Inail: Amianto, in un volume le procedure e i compiti dei lavoratori coinvolti nella bonifica

Online il documento tecnico dell’Inail finalizzato ad accrescere il livello di sicurezza nei cantieri e a fornire indicazioni basate su leggi, circolari, norme tecniche e linee guida, per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali in presenza di materiali contaminati

Bonifica amianto

ROMA – Fornire una strategia di contrasto alle esposizioni dirette o indirette all’amianto, supportando tutti i soggetti interessati e gli organi di vigilanza nelle azioni di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. È questo l’obiettivo della pubblicazione realizzata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche dell’Inail, che descrive nel dettaglio le procedure da adottare per la bonifica dei siti contaminati da amianto e i compiti attribuiti alle figure professionali coinvolte dalla normativa vigente. Frutto delle attività di ricerca svolte dall’Istituto, il testo è un documento di riferimento che non può sostituire la valutazione e la gestione del rischio sito specifico, da integrare con procedure adeguate di lavoro e di emergenza, e con attività di sorveglianza sanitaria, formazione, informazione e addestramento degli operatori.

Pandemia fa presagire la fine dell’industria dell’amianto 

Fonte : Ibasesecretariat.org 

di Laurie Kazan-Allen

Durante la pandemia, c’è stata una recrudescenza del sostegno allo sviluppo sostenibile, ” definizione di politiche rispettose dell’ambiente” 1, “direzione governativa più informata” 2 e processi decisionali basati su prove. 3 I politici di tutto il mondo si sono impegnati a “ricostruire meglio”, 4 “restituire la scienza al governo”, 5 “mobilitare la scienza” per proteggere la salute e il benessere dei cittadini 6e sviluppare politiche “guidate dai migliori dati scientifici disponibili”. Il raggiungimento di questi obiettivi sarà fondamentale per affrontare il cambiamento climatico e creare un’economia più verde per le generazioni attuali e future. L’uso continuato dell’amianto è incompatibile con questa visione condivisa e il calo del suo utilizzo negli ultimi anni conferma il diffuso rifiuto di questa tecnologia tossica.

Il 9 febbraio 2021, il governo del Vietnam ha emesso un decreto che ha segnato la campana a morto per l’industria dell’amianto del paese. Per diversi anni, in Vietnam si era accumulata la pressione per porre fine al consumo di amianto 7 : tra il 2012 e il 2016, c’è stato un calo del 26% nelle importazioni di amianto con un consumo annuo che è sceso da 78.900 tonnellate (t) a 61.800 t. 8In effetti, l’importanza del mercato dell’amianto vietnamita è più simbolica che sostanziale: nel 2016 altri quattro paesi asiatici hanno importato molta più fibra di amianto del Vietnam: India 308.000 t, Cina 288.000 t, Indonesia 114.000 t e Uzbekistan 70.600 t. Tuttavia, se l’amianto venisse vietato in Vietnam, un paese con stretti legami politici, economici, sociali e storici con la Russia – il più grande produttore mondiale di amianto – allora anche altri paesi asiatici potrebbero essere incoraggiati a dare la priorità alla salute dei loro cittadini rispetto ai profitti dell’industria dell’amianto. Poiché i mercati asiatici dell’amianto assorbono il 70% + di tutto l’amianto prodotto ogni anno, il rifiuto dell’amianto da parte del Vietnam, un ex alleato, potrebbe innescare un effetto domino in tutta la regione. 9

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OGR Bologna e Rimini: RSU OMC e lavoratori in lotta per difendere il lavoro e le officine

Riprendiamo dal sito di AFeVA Emilia Romagna questo articolo che illustrala lotta dei lavoratori delle Officine Manutenzione Ciclica di Bologna e Rimini per mantenere l’attività produttiva. Come afferma il Presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime AFeVA Andrea Caselli” Non è accettabile il disimpegno di FF.SS., va difeso il lavoro e la memoria. Non è accettabile l’oblio della memoria e del lavoro. Come sempre difendiamo il lavoro, il lavoro in sicurezza ed il diritto di ricordare. Senza giustizia, senza lavoro, senza memoria il territorio verrà desertificato, e questa è una prospettiva che non possiamo accettare.” editor

La lotta dei lavoratori OMC Bologna e Rimini per difendere la Manutenzione Ferroviaria, il lavoro e la memoria

Venerdì 22 gennaio 2021, i lavoratori e le lavoratrici delle Officine Manutenzione Ciclica FF.SS.  (EX-OGR) di Bologna e Rimini  hanno svolto uno sciopero dimostrativo di un’ora per chiedere il mantenimento dell’attività produttiva dell’Officina. Lo sciopero ha avuto un’adesione totale e si è focalizzato attorno alla richiesta di una ripresa del confronto con l’azienda, che non sta applicando gli accordi siglati. Dei 120 lavoratori che dovrebbero essere in forza allo stabilimento, solo 85 sono gli attualmente al lavoro, il Turn-over non è stato garantito e si assiste ad una voluta diminuzione dell’attività di manutenzione.

Questo comportamento dell’azienda Trenitalia delle FF.SS. fa pensare all’intenzione di dismettere progressivamente l’attività di manutenzione, propiziando così la chiusura delle Officine.  

La RSU dello stabilimento ha reiterato la richiesta di un’impegno delle istituzioni pubbliche (Regione e Comuni) a impegnarsi con le FF.SS. per ottenere un tavolo di discussione per il mantenimento dell’attività produttiva dello stabilimento, dopo un primo incontro non risolutivo.

L’articolo del Corriere della Sera Bologna

Come AFeVA Emilia Romagna, siamo impegnati a sostenere questa lotta, decisiva per il mantenimento di lavoro professionale e per un sistema di trasporti pubblici strategico per il paese e per il nostro territorio.

Ricordiamo a tutti che la sopravvivenza delle OMC (EX OGR) è anche strettamente legato alle rivendicazioni degli ex-esposti amianto, fra cui anche la bonifica dello stabilimento OGR di via Casarini e la sua riqualificazione come luogo da destinare alla memoria della tragedia dell’Amianto e per usi sociali e culturali per la città di Bologna.

Non è accettabile il disimpegno di FF.SS., va difeso il lavoro e la memoria. Non è accettabile l’oblio della memoria e del lavoro. Come sempre difendiamo il lavoro, il lavoro in sicurezza ed il diritto di ricordare. Senza giustizia, senza lavoro, senza memoria il territorio verrà desertificato, e questa è una prospettiva che non possiamo accettare.

