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Il virologo Christian Drosten ha pubblicamente esortato i tedeschi a non sottovalutare il coronavirus. Lo ha fatto ieri, nel podcast NDR (episodio 42), citando uno studio in cui è coinvolto anche lo Charité, importante struttura sanitaria della capitale tedesca in cui lo stesso Drosten dirige l’Istituto di virologia. Citata dallo studio anche la comunità italiana di Nembro, che nel mese di marzo ha registrato più morti che nell’intero anno precedente.

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Porta Brandeburgo illuminata , suoni e luci 2019  - foto gierre

Governo e Regioni tedesche hanno definito ciò che potrebbe definirsi un "piano“ per una nuova fase di "convivenza non rassegnata“ con l'epidemia. Non l'ho chiamata Fase 2 perché i tedeschi non usano questa terminologia, come d'altra parte neanche quella che ho usato io nella frase precedente. Difficile sintetizzarne l'esito con una frase. Approssimativamente direi: "uniti nella discordia, con un po più di prudente coraggio“, sapendo che è una frase relativamente equivoca..

Frau Dr. Merkel aveva lavorato per una maggiore coesione nazionale delle varie autonomie e sicuramente ne è uscita piuttosto delusa e non ha mancato di manifestarlo con la mimica e non solo. Esprimendo il giudizio condiviso sul fatto che i dati epidemiologici sono molto, ma molto (ripetuto) confortanti, grazie soprattutto alla disciplina dimostrata dai cittadini, ha affermato che ci si può permettere di fare considerevoli passi avanti, senza abbandonare la prudenza.L'assedio dei Presidenti delle Regioni, non certo insensibili ad interessi lobbistici e politici, ha limitato la possibilità di un piano di regole unitario, anche perché alcuni di loro avevano già anticipato delle misure che avrebbero dovuto essere collegialmente discusse.. La "democrazia/federalismo“ e le "specificità regionali“, sono servite da motivazione-paravento per concludere con un significativo spostamento del baricentro del potere decisionale dal livello nazionale al livello regionale. Una più ampia assunzione di responsabilità dei presidenti delle Regioni è il risultato politico del summit, seppure sorvegliata da una Cancelliera che da "anatra zoppa“ ha ritrovato, nella crisi, il suo ruolo di leader indiscussa sia a livello UE che nazionale.Non è un caso che i sondaggi di opinione per ciò che possono contare, registrano un gradimento nell'80% dei suoi cittadini.Le decisioni concrete sono:
– Scuola: entro l'estate riaprono tutte le scuole ma le Regioni decideranno la gradualità ele condizioni per le riaperture, ferme restando le opzioni sulle misure di protezione individuali ,il distanziamento, la sanificazione ed igienizzazione e i divieti diraggruppamento;– Si può aumentare il numero degli asili nido aperti per i bambini dei lavoratori;
– nella seconda metà di maggio riparte la Bundesliga, ovvero il campionato di calcio, che verrà giocato senza spettatori (preferisco non diffondermi su questo punto perchè lo trovo talmente demenziale, tanto quanto ritengo utile consentire a tutti i cittadini di fare sport in condizioni di sicurezza)
– incontri consentiti al massimo a due famiglie di conviventi– consentite le visite ai parenti negli ospedali, nelle case di assistenza per invalidi e negli ospizi per anziani, con tutte le misure di sicurezza necessarie
– aperture ristorazione, etc.: decisioni delegate al livello regionale

Al livello di 7.000 decessi, 166.000 contagiati e 137.400 guariti, con 982 nuovi infettati di ieri, la Merkel ferma il gioco e dice ai Presidenti regionali: occhio che vi tengo sottocontrollo. Se l'infezione si sviluppa al di sopra dei 50 contagiati/giorno per 100.000 abitanti si tira il freno a mano! Almeno è una regola, anche se, opinione personalissima,non sono del tutto convinto che le logiche globali di diffusione della epidemia possano essere contrastate con provvedimenti locali.D'altra parte alla Cancelliera non si poteva chiedere di più. Prima della crisi epidemica era già in fase di dismissione, intenzionata a mettersi a riposo con un unico cruccio (?): quello di trovare chi la potesse sostituire in un partito come la CDU dall'interno del quale, attraverso i pretoriani regionali, le arrivano le maggiori preoccupazioni politiche. Con la crisi sanitaria ed economica attuale si trova di fronte alla sfida più grande della sua carriera, paragonabile solo a quella della ricostruzione post bellica e della unificazione delle due germanie. Altro che fine carriera e uscita di scena!!!!! Mi sa che se le cose non prendono una certa piega le tocca di ricandidarsi per il quinto mandato!!!! Da Mutti (madre della nazione) a salvatrice della patria, il passo è breve e forse anche obbligato.Oltre tutto, il Summit si è svolto sotto l'egida della sentenza pronunziata dalla Corte Costituzionale tedesca sulla incostituzionalità del Quantitative Easing promosso da Draghi quando era al vertice della BCE, la quale, scusate se è poco, mette in discussione l'efficacia delle decisioni della Unione Europea in Germania. Il tema merita altro livello di approfondimento ma, tenendo conto che aprire il varco della solidarietà europea era già stato per la Cancelliera un parto molto difficile, dover rispondere in tre mesi al quesito sollevato dalla Corte rischia di essere un trilemma quasi insuperabile perchè mette in discussione una delle modalità principali  di quella "solidarietà“. Tre nodi durissimi: uno sanitario, uno economico e uno costituzionale, tutti e tre di dimensione sovranazionale la metteranno alla prova in maniera notevole. Spero che le altre due donne "forti“ (Lagarde e von den Layen) le diano una mano per uscirne bene, nell'interesse di tutti,compresi noi italiani espatriati e non.

