Può il Vertice alimentare delle Nazioni Unite fare la differenza in un mondo sopraffatto dal cibo spazzatura?

Segnalazione articolo

Fonte Health Policy Watch 

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Molti bambini nel sud del mondo bevono più bevande zuccherate che latte, grazie alla promozione aggressiva di alimenti ultralavorati nei paesi a basso e medio reddito (LMIC) negli ultimi due decenni.

I tassi globali di obesità e diabete sono esplosi a causa dei cambiamenti nella dieta e queste condizioni hanno reso le persone molto più vulnerabili alle gravi malattie da COVID-19 e nessun paese è stato in grado di invertire le tendenze dell’obesità.

Il vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite (UNFSS) di giovedì mira a “costruire una conversazione globale sul modo in cui produciamo, lavoriamo e consumiamo cibo e galvanizziamo le azioni e gli impegni globali per cambiare i nostri sistemi alimentari per fornire cibo sicuro e nutriente per tutti all’interno i nostri confini planetari”, secondo l’ONU.

Ma la preparazione del vertice è stata rocciosa. I suoi organizzatori sono stati accusati di mancanza di trasparenza e di aver concesso un posto a tavola alle grandi aziende alimentari, alcoliche e del tabacco, secondo una lettera firmata da accademici di politica alimentare di fama internazionale e ONG internazionali tra cui l’Alleanza per le malattie non trasmissibili (NCD).

Nel frattempo, un certo numero di organizzazioni – in particolare che rappresentano i piccoli agricoltori e le popolazioni indigene – hanno boicottato il suo pre-vertice a Roma a luglio, citando l’infelicità per il dominio dell’agrobusiness. ( traduzione del primo paragrafo tramite google translator) . L’articolo integrale alla fonte in lingua inglese su Health Policy Watch che ringraziamo 

Novelli eccessi antichi discernimenti

Francesco Domenico Capizzi * – 14.07.2021

Eccesso di alcool

 

 

 

 

 

” Gli eccessi nel consumo di alcool sono fra le principali cause di malattia, disabilità e morte prematura in Europa, al primo posto nel Mondo. Si registrano soprattutto sulle persone in età lavorativa e produttiva, un fattore importante che ostacola lo sviluppo socio-economico e determina notevoli oneri per la società” (OMS, 2020). La situazione generale può definirsi, a ragione, drammatica (World Health Organization, 2016-2021; OMS, 2016-2021; International Agency for Research on Cancer, 2018-2021; Osservatorio Nazionale Alcol, ISS, 2020-2021)

–        l’alcool si colloca tra le sostanze psicoattive più utilizzate in Europa e il suo consumo è considerato il quinto fattore di rischio all’origine di malattie gravi;

–        per l’Italia basterà rilevare che il consumo di alcool puro pro-capite ammonta ad oltre 7 litri/anno: il vino normalmente contiene dal 10 al 14% di alcool;

–        in Italia 10 milioni di persone rischiano la cirrosi epatica e la sua trasformazione dalla forma sub-clinica alla conclamata;

–        nonostante i 25 miliardi di euro/anno spesi in Italia per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni e di decessi alcool-connessi di 75.000 persone/anno;

–        sul piano epidemiologico è noto, fra alcuni addetti e non certo alla cittadinanza, che il consumo di oltre 10 gr/die di alcool incrementa in modo significativo l’incidenza di tumore alla mammella in pre- e post-menopausa e che dosi di oltre 20 gr/die favoriscono le neoplasie dell’apparato digerente, senza contare le combinazioni sommatorie dirette con i prodotti del tabacco e con una erronea alimentazione;

–        ogni giorno circa 800 cittadini europei decedono per cause attribuibili al consumo di alcool;

–        una percentuale piuttosto elevata di decessi alcool-correlati sono registrati nelle età tra i 20 e i 24 anni sfiorando il ritmo di un decesso su quattro in generale;

–         oltre 300.000 decessi/anno in Europa sono causati dall’alcool, pari al 5,5% della mortalità generale;

–        Il 29% dei decessi alcool-correlati avvengono per patologie oncologiche, il 20% per cirrosi epatica, il 19% per malattie cardiovascolari, il 18% per incidenti stradali;

