Vittime amianto Marina Militare, sentenza storica: condannati i vertici in Corte d’Appello a Venezia!

E’ una sentenza importante. La responsabilità nella valutazione e gestione dei rischi per la salute delle persone subordinate  vale anche per i dirigenti delle forze armate. Il fatto che non esistano “zone franche” potrebbe/dovrebbe cambiare in meglio le condizioni di sicurezza sul  lavoro  per i dipendenti.

Un ringraziamento per l’impegno in questa lotta a Medicina Democratica e a Fulvio Aurora.

 

medicinademocratica.org-Vittime amianto Marina Militare sentenza storica condannati i vertici in Corte dAppello a Venezia

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A quando una vera integrazione Ambiente Salute?

di Fabrizio Bianchi e Mauro Valiani

Fonte Quotidiano Salute che ringraziamo 

Il recente decreto legge n.36, che ha perso per strada l’incremento di risorse per il personale dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, merita di essere discusso. Diversi si sono già pronunciati su QS, ad esempio Bisceglia e altri per l’Associazione Italiana di Epidemiologia, noi ci proponiamo di offrire qualche spunto sulla prevenzione necessaria e quindi sui Dipartimenti di Prevenzione (DP) delle ASL, così essenziali e così bistrattati.

 

La pandemia ha evidenziato, ancora una volta, la natura interconnessa dei nostri sistemi planetari, dalle origini zoonotiche delle malattie e la loro relazione con il nostro ambiente naturale e sistemi alimentari, alla maggiore vulnerabilità alle malattie derivante dalla disuguaglianza sociale, dall’inquinamento dell’aria e altri fattori ambientali. Come ci indicano le grandi Agenzie dell’OMS, la strategia One Health è un approccio integrato e unificante che mira ad equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali ed ecosistemi. Il raggiungimento della visione di sostenibilità dell’UE per il 2050 è veramente messo a rischio dai venti di guerra, ma anche dalla mancanza di volontà politiche e cambiamenti decisivi nel carattere e nell’ambizione delle azioni.

Assai rilevante è la recente approvazione della legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione, introducendo tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e l’attenzione al destino delle future generazioni. Effettivamente, per i costituenti, nel dopoguerra, l’attuale emergenza ambientale e climatica non era immaginabile. Questo nuovo quadro ‘chiama’ una revisione delle politiche e delle pratiche, delle risorse e dell’assetto organizzativo dei servizi pubblici più direttamente connessi con questa materia.

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E’ disponibile online il periodico Lavoro e Salute – aprile 2022

QUATTRO ANNI DI MORTI SUL LAVORO IN ITALIA: DAL 2018 AL 2021: 4.713 VITTIME ECCO GLI ESITI DELL’ANALISI SUL FENOMENO DELLE MORTI SUL LAVORO DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA VEGA LE TRISTI COSTANTI DELL’EMERGENZA: SEMPRE PIU’ DI MILLE VITTIME
ALL’ANNO; GLI OVER 65 PIÙ A RISCHIO DI MORTE; I GIOVANI SI AMMALANO E SI INFORTUNANO DI PIU’; I LAVORATORI DEL SUD RISCHIANO MAGGIORMENTE LA VITA. ESCLUDENDO GLI INFORTUNI PER COVID, TRA IL 2020 E 2021 UN AUMENTO DEGLI INFORTUNI
MORTALI A + 40 %. IN DUE ANNI IL COVID HA UCCISO 811 LAVORATORI.

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Alimentazione e allergie. Consumo di pesce: come prevenire l’intossicazione da istamina

Fonte : Orsacampania    che ringraziamo

La molecola è presente anche in alcuni alimenti e, se la dose ingerita è eccessiva, può provocare una sintomatologia molto simile a quella di una forte reazione allergica. Una ricerca dell’Izs di Teramo pubblicata su Food Control fotografa la situazione della “sindrome sgombroide” un’intossicazione legata alla qualità e alla corretta conservazione del pesce dal peschereccio al punto vendita, fino alla tavola.

07 FEB – Viene comunemente chiamata “sindrome sgombroide” ed è un’intossicazione alimentare legata all’istamina nel cibo. L’istamina è una molecola presente naturalmente nel nostro organismo che svolge un ruolo importante nella mediazione dei processi immunitari e infiammatori. In alcuni casi, come sanno le persone che soffrono di allergia, può però contribuire alla comparsa di reazioni come asma, orticaria o rinite, anche in forma grave. L’istamina è presente anche in alcuni alimenti e, se la dose ingerita è eccessiva, può provocare una sintomatologia molto simile a quella di una forte reazione allergica.

Continua a leggere “Alimentazione e allergie. Consumo di pesce: come prevenire l’intossicazione da istamina”

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Ministero Salute . Salute mentale, i dati 2020 sui pazienti e sui servizi di assistenza

 

Fonte Ministero Salute 

Sono 728.338 le persone con problemi di salute mentale assistite dai servizi specialistici nel corso del 2020. I pazienti di sesso femminile sono il 53,6%.

La composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (69,0%). In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti al di sotto dei 25 anni mentre la più alta concentrazione si ha nelle classi 45-54 anni e 55-64 anni (46,8% in entrambi i sessi); le femmine presentano, rispetto ai maschi, una percentuale più elevata nella classe > 75 anni (6,7% nei maschi e 10,7% nelle femmine).

Nel 2020 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono 253.164, di cui il 91,8% ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita.

Questi alcuni dati contenuti nel Rapporto sulla salute mentale 2020, rilevazione, istituita dal decreto del Ministro della salute 15 ottobre 2010, e che costituisce, a livello nazionale, la più ricca fonte di informazioni sugli interventi sanitari e socio-sanitari dell’assistenza alle persone adulte con problemi di salute mentale e alle loro famiglie.

