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FONTE: EPICENTRO 

In relazione ai casi di polmonite registrati in numerosi Comuni delle Provincie di Brescia e di Mantova a partire dall’inizio di settembre 2018, l’Istituto superiore di sanità (Iss) sottolinea che l’inchiesta epidemiologica e microbiologica di tutti i casi è ancora in corso ed è finalizzata a trovare un’eventuale esposizione comune. Sono inoltre in corso azioni specifiche per identificare la fonte e i metodi di trasmissione del batterio. Leggi il commento dei ricercatori con il punto sulla situazione attuale e sulle indagini in corso.

Fonte Uniteunion.org

05 settembre 2018

A tutti i lavoratori che hanno servito elicotteri Sea King dal 1969 dovrebbero essere offerti controlli per l'esposizione all'amianto - non solo quelli attualmente impiegati dal Ministero della Difesa (Ministero della Difesa).

Unite, il più grande sindacato del paese, ha affermato di ritenere che ci siano più di 1.000 ex dipendenti del Ministero della Difesa che potrebbero essere stati esposti all'amianto mentre riparavano e manutenzionavano gli elicotteri Sea King, che sono entrati in servizio per la prima volta quasi 50 anni fa.

Unite è intervenuta dopo che il Ministero della Difesa ha emesso un avviso di informazione sulla difesa (DIN) ai dipendenti attuali consigliandoli di compilare un record personale sull'amianto con una copia al proprio medico di famiglia. Tuttavia, non vi è alcuna indicazione di consigli agli ex dipendenti che hanno lavorato ai Sea Kings .

Unite, il sindacato ufficiale nazionale per il Ministero della difesa Jim Kennedy ha scritto al Ministero della difesa chiedendo tre domande chiave:

• sono in atto sistemi per identificare tutti i dipendenti attuali che potrebbero essere stati esposti all'amianto?

• offrite consulenza di follow-up o accesso a controlli medici?

• quali misure sono in atto per notificare a tutti gli ex dipendenti del MoD il rischio che ora affrontano a causa di una precedente esposizione sconosciuta all'amianto mentre lavoravano al Sea King?

Il funzionario nazionale unitario Jim Kennedy ha scritto: "Ci sono oltre 1.000 impiegati ex-MoD che erano o potrebbero essere stati esposti all'amianto mentre lavoravano alla riparazione e alla struttura di manutenzione di Sea King.

"Saprai che il dovere di diligenza del MoD nei confronti della salute e del benessere dei propri dipendenti non cessa all'uscita dal lavoro, se nell'esercizio delle proprie funzioni i dipendenti sono potenzialmente esposti all'amianto il Ministero della difesa ha il dovere di curare di informare quelli preoccupato di queste nuove informazioni e di offrire una guida come il Ministero della Difesa ha fatto per i dipendenti attuali.

"Come qualcuno che ha fatto campagna per tutta la mia vita lavorativa per evidenziare i pericoli dell'esposizione all'amianto e l'effetto devastante che può avere, attraverso placche pleuriche, mesotelioma o altre malattie mortali, sono estremamente preoccupato per l'identificazione dell'esposizione all'amianto di manutenzione personale che lavora su elicotteri Sea King.

"Questo è un problema che Unite,  il sindacato prende molto sul serio."

ENDS

Note

Unite ha recentemente lanciato un registro online in modo che i membri possano registrare in modo rapido e semplice quando sono stati esposti all'amianto e che tali informazioni vengano archiviate nel caso fosse necessario.

Per accedere al registro online vai a:

https://www.unitelegalservices.org/surveys/asbestos-questionnaire

Email: shaun.noble@unitetheunion.org

Twitter: @unitetheunion Facebook: unitetheunion1 Web: unitetheunion.org

Unite è il più grande sindacato d’Inghileterra e d'Irlanda con oltre 1,4 milioni di membri che lavorano in tutti i settori dell'economia. Il segretario generale è Len McCluskey.

La newsletter del mese di agosto 2018  dell'Istituto per il lavoro e la salute (IWH) che ha sede a Toronto, Canada .
Nella newsletter vengono riportate i risultati di una ricerca. La ricerca dell'Istituto per il lavoro e la salute e dell'Istituto per le scienze valutative cliniche ha seguito 7.300 lavoratori dell'Ontario per 12 anni per esaminare il collegamento tra orario di lavoro e risultati sanitari.
Perché è importante per i ricercatori del lavoro e della salute prendere in considerazione le differenze tra uomini e donne? Perché le differenze sociali e biologiche tra uomini e donne possono influenzare il modo in cui le esposizioni al lavoro influenzano i risultati di salute. Un esempio convincente di questo può essere trovato in un nuovo studio dell'Istituto per il lavoro e la salute (IWH) e dell'Istituto per le scienze cliniche valutative (ICES) sul legame tra superlavoro e diabete.