Un abbraccio da Berlino.

 

Scientific American USA 

 

 

Il trauma psicologico è la prossima crisi per gli operatori sanitari del coronavirus
Il culto degli eroi da solo non protegge i clinici in prima linea dall'angoscia

https://www.scientificamerican.com/article/psychological-trauma-is-the-next-crisis-for-coronavirus-health-workers/?spMailingID=64672485&spUserID=OTIyNDczMDQ2NTkS1&spJobID=1880629434&spReportId=MTg4MDYyOTQzNAS2

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GB. I sindacati mettono in guardia contro la riapertura prematura delle scuole

I segretari generali di 10 sindacati degli insegnanti in tutto il Regno Unito e in Irlanda hanno scritto ai ministri dell'istruzione in tutte e 5 le giurisdizioni sollecitando “un'attenzione significativa in qualsiasi considerazione relativa alla riapertura delle scuole

https://neu.org.uk/press-releases/unions-warn-against-premature-reopening-schools

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GERMANIA
SINDACATO DELLA FUNZIONE PUBBLICA VER.DI
Stress estremo per i dipendenti
In vista della diffusione del coronavirus, ver.di sottolinea l'elevato onere per gli operatori sanitari e chiede miglioramenti fondamentali

Comunicato stampa, Berlino, 12 marzo 2020.In vista della rapida diffusione del coronavirus (Covid-19) anche in Germania, il sindacato ver.di richiama l'attenzione sulle elevate esigenze del personale ospedaliero e chiede miglioramenti strutturali. “I dipendenti degli ospedali sono professionisti. In una situazione di crisi, fanno tutto il possibile per salvare vite umane e rallentare la diffusione del virus ", ha spiegato Sylvia Bühler, responsabile dell'assistenza sanitaria nel consiglio esecutivo federale ver.di. “Anche senza l'estremo onere dell'epidemia, troppo spesso i dipendenti vanno oltre i propri limiti perché si preoccupano del benessere e della sicurezza dei pazienti. Deve quindi finire che i proprietari della clinica e le persone politicamente responsabili traggano vantaggio da questo impegno. Tutti i responsabili devono ora impostare il segnale: Stiamo lavorando duramente per migliorare le condizioni di lavoro. Innanzitutto, ciò significa più personale ".
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https://gesundheit-soziales.verdi.de/++co++024a869a-6451-11ea-9b22-525400f67940

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FONTE ILMITTE

Covid-19, l’eccezione tedesca. Perché in Germania il numero dei decessi è inferiore?

di Gabriella Di Cagno

Sono in molti a chiedersi con stupore come mai in Germania il numero dei decessi sia così inferiore a quello degli altri Paesi (4538 casi al 19.04.2020 su 143.724 contagiati e su una popolazione di 80 milioni). Parliamo di circa 5 morti ogni 100.000 abitanti, una percentuale incredibilmente inferiore a quella di moltissime altre nazioni europee. Ma come si spiega quella che è ormai definita “l’eccezione tedesca”, in rapporto alla diffusione del Coronavirus?

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FONTE  ILMITTE.COM  CHE RINGRAZIAMO 

Angela Merkel spiega matematicamente l’epidemia. “Ecco perché ci vuole prudenza, non presunzione”

Nella teleconferenza di mercoledì scorsoAngela Merkel ha spiegato nel dettaglio perché la Germania ridurrà molto lentamente le misure di sicurezza concepite per rallentare la diffusione del Coronavirus.

Laureata in fisica e con un dottorato in chimica quantistica, la cancelliera ha infatti spiegato ai cittadini attraverso un modello matematico di facile comprensione, perché i successi ottenuti dalla Germania fino ad ora sono tuttavia estremamente fragili e vanno consolidati con un contegno responsabile.

Angela Merkel ha inizialmente annunciato che la curva dei contagi in Germania è diventata più piatta, condizione che evita il sovraccarico del sistema sanitario.

“Al momento il nostro indice di contagio è R1” ha spiegato la cancelliera, “significa che ogni persona infetta ne contagia, in media, un’altra. Se arriviamo a un punto in cui ognuno contagia 1.1 persone, entro ottobre satureremo il nostro sistema sanitario e il relativo numero di posti in terapia intensiva.
Se il tasso di trasmissione sale a 1.2 e cioè ognuno contagia il 20% in più e, per esempio, su cinque persone una ne contagia due, e le altre quattro ne contagiano una, il nostro sistema sanitario arriverà al limite entro luglio.
Se arrivassimo a 1.3 persone, il sistema sanitario si saturerebbe a giugno. Vi rendete conto di quanto sia piccolo il margine?”.

Angela Merkel ha quindi aggiunto che l’intero andamento di questo modello è basato sul fatto che si sia al momento in grado di monitorare e tracciare un soggetto contagiato e che grazie a questo possiamo allentare le restrizioni. “Ma si tratta di un equilibrio fragile” ha precisato la cancelliera, citando anche Peter Tschentscher, sindaco di Amburgo, che in precedenza aveva dichiarato: “Stiamo camminando su una sottile lastra di ghiaccio”.

Angela Merkel ha quindi concluso il suo intervento sul tema ribadendo che viviamo in una situazione precaria in cui i successi sono estremamente fragili e in cui all’ordine del giorno. “Dobbiamo usare la prudenza, non la presunzione”, ha ribadito.

