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Nella mattinata del 25 settembre si è svolta a Berlino la prima manifestazione/sciopero del dopo lockdown contro il cambiamento climatico e per politiche ambientali e di sistema che impediscano i disastri ambientali cui rischiamo già di abituarci.
Alla Porta del Brandeburgo migliaia di ragazzi giovanissimi, più liceali che universitari si sono schierati con ordine distanziati di un metro e mezzo con i loro cartelli , con i volti coperti con mascherine.Gli organizzatori avevano già predisposto con piccoli cerchietti bianchi disegnati sull'asfalto le postazioni di ciascun manifestante…

 

Un severo servizio d'ordine svolto da ragazzine e ragazzini hanno fatto rispettare i distanziamenti tra i partecipanti, inflessibili e determinati a mantenere le promesse alle autorità di garantire una manifestazione senza assembramenti e conforme alle norme anti contagio.Era freddo stamane a Berlino e pioveva ma questa avversità non ha scalfito la determinazione di queste ragazze e ragazzi a fare sentire propria voce,a richiamare l'attenzione rispetto al futuro, al loro futuro, alle loro speranze per una vita che non sia ritmata dal susseguirsi di eventi ambientali catastrofici. C'era anche molta ironia nelle scritte in diversi cartelli….

 

 

Al contempo molte centinaia di ciclisti hanno sfilato per le vie di Berlino su velocipedi, tricicli ad energia solare, i mezzi più fantasiosi che si possa immaginare. Una manifestazione consapevole delle grandi difficoltà per il futuro rispetto ad una battaglia che sarà durissima e al contempo leggera, elegante e gioiosa.

Foto e articolo  di Gino Rubini 

 

 

 

 

 

Pubblichiamo la Nota delle Associazioni di professionisti che si occupano di prevenzione, Associazione Nazionale Assistenti Sanitari, Società Italiana di Igiene Sezione Lombardia, Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione. Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario Italiano inviata alla Presidenza della Regione Lombardia e all'Assessorato Regionale alla Sanità.Nella Nota vengono indicati i cambiamenti necessari per fare uscire dalla crisi il Servizio Sanitario Regionale per quanto attiene la Prevenzione. Vedremo quale sarà la risposta del presidente Fontana e dell'Assessore Gallera.

LA NOTA

 

 

E' disponibile online il periodico Lavoro e Salute n°6 2020
con articoli molto interessanti sul futuro del SSN. Come sempre critico severo e propositivo per salvare il nostro SSN dai privatizzatori,  un giornale di parte per la difesa della sanità pubblica.

LAVORO e SALUTE  IN FORMATO .PDF 

 

"Non era mai accaduto che il mondo improvvisamente si fermasse a causa della circolazione di un virus. Il quale ci ha ricordato che il mondo non è così controllabile, come credevamo. Il quale ci ha fatto scoprire molto più fragili e
indifesi di quanto pensassimo. Speriamo di uscirne migliori."

Scarica l'articolo Una sola salute dal sito Saluteinternazionale che ringraziamo

L'ARTICOLO (PDF)

Nota di Editor. Conosciamo assai bene quanto pesi il pendolarismo nella condizione di vita e di lavoro di  un gran numero di lavoratori e lavoratrici. La metà delle vittime per incidenti sul lavoro è data da incidenti in itinere . Il pendolarismo consuma tempo di vita di migliaia di persone che oltre ai disagi del lavoro si trovano ogni giorno ad affrontare affollamento nei vagoni e ritardi. Va segnalato il fatto positivo , dopo molti anni,  che sulle linee ferroviarie regionali sono arrivati i nuovi treni, più moderni e confortevoli . Saranno i pendolari con la loro esperienza a valutare la qualità dei nuovi mezzi di trasporto.  Il miglioramento della qualità della vita  di molti tanti lavoratori e lavoratrici si è realizzata assai spesso quando è stato possibile arrivare al lavoro con un mezzo di trasporto, treno , navetta che risparmiasse la fatica e lo stress della guida. Per questi motivi segnaliamo questo Rapporto di Legambiente Emilia Romagna. 

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Pendolaria 2019: in Emilia-Romagna servono ancora più investimenti sul trasporto sostenibile

Presentiamo il nostro rapporto annuale di analisi del trasporto ferroviario in Italia. Cresce la mobilità su ferro con 5,7 milioni di persone che prendono ogni giorno metro e treni regionali.

In Emilia-Romagna salgono a 215mila i viaggiatori  che scelgono il treno quotidianamente (+88,6% in 7 anni). «Esiste una forte  domanda di servizio pubblico di qualità: per il clima e per la qualità dell’aria serve aumentare gli investimenti nel trasporto collettivo e sostenibile »

Un messaggio arriva anche dall’emergenza smog di questi giorni: superati in tutti i capoluoghi i livelli di inquinamento e le giornate di sforamento consentite

 

Cresce la mobilità su ferro: agli italiani il treno piace e dove si investe il successo è garantito, da Nord a Sud, dall’alta velocità alle linee metropolitane.  Per i pendolari c’è una buona notizia, sono in arrivo nuovi treni, ma al Meridione e per chi sta fuori dalla rete veloce i problemi rimangono rilevanti. Ad aumentare sono, infatti, anche le differenze tra le Regioni e le diversi parti del Paese e la dotazione di trasporto su ferro delle aree urbane rimane rilevantissima rispetto all’Europa e una delle cause dello smog che attanaglia le città italiane.