Andrea Caselli – Presidente di AFeVA Emilia Romagna aps

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L’industria della demolizione navale del Bangladesh espone all’amianto migliaia di lavoratori.

 FONTE  IBASESECRETARIAT

di Laurie Kazan-Allen

Secondo gli articoli pubblicati il ​​mese scorso (dicembre 2020), la documentazione di autocertificazione “sham” di proprietà clandestina da parte di società offshore e le violazioni delle convenzioni internazionali e delle normative nazionali continuano a mettere in pericolo i lavoratori e le comunità del demolitore di navi del Bangladesh. 1Lo sfruttamento commerciale delle scappatoie normative, combinato con grandi incentivi finanziari, è una combinazione tossica che attrae i clienti internazionali a rottamare il tonnellaggio in eccesso nei cantieri di demolizione in Bangladesh, il principale paese di riciclaggio delle navi al mondo. Con funzionari governativi male informati, una mancanza di capacità di test e l’inesistenza di norme in materia di salute e sicurezza del settore informale – in cui lavora una percentuale considerevole di operai di demolizione di navi – gli armatori e le società di demolizione di navi rimangono immuni da procedimenti penali per infortuni o contaminazione causata dalle loro pratiche commerciali.

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Amianto alla Breda, un altro schiaffo per le vittime

 

Fonte Sicurezzaelavoro.org che ringraziamo 

Nessuna giustizia per i morti da amianto.

A pochi giorni dalla sentenza della Cassazione sulla strage di Viareggio dell’8 gennaio 2020 che ha dichiarato prescritti gli omicidi colposi della tragedia ferroviaria toscana per quasi tutti gli imputati, arriva un’altra brutta notizia per le vittime sul lavoro e per chi opera nel campo della salute e sicurezza.

Il 19 gennaio 2021, la Quinta Sezione della Corte d’Appello di Milano ha infatti confermato la sentenza di primo grado e quindi l’assoluzione di sette manager della Breda Termomeccanica – Ansaldo, imputati per le morti da amianto di una decina di operai dello stabilimento milanese di viale Sarca esposti alla fibra cancerogena tra gli anni Settanta e il 1985.

Il sostituto procuratore generale di Milano Nicola Balice aveva chiesto per i dirigenti condanne tra i 2 anni e i 4 anni e 11 mesi di carcere per omicidio colposo.

Forse come ci scrive il cartoonist Tiziano Riverso nell’ultima vignetta realizzata per Sicurezza e Lavoro, gli operai non sono morti e l’amianto non esiste…

Oppure, come ha detto Michele Michelino, rappresentante del Comitato per la difesa della salute e nei luoghi di lavoro nel territorio: “Volevamo giustizia, ma purtroppo abbiamo trovato la legge, che difende i potenti”.

Nel frattempo, durante il processo, altri cinque ex operai della Breda sono morti a causa dell’amianto. Secondo il Comitato sono già oltre cento le vittime.

Loredana Polito

 

Regno Unito: mesotelioma nella coorte militare britannica

Fonte : International Ban Amianto Secretariat 

Il primo documento che esamina l’esperienza del mesotelioma dei veterani militari britannici ha evidenziato questioni significative tra cui la difficoltà di navigare nei sistemi militari, sanitari e civili e l’influenza dell’esperienza militare sulle strategie di coping dei malati. Il documento, basato sulla ricerca intrapresa dai coautori per The Military Mesothelioma Experience Study, ha rilevato “sfide specifiche e esigenze di cura legate ai veterani con mesotelioma”. A seguito del progetto, è in fase di compilazione un rapporto con le raccomandazioni riguardanti la cura e il supporto dei veterani che convivono con il mesotelioma. Vedi: Vivere con il mesotelioma: uno studio qualitativo delle esperienze dei veterani militari maschi nel Regno Unito .

Addio Donald! Porta con te l’amianto mentre esci dalla scena mondiale. Per favore chiudi la porta mentre esci.

Riprendiamo dal sito del Segretariato internazionale per la messa al bando dell’amianto l’articolo della Presidente Laurie Kazan-Allenm che ricorda le scelte scellerate di Donald Trump a difesa delle Corporation dell’amianto con l’aggiramento delle norme a tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini tramite lo stravolgimento delle funzioni delle Agenzie federali  come EPA e OSHA. 

Fonte International Ban Asbestos Secretariat 

di  Laurie Kazan-Allen

Ci sono così tanti motivi per essere grati di vedere l’uscita di Donald Trump il mese prossimo, qualcuno classificato da un familiare stretto come “L’uomo più pericoloso del mondo”. 1 Un presidente che giocava  a golf mentre gli americani stavano vivendo la peggiore catastrofe a memoria d’uomo; la sua mancanza di empatia era insondabile quanto il suo rifiuto di accettare il verdetto dell’elettorato americano. Questo nativo di New York, che è sgradito nella sua città natale, sembra anche essere persona non grata dai vicini di Mar-a-Lago, il suo ritiro a Palm Beach. 2 C’è da meravigliarsi se si considera la discordia e lo sconvolgimento che segue la sua scia?

Il sostegno di Trump all’amianto è iniziato molto prima che entrasse alla Casa Bianca. Nel suo libro “The Art of the Comeback” (1997) ha scritto che l’amianto aveva “ricevuto un brutto colpo” e che le campagne per imporne la rimozione dalle scuole e dagli edifici pubblici erano “guidate dalla folla”. 3 Nel giugno 2005, Trump ha difeso l’amianto di fronte a una riunione della sottocommissione della Commissione per la sicurezza interna e il governo del Senato, dicendo:

“Molte persone potrebbero dire che se il World Trade Center avesse l’amianto non sarebbe bruciato, non si sarebbe sciolto, okay? … Molte persone nel mio settore pensano che l’amianto sia il miglior materiale ignifugo mai realizzato. ” 4

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Amianto: nel giorno di Natale l’ennesimo lutto alle OGR Bologna

Partecipiamo al cordoglio per la scomparsa di Gianni Dal Monte a causa di un mesotelioma pleurico contratto sul lavoro e porgiamo le nostre condoglianze ai suoi  famigliari, ai suoi amici e colleghi della OGR. Diario Prevenzione

Il Comunicato di AFeVA ER 

Gianni Dal Monte – operaio saldatore alle OGR dal 1970 al 1979 – ci ha lasciati a causa di un mesotelioma pleurico contratto in Officina.