Un discorso chiaro, che diventa ancora più importante perché integra l’annuncio dell’allentamento di alcune restrizioni previsto, in Germania, dopo il 3 maggio.

Graffiti in Berlin ( Foto di Gino Rubini- 2017)

 

Aggiornamento noioso oggi. Le curve italiana e tedesca che misurano la crescita delle infezioni si stanno sovrapponendo e convergono con quelle della Spagna e della Francia, mentre la crescita negli USA aumenta più che proporzionalmente.
Ieri il numero totale dei decessi in Germania i è arrivato a 3.445, quello dei guariti a 72.600. I contagiati a Berlino hanno raggiunto il numero di 4.736 mentre il totale dei decessi è stato di 62.
Più interessante il dibattito che anima qui, come ovunque, la individuazione delle strategie per l'uscita dalla crisi. Il Governo tedesco, nella conferenza quindicinale, chiamata impropriamente dai media "giorno delle decisioni" mentre si dovrebbe definire "giorno degli aggiustamenti", ha scelto il criterio della gradualità, ovvero del giorno per giorno, passo dopo passo, per individuare scelte di ripresa delle attività. Non solo perché, come ha detto la Cancelliera gli esiti del blocco sono "fragili risultati" che non consentono promesse facili ma anche perché prevale tra gli esperti la grande preoccupazione di una ondata di ritorno delle infezioni proprio ora che stanno decrescendo, e perché la Pandemia si può considerare appena cominciata. La Merkel ritiene di dover accettare l'obiettivo fissato dai tecnici, di portare il tasso di infezione al fattore 1,1 (attualmente tra 0.8 e 1,2) perché se il rallentamento già registrato è una buona notizia, la cattiva notizia è che il "ghiaccio resta sottile". Il sistema sanitario, inoltre, deve rafforzarsi sia sotto il profilo della tutela degli operatori (il numero degli infettati non è eccessivo ma egualmente problematico), che degli strumenti di protezione e delle attrezzature sanitarie che il Governo ha deciso debbano essere prodotte massicciamente in patria.
Nella mediazione del Governo hanno avuto ovviamente importanza le diverse posizioni dei Laender, con i quali è stato concertato almeno il principio della massima omogeneità possibile nella adozione dei provvedimenti che verranno assunti localmente all'interno della cornice nazionale. Superfluo dire che i settori "istruzione" e "produzione industriale" sono centrali nel dibattito.
Ma il convitato di pietra nelle relazioni tra Bundestag e Bundesrat è costitutio dalle elezioni politiche del prossimo anno. Di politica non capisco un gran che, ma è evidente che il protagonismo del Presidente della Baviera e di quello del Nordrehin- Westfalen, rispettivamente della CSU e della CDU, non è motivato esclusivamente dalle indubbie responsabilità di due regioni importanti tra le più colpite dal corona virus, ma è traguardato alle candidature per la prossima Cancelleria. Ecco allora che si scontrano e si esibiscono il Verwandelte (il trasformista) con l'Exit. Eiferer ( il fanatico dell'Exit) nel tirare l'elastico della prudenza e quello dell'economia, magari basandosi sulle non poche piattaforme scientifiche che anche qui non mancano di diversificarsi. Ho l'impressione che questa lotta per "chi sarà il capo futuro" di quella Unione (CSU e CDU) che governa da decenni condizioni la Merkel, ma fino ad un certo punto. Credere che, essendo a fine mandato, la Merkel abdichi alle sue responsabilità è, a mio avviso, una ingenuità, se non altro sotto il profilo statistico, data la quantità di "uomini leaders" che è riuscita a far fuori da quando è diventata Vorsitzender del suo partito (CDU). Semmai dovrebbe essere proprio questo suo limite, ovvero quello di non aver costruito la sua successione, a preoccupare chi volesse alzare la cresta più del necessario. Eppoi, ormai si sa, tutti i veri leaders danno il meglio di sè nei momenti più difficili e Frau Dr. Merkel è tra questi.
Aggiungo una nota a piè di pagina.Per limiti ovvii non posso fare una rassegna stampa, ma sul Suddeutsche Zeitung di Monaco, il giornalista Thomas Steinfeld ha avuto 4 colonne per parlare del clima che regna in Italia sulla discussione della Commissione Europea non ancora conclusa sugli strumenti da adottare per affrontare la crisi economica. Non dovrebbe esserci polemica anche se, furbescamente, ha fatto parlare diversi autorevoli italiani sulla nostra situazione.
Da Berlin saluto gli amici di FB e...a presto.

Fonte il Mitte 

La cancelliera Angela Merkel ha invitato tutti i cittadini tedeschi, in vista della festività di Pasqua, a non cedere alla tentazione di non rispettare le regole e a non rinunciare agli sforzi necessari per prevenire la diffusione del Coronavirus.

Lo ha fatto dopo l’ultima riunione di Gabinetto, che ha avuto luogo giovedì pomeriggio a Berlino. In una successiva conferenza stampa presso la cancelleria federale, Angela Merkel ha inoltre sottolineato l’importanza di non essere sconsiderati proprio adesso, “perché possiamo distruggere molto rapidamente ciò che abbiamo ottenuto“.

Le ultime cifre sembrerebbero incoraggiare caute speranze, ha inoltre dichiarato Merkel, “l’aumento si sta leggermente appiattendo e il numero di persone infette sta leggermente diminuendo”. Tuttavia, ove si assecondasse questo finto senso di sicurezza, e in questo la Cancelliera è stata chiara, ci si ritroverebbe a dover ricominciare tutto da capo.

