Mortalità per mesotelioma pleurico in Italia

 

 

Newsletter Medicolegale Inca Cgil Numero 2/2018
Mortalità per mesotelioma pleurico in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il rapporto, curato da Pietro Comba e Lucia Fazzo, dedicato alla mortalità pe mesotelioma in Italia.
Si tratta di uno strumento di notevole importanza per l’emersione delle patologie neoplastiche asbesto-correlate diverse dal mesotelioma.
In Italia, nell’ intero periodo analizzato 2003-2014, si sono verificati 13.051 decessi per mesotelioma pleurico (9.397 uomini e 3.654 donne), pari a 1,77 casi x 100.000 abitanti; il tasso Standardizzato tra gli uomini è pari a 2,98 x 100.000 abitanti e nelle donne a 0,86 x 100.000 abitanti.
In tutte le Regioni il tasso dei deceduti per mesotelioma pleurico tra gli uomini è superiore a quello riscontrato nel genere femminile con un gradiente decrescente Nord-Sud.
Le Regioni Liguria , Lombardia e Piemonte hanno i Tassi Standardizzati di mortalità al di sopra del tasso nazionale in entrambi i generi, oltre al Friuli-Venezia Giulia il cui superamento riguarda il tasso del solo genere maschile.

Leggi tutto “Mortalità per mesotelioma pleurico in Italia”

Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

Segnaliamo ai lettori e alle lettrici questa intervista al Generale Bertolini in merito ai risultati della Commissione parlamentare Uranio e alle specifiche misure di sicurezza in ambiente operativo. Le forti critiche contenute nel Rapporto di maggioranza della Commissione ai vertici delle Forze Armate rispetto alla valutazione e gestione dei rischi di natura chimica e fisica potrebbero essere di stimolo ad una maggiore sensibilità ed attenzione rispetto alla gestione dei rischi non specifici alla operatività militare. In alternativa a prese di posizioni polemiche contrapposte sarebbe opportuno sottoporre le modalità operative ad una valutazione critica e ad uno sviluppo delle capacità di valutazione e gestione dei rischi. Questo al fine di impedire che i militari si ammalino per la esposizione indebita  a rischi ben noti alle discipline della medicina del lavoro e della tossicologia industriale. Editor

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Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

di Andrea Cucco). FONTE DIFESAONLINE.IT

09/02/18

Alla luce di quanto è emerso in questi ultimi due giorni, dopo la presentazione alla stampa il 7 febbraio scorso della relazione finale della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nel comparto Difesa, da parte del presidente senatore Gian Piero Scanu (PD) ed oggi della relazione di minoranza presentata dall’on. Mauro Pili (Popolo delle Libertà), è apparso evidente un attacco frontale ai massimi vertici delle Forze Armate, almeno quelli che erano in carica al tempo delle missioni e dei fatti oggetto dell’inchiesta. >>> segue alla fonte.

>>> LEGGI L’ARTICOLO ALLA FONTE : DIFESAONLINE.IT

Il mesotelioma maligno in Emilia-Romagna: Report COR-RENAM aggiornamento al 31 dicembre 2017

FONTE AFEVA

Bologna, 08 febbraio 2017

Pubblicato il Report aggiornato al 31 Dicembre 2017 dal titolo: “Il mesotelioma maligno in Emilia Romagna: incidenza ed esposizione ad amianto aggiornata al 31 dicembre 2017” a cura di A.Romanelli, C. Storchi, O.Sala, L. Mangone.

A produrre il report, è la struttura (COR) del Registro Mesoteliomi Regione Emilia Romagna con sede a Reggio Emilia, struttura operativa nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna.

L’Emilia Romagna conferma un tasso di incidenza (casi di mesotelioma x 100.000 abitanti) superiore alla media nazionale per il periodo 2011-2015  (Emilia Romagna  4,4 per gli uomini e 1,6 per le donne, Italia 2011 3,8 uomini 1,5 donne) in particolare il tasso più alto riguarda Reggio Emilia per gli uomini (7,0) e Piacenza per le donne (2,7).

Per i dati di dettaglio leggere tutto il Report.

I dati contenuti nel report sono stati raccolti fino al 31 dicembre 2017, purtuttavia “...L’Incidenza può considerarsi pressoché completa per gli anni 1996-2015, mentre per il periodo successivo è in corso la rilevazione dei casi.