Il Rapporto sulla salute mentale offre al lettore una panoramica delle evidenze emerse dalle varie fonti informative disponibili. I dati sono rilevati attraverso il SISM (Sistema Informativo Salute Mentale) che rappresenta lo strumento cardine per programmare a livello dell’erogazione dell’assistenza, regionale e locale, nonché per disegnare strategie di livello nazionale, modulate su tempi medio-lunghi, in considerazione dei trend della prevalenza dei principali disturbi mentali, a cui sono associati diversi gradi di disabilità, sofferenze individuali e della rete familiare, nonché pesanti costi economici e sociali.

I dati che vengono presentati nel Rapporto, riferiti all’anno 2020, riguardano i servizi per gli adulti, le caratteristiche degli utenti e le patologie, le attività dei servizi di salute mentale, le risorse di personale, l’attività psichiatrica ospedaliera, il consumo di farmaci e i costi dell’assistenza psichiatrica.

La pubblicazione contiene anche schede regionali con la rappresentazione grafica di un gruppo selezionato di indicatori, che descrivono le risorse a disposizione, l’utenza trattata, l’attività ospedaliera e territoriale di ogni regione.

Leggi:

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ISS. Amianto e Salute in Italia: priorità e prospettive nel trentennale del bando in Italia – 24 marzo 2022

Incontro organizzato da

 ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
MINISTERO DELLA SALUTE

Programma_Amianto e Salute in Italia_24 marzo 2022

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Insediato il nuovo tavolo tecnico del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione

Rinnovato nella sua composizione ma anche negli obiettivi strategici alla luce di alcune significative innovazioni normative intervenute recentemente.

Suggeriamo la lettura dell’articolo apparso su quotidiano sanità a firma di Domenico Della Porta:   Insediato il nuovo tavolo tecnico del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione

Riportiamo il DM del 29/12/2021 che contiene  anche i nomi dei componenti il tavolo.

DM-252-del-29122021-SINP

Per scaricare il file pdf del DM clicca QUI 

 

 

 

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Le indicazioni dell’Associazione Italiana di Epidemiologia per la scuola nell’attuale fase pandemica

Riprendiamo da Diseguaglianze di salute che ringraziamo questa pagina di indicazioni di grande utilità rispetto alla gestione del problema scuola in questa fase di pandemia. 

 

La pandemia di COVID-19 ha ripreso vigore. L’incidenza in Italia è in continua ascesa da metà ottobre, soprattutto tra le persone non vaccinate. La crescita dei contagi tra i bambini, in particolare al di sotto dei 12 anni, ha caratterizzato soprattutto la fase iniziale della salita della curva epidemica.

Parallelamente alla campagna vaccinale, che a partire dal 16 dicembre riguarderà anche la fascia di età 5-11 anni, occorre continuare a formulare raccomandazioni per il mantenimento della scuola in sicurezza, per la diagnosi precoce dei casi e per la prevenzione di focolai in setting scolastico.

L’Associazione Italiana di Epidemiologia ha formulato delle raccomandazioni per gestire l’attuale fase pandemica nella scuola per far sì che non si debba ricorrere a chiusure o didattica a distanza che hanno inasprito le disuguaglianze sia negli apprendimenti sia negli abbandoni scolastici.

Per accedere al documento “Le indicazioni dell’AIE per la scuola nell’attuale fase pandemica

Altri articoli sul tema:

La scuola a singhiozzo: quali conseguenze sugli apprendimenti

Sullo stesso tema Dors ha scritto:

Dors | Chiusura delle scuole durante la pandemia: quali conseguenze per bambini e adolescenti?

Dors | La trasmissione del SARS CoV-2 all’interno degli ambienti scolastici: chiudere è efficace?

Dors | Riaprire le scuola in sicurezza durante la pandemia: una mappa di tutte le misure messe in atto

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Salute Sicurezza sul Lavoro : una presa di posizione importante della FP CGIL di Piacenza

ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA GENERALE FP CGIL PIACENZA DEL 21.12.2021

L’ordine del giorno votato all’unanimità dall’Assemblea Generale FP Cgil di Piacenza rappresenta un punto di riferimento per un’analisi corretta degli impatti che il D.L 146, ora convertito in legge, produrrà  sulla organizzazione della vigilanza per quanto attiene la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un documento da leggere con attenzione.

IL TESTO DEL DOCUMENTO 

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Salute Sicurezza Lavoro, la Legge 215/21 modifica il D.lgs 81. 12 domande al Governo, ai Ministri del Lavoro, della Salute e alle Regioni

 

 

Il Decreto Legge 146/21 recentemente convertito in Legge 215/21 contiene alcune importanti novità in materia di sicurezza del lavoro che hanno dato e stanno dando vita a numerosi dibattiti e prese di posizione. Novità che non mancheranno di ricadute soprattutto negli assetti istituzionali.

Tra le testimonianza richiamo la lettera aperta che alcuni “preventori”, tra i quali la sottoscritta, hanno indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro, al Presidente della Conferenza delle Regioni, lettera sottoscritta da più di 1000 firmatari, nella quale sono state espresse  perplessità e critiche. 

In aggiunta, quale “preventore” di lunga data (ho dato il mio contributo alla nascita degli SMAL dove poi ho cominciato a lavorare proseguendo tutta la mia vita professionale nei Servizi di prevenzione delle ASL) desidero porre alcune domande a chi ha dato vita alle modifiche dell’assetto istituzionale, pensate, a mio  avviso, troppo frettolosamente, senza un aperto confronto con tutte le istituzioni coinvolte e con i professionisti che tutti i giorni operano sul campo, come per dare, comunque sia (“a prescindere” direbbe Totò), un segnale di interesse al problema degli infortuni sul lavoro.

