Pubblicazioni INAIL: Le malattie asbesto-correlate (2017-2021) riconosciute da INAIL e dati Fondo Vittime Amianto – Report 2022

 

Fonte AFeVA

Bologna, 07 novembre 2022

Il 4 novembre 2022, INAIL ha pubblicato l’aggiornamento, su richiesta del Comitato Amministratore del Fondo Vittime Amianto, dell’ OPUSCOLO dal titolo “LE MALATTIE ASBESTO CORRELATE” a cura della Consulenza statistico attuariale dell’INAIL con il coordinamento scientifico di Silvia D’Amario, Autrice Daniela Martini.

I dati pubblicati riguardano le malattie asbesto Correlate riconosciute dall’INAIL nel quinquennio 2017-2021 (fonte Open Data), le rendite per malattie asbesto correlate erogate dall’INAIL, il numero dei beneficiari professionali del Fondo Vittime Amianto e le prestazioni UNA-TANTUM per mesoteliomi non professionali. Il report contiene inoltre dati interessanti per comprendere le linee di tendenza delle patologie asbesto-correlate (riconosciute dall’INAIL). Ovviamente, sarebbe erroneo, trarre conclusioni sull’andamento epidemiologico delle malattie asbesto-correlate, dato ricavabile solo da altri tipi di studi: dati RENAM, dati regionali dei COR, studi di coorti di lavoratori, registri tumori ed altro.

Scarica l’opuscolo INAIL

Il confronto fra i dati riconosciuti dall’INAIL, con i casi rilevati dal RENAM ( VII rapporto del 2021che riporta i dati dei mesoteliomi rilevati al 2018, peraltro del tutto incompleti), è possibile per l’anno 2017, quando i casi di Mesotelioma RENAM rilevati sono stati 1486 (mancano i dati di Abruzzo – Molise – Campania) a fronte di un dato riportato sull’ Opuscolo attuale (riconoscimenti INAIL) che vede, sempre per l’anno 2017: 625 nuovi indennizzi INAIL per mesotelioma di origine professionale più 282 persone alle quali è stata riconosciuta l’UNA-TANTUM del FVA per mesotelioma non professionale (più 5 domande ancora in istruttoria). Continua a leggere “Pubblicazioni INAIL: Le malattie asbesto-correlate (2017-2021) riconosciute da INAIL e dati Fondo Vittime Amianto – Report 2022”

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Workers doing vigorous, tiring activity all day no healthier than those who are least active

A study by IWH finds six patterns of daily movement among Canadians, all but one associated with lower heart risks when compared to the most sedentary

Which of the following workers have a healthier heart? The desk-bound office worker who bikes to work and jogs at night? The health-care worker who constantly shifts gears between light duties and highly physical tasks? Or the construction worker whose job is strenuous from the beginning to end of a shift?

A study by the Institute for Work & Health (IWH) explored these questions using, for the first time, a large and nationally representative sample of Canadian workers and minute-to-minute activity tracker data.

It found Canadian workers’ physical activity habits generally fall into one of six patterns. Not surprisingly, one of the largest groups of workers, making up 31 per cent of the sample of 8,909 participants, are those with low physical activity. These might be, for example, people who commute mostly by car, get up from their desks just to go to the water cooler, and do only light activity such as short walks and household chores in their off-hours.

Compared to this group—let’s call them the sedentaries as a shorthand—almost all other groups have better heart health down the road. Whether they’re fitness buffs or only on the move mainly for work, almost all workers who do various levels of moderate or intense physical activity throughout the week have lower risks of cardiovascular diseases 10 years later. Continua a leggere “Workers doing vigorous, tiring activity all day no healthier than those who are least active”

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Vega Engineering. Morti sul lavoro in Italia: la diminuzione è solo apparente.

Riteniamo importante condividere coi lettori e le lettrici questo Report elaborato da Vega Engineering di Mestre.      Vega Engineering è una società privata che offre consulenza specialistica alle imprese in materia di valutazione e gestione dei rischi e formazione. Uno dei tratti importanti dell’impegno sociale di questa azienda è l’elaborazione di Report sull’andamento infortunistico nel nostro paese, strumenti di lavoro molto utili.

morti-in-italia-primi-cinque-mesi-2022_rev0

Per scaricare il file pdf clicca QUI 

 

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Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa

Ripubblichiamo questo articolo ripreso dal sito TNI. L’Istituto TNI ha svolto una valutazione sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’importazione dell’idrogeno dal Nord Africa.

 

Assessing EU plans to import hydrogen from North Africa
The cases of Morocco, Algeria and Egypt

17 May 2022

Report

This report shows the EU’s plan to drastically increase imports of renewable hydrogen from North Africa is not realistic from a cost or energy perspective, and instead diverts renewable electricity away from local needs and local climate targets.

Executive summary

The European Commission’s 2020 hydrogen strategy has a big focus on importing ‘green’ renewables-based hydrogen from its neighbourhood (North Africa and Ukraine). Since the recent invasion of Ukraine and the subsequent need to reduce dependency on Russian gas, the EU has doubled its import targets to 10 million tonnes per year by 2030, as per the RePowerEU communiqué. Continua a leggere “Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa”

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Il rapporto OXFAM sul lavoro in Italia .DISUGUITALIA Ridare valore, potere e dignità al lavoro

Fonte Oxfam Italia

Dalle consegne per l’e-commerce, al cibo sulla nostra tavola, al lavoro domestico: “risultanze visibili” di lavoratori “invisibili”, sfruttati, precarizzati, dai
diritti e dignità profondamente erosi e “valore sociale” scarsamente riconosciuto. Questo rapporto restituisce una fotografia delle moderne forme di sfruttamento lavorativo e di un mercato del lavoro nazionale profondamente
iniquo – con ampi divari territoriali, generazionali e di genere – e che produce strutturalmente povertà. E una riflessione sul senso e sul valore del lavoro e su
come le istituzioni dovrebbero riportare la dignità del lavoro al centro dell’agire politico.