Scarica il rapporto (.pdf)

Scarica il V rapporto nazionale RENAM  (dal sito INAIL)

 

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita’ ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita’ ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d’inchiesta ha rilevato sconvolgenti criticità nella valutazione e gestione dei rischi da parte delle autorità preposte in relazione alla esposizione del personale militare a microparticelle d’uranio impoverito e all’amianto.

“I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all’estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie». È scritto nero su bianco nella relazione finale della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, presentata il 7 febbraio dal presidente Gian Piero Scanu (Partito democratico). Nel mirino il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo».”  ( leggi articolo completo da lettera43)

Sintesi della Relazione definitiva presentata il 7 febbraio 2017

Audio della Conferenza Stampa del 7 febbraio per la presentazione della Relazione definitiva da parte del Presidente Gian Piero Scanu. Fonte Radio Radicale

 

 

 

 

Processo amianto CEMENTAL: presenza e presidio a Reggio Emilia lunedì 29 Gennaio 2018 ore 12.00

Bologna, 24 gennaio 2018

 

 

 

 

 

 

Lunedì 29 gennaio 2018 alle ore 12.30 si terrà presso il Tribunale di Reggio Emilia, l’ennesima udienza del processo per reati connessi all’utilizzo dell’amianto senza rispettare le leggi nell’azienda Cemental di Correggio, causando la morte di lavoratori e l’insorgenza di malattie asbesto correlate nei lavoratori.

AFeVA Emilia Romagna e CGIL Emilia Romagna, invitano i cittadini, i propri iscritti e militanti a partecipare al presidio che si terrà nel piazzale antistante il tribunale ( via Paterlini, 1 – Reggio Emilia) alle ore 12.00, e ad assistere all’udienza, manifestando così la propria richiesta di GIUSTIZIA.

Si tratta di un appuntamento importante, in un dibattimento nel quale si sono confrontati i periti sui temi “caldi” sui quali si sta assistendo ad uno scontro che è anche scientifico in particolare sulla questione del “nesso causale”.

La comunità scientifica ha già dato le risposte necessarie, le tesi riconosciute dalla comunità scientifica (seconda e terza Consensus Conference italiana e la Conferenza di Helsinky) riguardano l’importanza di tutte le esposizioni all’amianto subite dai lavoratori durante la propria vita lavorativa, nell’insorgenza della malattia. Quindi la rilevanza penale dei reati commessi da tutti coloro che si sono succeduti alla guida dell’impresa omettendo le misure di sicurezza obbligatorie all’epoca dei fatti, contribuendo così all’insorgere della malattia.

La difesa dell’imputato, in questo contesto, ha tentato di nobilitare tesi scientifiche minoritarie avanzate da persone notoriamente in conflitto di interessi quali quelle del Dr. Boffetta, e del Dr. La Vecchia, sostenitori dell’irrilevanza delle esposizioni all’amianto successive alle prime esposizioni. Tesi che hanno visto un aspro dibattito nella comunità scientifica.

Naturalmente, confidiamo che i giudici, sappiano “oltre ogni ragionevole dubbio” valutare le gravi e precise responsabilità dell’ imputato, sgombrando il campo da teorie desuete e minoritarie che purtroppo emergono ad opera delle difese degli imputati sempre più spesso nei processi di Amianto.

Non ci anima, il desiderio di vendetta, ma riteniamo che anche nei processi debba essere riconosciuta una verità che a livello sociale e politico è del tutto acclarata, nel rispetto della Carta Costituzionale e dei principi che in essa vengono stabiliti e ai quali la magistratura deve fare riferimento.

Il video dell’udienza del 18 dicembre 2017 su Telereggio

Il resoconto dell’udienza del 18 dicembre 2017 sulla Gazzetta di Reggio

Per maggiori informazioni sul processo, si può fare riferimento alle precedenti notizie pubblicate su questo sito:

Puoi vedere il dossier della CGIL di Reggio Emilia sulla Cemental

Le passate udienze del processo Cemental.

L’udienza del 6 Novembre 2017

L’udienza del 25 settembre 2017

L’udienza del 13 febbraio 2017

L’udienza del 22 dicembre 2016

LAssemblea di Correggio sulla Cemental 13 dicembre 2016

Sull’argomento dell’imparzialita e della non neutralità del ricercatore vedi il contributo di Benedetto Terracini al convegno Organizzato da AFeVA ER a Bologna 8 giugno 2017, “Lotte e amianto: sofferenza, coinvolgimento, impegno. Uno sguardo transnazionale.”

