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Diverse Agenzie ambientali hanno segnalato il superamento della soglia di informazione (media oraria >180 µg/m3) e, in alcuni casi, anche quella di allarme (media oraria >240 µg/m3) per concentrazioni di ozono.

L’ozono, gas formato da tre atomi di ossigeno, in natura si trova in concentrazioni rilevanti negli strati alti dell’atmosfera terrestre, dove protegge dalla radiazione ultravioletta. Negli strati bassi dell’atmosfera, invece, è presente in basse concentrazioni, tranne nelle aree in cui la presenza di alcuni inquinanti chimici, in concomitanza di fattori meteo-climatici favorevoli come le alte temperature estive, può indurne la formazione con conseguente aumento della concentrazione.

La presenza di elevati livelli di ozono, a causa del suo alto potere ossidante (per effetto dell’ossigeno nascente che si libera quando la molecola si dissocia), danneggia la salute umana, ma anche quella degli animali e delle piante (ne influenza la fotosintesi e la crescita, entra nel processo di formazione delle piogge acide, con danni alla vegetazione ed ai raccolti), deteriora i materiali (danni al patrimonio storico-artistico) e riduce la visibilità.

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’uomo, al momento non sono ancora ben note le conseguenze “croniche”, derivanti cioè da una lunga esposizione a basse concentrazioni di ozono. Gli effetti “acuti” più evidenti sono la forte azione irritante alla mucosa degli occhi, infiammazioni ed alterazioni a carico dell’apparato respiratorio (soprattutto naso e gola, con tosse, difficoltà respiratorie, sensazioni di affaticamento e perfino edema polmonare) ed un senso di pressione sul torace.

Concentrazioni particolarmente elevate possono portare anche ad alterazioni delle funzioni respiratorie, a un aumento della frequenza degli attacchi asmatici, a una diminuzione della resistenza alle infezioni batteriche polmonari, all’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio e al peggioramento di patologie, già in atto, di tipo respiratorio (polmoniti croniche ostruttive, bronchiti croniche, asma, enfisema polmonare) e cardiaco (ischemia del miocardio).

Le più recenti indagini mostrano che lo smog estivo e il forte inquinamento atmosferico possono portare a una maggiore predisposizione ad allergie delle vie respiratorie.

In generale occorre ricordare che gli effetti dell’ozono sono contraddistinti da grandi differenze individuali e gli eventuali disturbi sanitari non hanno carattere cumulabile, ma tendono a cessare con l’esaurirsi del fenomeno di concentrazione acuta di ozono.

I soggetti più sensibili al fenomeno sono i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza, chi svolge attività fisica o lavorativa all’aperto. I soggetti a rischio sono le persone asmatiche, con patologie polmonari o cardiache.

A fine giugno diverse Arpa hanno già segnalato l’innalzarsi dei valori di ozono in corrispondenza dell’ondata di calore che ha investito la penisola, ora presentano il punto della situazione alla fine di luglio con diversi superamenti della soglia di informazione (media oraria >180 µg/m3) e, in alcuni casi, anche quella di allarme (media oraria >240 µg/m3).

Fonte: SNPA

 

FONTE ARPAE CHE RINGRAZIAMO

Disagio bioclimatico e alte concentrazioni di ozono previste fino a venerdì 26 luglio

(24/07/19)

Allerta gialla per

 

Temperature elevate per mercoledì 24 luglio. Superata la soglia di informazione dell´ozono (180 µg/m3) in 4 stazioni della regione il 22 luglio. Previsto il perdurare di disagio bioclimatico per la presenza di anticiclone di origine africana fino a venerdì 26 luglio. ...continua a leggere "Allerta gialla per temperature elevate. Ozono oltre soglia"

Il flusso informativo del mainstream, pervaso dalle narrazioni che generano paure tanto forti quanto immotivate sulle inesistenti invasioni di migranti oscura e relega alle cronache locali i report dei decessi o di gravi malori sul lavoro verosimilmente causati dalle ondate di calore. Sono troppi i lavoratori del settore costruzioni o infrastrutture all'aperto che sono esposti alle temperature estreme di questi giorni. Per il settore delle costruzioni esistono strumenti protettivi quale la Cassa integrazione coperte dalle Casse edili nei casi di ondate di calore… Per altri settori industriali le imprese possono adottare provvedimenti di organizzazione del lavoro utilizzando le ore del mattino meno calde… Pubblichiamo questo primo riassunto elaborato da Alberto Baldasseroni dopo una ricerca in rete che ha posto in evidenza questi casi di decessi o di gravi malori attribuibili alla esposizione alle ondate di calore.

Riassunto dei casi di presunta morte o grave malore verificatisi in occasione dell’ondata di calore della settimana 24 giugno 01 luglio 2019 in Italia e segnalati dalla stampa, trovati tramite Google con ricerca basata su parole chiave.
a cura di Alberto Baldasseroni