L'articolo prosegue alla fonte su  Legambiente Emilia Romagna 

 

In questa puntata parliamo di:

- Rispetto al perdurante ripetersi di incidenti sul lavoro gravi e mortali è utile ed efficace la richiesta ai Servizi istituzionali preposti di un maggiore numero di controlli improvvisi, non programmati da parte di lavoratori e sindacalisti ?  ( vedi articolo

- 385 MILIONI DI € ALLE REGIONI PER TOGLIERE L’AMIANTO DA SCUOLE E OSPEDALI – Decreto ministro ambiente Costa

-Federazione Russa: le condizioni di lavoro per i lavoratori esposti ad amianto

- Spazi confinati: gli infortuni, le criticità e la futura norma UNI ( riflessioni sulla intervista apparsa su Punto Sicuro) (vedi articolo)

- Stili di vita: Tatuarsi in sicurezza

La pratica del tatuaggio come forma di arredamento estetico del corpo è molto diffusa. ( vademecum su Epicentro)

 

di Giacomo D’Alisa

Fonte Le parole e le cose che ringraziamo 

 

La dichiarazione dello stato di emergenza climatica potrebbe rivelarsi controproduttiva e perfino pericolosa, tanto da ostacolare l’azione dei movimenti globali per la giustizia climatica.

Gli attivisti per il clima hanno messo in piedi uno dei più promettenti movimenti globali degli ultimi anni. Milioni di giovani allarmati dalle condizioni ambientali si sono mobilitati per spingere attori della società civile e politici ad agire rapidamente e contrastare i cambiamenti climatici in corso e altri disastri ambientali a essi legati. Eppure, sosterrò in questo scritto che chiedere ai governanti di dichiarare lo stato di emergenza climatica può risultare controproduttivo e pericoloso per gli stessi attivisti. Il mio riferimento principale è la narrativa dell'”emergenza climatica” proposta da Extinction Rebellion (XR) e supportata dagli scioperanti dei Fridays For Future (FFF). Sebbene si debba riconoscere che XR sia un movimento articolato e con specificità territoriali, che esprime un certo grado di autonomia su come le richieste debbano essere localmente sviluppate, resta vero che tutti i membri condividono un piano argomentativo e tre domande, la prima delle quali è indirizzata ai governanti ai quali si chiede di dichiarare lo “Stato di Emergenza Climatica”. Questa domanda è largamente condivisa da personaggi assai influenti, quali Papa Francesco, una coalizione mondiale di migliaia di scienziati e politici americani del calibro di Alexandria Ocasio-Cortez e Nernie Sandres. Le dichiarazioni sono state adottate rapidamente in tutto il mondo: già più di 1.195 governi locali di 23 differenti nazioni, molti governi nazionali e pure il Parlamento Europeo hanno dichiarato l’emergenza climatica.

Ritengo che gli appelli all’emergenza possano vanificare gli sforzi che gli attivisti dei movimenti climatici globali stanno facendo per cambiare il sistema socio-economico mondiale. Non è un caso che una crescente letteratura nel campo dell’ecologia politica suggerisca che l’uso della parola “emergenza” nella governance ambientale serva a riprodurre nuove forme, pratiche e relazioni di potere che consolidano determinate élite a scapito dei poteri pubblici e dei movimenti. Di seguito provo a condividere con lettrici e lettori i risultati di anni di ricerca accademica e intervento politico rispetto agli “stati di emergenza” in Italia.

Casi emblematici dello Stato di Emergenza in Italia: il terremoto dell’Aquila e la crisi dei rifiuti in Campania

Molti ricorderanno quando, nel 2009, l’allora primo Ministro Silvio Berlusconi decise di spostare l’incontro italiano del G8, originariamente previsto nella zona della Maddalena in Sardegna, nella città de L’Aquila. Alcuni giorni prima di prendere quella decisione, il capoluogo abruzzese era stato l’epicentro di un grave terremoto. Il bellissimo centro della città fu quasi completamente distrutto. Il magnifico campanile di San Bernardino crollato divenne presto il simbolo di un evento devastante. Molte persone persero casa, famigliari e amici. Come sempre accade nei casi di disastro socio-ambientale, il primo ministro dichiarò lo stato di emergenza. Eppure, Berlusconi fece qualcosa di più: ebbe la brillante idea di chiedere ai capi di stato che alcuni mesi dopo sarebbero volati in Italia per l’incontro del G8 se fossero disponibili a cambiare rotta e atterrare nell’area in rovina de L’Aquila anziché nell’amena Maddalena. Tutti i presidenti accettarono e applaudirono il piano e si unirono con piacere alla riunione nel mezzo del disastro.

...continua a leggere "IL POTERE DELL’EMERGENZA: PERCHÉ CHIEDERE AI GOVERNI DI DICHIARARE LO STATO DI EMERGENZA CLIMATICA È RISCHIOSO"