VARIANTE INGLESE. Cronache da Berlino – di Franco Di Giangirolamo 14 gennaio 2021

VARIANTE INGLESE.

Sì, proprio quella sequenziata nell’ottobre scorso da tre giovani ricercatori del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologia della UNIBO. Sì, proprio quella riscontrata nell’1% degli inglesi e che era già stata riconosciuta come molto più infettiva, anche se non più letale, del ceppo ormai familiare.

E’ forse questa la risposta alla domanda ineludibile che viene spontanea quando si osserva la sproporzione rilevante tra le misure adottate negli ultimi mesi e lo sviluppo apparentemente inarrestabile della pandemia. Perché il lockdown non produce effetti positivi?

Perché la Merkel è passata in pochi mesi dal dichiarare le misure adottate in Ottobre come necessarie, quelle di novembre prima come urgenti e poi come “insufficienti“ e quelle di dicembre come esiziali, fino ad arrivare alle ultime dichiarazioni di Gennaio “Ne avremo fino a Pasqua“?

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Le decisioni del governo tedesco per il contenimento dei contagi di Franco Di Giangirolamo

Street foto in Berlin ( foto gierre)

6 Gennaio 2021

Epifania, festa che in Germania non si celebra e caratterizzata dalle decisioni che, dopo 5 ore di confronto tra il Governo federale e quelli Statali (alias regionali), sono state assunte per il mese di Gennaio.

Si proroga il blocco deciso all’inizio di dicembre fino al 31 gennaio, mantenendo chiuse le scuole e gli asili nido. Tenuto conto che la Pandemia non demorde, sono stati previsti alcuni inasprimenti:

  • restrizioni di contatto (familiari più un solo non familiare)
  • limitazione della mobilità (nei distretti dove si registrano 200 infezioni la settimana su 100.000 abitanti, la mobilità è ridotta nei limiti di 15 km.) che riguarda al momento 67 hot spot.
  • Per i provenienti dall’estero, strategia dei due test, ovvero un test all’arrivo e uno dopo 5 gg. di quarantena dopo la quale, se negativi, si sarà liberi.
  • Sollecitazione agli imprenditori per favorire maggiormente il lavoro da casa.
  • Le gite di un giorno non sono auspicabili (vedasi frequentazione massiccia di zone innevate, come le chiamano qui)

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Vivere a Berlino all’epoca del coronavirus . 03.01.2021 di Franco Di Giangirolamo

 Sguardi sotto il cielo di Berlino  . foto gierre

FINALMENTE  NEVE SU BERLINO!!

Dopo una settimana di previsioni fasulle, una nevicata che forse sarà lunga visto il cielo carico. Finalmente perché l’anno 2020 è stato anche il secondo più caldo da quando si registrano le temperature in Germania. Il DWD, servizio meteorologico tedesco, calcola che la temperatura media nel 2020 sia stata di 2,2 gradi superiore al valore di riferimento internazionale dal 1961 al 1990.

Il meteo è in linea con il clima politico, che sarà vieppiù surriscaldato sia perché il controllo della pandemia non pare a portata di mano, sia perché quest’anno finisce l’era Merkel e sarà un anno di superelezioni, dovendosi celebrare 6 elezioni statali (regionali), due elezioni locali e quella federale. Gran parte del conflitto politico, come è ovvio, si giocherà direttamente o indirettamente sul terreno del governo della pandemia e della “ricostruzione di una nuova (quale?) normalità“.

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Vivere a Berlino all’epoca del Coronavirus – 26 dicembre 2020 di Franco Di Giangirolamo

Santo Stefano Berlinese.

E’ sempre un giorno dalla sveglia lenta e tarda, per chi non deve lavorare. Dal mio punto di osservazione, la finestra, calma super piatta, come ieri, eccezion fatta per qualche cane che “sgamba“. Un’ animazione soft viene dalla residenza per anziani poco distante: un prete gestisce dal prato antistante l’ingresso principale una “funzione“ religiosa (lo intuisco dai paramenti) davanti ad alcuni ospiti che sono “non riuniti“ (nel senso che sono fuori ma distanziati) bensì adunati davanti alla palazzina. Altri seguono da dietro i vetri delle loro stanze.. E’ stata una funzione breve, commisurata al fredddo, ma “partecipata“. Avendo letto sui giornali che metà delle Chiese evangeliche avevano sospeso le funzioni religiose per Natale, tutto mi aspettavo tranne che si tenesse una funzione religiosa all’aperto per le persone anziane. Forse a suggerire di restare all’aperto, invece che negli spazi riscaldati della residenza, sono i dati sulla letalità del virus. Nella prima ondata un terzo dei decessi riguardava persone residenti in case di cura o riposo per anziani, mentre nella seconda ondata, più della metà dei morti erano residenti in strutture per anziani, con tendenza all’aumento.

L’ho trovata una idea ottima e con pochissime controindicazioni. Credo, da ateo, che il conforto della fede possa essere di grandissimo aiuto a persone che vivono questi difficili momenti spesso in totale solitudine e, mettendomi nei panni di questi “quasi coetanei“ , ho provato una tenerezza strana per questi miei concittadini sconosciuti.

Poche novità da Berlino. A occhio pare che le indicazioni della Merkel siano state rispettate anche al di là del dovuto. Qui non è vietato nè viaggiare nè uscire di casa ogni volta che si vuole, senza dover spiegare niente a nessuno, eppure i treni sono occupati al 30%, i mezzi pubblici sono molto vuoti e per strada la gente è poca e distanziata, tutti con la mascherina sia nelle piazze dove è obbligatoria, sia laddove non lo è.

Non si sa quanto servirà ad  “abbassare la curva“, come ormai si usa dire, ma almeno ci si prova. Intanto la mutazione inglese è arrivata in Baden Wurttenberg con una signora che il 29.12 è rientrata da UK e ci si prepara al Vaccino Day che domani verrà monopolizzato dai media che , anche senza volerlo, contribuiranno all’aumento smisurato delle illusioni dei cittadini, nonostante le cautele diffuse a piene mani dagli “esperti“, che si sbracciano, spesso inascoltati, per dare una giusta dimensione al ruolo della vaccinazione, che, senza mettere in discussione gli indubbi benefici, è pur proporzionale al mix di quanto si sa e quanto non si conosce ancora.

Una notizia confortante, ma non del tutto fondata. è che Michael Ballweg, leader dei Querdenken (Pensiero laterale o Obliquo) abbia sospeso per un mese le manifestazioni del movimento in Germania. Forse essendo state impedite a Dresden e a Berlino, fa di necessità virtù e conta di ritornare sulla scena “più forti che pria“ in primavera. Notizia non fondata perchè in Alexanderplatz, dietro il tram che vedete nella foto, si è svolta, proprio oggi pomeriggio una manifestazione di Querdenken 30 berlinese, molto poco partecipata ma organizzata alla grande, con tanto di Camion-altoparlante, musiche di Imagine e di John Lennon, strumentalizzato per chiedere “libertà“ dalla finta Pandemia utilizzata come alibi per imporre una incomprensibile dittatura.

Non sono abituato a derubricare questioni politiche a problemi psichiatrici e meno che mai a squalificare ciò che non condivido aggettivando negativamente, ma oggi è il 26 dicembre e anche io ho diritto di prendermi una licenza. Perciò passo velocemente con un certo disgusto e senza perdermi in analisi davanti a questo gruppo di scocomerati lamentandomi molto con la mamma degli imbecilli, che la dà via un po’ troppo !!!

Vado a fotografare il Weltzeituhr (l’orologio del mondo), più attraente di notte e quando non c’è gente. Sotto questo aggeggio ci si da gli appuntamenti, almeno con coloro che abitanto nella parte Est di Berlino. Un po’ come a Bologna, dove ci si incontra “sotto l’orologio“ di Piazza Maggiore. Fotografo mia moglie sotto l’ora di Santiago, lei mi fotografa sotto l’ora italiana, come fanno i turisti, e andiamo a prendere un caffè take away al Bar Einstein, dove siamo unici clienti.

La Piazza vuota si presta per le nostre piccole passeggiate pomeridiane senza rischi. Ci dirigiamo verso il Palazzo comunale, da dove prenderemo la U5 e notiamo la piccola folla di senza fissa dimora che, stranamente ignorati dalla polizia (è Natale anche per loro!), bivaccano rumorosamente sotto la S-Bahn. Recenti provvedimenti per loro che, si stima, siano 47.000. Sui numeri non dico niente perchè ogni anno cambiano, almeno sui giornali. L’anno scorso erano la metà. Ma pochi o tanti che siano, con il Corona i problemi sono aumentati perchè cambiano le condizioni di ospitalità eventuale, specialmente ora che il freddo è arrivato (siamo vicini allo 0 di giorno). In altre parole non li puoi ammucchiare nei classici dormitori rifugio altrimenti il contagio……Le tecnologie pare arrivino a proposito. Annunciata dal Senato l’adozione di un Data Base centrale “persone in cerca di un letto“, sistema di prenotazione alberghiera cui hanno accesso solamente i dipendenti della pubblica amministrazione che gestiscono il “sociale“. Così si controlla la fatturazione e si ottimizza la collocazione delle persone, attraverso funzioni come “corridoio femminile senza uomini in visita“, “animali domestici“, “corridoio familiare“, etc. per tenere conto delle specifiche esigenze. Non me lo sarei mai immaginato!!!

Chiacchierando del più e del meno attraversiamo il rifugio dei corvi, ovvero una serie di alberi nei quali si ammucchiano a centinaia tutte le notti, discutendo con mia moglie di vaccini.

Il sondaggio di Yougov, apparso su Zeit online, sostiene che 2/3 dei berlinesi vogliono essere vaccinati contro il Corona e il 32% “prima possibile“, mentre il 33% “attende per vedere cosa succede agli altri“ e solo il 19% non si vuole vaccinare. La disponibilità cresce con l’aumento dell’età. Solo un terzo dice di non avere alcuna paura, mentre il 57% mostra preoccupazione per gli effetti collaterali. Solo la metà di coloro che votano AfD vuole vaccinarsi, mentre gli elettori dei Verdi superano l’80%.Insomma, c’è una certa correlazione anche con la scelta politica.

Non credo troppo nei sondaggi, specialmente quando si tratta di fenomeni abbastanza unici e nuovi, perciò attendo la verifica dei fatti.

Abbiamo spiato abbastanza per oggi. Si rientra al caldo e si invia un saluto caro a tutt*.

