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FONTE LAVOROESALUTE.ORG

In questo numero

Perchè votare NO al referendum
4- editoriale. Non solo covid, c’è anche questa politica
6- Referendum: le ragioni del NO
SANITA’
8- Aziendalizzazione e privatizzazione, come invertire la rotta
19- “ Racconto il mio inferno covid di medico in Valsusa”
20- Prevennzione o morte dei sistemi sanitari pubblici
22- Pandemia in Emilia e Romagna. Raccontare marzo
22- Come aderire a Medicina Democratica Onlus
23- Sanità pubblica in ritirata? Operatori delusi e malati in attesa
24- Contratti sanità: quanto abbiamo perso in 20 anni

SICUREZZA E LAVORO
25- Eliminare le molestie e la violenza sul lavoro?
26- Vademecum sicurezza sul lavoro
25- I rischi sul lavoro garantiti da una clausola non scritta
26- In 253 giorni oltre 770 i crimini sul lavoro
27- Racconti nell’insicurezza sul lavoro
28- Vaccini e lavoratori. Intervista a Marco Caldiroli
30- Per abbattere i pregiudizi sui lavoratori con disabilità
32- Bonomi: un uomo con gli stivali
32- L’economia va male perché crollano i consumi, e i redditi!
34- Dicono che il lavoro c'è, se non lo trovi è solo colpa tua
37- Le puntate della tragedia italiana

...continua a leggere "E’ disponibile online il periodico Lavoro Salute n° 8 settembre 2020"

 

L’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con il CUG – Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni – propone, nell’ambito della giornata di studi SicurezzAccessibile, un focus sulle donne lavoratrici all’estero in zone a rischio geopolitico o in situazioni estreme.

La mobilità internazionale dei lavoratori è un elemento fondamentale dello sviluppo delle Istituzioni, delle aziende e dell’attività lavorativa in genere e non costituisce più un processo elitario, ma sta attraversando trasversalmente tutti i tessuti sociali e i livelli lavorativi. Lavorare all’estero è dunque un’opportunità da cogliere, se ci si muove in sicurezza.

Se, tuttavia recarsi all’estero in zone “estreme” rappresenta per ogni lavoratore un elemento maggiore da valutare, può l’essere donna costituire un ostacolo in più nello svolgimento della propria attività lavorativa e un elemento non trascurabile nella valutazione e gestione del rischio, anche da parte dei datori di lavoro?

Se ne discute mercoledì 8 aprile 2020, dalle ore 9:00 alle 13:00 in videoconferenza, con alcune ricercatrici dell’Università di Trieste, rappresentanti del Reggimento “Piemonte Cavalleria” (2°) e della Protezione civile ed esperti del settore.

Programma

 

FONTE : Unione internazionale delle associazioni dei lavoratori alimentari, agricoli, alberghieri, di ristorazione, di ristorazione, del tabacco e degli alleati IUF

08.01.20  Notizie

 

I sindacati contribuiscono a rendere i luoghi di lavoro più sicuri e più sani per tutti i lavoratori, donne e uomini, ma spesso la salute e la sicurezza sul lavoro delle donne (OHS) viene trascurata, mettendo le lavoratrici a rischio di infortuni e malattie.

Molte donne che fanno parte dei sindacati hanno espresso preoccupazione per il fatto che i problemi di salute e sicurezza che colpiscono in particolare le donne sul lavoro (come la violenza di genere, la gravidanza, le mestruazioni e la menopausa) non vengono adeguatamente affrontati. L'IUF ha ora pubblicato una risorsa sull'integrazione di genere nella salute e sicurezza sul lavoro.

Questa risorsa include una breve descrizione del problema, preoccupazioni specifiche sollevate dagli affiliati IUF e proposte di intervento. Include un briefing sulla ricerca fai-da-te, inclusa la mappatura del corpo e dei pericoli, e una lista di controllo di questioni che possono aiutare i membri dei sindacati a integrare pienamente il genere nella salute e sicurezza sul lavoro.

Un approccio di genere alla OHS sottolinea che è responsabilità dei datori di lavoro rendere il posto di lavoro sicuro per ogni lavoratore ed espone i pericoli della sicurezza basata sul comportamento , che rende il singolo lavoratore responsabile della sicurezza sul posto di lavoro.

 

 

FONTE EPICENTRO.ISS.IT

18 dicembre 2019 si è celebrata la Giornata internazionale per i diritti delle persone migranti, istituita nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un momento per fare una riflessione sui diversi aspetti della migrazione che hanno un impatto importante sulla salute. Per l’occasione, EpiCentro propone due approfondimenti sul tema dei migranti: “Dai dati epidemiologici all’esercizio dei diritti per la salute delle donne migranti: spunti di riflessione emergenti dalle sorveglianze di popolazione” a cura delle ricercatrici ISS e “Glossario sulla migrazione - OIM 2019” a cura di Giulia Marchetti (ISS). Consulta anche i dati aggiornati sulla popolazione migrante in Italia.

Segnaliamo la disponibilità online del periodico Lavoro e Salute n° 4 - luglio 2019

 

- I RAPINATI
Senza difese milioni di italiani pagano più volte per curarsi pag. 5
- Con la Flat-Tax e l’Autonomia Differenziata
picconano ancora la sanità pubblica pagine 10 e 68
- Lavorare con la bara accanto pag. 3
- Tre storie parallele di disperazione pag. 34
- La moda rumena e i marchi occidentali pag. 35
- Sfruttare l’immigrato sì, ma con il sorriso pag. 36
- Evviva: la classe operaia non esiste più pag. 40
e molti altri articoli d'interesse.

LAVORO E SALUTE N° 4 - 2019

Del lavoro delle donne si parla soltanto nel periodo della gravidanza, in rapporto esclusivamente ai rischi del nascituro. Anche la tutela della fertilità di coppia rispetto ai possibili rischi occupazionali, ha una scarsa attenzione. Anche gli infortuni e le malattie professionali che riguardano le donne non sono sufficientemente presi in considerazione. Ancora minore è l’attenzione data agli eventi patologici connessi ai lavoro domestici.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU QUOTIDIANOSANITA.IT

13 maggio 2019
Il TUC e l'azione maternità hanno oggi (mercoledì) avvertito che i datori di lavoro non stanno facendo abbastanza per proteggere le donne incinte sul lavoro.

Il TUC e l'azione maternità hanno oggi (mercoledì) avvertito che i datori di lavoro non stanno facendo abbastanza per proteggere le donne incinte sul lavoro.

Le organizzazioni hanno pubblicato una nuova guida che descrive i passaggi che i dirigenti devono adottare per mantenere al sicuro il personale femminile durante e dopo la gravidanza.

La nuova guida dice che ci sono leggi chiare per proteggere le nuove mamme in attesa. Ma avverte che molti capi non sanno cosa dovrebbero fare o stanno ignorando le loro responsabilità legali.   Un recente sondaggio condotto dalla Commissione per l'uguaglianza e i diritti umani (EHRC) ha rilevato che due su cinque (41%), le mamme incinte, sentivano che c'era un rischio per la loro salute o il loro benessere sul lavoro durante la gravidanza.

...continua a leggere "GB: TUC e Maternity Action denunciano il fatto che i datori di lavoro non fanno abbastanza per mantenere al sicuro le donne incinte sul lavoro, "