DALLE LOTTE DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI ALL’IMPEGNO DELLA RICERCA SCIENTIFICA

La presentazione di Benedetto Terracini  (slide)
Epidemiologia ambientale: ricerca sulle vittime o ricerca con le vittime? di Benedetto Terracini – Epidemiologo, Università di Torino (video)

Sull’argomento del conflitto di interessi vedi il contributo di Corrado Magnani al convegno Organizzato dalla CGIL e da AFeVA ER a Reggio Emilia il 1° dicembre 2017 , “Processi d’amianto: Odissea infinita”

La presentazione di CORRADO MAGNANI – Università del Piemonte orientale   “I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA” (slide)

I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA   (video)

Una recente decisione della Corte Suprema Federale (STF), con voto a maggioranza, ha vietato l’estrazione, l’industrializzazione, la commercializzazione e la distribuzione dell’amianto in Brasile.

FONTE  STUDIO LEGALE CALDAS MENEZES

L’Alta Corte ha posto fine alla lunga e intensa battaglia legale che si trascina da anni e ha causato migliaia di lavoratori affetti da malattie, come il cancro, causate dall’amianto.

Nella sentenza del 29 novembre 2017, i ministri hanno dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 2 della legge federale 9.055 / 1995, che ha permesso l’amianto crisotilo. Bandire la sostanza nell’industria brasiliana è ormai definitivo.

La decisione è erga omnes, cioè è valida per tutte le altre azioni in materia, che in pratica significa il divieto definitivo di amianto in tutto il paese, dice l’avvocato Mauro Menezes, direttore generale Roberto ufficio Caldas, Mauro Menezes & Avvocati, che ha rappresentato l’Associazione brasiliana di esposti all’amianto (Abrea) e l’Associazione nazionale degli Avvocati del lavoro (ANPT) nella sentenza della Corte Suprema.

La decisione della Corte Suprema deve essere osservata da tutte le istanze della pubblica amministrazione brasiliana

Anche la pronuncia del Supremo è dotata di un effetto vincolante, cioè deve essere osservata obbligatoriamente da tutte le istanze della pubblica amministrazione brasiliana.

Secondo Menezes, la decisione della Corte Suprema ora porta la certezza del divieto totale dell’amianto in Brasile, in tutte le sue forme: “Questa è una decisione importante, non solo per il bene del lavoratore, ma di tutta la società brasiliana che è influenzato dall’uso dell’amianto “.

Mauro Menezes ha sottolineato che la Corte Suprema ha ottenuto la vittoria assoluta a favore del divieto dell’amianto in Brasile.

“La Corte Suprema, in quanto custode della Costituzione, ha tradotto in legge tradotto l’incompatibilità legale tra lo sfruttamento e l’uso di amianto cancerogeno, per la tutela della salute e dell’ambiente garantito dalla Costituzione. E ‘stato rimosso, una volta per tutte, il vizio di incostituzionalità che ha interessato la legge federale 9.055 / 95 “, ha detto.

La decisione della STF di vietare l’amianto in Brasile ha un impatto globale

L’ex revisore dei conti del Ministero del Lavoro Fernanda Giannasi, consigliere giuridico Roberto Caldas, Mauro Menezes & Bar, che opera nelle ispezioni nel settore dell’amianto da oltre 30 anni, rivela che la decisione ha un impatto globale.

“Questa decisione avrà un impatto sul mercato globale, sarà un effetto domino. Se un paese produttore, come il Brasile, è in grado di prendere una tale decisione, perché non dovrebbe essere seguito da quei paesi che acquistano solo amianto? “, Chiede l’esperta.

I ministri della Corte Suprema avevano già giudicato, il 24 agosto, 2017, a maggioranza, ha respinto l’ADI 3937, depositata dalla Confederazione Nazionale dei Lavoratori dell’Industria (CNTI) contro la Legge dello Stato 12.687 / 2007, che vieta la produzione, uso e commercio della sostanza e dei suoi prodotti in tutto lo stato di São Paulo.

Al processo, la Corte Suprema di nuovo riunito per discutere due azioni contro leggi statali simili a Rio de Janeiro, una delle Pernambuco e un altro da Rio Grande do Sul, così come un decreto di legge contro ADPF SP anche di amianto.

75 paesi hanno già approvato il divieto definitivo di amianto

Nel mondo di oggi, più di 75 paesi hanno già approvato il divieto definitivo dell’amianto. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimano che 125 milioni di lavoratori in tutto il mondo siano esposti all’amianto e che oltre 107.000 lavoratori muoiano ogni anno a causa di malattie legate all’esposizione al minerale e alle sue fibre.