Lo studio, pubblicato a luglio 2018 come articolo ad accesso aperto in BMJ Open Diabetes Research & Care ( do: 10.1136 / bmjdrc-2017-000496 ), ha rilevato che le donne che lavoravano più di 45 ore alla settimana hanno affrontato un rischio maggiore di 63% di sviluppare diabete rispetto alle donne che hanno lavorato 35-45 ore a settimana. Al contrario, l'incidenza del diabete tendeva a scendere tra gli uomini che lavoravano più a lungo, anche se gli effetti non erano statisticamente significativi.
Lo studio mette in luce l'importanza di condurre analisi di genere / sesso nella ricerca sul lavoro e sulla Lo studio ha seguito 7.300 lavoratori dell'Ontario tra i 35 ei 74 anni che erano inizialmente privi di diabete. Questi lavoratori sono stati intervistati dalla Canadian Community Health Survey (CCHS) del 2003, amministrata da Statistics Canada. Il sondaggio ha raccolto informazioni su una vasta gamma di fattori personali, condizioni di salute, comportamenti di salute e condizioni di lavoro, comprese le ore medie lavorate a settimana. I ricercatori hanno poi collegato le informazioni CCHS alle cartelle cliniche sanitarie ospitate presso l'ICES per identificare le persone a cui era stato diagnosticato il diabete nei successivi 12 anni (2003-2015).

LA NEWSLETTER AT WORK AGOSTO 2018
Institute for Work & Health, Toronto

Adverse effect of long work hours on incident diabetes in 7065 Ontario
workers followed for 12 years

FONTE ISPRA 

SINTESI
Il XIII rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente “Gli indicatori del clima in  Italia” illustra l’andamento del clima nel corso del 2017
e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia.
Gli elementi di conoscenza della variabilità climatica presente e passata sono di importanza fondamentale per valutare gli impatti e definire le strategie e i piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
Il rapporto si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale
(SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Le statistiche e gli indici climatici del 2017
sono derivati complessivamente dalle osservazioni di circa 1100 stazioni di monitoraggio meteoclimatico.
Le rappresentazionidel clima nel corso del 2017 derivano dai dati di un numero elevato di stazioni, densamente distribuite sul territorio nazionale.
Viceversa, le stime delle variazioni e delle tendenze climatiche nellungo periodo, si basano sull’elaborazione di un numero ridotto di serie temporali.

RAPPORTO ISPRA SU CLIMA 2017

Inserito da  on 20 giugno 2018

La recente stretta sui migranti nel Regno Unito ci aiuta a capire i rischi di una strumentalizzazione dell’immigrazione per giustificare politiche di tagli alla sanità, ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione, favorendo quello che è uno scontro fra poveri. Docs Not Cops (Medici non Poliziotti) è una rete di attivisti a cui hanno aderito operatori sanitari, studenti, insegnanti e pazienti, migranti e cittadini inglesi, che si batte contro le nuove leggi sull’immigrazione e per reclamare il valore dei principi fondanti il sistema sanitario britannico.


Fino al 2014, nel Regno Unito, lo straniero “stabilmente presente” (ordinarily resident) nel territorio godeva degli stessi diritti di un cittadino inglese in termini di accesso libero e gratuito al sistema sanitario. Le cure di secondo livello erano a pagamento per gli individui provenienti da paesi extra-europei non “stabilmente residenti” nel paese (o non beneficiari di specifiche esenzioni). L’accesso alle cure primarie era “a discrezione” del medico di base (GP), mentre le cure di emergenza, la salute sessuale e la contraccezione, il trattamento dell’HIV e di molte malattie infettive era garantito. ...continua a leggere "Docs Not Cops (Medici non poliziotti)"

 

 