Franco Di Giangirolamo

  • le foto sono di Franco e Pamela

Vivere a Berlino ai tempi del corona di Franco Di Giangirolamo. 19.12.2020

                   Ci abbracceremo di nuovo

Primo fine settimana della “cura Merkel“ per contrastare meglio la pandemia in un periodo piuttosto particolare. Un sole sfacciato e zero nuvole all’orizzonte, che sono una provocazione per i tedeschi cui basta un vago accenno di chiarore solare per disperdersi nei parchi della città.

A 5 giorni dal via Berlino ha cambiato volto, ma non così tanto. Scuole chiuse, traffico ridimensionato del 50%, ma la città non si è svuotata come la primavera scorsa, quando capitava di essere gli unici utenti della metro e le piazze erano molto più deserte.

Il messaggio preoccupato della Cancelliera è passato, se il sondaggio commissionato a FORSA da RND riferiva che il 68% di giovani tra i 18 e 29 anni riteneva corrette le misure adottate e che, di questi, il 19% avrebbe preferito addirittura misure più severe. Il 12 % del campione le rifiuta e il 51% dei critici sostiene il partito AfD. Tra i giovani c’è una maggiore diffidenza verso i vaccini e solo il 42% accetta di vaccinarsi prima possibile, mentre il 45% “aspetta per vedere“. Pochi sono contrari. Infine, solo il 48% ritiene che con le misure adottate ci sarà un significativo successo contro la pandemia. Dati interessanti che ridimensionano le tesi sulla maggiore irresponsabilità o consapevolezza dei giovani in ordine alla pandemia.

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Cronache da Berlino al tempo della pandemia di Franco Di Giangirolamo 9 dicembre 2020

Berlin Photostreet – Moabiter Brucker –  foto gierre 2012

In quasi tutto il mondo l’anno 2020 resterà memorabile per la Pandemia più preoccupante dall’inizio del secolo. Quasi sicuramente non sarà l’ultima e, forse, neanche la più grave, se non si pone mano alle cause prime delle zoonosi, che risiedono nel rapporto della specie umana con il resto del mondo vivente e non; in ogni caso, sarà un ricordo di prima categoria.

I berlinesi non faranno eccezione, ma potranno aggiungere qualche ricordo eccellente a quello catastrofico.

Non mi riferisco alla presidenza semestrale tedesca della Unione Europea, che non sarebbe così rilevante se non fosse che mai come quest’anno, in modalità corona, si aveva più che in altri tempi necessità di una mano autorevole sul timone e di quel tanto di ragionevolezza collettiva che può traguardare l’Europa oltre il minimo comun denominatore degli interessi nazionali.

I berlinesi che penseranno al 2020 non potranno non ricordarlo anche come l’anno delle “Inaugurazioni“, ovvero di eventi di valenza locale ma non troppo.

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Cronache da Berlino – di Franco Di Giangirolamo 03 dicembre 2020

Immagini da Berlin – foto gierre

Germania. ” TUTTO PUO’ ANDARE STORTO“ titolava il SDZeitung il 27.09, alludendo ad una filosofia esattamente antitetica a quella dell’ “andrà tutto bene“ che circolava in Italia qualche mese fa.

Il riferimento specifico era a quel gigantesco progetto logistico messo in campo per il Piano di Vaccinazione di massa che contiene diverse incognite che STYKO (Commissione permanente per e Vaccinazioni dell’Istituto Koch) dovrà declinare nel corso dell’anno prossimo.

L’interrogativo tuttavia si pone anche per le strategie di contenimento della pandemia che pare non consentano di raggiungere l’obiettivo (50 infezioni per 100.000 abitanti/ sett,) in tempi veloci. Le preoccupazioni della Merkel e di alcuni presidenti regionali, che qualche settimana fa potevano sembrare eccessive, alla luce dei dati comparati a livello europeo, si stanno dimostrando più che realistiche. Con i 487 decessi di ieri (17.123 in totale), il numero più elevato di morti giornalieri dall’inizio della pandemia, e una distanza ancora troppo rilevante dall’obiettivo relativo alle infezioni, seppure con un Rt= 0,89, ormai ci si sta muovendo nella inevitabile direzione di prolungare le norme del lock down attuale non solo fino al 20 dicembre, ma fino al 10 gennaio, senza alcun allentamento per il periodo natalizio.

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Vivere a Berlino al tempo del Coronavirus di Franco Di Giangirolamo 25 novembre 2020

Graffiti in Berlin – photo street – foto  gierre  ( Autore del graffito El Bocho )

Il cielo nuvoloso è il vestito che Berlino indossa sempre bene, ma oggi, con la situazione rarefatta determinata dalle misure antiSars-Covid-2, appare molto più “triste“. Perfino i vari volatili, presenze fisse nelle stazioni, sembrano stanchi e svogliati, senza la vivacità che li caratterizza al mattino, quando hanno più fame.

Forse stanno attendendo che la Merkel, che sta svolgendo il suo ruolo circense di domatrice di presidenti di Laender, adegui le norme anti Covid almeno fino al 20 dicembre. Vivendo in simbiosi con la specie umana, in questo caso urbanizzata, per i volatili e per la fauna cittadina gli orientamenti della Cancelliera sono questione di qualità della vita, se non di vita o di morte.

L’incontro è preparato da un documento unitario dei presidenti regionali e da un orientamento maturato dall’ SPD. Stasera sapremo quali opinioni prevarranno, visto che la Merkel pare predisposta ad un atteggiamento più „duro“. Ci si chiede: sarà sacrificato l’Avvento? (6 dicembre, che qui è una festa importante), si salverà scuola, Natale e Capodanno? I numeri danno ragione a tutti perchè la curva dei contagi non cresce ma resta ad un alto livello e consente sia un superficiale ottimismo che un superficiale pessimismo, anche perché le terapie intensive non si riempiono nella misura che si temeva ma non sono vuote. Ma Mutti non mollerà, secondo me, e resterà più vicina alle posizioni dei bavaresi che a quelle dei sassoni. Una rigorosità più grande di quella italica nonostante i numeri siano molto meno gravi di quelli patrii.

Nel giretto/caffè take away con la mia signora vedo una doppia tristezza: quella degli addobbi die grandi magazzini, per me sproporzionati sia in tempo di pace che di Covid, che contrasta con la poca gente che li frequenta e soprattutto con le loro facce smorte, e quella di Alexanderplatz senza gli allestimenti del Mercatino di Natale, presenza classica a queste latitudini.

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Cronache da Berlino al tempo della “seconda ondata” di Franco Di Giangirolamo

Fotostreet in Berlin – foto gierre

17.11.2020

Fatalità? Appena alzato mi cade l’occhio su una pagina dell’AbendBlatt (giornaletto locale) che propaganda senza pudore una praxis per la consulenza testamentaria. Il tempismo prussiano non mi stupisce più ormai: sentita aria di peggioramento della situazione pandemica si sono allertati tutti i servizi collaterali. Il suggerimento non è superfluo nemmeno per coloro che, come me, non si sono preoccupati del testamento, non tanto perchè non temono la inevitabile „livella“, e neppure per scaramanzia, quanto perchè hanno insignificanti patrimoni e molti eredi. Grato del suggerimento mi accingerò tuttavia alla bisogna se non altro per dare uno stile alla suddivisione delle scarabattole che ho raccolto nel corso della vita. Scarabattole sì, ma senza sminuirne il valore. Ho avuto periodi nella mia vita, quando sembrava che l’inimicizia tra me e il denaro fosse inconciliabile, nei quali ho vissuto circondato da utilissime scarabattole, lasciatemi o ereditate dai miei amici, fortunatamente non tutti defunti, che debbo gratificare non solo per il valore d’uso, ma anche per il calore delle appartenenze condivise. Ovvero, per quel sentimento nostalgico che si prova quando un amico/a o un/a amante, o un parente, ci lascia e ci si ritrova a prendere un libro, un disco, un oggetto qualsiasi che evoca momenti della vita con lui/lei e ti accorgi che non lo stai afferrando ma accarezzando, come se l’altro/a potesse, con quel gesto, avvertire e condividere quel ricordo.

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Vivere a Berlino di Franco Di Giangirolamo – 10 novembre 2020

Fotostreet Alexanderplatz Berlin – foto gierre 

 

10.11.2020

Passata la Festa della Unificazione tedesca e la Commemorazione della Notte dei cristalli, ambedue obbligate al “sottotono“ dalla stretta di novembre contro il coronavirus, politica e scienza si affannano a valutare i primi effetti delle decisioni assunte dalla Cancelliera, con tutti i dubbi, che debbono attendere almeno altre due settimane per essere “sciolti“. Mutti aveva detto che i provvedimenti avrebbero dovuto essere anticipati ma che sarebbe stato deleterio perdere la sintonia con l’opinione pubblica, che si lascia convincere meglio quando i numeri sono alti. C’è chi pensa che la decisione “posticipata“ sia stata condizionata dal Natale e Capodanno che tutti vorrebbero celebrare il più possibile secondo la tradizione e, di conseguenza, con numeri da epidemia floscia, da curve appiattite che permettano un “go“, dopo lo “stop“. In ogni caso l’effetto delle nuova stretta si vede e pare che i berlinesi, a parte alcune categorie economiche, l’abbiano presa “da prussiani“.

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Vivere a Berlino di Franco Di Giangirolamo – 4 novembre

 

Foto Street Il Ponte degli Orsi …foto gierre 

 

4 novembre 2020

Ficcanasare, ovvero disobbedire a Mutti ( Merkel ndr)  e farsi un giro per Berlin, in una giornata così piena di sole che ti trascina in una viandanza, che mette a dura prova la resistenza del mio fisico, piuttosto indebolito dalla clausura. L’Ueberweisung (bonifico) urgente mi porta in Alexanderplatz con la U5 semivuota di passeggeri rigorosamente distanziati e mascherati. Anche la piazza è abbastanza deserta, come la stazione con i chioschi quasi tutti chiusi e gruppetti di gilet gialli della sicurezza che svolgono una specie di controllo delle misure di sicurezza. Decido di fregarmene dei giornali che parlano solo delle elezioni USA e di Covid e di andare al Zoologisches Garten a vedere com’è la situazione.

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Cronache di vita a Berlin in epoca di corona – Franco Di Giangirolamo – 31 ottobre 2020

 

Street Foto Berlin 25/09/20 Globaler Klimastrekt – Foto gierre 

 

Dopo 3 mesi, con la „zweite welle“ (seconda ondata) riprendo a osservare dal buco della serratura spezzoni di vita berlinese ridimensionata, adattata, violata, soffocata, liberata dalla pandemia.