Nel giorno di Natale se ne è andato Gianni Dal Monte, 83 anni. Operaio saldatore al 5° reparto delle OGR negli anni ’70, nel 2019 la diagnosi di Mesotelioma pleurico contratto per avere respirato le fibre di amianto nel suo lavoro alle Officine, malattia che ne ha causato la morte.

Gianni nella sua vita è stato tante cose: saldatore sopraffino, militante della CGIL e delegato sindacale, sempre e fino all’ultimo impegnato nel sociale, nella costruzione della comunità, impegnato ad apprendere quello che non sapeva, poi ad insegnare ciò che aveva imparato.

Da sempre iscritto ad AFeVA ER, nel novembre 2019 ha partecipato alla realizzazione di una intervista sulla sua esperienza in OGR, nell’ambito del Patto di Collaborazione realizzato col comune di Bologna. Da questa intervista, e lo sanno bene tutti quelli che lo hanno conosciuto, viene fuori la sua schiettezza, il suo rigore a partire dal suo lavoro di saldatore, il rifiuto di qualsiasi atteggiamento vittimistico, il rifiuto della delega e la fiducia e l’impegno nei processi di costruzione collettiva di comunità, dalla fabbrica al quartiere, dal condominio alle attività ricreative.

Alla domanda su quale messaggio darebbe ai giovani, Gianni risponde: “– Non delegare. Partecipando e vivere in prima persona il… poi è chiaro non puoi essere dappertutto, però tu devi essere informato, sapere cosa succede e organizzarti. Organizzarti perché senza organizzazione non vai da nessuna parte, senza organizzazione sei perdente… perché loro sono organizzati. E sanno quello che vogliono. E la loro organizzazione del lavoro, la maggior parte passa sulle tue palle – spalle! Anche adesso. Come si fa andare a spiegare ai rider che quando vanno a casa da quel lavoro lì non hanno niente, non hanno pensione, non hanno… come si fa andare a spiegare? Terrificante. È chiaro che anche io quando non avevo un lavoro prendevo quel che c’era, ma la mia idea era un’altra, io lo sapevo bene che dovevo partecipare, dovevo organizzarmi, dovevo..” …”Perché io non ho ancora mollato l’osso, io partecipo ancora.”

E’ vero Gianni, fino all’ultimo non hai mollato l’osso della vita, dell’impegno. Quello che ci hai insegnato, cercheremo di metterlo in pratica, per un lavoro dignitoso e sicuro, per una memoria che insegni a vivere il presente e a costruire il futuro.

In nome tuo e delle centinaia di lavoratori e lavoratrici vittime dell’amianto, ma soprattutto vittime dell’avidità di profitto e della sciatteria di tanti, continueremo l’impegno per la ricerca, per la cura del mesotelioma, per liberare l’ambiente dall’amianto.

AFeVA ER, si stringe ai familiari ed agli amici e colleghi a cui porge le più sentite condoglianze.

Bologna, 27 dicembre 2020

 

Amianto . Barlumi di speranza 2020  di Laurie Kazan-Allen

Questo articolo è tratto dal sito del Segretariato Internazionale per la messa al bando dell’amianto IBAS

Fonte : International Ban Asbestos Secretariat 

Gli sviluppi di quest’anno sono stati senza precedenti a memoria d’uomo: vite perse, famiglie decimate, sistemi sanitari attaccati e economie distrutte. Ci sono state poche comunità a cui è stata risparmiata la devastazione causata dal coronavirus. Nonostante questo scenario cupo, attivisti e gruppi che lavorano per sostenere le vittime di malattie legate all’amianto hanno continuato i loro sforzi, riconoscendo che tra le persone più vulnerabili al Covid-19 c’erano le persone i cui polmoni erano stati danneggiati dall’amianto. Questa istantanea di alcune delle iniziative in sospeso avviate nel 2020 è indicativa degli sforzi sostenuti a lungo termine compiuti per affrontare un’altra pandemia globale, quella causata dall’esposizione all’amianto, che sta causando fino a 250.000 vittime all’anno.

Risultati delle vittime dell’amianto in: Brasile, Giappone, Sud Africa e Regno Unito

Uno dei momenti salienti dell’anno è stata l’ampliamento di un programma di sorveglianza e trattamento per i brasiliani ad alto rischio di contrarre malattie legate all’amianto, un’iniziativa di collaborazione dell’Associazione brasiliana degli esposti all’amianto (ABREA) e di esperti medici. 1 Spiegando il lancio della clinica di assistenza all’amianto, la dott.ssa Ubiratan de Paula Santos ha spiegato:

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E’ disponibile in rete il numero di dicembre di Lavoro e Salute

E’ disponibile in rete il numero di dicembre della Rivista Lavoro e Salute, con molti articoli importanti e interviste. Segnaliamo in particolare l’ intervista all’epidemiologo Giuseppe Costa : ” Quale sanità post-covid . Cosa occorrerebbe fare? ”  e l’ottimo articolo “C’era una volta la bella sanità Toscana”

per leggere la Rivista clicca qui 

 

OGR Bologna: Le cause per danni da amianto in sede civile sono possibili e rafforzate nonostante la sentenza di archiviazione del procedimento penale

 

La recente pubblicazione delle notizie sull’archiviazione del procedimento penale sulle OGR, ha provocato qualche incertezza nelle persone che intendono chiedere in sede civile i danni all’azienda (FF.SS. -RFI), in realtà non solo continua ad essere possibile, ma alla luce delle motivazioni della sentenza queste sono addirittura rafforzate.

Pertanto pubblichiamo un contributo degli avvocati dello Studio Legale Associato (Francesca Ferretti, Stefania Mangione e Francesca Stangherlin) che fanno chiarezza sulla questione.

Leggi il contributo dello Studio Legale Associato e l’intervento dell’Avv.  Stefania Mangione in occasione della Assemblea di AfeVA ER

Tradimento delle vittime dell’amianto in Spagna

Fonte IBAS International Ban Amianto Secretariat 

30 novembre 2020

I lavoratori ammalati a causa  dell’amianto in Spagna hanno ricevuto un altro schiaffo all’inizio di questo mese (novembre 2020) quando un tribunale commerciale di Madrid ha confermato una richiesta aziendale di mettere Coemac – il proprietario dell’ex gigante dell’amianto del paese Uralita – in bancarotta volontaria. 1 Il 30 gennaio 2020 Coemac aveva chiesto tutela giurisdizionale ai suoi creditori, riconoscendo di non disporre di liquidità sufficiente per far fronte alle proprie passività; la società ha contestato le pretese derivanti dalla produzione di materiali da costruzione in cemento-amianto da parte di Uralita. Il giorno successivo (31 gennaio 2020), la negoziazione delle azioni Coemac è stata sospesa dalla Borsa di Madrid.