–        l’incidentalità stradale alcool-correlata continua a rappresentare sulle strade la prima causa di morte in Italia come in Europa;

–        si stima che in un anno si perdano prematuramente in Europa 7,6 milioni di anni-vita a causa del consumo eccessivo di alcool;

–        durante il confinamento sono cresciuti gli e-commerce di alcool del 425% e il numero di acquirenti nella grande distribuzione in genere del 36,73%;

–        Il 42,34% degli europei consuma più alcool a partire dal lockdown: in smart working si aggiungono alcoolici a pranzo (non nei luoghi di lavoro) e raddoppiano i consumi usuali serotini;

–        In Italia le persone che consumano abitualmente bevande alcoliche lontano dai pasti ammontano al 40,5% degli uomini e al 20,4% delle donne, pari a quasi 16 milioni di persone sopra gli 11 anni con un incremento lineare costante: i valori massimi riguardano gli uomini fra i 18 e i 44 anni, le donne fra i 18 e i 24 anni;

–        oltre 5 milioni di persone sopra gli 11 anni (il 14,2% degli uomini e il 6,1% delle donne) abitualmente eccedono nel consumo di bevande alcoliche;

–        sono oltre 200 le condizioni che raddoppiano il carico di mortalità causato dall’alcool, e tra queste almeno 12 tipi di neoplasia;

–        i danni alcool-correlati non coinvolgono i soli consumatori, ma sempre più frequentemente le conseguenze si ripercuotono su famiglie e comunità a causa di deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, di condizionamenti criminogeni, perdita di produttività e aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario;

–        sono 65 mila i cittadini alcool-dipendenti affidati ai Servizi pubblici, ma si stima che questi rappresentino appena il 10% della platea: circa 600 mila persone non vengono intercettate dalle strutture territoriali di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale, una situazione destinata a peggiorare ulteriormente per il confinamento imposto dall’epidemia;

–        è mandatorio considerare che le lesioni organiche provocate dall’abuso di alcoolici piuttosto difficilmente risultano reversibili anche a fronte di una disponibilità di farmaci e procedure che potranno, e non sempre, bilanciare gli squilibri prodotti, ma con esiti finali imprevedibili;

–        anche il trapianto di fegato (organo maggiormente esposto ad alterazioni), quando indicato, ed è bene sottolinearlo, assicura  nel tempo risultati insoddisfacenti: positivi nel 78% a 3 anni, nel 72% a 5 anni, nel 53% a 20 anni dal trapianto (https://optn.transplant.hrsa.gov/data/view-data-reports/build-advanced), senza considerare le difficoltà legate nel seguire il successivo iter diagnostico-terapeutico e le precauzioni igienico-sanitarie da adottare:

Ancora una volta è necessario ribadire, con le parole di Erasmo da Rotterdam, che “la prevenzione è sempre preferibile alla cura…” sebbene oggi complessa ed avanzata, espressione inequivocabile della modernità, sul piano organizzativo e tecnico-terapeutico. Ad ognuno, giovane e attempato, spetta il discernimento, alle Istituzioni l’informazione capillare e le misure assumibili nello Stato costituzionale e liberale.

* Già docente di Chirurgia Generale nell’Università di Bologna e direttore di Chirurgia generale negli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna

Hanno tolto le sanzioni sui cibi adulterati! di Gianfranco Amendola

Fonte : Volere la luna 

Dal 26 marzo sarà possibile preparare e distribuire per il consumo di alimenti in cattivo stato di conservazione, insudiciati o invasi da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocivi, con additivi chimici non autorizzati, e con residui di pesticidi tossici per l’uomo; così come scomparirà, tra l’altro, il divieto di importare alimenti non conformi alle nostre leggi.

Verranno abrogate, cioè, tutte le disposizioni della legge alimenti del 1962 che fino ad oggi tutelavano, con sanzioni penali (arresto e ammenda), con la chiusura dello stabilimento per frodi tossiche e con la revoca della licenza o dell’autorizzazione per tutti gli altri casi, la nostra salute, in via preventiva, al fine di «assicurare una protezione immediata all’interesse del consumatore a che il prodotto giunga al consumo con le cure igieniche imposte dalla sua natura» (Cassazione n. 19686/2018). Lo ha disposto, zitto zitto, il Governo con il decreto legislativo 2 febbraio 2021 n. 27, appena pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’11 marzo, il quale avrebbe, invece, dovuto limitarsi, secondo la legge delega, a dare esecuzione ad alcune disposizioni regolamentari della UE che si occupano solo di disciplinare i controlli ufficiali lungo la filiera agroalimentare e non hanno niente a che vedere con le disposizioni che vengono, invece, abrogate.