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Per scaricare il file pdf dell’articolo clicca QUI

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GB. Gli insegnanti mostrano segni di depressione clinica

La prova di una diffusa depressione clinica tra insegnanti e presidi è stata scoperta dal sindacato didattico NASUWT. Quasi 12.000 insegnanti hanno preso parte all’indagine sul benessere del sindacato. L’analisi ha rilevato un punteggio di benessere medio tra gli insegnanti di 38,7 sulla scala del benessere mentale di Warwick-Edimburgo. Un punteggio inferiore a 41 indica il rischio di una probabile depressione clinica. Il 91% degli insegnanti che hanno risposto al sondaggio NASUWT ha riferito che il proprio lavoro ha influito negativamente sulla propria salute mentale nell’ultimo anno. Il dottor Patrick Roach, segretario generale della NASUWT, ha dichiarato: “Ricordiamo ai datori di lavoro e all’Health and Safety Executive che hanno il dovere legale di agire in risposta a questa crisi e di intraprendere azioni positive per proteggere e salvaguardare la salute mentale e il benessere di insegnanti e presidi”.
Comunicato stampa NASUWT .

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DIGITALIZZAZIONE INDUSTRIALE

Segnalazione Rapporti di Ricerca

 

Un’inchiesta sulle condizioni di lavoro e salute
di Dario Fontana

Franco Angeli Editore Collana Sociologia del lavoro

Argomenti : Sociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni

Condotta attraverso la partecipazione attiva di lavoratori e delegati sindacali, questa ricerca mette in luce le condizioni di chi quotidianamente opera nei processi 4.0. L’indagine si è mossa all’interno di otto aziende suddivise in sei settori produttivi: agroalimentare, metalmeccanico, della ceramica, biomedicale, logistico, bancario. Da un approccio multi-strumento e interdisciplinare risulta un questionario d’inchiesta che ha visto coinvolti più di mille lavoratori e lavoratrici e ha analizzato le condizioni di lavoro da diversi punti di vista, con un particolare focus sui principali effetti sulla salute.
Presentazione del volume

Negli ultimi anni – e fra i pilastri della progettazione sociale postpandemica – la tecnologia digitale è assurta a nuovo vettore di trasformazione dei sistemi produttivi. Contemporaneamente, il dibattito mediatico sulla digitalizzazione industriale – pur non nascondendo le contraddizioni sulla tenuta occupazionale – tende a tracciare scenari rassicuranti rispetto alla futura qualità del lavoro. In questa cornice la tecnologia viene generalmente intesa come di per sé foriera di emancipazione, mentre rimane opaco il ruolo che i diversi interessi socioeconomici ricoprono nel direzionarne gli sviluppi.
La ricerca esposta nel volume, condotta attraverso la partecipazione attiva di lavoratori e delegati sindacali, mette in luce le condizioni di chi quotidianamente opera nei processi 4.0. L’indagine si è mossa all’interno di otto aziende suddivise in sei settori produttivi: agroalimentare, metalmeccanico, della ceramica, biomedicale, logistico, bancario.
Da un approccio multi-strumento e interdisciplinare risulta un questionario d’inchiesta che ha visto coinvolti più di mille lavoratori e lavoratrici e che ha analizzato le condizioni di lavoro da diversi punti di vista: intensificazione e standardizzazione; spazio di decisionalità; rapporto di autodeterminazione uomo/macchina e controllo aziendale; relazioni socio-organizzative; insicurezza del lavoro; soddisfazione del lavoro; rapporto fra lavoro e salute. Particolare risalto si è inoltre dato ai principali effetti sulla salute: rischio stress-lavoro correlato, salute mentale, disturbi muscolo-scheletrici.
La direzione dello sviluppo tecnologico sembra proiettare i lavoratori verso una produzione estremamente intensificata, escludendoli da forme efficaci di controllo decisionale. Inoltre, nel complesso del rapporto lavoro-salute, emerge una condizione fortemente a rischio e una narrazione consapevole degli effetti negativi che intercorrono al suo interno. Bisognerebbe dunque chiedersi se le attuali politiche di digitalizzazione industriale stiano veramente tracciando un reale orizzonte di benessere collettivo o stiano invece volgendo verso un inasprimento delle condizioni di lavoro. >>> leggi l’anteprima 

Dario Fontana è attualmente ricercatore di Sociologia del lavoro presso la Struttura Complessa a Direzione Universitaria “Servizio Sovrazonale di Epidemiologia” di Torino. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano il rapporto fra lavoro e salute, l’organizzazione del lavoro, la qualità del lavoro e la salute e sicurezza sul lavoro.

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Cile . Un Rapporto di ricerca sull’esperienza del personale sanitario, medici e infermiere/i a fronte della pandemia di COVID-19

TRABAJADORES Y TRABAJADORAS DE LA SALUD Y PANDEMIA POR COVID-19EN CHILE:INFORME DE UNA INVESTIGACIÓN ACCIÓN
PARTICIPATIVA TRABAJADORES Y TRABAJADORAS DE LA SALUD Y PANDEMIA POR COVID-19 EN CHILE: INFORME DE UNA INVESTIGACIÓN ACCIÓN PARTICIPATIVA

“Proyecto Colaborativo: Monitoreo y vigilancia social de las condiciones laborales y de salud de los trabajadores sanitarios en tiempos de COVID-19”

Archivo Digital: descarga y online

Primera edición, agosto 2021

Ringraziamo il Prof.Patrizio Tonelli, uno degli Autori della ricerca che ci ha inviato  copia digitale di questo lavoro importante. La ricerca è stata realizzata con la collaborazione della Segreteria della Salute CUT,la Confederazione sindacale dei lavoratori cileni, la Escuela de Salud Pubblica Dr.Salvador Allende della Universidad de Chile, Departemento de Enfermeria, Facultad de Medecina, Universidad de Chile.