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Fais-Pendoli: un video che ricorda le vittime dell’amianto in OGR

Fonte: AFeVA che ringraziamo

Bologna, 1 dicembre 2020

Salvatore Fais

Questo docufilm è stato realizzato: per la parte documentale da Salvatore Fais matricola FS 897173 e per il montaggio da Loris Pendoli matricola FS 897171 e anche ex operaio della officine Casaralta.

Il bisogno di dare visibilità a una strage negata e offesa nella memoria, con le crude testimonianze delle vittime e dei familiari delle vittime, per contestare con forza e sdegno, una scandalosa e vergognosa sentenza penale di archiviazione, riuscendo in una disposizione, quello di negare il sacrosanto diritto di giustizia per le uccisioni da amianto di lavoratori inerti nella officina grande riparazione delle ferrovie dello stato di via Casarini a Bologna. Dove personalmente constatiamo…purtroppo da una quindicina di anni che si è perseguito a livello politico e di magistratura un orientamento giurisprudenziale del disconoscimento dell’assassinio di tanti.. troppi lavoratori…colpevoli solo di lavorare, con responsabili aziendali che nulla hanno fatto per tutelare la salute dei propri lavoratori. Le ultime sentenze di OGR e CASARALTA  lo sono a dimostrare.
Che dire oltre allo sdegno e  alla rabbia per una sentenza complice di quelle morti:  guardate la realtà dei fatti e ciò che con queste sentenze si è voluto negare. Buona visione.

Salvatore Fais e Loris Pendoli

Ucraina: ancora propaganda a favore dell’uso dell’amianto

Ancora informazioni false rispetto alla “innocuità”dell’amianto crisotilo. E’ grottesco, falso e contro ogni evidenza scientifica  che qualcuno affermi ancora che le fibre di amianto crisotilo si “sciolgono nei polmoni”. Diario Prevenzione sostiene da sempre l’iniziativa del Segretariato Internazionale per la messa al bando dell’amianto. 

Fonte Ibas. International Ban Amianto Secretariat 

 

La propaganda dell’industria dell’amianto, mascherata da articolo di notizie, è stata caricata su un sito web ucraino. È interessante sottolineare che il divieto dell’amianto del 2017 imposto dal ministero della Salute ucraino è stato ribaltato nel 2019 per tecnicismo procedurale. Il testo dell’articolo ha riformulato i punti chiave degli argomenti della lobby dell’amianto dicendo che: l’amianto crisotilo (il tipo estratto in Russia) è innocuo per la salute umana; le fibre di crisotilo si dissolvono in modo sicuro nei polmoni; la campagna per vietare l’amianto è un esercizio a scopo di lucro sponsorizzato dai produttori di prodotti non amianto. Vedi: Опасность асбеста: влияние асбеста на здоровье человека [Pericoli dell’amianto: effetti dell’amianto sulla salute umana].

Regno Unito: apre il centro Mesothelioma UK Research Centre-Sheffield

Fonte  IBAS -International Ban Amianto Secretariatat

Questa settimana il Mesothelioma UK Research Centre-Sheffield – per lo studio di nuovi protocolli e trattamenti per le persone affette dal mesotelioma del cancro all’amianto – ha aperto presso la Sheffield University (vedi: Launch of mesotelioma research center ). Secondo la co-direttrice del Centro, la professoressa Angela Mary Tod, l’obiettivo finale del Centro è trovare una cura per il cancro aggressivo e mortale che uccide oltre 2.500 persone in Gran Bretagna ogni anno. Il Centro, il primo del suo genere nel Regno Unito dedicato alla ricerca sul mesotelioma basato sull’esperienza del paziente e sulle cure di supporto, è sponsorizzato dall’ente benefico nazionale Mesothelioma UK. Secondo il suo capo dei servizi Liz Darlison MBE, l’apertura del Centro è stato il culmine di anni di lavoro. Vedi: A Sheffield è stato aperto un nuovo centro per la ricerca sul mesotelioma

USA. Risanamento delle scuole di Filadelfia da amianto e piombo.

Fonte IBAS

L’Università della Pennsylvania ha annunciato il 17 novembre che avrebbe donato 100 milioni di dollari al Distretto scolastico di Philadelphia per finanziare il lavoro per riparare l’amianto e la contaminazione da piombo nelle scuole. Il finanziamento sarà erogato in un decennio con 10 milioni di dollari forniti ogni anno. Accogliendo con favore questa notizia, i funzionari del distretto scolastico hanno affermato che il dono “non solo ci aiuterà a garantire questi spazi sicuri per ogni studente”, ma consentirà al distretto di investire in “una nuova e avvincente visione delle strutture scolastiche”. Vedi:Penn to donate $100 million to Philadelphia School District to help with asbestos, lead abatement

Sindacati meccanici. Rotabile ferroviario-amianto. La norma sblocca vertenza nel testo base del Ddl bilancio

Fonte Fiom Cgil 

Che sia la volta buona, finalmente, per i lavoratori del settore rotabile ferroviario esposti a fibre di amianto.

Nel pomeriggio di venerdì 13 ottobre il DDL bilancio 2021 è approdato alla Camera dei Deputati riportando all’articolo 57 (Titolo V Lavoro, Famiglia e Politiche sociali in corso di revisione) significative “Disposizioni in favore dei lavoratori esposti all’amianto”.

Un passo fondamentale per la soluzione della vertenza, iniziata nell’ottobre dello scorso anno, che va a sanare la brusca battuta d’arresto registrata in occasione della conversione in legge del DL agosto.

Nel testo depositato – in estrema sintesi – non solo il “via libera” al pensionamento di quanti raggiungeranno i requisiti certificati entro il 31 dicembre 2020 (con le relative coperture economico-finanziarie), ma anche l’impianto normativo per l’individuazione delle platee e delle risorse necessarie per gli anni a venire.