“Anche l’amianto crisotilo estratto in Brasile che ancora trovava supporto legale (in quanto ritenuto a torto meno pericoloso dell’amianto blu ndr ) , sottopone i lavoratori e la popolazione in generale a gravi rischi per la salute, come ad esempio i tumori rari, come il mesotelioma e malattie polmonari come l’asbestosi,” dice Fernanda Giannasi.

La nocività dell’amianto è diffusa in tutto il mondo, incluso dall’OMS. L’agenzia stima che circa il 50% dei tumori correlati al lavoro sono correlati all’esposizione all’amianto.

Indennità contro le industrie non erano sufficienti per porre fine alla battaglia legale

Anche prima della definizione del Tribunale federale, nel tribunale del lavoro, l’amianto è già riconosciuto come una delle sostanze più dannose per il lavoratore. Le ingiunzioni corrette imposte contro le industrie che operano nel paese, tuttavia, non sono ancora state sufficienti per porre fine alla battaglia legale.

Rappresentati da Abrea, i lavoratori che per molti anni hanno fornito servizi in fabbriche che hanno usato la fibra cancerogena, come Eternit a Osasco (SP), Guadalupa (RJ), tra gli altri stati, sono riusciti a ottenere il risarcimento per riparare gli effetti dell’esposizione al materiale.

Leggi tutto “Una recente decisione della Corte Suprema Federale (STF), con voto a maggioranza, ha vietato l’estrazione, l’industrializzazione, la commercializzazione e la distribuzione dell’amianto in Brasile.”

Adesso l’amianto presenta il conto: in Lombardia previsti 11mila tumori in trent’anni

Al Policlinico il Registro lombardo: non possiamo perdere un solo caso

di GIULIA BONEZZI

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Amianto

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Milano, 11 gennaio 2017 – Il picco è atteso è atteso nel 2019, quando si prevede che oltre 450 lombardi s’ammaleranno di mesotelioma: il tumore da amianto ha un’incubazione di 40-50 anni, e gli anni ’70 del Novecento sono stati il periodo di maggior uso. Le stime parlano di 11.274 malati al 2029, contati però dal 2000, quando è partito il Registro dei mesoteliomi della Lombardia.

In 18 anni 6.343 casi trattati (ma occorre qualche anno per consolidare i dati), il 30% del totale italiano e, per un tumore raro, casistica rilevante a livello mondiale. Il Registro è al Policlinico di Milano, Padiglione Devoto, nella Clinica del lavoro più antica del mondo (1906). Previsto per legge e solo in teoria finanziato dallo Stato. Tre stanze a pianterreno, pile di fascicoli. «Il mio lavoro è tanta carta: va tenuta per i procedimenti penali, e perché sono dati preziosi, qui facciamo anche ricerca», dice l’epidemiologa Carolina Mensi, responsabile del Registro dal debutto, anche se è assunta dal 2013. Se ne occupa – del Registro che dal 2008 include quello dei tumori professionali delle cavità nasali e dei seni paranasali, e dal 2014 è diventato Cor, Centro operativo regionale che coordina per la Lombardia tutta la ricerca attiva sui tumori a possibile origine professionale – insieme a una segretaria e a una biologa a contratto, pagate coi fondi per la ricerca. Sotto Natale l’epidemiologa era lì ad aggiornare le statistiche e renderle disponibili non solo in ambito scientifico, ma per qualunque cittadino: «Non possiamo permetterci di perdere neppure un caso».

>>>>  L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE : IL GIORNO 

STRAGE INFINITA: Servizio sul TG3 “Fuori TG” del 09/01/2018 di Valeria Collevecchio

Bologna, 10 gennaio 2018

Ottima prestazione del servizio pubblico televisivo RAI, che con il servizio appassionato e chiaro della giornalista Valeria Collevecchio, a dato la misura della strage di Amianto ancora in corso.

“STRAGE INFINITA”  è il titolo del servizio andato in onda sulla rubrica del TG3 “Fuori TG” del 09/01/2018

Il servizio, frutto di un lavoro di approfondimento certosino, ha dato conto dei drammi di Casale Monferrato e delle Officine Grandi Riparazioni di Bologna. Due realtà paradigmatiche, la prima sullo stabilimento ETERNIT e sul dramma che ha colpito oltre ai lavoratori e ai loro familiari, anche i cittadini di Casale Monferrato, la seconda sui lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni delle FF.SS. di Bologna che lavoravano sugli elettrotreni, imbottiti di amianto.