Per questo si è rivolta di nuovo ai cittadini, affinché continuino a mantenere la disciplina e ad aderire alle regole e alle restrizioni attualmente applicate. “Abbiamo dimostrato molta forza insieme nelle ultime settimane” ha ribadito, “ora, soprattutto in questo fine settimana di Pasqua, è importante non mollare“.

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Gita sulla Sprea con barca d'epoca ( Foto Editor )

 

E' un venerdì santo di festa in Germania. Berlino è assolata come da ormai un mese e ormai temo più la siccità che il corona virus. Poche notizie, se non che questo lungo weekend di 4 giorni sarà anche una prova di tenuta della politica del Sozialdistanzierung.  Poca gente in giro, ma se il Ministro degli interni del Brandeburgo dice che a Pasqua attende le visite dei berlinesi (è una tradizione come quella della pasquetta fuori porta degli italiani) significa che non tutti resteranno a casa, come suggeriscono il prudente direttore dell'Istituto Koch e il Governo. D'altra parte l'epidemia, anche se se ne parla molto ovunque, pare sotto controllo. Dal 30 marzo si fanno oltre 8.000 test al giorno, i letti sia per cure intensive che per cure lievi sono occupati al 70% al netto dei posti letto che sono in allestimento per eventuali ulteriori emergenze (1.050). I contagiati sono circa 4.000, I morti complessivamente registrati dall'inizio dell'epidemia sono una trentina, e i cittadini sono rassicurati no solo economicamente ma anche sotto il profilo sanitario. I dati nazionali confermano visto che i morti sono ancora meno di 2.000 e i guariti più di 36.000, anche se gli esperti di fiducia del Governo non si abbandonano a facili illusioni e tirano il freno su proposte di riapertura a breve delle scuole e delle attività produttive. Domenica 19 è il termine di scadenza dei primi provvedimenti di chiusura e si deciderà la settimana prossima se e come riprendere le attività.
Non senza una certa soddisfazione per aver fatto una facile previsione, ovvero che le tre donne (Merkel, Van den Layen, Lagarde) sarebbero state le artefici di un compromesso europeo per affrontare gli effetti del virus, al di sopra e al di là delle migliaia di sciocchezze sparate su tutto e in ogni dove, avanzo qualche osservazione personale su ciò che riesco, non senza difficoltà, a comprendere delle scelte tedesche per il futuro.

...continua a leggere "Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo (12)"

Fonte Il Mitte che ringraziamo 

Il presidente dell’Ordine dei Medici tedesco, Klaus Reinhardtha recentemente rilasciato un’intervista al Berliner Morgenpost, spiegando la crisi del Coronavirus in Germania e paragonandola a quella italiana. Con l’Italia Reinhardt ha, peraltro, un rapporto particolare, avendo studiato medicina a Padova e avendo anche ora stretti legami con il nord della penisola, drammaticamente afflitto dal Coronavirus.

A proposito dell’Italia, Reinhardt sostiene che il nostro Paese abbia solo un terzo dei posti di terapia intensiva rispetto alla Germania e aggiunge il fatto che i malati siano anche, in media, significativamente più anziani. Pertanto, le malattie sono spesso molto più gravi e questo avrebbe portato molto presto, in Italia, a molte più carenze e problemi strutturali, proprio a causa dell’insufficienza di mezzi necessari a gestire l’emergenza.

La Germania subirà lo stesso destino dell’Italia?

Alla domanda “Vedremo foto di unità di terapia intensiva sovraccariche, a Pasqua?”, il presidente dell’Ordine dei Medici tedesco risponde di no. “Al momento siamo ancora molto lontani dalla situazione italiana” dichiara, “disponiamo di circa 10.000 letti di terapia intensiva gratuiti. Ma è anche vero che se avremo un numero crescente di contagi, aumenterà anche la percentuale di pazienti in terapia intensiva. Nessuno può prevedere quando raggiungeremo il picco. Ci mancano i dati per questo”.

L’affermazione di Reinhardt è corretta. Ad esempio, nessuno sa quanto sia alto il numero dei contagiati non diagnosticati o quante persone non sottoposte al test siano già sopravvissute al Corona. E questo è il motivo per cui sono importanti, secondo Reinhardt, studi come l’indagine Heinsberger del virologo Hendrik Streeck, che esaminano sezioni rappresentative della popolazione.

In caso di sospetto Coronavirus, a chi si rivolgeranno le persone, in Germania, quando a Pasqua sarà chiusa la maggior parte degli studi medici?

Reinhardt risponde al Morgenpost che molto dipenderà dai sintomi: se qualcuno accuserà disturbi lievi come mal di testa, un po ‘di tosse, mal di gola e febbre alta, dovrà rimanere a casa, mantenere le distanze e fare il test dopo Pasqua. Chi invece accuserà sintomi più gravi, come tosse insistente, febbre alta e difficoltà respiratorie, dovrà chiamare il proprio medico di base e seguire le sue indicazioni.

I medici hanno bisogno di un’indennità di rischio?

Il presidente dell’Ordine risponde negativamente e sottolinea il fatto che indossare delle protezioni adeguate sia molto più importante, così come testare regolarmente medici e infermieri ovunque, dalle praxis alle cliniche e soprattutto nelle case di cura per anziani. Reinhardt ribadisce anche l’importanza che il Covid-19 sia riconosciuto come una malattia professionale e trattata di conseguenza dalle associazioni professionali.