Previsto infine, un termine perentorio per il perfezionamento delle domande incomplete, carenti di documentazione.

Naturalmente, prima di considerare risolta la vertenza, è necessario attendere il voto finale del DDL bilancio 2021, ma l’inserimento della norma “sblocca vertenza” nel testo base depositato alla Camera dei Deputati è un gesto di grande attenzione, frutto dell’intenso lavorio di relazioni intessuto da Fim Fiom Uilm nazionali con MLePS, MEF, Commissione lavoro della Camera dei Deputati ed esponenti parlamentari bipartisan.

Sarà pertanto nostro impegno monitorare l’iter di approvazione della legge di Bilancio.

Fim Fiom Uilm nazionali

Roma, 16 novembre 2020

Spagna: legge sull’eliminazione dell’amianto in Catalogna

 

Fonte IBAS

Il 17 novembre 2020, il Consiglio esecutivo del governo della Catalogna ha approvato il progetto di legge per l’eradicazione dell’amianto. In una conferenza stampa, il ministro regionale della Presidenza e portavoce del governo Meritxell Budó ha spiegato che la nuova legge proteggerà il pubblico e i lavoratori dalle esposizioni tossiche. Le questioni chiave che devono essere affrontate Budó ha affermato che l’ubiquità del materiale di amianto in tutta la regione – stimata in 4 milioni di tonnellate – un vuoto di informazioni e una mancanza di legislazione che imponga la rimozione dell’amianto. Sarà effettuata una consultazione pubblica e saranno consultati consulenti specializzati. Vedi: Catalunya empieza a elaborar una ley de retirada del Amianto [La Catalogna inizia a redigere una legge sulla rimozione dell’amianto].

Regno Unito. Battaglia per la giustizia : vittime dell’amianto penalizzate.

 

Articolo  di Laurie Kazan-Allen

Fonte : Segreteriato Internazionale contro l’amianto 

I malati di malattie legate all’amianto nel Regno Unito sono maggiormente a rischio di Covid-19 poiché i loro polmoni sono già lesionati dalle fibre tossiche precedentemente ingerite. Oltre a temere per la propria vita durante questi tempi turbolenti, devono affrontare un compito enorme per accedere al risarcimento a cui hanno diritto. Secondo le informazioni fornite dall’Amianto Victims Support Groups Forum UK (il Forum), 272 richieste di amianto per infortuni sul lavoro Disablement Benefit devono ancora essere elaborate dal Department of Work and Pensions (DWP) e 16 vittime sono morte mentre aspettavano di riceverle benefici. Come ha spiegato il presidente del forum Joanne Gordon:

“Dopo il Coronavirus, le valutazioni mediche della Disabilità sugli infortuni sul lavoro si sono interrotte e, pertanto, non è stata assegnata alcuna prestazione né per l’indennità di invalidità degli infortuni sul lavoro (IIDB) né per il regime di indennizzo dei lavoratori (WCS) per i richiedenti di malattie prescritte Asbestosi o pleurica Ispessimento. Inoltre, alcune di queste richieste risalgono a gennaio 2020 perché, sebbene la richiesta fosse stata presentata prima del blocco, il  controllo medico non aveva avuto luogo “. Continua a leggere “Regno Unito. Battaglia per la giustizia : vittime dell’amianto penalizzate.”

Storia senza fine, nuova tragedia all’OGR di Bologna di Salvatore Fais

Fonte Facebook
Una strage senza fine, dopo l’amico e collega Giancarlo Mazzetti deceduto il 9 maggio, oggi lo sconforto e la rabbia in me per una strage che ci sta strappando alla vita ad uno a uno . Ieri sera s ‘è preso Luciano.
Maledetto amianto e maledetto chi pur sapendo non lo ha difeso dalle mortali fibre dell’amianto
La strage infinita, senza sosta e senza respiro, non sono bastati i più di 305 colleghi che ti hanno preceduto morti per essere stati esposti alle fibre mortali dell’amianto per profitto, il 2020 l’ennesimo lutto colpisce ancora i lavoratori delle OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI DELLE FERROVIE DELLO STATO di BOLOGNA.
La comunità OGR in questo momento di dolore, si stringe attorno ai familiari di Luciano.
Ciao Luciano resterai sempre con noi.  Questa storia che dura ormai da più di 40 anni e che ha visto i lavoratori dello stabilimento in prima linea nella lotta alla sicurezza degli ambienti di lavoro e alla salute dei lavoratori esposti inconsapevolmente alle famigerate polveri killer dell’amianto, accumulando nel tempo un vero e proprio bollettino di guerra, causando a questa comunità operaia dell’OGR oltre 305 vittime, mettendo ancora oggi in apprensione quanti anno lavorato in stabilimento, e quanti ancora vi lavorano. Ieri sera l’ultima tragedia, ancora l’amianto…… mesotelioma.. priva della voglia di vivere il nostro collega Luciano Tonioli, tutti quelli che hanno avuto l’onore di conoscerlo e apprezzarne le sue qualità umane professionali, sono affranti e sconfortati per la sua perdita, gli amici i colleghi tutti addolorati nell’assistere passivamente a questa sterminio si stringono vicini al dolore dei famigliari con tanta pena.
GRANDE TRISTEZZA E SCONFORTO
ho un gran nodo in gola è in me nell’apprendere questa brutta notizia, sei stato un amico ci saremmo dovuti trovare questa settimana, ma il male non c’è l’ha permesso.
OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI DELLE FERROVIE DELLO STATO di via Casarini BOLOGNA.

INAIL. RIMOZIONE IN SICUREZZA DELLE TUBAZIONI IDRICHE INTERRATE IN CEMENTO AMIANTO

Fonte Afeva Emilia Romagna 

RIMOZIONE IN SICUREZZA DELLE TUBAZIONI IDRICHE INTERRATE IN CEMENTO AMIANTO – Istruzioni operative Inail per la tutela
dei lavoratori e degli ambienti di vita.

Pubblicato nel 2019 il Manuale INAIL dedicato alla rimozione in sicurezza delle tubazioni idriche in Cemento-Amianto, una pubblicazione utile che fa il punto sulle istruzioni operative tese a salvaguardare i lavoratori che intervengono sulle RETI IDRICHE, e i cittadini, disponendo le misure che impediscono la liberazione delle fibre di amianto durante l’attività.

Per l’occasione pubblichiamo una prima riflessione sulla questione della presenza di Fibre di Amianto nelle acque potabili a cura di AFeVA Emilia Romagna.