  • Se l’intento del Governo era quello di rafforzare la vigilanza sulla salute e sicurezza dei lavoratori perché non sono stati presi provvedimenti per  rafforzare i Servizi PSAL delle ASL, eliminando i blocchi di assunzioni e cominciando a compensare le perdite di personale con un piano di nuove assunzioni dedicate?
  • Perché si è voluto rafforzare, giustamente ma unicamente, l’INL e non anche le strutture del SSN?
  • Che ruolo intende giocare il Ministero della Salute per rafforzare le strutture del SSN deputate alla prevenzione, e in particolare, in questo caso, quelle deputate alla prevenzione nei luoghi di lavoro?

Continua a leggere “Salute Sicurezza Lavoro, la Legge 215/21 modifica il D.lgs 81. 12 domande al Governo, ai Ministri del Lavoro, della Salute e alle Regioni”

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Informativa del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla sicurezza sui luoghi di lavoro – Camera dei Deputati 22 dicembre 2021 – i

 

Riteniamo importante condividere il testo della Informativa del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Questa informativa è stata presentata all’Assemblea della Camera dei Deputati mercoledì 22 dicembre 2021 .

Informativa-ministro-Orlando-Camera-sicurezza-lavoro-22122021

Per scaricare il file formato .pdf del Documento Clicca QUI 

 

 

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Ha ragione Papa Francesco : ” basta morti sul lavoro, impegnamoci per questo”

Autore:   Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze
Nei primi 10 mesi dell’anno, secondo i dati Inail ci sono state 1017 denunce di infortunio mortale sul lavoro.
Ho citato pochissimi numeri, e vi spiegherò il perchè.
Quando si parla di queste tragedie, spesso si parla sempre e solo di numeri.
Credo fortemente che chi muore sul lavoro, non debba essere ricordato da statistiche piene zeppe di numeri.
Basta parlare di numeri, quelle sono persone.
Che avevano degli affetti, che avevano degli hobby, che avevano degli amici, che avevano una vita!

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Le presentazioni e le registrazioni degli interventi -Il rapporto CIIP su infortuni e malattie professionali: un contributo per il SINP

Associazione Ambiente e Lavoro
Quali dati per programmare le attività di prevenzione.
Il rapporto CIIP su infortuni e malattie professionali: un contributo per il SINP

Fiera AmbienteLavoro – Bologna – Sala Mozart
venerdì 3 dicembre 2021 ore 09:30-13:00

Associazione Ambiente e Lavoro con CIIP
Sono disponibili le presentazioni e le registrazioni degli interventi

Le registrazioni degli interventi nel canale You Tube di CIIP

Programma

9.00 9.10 Presentazione del convegno
Norberto Canciani Presidente Associazione Ambiente e Lavoro

9.10 9.30 L’impegno di CIIP con i Rapporti annuali e il nuovo portale, strumento di possibile partecipazione e coordinamento
Susanna Cantoni Presidente CIIP

9.30 10.00 Il portale CIIP sugli Open Data INAIL aperto a tutti. I possibili utilizzi.
Giovanni Falasca Università di Padova

10.00 10.30 Quali dati per la programmazione delle attività di controllo dell’INL e il coordinamento con le ASL?
Bruno Giordano Direttore generale INL

10.30 11.00 Gli obiettivi di prevenzione nei PRP attraverso le conoscenze del tessuto lavorativo. Gli impegni delle Regioni.
Nicoletta Cornaggia Coordinamento Tecnico Prevenzione Conferenza Regioni.

11.00 11.30 L’impegno di INAIL per la diffusione delle conoscenze attraverso i dati e la formazione
Tommaso De Nicola Direttore Vicario della Direzionale Centrale Prevenzione INAIL

11.30 12.00 Sistema Informativo Regionale per la Prevenzione (SIRP) della Regione Emilia Romagna e i Piani del PRP.
Mara Bernardini – Marco Broccoli Direzione sanità pubblica Regione Emilia Romagna.

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DL 146: un provvedimento denso di criticità e dubbi interpretativi

Riteniamo utile e importante la socializzazione di questa intervista.

Fonte: Puntosicuro.it che ringraziamo

Autore dell’articolo e dell’intervista  Tiziano Menduto

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La posizione di Confindustria sulle novità in materia di salute e sicurezza del DL fiscale. Quali sono le criticità e i dubbi interpretativi? Come fare prevenzione nelle aziende? Ne parliamo con Fabio Pontrandolfi, Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano.

Brescia, 1 Dic – Torniamo a parlare delle varie modifiche al D.Lgs. 81/2008 operate dal Capo III (articolo 13) del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, il cosiddetto decreto fiscale, recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”. Sul provvedimento, che dovrà essere convertito in legge e che interviene su temi rilevanti, la discussione sembra a volte allontanarsi dall’obiettivo finale – quello di una efficace prevenzione degli infortuni e malattie professionali – e diventare sempre più uno scontro di principio tra attori della sicurezza o tra istituzioni, ad esempio tra Stato e Regioni in relazione al tema della vigilanza.

Per evitare di dimenticare i reali obiettivi siamo convinti che la migliore strategia sia la presentazione delle opinioni, tutte le opinioni, anche divergenti – come abbiamo fatto e faremo – per favorire una discussione ampia, anche tra i nostri lettori, che tenga conto di tutti gli aspetti e le problematiche in gioco.

Per questo motivo in queste settimane abbiamo ospitato interviste a persone che hanno svolto e svolgono ruoli molto diversi in materia di salute e sicurezza. Abbiamo intervistato l’avvocato Lorenzo Fantini, che per anni ha lavorato al Ministero del Lavoro, la sindacalista Cinzia Frascheri (Cisl) e il presidente, Zoello Forni, di un’associazione importante come Anmil. E abbiamo raccolto anche varie opinioni, ad esempio quelle espresse da diversi operatori in una lettera aperta o quelle dell’avvocato Rolando Dubini.