Ci sono le risorse per affrontare la crisi in Germania?

Su 80 milioni di tedeschi, al momento sono più di 100.000 casi conclamati di Coronavirus, senza contare il fatto che non si sia ancora visto il picco della pandemia. Su questo Reinhardt ribadisce al Morgenpost che nonostante il sistema si stia preparando, dall’altro lato, spesso, lo fa anche rimandando interventi meno urgenti. Una pratica che non può essere protratta a tempo indeterminato.

Il presidente dell’Ordine ribadisce che nessuno verrà messo a rischio della vita, ma sostiene anche che è il caso di disciplinare situazioni limite, di cui non si conosce l’immediata pericolosità. L’esempio fatto è quello dei test di screening, come quelli che si fanno per diagnosticare un possibile cancro al seno e che potrebbero subire ritardi.

Le persone anziane e quelle con patologie pregresse dovranno vivere in isolamento fino all’introduzione di un vaccino?

Reinhardt ritiene che non si potranno segregare i soggetti a rischio a tempo indeterminato, ma che dovranno essere protetti in modo speciale sempre. Ciò significa che, ad esempio, quando l’epidemia avrà superato il picco e la curva comincerà a rientrare, le visite nelle case di riposo potranno essere riprese, ma con l’ausilio di ogni cautela igienica e con l’obbligo, per i visitatori, di indossare indumenti protettivi.

I tedeschi potranno andare in vacanza, quest’estate?

La risposta è una condanna senza appello, per tutti quei tedeschi che ogni anno anelano l’estate per andare in vacanza. Reinhardt è infatti irremovibile: “Non penso che i tedeschi possano andare in vacanza, quest’estate. Anche se torneremo gradualmente alla vita di tutti i giorni, con soluzioni intelligenti, la pandemia ci terrà impegnati ancora per un po'”.

 

Fonte ilmitte.com 

L’appello dei media tedeschi ai leader europei: “Più solidarietà tra Paesi. O il Coronavirus spazzerà via l’Europa”

La crisi del Coronavirus sta affliggendo tutti i Paesi dell’Unione Europea e anche, in senso lato, l’Europa stessa. La particolare vulnerabilità di alcuni Paesi, infatti, e il tentativo frustrato di trovare risposte condivise che vengano incontro a chi si trova in difficoltà, negli ultimi tempi ha messo in crisi persino il concetto stesso di Europa unita e polarizzato, in modo a volte radicale, sia i consensi che i dissensi.

A questo proposito diversi media internazionali si sono fatti latori di un appello che invita l’Europa a ritrovare l’unità attraverso la coesione reale, e non effimera, dei singoli Paesi. Lo stesso appello invita inoltre i leader politici europei a trovare soluzioni reciprocamente accettabili.

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Poche novità da Berlin. Ieri 2.777 contagiati, ricoverati 380, di cui 92 in unità di terapia intensiva e 15 decessi.
A livello nazionale 70.718 contagiati certificati, 16.100 guariti e 794 morti.
Ancora rilevante la preoccupazione di Mutti (Angela Merkel) che parla di allungare oltre la Pasqua le misure di prevenzione e contenimento di questa "grossartige Leistung" grande forza espansiva del virus. Obiettivo è portare a livello nazionale le infezioni certificate da un raddoppio ogni 8 giorni (valore attuale 8.2) ad un raddoppio ogni 10 giorni e poi a calare verso i 14 giorni. A Berlino, il tempo di raddoppio dei contagiati è al livello dei 12,1 giorni, con 76 casi ogni 100.000 abitanti. In Hamburg, Baden Wuettenberg e Baviera si va dai 120 ai 130 casi ogni 100.000 abitanti. Probabilmente nella capitale siamo ancora nella fase iniziale dell'epidemia. La diffusione massiccia dei test potrebbe aiutare il contenimento della diffusione ma non è tema di cui so abbastanza. Insomma, per dirla in "italiano" la curva non si è abbassata ancora significativamente.
Perciò Pasqua in casa e si vedrà.
Fasce deboli. Rafforzati i piani per i senza tetto e ipotesi di utilizzo degli hotel per garantire un minimo di isolamento e di cura. il discreto funzionamento della erogazione dei sussidi potrebbe consentire di ridurre il disagio della fascia più povera della popolazione, ivi compresi i bambini che vivono in famiglie povere, quasi sempre con un capofamiglia donna, che sono ancora più in difficoltà non ricevendo il pasto a scuola o al Kita.Il quotidiano BZ calcola che in gravi difficoltà siano 1,65 milioni di cittadini, di cui un quarto pensionati e un terzo bambini.
Occorre, in altre parole, oltre ai provvedimenti governativi una "Welle der Solidaritaet", una ondata di solidarietà da parte del terzo settore, che qui è particolarmente robusto ma che, in una situazione di Sozial Distanzierung fatica ad operare. La povertà in Germania non è mai stata poca e a Berlin supera il 10%, ma non ci si abitua a vedere tante persone rimestare nei cestini del rusco, ve lo posso garantire.
Il discorso di Conte alla TV tedesca è piaciuto abbastanza, almeno per quanto ho potuto capire. Credo che la parte più convincente sia stata quella sulla inesorabilità di un destino comune quando le economie e le storie sono tanto intrecciate come quelle dei paesi fondatori della UE. Peraltro credo personalmente che sia l'unico argomento, assieme al "nessuno si salva da solo" che ha una verità ed una forza intrinseca. La solidarietà la si deve evocare per forza in una situazione come l'attuale, ma non è un argomento molto forte, se non è intesa come bzase della cooperazione. Insomma, il "mors tua vita mea" non è un motto che funziona ai tempo del corona virus, almeno a mio avviso.
Di ragioni per il pessimismo ce ne sono tante, anzi troppe, ma con quel po' di ottimismo di cui non mi voglio privare, vorrei augurarmi che le prossime due settimane ci diano delle positive sorprese sul terreno economico disastrato dalla crisi. E sono quasi sicuro che ce le daranno tre donne tra le più vituperate in questi ultimi giorni. La Presidentessa della BCE, la Presidentessa della Commissione Europea e la Cancelliera tedesca Angela Merkel.