IL VOLUME DELLA RICERCA ( 105 pagine.pdf)

 

 

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Sondaggio Eurofound. Vivere, lavorare e COVID-19 (Aggiornamento aprile 2021): la salute mentale e la fiducia diminuiscono in tutta l’UE mentre la pandemia entra in un altro anno

 

Fonte : Eurofound 

Autore/i: Ahrendt, Dafne ; Mascherini, Massimiliano ; Nivakoski, Sanna ; Sándor, Eszter

Risultati chiave:

  • Il benessere mentale ha raggiunto il livello più basso in tutte le fasce d’età dall’inizio della pandemia più di un anno fa. Ciò è particolarmente evidente tra i giovani e coloro che hanno perso il lavoro.
  • Le disuguaglianze esistenti si stanno ampliando a causa dell’impatto sproporzionato della pandemia sui gruppi vulnerabili. I risultati mostrano che le difficoltà a far quadrare i conti sono aumentate significativamente tra coloro che già si trovano in una situazione precaria.
  • La soddisfazione dei cittadini per le misure di sostegno in caso di crisi è diminuita drasticamente, con solo il 12% che ora ritiene che le misure di sostegno siano eque, in calo dal 22% nell’estate 2020. Coloro che ritenevano che ottenere sostegno fosse facile ed efficiente sono scesi anche dal 16% nell’estate 2020 al 10% nella primavera del 2021. Quasi uno su dieci intervistati ha visto respinta una richiesta di sostegno finanziario.
  • La fiducia nelle istituzioni è crollata, in particolare nei governi nazionali, che è scesa da 4,6 nell’estate 2020 a 3,9 nella primavera del 2021. La fiducia nei governi nazionali in tutti gli Stati membri è scesa al di sotto dei livelli registrati all’inizio della pandemia. Anche la fiducia nell’UE è diminuita, ma rimane superiore alla fiducia nei governi nazionali.
  • Oltre un quarto delle persone che vivono in Europa indica un’esitazione verso il vaccino COVID-19, con gli uomini che si rivelano più titubanti (29%) rispetto alle donne (25%). L’esitazione vaccinale è anche fortemente associata a bassi livelli di fiducia e utilizzo dei social media, con paesi che registrano bassi livelli di fiducia nel governo che registrano livelli più elevati di esitazione vaccinale.

Abstract

Il terzo round del sondaggio elettronico di Eurofound, condotto a febbraio e marzo 2021, fa luce sulla situazione sociale ed economica delle persone in tutta Europa dopo quasi un anno intero di convivenza con le restrizioni COVID-19. Questo rapporto analizza i principali risultati e tiene traccia degli sviluppi e delle tendenze in corso nei 27 Stati membri dell’UE da quando il sondaggio è stato lanciato per la prima volta nell’aprile 2020. Individua i problemi emersi nel corso della pandemia, come l’aumento dell’insicurezza del lavoro a causa della minaccia di perdita del lavoro, calo dei livelli di benessere mentale, erosione dei recenti progressi nell’uguaglianza di genere, calo dei livelli di fiducia nei confronti delle istituzioni, deterioramento dell’equilibrio tra lavoro e vita privata e crescita dell’esitazione ai vaccini.

E’ disponibile il testo digitale di questo sondaggio alla fonte  Eurofound 

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Canada. Procedure OHS più deboli, le politiche spiegano i maggiori rischi di infortuni dei piccoli datori di lavoro. Uno studio.

 

 

FONTE :  IWH

Nessuna differenza nei rischi di lesioni tra grandi e piccole imprese una volta prese in considerazione le politiche e le procedure OHS

È stato ben documentato che i piccoli datori di lavoro affrontano sfide uniche quando si tratta di salute e sicurezza sul lavoro (OHS). In un recente studio dell’Institute for Work & Health (IWH) sull’effetto delle normative sui lavoratori in quota dell’Ontario sui tassi di infortunio nel settore delle costruzioni, il tasso di sinistri per infortuni traumatici del 2017 nelle aziende più piccole è stato più del doppio come nelle imprese più grandi: 10,3 per 1.000 dipendenti a tempo pieno nelle imprese con meno di cinque dipendenti, contro 4,1 nelle imprese con più di 50 dipendenti. Un modello simile è stato trovato in uno studio IWH che confronta la frequenza degli infortuni tra appaltatori sindacalizzati e non sindacalizzati nel settore edile dell’Ontario. Continua a leggere “Canada. Procedure OHS più deboli, le politiche spiegano i maggiori rischi di infortuni dei piccoli datori di lavoro. Uno studio.”

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Inail. Malprof: il decimo rapporto sulle malattie professionali 2017-2018

 

da Fonte Inail.it 

Introduzione

Il contesto socio-occupazionale attuale è in costante mutazione rispetto al passato: si osserva una sempre maggiore
terziarizzazione, una forte instabilità e precarietà del lavoro, un invecchiamento della popolazione lavorativa con specifiche esigenze di salute e sicurezza. Dall’analisi dei dati statistici su infortuni, malattie professionali e assetto
produttivo italiano, si identificano i fattori di rischio e i determinanti sui quali agire e programmare gli interventi di prevenzione.
Nella strategia europea 2014 – 2020 si evidenziavano le sfide fondamentali, ancora attuali, che sono comuni a tutta l’UE e che richiedono iniziative mirate. La strategia individuava 3 sfide fondamentali:
migliorare l’attuazione delle disposizioni di legge, rafforzando la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi efficaci;
migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi noti ed emergenti;
far fronte al cambiamento demografico.
Dunque, il tema delle conoscenze sulle malattie di origine lavorativa è centrale nella strategia europea e trova riscontro nel contesto normativo italiano. Il d.lgs. 81/2008 definisce infatti un assetto istituzionale in cui il livello
centrale ha il compito di elaborare le politiche e le strategie nazionali per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro, fornendo supporto e indirizzi per le attività di prevenzione svolte a livello locale.
Lo stesso Piano nazionale della prevenzione (Pnp), adottato con intesa in conferenza Stato-Regioni, richiama la
necessità strategica di agire sul sistema degli attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, con l’obiettivo di sviluppare azioni volte, tra le altre, a perfezionare i sistemi e gli strumenti di conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro attraverso l’utilizzo dei sistemi di sorveglianza già attivi, tra cui Malprof. Questo al fine di programmare gli interventi di prevenzione e promozione della salute alla luce delle
evidenze epidemiologiche e delle peculiarità settoriali e territoriali.
A livello regionale e locale, infine, è necessario consolidare e strutturare più capillarmente i piani di prevenzione tematici previsti dal Pnp per le malattie professionali (il Piano nazionale patologie da sovraccarico biomeccanico,
il Piano nazionale stress lavoro correlato e il Piano nazionale cancerogeni occupazionali e tumori professionali),
secondo un approccio proattivo dei Servizi Asl deputati alla tutela della salute e sicurezza del lavoratore, ossia
orientato all’assistenza e supporto alle imprese, soprattutto le piccole e medie, da parte delle Istituzioni.