Scarica il Manuale INAIL e i documenti sul servizio idrico e amianto dal sito AfeVA Emilia Romagna

Rivitalizzare l’attenzione sul disastro globale dell’amianto – registrazione audio pubblicata su SciPod

Fonte Icoh


La sintesi audio del documento “Global Asbestos Disaster” del dott. Jukka Takala et al. è ora disponibile sul canale di comunicazione scientifica SciPod. Link: https://www.scipod.global/revitalising-attention-on-the-global-asbestos-disaster-dr-jukka-takala/ .

Nei paesi sviluppati vi è un’ampia consapevolezza dei pericoli dell’amianto e dei rischi che comporta se scoperto nei nostri ambienti di vita o di lavoro. Potrebbe essere scioccante apprendere che l’amianto provoca ancora circa 255.000 decessi ogni anno in tutto il mondo, con la stragrande maggioranza – l’89% – per esposizione lavorativa. Sebbene l’amianto sia vietato in 55 paesi, è ancora ampiamente utilizzato nei paesi in via di sviluppo e oltre due milioni di tonnellate vengono consumate ogni anno, portando a ciò che descrivono il dottor Jukka Takala, presidente della Commissione internazionale per la salute sul lavoro e un team internazionale di autori come un disastro globale dell’amianto.

Il documento originale “Global Asbestos Disaster” è disponibile all’indirizzo: https://www.mdpi.com/1660-4601/15/5/1000 .

L’eredità dell’amianto del Quebec: una nuova realtà

 

L’articolo che riproduciamo, tradotto con google translator, proviene dal Blog della Presidente del Segretariato internazionale per l’abolizione dell’amianto  Laurie Kazan-Allen. Fonte LKA Blog

Le conseguenze negative di oltre cento anni di estrazione dell’amianto in Quebec sono state inizialmente ignorate, più recentemente negate e solo di recente riconosciute. Secondo il dottor Jim Brophy, ex direttore della clinica di salute sul lavoro per i lavoratori dell’Ontario di Sarnia e attualmente professore a contratto presso l’Università di Windsor, la pubblicazione della scorsa settimana dei risultati dell’Ufficio indipendente delle audizioni pubbliche sull’ambiente (BAPE) della provincia del Quebec L’eredità dell’amianto – compresi i rischi posti dalla contaminazione ambientale e dall’amianto all’interno delle infrastrutture del Quebec 1 – ha rappresentato “un’importante e storica vittoria per tutti coloro che hanno combattuto per così tanto tempo e così duramente per prevenire le malattie legate all’amianto qui (Canada) e all’estero. ” 2In linea con la valutazione del Dr. Brophy, Kathleen Ruff, attivista canadese per il divieto dell’amianto, ha definito la pubblicazione “un punto di riferimento”. 3

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Microraccolta Amianto: Mancata applicazione della delibera regionale da parte dei Comuni, disordine informativo, i cittadini lasciati soli – La denuncia di CGIL ER ed AFeVA ER

Bologna, 3 agosto 2020

Il giorno 24 luglio 2020, si è tenuta in videoconferenza la riunione della Cabina di regia del Piano Amianto Regione Emilia-Romagna.

Uno dei punti in discussione è  quello che riguarda la realizzazione operativa della Microraccolta dei Manufatti Contenenti Amianto, ovvero la possibilità per il cittadino di rimuovere e smaltire piccole quantità di Amianto dalla propria residenza.

Il Piano Amianto ha previsto l’adozione da parte della Regione di standard omogenei in tutta la regione, unificando sia le quantità di amianto trattabile, sia le prassi per attivarla, sia le procedure per effettuarla in sicurezza da parte dei cittadini.

A questa previsione ha fatto seguito il 1° luglio del 2019 la relativa delibera di giunta, a cui ha fatto seguito la deliberazione di ATERSIR (l’agenzia regionale per i servizi idrici e dei rifiuti, costituita dai comuni dell’Emilia Romagna) vedi qui di seguito.

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COR-RENAM Emilia Romagna: AMIANTO – Casi di Mesotelioma Report aggiornato al 30/06/2020

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

Bologna, 29 luglio 2020

Il responsabile del COR Reggio Emilia – Dr. Antonio Romanelli

Pubblicato il rapporto del COR-RENAM Emilia-Romagna con i dati del Registro Mesoteliomi aggiornati al 30 giugno 2020.

Il rapporto pubblicato, è stato completato con i dati relativi ai singoli territori dell’Emilia-Romagna sulla base di una richiesta della CGIL ER nell’ambito della Cabina di Regia del Piano Amianto.

Leggi il Rapporto del COR-RENAM di Reggio Emilia (dati aggiornati al 30 giugno 2020)

L’analisi dei dati, è stata condotta sui 2.961 casi di mesotelioma maligno incidenti in cittadini effettivamente residenti in Emilia-Romagna alla data della diagnosi.

Il tasso di incidenza regionale per 100.000 abitanti (TIS), calcolato per il periodo 2014-2018 e standardizzato con il metodo diretto con la popolazione italiana 2000, è pari a 3,8 negli uomini e 1,1 nelle donne. Il tasso più alto negli uomini è stato registrato a Reggio Emilia (5,8) e nelle donne sempre a Reggio Emilia (2,3). Sono risultati superiori alla media regionale anche i TIS, per uomini e donne, a Piacenza e Parma  ; per le sole donne a Ferrara e per i soli uomini a Ravenna. La provincia di Rimini registra il tasso più basso per gli uomini (2,7), e quella di Forlì-Cesena il tasso più basso per le donne (0,4). Continua a leggere “COR-RENAM Emilia Romagna: AMIANTO – Casi di Mesotelioma Report aggiornato al 30/06/2020”

Talco contaminato da amianto ritirato dal mercato, ma solo da quello americano…

 

Fonte   Areaonline.ch

Talco contaminato da amianto ritirato dal mercato, ma solo da quello americano… Una rete di associazioni dei consumatori e delle vittime chiede più trasparenza e più vigilanza dopo le condanne della Johnson & Johnson per il suo Baby Powder. Parola a un esperto

di Claudio Carrer

Perché un prodotto sospettato di essere dannoso per la salute, ritirato dal mercato americano, dovrebbe continuare a essere venduto in altri paesi? È la domanda centrale che diverse organizzazioni italiane e francesi attive sul fronte della difesa della salute hanno posto nelle scorse settimane, attraverso degli appelli, ai rispettivi ministri della sanità, in relazione alla problematica del talco contaminato da amianto. Una problematica nota da decenni e tornata prepotentemente di attualità alcune settimane fa.