Autore: Federico Quadrelli
Fonte Neodemos

Il caso della Germania, che ha un numero di decessi da Covid-19 estremamente ridotto rispetto al numero dei contagiati, e con una struttura per età assai più giovane di quanto non avvenga in altri paesi, viene trattato da Federico Quadrelli, che mette in rilievo la robusta organizzazione sanitaria del paese a fronte dell’epidemia. Ma resta il sospetto di una forte difformità di criteri nella registrazione dei decessi attribuiti al virus, con ricadute negative per le analisi epidemiologiche comparative.

L'ARTICOLO COMPLETO (PDF)

Fonte Berlinomagazine  che ringraziamo

“Lunedì avevamo deciso che questo weekend avremmo fatto un bilancio. Le nostre città, il traffico, l’economia, la vita privata e pubblica sono profondamente cambiate rispetto ad una settimana fa. La stragrande maggioranza delle persone ha capito che tutto dipende da loro. Ognuno può e deve fare la sua parte per rallentare la diffusione del virus. Questa cosa mi rende più tranquilla. È così che mostriamo la nostra attenzione alle persone malate ed anziane. Così salviamo vite”.

A pochi giorni dal discorso alla nazione in cui Angela Merkel aveva chiesto a tutti i suoi concittadini di non uscire se non per ragioni improrogabili e di tenere la distanza di sicurezza, la Cancelliera ha dichiarato che per ora non è previsto nessun coprifuoco nazionale. La quarantena è invece in atto in Baviera e Saarland da ieri, sabato.La Merkel, dopo aver chiarito che però i provvedimenti potranno cambiare (“Stiamo noi stessi imparando”), si è poi concentrata su tutte le contromisure in atto e dato ulteriori raccomandazioni con una sorta di decalogo. Subito dopo la conferenza stampa, la Cancelliera si è messa in quarantena per aver incontrato nei giorni precedenti un medico poi scopertosi positivo.

...continua a leggere "Alle 17:30 Angela Merkel ha parlato alla stampa per spiegare la situazione attuale nella lotta al Coronavirus e le nuove disposizioni all’interno del Paese."

(a cura di Franco Di Giangirolamo che ringraziamo)

Puoi leggere il discorso di Angela Merkel  completo qui:

Cari concittadini,

il virus corona sta cambiando radicalmente la vita nel nostro paese. La nostra idea di normalità, di vita pubblica, di interazione sociale - tutto questo è stato messo alla prova come mai prima d'ora.

Milioni di voi non possono andare al lavoro, i vostri bambini non possono andare a scuola o all'asilo, i teatri, i cinema e i negozi sono chiusi e, forse la cosa più difficile, ci mancano tutti gli incontri che sarebbero altrimenti dati per scontati. Naturalmente, in una situazione del genere, ognuno di noi è pieno di domande e preoccupazioni su come procedere.

Oggi mi rivolgo a te in questo modo insolito perché voglio dirti che cosa guida me come cancelliere e tutti i miei colleghi del governo federale in questa situazione. Ciò fa parte di una democrazia aperta: rendere trasparenti le decisioni politiche e spiegarle, il fatto che giustifichiamo e comunichiamo le nostre azioni nel miglior modo possibile affinché sia ​​comprensibile.

Sono fermamente convinta che assolveremo questo compito se tutti i cittadini lo capiranno davvero come IL PROPRIO compito.

Quindi lasciami dire: è serio. Prendilo anche tu sul serio. Dall'unità tedesca, no, dalla seconda guerra mondiale non c'è più stata una sfida per il nostro paese in cui la nostra solidarietà comune fosse così importante.

Vorrei spiegarvi dove siamo nell'attuale epidemia, cosa stanno facendo il governo federale e i livelli statali per proteggere tutti nella nostra comunità e limitare i danni economici, sociali e culturali. Ma vorrei anche mostrarti perché ne hai bisogno e cosa ognuno di voi può contribuire.

Per quanto riguarda l'epidemia - e tutto ciò di cui ti dico proviene dalle consultazioni in corso del governo federale con gli esperti del Robert Koch Institute e altri scienziati e virologi: la ricerca è sotto pressione in tutto il mondo, ma non esiste ancora alcuna terapia per il virus corona né un vaccino.

Finché ciò accade, c'è solo una cosa, e questa è la linea guida di tutte le nostre azioni: rallentare la diffusione del virus, allungarla nel corso dei mesi e quindi guadagnare tempo. È tempo perché  la ricerca sviluppi un farmaco e un vaccino. Ma soprattutto per fare sì che chi si ammala possa essere curato nel miglior modo possibile.

La Germania ha un eccellente sistema sanitario, forse uno dei migliori al mondo. Questo può darci fiducia. Ma i nostri ospedali sarebbero  completamente sopraffatti se troppi pazienti fossero ricoverati in pochissimo tempo e soffrissero di un grave decorso per l'infezione da coronavirus.