Segnaliamo la problematica sollevata da tempo dal personale di volo di molte compagnie aeree. Il tema della "Aerotoxic Syndrome"  "Sindrome aerotossica" è il nome collettivo di una vasta gamma di disturbi di salute apparentemente vaghi e non correlati. È un termine controverso, per una malattia la cui esistenza è stata costantemente negata per decenni da una lobby molto forte del settore aereo. Nel 1999, il Dr. Harry Hoffman (USA), il Prof. Chris Winder (Australie) e Jean Christophe Balouet PhD (Frankrijk) hanno pubblicato un rapporto scientifico in cui il termine "Sindrome Aerotossica" è stato usato per la prima volta: "Sindrome aerotossica: effetti negativi per la salute a seguito dell'esposizione alla nebbia di un getto d'olio durante i voli commerciali ". Il rapporto descrive i risultati dell'esposizione ai vapori degli oli lubrificanti utilizzati nei motori a reazione. Anche se l'industria aerea cerca di farvi credere altro, questo accade abbastanza spesso. Come risultato di  perdite di olio dai motori, l'aria utilizzata per la pressurizzazione della cabina e la ventilazione viene contaminata da particelle di olio contenenti organo fosfati.Naturalmente il rischio è tanto più elevato quanto più gli scambiatori di calore sono obsoleti con eventuali microfessurazioni.

Sono molti i siti che denunciano questa tematica, tra questi segnaliamo  il sito olandese  Aerotoxic Syndrome 

Su Facebook segnaliamo la pagina italiana  AEROTOXIC CREW HELPLINE

Altri  articoli interessanti  sono apparsi sul sito tedesco http://www.anstageslicht.de

Poison in the Airplane? Fume Events, Contaminated Cabin Air and Aerotoxic Syndrome

Contaminated Cabin Air: A Health Problem becomes certainty. The Chronology of the socalled Aerotoxic Syndrome

Come in altre occasioni ( vedi le vicende Amianto, CVM , ecc) per molto tempo le lobbie industriali interessate hanno promosso campagne per sminuire o negare la pericolosità  di certi prodotti o di certe situazioni di esposizione a rischio . E' invece opportuno e necessario che i Centri di Ricerca in OH&S sviluppino rapidamente  ricerche non di parte aziendale, sul campo, per misurare la pericolosità e le cause del fenomeno denunciato da tempo  dal personale di volo, piloti e assistenti di cabina. Editor

Il giorno 23 marzo 2018 si è celebrato a Modena un importante Seminario promosso dalla Cgil di Modena sul tema: “Il lavoro e l’innovazione: quali ricadute sulla salute dei lavoratori”

Riportiamo dalla brochure d'invito del Seminario le ragioni e gli obiettivi per cui è stato promosso:
" Il seminario di approfondimento è stato promosso dalla Cgil di Modena, a seguito della pubblicazione dei risultati della ricerca “Intensificazione e salute nell’industria modenese del suino: un’inchiesta multistrumento sulle condizioni di lavoro” curata dal ricercatore Dario Fontana.
I risultati della ricerca descrivono uno stato di salute già compromesso in larghe porzioni della forza lavoro e un elevato livello di rischi per i principali gruppi di patologie come i disturbi muscolo-scheletrici e lo stress lavoro-correlato.

...continua a leggere "“Intensificazione e salute nell’industria modenese del suino: un’inchiesta multistrumento sulle condizioni di lavoro”"

FONTE OSHA.EU

A new report analysing findings of the second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER-2) takes a broad view of European occupational safety and health (OSH) practice. The report highlights that, although traditional occupational safety risks are largely well addressed across Europe, health and psychosocial risks are not as well managed. There is a need to expand current trends to more comprehensively address health and psychosocial risks as part of good OSH practice.

The report notes that having a strong commitment from management, worker representation and available resources, both financial and personnel, make a significant difference to firms’ implementation of good OSH practice. Larger firms and those in production and manufacturing sectors generally demonstrate higher levels of OSH management implementation — yet, even in these organisations, the focus is still mainly on traditional safety risks, rather than on health or psychosocial factors.

The report identifies a synergy between current EU policy and practice — which provides the opportunity to build on and consolidate the improvements in OSH practice made in recent years.

Download the full ESENER-2 OSH management report and the summary

The ESENER surveys at a glance

Fonte Ires Piemonte

Rapporto 2017 Salute mentale in Piemonte - Novembre2017

Abstract

Img 2017 Rapporto salute mentale

 

Il Rapporto è frutto di un percorso di lavoro intrapreso nel 2016 - all’interno della Direzione Sanità della Regione Piemonte - da un gruppo di esperti e professionisti del settore. Il suo obiettivo è quello di mettere insieme, in forma sintetica, buona parte di quel che oggi si sa e si fa per tutelare la salute mentale dei piemontesi.

Ne emerge l’immagine, ancora un po’ sfocata per la carenza di dati certi, di un servizio sanitario regionale vitale e presente di fronte alla complessità dei bisogni, capace di intercettarne l’evoluzione (si vedano i percorsi di presa in carico di adolescenti e immigrati), pur tra disomogeneità – alcune aree della regione più presenti – carenze - di risorse, finanziarie e personale - necessità di maggior focalizzazione sull’appropriatezza dei servizi.