Sergio Iavicoli
Direttore del Dipartimento di medicina,
epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

IL RAPPORTO

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Livelli di stress nel personale sanitario durante la pandemia: una ricerca internazionale

Fonte Dors.it 

Lo studio trasversale, coordinato dall’Università di Pisa, ha valutato il livello di burnout professionale e stress traumatico secondario (STS) e ha identificato potenziali fattori di rischio o di protezione tra gli operatori sanitari durante l’epidemia da Covid-19.

Lo studio, basato su un sondaggio online, ha raccolto dati demografici e risultati di disagio mentale di 184 operatori sanitari dal 1° maggio 2020 al 15 giugno 2020, provenienti da 45 paesi diversi. Il grado di STS, stress percepito e burnout è stato valutato utilizzando rispettivamente la Secondary Traumatic Stress Scale (STSS), la Perceived Stress Scale (PSS) e Maslach Burnout Inventory Human Service Survey (MBI-HSS). Risultati: 184 operatori sanitari (M = 90; Età media: 46,45; DS: 11,02) hanno completato il sondaggio. Una percentuale considerevole di operatori sanitari presentava sintomi di STS (41,3%), esaurimento emotivo (56,0%) e spersonalizzazione (48,9%). La prevalenza di STS era del 47,5% negli operatori sanitari in prima linea mentre negli operatori sanitari che lavoravano in altre unità era del 30,3% (p <0,023); 67,1% per gli operatori sanitari esposti alla morte dei pazienti e 32,9% per gli operatori sanitari che non erano esposti alla stessa condizione. Le donne hanno mostrato effetti negativi maggiori rispetto agli uomini (47,3% contro 34,4%).

Durante l’attuale pandemia COVID-19, gli operatori sanitari che affrontano il dolore fisico, la sofferenza psicologica e la morte dei pazienti hanno maggiori probabilità di sviluppare lo stress traumatico secondario.

Orrù G, Marzetti F, Conversano C, Vagheggini G, Miccoli M, Ciacchini R, Panait E, Gemignani A. Secondary Traumatic Stress and Burnout in Healthcare Workers during COVID-19 Outbreak.3 International Journal of Environmental Research and Public Health. 2021; 18(1):37.

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Inail. Insula 2, presentati i risultati dell’indagine nazionale dell’Inail su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 

Segnalazione . Fonte Inail 

Le evidenze emerse dalla survey sono state illustrate durante un webinar a cui hanno partecipato i vertici dell’Istituto. Bettoni: “Comprendere e interpretare i reali bisogni dei soggetti che vivono quotidianamente la gestione dei rischi lavorativi è indispensabile per individuare politiche, buone prassi e modalità di sostegno”. In una sezione del testo, disponibile online, le analisi secondarie svolte per la stima del rischio di contagio da Covid-19

Webinar Insula 2

ROMA – Fornire un contributo efficace per progettare nuove politiche per la salute e la sicurezza sul lavoro, anche in relazione ai cambiamenti socio-economici, e promuovere il benessere dei lavoratori. È questo l’obiettivo di Insula 2, la seconda indagine nazionale realizzata dal Dipartimento di medicina epidemiologia igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail durante il 2019, che segue e sviluppa la prima volta nel 2014. I risultati della survey, utilizzati come base informativa nelle varie fasi della pandemia da Covid-19, sono stati presentati durante un webinar al quale hanno partecipato il presidente e il direttore generale dell’Istituto, Franco Bettoni e Giuseppe Lucibello, Teresa Armato, presidente della Commissione ricerca del consiglio di amministrazione e Giovanni Luciano, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza.
Sono intervenuti, tra gli altri, il direttore del Dimeila, Sergio Iavicoli, che ha illustrato il lavoro svolto, i direttori centrali prevenzione e ricerca, Ester Rotoli ed Edoardo Gambacciani, il direttore generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali del Ministero del lavoro, Romolo De Camillis, e la presidente della Società italiana di medicina del lavoro, Giovanna Spatari.La percezione dei rischi da parte dei lavoratori e il contributo dell’Inail al Cts. Grazie al coinvolgimento di un campione rappresentativo della forza lavoro composto da 8mila lavoratori e mille datori di lavoro, l’indagine Insula 2 ha delineato un quadro della qualità delle condizioni di lavoro in Italia in base alla rilevazione della percezione dei rischi per la salute e la sicurezza presenti in azienda e della consapevolezza rispetto al sistema di tutela previsto dal d.lgs. 81 del 2008. In questa edizione sono stati approfonditi i temi legati all’innovazione tecnologica e alle nuove modalità di lavoro, con un focus su salute e stili di vita. I dati della ricerca, conclusa subito prima dell’inizio della pandemia da Covid-19, hanno fornito un contributo per la stima del rischio di contagio nell’ambito delle attività che l’Inail ha intrapreso a supporto del Comitato tecnico scientifico (Cts), per la gestione dell’emergenza epidemiologica in Italia.