Il 19 maggio scorso la Johnson & Johnson (J&J), la più grande multinazionale farmaceutica e di prodotti per la cura personale al mondo, ha infatti annunciato il ritiro dal mercato americano e canadese del suo prodotto più conosciuto: il Baby Powder, “il talco morbido e delicato per il tuo bambino”, recita la pubblicità. E lo stesso hanno fatto e stanno facendo aziende concorrenti. Questo dopo il crollo delle vendite seguito alle numerosissime azioni legali contro la J&J intentate negli Stati Uniti da donne colpite da un cancro alle ovaie o da un mesotelioma (la tipica neoplasia da amianto) che avevano utilizzato per la propria igiene intima questo talco.

In contrasto con una serie di fatti accertati e di condanne giudiziarie, la multinazionale continua a sostenere che non vi è mai stato amianto nel suo talco ed ha annunciato che la vendita del prodotto proseguirà in tutti gli altri paesi. Di qui la preoccupazione e le iniziative dell’Associazione francese delle vittime dell’amianto Andeva (che si è già rivolta con due scritti al ministro della sanità Olivier Véran) e in Italia delle organizzazioni omologhe Aiea ed Afeva e da Medicina Democratica (Md), che hanno presentato una serie di rivendicazioni al ministro Roberto Speranza. A partire da quella per un inasprimento dei controlli dei prodotti importati. Una richiesta che gruppi di consumatori, ricercatori, associazioni di difesa della salute e vittime dell’amianto stanno formulando in tanti altri paesi al mondo.

Il talco è un minerale che si estrae in miniera e che nei giacimenti coesiste con altri minerali, tra i quali vi possono essere anche rocce di serpentino amiantifere. Questa compresenza è nota da molto tempo, come dimostrano dei rapporti interni alla J&J risalenti già agli anni Settanta. Ma nonostante questo, la produzione e la commercializzazione sono proseguite. Ed il rischio perdura. Ancora recentemente delle analisi svolte negli Stati Uniti dalla Fda (Food and drug administration, l’autorità di controllo americana sui prodotti alimentari e sui medicamenti) hanno rilevato dell’amianto crisotilo nel talco J&J Baby prodotto in Cina. È dunque «necessario che tutti i paesi si adeguino e che sia messa in atto un’azione immediata di prevenzione e controllo nei confronti di un prodotto commerciale ritirato dal mercato nordamericano ma ancora in vendita in Europa, Asia, Australia e Africa mentre esistono sostituti naturali sicuri basati per esempio sull’amido di mais», scrivono le associazioni italiane di difesa delle vittime dell’amianto.

Due gravi carenze

A livello europeo sono due le gravi carenze che si riscontrano. Da un lato non ci sono mappature complete della composizione dei depositi di talco, né informazioni sulla presenza di amianto in ogni sito minerario, né indicazioni sui prodotti in commercio che permettano di risalire all’origine del prodotto. Dall’altro le tecniche di analisi standard sono obsolete: per individuare fibre di amianto servirebbe la microscopia elettronica a trasmissione, invece la Farmacopea Europea raccomanda ancora metodi meno sensibili che non la consentono. Di qui le richieste agli Stati di «aggiornamenti sulla situazione di tracciamento e controllo di tutti i prodotti cosmetici e industriali contenenti talco», scrivono Aiea, Afeva e Medicina Democratica, manifestando preoccupazione per le minacce alla salute pubblica derivanti dalla possibile presenza di amianto.

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Inail.Siti contaminati da amianto: misure di sicurezza da adottare a tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita

Segnaliamo questo elaborato Inail importante, come strumento di lavoro,  per continuare le opere di bonifica dei siti contaminati dall’amianto.

 

Fonte INAIL.IT

L’Italia, in passato, è stata tra i maggiori produttori e utilizzatori mondiali di amianto e di Materiali Contenenti Amianto (MCA).

Immagine Siti contaminati da amianto: misure di sicurezza da adottare a tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita

Questi sono stati largamente utilizzati su tutto il territorio nazionale fino agli anni ‘90. La legge 257/92, pur mettendo al bando la loro produzione, importazione e commercializzazione non ne ha vietato l’utilizzo pertanto molti sono i siti nel nostro Paese contaminati da amianto. Il lavoro proposto presenta una sintesi dei dati inerenti il numero dei siti rilevati, una attenta disamina delle misure di prevenzione e protezione da adottare per la loro gestione in sicurezza, evidenziando l’importante contributo Inail a supporto delle pubbliche amministrazioni.

Prodotto: fact sheet
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Il rifiuto cinese dell’amianto: ufficiale

 

Fonte : Segretariato Internazionale per il divieto dell’amianto

19 maggio 2020

Il rifiuto cinese dell’amianto: ufficiale

Un documento pubblicato questo mese (maggio 2020) segnalava che un altro importante passo era stato compiuto dalle autorità in Cina – un importante consumatore e produttore di amianto crisotilo (bianco) 1 – nel riconoscere le conseguenze mortali dello sfruttamento commerciale dell’amianto. Come il testo intitolato: Distribuzione di imprese di amianto e casi di asbestosi – Cina, 1997-2019 2 è stato pubblicato nell’attuale numero di China CDC Weekly, una piattaforma online per il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie – “a livello governativo e nazionale organizzazione tecnica ”- e finanziato dalla National Natural Science Foundation of China e dall’Accademia di Ingegneria, è probabile che i risultati degli autori saranno discussi e approvati dai più alti livelli di governo.

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Coronavirus. Un altro duro colpo per le vittime dell’amianto in Italia

 

Fonte  LKA BLOG 

 

17 Marzo, 2020

Un altro duro colpo per le vittime dell’amianto in Italia

di Laurie Kazan-Allen, Presidente del Segretariato internazionale per l’abolizione dell’amianto

Traduzione a cura di Raffaella Casati

In un recente servizio televisivo riguardante l’attuale situazione a Casale Monferrato, il comune italiano al centro della lotta contro l’amianto, sono stati intervistati Daniela Degiovanni, oncologa specializzata in cure palliative e da oltre dieci anni direttrice di una clinica per la cura delle vittime dell’amianto, e l’attuale sindaco Federico Riboldi.1

Entrambi hanno evidenziato come il pluridecennale coinvolgimento della città contro i pericoli mortali legati all’amianto abbia favorito una propensione da parte dei cittadini a prendere particolarmente sul serio la nuova minaccia del 21 secolo. La dott.ssa Degiovanni ha dichiarato che il livello di tensione è molto alto tra la popolazione, dato il numero di cittadini e personale medico affetti dal virus.