Questi non sono semplicemente numeri astratti nelle statistiche, ma sono un padre o un nonno, una madre o una nonna, un partner, sono persone. E siamo una comunità in cui ogni vita e ogni persona contano.

Vorrei cogliere questa opportunità in primo luogo per tutti coloro che lavorano come medico, nel servizio infermieristico o in un'altra funzione nei nostri ospedali e in generale nel sistema sanitario. Sei in prima linea in questa lotta per noi. Sarai il primo a vedere i malati e quanto gravi siano alcuni decorsi dell'infezione. E ogni giorno vai a lavorare di nuovo e sei lì per le persone. Quello che fai è eccezionale, e ti ringrazio dal profondo del mio cuore.

Quindi si tratta di rallentare il virus nel suo cammino attraverso la Germania. E qui dobbiamo fare affidamento su una cosa, è vitale: chiudere il più possibile la vita pubblica. Naturalmente, con ragione e giudizio, poiché lo stato continuerà a funzionare, l'offerta continuerà ovviamente a essere garantita e vogliamo preservare quanta più attività economica possibile.

Ma dobbiamo ridurre tutto ciò che potrebbe mettere in pericolo le persone, tutto ciò che potrebbe danneggiare l'individuo, ma anche la comunità. Dobbiamo limitare il rischio che uno infetti l'altro il più possibile.

So quanto siano già drammatiche le restrizioni: niente più eventi, niente fiere, niente concerti e per ora niente scuola, niente università, niente scuola materna, niente giochi in un parco giochi. So quanto duramente le chiusure concordate dai governi federali e statali influenzino la nostra vita e l' immagine democratica di noi stessi. Esistono restrizioni che non sono mai esistite nella Repubblica federale.

Lascia che te lo assicuri: per una come me, per la quale la libertà di movimento e di circolazione erano un diritto conquistato con fatica, tali restrizioni possono essere giustificate solo in assoluta necessità.
Tali restrizioni non dovrebbero mai essere prese alla leggera e disposte solo temporaneamente in una democrazia, ma al momento sono indispensabili per salvare delle vite.

Questo è il motivo per cui  controlli alle frontiere più severi e  restrizioni all'ingresso in alcuni dei nostri più importanti paesi vicini sono in vigore dall'inizio della settimana.

È già molto difficile per aziende, grandi aziende e piccole imprese, per negozi, ristoranti e liberi professionisti. Le prossime settimane saranno ancora più difficili. Ti assicuro che il governo federale sta facendo tutto il possibile per attutire l'impatto economico e soprattutto per salvare posti di lavoro.

Possiamo e useremo tutto ciò che serve per aiutare i nostri imprenditori e lavoratori per superare questa difficile prova.

E tutti possono essere certi che l'approvvigionamento alimentare è sicuro in ogni momento e se gli scaffali vengono svuotati per un giorno, verranno ricaricati. Vorrei dire a tutti coloro che sono in giro nei supermercati: ha senso mantenere le scorte come è sempre stato. Ma con moderazione.

E vorrei anche esprimere i miei ringraziamenti alle persone che raramente vengono ringraziate. Coloro che siedono alla cassa di un supermercato o riempiono gli scaffali in questi giorni stanno facendo uno dei lavori più difficili attualmente disponibili. Grazie per essere lì per i tuoi concittadini e  mantenere il negozio in funzione.

Ora qual è la cosa più urgente per me oggi?  tutte le misure del governo sarebbero inefficaci se non usassimo i mezzi più efficaci per prevenire la diffusione del virus troppo rapidamente: e siamo noi stessi. Altrettanto indiscriminatamente, ognuno di noi può essere colpito dal virus e tutti ora possono aiutare . Prima di tutto, prendendo sul serio di cosa si tratta . Non farti prendere dal panico, ma non pensare nemmeno per un momento che lui o lei non contano davvero. Nessuno è indispensabile. Tutti contano, ci vuole tutto lo sforzo.

Questo è ciò che un'epidemia ci mostra: quanto siamo vulnerabili, quanto dipendiamo dal comportamento premuroso degli altri, e quindi anche: come possiamo proteggerci e rafforzarci reciprocamente agendo insieme.

Dipende da tutti. Non siamo condannati ad accettare passivamente la diffusione del virus. Abbiamo un rimedio: dobbiamo tenerci a distanza l'uno dall'altro per rispetto. Il consiglio dei virologi è chiaro: niente più strette di mano, lavarsi le mani accuratamente e spesso, rimanere ad almeno un metro e mezzo di distanza dal vicino e idealmente quasi nessun contatto con i vecchi, perché sono particolarmente a rischio.

So quanto sia difficile ottenere ciò che ci viene chiesto di fare. Vogliamo essere vicini gli uni agli altri, soprattutto nei momenti di bisogno. Conosciamo la cura come vicinanza fisica o tocco. Sfortunatamente, al momento è vero il contrario. E tutti devono davvero capire che al momento solo la distanza è un'espressione di cura.
La visita ben intenzionata, il viaggio che non si dovrebbe fare, tutto ciò può significare contagio e non dovrebbe più aver luogo. C'è un motivo per cui gli esperti dicono: nonni e nipoti non dovrebbero riunirsi ora.

Coloro che evitano incontri inutili aiutano tutti coloro che devono affrontare ogni giorno più casi negli ospedali. Questo è il modo in cui salviamo vite umane. Questo sarà difficile per molti e dipenderà anche dal non lasciare nessuno da solo, prendersi cura di coloro che hanno bisogno di incoraggiamento e fiducia. Troveremo altri modi per stare vicini come famiglie e come società.