Per raccogliere anche il parere di un’altra componente delle Parti sociali, quella datoriale, presentiamo oggi l’intervista a Fabio Pontrandolfi, dirigente dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria. Sono abbastanza chiari i giudizi espressi nelle sue riposte: il DL fiscale sarebbe ‘denso di criticità e dubbi interpretativi’. Tuttavia i problemi rilevati non riguardano, in questo caso, l’estensione della competenza dell’Ispettorato nazionale del lavoro (‘di per sé, positivo, in quanto il sistema dell’ispezione è garanzia di concorrenza lecita’). Viene rilevata invece, in generale, una impostazione del legislatore che ‘è ancora molto lontana dall’approccio prevenzionistico’, con un tema interpretativo ‘altrettanto grave e denso di risvolti’. Continua a leggere “DL 146: un provvedimento denso di criticità e dubbi interpretativi”

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La quarta ondata

Autore : Gavino Maciocco che ringraziamo 

Fonte: Saluteinternazionale.info

La quarta ondata della pandemia sta confermando l’incapacità dell’occidente nel difendere la salute della popolazione, con alcune differenze sostanziali tra paesi. L’arrivo di una nuova variante dal Sudafrica dimostra ancora una volta che nessuno si salva se non si salvano tutti.

La prima ondata della pandemia di Sars-CoV-2 originata dalla Cina si abbatté come uno tsunami prima in Europa e poi nel resto del mondo a partire da gennaio/febbraio 2020. Dure e prolungate misure di lockdown consentirono di ridurre al minimo la circolazione del virus all’arrivo della stagione estiva. In Europa (perché le ondate di cui stiamo parlando si applicano soprattutto in questa area) ad agosto 2020 sembrava che la pandemia avesse esaurito il suo corso. Sembrava, ma così non era. La ripresa delle attività sociali, lavorative e scolastiche, l’allentamento (o l’abbandono) delle misure di contenimento e di controllo, l’arrivo della stagione autunnale (con l’aumento della vita al chiuso) produssero una rapida, drammatica riaccensione della pandemia.

La seconda ondata ebbe effetti più gravi della prima perché nella circolazione epidemica il virus originario di Wuhan fu sostituito da varianti che provenivano da Sudafrica, Brasile e soprattutto dalla Gran Bretagna. La variante inglese del coronavirus, dotata di una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti, divenne rapidamente predominante provocando per questo un forte incremento dei casi di contagio e di decesso.

In Europa il picco dei casi della seconda ondata si registra nei mesi di novembre e dicembre 2020/gennaio 202, quando prende il via la vaccinazione anti-COVID dapprima in Israele e in USA e subito dopo in gran parte dei paesi europei. Anche grazie all’avvio delle vaccinazioni si registra una riduzione nella circolazione della variante inglese (e dei casi e dei decessi), ma la copertura vaccinale nei primi mesi del 2021 è ancora troppo bassa per impedire lo sviluppo di una nuova variante, proveniente dell’India, denominata “Delta” che sosterrà la comparsa della terza ondata.

Continua a leggere “La quarta ondata”

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Appello alle Autorità, ai Cittadini … e in particolare alle Cittadine e ai Cittadini che non intendono accedere alla vaccinazione anti-Covid

 

 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

AL PARLAMENTO ITALIANO

AI GRUPPI PARLAMENTARI

AI PARTITI POLITICI

AI MEZZI DI COMUNICAZIONE

ALLE CITTADINE E AI CITTADINI

Davanti al crescere e propagarsi in Italia e in Europa dei livelli di infezioni e ricoveri ospedalieri da Coronavirus ci sentiamo in dovere di appellarci alle Autorità dello Stato e, nel medesimo tempo, alle Cittadine e ai Cittadini che non intendono accedere alla vaccinazione anti-Covid richiamando alcuni dati di realtà che, vistosamente incalzanti, potrebbero riportare il nostro Paese nel pieno delle tragiche e note conseguenze socio-sanitarie.

Queste le osservazioni:

– le vaccinazioni coprono ormai oltre l’80% della popolazione italiana;

– il vaccino esenta dall’ammalarsi gravemente in misura di circa il 90% e del 98% dal ricovero in Reparti di terapia intensiva, dall’intubazione e dall’exitus;

– ad oggi il vaccino costituisce l’unica misura efficace contro infezione e malattia da Covid, insieme a distanziamenti personali, uso di mascherine certificate e di soluzioni alcoliche per le mani;

– il vaccino non è scevro da rischi, e questo vale per tutti i farmaci e le azioni diagnostico-terapeutiche, i quali sono infinitamente bassi rispetto ai gravi rischi che l’infezione virale comporta;

– il vaccino riduce gradualmente la propria efficacia dopo 6-7 mesi dalla sua completa inoculazione;

– la guarigione dall’infezione conferisce un’immunità, per efficacia e durata, simile a quella raggiunta dalla vaccinazione;

– gli oltre 7 milioni di Cittadini di non vaccinati in Italia favoriscono la diffusione del virus, la crescita di varianti e l’affollamento di Ospedali, rallentando i percorsi diagnostico-terapeutici per urgenze e malattie cronico-degenerative e neoplastiche;

– la mobilità fra Paesi europei favorisce la diffusione virale;

– la nostra Costituzione fonda il suo baricentro sul Bene comune pur prevedendo il dissenso e la libertà personale di rifiutare azioni diagnostico-terapeutiche;

– la vaccinazione rappresenta oggi l’attuazione del Bene comune, in assenza di una legge che la imponga.