Evento d’eccezione quest’oggi: inaugurazione del nuovo aeroporto di Schoenefeld (nome d’arte: BER). Celebrazione sottotono per quello che doveva essere l’Aeroporto più moderno d’Europa, il terzo della Germania , che è diventato uno zimbello europeo di cui non c’è motivo di vantarsi. Dopo 30 anni di pianificazione e 14 anni di costruzione e riprogettazioni continue (9 anni più del previsto), un costo triplo (6 miliardi di euro) di quello preventivato, una sequela di errori incredibili di manager, pianificatori, politici, ingegneri, per i quali nessuno finora ha pagato. Nato già con problemi di capacità non mostrerà molto presto i suoi limiti di capacità e logistici, grazie alla pandemia, che terrà molto bassi i livelli di movimentazione (nel 2021 si dovrebbero avere 18 milioni di passeggeri anno, meno della metà della potenzialità prevista.)   A ricordarli ci penserà l’alleanza di protesta „restare a terra“ , in costume da „pinguini“ che chiama l’Aeroporto un „monumento al capitalismo fossile“.

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Coronavirus in Germania: nuove restrizioni a Berlino

Fonte ilmitte.com

A causa del crescente numero di infezioni da Coronavirus e su istanza della senatrice alla sanità di Berlino, Dilek Kalayci, martedì 27 ottobre 2020 il Senato ha approvato il nono emendamento all’attuale ordinanza sulla prevenzione dei contagi e introdotto nuove restrizioni.

Ecco le nuove regole:

  1. In nuove strade di Berlino si dovrà indossare la mascherina anche all’aperto. L’obbligo si riferisce ai soli pedoni e le nuove strade saranno inserite solo a partire dal 30 ottobre in questo elenco ufficiale, che al momento contiene solo le strade in cui l’obbligo era già vigente.
  2. L’obbligo di indossare la mascherina nel caso di eventi all’aperto sussiste a partire dai 20 partecipanti in su.
  3. Le università resteranno chiuse fino al 31 marzo 2021. Le lezioni del semestre invernale 2020/2021 si svolgeranno online e non più in aula a partire dal 02.11.2020. Fanno eccezione i casi in cui non è possibile utilizzare la didattica a distanza e quindi nel caso di aule di laboratorio, insegnamento medico-clinico, lezioni di arte, lezioni di sport pratico, avviamento dei nuovi studenti.
  4. Il numero massimo di partecipanti a un evento è fissato a 500 per gli eventi all’esterno e 300 per quelli all’interno. Questa restrizione può essere modificata o eliminata, dopo la verifica dell’adozione delle norme di igiene previste da parte dell’amministrazione del senato.
  5. I distributori di benzina, i panifici o i punti vendita nelle stazioni ferroviarie potranno vendere determinati prodotti, quali prodotti da forno, fiori e giornali anche tra le 23.00 e le 6.00.

L’ordinanza modificata entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dello Stato di Berlino, e quindi le nuove restrizioni entreranno in vigore il 31 ottobre 2020.

Vivere a Berlino nell’epoca del Corona di Franco Di Giangirolamo

Berlino, 24 ottobre 2020

Foto Street in Berlin – gierre 2020

 

La vedo triste, oggi, la nostra simpatica metropoli. Il tempo è discreto ma d’autunno il vestito che si adatta alla città non è questo. Alle spalle due settimane di crescente preoccupazione per il virus, con Spahn (Ministro della Salute) in quarantena, come diversi altri esponenti politici, tutti meravigliati perché, sentendosi quasi in colpa, giurano di aver rispettato tutte le regole di prevenzione. Il discorso pubblico di Mutti ( Merkel. ndr ) ha dato la linea e la rarefatta presenza di viandanti che mi pare di rilevare forse lo testimonia. Il sindaco della città, Mueller, dice che gli appelli non bastano più, che ora si deve parlare di regole e restrizioni. Anche i politici tedeschi non sono miracolati di Lourdes e fanno ciò che possono, federalismo permettendo.
Da oggi il Senato berlinese dichiara formalmente che la strategia del tracciamento è resa impossibile dall’alto numero dei contagiati (+893 in 24 ore a Berlino) e che si scommetterà sulla responsabilità personale dei cittadini. Ergo, l’attenzione del sistema pubblico si concentrerà sul personale di assistenza, sui ricoverati negli ospedali (all’oggi 374, di cui 101 in terapia intensiva), case di cura, e sui senza tetto. I cittadini accertati come positivi si debbono mettere ilprima possibile in isolamento domestico per 14 giorni, senza contattare il Dipartimento di Salute e dovrebbero informare rapidamente le persone di contatto affinché facciano il test e si autocollochino, se positivi, in quarantena.

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Berlino 25 settembre , sciopero globale per il clima….

Nella mattinata del 25 settembre si è svolta a Berlino la prima manifestazione/sciopero del dopo lockdown contro il cambiamento climatico e per politiche ambientali e di sistema che impediscano i disastri ambientali cui rischiamo già di abituarci.
Alla Porta del Brandeburgo migliaia di ragazzi giovanissimi, più liceali che universitari si sono schierati con ordine distanziati di un metro e mezzo con i loro cartelli , con i volti coperti con mascherine.Gli organizzatori avevano già predisposto con piccoli cerchietti bianchi disegnati sull’asfalto le postazioni di ciascun manifestante…

 

Un severo servizio d’ordine svolto da ragazzine e ragazzini hanno fatto rispettare i distanziamenti tra i partecipanti, inflessibili e determinati a mantenere le promesse alle autorità di garantire una manifestazione senza assembramenti e conforme alle norme anti contagio.Era freddo stamane a Berlino e pioveva ma questa avversità non ha scalfito la determinazione di queste ragazze e ragazzi a fare sentire propria voce,a richiamare l’attenzione rispetto al futuro, al loro futuro, alle loro speranze per una vita che non sia ritmata dal susseguirsi di eventi ambientali catastrofici. C’era anche molta ironia nelle scritte in diversi cartelli….

 

 

Al contempo molte centinaia di ciclisti hanno sfilato per le vie di Berlino su velocipedi, tricicli ad energia solare, i mezzi più fantasiosi che si possa immaginare. Una manifestazione consapevole delle grandi difficoltà per il futuro rispetto ad una battaglia che sarà durissima e al contempo leggera, elegante e gioiosa.

Foto e articolo  di Gino Rubini 

 

 

 

 

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 5 agosto 2020

 

 

Sbahn in Berlin – photo gierre 2019 – 

 

5 agosto 2020 Berlino

La manifestazione nazionale del primo agosto svoltasi a Berlino e la celebrazione del quarantennale della strage fascista di Bologna del 2 agosto (per una trentina di espatriati serata di approfondimento politico sul Paese dei servizi segreti deviati), chiudono un semestre particolare ed impegnativo.
Berlino è abbastanza affollata dagli scampoli di turisti locali e dai rientri dei vacanzieri, incubo dei virologi. Le famiglie si attrezzano per la riapertura delle scuole (10 agosto) e la ripresa del lavoro, almeno chi ce l’ha ancora. Luglio è stato un mese non molto caldo, nuvoloso spesso, ventoso, con qualche pioggia non esagerata, non sfibrante in ogni caso e agosto apre perfino con un certo freschino. Si va diritti verso quella che diverrà la „nuova normalità“ le cui coordinate saranno in parte definite dal funzionamento del semaforo corona-virus (i tre indicatori che guidano il Senato nelle misure di prevenzione da adottare), e dalla situazione economica i cui indicatori sono noti.

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Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 25 luglio 2020

Photostreet  in Berlin – 2017 – foto gierre 
ll Senato berlinese, ha emanato il settimanale controllo dell’epidemia e ha registrato semaforo verde da tutti e tre gli indici utilizzati per valutarne la pericolosità (R=0,89, nuove infezioni, terapie intensive). In poche parole situazione è sotto controllo. Una certa preoccupazione inevitabile per i vacanzieri che rientrano dopo i bagordi delle ferie, per cui controllo in aereoporto (volontario ma se non lo fai vai in quarantena obbligatoria), aperture per le attività sportive, qualche limite per le riunioni e le feste e la rassicurazione dell’esperto dell’SPD relativamente ad una seconda ondata che, coraggiosamente, definisce normale in tutte le epidemie e non una evento eccezionale (vedi paesi asiatici). Si ribadiscono con una certa monotonia le regole di prevenzione.
Mi viene in mente che qui non è mai stato obbligatorio portare la mascherina all’aperto. A parte gli operatori sanitari e sociali, l’obbligo è stato imposto solo quando è stata autorizzata la ripresa delle attività. Imposizione e multe relative che hanno riguardato sia i lavoratori che i cittadini, che si trovano in luoghi chiusi. Per il resto, si è sempre potuto andare a spasso, con i bambini nei parchi aperti, in bicicletta, a correre e fare sport tutte le volte che si voleva, senza dover rendere conto a nessuno e senza mascherina, purchè distanziati e non affollati. Praticamente non esistono luoghi chiusi (trasporti, negozi, ristoranti, uffici, etc.) nei quali si possa stare vicini e senza mascherina allo stesso tempo e la regola funziona anche perchè c’è un controllo, gentile ma fermo. All’aperto è più facile violare le regole ovviamente, sia perchè ci sono ovunque i birichini che credono di saperne una più del diavolo, sia perchè si sprecano gli studi scientifici che rassicurano dicendo che non ci sono evidenze scientifiche che mostrino la utilità della mascherina in luoghi aperti.
Ho concluso il mio rapido memo con una osservazione banale: se per contenere l’epidemia fosse stato così importante ed esiziale l’uso della mascherina anche all’aperto, con poco meno di 4 milioni di cittadini che girano giornalmente nella città, non tutti sempre rispettosi delle regole e del principio di precauzione, in 5 mesi di „troppa libertà per il virus“ e anche con le scuole e asili aperti in gran parte, ci saremmo dovuti aspettare una ecatombe. Viceversa non è successo assolutamente nulla di problematico. Infatti…..semaforo verde decretato dalla pubblica autorità, di concerto con l’autorità scientifica..
Ciò mi permette di concordare con il Prof. Zangrillo che sostiene, in Italia, che distanziamento, igiene e mascherine al chiuso sono sufficienti per la prevenzione (siamo sempre alle ormai plurisecolari norme) e di fara finita con inutili allarmismi!!!
Credo infatti che proseguire col mantra del virus che circola ancora (dall’inizio della vicenda si sa che resterà in giro per anni, anche dopo il vaccino, se e quando mai si troverà), del restare vigili, dell’annuncio permanente della seconda ondata autunnale (ditecelo quando arriva, per favore!), ripetuto ad oltranza prima e dopo i pasti, continuando a scaricare sui cittadini il „peso“ della epidemia, sia oltre che estremamente inutile, anche fortemente dannoso.
Credo che il Governo e i media dovrebbero fare un lavoro ben più serio, che poi sarebbe il loro: il primo verificando se ciò che gli compete, ovvero organizzare il contenimento dei focolai di infezione, si sta facendo per benino (il Dott.Crisanti ne dubita e credo abbia ragione) e magari cominciare a buttare giù un piano di riorganizzazione del sistema sanitario, prima di dire quanto costa e di cominciare a litigare con le Regioni. Sui secondi non mi pronuncio perchè i mali di questo mondo sono notoriamente diagnosticati, gravi e alcuni difficilmente curabili.
Dimenticavo di precisare che il fatto che il Prof. Zangrillo sia il medico di Berlusconi è per me una ulteriore garanzia di qualità.
Mi interesso dei fatti italiani perché pago ancora le tasse in patria e ci ho lasciato tre quarti dei figli e il 100% dei nipoti, e la loro sorte mi preme.