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Rapporto sulla vita lavorativa nella pandemia COVID-19 2020

Fonte: Eurofound

Questa pubblicazione include rapporti sui singoli paesi sulla vita lavorativa nel 2020 per 29 paesi: i 27 Stati membri dell’UE, la Norvegia e il Regno Unito. I rapporti nazionali riassumono le prime prove sull’impatto della pandemia COVID-19 sulla vita lavorativa sulla base dei risultati di ricerche e indagini nazionali. Discute le risposte politiche dei governi e delle parti sociali nei loro sforzi per attutire gli effetti socioeconomici e include un focus sulle aree politiche che sono state accelerate o interrotte a causa della crisi. Infine, i rapporti esplorano l’impatto della pandemia sull’azione sindacale, sull’orario di lavoro e sui salari.

INDICE COI REPORT NAZIONALI

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Rapporto sulle minacce di malattie trasmissibili, 31 gennaio-6 febbraio 2021, settimana 5

 

Fonte : Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
Un’agenzia dell’Unione europea

5 febbraio 2021
Serie di pubblicazioni: Rapporto sulle minacce trasmissibili (CDTR)
Periodo coperto: 31 gennaio-6 febbraio 2021

Il rapporto sulle minacce trasmissibili dell’ECDC (CDTR) è un bollettino settimanale per epidemiologi e professionisti sanitari sulle minacce attive per la salute pubblica. Questo numero del Rapporto sulle malattie trasmissibili dell’ECDC (CDTR) copre il periodo 31 gennaio-6 febbraio 2021 e include aggiornamenti su COVID-19, influenza, coronavirus della sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS-CoV) e colera.

IL RAPPORTO

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OXFAM. l virus della disuguaglianza: a farne le spese sono sempre i più poveri

Segnaliamo questo Rapporto di OXFAM che denuncia con forza le nuove diseguaglianze e povertà che vedranno miliardi di persone uscire ancora più povere dalla pandemia mentre le 1000 persone più ricche del pianeta hanno recuperato in meno di nove mesi tutte le perdite generate dalla pandemia….

Fonte OXFAM 

 

La disuguaglianza ai tempi del Covid-19: mille super-ricchi recuperano le perdite generate dalla pandemia in soli 9 mesi, mentre per miliardi di persone più povere del pianeta la ripresa potrebbe richiedere oltre dieci anni.

Le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena nove mesi tutte le perdite che avevano accumulato per l’emergenza Covid-19mentre i più poveri per riprendersi dalle catastrofiche conseguenze economiche della pandemia potrebbero impiegare più di 10 anni. È quanto emerge da Il virus della disuguaglianza, il nuovo rapporto pubblicato oggi da Oxfam, organizzazione impegnata nella lotta alle disuguaglianze in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, che quest’anno si terrà in forma virtuale. Continua a leggere “OXFAM. l virus della disuguaglianza: a farne le spese sono sempre i più poveri”

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Rapporto AiFOS: lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo il testo di questo comunicato di AiFOS sul Rapporto Aifos 2020 .

 I dati della ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus sono stati pubblicati sul Rapporto AiFOS 2020 e presentati il 3 dicembre durante l’evento online Ambiente Lavoro. Come è stata gestita l’emergenza nelle aziende?

Non c’è dubbio che la pandemia abbia messo in discussione molti degli strumenti finora adottati anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro. E ci vorrà diverso tempo non solo per sconfiggere definitivamente il virus, ma anche per approfondire e capire come affrontare questa tipologia di emergenze nei luoghi di lavoro.

Tuttavia per migliorare la prevenzione futura è necessario mettere in campo tutte le risorse possibili per comprendere come le aziende, i vari attori della sicurezza aziendale, hanno gestito l’attuale emergenza.

Continua a leggere “Rapporto AiFOS: lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus”

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Una ricerca in Piemonte: La salute dei lavoratori della vendita al dettaglio di alimenti: osservazione e ascolto per l’equità in tempi di coronavirus

Su segnalazione del DORS riportiamo il link a questo report di ricerca molto utile e importante.

La salute dei lavoratori della vendita al dettaglio di alimenti: osservazione e ascolto per l’equità in tempi di coronavirus

Alessandro Migliardi 1
Silvia Pilutti 2
Michele Marra 3
Roberto Di Monaco 4
Giuseppe Costa 5

1,3 Servizio di Epidemiologia ASL TO3, Regione Piemonte; 2 Prospettive Ricerca socio-economica SAS, Torino;
4 Dipartimento di Culture, politica e società, Università di Torino;
5 Dipartimento di Scienze cliniche e biologiche, Università di Torino.

IL REPORT

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Spagna. CCOO.Presentazione dello studio Condizioni di lavoro, insicurezza e salute nel contesto del Covid-19

 

 

Alla presenza di Unai Sordo e di una parte degli autori di questo studio, sono stati presentati in conferenza stampa i risultati dell’indagine Condizioni di lavoro, precarietà e salute dei lavoratori residenti in Spagna nell’ambito del COVID-19 .

Era un sondaggio online, progettato congiuntamente dall’Università Autonoma di Barcellona (UAB) e dall’Istituto sindacale per l’ambiente e la salute del lavoro (ISTAS), essendo il dottor Albert Navarro (Facoltà di medicina UAB), il dottor Salvador Moncada (ISTAS), il Dr. Sergio Salas (POWAH-UAB) e la sociologa Clara Llorens (ISTAS e Faculty of CCPP e Sociology UAB) il team responsabile.

L’indagine ha cercato di conoscere l’impatto della pandemia tra i lavoratori che avevano un lavoro al 14 marzo 2020 , sia tra coloro che stavano ancora lavorando al momento della risposta, sia tra quelli colpiti da un ERTE o che erano stati licenziati.

