi dell’attuale emergenza correlata al nuovo coronavirus, al carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e al grande numero di casi sul territorio nazionale, è responsabilità di ogni cittadino, lavoratore, associazione e azienda non solo l’accettazione delle limitazioni imposte, ma anche la condivisione libera di utili strumenti di informazione e prevenzione per affrontare questa difficile situazione.

E una realtà che ha deciso di proporre responsabilmente utili strumenti, liberamente utilizzabili dai lavoratori, è l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), una delle realtà che in questi anni si è più spesa, anche attraverso convegni, ricerche ed eventi, per la valorizzazione di percorsi formativi attenti alle esigenze dei lavoratori e in grado di migliorare la prevenzione di infortuni e malattie professionali.

La prevenzione dei rischi nelle attività di smart working

Alla luce dell’attuale grande diffusione dello smart working o “lavoro agile” – una modalità lavorativa saltuariamente effettuata al di fuori dei locali dell’impresa e con l’uso di tecnologie informatiche – l’Associazione AiFOS propone alcune video pillole con semplici esercizi preventivi che possono essere svolti sia in casa che in ufficio per evitare l’insorgere di disturbi o patologie muscolo-scheletrici del rachide.

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