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo 08 luglio 2020

 

 

Foto Street . Graffiti in Berlin – 2017 – foto gierre 

 

LUGLIO TRISTE A BERLINO.

Sarà perchè il clima è molto nuvoloso, perchè con 14 gradi e i piumoni ancora in servizio si pensa all’inutile cambio estate-inverno, perchè la „ripresa“ del terziario è abbastanza zoppa, o forse perchè le gambe faticano a trascinarmi nella ennesima passeggiata attraverso la città, ma Berlino mi sembra una
vecchia signora, sempre molto bella, ma stanca e con gli occhi malinconici.
La West Side Gallery senza le centinaia di turisti che in tutte le stagioni cercano una prospettiva adeguata per fotografarsi accanto al famoso „muro dei graffiti“ ,o alle Trabant sistemate a bella posta per per sollecitare „Ostalgie“, si riduce a semplice elemento di contrasto con il restyling edilizio della zona,tutto vetro e cemento, che fa incazzare gli autoctoni (veri berlinesi dell’ex Est) e consente agli
immobiliaristi di farsi il „naso d’oro“.
Le stazioni principali, tra le ferie dei tedeschi e le non ferie degli stranieri, non pullulano di trolley multicolore nè risuonano del chiacchiericcio divertito delle greggi turistiche e sembrano tutte sintonizzate sulla fase „5 minuti prima della chiusura delle attività commerciali“. Queste ultime poi, quando non sono chiuse, sono indaffarate ad esibirsi in ogni modo e ad offrire sconti e opportunità ad una rara clientela che si ferma solo se non ha una buona combinazione dei mezzi per tornare a casa.
Più penosi sono i due grandi supermarket Kadewe (Kaufhaus des Westens) e Galeria, rispettivamente vetrine del consumismo dell’ex Berlino Ovest e dell’ex Berlino Est. Oltraggiosamente lussuoso il primo (mi fa l’effetto di un espresso con 5 cucchiaini di zucchero) e più medio borghese il secondo, già mete inserite nei pacchetti turistici e nei piani di viaggio di quasi tutti coloro che „passano per Berlino“, dovendosi accontentare della domanda locale, sembrano cattedrali nel deserto, anche se il primo ci tiene ad esibirsi ancora con i suoi paggetti in livrea, benché costretto (orrore!)a proporre sconti benchè su prodotti da design.
Le piazze non sono più allegre. Tutte con resort che, causa distanziamento, hanno dovuto triplicare la superficie coperta dai tavoli. Solo Breitscheidplatz non può essere più triste del solito perchè già abbruttita orrendamente dalle „difese antiterrorismo“ installate dopo l’attentato di Natale di tre anni fa che, oltre ad essere totalmente inutili (la probabilità di un secondo attentato con gli stessi mezzi nello stesso luogo è pari a quella che io venga assunto in cielo alla destra di dio padre onnipotente) sono un test sull’infantilismo psichico dei decisori, che mi auguro non siano architetti.

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Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo -30.06.2020

Street foto – Graffiti in Berlin – 2018 – foto gierre 

Giugno lascia il passo ad un Luglio che si presenta nuvoloso ma senza quella quantità di H2O di cui ci sarebbe tanto bisogno. Si chiude un periodo delicato, con la smentita delle previsioni più pessimistiche sugli effetti della ripresa delle attività e con il consolidamento delle nuove forme di prevenzione della diffusione della Pandemia. La „ripresa“ è decisamente zoppa e premono le vacanze estive, e ciò fa sì che il clima della città sia più sul sonnolento che sull’effervescente. Il corona virus è sempre meno protagonista e i giornali berlinesi, dopo l’orgia infodemica prussiana, debolmente pirotecnica, annaspano alla ricerca di casi ritenuti limite (qualche caseggiato e qualche scuola in quarantena) per fare tiratura. Sostanzialmente la situazione è sotto controllo perchè i „focolai“ di infezione sono circoscritti e gestiti e l’unica iniziativa di „riconfinamento“ fino al 7 luglio, si registra intorno a Gutersloh, in Westfalia, dove risiede la macelleria ormai famosa dei Toennies, cui era estraneo del tutto il concetto di prevenzione e non solo con riferimento alla epidemia. Ergo, normali preoccupazioni dei virologi che raccomandano sempre le stesse cose, normali e noiose battaglie politiche tra presidenti di regione che approfittano delle ultime occasioni offerte dalla Pandemia per conquistare spazi di credibilità politica per la loro carriera, mentre in pratica il dibattito si trasferisce sostanzialmente dal sanitario all’economico.

I dati finora confortano chi governa: 214 decessi in 4 mesi a Berlino e meno di 9.000 nell’intero paese, ovvero 108 morti ogni milione di abitanti che possono far tirare un respiro di sollievo, se si pensa che la situazione, all’oggi, è la seguente:

Regno Unito 642, Spagna 606, Italia 575, Svezia 526, Francia 457, USA 389, Brasile 275.

Per cui, via al salvataggio miliardario della Lufthansa, ma con il „pubblico“ che siede nel consiglio di amministrazione, mani nei capelli per lo scandalo Wirecard, corsa ai ripari per i 5.000 dipendenti di Airbus (che ne perderà 15.000 in tutto), sotto con i provvedimenti di sostegno alla ripresa, mentre la Merkel si rifà il trucco in vista della presidenza semestrale UE, un „momento della verità“ che quasi certamente la consacrerà come la regista principale della nuova strategia post pandemica. D’altra parte ci si deve pure occupare delle criticità nel settore commerciale visto che le catene Real, Karlstadt, Galeria Kaufhof e altre stanno ridimensionando notevolmente i punti vendita, così come di qualche scandalo per violenze in case protette, di qualche pensione eccellente, come quella di un manager della VW che supera gli 80.000 euro al mese (tutto mondo è paese!) e, da non sottovalutare, il caso politico della scoperta (sigh!!!!) di infiltrazioni niente affatto irrilevanti di neonazi all’interno della polizia e di reparti dell’esercito, che ha messo in grande difficoltà il Ministro degli Interni Seehofer. Questioni spinose che la Pandemia, madre di tutti gli alibi, non ce la fa a coprire!!!!

Gli osservatori del Mercato del Lavoro, nel registrare 2,85 milioni di disoccupati (di cui 500.000 solo tra Maggio ed Aprile) e l’aumento del lavoro a termine, prevedono una lenta ripresa dell’economia globale a partire dalla fine dell’anno e un livello di disoccupazione che arriverà a 3.5 milioni di lavoratori, livello che si manterrà nel corso del 2021. Dando per scontato che non ci sarà una seconda ondata di contagi e la necessità di nuove chiusure globali.

Insomma, il grigio sopra Berlino, rischiarato a sprazzi da fasci di luce, riflette bene la condizione complessiva che non è drammatica come in molte altre realtà mondiali, ma certamente preoccupante.

E così, mentre si va in ferie e si cerca di massimizzare le cautele per la necessaria e ancora prolungata convivenza con il virus, sarebbe bene che si avviasse una nuova fase nelle politiche europee, che veda tutti i paesi membri impegnati nella difficile ma necessaria progettazione del futuro del nostro continente che dovrà essere ben altro che il puro e semplice ripristino di una normalità dannatamente problematica, che la Pandemia ha solo fatto emergere, ma che ha ben altre e profonde ragioni. Anche qui mi auguro che possa maturare un nuovo rapporto tra il „sapere“, la „scienza“ e i cittadini e le loro espressioni politiche. Nel 1950 William Faulkner scrisse che: la voce dello scienziato non deve essere una mera registrazione della vita quale essa è; la conoscenza scientifica può essere un pilastro che aiuta gli esseri umani a resistere e a prevalere. Niente di più attuale, se si intende porre mano alla riprogettazione strategica dell’economia e della società collocando al centro l’uomo e l’ambiente, I diritti umani e la Carta Costituzionale, la convivenza pacifica e la solidarietà tra tutti i popoli. Troppo?! No se pensiamo che non fare nulla è enormemente rischioso e svivacchiare, ovvero fare solo ciò che va da sè, può soddisfare solo coloro che non riescono ad immaginare mondi migliori e modi migliori, quanti credono che già viviamo nel migliore dei mondi possibili. Per quanti sono convinti che l’umanità si trovi in una nuova fase della sua evoluzione, e che la ricchezza del suo pensiero sia tale da permettere nuovi assalti al cielo, non è troppo, ma esattamente ciò per cui vale la pena di usare la testa, di rimboccarsi le maniche, di organizzarsi, di rilanciare la lotta, a partire dagli ultimi, In questa spazio c’è un ruolo per tutti, ma quello principale, che deciderà i connotati del nostro futuro, spetterà al „mondo del lavoro“ in tutta la sua enorme complessità. Non saprei dire come, ma sento che ce la si può fare.

Buone ferie e statemi tutti bene

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo 22.06.2020

 

Street foto Berlin (foto gierre )

Una BERLINO UGGIOSA ci sveglia stamattina, con nuvole e caldo eccessivo.

Oggi passeggiata nei due Flohmarket (Mercati delle pulci) uno all’Est (Holzmarket) e uno all’Ovest (ErnstReuterHaus), il primo per borse popolari, il secondo per agiata borghesia, poi Caffè Einstein in Alexanderplatz e rientro tranquillo con uno specchio per il bagno, Gente? Medio affollamento.