Come si sia arrivati a questa abrogazione, non è chiaro. Secondo un tweet della senatrice Loredana De Petris si tratterebbe di un’aggiunta, da eliminare al più presto, voluta dalla Conferenza Stato-Regioni. Di certo, comunque, essa non era contenuta nella bozza di decreto trasmessa dal Governo Conte al Parlamento per il parere prima dell’approvazione definitiva. Continua a leggere “Hanno tolto le sanzioni sui cibi adulterati! di Gianfranco Amendola”

The Lancet: salumi e hamburger causano più morti del fumo

 

FONTE : PRESSENZA.COM

 

 

Le persone che non mangiano sano hanno più probabilità di morire prematuramente dei fumatori.

Una nuova ricerca pubblicata nella rivista scientifica The Lancet, chiarisce che il cosiddetto cibo spazzatura è responsabile ogni anno di 11 milioni di morti al mondo, rispetto agli 8 milioni causati dal fumo.

Gli scienziati dell’Institute of Health Metrics and Evaluation (IHME) di Seattle, a Washington, hanno affermato: «Questo studio conferma ciò che pensiamo da tanti anni, i cibi malsani mietono più vittime di altri fattori di rischio globali».

Il ricercatore Christopher Murray della University of Washington ha aggiunto: «Sale, zuccheri e grassi sono stati al centro del nostro interesse nel corso degli ultimi due decenni, ma le nostre ricerche suggeriscono che i fattori di rischio maggiori sono l’apporto di sodio e il basso apporto di cibi salutari, come i cereali integrali, la frutta, i semi, la frutta secca e le verdure».

Il team, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” , ha analizzato i dati relativi a 195 paesi tra il 1980 e il 2016, identificando 15 alimenti tra positivi e negativi, incluse le verdure, il latte, le fibre, gli acidi grassi Omega-3, le carni trattate e le bevande zuccherate.

Sorprendentemente gli scienziati non hanno trovato una sola regione del mondo in cui la popolazione consumasse una dieta bilanciata, anche se in alcuni casi, come in Asia, vi era una predominanza di verdure e ortaggi. Ancora, Israele è il Paese con la più bassa percentuale di morti causate da una dieta malsana.

Le principali malattie mortali legate alle cattive abitudini a tavola sono il diabete e le malattie cardiovascolari: circa 10 milioni di morti possono essere attribuite a problemi di cuore. Per ridurre queste scioccanti cifre gli esperti consigliano di cambiare immediatamente le loro diete, ridurre a zero i cibi del fast food, le carni rosse e gli affettati, le salsicce, i würstel e gli hamburger, ma anche tutti i cibi preconfezionati e tanti alimenti composti surgelati, ricchissimi di zuccheri e conservanti.

Le milioni di morti causate dalle malattie legate all’alimentazione sono del tutto prevenibili.

Consumi, un allarme alimentare al giorno nel 2018

24 febbraio 2019

Nel 2018 in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) divulgate in occasione della presentazione delle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti con il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Sul totale dei 398 allarmi che si sono verificati in Italia nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%).

Quali sono i cibi più pericolosi

I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – sono infatti venuti dal pesce spagnolo con alto contenuto di mercurio e infestato dal verme Anisakis, dalle ostriche vive francesi con Norovirus, che provoca vomito e diarrea, e dal pollo polacco contaminato dalla salmonella enterica, i quali salgono sul podio del rischio. Ma nella black list alimentare – precisa la Coldiretti – ci sono anche il pesce francese sempre per l’anisakis, le arachidi dall’Egitto, le nocciole turche e quelle dell’Azebaijan per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, il manzo ed il pollo provenienti dal Brasile e le cozze dalla Spagna infestati dal batterio Escherichia Coli. Continua a leggere “Consumi, un allarme alimentare al giorno nel 2018”