Con oltre 20.000 partecipanti, il sondaggio mostra che le principali preoccupazioni dei lavoratori sono legate alla precarietà del lavoro, il 75,6% è preoccupato per trovare un lavoro, mentre il 69,7% è preoccupato che il proprio stipendio diminuisca , essendo più alto tra coloro il cui stipendio non copre i bisogni di base.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il rettore dell’Università Autonoma di Barcellona, ​​Margarita Arboix, ei responsabili dei due gruppi di ricerca: Albert Navarro, del gruppo POWAH, composto da ricercatori delle Facoltà di Medicina e Scienze Politiche e Sociologia dell’Università Autonoma di Barcellona (UAB) e Salvador Moncada, dell’Istituto sindacale per l’ambiente e la salute del lavoro (ISTAS-CCOO).

Accesso allo studio Condizioni di lavoro, precarietà e salute nell’ambito del Covid 19

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Lavoro oggi e in futuro: sfide e opportunità di SSL per gli ispettorati del lavoro nordici

Fonte Eu-Osha.eu

 Un rapporto è stato commissionato dai direttori generali nordici presso gli ispettorati del lavoro per preparare meglio gli ispettorati del lavoro per il futuro del lavoro.

Lo scopo del rapporto è identificare e analizzare le sfide in materia di salute e sicurezza sul lavoro per gli ispettorati del lavoro alla luce del futuro imminente del lavoro.

Si prevede che il futuro del lavoro sarà influenzato da quattro driver: i cambiamenti attribuiti alla tecnologia, la demografia, la globalizzazione e il cambiamento ambientale e climatico. Questi driver indipendentemente o presi insieme hanno un impatto sulla sicurezza e salute sul lavoro.

Scarica il report Lavoro oggi e in futuro 

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XV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano – Edizione 2019 Report SNPA n. 13/2020

FONTE SNPA

Il Rapporto SNPA “Qualità dell’ambiente urbano” si è consolidato negli anni come riferimento nazionale per cittadini e amministratori grazie ai numerosi dati presentati e valutazioni relative ai più importanti temi ambientali delle città contemporanee. L’edizione 2019 aggiorna una ricca serie di indicatori di qualità ambientale per 124 città tra le più popolose in Italia e per le 14 Città metropolitane. Rispetto a “Verso il XV Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano” questo Rapporto integra tematiche di grande rilievo ambientale con dati sui rifiuti urbani, la qualità dell’aria, i consumi idrici, la qualità dei corpi idrici fluviali e lacustri. I numerosi temi trattati (alcuni anche alla scala metropolitana) rappresentano tutti aspetti fondamentali della qualità della vita nelle aree urbane: fattori sociali ed economici, suolo e territorio, infrastrutture verdi, acqua, inquinamento dell’aria e cambiamenti climatici, attività industriali, trasporti e mobilità, esposizione all’inquinamento acustico ed elettromagnetico, azioni e strumenti per la sostenibilità locale.

Rispetto alle passate edizioni, si è lavorato per integrare gli indicatori specifici nell’ambito delle più ampie macrotematiche di interesse per la resilienza urbana: ambiente e salute, cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico e città circolari. Tre di queste macrotematiche sono poi oggetto di approfondimento del Focus che come ogni anno accompagna il Rapporto con i qualificati contributi tecnici di esperti delle Agenzie ambientali regionali, del mondo accademico e della società civile.

  • SNPA
  • Anno di pubblicazione: 2020
  • Periodicità: Annuale
  • Temi: Ambiente urbano

Continua a leggere “XV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano – Edizione 2019 Report SNPA n. 13/2020”

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Eurofound .COVID-19 EU PolicyWatch: nuovo strumento per tracciare le misure per mitigare l’impatto sociale ed economico di COVID-19

FONTE EUROFOUND 

Governi, parti sociali, imprese e altre istituzioni si sono mossi rapidamente per attuare misure per controllare la diffusione di COVID-19 in tutta Europa e per mitigare l’impatto sociale ed economico della pandemia. Al fine di tracciare queste diverse iniziative in tutta Europa, Eurofound ha lanciato il PolicyWatch UE COVID-19 , un nuovo database che raccoglie e mappa le risposte politiche introdotte negli Stati membri, insieme al Regno Unito e alla Norvegia, durante questo periodo critico.

Nel giro di poche settimane, la pandemia COVID-19 ha radicalmente trasformato la vita lavorativa in tutto il mondo, mettendo a dura prova aziende e lavoratori. Molte aziende si sono rivolte a programmi di lavoro a breve termine, al riorientamento degli accordi di lavoro o alla chiusura delle operazioni per soddisfare i requisiti di allontanamento sociale necessari. Di conseguenza, un numero crescente di aziende è stato posto in difficoltà, mettendo a rischio il lavoro di sempre più lavoratori. I responsabili politici – compresi governi, istituzioni di supporto, parti sociali e altri attori sociali – si sono mossi rapidamente per mitigare le conseguenze sociali ed economiche di queste misure su imprese e lavoratori

Database:  COVID-19 PolicyWatch UE

 

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Una ricerca del Sindacato Public Services International . La maggior parte delle lavoratrici brasiliane in prima linea ( nella lotta al Covid-19 ) sta vivendo una condizione di sofferenza psichica

Fonte:  Public Services International 

Questo è riportato dal 56% delle donne, mentre tra gli uomini il tasso è del 44%. Il sondaggio fa parte della campagna “Safe Workers Save Lives”, condotta da Public Services International e dalle sue affiliate in Brasile.
Al sondaggio hanno risposto volontariamente dal 27 marzo al 29 aprile 2.575 lavoratori brasiliani in servizi essenziali che sono in prima linea nella risposta alla pandemia di coronavirus rivelando che il 56% delle donne professionisti soffre di sofferenza psichica. Tra gli uomini, il tasso è del 44%. Le donne, infatti, sono il 73% di coloro che hanno risposto al sondaggio – l’83% del totale degli intervistati sono professionisti della salute, il 51% proviene da professioni infermieristiche e il 61% è dipendente pubblico.