Queste le proposte:

– fornire da subito a tutta la cittadinanza informazioni chiare e puntuali su rischi e vantaggi della vaccinazione;

– fornire da subito a tutta la cittadinanza informazioni chiare e puntuali sulla situazione pandemica con dati analitici su tassi d’infezione, ricoveri ospedalieri, mortalità e guarigioni in vaccinati e non vaccinati e per classi d’età;

– semplificare e accelerare a grandi passi su acquisizioni e somministrazioni delle terze dosi di vaccino;

– rilanciare le regole prudenziali di distanziamento personale, uso di mascherine certificate, anche all’aperto in luoghi di transito e affollati, disinfezione delle mani;

– controllare con meticolosità coloro che giungono sul suolo italiano;

– escludere i non vaccinati dall’ingresso in luoghi e mezzi di trasporto pubblici e privati, che costituiscano forme di aggregazione civile, e organizzare efficaci controlli in questo senso.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

O.d.V.:      “SCIENZA MEDICINA ISTITUZIONI POLITICA SOCIETA’ “

sito: www.smips.org  e-mail: smips1@libero.it

Le prime firme :

Francesco Domenico Capizzi, presidente SMIPS, Bologna; Adriano Prosperi, Scuola Normale di Pisa; Vincenzo Balzani, Università di Bologna; Francesco Corcione, Università di Napoli; Giancarla Codrignani, docente, politica e giornalista, Bologna; Daniele Menozzi, Scuola Normale di Pisa; Marzia Faietti, già  direttrice degli Uffizi, ricercatrice Kunsthistorisches Institut, Firenze; Gabriella Galletti, segretaria SMIPS, Bologna; Giancarlo Gaeta, Università di Firenze; Francesca Isola, vice-presidente SMIPS, Bologna; Giuseppe Giliberti, Università di Urbino; Gianpaolo Bragagni, dirigente medico, Bologna; Marina Marini, Università di Bologna; Bruna Bocchini Camaiani, Università di Firenze; Francesco Di Matteo, giurista, Bologna; Giuseppe Cucchiara, chirurgo, Roma; Elda Guerra, storica, Bologna; Franco Favretti, chirurgo, Vicenza; Claudia Rizzi, dirigente medico, Bologna; Lucia Migliore, Università di Pisa; Adriana Destro, Università di Bologna; Gino Rubini, esperto di sicurezza sul lavoro, Bologna; Ugo Mazza, politico, Bologna; Giovanna Facilla, dirigente scolastica, Bologna; Renzo Tosi, Università di Bologna; Carlo Hanau, presidente del Tribunale della salute OdV, Bologna; Ildo Tumscitz, psicoterapeuta, Bologna; Mauro Pesce, Università di Bologna; Monica Bini, docente, Bologna; Marilia Sabatino, dirigente scolastica, Bologna; Maria Teresa Cacciari, docente,  Bologna; Davide Peretti Poggi, pittore, Bologna; Giuseppe Bartolotta, medico, Rimini; Luciano Fogli, dirigente medico, Bologna; Anne Drerup, docente, Bologna; Michele Del Gaudio, magistrato, Torre Annunziata; Graziella Di Cicca, orafa, Rimini; Amedeo Alonzo, chirurgo, Novara; Sergio Boschi, dirigente medico, Bologna; Giorgio Dragoni, Università di Bologna; Alessandra Ferretti, docente, Bologna; Daniele Capizzi, dirigente medico, Bologna; Paolo Rebaudengo, presidente di Olivettiana APS, Bologna; Vincenzo Frusci, dirigente medico, Melfi; Domenico B. Poddie, medico vaccinatore volontario, Ravenna; Enzo Lucisano, Università di Bologna; Margherita Venturi, Università di Bologna; Silvia Lolli, docente, Bologna; Aldo Bacchiocchi, avvocato

 Per aderire all’Appello inviate l’adesione a smips1@libero.it  

oppure tramite Change  >>>> clicca   https://chng.it/zsSpq8B9qp

 

< foto in licenza CC4 wikimedia > 

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D.L 146/2021, salute e sicurezza sul lavoro, un decreto da cambiare in profondità…

 

La sequenza tragica di incidenti mortali sul lavoro che si ripete da molti mesi, dalla ripresa delle attività post fasi acute della pandemia, ha alimentato la richiesta da parte delle organizzazioni sindacali di provvedimenti urgenti.

Le tipologie degli incidenti mortali riportati dalle cronache sono quelle di sempre, dagli anni 50 del secolo scorso: schiacciamento da camion in retromarcia, operai asfissiati in ambienti confinati, cadute da ponteggi in cantieri, corpi di operaie straziati da organi in movimento di macchine non protette, schiacciamenti di magazzinieri dal ribaltamento di pallets impilati male, gruista folgorato perchè con la benna ha sfiorato i cavi AT…..

La stragrande maggioranza di questi incidenti erano e sono evitabili con una corretta organizzazione del lavoro, con pratiche concrete di valutazione e gestione dei rischi, con una formazione professionale  mirata ai rischi specifici connessi alla mansione. La vigilanza da parte dello Stato nelle sue articolazioni è importante ma non potrà mai sostituire il compito delle imprese  nella gestione dei rischi , non vi saranno mai abbastanza ispettori per vigilare che vi sia una corretta gestione della sicurezza a livello aziendale nella miriade d’imprese e microimprese.