Per l’OGR, le testimonianze sono di Salvatore Fais, Giovannino Albanese, Antonio Matteo ex-lavoratori OGR, Leda Cattani Zanantoni vedova del lavoratore OGR Fabio Gherla e Andrea Caselli presidente di AFeVA Emilia Romagna

Il servizio si apre con la domanda “CHI SONO I COLPEVOLI?….”

Per vedere o rivedere il servizio clicca qui

 

PROCESSI D’AMIANTO – Odissea Infinita: i VIDEO e le Slide del Convegno di Reggio Emilia 1/12/2017

fonte  afevaemiliaromagna

Bologna, 9 gennaio 2018

Pubblichiamo i video della giornata del 1° dicembre 2017 sul Convegno dal titolo “Processi d’amianto: Odissea infinita” tenutosi presso la Camera del Lavoro di Reggio Emilia e organizzato da: CGIL Nazionale, CGIL Emilia Romagna, Camera del lavoro di Reggio Emilia, AFeVA Emilia Romagna.

Il convegno trae la sua motivazione da una necessità urgente, avviare una discussione e una puntuale analisi dell’andamento dei Processi Amianto, in particolare da parte dei soggetti che tutelano nei processi le VITTIME.

Quindi sono intervenuti Sindacalisti, Medici: Oncologi ed Epidemiologi, Avvocati delle parti civili, Magistrati, Studiosi di diritto, Rappresentanti delle Associazioni.

L’obiettivo è quello di creare una rete strutturata, possibilmente nazionale, per rafforzare il profilo dell’approccio processuale delle parti civili, contrapponendo alla deriva processuale che vede numerose sentenze favorevoli agli imputati, una nuova elaborazione che affronti i punti nevralgici dei processi: certezza della diagnosi, nesso causale, ricostruzione dell’attività lavorativa, problematiche peritali, uso della letteratura scientifica e dei Documenti di Consenso ecc…

Ciò è tanto più urgente con lo svolgimento di diversi processi (in Emilia Romagna sono in corso processi OGR Bologna, Cemental Correggio, Casaralta Bologna) e con la prossima apertura del processo ETERNIT, che dopo la sentenza della Corte di Cassazione si svolgerà in diverse sedi fra cui anche a Reggio Emilia per le vittime ETERNIT di Rubiera.

NOTA: Ci scusiamo, per alcune difficoltà tecniche è saltato l’intervento di Andrea Caselli (Presidente AFeVA ER) e la registrazione della sessione pomeridiana ha il sonoro di scarsa qualità.

Prossimamente pubblicheremo congiuntamente ad AIEA un volume con gli atti di questo convegno e del convegno del 13 dicembre 2017 tenutosi a Roma dal titolo “AMIANTO CONVEGNO NAZIONALE: FUMUS “MALI” IURIS”

La relazione introduttiva di Ciro Maiocchi – Responsabile Salute e Sicurezza CDL-CGIL Reggio Emilia

Le slide presentate nel Convegno di Reggio Emilia

La presentazione di CARMINE PINTO – Direttore UOC di Oncologia medica – ASMN
“LA CERTEZZA DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA NELLA PROSPETTIVA DEL PROCESSO PENALE”
La presentazione di CORRADO MAGNANI – Università del Piemonte orientale   “I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA”
La presentazione di LEOPOLDO MAGELLI – Medico del Lavoro  “TUMORI PROFESSIONALI IERI E OGGI. GIUSTIZIA E PREVENZIONE”

I Video della Giornata:

Video Completo della sessione mattutina

Introduzione di Ciro Maiocchi – CDL-CGIL Reggio Emilia

LE SENTENZE E GLI SVILUPPI DEI PROCESSI IN ITALIA DAL PRIMO ETERNIT AD OGGI
FEDERICA RICCÒ – Avv. Penalista Foro di RE

LO SCONTRO GIURISPUDENZIALE NEI PROCESSI PENALI SULL’AMIANTO
LAURA D’AMICO – Avv. Penalista foro di Torino

LA CERTEZZA DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA NELLA PROSPETTIVA DEL PROCESSO PENALE
CARMINE PINTO – Direttore UOC di Oncologia medica – ASMN

I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA
CORRADO MAGNANI – Università del Piemonte orientale