Queste cifre fanno parte di un sondaggio che fa parte della campagna “Safe Workers Save Lives” lanciata il 31 marzo da Public Services International (PSI) e dalle sue affiliate in Brasile, il cui obiettivo è utilizzare le informazioni sulle condizioni di lavoro per fare pressione sulle autorità pubbliche e private datori di lavoro per migliorarlo. Le risposte vengono raccolte attraverso un sondaggio online – l’identificazione non è obbligatoria. Ispirata dalla campagna globale di PSI , l’iniziativa è guidata dall’ufficio dell’organizzazione in Brasile e da numerosi sindacati affiliati in questo paese.

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“Il collega di lavoro del futuro”: una ricerca commissionata dall’Azienda britannica Fellowes.

Lo studioso del comportamento il futurologo William Higham, con un gruppo di esperti in ergonomia salute e benessere sul lavoro, ha condotto la ricerca e redatto il Rapporto dal titolo “Il collega di lavoro del futuro – Una relazione sulla salute a lungo termine degli impiegati d’ufficio”. Il team ha poi progettato e realizzato Emma, un manichino con caratteristiche fisiche che presentano le criticità che emergono dall’indagine. Un Rapporto la cui lettura è di grande utilità.

Per leggere il Rapporto vai al sito REPERTORIO SALUTE

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Eurofound: Solo un lavoratore  su tre  con limitazioni da malattie croniche lavora  in luoghi di lavoro adattati

Fonte : Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro

 

Solo un lavoratore su tre nell’UE le cui attività quotidiane sono gravemente o in qualche modo limitate da una malattia cronica riferisce che il  posto di lavoro è stato adattato per soddisfare il loro problema di salute. Ciò significa che la maggior parte dei lavoratori in Europa con una condizione sanitaria limitante non viene supportata in termini di adattamento sul posto di lavoro.

La nuova sintesi politica di Eurofound su come rispondere ai problemi di salute cronica sul luogo di lavoro combina l’indagine europea sulle condizioni di lavoro e altri dati a livello nazionale e dell’UE per esaminare la prevalenza e l’impatto delle malattie croniche sul lavoro. Sottolinea che i problemi sanitari di lunga data tra i lavoratori diventeranno un problema sempre più significativo per l’Europa nei prossimi decenni.

L’Europa ha una forza lavoro che invecchia e un quarto della popolazione attiva dell’UE riferisce già di avere una malattia cronica. Questa percentuale è aumentata di 8 punti percentuali tra il 2010 e il 2017. I lavoratori di età superiore ai 50 anni hanno una probabilità doppia di avere una malattia cronica rispetto ai lavoratori di età inferiore ai 35 anni; ma anche tra i lavoratori più giovani la percentuale di malattie croniche è in aumento – dall’11% nel 2010 al 18% nel 2017 per i minori di 30 anni. Alcune delle condizioni croniche più comuni riportate comprendono disturbi muscoloscheletrici, condizioni di salute mentale e malattie cardiovascolari. Continua a leggere “Eurofound: Solo un lavoratore  su tre  con limitazioni da malattie croniche lavora  in luoghi di lavoro adattati”

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Nuove Forme Di Lavoro Tra I Giovani.Nuovo Rapporto Di Danimarca, Norvegia, Svezia E Islanda

FONTE ENETOSH 
( Traduzione dall’inglese assistita da Google Translator )

Questo nuovo rapporto “Nuove forme di lavoro tra i giovani – Implicazioni per l’ambiente di lavoro”, pubblicato dal Consiglio nordico dei ministri, evidenzia nuove forme di lavoro. Basato su interviste con giovani dipendenti, il rapporto mostra esempi di nuovi ambienti di lavoro, come lavorare nel settore dei giochi, su piattaforme digitali, con i social media e in accordi di lavoro flessibili o temporanei.
I cambiamenti nel lavoro segnati a livello globale e nei paesi nordici comportano nuove forme di lavoro e occupazione atipica tra i giovani lavoratori. Una percentuale significativa di giovani lavoratori è in posizione temporanea, lavora irregolarmente e lavora a tempo parziale. I quattordici ritratti di giovani che lavorano in forme nuove e atipiche di lavoro nei paesi nordici in questo rapporto mostrano che la maggior parte di questi giovani ha diversi lavori o redditi contemporaneamente o un numero di lavori / redditi diversi per brevi periodi.
Stanno lavorando su piattaforme online come giocatori di e-sport, YouTuber o Influencer, per spostarsi così nella zona di confine dei significati che di solito attribuiamo alle categorie “lavoro” e “ambiente di lavoro”. Questi sviluppi si applicano anche alle professioni tradizionali, come i lavori di falegnameria o di servizio, ma il nuovo aspetto è che il lavoro è mediato attraverso piattaforme online, il che sembra influenzare l’ambiente di lavoro di quei giovani lavoratori. È importante conoscere meglio le nuove forme di lavoro se vogliamo migliorare l’ambiente di lavoro tra questi giovani lavoratori.
Il gruppo del progetto era composto da partecipanti provenienti da quattro paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia e Islanda. Il capo del progetto era Johnny Dyreborg, Ph.D. del Centro nazionale di ricerca per l’ambiente di lavoro, Danimarca.
Il rapporto può essere scaricato come file PDF o ePUB o letto online qui .

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Progetto BEEP (Bigdata in Epidemiologia ambiEntale e occuPazionale) Presentazione dei risultati finali del Progetto del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio

Il 25 novembre 2019 presso l’INAIL ed il 26 presso il Ministero della Salute a Roma saranno presentati i risultati finali del progetto.