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#SicurezzaLavoro, un Decreto che lascia molto perplessi…

Giovedi’ 21 Ottobre e’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed e’ entrato in vigore il 22 Ottobre, il DL 146/2021 (Decreto fiscale), che contiene anche un pacchetto di norme per la sicurezza sul lavoro, il cui obbiettivo dovrebbe essere il contrasto agli infortuni e alle tante morti sul lavoro.Alcune di queste norme mi hanno lasciato molto perplesso.
Invece di decidere di potenziare il personale ispettivo delle Asl (tecnici della prevenzione), che si e’ dimezzato negli ultimi 10 anni (siamo a circa 2500 tecnici della prevenzione), si e’ deciso di andare nella direzione opposta, centralizzando i controlli per la sicurezza, che adesso, potranno essere svolti in tutte le aziende anche dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che voglio ricordare che ad oggi si occupava solo di regolarita’ contributiva e lavoro nero e aveva una piccola deroga per la sicurezza sul lavoro nei cantieri, ma doveva sempre preavvisare le Asl territorialmente competenti.Il coordinamento della vigilanza per la sicurezza sul lavoro sara’ svolto sia dal Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dalle Asl.E il provvedimento di sospensione delle aziende, che commettono gravi violazioni per la sicurezza sul lavoro, sara’ attuato sia dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dalle Asl. Novita’ queste ultime positive, come il potenziamento del Sinp e la banca dati per gli infortuni sul lavoro.Ma non posso fare a meno di notare, che il governo Draghi, con il suo Ministro del Lavoro, dopo i tanti infortuni mortali sul lavoro, aveva detto avrebbe assunto 2300 ispettori del lavoro.Ma dal decreto si evince che per il biennio 2021/22 saranno assunti 1024 ispettori del lavoro.Non si specifica una data esatta entro quando verra’ emesso il bando di assunzione, ma io rimango davvero molto perplesso.Quando il governo parlava di importanti norme per la sicurezza sul lavoro, intendeva questo?Ma la prevenzione?L’Italia e il mondo del lavoro hanno bisogno di altro, e’ necessario e impellente fermare questo tragico bollettino di guerra sul lavoro, che non fa solo morti, rovina famiglie e rende tanti giovani, orfani e soli
Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze

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L’intervento del Ministro Orlando in Commissione sul tema infortuni sul lavoro.

 

Documentazione. Il resoconto verbale dell’intervento del Ministro Orlando in materia degli interventi necessari per combattere la sequenza quotidiana ininterrotta di infortuni gravi e mortali sul lavoro. Un intervento importante ed un riferimento per chi si occupa di prevenzione. Diario Prevenzione pubblicherà i documenti che emergeranno in questa fase nella quale si stanno predisponendo da parte del governo interventi di riforma del sistema di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’intervento del Ministro Orlando 

 

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Lombardizzare il SSN

 

Fonte Saluteinternazionale che ringraziamo 

di Fulvio Lonati 

L’Intesa Stato-Regioni dello scorso 4 agosto introduce nell’assistenza domiciliare i classici meccanismi della Lombardia: esternalizzazione dei servizi ai privati in competizione tra loro per accaparrarsi l’erogazione delle prestazioni. Un serio colpo al SSN.

Più “sintomi” mostrano che è in atto il tentativo di esportare in tutta la nazione il modello del sistema sanitario lombardo, nonostante l’epidemia COVID-19 ne abbia drammaticamente reso evidente l’inadeguatezza, in quanto orientato a privilegiare ospedali, tanto più se super-specialistici e privati, a fronte della marginalizzazione della “medicina territoriale” e dell’assenza di una qualsiasi forma di organizzazione distrettuale.

Per comprendere questi “sintomi” sono necessarie alcune precisazioni preliminari.

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Morire di lavoro. Qualcosa che ho imparato

Ho terminato il mio impegno sociale e la mia esperienza professionale sulle questioni della salute e della sicurezza dei lavoratori nel 2015. Da allora le mie fonti di informazione sono state gli organi di informazione quotidiani e le conversazioni con lavoratrici e lavoratori incontrati dove vivo, nella bassa valle di Susa. Le mie considerazioni sono quindi necessariamente frammentate e, in buona parte, superficiali, più che considerazioni sono delle sensazioni, delle reazioni alla informazione del giorno che leggo o ascolto. Ho tentato di approfondire le mie conoscenze andando a cercare dati e informazioni sul sito dell’Inail e in particolare sulla sezione “Informo” (infor-mo, analisi degli infortuni mortali a seguito delle indagini dei servizi territoriali di vigilanza delle Asl) per scoprire che anche su questo piano l’informazione è regredita e la collaborazione tra servizi di prevenzione e Inail è venuta via via scemando. Continua a leggere “Morire di lavoro. Qualcosa che ho imparato”

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E’disponibile on line il periodico ” Lavoro e Salute” – 6 giugno 2021 –

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Il periodico Lavoro e Salute  – 6 giugno 2021 – è scaricabile anche  QUI 

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COVID nei Macelli: un intervento dipartimentale

nota a cura di Giorgio Di Leone

Fonte Snop.it 

L’esperienza di un importante focolaio di COVID-19 sviluppatosi in Provincia di Bari nella primavera scorsa è stata uno stimolo di approfondimento collettivo a livello nazionale sugli stabilimenti di lavorazione carni, tanto più in quanto in coincidenza si verificavano….. importanti analoghi focolai in simili stabilimenti presenti nei diversi continenti. Sono noti gli ampi focolai verificatisi ad esempio in Germania, Brasile e negli Stati Uniti. La domanda fondamentale che si è posta chi ha studiato questi eventi è stata: “Come mai si verificano focolai di questa portata e con tanta frequenza proprio negli stabilimenti di lavorazione carne? Cosa ha di diverso questo processo lavorativo rispetto ad altre lavorazioni industriali, nelle quali il rischio di assembramento dei lavoratori è perlomeno simile?”