TUMORI PROFESSIONALI IERI E OGGI. GIUSTIZIA E PREVENZIONE
LEOPOLDO MAGELLI – Medico del Lavoro

LA PROVA EPIDEMIOLOGICA TRA CAUSALITÀ INDIVIDUALE E CAUSALITÀ COLLETTIVA
LUCA MASERA – Docente diritto penale Università di Brescia

I PROCESSI PENALI RELATIVI ALL’AMIANTO: LA PROSPETTIVA DEL PUBBLICO MINISTERO
NICOLA MEZZINA – PM Tribunale di Verbania

Interventi del pubblico

Donatella Ianelli Avv. penalista del Foro di Bologna

Stefano Silvestri – Igienista del Lavoro

Michele Michelino – Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Silvano De Matteo – Delegato RSU Officine Grandi Riparazioni Bologna 

Il dibattito del pomeriggio

Introduzione di Ciro Maiocchi

Conclusioni di MAURIZIO LANDINI – Segreteria nazionale CGIL

Nicola Mezzina PM Verbania

Laura D’Amico

Luca Masera

Nicola Pondrano – Fondo nazionale vittime amianto e AFeVA Casale Monferrato

ZOLEZZI ALBERTO – Senatore M5S

 

“Amianto: altre neoplasie oltre al mesotelioma” Convegno a Bologna 22/01/2018

fonte Afevaemiliaromagna

Convegno scientifico a Bologna il 22 gennaio 2018

Cappella Farnese Comune di Bologna

E’ necessaria l’iscrizione > clicca qui per iscriverti

Un importante convegno dal quale ci attendiamo molto.

Nei processi per amianto assistiamo alla grande difficoltà di vedere il “nesso causale” che lega la malattia (e spesso purtroppo la morte) alle condizioni di lavoro dove l’amianto veniva utilizzato senza nemmeno le precauzioni previste dalle leggi. Se la difficoltà riguarda il Mesotelioma Pleurico e il Mesotelioma Peritoneale dove è scientificamente dimostrato che la causa unica scatenante è la respirazione delle fibre di amianto, più difficile è la dimostrazione quando si tratta di carcinoma polmonare che può essere imputato a varie cause “fra cui” l’amianto. Eppure è assolutamente dimostrato che fra i lavoratori che hanno operato con l’amianto il tumore al polmone è direttamente correlato all’amianto.

Ancora più difficile nel caso di tumori con diversi organi bersaglio, fra questi il “colangiocarcinoma” (tumore dei dotti biliari del fegato). Questo tema, il nesso causale fra insorgenza del colangiocarcinoma ed esposizione ad amianto, sarà al centro della comunicazione di Giovanni Brandi   “genoma del colangiocarcinoma e potenziale firma da amianto”.

Questo Convegno non può che destare un grande interesse per le associazioni delle vittime dell’amianto, dei medici, dei patronati sindacali, ma anche di chi ha la responsabilità di assumere decisioni politiche, a questo proposito sarà interessante assistere al dibattito del pomeriggio, riservato alla politica, vedremo se saprà onorare il proprio ruolo, con rigore e competenza o se viceversa sarà solo l’occasione di una passerella pre-elettorale.

Scarica il programma completo (.pdf)

Manovra: Cgil, preoccupati per gestione risorse salute e sicurezza su lavoro

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA 

Roma, 29 dicembre 2017

“Esprimiamo forte preoccupazione per la gestione delle risorse destinate alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Se il Fondo vittime dell’amianto verrà incrementato, così come stabilito nella legge di Bilancio di  81 milioni per il triennio 2018-2020, importanti finanziamenti strutturali per progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza  verranno sottratti dalle casse dell’Inail”. Così Claudio Iannilli responsabile amianto e bonifiche Cgil Nazionale.

“Inoltre – prosegue il dirigente sindacale – un ulteriore colpo verrà inferto al Fondo vittime dell’amianto con la decisione, contenuta sempre nella manovra, di non rendere più obbligatorio per le aziende che in passato hanno utilizzato amianto il pagamento di 8 milioni di euro”.

“Tutto ciò ci fa dedurre che l’Inail prema affinchè il Fondo vittime amianto venga eliminato definitivamente così da poter governare tali risorse all’interno della gestione dei finanziamenti ISI di esclusiva competenza dell’Istituto, per i quali, alla ripresa dei lavori per il 2018, chiederemo un loro rifinanziamento”. Conclude Iannilli.