Prevenzione: ovunque abbondanza di cartelli Abstand 1,5 mt ma pensare che possano essere rispettati è da grulli (dicono i toscani). Eppoi all’aria aperta la probabilità di contagio è minima.
Sul fronte sanitario poche novità locali: il trend delle nuove infezioni „nehmen zu“, ovvero tende all’aumento, come era facilmente prevedibile con la ripresa delle attività, la riapertura parziale delle scuole e degli asili nido e delle manifestazioni di massa. I decessi sono al livello dei 211 e di 8.871 a livello nazionale. Il Sindaco Michael Mueller, con una garbata lettera ha ringraziato tutti i berlinesi per la
coesione e l’accortezza dimostrata in questa crisi invitando a tenere bene a mente gli obiettivi fissati e ad evitare leggerezza e spensieratezza nella vita quotidiana. Conferma che la strategia di controllo dello sviluppo pandemico funziona bene e che la nuova clinica per l’emergenza ha una capacità che può farci stare tranquilli e che la solidarietà, la perseveranza, la creatività e l’affidabilità, che sono nel DNA dei berlinesi, potranno consentire di dominare gli eventi frutto della Pandemia. Niente di più che un “memo“ preferiale, più rassicurante che preoccupante e moderatamente responsabilizzante di un normale primo cittadino.
Che il sistema di controllo funzioni l’ho verificato proprio questa settimana.
Un Decreto del Ministero della Sanità estende a tutti la possibilità di sottoporsi al tampone, al fine di rafforzare le misure di prevenzione della diffusone del virus e di contenere i costi del sistema sanitario che sono più elevati se si fanno pochi test.
Così in 24 ore si è accertato che la mia famiglia è tutta „negativa“. Buon per tutti ma soprattutto per mio figlio e mia moglie che sono inseriti in una catena di
relazioni obbligate dal lavoro, Il test costa circa 60 euro al sistema pubblico e per tutti gli assicurati con una mutua pubblica tedesca e per gli stranieri con tessera sanitaria europea è, ovviamente, gratuito.

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Berlino. L’impatto del Coronavirus sui disabili: un’emergenza che non dobbiamo ignorare

L’impatto del Coronavirus sui disabili: un’emergenza che non dobbiamo ignorare

di Amelia Massetti

In questo tempo di distanziamento sociale, a causa del coronavirus, le persone disabili hanno subito maggiormente il senso di isolamento e paura di poter contrarre il virus. La vita è cambiata improvvisamente e drasticamente per tutti, ma per coloro che necessitano di cure e di sostegno è un dramma, con ripercussioni e risvolti talvolta drammatici. I ritmi e le consuetudini quotidiane, che garantivano a queste persone una continuità ed un adattamento sociale in continua evoluzione, non sono infatti ancora stati completamente ripristinati.

L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU ILMITTE.COM 

Cronache da Berlino – Ballare con la tigre – di Franco DiGiangirolamo 14.06.2020

 

 

Graffiti in Berlin – foto gierre 

BALLARE CON LA TIGRE.
Da Berlino poche novità sul fronte Covid-19.
L’onda dei contagi attesi con la riapertura non è ancora arrivata. I decessi dall’inizio della Pandemia restano a livello di 5,5 per 100.000 abitanti, ovvero a 208 , contro un valore nazionale di 10,6 decessi per 100.000 abitanti (8.781). Il 95% dei deceduti sono ultrasessantenni, l’86% sono ultrasettantenni, ma ci sono anche 3
casi al di sotto dei 20 anni. Alcuni casi di contagio rilevati in tre scuole, un asilo nido e un ospizio per anziani, posti in Quarantena, Studi specifici si moltiplicano, approfittando della presenza di studenti e bambini nelle scuole, dando per scontato che la parola “distanziamento” necessita di ben altra declinazione.

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Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo -3 giugno 2020

 

Fotostreet gierre : Geometrie Berlinesi .settembre 2019 – gierre 2019

 

Terminato anche il PONTE DI PENTECOSTE (in Germania è giornata di Festa) e scavallata la Festa della Repubblica (solo per noi emigrati italiani), con il sole che ci accompagna ormai da svariati mesi si va verso una settimana „interessante“. C’è chi ritiene che la Pandemia sia un „evento sociale perfetto“ perchè mette in gioco salute, sociale, economia e mentalità. Penso che in questo gioco il „sanitario“ stia perdendo, neanche tanto gradualmente, la sua centralità. 40 manifestazioni autorizzate sabato 23 maggio e 60 autorizzate per il 30 giugno a Berlino, quasi tutte centrate sul tema dei provvedimenti per contenere la Pandemia, con l’inevitabile confronto di piazza a distanza tra ultradestra e galassie complottiste e movimenti antifascisti e antinazi, danno una idea vaga ma sufficiente delle tensioni che covano nella capitale. Non è mancata una iniziativa di protesta molto partecipata per l’assassinio di George Floyd a Minneapolis.

Mancando attività culturali, artistiche e turismo internazionale, la città non è affollata neanche nei giorni di festa, anche se finalmente si vedono i trolley che vanno avanti ed indietro, ovvero che il movimento interno è ripreso moderatamente. La gastronomia viaggia a scartamento ridottissimo anche perchè a pochi viene voglia di prenotare, per stare seduti un’ora permanendo sempre all’erta, ossia fare un pranzo in modalità „schivavirus“ al quale, diciamolo pure, è molto preferibile un bel take away goduto in modalità „divanista“. I resort delle piazze centrali sono abbastanza pieni ma sono di una malinconia estrema. Pieni invece i parchi, ambiti dai berlinesi di tutte le età, nei quali si ammassano molto volentieri. Distanze rispettate senza ossessioni, le mascherine non sono obbligatorie all’aperto, si può giocare, andarci in bicicletta, per cui è l’unico spazio fruibile quasi come prima dell’epidemia.

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Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 30 maggio 2020

Berlin Street Foto – Luci sulla Sprea (foto gierre )

E’ arrivata anche la fine di maggio, notti un poco freddine ma BERLINO SEMPRE IN GRAN SPOLVERO. E’ora del cambio di stagione e di cambiare argomenti di discussione. Perciò, per quanto mi riguarda, chiudo il Festival della Pandemia, con poche info. E’ tempo di passare dalla difesa all’attacco, come suggeriscono le 40 manifestazioni autorizzate a Berlino nell’ultimo fine settimana e le 60 dimostrazioni all’aperto che sono state autorizzate dalla Polizia per questo fine settimana e alle quali dovrebbero partecipare non più di 50 persone distanziate, ma si sa che ce ne saranno almeno il quadruplo. Finalmente, dopo un tira e molla del Senato berlinese che per tre giorni aveva registrato semaforo rosso (mix di indice Rt, occupazione posti letto intensivi e numero dei contagi) e temeva una nuova ondata epidemica, finalmente arriva il semaforo verde. Il tasso di riproduzione arriva a 0,88, le nuove infezioni per 100.000 abitanti restano al 4.7, e ci sono solo 56 ricoverati in letti di terapia intensiva. Con 195 morti dall’inizio della pandemia e 6.702 guariti si può parlare di rischio accettabile o, come direbbe Conte, calcolato. Insomma, la „CONVIVENZA CON IL VIRUS“ può proseguire non essendo stata troppo terrificante. Perciò, contando sui poteri e le responsabilità che la Cancelliera Merkel lascia volentieri alle Regioni, limitandosi a fare da osservatrice, dopo un periodo di discussioni faticose sulla distribuzione dei poteri in uno stato federale, il Senato dell’area metropolitana ha deciso che si procede sulla strada intrapresa. Manifestazioni, Cinematografi, Concerti all’aperto, dal 2 giugno sono possibili per 200 persone, dal 16 giugno per 500 persone, dal 30 giugno per 999 persone (i tedeschi son precisi e l’approssimazione non è il loro forte). Fino al 31 agosto vietate le grandi manifestazioni. Celebrazioni e ricorrenze varie restano possibili fino a 50 persone. Altre aperture sono previste ma mi fermo qui ma, in sostanza, tutto è affidato, come ovvio, a distanziamento fisico, non sociale, e igiene. Resta il problema degli asili e delle scuole perché si è aperto un conflitto tra virologi (e ti pareva?!?!) sulla pericolosità dei bambini come portatori sani. Studio contro studio, come nella migliore tradizione. Personalmente la vedo come una questione difficile da risolvere, perché non è sanitaria, ma sociale. Chi ha avuto bambini sa che sono portatori instancabli di ogni tipo di infezione e non vedo perchè il corona virus, che si è trovato così bene con la specie umana, dovrebbe trascurarli. Che possano essere portatori sani di epidemia è sicuro, che non si possano usare le armi preventive della igiene e distanziamento è altrettanto sicuro. Occorre solo decidere come tenerli alla larga da soggetti con deficit immunitari e pluripatologici per ridurre i rischi e come controllare i focolai che potrebbero suscitare. Se questo rischio non si intende assumerlo, occorre dire alle mamme che dovranno restare prigioniere a casa per anni, con grande soddisfazione delle destre reazionarie che ringrazieranno la pandemia per aver rafforzato la loro concezione della donna come generatrice e allevatrice di prole nel focolare domestico.

Vivendo in un Comune dove l’età media della popolazione è di 38 anni che, pur essendo molto rispettosa delle norme di prevenzione, non è per niente allarmata dai dati sull’epidemia, prevedere come va a finire la disputa scientifica non è molto difficile: o si riapre abbastanza prestino o le manifestazioni di protesta diverranno irrefrenabili e nervosette.

C’è anche da dire che il panorama nazionale è molto articolato non solo per differenze oggettive, ma anche perchè la pandemia non è distribuita uniformemente e le sensibilità sono molto diverse, come è noto.

Personalmente, per es. non ho trovato all’oggi, in due mesi e mezzo, una sola persona che „conosca“ un deceduto o un ricoverato in terapia intensiva ed è difficile paragonare questa sensazione con quelle dei bavaresi e metterla giù dura con provvedimenti draconiani.