Esistono già molte forme creative che sfidano il virus e le sue conseguenze sociali. Ci sono già nipoti che stanno registrando un podcast per i loro nonni in modo che non si sentano soli.

Dobbiamo tutti trovare modi per mostrare affetto e amicizia: Skype, telefonate, e-mail e forse scrivere di nuovo lettere. La posta viene consegnata. Si sentono esempi meravigliosi di aiuto di quartiere per gli anziani che non possono fare la spesa da soli. Sono sicura che c'è molto di più che possiamo fare come comunità e mostreremo che non ci lasciamo soli.

Mi rivolgo a te: rispetta le regole che verranno applicate ora. Come governo, esamineremo sempre ciò che può essere corretto, ma anche ciò che potrebbe essere ancora necessario.

Questa è una situazione dinamica e resteremo in grado di apprendere in modo da poter ripensare e reagire con altri strumenti in qualsiasi momento.Lo spiegheremo.

Pertanto ti chiedo: non credere alle voci, solo ai messaggi ufficiali che abbiamo sempre tradotto in molte lingue.

Siamo una democrazia. Non viviamo di coercizione, ma di conoscenza e partecipazione condivise. Questo è un compito storico e può essere realizzato solo insieme.

Sono assolutamente certa che supereremo questa crisi. Ma quanto saranno alte il numero delle vittime? Quanti cari perderemo? Lo abbiamo in gran parte nelle nostre mani. Ora possiamo, risolutamente, agire l'uno per l'altro. Possiamo accettare le attuali restrizioni e sostenerci a vicenda.

Questa situazione è grave ed è aperta.

Ciò significa: dipenderà non solo, ma anche dal modo in cui ognuno segue e attua le regole.

Anche se non abbiamo mai sperimentato nulla di simile, dobbiamo dimostrare che agiamo di cuore e in modo sensato, salvando così delle vite. Senza eccezioni, tutto dipende da tutti e quindi da tutti noi.

Abbi cura di te e dei tuoi cari.

 

Ringrazio  Franco Di Giangirolamo che con questa prima cronaca ci fa comprendere meglio  la quotidianità della vita  a Berlino ai tempi dell'epidemia di Coronavirus  e quali siano gli orientamenti posti in essere dal governo tedesco e dai Laender per limitare il contagio. Questo lavoro d'informazione sulla Germania e su altri paesi europei  è tanto più  prezioso  in un momento nel quale molte,  troppe notizie false  circolano in rete...Editor (Gino Rubini)

 

Cronache da Berlino ai tempi del Coronavirus 

di Franco Di Giangirolamo

13 Marzo 2020

La cancelliera Angela Merkel, all'altezza di 2.100 infettati e di 6 morti, ha parlato. E quando parla la Cancelliera, benché la sua leadership sia molto indebolita, come anche i recenti insuccessi elettorali del suo partito dimostrano, qualcosa di importante, anche se è qualcosa di atteso e prevedibile, succede sempre.

Siamo ancora lontani dalle direttive draconiane e dagli imperativi categorici. Siamo alle raccomandazioni e ai provvedimenti settoriali, in uno Stato Federale, dove i Laender hanno un potere, tradizionalmente e costituzionalmente, molto solido.

La cancelliera ha sostanzialmente detto che il compito del Governo è „tutelare la vita dei cittadini, al meglio delle nostre possibilità e mantenere in cammino l'economia. Ambedue sono compiti impegnativi“.

L'appello (Aufruf), perchè di questo si tratta, riguarda tutti ed è imperniato sulla „rinuncia ai contatti sociali“ (Auf Sozialkontakte verzichten“).

I tecnici, gli esperti, nomi ormai noti a tutti (Lothar Wiener dell'Istituto R. Koch e Christian Drosten, virologo della Charitè), hanno terminato la prima fase del loro lavoro e la parola passa alla politica. La lotta alla diffusione del virus è ora compito delle istituzioni politiche e dei cittadini.

Precisato che gli infetti da virus raddoppieranno ogni 7 giorni, che a metà Maggio si conteranno un milione di tedeschi infettati, che l'80% avranno un decorso lieve, che il 15% si ammalerà più gravemente e che il 5% avrà un decorso critico, che i 28.000 letti di terapia intensiva dovranno far fronte a mezzo milione di possibili ammalati, l'invito è a „flatten the curve“ abbassare la curva dello sviluppo della infezione. Non disponendo di vaccini e di farmaci specifici, l'isolamento degli ammalati, la quarantena per le persone che hanno avuto contatti con persone certificate positive, la sospensione delle gandi manifestazioni, la temporanea chiusura delle scuole, degli asili e delle imprese, nonchè la drastica riduzione delle attività culturali, politiche, sociali, artistiche, sportive, etc. etc. sono gli unici strumenti per affrontare questa difficile prova.

A Berlino, dove si fanno 2.000 test al giorno (a proposito delle fake news che dicono che i tedeschi non fanno i tests) e dove i positivi sono (al giorno 11.3.2020) 118, di cui 39 tra i 30 e i 39 anni, e di cui 5 ricoverati, i primi effetti dell'orientamento politico, che si fa sempre più preciso, si faranno sentire abbastanza presto tra la popolazione soprattutto nei comportamenti personali. Forse vedremo qualche mascherina per strada, certamente più attenzione alle misure di prevenzione, più permanenza in casa.

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