 

Regione Friuli Venezia Giulia: Contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà privata ad uso residenziale

REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 maggio 2017, n. 0114/Pres.

Regolamento per la concessione dei contributi di cui all’articolo 4, comma 30, della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 25 (Legge di stabilità 2017), per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici di proprietà privata adibiti a uso residenziale.

(Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia n. 22 del 31 maggio 2017).

GAZZETTA UFFICIALE 16 DICEMBRE 2017 

Processo Eternit . Quattro giudici per Schmidheiny: la Cassazione conferma lo spacchettamento

di
Claudio Carrer

FONTE AREA7.CH  che ringraziamo .

Si spalancano le porte di quattro tribunali per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato del procedimento Eternit bis, riguardante la morte di 258 persone ammazzate dall’amianto delle sue fabbriche Eternit in Italia. Non vi sarà dunque alcun maxiprocesso, come auspicava la Procura di Torino che indaga sulla vicenda da oltre quindici anni e che ora dovrà dunque condividere questo lavoro con gli uffici giudiziari di Vercelli, Reggio Emilia e Napoli: si occuperanno ciascuno dei singoli casi di decesso avvenuti nel proprio territorio di competenza.

Così ha stabilito la settimana scorsa la Corte di Cassazione, dichiarando “inammissibile” il ricorso dei magistrati torinesi contro la decisione del giudice dell’udienza preliminare (gup) Federica Bompieri del novembre 2016 che aveva derubricato l’ipotesi di reato da omicidio volontario a omicidio colposo e di conseguenza prodotto la suddivisione del processo in quattro tronconi distinti. Per comprendere il significato preciso di questa sentenza, comunicata il 14 dicembre all’indomani di una breve udienza, bisognerà però attendere le motivazioni scritte: non è infatti chiaro se i giudici della suprema corte si sono limitati a stabilire che la gup non ha travalicato i suoi poteri (come asseriva invece la Procura di Torino) o se si sono spinti ad affermare che la stessa, negando la presenza del dolo, abbia valutato correttamente il livello di consapevolezza dell’imputato. Una questione non certo di dettaglio, perché potrebbe influenzare l’andamento di tutti e quattro i processi: anche se formalmente spetta alle singole procure (a parte quella di Torino per cui valgono le decisioni della gup Bompieri) valutare se richiedere un rinvio a giudizio di Schmidheiny per omicidio volontario oppure per omicidio colposo, è infatti chiaro che un eventuale pronunciamento preventivo da parte della Cassazione sul capo d’imputazione legherebbe un po’ le mani a giudici e magistrati. E se l’accusa si riducesse a quella di omicidio colposo (reato che si prescrive dopo 15 anni) per molti dei 258 morti ammazzati dall’amianto non vi sarebbe mai giustizia.

Leggi tutto “Processo Eternit . Quattro giudici per Schmidheiny: la Cassazione conferma lo spacchettamento”

Unions in the North East help asbestos victims receive £3.8 million

Issue date
15 Dec 2017
Asbestos is the biggest cause of workplace deaths. Last year 5,000 people were likely to die prematurely as a result of asbestos exposure. This is around three times the number of road accident deaths. Most of those who die do so as a result of mesothelioma, a kind of cancer that can be caused by very low levels of exposure. Tragically it is always fatal.

Almost all of the people who are dying today were exposed to asbestos decades ago, so asbestos is now often seen as being a problem of the past as its importation and use have been banned since 1999.

That is not the case. The dangers of asbestos are still with us. Asbestos-containing materials can be found in around half a million non-domestic premises (and probably around a million domestic ones).

This means that people are still being exposed to asbestos. It is often people who are working in maintenance, refurbishment or demolition, but people can, and do, become exposed simply by working in a building with asbestos, as fibres can become dislodged and breathed in.

This killer is often hidden or has not been identified as asbestos. As a result it can be found in factories, homes, schools, shops, hospitals, offices, restaurants etc.

Most of these diseases take many years to develop and so deaths occurring now are largely a result of past workplace conditions.

A total of £3.8 million has been secured for asbestos victims and their families in the North East and North Cumbria between April 2016 and September 2017. The Northern TUC Asbestos Support and Campaign Group (ASCG) was launched in 2010 and has helped its clients claim the money during the past 17 months, which includes benefit gains and compensation.