C’è ancora da attendere una quindicina di giorni, forse la fine di giugno, per capire bene come è andata complessivamente l’apertura, ma a Berlino, nonostante la mancanza di turismo e l’azzeramento della vita culturale e artistica, la vita è ripresa, a scartamento ridotto, in forme nuove, ma direi appieno e con moderata preoccupazione per lo tsunami di infezioni che dovrebbe arrivare. L’onda di ritorno non si è registrata e il rischio calcolato, pare si possa dire che è stato, finora „ben calcolato“. Ciò che rassicura, dice un mio amico che gestisce un piccolo bar, è che sia lui che il suo dipendente, hanno ricevuto dallo Stato, pochi giorni dopo il relativo decreto, soldi molto sufficienti sia per vivere stando a casa, sia per ristrutturare il locale ai fini del distanziamento. Uno dei miei figli, invece, che è in CIG in Italia non ha visto un ghello dopo tre mesi e mezzo e non si sa quando lo vedrà e se perderà il lavoro A proposito di capacità di spesa e di rinascita economica. Lui non è molto sereno e se se ne dovesse fregare della pandemia (non è così, per fortuna) , potrei comprenderlo perchè le mie ragioni di persona a rischio e di garantito dalla pensione non sono certamente le sue.

Ci sentiamo tra una settimana se non diverrò preda della grande giustiziera.

Convivere con il Coronavirus. Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo

 

Street photo in Berlin – 2019 foto gierre

Ridotta finalmente ad una ristretta minoranza gli oltranzisti del confinamento e convinti che la lotta contro l’epidemia non potrà essere completamente vittoriosa, certamente nel breve e forse anche nel lungo periodo, indipendentemente dalla scoperta del vaccino, ci si è avviati, quasi ovunque in Europa, verso una difficile e problematica convivenza con il coronavirus, con l’obiettivo di mettere in campo il massimo e il meglio delle risorse umane e materiali disponibili per contrastarne la diffusione e la virulenza.

I principi di precauzione e di rischio accettabile (calcolabile ma non ancora ben calcolato) si stanno facendo largo a fatica, dopo l’enfasi delle parole d’ordine della “lotta per la vita e la salute a qualsiasi costo“, emersa da una cultura che pensava ad una società al servizio della guarigione, che, insieme alla retorica di stampo bellicista, ha prodotto effetti Nocebo che non poteva che scontrarsi con i “fatti“ (economici, psicologici, sociali, etc.) che hanno sempre, come si sa, la testa dura.

D’altra parte la Convivenza dell’essere umano con i virus non è, nè sarà, una stranezza o una novità a meno che non si neghi che buona parte della storia umana possa essere letta come coevoluzione tra uomo e animali e loro habitat (compresi virus, batteri, microbi, etc.) in una relazione stretta e di dimensione planetaria, oggi giorno amplificata prevalentemente dalla esplosione demografica e dall’urbanizzazione eccessiva.

Pochissimi virus sono stati debellati (quasi) definitivamente, per quanto ne so, senza disporre di una cultura specifica. Forse quello della poliomielite con il vaccino Sabin e il vaiolo, dichiarato dall’OMS non più pericoloso per l’uomo da non molti decenni. Non sarà per caso che nei primi 4 mesi del 2020 a livello mondiale siano morte 237.469 persone per (o con) coronavirus, poco meno di quante ne sono morte per malaria (327.267) e 17 volte di meno di quante ne sono morte per malattie infettive (4.331.251). Pur tralasciando i 3.731.427 morti per fame (evitabili, tra cui moltissimi i minori), i morti per tumore (2.740.193), e quelli per incidenti stradali (450.388) e per suicidio (357.785), mi pare di poter dire che la convivenza con i rischi e con i virus sia un fatto assodato anche se le principali stragi di esseri umani sono passate del tutto inosservate o siano state moltissimo sottovalutate dai sostenitori della “supremazia assoluta e indiscutibile della salute sulla economia“, probabilmente perchè si trattava in gran parte della salute degli “altri“ e della “econo-nostra“ e forse anche perchè per salute si alludeva non già alla definizione che ne dà l’Organizzazione Mondiale della Sanità ma, operando una scissione cartesiana,la pura e semplice sopravvivenza del corpo materiale, meccanico, oggettivo della società contagiata.Certamente una notevole quantità di morti dovuta ad una pandemia di cui si ignora quasi tutto, che colpisce persone già deboli, che li tormenta dolorosamente nell’isolamento dal contesto di vita e familiare, accompagnata freddamente all’incenerimento senza alcun conforto, così come è accaduto in Italia, desta maggiore attenzione perchè opera nel Nord del Nord, ovvero nel territorio più ricco di una nazione abbastanza ricca in una Europa relativamente benestante e non in un oscuro angolo della terra dove gli ultimi degli ultimi si ostinano a vivere una vita “indegna di essere vissuta“.

Ciò ha consentito ai media e ai poteri pubblici di trasformare una motivatissima paura in un grande, ingiustificato terrore, con tutto ciò che ne è conseguito. Fortunatamente questa ulteriore e non necessaria sofferenza, che ha un impatto anche sulla salute pubblica, in Germania ci è stata risparmiata, grazie ad una gestione complessiva, sia delle politiche sanitarie che della politica comunicativa, molto più avveduta, anche se non prive di contraddizioni e problemi.Non so qual’è il clima nel paese, ma a Berlino questa settimana di risveglio mi è parsa tutto sommato tranquilla. Più gente per la strada, poche mascherine all’aria aperta e tutti mascherati al chiuso o sui mezzi. pubblici, un certo rigore per il rispetto delle norme di prevenzione in tutti i negozi aperti, pratiche di disinfezione diffuse e norme dettagliate per gran parte delle attività lavorative. Attitudine al distanziamento senza ossessione e clima tranquillo. In ogni caso Berlino è una città dagli ampi spazi e mantenere le distanze e sedersi tranquillamente a prendere un caffè nei tavoli esterni di un bar non è cosa nè pericolosa nè impossibile .Di quanto si ridurrà il rischio di contagio non si sa, che ci saranno ancora contagiati, ammalati e una percentuale di morti è sicuro, che siano “accettabili“ dipende da vari fattori, non tutti sanitari.
Girano ancora pochi trolley, segno che il turismo e il movimento nazionale, pure libero, è ancora in letargo. Oltre al pendolarismo interno, mancano dalle strade solo i turisti stranieri, le persone spaventate che continuano la quarantena anche se non obbligatoria, i quarantenati obbligatori, e coloro che si sono abituati alle gioie della casa. Quando, come nel mio caso, si ha un figlio cuoco di professione e in cassa integrazione, a casa si resta volentieri perchè farsi coccolare con dei buoni bocconi senza l’obbligo di cucinarseli, diciamolo!!!! è una fortuna da nababbi!!!!
Dimenticavo che tra i noncuranti disinteressati alla prevenzione non ci sono solo persone marginali, machisti di varie specie, ma anche “oppositori“ politico ideologici che con un multiforme varietà di motivazioni ritengono inutili, dannose e pericolose le misure adottate in quanto frutto di complotti internazionali, capitanati dai più svariati soggetti e con finalità antidemocratiche, assolutistiche,dittatoriali, sia di portata politica che economica. Fare un quadro dei soggetti che ogni fine settimana organizzano manifestazioni di protesta mi è difficile, per ora, ma cercherò di impegnarmi a capire.Per il momento, da quelle statistiche che essi definiscono tutte bugie, leggo che nella capitale i decessi restano sotto il livello di 190, con circa 6.500 contagiati e poco meno di 6.000 guariti e non vedo motivo di allarme anche se bisognerà attendere la fine del mese per valutare l’esito combinato delle norme di prevenzione con il comportamento dei cittadini prima di altre decisioni su apertura delle frontiere (ilGoverno sta lavorando per una proposta unitaria dei paesi di Schengen).

Per la scuola (problema esemplare: se si infetta una insegnante si mette in quarantena tutta la scuola, visto che il suo intorno è di quella dimensione, o solo lei?). Altre scelte dovranno essere prese per le manifestazioni e le iniziative pubbliche (che sono numerose nella capitale), per le manifestazioni artistiche (il pane dello spirito di Berlino), sportive e culturali e per il turismo. Questi ultimi, sono i settori più penalizzati in assoluto.

A proposito di penalizzazioni, sarà dura fare il bilancio dell’area metropolitana di Berlino per il 2020-2023. Si calcola che il deficit in quel periodo aumenterà di 8,35 miliardi di euro rendendo vani gli sforzi che nel periodo dal 2011 al 2019 hanno consentito di ridurre il deficit annuo dai 62,91 Mld ai 57,56 Mld.Come ha detto qualcuno: Die fetten Jahre sind vorbei (finiti gli anni grassi, ovvero quelli degli investimenti miliardari).

Cronache da Berlino al tempo della pandemia – 13 maggio 2020 – di Franco Di Giangirolamo

 

Cigni nei laghi Wansee nei dintorni di Berlino foto gierre

 

A metà di questa settimana un po’ fatidica e di un mese „ di passaggio“ verso una nuova normalità e, spero, verso la definizione concreta di alcune condizioni di base che ci permettano di convivere senza eccessivi danni con il corona-virus, raccolgo alcuni flashes sulla situazione berlinese.

Sul piano sanitario non ci sono state evoluzioni significative, a parte l’Indice Ro che ha toccato il livello di 1,13 a livello nazionale e messo in allarme l’Istituto Koch. Sempre a livello nazionale siamo sui 7.500 decessi , in gran parte registrati in Baviera (oltre 2.000), in Baden Wuerttenberg (1,500) e Nordrehin Westfalen (1.500). A Berlino si resta attorno ai 165 morti e 6.269 contagiati con 5.586 guariti. Motivo di rassicurazione nella capitale è la inaugurazione del cosiddrtto „Ospedale senza pazienti“ allestito prsso la Halle 26 della Fiera, struttura flessibile/modulare con 488 posti letto per terapie intensive, da tenere di riserva nella evenienza di una ondata epidemica eccezionale. Una garanzia più che solida, visto che attualmente sono ricoverati in Ospedale 447 malati da Coronavirus, di cui 135 trattati in terapia intensiva. Costo della struttura 43 milioni di euro, Albrecht Broemme il coordinatore, un mese e mezzo tempo dell’allestimento, che fa pensare a molti berlinesi ai 16 anni di ancora inutile attesa del nuovo aereoporto.