Il punto di partenza è rappresentato da sintetiche immagini di salute, mentale e psicologia dei piemontesi, insieme ad analisi sul consumo di ricoveri e farmaci per la salute mentale e sul fenomeno dei suicidi, colte attraverso indicatori epidemiologici. Segue, nel capitolo 2, il resoconto di un’indagine condotta dall’Osservatorio Regionale Salute Mentale nel 2016 sull’organizzazione dei Dipartimenti di Salute Mentale piemontesi.

I capitoli centrali contengono un’analisi delle risorse utilizzate e delle attività erogate a tutela della Salute mentale dei piemontesi: qui la descrizione si fa più mirata, operando selezioni, tra le necessità imposte dalle carenze nei dati attendibili e la virtù delle buone pratiche già oggi esistenti nel territorio regionale. Il capitolo 3 tenta primi ragionamenti sulle risorse destinate alla Salute Mentale, attendendo flussi informativi attendibili sulla spesa sostenuta per il funzionamento dei servizi. Nel capitolo 4, “antipasto” di un menù più ricco, in corso di elaborazione (una volta completato il lavoro in corso sui dati del Sistema Informativo), si tratteggia quel che oggi erogano i Dipartimenti di Salute Mentale. Nel capitolo 5 ancora quel che si fa, in una dimensione processuale: i percorsi, per categorie cruciali di persone all’attenzione, adolescenti e immigrati e le reti di cura, che mettono insieme risorse e competenze per rispondere ai bisogni prioritari che emergono nei territori.

Il capitolo 6 sviluppa due punti caldi in agenda, ai quali il Piemonte sta dedicando attenzione e risorse: i Trattamenti Sanitari Obbligatori e il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari per i pazienti autori di reato.

Il capitolo 7, più prospettico, traccia infine la direzione verso la quale il Sistema sanitario regionale tende, prefigurando possibili scenari per progettare, supportare e valutare i risultati degli interventi e descrivendo prime ipotesi di riorganizzazioni in corso nei servizi.


FONTE INAIL.IT

Il lavoro illustra i risultati di un progetto che ha coinvolto oltre seicento operatori di sei Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie della Toscana.

Immagine Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari - Benessere di medici e infermieri, performance e conseguenze sulla sicurezza dei pazienti

Tale progetto ha indagato sulle cause che fanno sì che i fattori legati ai volumi di attività e all’organizzazione del lavoro possono avere ricadute sul benessere degli operatori, sull’incidenza delle tecnopatie (al di là di infortuni al sistema muscolo-scheletrico), sulla frequenza di eventi avversi, sulla qualità dell’assistenza e sull’efficienza anche economica del Sistema sanitario in generale.

Prodotto: volume
Edizioni: Inail – 2017
Disponibilità Sì -  Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

 

Rapid Alert System is the EU system for all dangerous consumer products, with the exception of food, pharmaceuticals and medical devices. The report includes detailed information on the products concerned, the risks, the notifying Member State, and the measures adopted in response. The Rapid Alert System enables quick exchange of information between 31 European countries and the European Commission about dangerous non-food products posing a risk to health and safety of consumers. Each week, an update of the latest alerts sent by Member States is published on the website. This message service allows subscribers to be informed on these Alerts on a weekly basis

 fonte: disuguaglianzedisalute

Venerdì 1 dicembre la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin ha presentato a Roma il rapporto “L’Italia per l’equità nella Salute” realizzato su sua commissione da un gruppo di lavoro dei quattro enti centrali (Inmp, Istituto superiore di sanità, Agenas e Aifa) coordinato da Giuseppe Costa.

Il convegno è iniziato con la proiezione del video “L’Italia per l’equità nelle salute”, che ha introdotto i lavori della giornata.  Il video è disponibile al link https://youtu.be/bn2t78Ah14Q

Di seguito un breve resoconto del contenuto del rapporto e una sintesi delle conclusioni e degli impegni assunti nel corso dell’incontro.

...continua a leggere "L’Italia per l’equità nella salute"

 dalla Rivista Perspectives interdisciplinaires sur le travail et la santé (PISTES) segnaliamo

Suffering at work, emotional repression and musculoskeletal disorders
Sufrimiento en el trabajo y cuestiones de salud: el papel fundamental de la inflamación y el estrés oxidativo
Philippe Davezies
fonte PISTES