Riportiamo la nota di Patrizia Compagnucci, Dipartimento Epidemiologia del S.S.R. Regione Lazio

Il prossimo 26 Novembre si terrà presso il Ministero della Salute il Workshop accreditato ECM: “Clima, Inquinamento atmosferico e Salute”. L’evento presenta le ultime evidenze scientifiche in termini di effetti sulla salute della temperatura e dell’inquinamento atmosferico a livello nazionale al fine di migliorare la risposta del sistema sanitario e l’adattamento della popolazione. Il Workshop presenta una sintesi dei risultati del progetto CCM azione centrale “Piano operativo nazionale integrato per la previsione e la prevenzione degli effetti delle ondate di calore e dell’inquinamento atmosferico sulla salute” e del progetto “BEEP – Big Data in Epidemiologia Ambientale ed Occupazionale”.

Inoltre, il 25 Novembre, presso la sede INAIL, verranno presentati i risultati di dettaglio del suddetto progetto BEEP.

Si allegano i programmi dei due eventi. Per partecipare ai due eventi inviare una mail a p.compagnucci@deplazio.it come indicato nei programmi.

Iniziativa del 25 novembre  – INAIL Auditorium, P.le Giulio Pastore, 6 – Roma

Iniziativa del 26 novembre – Ministero della Salute, Viale G. Ribotta, 5 -Roma

Maggiori indicazioni sul sito del DEP Regione Lazio.

FONTE C.I.I.P CHE RINGRAZIAMO

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Veicoli elettrici: la composizione delle batterie

FONTE ARPAT CHE RINGRAZIAMO 
Testo di Sergio Lavacchini
Accedere alle materie prime necessarie alla realizzazione di batterie per la trazione elettrica significa sviluppare strategie di politica economico-industriale di lungo periodo per non interrompere la transizione alla trazione elettrica
Veicoli elettrici: la composizione delle batterie

La necessità di accelerare la transizione verso le energie pulite in grado di rendere i nostri centri urbani più salubri, ed allo stesso tempo permettere una riduzione dei gas serra, ha fatto registrare un rapido aumento dei veicoli elettrici privati e non nel traffico urbano.

L’elettrificazione costituisce una delle principali vie da percorrere per raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio. Le batterie vengono dunque a rappresentare uno dei maggiori volani per l’attuazione di questa transizione.

Il primo mercato europeo per le vendite di veicoli a trazione elettrica risulta essere la Norvegia, con più di 72.000 mezzi elettrici immatricolati, terzo paese a livello mondiale per immatricolazioni, dopo Cina e Stati Uniti. In Norvegia il 49% delle immatricolazioni riguardano veicoli elettrici ed il 2018 ha registrato un incremento del 10%. La Cina è il più grande mercato mondiale, con circa 1,2 milioni di veicoli venduti nel 2018 facendo registrare un incremento del 78% rispetto all’anno precedente e l’Europa si conferma il secondo mercato con più di 400.000 unita vendute corrispondente ad un incremento del 34%.

 

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Sondaggio Ocse: la maggior parte dei cittadini è scontenta della classe politica

FONTE : ALLEANZA ITALIANA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE – ASVIS.IT

Autore : Ivan Manzo 

Nei Paesi industrializzati cresce la sfiducia della popolazione nei confronti della politica, accusata di essere distante dai cittadini e di impostare una politica fiscale troppo a favore dei ricchi.

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Malprof 2013-2014 – L’ottavo rapporto Inail – Regioni sulle malattie professionali

FONTE INAIL.IT

Il rapporto Malprof 2013/2014 rappresenta l’ottava edizione di una pubblicazione ormai standardizzata, risultato di un’attività di ricerca e di monitoraggio che coinvolge ad oggi 15 Regioni.

Immagine Maolprof 2013-2014 - L'ottavo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali

La rilevazione delle malattie professionali secondo il modello Malprof si basa su un flusso dati che dai servizi di Prevenzione delle Asl pervengono ad Inail Ricerca per poter costituire una base dati utile sia al monitoraggio delle patologie professionali nel territorio nazionale sia nell’indicare le informazioni utili ai fini prevenzionali, definendo le possibili correlazioni o ‘nessi di causa’ tra l’attività lavorativa svolta (in termini di settori di attività economica e di professione lavorativa) e la patologia professionale.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni Inail –  2018
Disponibilità: Sì – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

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La via da seguire per la sicurezza e la salute nelle micro e piccole imprese europee: sintesi della conferenza ora disponibile

28/09/2018

Fonte OSHA.EU

Il sommario illustra ciò che gli esperti hanno detto alla conferenza ad alto livello “Quando le dimensioni contano … la via da seguire per migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro nelle micro e piccole imprese europee (MSE)”.

I partecipanti hanno incluso il Commissario Thyssen, i membri del team di progetto e molti altri stakeholder chiave. Hanno discusso i principali risultati e il potenziale impatto futuro del progetto SESAME dell’UE-OSHA (per “Piccole e micro imprese sicure”).

L’obiettivo generale del progetto è fornire supporto per raccomandazioni politiche basate su dati concreti e facilitare lo sviluppo di strumenti pratici attraverso l’identificazione di fattori chiave di successo per migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro nelle micro e piccole imprese  in Europa.

Scarica il riepilogo della conferenza ora

Guarda le foto della conferenza 

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Da Epicentro :In relazione ai casi di polmonite registrati in numerosi Comuni delle Provincie di Brescia e di Mantova

 

FONTE: EPICENTRO 

In relazione ai casi di polmonite registrati in numerosi Comuni delle Provincie di Brescia e di Mantova a partire dall’inizio di settembre 2018, l’Istituto superiore di sanità (Iss) sottolinea che l’inchiesta epidemiologica e microbiologica di tutti i casi è ancora in corso ed è finalizzata a trovare un’eventuale esposizione comune. Sono inoltre in corso azioni specifiche per identificare la fonte e i metodi di trasmissione del batterio. Leggi il commento dei ricercatori con il punto sulla situazione attuale e sulle indagini in corso.

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