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Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 9 maggio 2020

 

 

Street Photo Berlin 2017 – foto gierre 

maggio 2020. Il Senato di Berlin, dopo le decisioni del governo federale, esercita la sua autonomia”regionale” (le aree metropolitane in Germania sono 3 e hanno gli stessi poteri dei Laender) per quanto riguarda il cammino verso una nuova normalità.
– 9 Maggio: facoltà di riunioni familiari per non più di due famiglie
– confermato obbligo di mascherine nei luoghi chiusi, sui mezzi pubblici, etc. e distanziamento fisico
– 9 maggio: possibili manifestazioni con biciclette, auto, moto, per non più di 50 persone
– 18 maggio: possibili manifestazioni ma non oltre le 50 persone anche in ambienti circoscritti
– 25 maggio: possibili manifestazioni all’aperto per non oltre 100 persone
– 15 maggio: apertura della “gastronomia” dalle ore 6 alle 22 con rispetto ovvio delle norme di sicurezza
– 25 maggio: aprono alberghi ed hotel turistici ma le saune e altre strutture analoghe debbono restare chiuse
– 9 maggio: riaprono scuole guida, massaggi, solarium, tatuaggi et similia
– 14 maggio riaprono definitivamente Kindergarten
– 15 maggio: attività sportiva possibile con limite di 8 atleti per sport di gruppo
– 25 maggio: spiagge e bagni sono liberi
– permesso di visita parenti per luoghi di cura e di ospitalità per invalidi, etc.

Occhio rivolto al limite di guardia per tenere sotto controllo lo sviluppo della epidemia: allarme quando si supera il numero di 50 nuovi contagiati per 100.000 abitanti, misura definita a livello nazionale. Berlino, con 3,5 milioni di abitanti dovrebbe rivedere le proprie decisioni quando i nuovi contagiati dovessero superare il numero di 1,800.  Tenuto conto che ieri si erano registrati complessivamente 6.236 contagiati, 5.431 guariti e 164 morti, è molto difficile che la probabile ondata di ritorno della epidemia raggiunga tale livello.
Se non dai dati, la mia ipotesi ottimistica è suffragata dal clima disteso e festoso registrato nella giornata di ieri (solo Berlino aveva giorno di festa dedicato al 75-mo anniversario della liberazione e della fine della guerra), con moltissime persone che affollavano parchi e mezzi pubblici. Certamente l’attenzione alle misure
di prevenzione è evidente e diffusa, ma non si può non notare anche una certa “spensieratezza” che ne limita sicuramente l’efficacia. In ogni caso, le bandiere dell’ANPI, che sono tricolore e che ieri hanno sventolato alla
testa della delegazione che ha deposto garofani rossi al monumento al soldato sovietico in Treptow Park, ha risvegliato l’attenzione di tre poliziotti che, con molta gentilezza, si sono preoccupati di spiegarci il distanziamento necessario. Avranno pensato che agli italiani, anche se sono più disciplinati di loro, è bene
spiegarlo due volte. Non si sa mai. Da Berlino, un saluto a tutt*

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo 7 maggio 2020

 

Porta Brandeburgo illuminata , suoni e luci 2019  – foto gierre

Governo e Regioni tedesche hanno definito ciò che potrebbe definirsi un “piano“ per una nuova fase di “convivenza non rassegnata“ con l’epidemia. Non l’ho chiamata Fase 2 perché i tedeschi non usano questa terminologia, come d’altra parte neanche quella che ho usato io nella frase precedente. Difficile sintetizzarne l’esito con una frase. Approssimativamente direi: “uniti nella discordia, con un po più di prudente coraggio“, sapendo che è una frase relativamente equivoca..

Frau Dr. Merkel aveva lavorato per una maggiore coesione nazionale delle varie autonomie e sicuramente ne è uscita piuttosto delusa e non ha mancato di manifestarlo con la mimica e non solo. Esprimendo il giudizio condiviso sul fatto che i dati epidemiologici sono molto, ma molto (ripetuto) confortanti, grazie soprattutto alla disciplina dimostrata dai cittadini, ha affermato che ci si può permettere di fare considerevoli passi avanti, senza abbandonare la prudenza.L’assedio dei Presidenti delle Regioni, non certo insensibili ad interessi lobbistici e politici, ha limitato la possibilità di un piano di regole unitario, anche perché alcuni di loro avevano già anticipato delle misure che avrebbero dovuto essere collegialmente discusse.. La “democrazia/federalismo“ e le “specificità regionali“, sono servite da motivazione-paravento per concludere con un significativo spostamento del baricentro del potere decisionale dal livello nazionale al livello regionale. Una più ampia assunzione di responsabilità dei presidenti delle Regioni è il risultato politico del summit, seppure sorvegliata da una Cancelliera che da “anatra zoppa“ ha ritrovato, nella crisi, il suo ruolo di leader indiscussa sia a livello UE che nazionale.Non è un caso che i sondaggi di opinione per ciò che possono contare, registrano un gradimento nell’80% dei suoi cittadini.Le decisioni concrete sono:
– Scuola: entro l’estate riaprono tutte le scuole ma le Regioni decideranno la gradualità ele condizioni per le riaperture, ferme restando le opzioni sulle misure di protezione individuali ,il distanziamento, la sanificazione ed igienizzazione e i divieti diraggruppamento;– Si può aumentare il numero degli asili nido aperti per i bambini dei lavoratori;
– nella seconda metà di maggio riparte la Bundesliga, ovvero il campionato di calcio, che verrà giocato senza spettatori (preferisco non diffondermi su questo punto perchè lo trovo talmente demenziale, tanto quanto ritengo utile consentire a tutti i cittadini di fare sport in condizioni di sicurezza)
– incontri consentiti al massimo a due famiglie di conviventi– consentite le visite ai parenti negli ospedali, nelle case di assistenza per invalidi e negli ospizi per anziani, con tutte le misure di sicurezza necessarie
– aperture ristorazione, etc.: decisioni delegate al livello regionale

Al livello di 7.000 decessi, 166.000 contagiati e 137.400 guariti, con 982 nuovi infettati di ieri, la Merkel ferma il gioco e dice ai Presidenti regionali: occhio che vi tengo sottocontrollo. Se l’infezione si sviluppa al di sopra dei 50 contagiati/giorno per 100.000 abitanti si tira il freno a mano! Almeno è una regola, anche se, opinione personalissima,non sono del tutto convinto che le logiche globali di diffusione della epidemia possano essere contrastate con provvedimenti locali.D’altra parte alla Cancelliera non si poteva chiedere di più. Prima della crisi epidemica era già in fase di dismissione, intenzionata a mettersi a riposo con un unico cruccio (?): quello di trovare chi la potesse sostituire in un partito come la CDU dall’interno del quale, attraverso i pretoriani regionali, le arrivano le maggiori preoccupazioni politiche. Con la crisi sanitaria ed economica attuale si trova di fronte alla sfida più grande della sua carriera, paragonabile solo a quella della ricostruzione post bellica e della unificazione delle due germanie. Altro che fine carriera e uscita di scena!!!!! Mi sa che se le cose non prendono una certa piega le tocca di ricandidarsi per il quinto mandato!!!! Da Mutti (madre della nazione) a salvatrice della patria, il passo è breve e forse anche obbligato.Oltre tutto, il Summit si è svolto sotto l’egida della sentenza pronunziata dalla Corte Costituzionale tedesca sulla incostituzionalità del Quantitative Easing promosso da Draghi quando era al vertice della BCE, la quale, scusate se è poco, mette in discussione l’efficacia delle decisioni della Unione Europea in Germania. Il tema merita altro livello di approfondimento ma, tenendo conto che aprire il varco della solidarietà europea era già stato per la Cancelliera un parto molto difficile, dover rispondere in tre mesi al quesito sollevato dalla Corte rischia di essere un trilemma quasi insuperabile perchè mette in discussione una delle modalità principali  di quella “solidarietà“. Tre nodi durissimi: uno sanitario, uno economico e uno costituzionale, tutti e tre di dimensione sovranazionale la metteranno alla prova in maniera notevole. Spero che le altre due donne “forti“ (Lagarde e von den Layen) le diano una mano per uscirne bene, nell’interesse di tutti,compresi noi italiani espatriati e non.

Un abbraccio da Berlino.

Cronache da Berlino 6 maggio 2020 di Franco Di Giangirolamo

Graffiti in Berlin ( foto gierre )
Giornata cruciale oggi per la Cancelliera tedesca che, dopo una settimana di confronto intenso e di pressioni lobbistiche e istituzionali di ogni tipo (altro che democrazia dimezzata!) si incontra con i presidenti delle regioni per definire le linee fondamentali del Lockerung per le prossime due settimane. Obiettivo dichiaratissimo: raggiungere un livello di unitarietà nella definizione delle strategie di contenimento derlla espansione della pandemia e di ripresa graduale delle attività economiche, che sia da guida per le iniziative inevitabilmente articolate dei Laender.
Le decisioni le apprenderemo stasera.
Il freddo che è tornato sulla città non inciderà negativamente perchè il clima politico di questi giorni si è abbastanza riscaldato e, all’altezza di 7.000 decessi su scala nazionale (poco meno di 160 a Berlino), con l’Institut Robert Koch schierato fermamente sulla „prudenza e cautela“, la Merkel dovrà solo fare miracoli di equilibrismo, alla quale peraltro è avvezza, visto che governa da 15 anni uno Stato Federale, con tutto ciò che significa nella distribuzione sussidiaria dei poteri.
Potrei dire che i più tranquilli oggi saranno gli animali dei due Zoo che sono riaperti dal 27 aprile per la gioia dei berlinesi, grandi e piccini, per i quali lo Zoo è una specie di istituzione. Continua a leggere “Cronache da Berlino 6 maggio 2020 di Franco Di Giangirolamo”

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 3 maggio 2020

Berlin Sony Center 2020  – foto gierre 
Berlino. Dopo le dimostrazioni di venerdì pomeriggio da parte dei contestatori delle norme di sicurezza adottate in Germania per contrastare la diffusione della pandemia, il fine settimana è stato una specie di allenamento preparatorio per il 4 maggio che, senza volerlo, è diventata una data simbolica. Va detto che, nonostante le direttive berlinesi siano assolutamente gestibili senza problemi, la contestazione da parte di piccoli gruppi di estrema sinistra e di estrema destra non erano mancati, Ma la Festa del primo Maggio era una occasione troppo ghiotta per non essere utilizzata, soprattutto perché sia la manifestazione del DGB (sindacato confederale) che quella del MyFest, erano state, ovviamente, sospese e la città era a disposizione per chi cercava visibilità e spazi di movimento. Continua a leggere “Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 3 maggio 2020”