The group, a partnership between Northern TUC, Macmillan Cancer Support, trade unions and West View Advice and Resource Centre, provides support, advice and information (including help with benefit entitlements) to people living with the effects of asbestos exposure, their families and carers. People helped by the group have asbestos-related diseases such as mesothelioma, asbestosis and lung cancer and other workplace cancers.

L’ARTICOLO PROSEGUE SU FONTE TUC.ORG.UK

TRADUZIONE IN ITALIANO BY GOOGLE

L’amianto è la principale causa di decessi sul posto di lavoro. L’anno scorso 5000 persone morirono prematuramente a causa dell’esposizione all’amianto. Questo è circa il triplo del numero delle morti per incidente stradale. La maggior parte di quelli che muoiono lo fanno a causa del mesotelioma, una specie di cancro che può essere causato da livelli molto bassi di esposizione. Tragicamente è sempre fatale.
Quasi tutte le persone che muoiono oggi sono state esposte all’amianto decenni fa, quindi l’amianto è spesso visto come un problema del passato, dal momento che la sua importazione e il suo uso sono stati vietati dal 1999.
Questo non è il caso. I pericoli dell’amianto sono ancora con noi. I materiali contenenti amianto possono essere trovati in circa mezzo milione di locali non domestici (e probabilmente circa un milione di quelli domestici).
Ciò significa che le persone sono ancora esposte all’amianto. Spesso sono le persone che lavorano nella manutenzione, nella ristrutturazione o nella demolizione, ma le persone possono, e lo fanno, essere esposte semplicemente lavorando in un edificio con l’amianto, poiché le fibre possono essere spostate e respirate.
Questo killer è spesso nascosto o non è stato identificato come amianto. Di conseguenza può essere trovato in fabbriche, case, scuole, negozi, ospedali, uffici, ristoranti, ecc.
La maggior parte di queste malattie richiede molti anni per svilupparsi e quindi le morti che si verificano ora sono in gran parte il risultato di condizioni lavorative passate.
Un totale di 3,8 milioni di sterline è stato garantito per le vittime dell’amianto e le loro famiglie nel nord-est e nel nord della Cumbria tra aprile 2016 e settembre 2017. Il gruppo di supporto e campagna dell’asbesto nordico (ASCG) è stato lanciato nel 2010 e ha aiutato i suoi clienti a rivendicare il denaro negli ultimi 17 mesi, che include guadagni e compensi.
Il gruppo, una partnership tra Northern TUC, Macmillan Cancer Support, sindacati e West View Advice and Resource Center, fornisce supporto, consulenza e informazioni (compreso l’aiuto con diritti alle prestazioni) alle persone che vivono con gli effetti dell’esposizione all’amianto, le loro famiglie e gli accompagnatori . Le persone aiutate dal gruppo hanno malattie legate all’amianto come il mesotelioma, l’asbestosi e il cancro ai polmoni e altri tumori sul posto di lavoro.

ETERNIT: sentenza Corte di Cassazione – 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) – Continua la richiesta di GIUSTIZIA

Bologna, 15 dicembre 2017

 

A Roma, davanti al “palazzaccio”  sede della Corte Costituzionale, si sono radunati le delegazioni di AFeVA Casale Monferrato e di AFeVA Emilia Romagna ed i rappresentanti di CGIL Nazionale, Emilia Romagna e Piemonte, assieme al Sindaco di Casale Monferrato, fin dal mattino del 13 Dicembre 2017.

Ex lavoratori degli stabilimenti di Casale e Rubiera, che hanno aspettato la sentenza, fuori in quanto l’udienza si teneva a porte chiuse alla sola presenza degli avvocati.

La notizia, trapelata in tarda mattinata, della richiesta del sostituto procuratore generale Delia Cardia alla prima sezione della Cassazione di dichiarare inammissibili  i ricorsi ha diffuso un sentimento di delusione. I ricorsi erano quelli del sostituto procuratore Gianfranco Colace, che con Raffaele Guariniello e Sara Panelli aveva svolto l’inchiesta e rappresentato l’accusa nel primo processo; il secondo ricorso era stato firmato dalla procura generale, pm Carlo Pellicano e Francesco Saluzzo.

Saranno quindi 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) a carico del miliardario Stephan Schmidheiny: a Torino, Vercelli, Reggio Emilia e Napoli.

Reagiscono sia AFeVA di Casale Monferrato, AFeVA Emilia Romagna (che invita alla mobilitazione anche per il processo CEMENTAL a Reggio Emilia leggi il comunicato) e la CGIL Nazionale di cui a seguire pubblichiamo di seguito il comunicato.

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