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Luana e tanti altri

Autore: Claudio Calabresi

Fonte: SNOP.IT 

Come un fiume carsico, riemerge puntualmente in questi giorni la questione dell’insicurezza sul lavoro, portata prepotentemente all’attenzione dei media e delle comunità da una serie di drammatici infortuni sul lavoro che hanno travolto in rapida sequenza vite giovani e meno giovani, in un momento nel quale….molte energie sono concentrate nella “ripresa produttiva” dopo il lungo periodo di crisi legata alla pandemia: per vari aspetti, un brusco risveglio dalla speranza – come si dice – di uscire dal tunnel ma anche, purtroppo, nulla di nuovo. Colpisce la banalità delle dinamiche, che si ripetono sempre uguali oggi come nel passato, segnate dai ritmi di produzione, dagli orari di lavoro, dalla precarietà, dall’organizzazione della produzione e dal timore di perdere il lavoro o la commessa.

Come sempre accade in queste occasioni, la soluzione più invocata è quella dell’aumento dei controlli nei luoghi di lavoro. Chi quotidianamente si occupa di salute e sicurezza sul lavoro sa bene però che il problema non è solo quello dei controlli (e, semmai, della loro efficacia), certamente necessari, ma che non possono da soli portare ad un risultato stabile: un risultato che potrebbe conseguire solo ad un cambiamento che investa il sistema produttivo e l’intera società, che restituisca priorità alla salute come diritto fondamentale sul lavoro, che renda inconcepibile pensare un lavoro disgiunto dalla salute e dalla sicurezza, e la salute sul lavoro come tema separato dalla sicurezza.

E certamente a questo obiettivo deve essere in grado di contribuire un sistema pubblico di prevenzione rafforzato e arricchito di tutte le professionalità necessarie ad assumere un ruolo di supporto nei confronti della miriade di micro e piccole imprese che costituiscono la gran parte del tessuto produttivo del nostro Paese.

Non possiamo che ripetere anche in questa occasione considerazioni che da troppi anni andiamo facendo.

Riportiamo qui una più ampia riflessione in merito di Claudio Calabresi.

Anna Maria Di Giammarco

 

 

Qualche domanda, poche risposte

Ogni volta che ci sono morti un po’ meno anonimi, per vari motivi, l’effetto mediatico è improvvisamente imponente.  È naturale, e in parte va anche bene, che almeno ci sia periodicamente un effetto di risveglio generale dopo episodi così dolorosi.

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Contro la Superliga in Sanità

Autore  : Marco Geddes

Fonte : Saluteinternazionale che ringraziamo

Facciamo come i tifosi del Liverpool. Ribelliamoci contro la tendenza di privatizzare la sanità italiana. Contro il tentativo di utilizzare la crisi della pandemia per smantellare il nostro SSN.

“Meno Stato, più Mercato”! Sento avvicinarsi questo ululato e penso e temo che, spesso, ritornano come gli Zombi nei film horror di seconda scelta.  Ma qui non siamo al cinematografo, ma in un paese martoriato nelle vite, nella salute, nell’economia, negli affetti da una pandemia destinata a non scomparire in breve tempo. Un fenomeno che dovrebbe averci insegnato pure qualche cosa; che dovrebbe averci disvelato le debolezze strutturali del nostro Paese, l’incuria di questi anni per una fondamentale conquista civile quale il Servizio sanitario nazionale; negligenza paragonabile solo alla mancata manutenzione del  ponte Morandi.

Eppure no, non è così, questa esperienza – temo – non ci è bastata. Quali sono queste “voci” che si avvicinano? Ne cito due, palesi seppure non denunciate con forza, non disvelate adeguatamente, ma gravi e provenienti da fonti “autorevoli” dell’apparato statale e prossime al Governo.

La prima è l’incredibile, ai miei occhi e alla mia coscienza, dichiarazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che si rivolge al Presidente del Consiglio dei Ministri con la sua annuale Segnalazione di Proposte di riforma concorrenziale[1]. Io, sfogliando queste pagine, avevo avuto una flebile speranza: che tale Autorità rivolgesse un sentito appello – o monito – al Presidente del Consiglio, affinché prendesse posizione, come un vero liberale, contro l’abuso dei brevetti che, diventando di fatto un cartello  monopolistico, si sono trasformati, da stimolo all’innovazione, a un mezzo per bloccarla o rallentarla[2].

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SNOP. Nota su “Atto di indirizzo per l’individuazione delle priorità politiche per l’anno 2021” del Ministro della Salute

 

Condividiamo  dal sito della SNOP questa nota di commento al Documento “Atto di indirizzo per l’individuazione delle priorità politiche per l’anno 2021” proprio per sottolineare l’importanza della necessaria ripresa di un confronto sulle politiche di prevenzione.Riteniamo molto equilibrati e condivisibili sia gli apprezzamenti sia gli aspetti critici espressi nella nota al Documento. editor

“Atto di indirizzo per l’individuazione delle priorità politiche per l’anno 2021

a cura del comitato di redazione del sito della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione  (SNOP)

Segnaliamo la pubblicazione avvenuta il 6 aprile del documento “Atto di indirizzo per l’individuazione delle priorità politiche per l’anno 2021”, firmato dal Ministro Speranza il 23 febbraio.

Il documento ripete e aggiorna quelli che in recenti anni i Ministri della Salute hanno emanato in merito alle attività strategiche del Ministero (per il 2018 la Ministra Lorenzin e per il 2019 la Ministra Grillo). Non è noto un corrispondente Atto per il 2020, quando l’emergenza pandemica ha evidentemente imposto altre priorità…

È comunque una buona notizia che in questa drammatica fase venga emanato un atto di indirizzo governativo in una materia politicamente molto rilevante e rispetto alla quale proprio l’emergenza pandemica ha evidenziato forti criticità.