Cronache da Berlino 26 aprile 2020 di Franco Di Giangirolamo

… per le vie di Berlin ( foto 2017 gierre )
DOMENICA A BERLINO
Siamo al 26 di aprile e nell’aria si avvertono i segnali del Lockdown.
Venerdì ho percorso per 3 ore (non è vietato e poi ho indossato per la prima volta la mascherina) il centro di Berlino con tutti i mezzi pubblici possibili e gran parte a piedi. Traffico leggermente aumentato, distanziamento difficile ma almeno tentato, mezzi pubblici un poco più pieni ma sostanzialmente con presenza gestibile, poche mascherine di protezione, strade vuote di pedoni, Isola dei Musei deserta, grandi stazioni vuote, pochi chioschi aperti per il take away, presenze umane notevoli, con distanziamento, nelle aree dedicate ai cani, poche bici in circolazione, mamme con bambini negli spazi verdi ma senza raggruppamenti, cantieri edili tutti aperti (credo che non abbiano mai chiuso), East Side Galery deserta, luoghi classicamente turistici ovviamente iperdeserti, qualche raggruppamento di senza fissa dimora, a Kreuzberg, quartiere multietnico molte donne turche e musulmane (vedendo quelle con il burka non posso fare a meno di pensare ad una „vendetta di Maometto“). Continua a leggere “Cronache da Berlino 26 aprile 2020 di Franco Di Giangirolamo”

Cronache berlinesi di Franco Di Giangirolamo – 23 aprile 2020

Graffiti in Berlin 2012 ( foto gierre )
Giornata importante, quella di oggi.
Comincia il RAMADAN, mese importante per i musulmani di tutto il mondo, ai quali credo giusto augurare un buon esito per il loro impegno spirituale.
Inoltre, si terrà una videoCONFERENZA EUROPEA dei Capi di Governo per provare di fare un passo avanti verso la soluzione del problema della Crisi economica e sanitaria causata dal corona-virus.
L’ennesima, meravigliosa giornata di sole a Berlin avrebbe potuto favorire un clima più sereno e costruttivo in un eventuale incontro diretto, ma, comunicando ognuno dal proprio “scranno”, non si potrà contare neppure su questo modesto effetto climatico. Siccome la politica non è il mio forte, non entro nel merito e mi limito ad esprimere una previsione-speranza-quasi convinzione puramente istintiva: alla fine della fiera saranno tre donne che, pur vituperate quante mai, troveranno una mediazione valida per tutti e si chiamano: Merkel, von den Layen, Lagarde. Sarebbe anche un segnale di cambiamento politico niente affatto secondario. Vedremo.

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Covid-19, l’eccezione tedesca. Perché in Germania il numero dei decessi è inferiore?

FONTE ILMITTE

Covid-19, l’eccezione tedesca. Perché in Germania il numero dei decessi è inferiore?

di Gabriella Di Cagno

Sono in molti a chiedersi con stupore come mai in Germania il numero dei decessi sia così inferiore a quello degli altri Paesi (4538 casi al 19.04.2020 su 143.724 contagiati e su una popolazione di 80 milioni). Parliamo di circa 5 morti ogni 100.000 abitanti, una percentuale incredibilmente inferiore a quella di moltissime altre nazioni europee. Ma come si spiega quella che è ormai definita “l’eccezione tedesca”, in rapporto alla diffusione del Coronavirus?

L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE : ILMITTE.COM

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 20 aprile 2020

Laghi nei dintorni di Berlino – Foto Gino Rubini 
Domenica 19.4  lago Schaefar, polmone verde per i residenti in Reinickendorf. Pieno di gente, giovani, vecchi, mamme con carrozzine. Sforzi per distanziarsi abbastanza riusciti, chiosco take away. Sembra una normale giornata estiva, visto che il sole ormai a Berlin è di casa. Lunedì 20.4 Mia moglie rientra a casa dal lavoro: oggi mascherina in bus. C’è molta più gente in giro. Forse in vista delle aperture del 20 aprile si sente aria di “liberi tutti”? Non lo so ma i negozi aperti sono sempre meglio attrezzati per la prevenzione e la gente si distanzia con naturalezza in ogni occasione. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma l’idea che si possa convivere col virus senza eccessivi danni, prendendo le precauzioni necessarie e isolando in quarantena solo i contagiati, mi comincia a convincere, sempre che si riesca a intercettarli presto e bene.
In ogni caso, i numeri sono confortanti, non molto, ma almeno un poco.
I contagiati dal 16.4 al 19.4 sono passati dai 133.858 a 142.180,i guariti dal 77.000 a 88.000 (quando ci sono tre zeri finali vuol dire che non sono precisi, ma stimati perchè le notizie non arrivano sempre in tempo dalla estrema periferia). I decessi sono saliti da 3.794 a 4.396, di cui due terzi nelle regioni della Baviera, del Nod Westfalia e Baden Wurtenberg. A Berlino i contagiati sono poco più di 5.000 e i morti sono saliti a 92.
E’ brutto dirlo, ma quando i morti sono 1 su 40.000 abitanti si fa fatica a terrorizzarsi, anche perchè i media non occultano ma non drammatizzano come in Italia.
Paginone di intervista del corrispondente dall’Italia del SuddeutscheZeitung, Oliver Mailer, a Conte. Domani sentiremo le reazioni. La frase che ho apprezzato di più è stata: Nessuno in Europa è il primo della classe, Non è vero, ovvviamente, e lo sappiamo bene, ma serve a dire che di primi della classe in questo momento non ce n’è bisogno e trovo che sia politicamente una opportuna affermazione al tavolo di gioco europeo. Sul resto, il discorso mi pare in gran parte condivisibile, tenuto conto che è un Presidente senza una propria forza derivante da una elezione, con un disastro sanitario alle spalle, senza un partito di riferimento, con un bilancio dello Stato assurdo e con una armata Brancaleone da governare. Onestamente, non avrei scommesso un ghello che sarebbe arrivato all’asse del pane.
Avrei voluto scrivere due righe sui Vergessenen (dimenticati) dalla crisi, ma il Cespi (Centro Studi di politiche internazionali) ha un osservatorio Covid-19 che quasi tutti i giorni offre una panoramica globale sulla Pandemia e come si sviluppa anche nei paesi dei quali ci interessiamo normalmente molto di meno.
Per ricordarci che il valore della vita non è uguale dappertutto e per tutti

Cronache di Franco Di Giangirolamo da Berlino ai tempi del Coronavirus – 16 aprile 2020

Graffiti in Berlin ( Foto di Gino Rubini- 2017)

 

Aggiornamento noioso oggi. Le curve italiana e tedesca che misurano la crescita delle infezioni si stanno sovrapponendo e convergono con quelle della Spagna e della Francia, mentre la crescita negli USA aumenta più che proporzionalmente.
Ieri il numero totale dei decessi in Germania i è arrivato a 3.445, quello dei guariti a 72.600. I contagiati a Berlino hanno raggiunto il numero di 4.736 mentre il totale dei decessi è stato di 62.
Più interessante il dibattito che anima qui, come ovunque, la individuazione delle strategie per l’uscita dalla crisi. Il Governo tedesco, nella conferenza quindicinale, chiamata impropriamente dai media “giorno delle decisioni” mentre si dovrebbe definire “giorno degli aggiustamenti”, ha scelto il criterio della gradualità, ovvero del giorno per giorno, passo dopo passo, per individuare scelte di ripresa delle attività. Non solo perché, come ha detto la Cancelliera gli esiti del blocco sono “fragili risultati” che non consentono promesse facili ma anche perché prevale tra gli esperti la grande preoccupazione di una ondata di ritorno delle infezioni proprio ora che stanno decrescendo, e perché la Pandemia si può considerare appena cominciata. La Merkel ritiene di dover accettare l’obiettivo fissato dai tecnici, di portare il tasso di infezione al fattore 1,1 (attualmente tra 0.8 e 1,2) perché se il rallentamento già registrato è una buona notizia, la cattiva notizia è che il “ghiaccio resta sottile”. Il sistema sanitario, inoltre, deve rafforzarsi sia sotto il profilo della tutela degli operatori (il numero degli infettati non è eccessivo ma egualmente problematico), che degli strumenti di protezione e delle attrezzature sanitarie che il Governo ha deciso debbano essere prodotte massicciamente in patria.
Nella mediazione del Governo hanno avuto ovviamente importanza le diverse posizioni dei Laender, con i quali è stato concertato almeno il principio della massima omogeneità possibile nella adozione dei provvedimenti che verranno assunti localmente all’interno della cornice nazionale. Superfluo dire che i settori “istruzione” e “produzione industriale” sono centrali nel dibattito.
Ma il convitato di pietra nelle relazioni tra Bundestag e Bundesrat è costitutio dalle elezioni politiche del prossimo anno. Di politica non capisco un gran che, ma è evidente che il protagonismo del Presidente della Baviera e di quello del Nordrehin- Westfalen, rispettivamente della CSU e della CDU, non è motivato esclusivamente dalle indubbie responsabilità di due regioni importanti tra le più colpite dal corona virus, ma è traguardato alle candidature per la prossima Cancelleria. Ecco allora che si scontrano e si esibiscono il Verwandelte (il trasformista) con l’Exit. Eiferer ( il fanatico dell’Exit) nel tirare l’elastico della prudenza e quello dell’economia, magari basandosi sulle non poche piattaforme scientifiche che anche qui non mancano di diversificarsi. Ho l’impressione che questa lotta per “chi sarà il capo futuro” di quella Unione (CSU e CDU) che governa da decenni condizioni la Merkel, ma fino ad un certo punto. Credere che, essendo a fine mandato, la Merkel abdichi alle sue responsabilità è, a mio avviso, una ingenuità, se non altro sotto il profilo statistico, data la quantità di “uomini leaders” che è riuscita a far fuori da quando è diventata Vorsitzender del suo partito (CDU). Semmai dovrebbe essere proprio questo suo limite, ovvero quello di non aver costruito la sua successione, a preoccupare chi volesse alzare la cresta più del necessario. Eppoi, ormai si sa, tutti i veri leaders danno il meglio di sè nei momenti più difficili e Frau Dr. Merkel è tra questi.
Aggiungo una nota a piè di pagina.Per limiti ovvii non posso fare una rassegna stampa, ma sul Suddeutsche Zeitung di Monaco, il giornalista Thomas Steinfeld ha avuto 4 colonne per parlare del clima che regna in Italia sulla discussione della Commissione Europea non ancora conclusa sugli strumenti da adottare per affrontare la crisi economica. Non dovrebbe esserci polemica anche se, furbescamente, ha fatto parlare diversi autorevoli italiani sulla nostra situazione.
Da Berlin saluto gli amici di FB e…a presto.