Ma non è la sola notizia buona perché l’atto:

–          intende riportare al centro la salute, a causa della pandemia, ma anche oltre quella;

–          si occupa con attenzione del Sistema Sanitario, recependo il forte bisogno di prenderne in mano numerosi aspetti – travolti o perlomeno scompaginati dalla pandemia – e la necessità di ridare una strategia per il suo sviluppo;

–          sposa buona parte dei più avanzati obiettivi di salute globale e intende adottarne strumenti e metodi, citando One Health, di salute in tutte le politiche e via dicendo;

–          esprime un forte impegno per affrontare tutti i nodi della salute e della sanità, con la consapevolezza di quali siano le sfide fondamentali, attuali e future;

–          pone in grande rilievo la prevenzione e la promozione della salute, sovvertendo decenni di politica ospedalo-centrica e prestazionale;

–          esplicita un approccio che deve garantire una forte integrazione tra i diversi livelli istituzionali, tra i settori, le discipline, le professioni sanitarie;

–          inserisce, in maniera non disgiunta dalla pandemia, la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento tra i “pilastri della tutela della salute”;

–          indica alcune linee di sviluppo della sanità pubblica, che impongono un ripensamento sostanziale (ancorché poco esplicitato) delle risorse, dell’organizzazione, delle priorità.

È vero che su gran parte degli obiettivi si rimanda a iniziative, commissioni, sistemi, piani, tavoli ecc. che sono già in essere o che devono essere solo aggiornati, rinforzati o riavviati, ma la lista degli impegni che il Ministro enuncia appare decisamente estesa: contiamo davvero che si concretizzino e siamo pronti – pur non chiamati – a garantire il nostro contributo.

Alcuni cambiamenti importanti si possono cogliere in questo Atto rispetto ai documenti precedenti e non solo per effetto della pandemia, anche se i principali sono ovviamente dovuti proprio a questa.

Ad una prima lettura, rileviamo un’attenzione maggiore e più convinta verso alcuni determinanti di salute pubblica (gli agenti biologici, quelli chimici, l’inquinamento, la salute urbana, la salute e la sicurezza sul lavoro, la transizione demografica dovuta all’invecchiamento, le malattie croniche non trasmissibili ecc.) e di salute globale (i cambiamenti climatici, le migrazioni, le pandemie, …) che emergono ormai come centrali in qualsiasi ragionamento.

Non possiamo però nascondere diverse delusioni, piccole e grandi, su alcuni temi e approcci.

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Covid-19 come indicatore della situazione di salute e sicurezza sul lavoro

Fonte. ETUI 

Autrice Marian Schaapman

La pandemia Covid-19 è stata una prova di stress per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) nell’UE e purtroppo ha rivelato una serie di carenze strutturali nell’applicazione pratica del sistema normativo europeo per SST. Questo è il messaggio chiave del capitolo sulla SSL di “Benchmarking Working Europe 2020” (1), una delle pubblicazioni annuali dell’Istituto sindacale europeo (ETUI).

Esempi di problemi di SSL in tre settori

Gli operatori sanitari , gli infermieri in particolare, ma anche i tecnici di laboratorio, i farmacisti e gli addetti alle pulizie, tra gli altri, sono esposti a prodotti medici pericolosi, compresi i farmaci citostatici. Queste situazioni esistono ormai da decenni e le misure preventive spesso non soddisfano gli standard necessari per proteggere adeguatamente i lavoratori.. Quelli più a rischio hanno, ad esempio, un rischio maggiore dell’87% di cancro al seno, un rischio maggiore del 64% di cancro ematopoietico e un rischio maggiore di aborto spontaneo del 46%. (2) Inoltre, nel corso degli anni, gli operatori sanitari hanno visto aumentare il loro carico di lavoro, a causa della crescente carenza di personale, causata dalla riduzione della spesa pubblica a partire dalla crisi finanziaria del 2008 e che ha colpito particolarmente il settore sanitario. Questi lavoratori sono quindi esposti a gravi rischi psicosociali.

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Ministero Salute. Indicazioni per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid-19 correlata

Fonte Ministero Salute 

” Il presente documento intende offrire indicazioni procedurali circa la riammissione in servizio dopo assenza per malattia COVID-19 correlata e la certificazione che il lavoratore deve produrre al datore di lavoro. Alla luce della normativa vigente a livello nazionale e del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” siglato in data 6 aprile 2021, le fattispecie che potrebbero configurarsi sono quelle di seguito indicate…..”

IL  DOCUMENTO 

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Lettera della CIIP ai ministri e al presidente della Conferenza delle Regioni su sicurezza del lavoro nei settori ferroviario, portuale, marittimo, pesca

Riteniamo molto importante questa iniziativa della CIIP di richiamare l’attenzione dei Ministri della Salute Speranza, del Lavoro Orlando, delle Infrastrutture  Giovannini, della Giustizia Cartabia , al Presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga  sulla necessità di ” dare piena attuazione al D.Lgs. 81/08 e sollecita nuovamente, in particolare, l’attuazione di quanto previsto dall’art. 3 in materia di adeguamento e armonizzazione con i principi fondamentali del Titolo I della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi (D.Lgs 27 luglio 1999, n. 271), in ambito portuale (D.Lgs 27 luglio 1999, n. 272) e per il settore delle navi da pesca (D.Lgs 17 agosto 1999, n. 298), e l’armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti di attuazione.  Tale ritardo crea un’area di incertezza giuridica, disparità di garanzie su sicurezza e igiene del lavoro in questi settori lavorativi, conflitti tra istituzioni deputate alla prevenzione e alla vigilanza e soprattutto assenza di interventi laddove diversi organismi hanno ruoli non chiari e in parte sovrapponibili, il tutto a discapito della tutela dei lavoratori. …..”

IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA AI MINISTRI E AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI 

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