Sono state mandate in onda anche immagini del centro città, con negozi chiusi, persone che indossano maschere protettive e la bandiera tricolore che cita “Eternit: Giustizia”.2

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Bancarotte delle aziende dell’amianto: vincitori e vinti….

11 febbraio 2020

Segnaliamo l’articolo di  Laurie Kazan-Allen  Presidente del Segretariato Internazionale per la messa la bando dell’amianto IBAS .

Nell’articolo vengono descritte le strategie con le quali questi colossi che operano in tutte le fasi del ciclo dall’estrazione alla  produzione di manufatti e prodotti contenenti amianto si stanno sottraendo  alle proprie  responsabilità rispetto alle richieste di risarcimenti da parte dei lavoratori e delle lavoratrici esposte alle fibre d’amianto. Di solito scelgono la via del fallimento….del cambio di ragione sociale, di scarico delle responsabilità su bad company svuotate di capitali. Nei paesi asiatici come Indonesia, in India come in  America latina,  in Brasile,  continuano a produrre grandi volumi di prodotti che contengono amianto. Come afferma l’autrice nel 2020 non dovrebbero più esserci industrie dell’amianto in ragione dei danni sanitari, ma così non è . In ogni caso, afferma l’autrice , i lavoratori non si dovrebbero fidare delle aziende che lavorano l’amianto….

Fonte :  Il Blog di Laurie  Kazan-Allen

 

COR-RENAM Emilia Romagna: AMIANTO – Casi di Mesotelioma Report aggiornato al 31/12/2019

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA CHE RINGRAZIAMO 

Bologna, 3 febbraio 2020

Pubblicato il rapporto del COR-RENAM Emilia-Romagna con i dati del Registro Mesoteliomi aggiornati al 31 dicembre 2019.

Il rapporto pubblicato, è stato completato con i dati relativi ai singoli territori dell’Emilia-Romagna sulla base di una richiesta della CGIL ER nell’ambito della Cabina di Regia del Piano Amianto.

Scarica il Report di aggiornamento semestrale del COR-Renam Emilia-Romagna _2019

L’analisi dei dati, è stata condotta sui 2.878 casi di mesotelioma maligno incidenti in cittadini effettivamente residenti in Emilia-Romagna alla data della diagnosi.

Il tasso di incidenza regionale per 100.000 abitanti (TIS), calcolato per il periodo 2014-2018 e standardizzato con il metodo diretto con la popolazione italiana 2000, è pari a 3,8 negli uomini e 1,1 nelle donne. Il tasso più alto negli uomini è stato registrato a Reggio Emilia (5,8) e nelle donne sempre a Reggio Emilia (2,3). Sono risultati superiori alla media regionale anche i TIS, per uomini e donne, a Piacenza, Parma e Reggio Emilia ; per le sole donne a Ferrara e per i soli uomini a Ravenna. La provincia di Rimini registra il tasso più basso per gli uomini (2,7), e quella di Forlì-Cesena il tasso più basso per le donne (0,4).

l MM conferma le sue caratteristiche di tumore raro con aumento dell’incidenza in entrambi i generi, registrato fino al 2012 e con primi segni di andamento stazionario negli anni successivi. In considerazione della sua pressoché totale letalità, questa malattia assume ancora rilevanza sociale con impatto superiore a quello degli infortuni mortali. I dati INAIL relativi agli infortuni mortali denunciati 2014-2018 (117, 108, 139, 124 e 123) mostrano, in effetti, un’occorrenza alquanto minore, 611 vs 752, rispetto all’incidenza dei MM (133, 151, 160  e 159 e 149), registrata dal ReM nello stesso periodo (cfr. Relazione Annuale 2018, ed. INAIL, Roma 26 giu 2019).

Nota 1: Il Registro Mesoteliomi rileva incidenza/esposizione ad amianto di questa temibile patologia neoplastica ad alta frazione eziologica professionale su tutto il territorio della Regione Emilia-Romagna dal 1996.
Istituito presso l’Ausl di Reggio Emilia, il suo responsabile scientifico è il Dott. Antonio Romanelli

Nota 2: L’incidenza può considerarsi pressoché completa per gli anni 1996-2018, mentre per il periodo successivo è in corso la rilevazione dei casi. Se si confronta questo rapporto con quello precedente del Giugno 2019 si può osservare che il dato 2018 è passato da 144 a 149 casi per effetto del completamento di alcune istruttorie in corso su specifici casi. Mentre il dato relativo del 2019 passa da 44 a 108.

In sostanza si può affermare che il numero di casi registrati si stabilizza dopo circa 1 anno , a causa del tempo necessario a compiere le istruttorie dei singoli casi. Il dato del 2019 lo si potrà valutare come stabilizzato, con piccolo margine di errore nel Report che sarà pubblicato fra un anno.

Leggi e confronta i precedenti rapporti COR-Renam

International Ban Asbestos: Nuovo Anno, Vecchie Bugie

 

FONTE  INTERNATIONAL BAN ASBESTOS SECRETARIAT 

8 gennaio 2020

Amianto : Nuovo anno, vecchie bugie

Avvolto da una serie di colpi di corpo nel 2019, la lobby dell’amianto ha iniziato il 2020 con un debole tentativo di riguadagnare il controllo della narrativa sull’amianto con una funzionalità su un sito web russo il 5 gennaio che ha ridisegnato la propaganda dell’industria sostenendo l’uso continuato dell’amianto crisotilo (bianco) , affermando che nonostante sia stato vietato in 63 paesi, l’amianto potrebbe essere utilizzato in sicurezza in condizioni controllate. L’amianto era, secondo l’autore, la “pietra preferita” di Donald Trumps e “l’attuale presidente degli Stati Uniti … attivamente sostiene la sua difesa”. Citando molteplici esempi di uso storico dell’amianto, l’autore ha osservato che “l’isteria di massa” in America sull’amianto era stata un miniera d’oro per avvocati e imprese di rimozione dell’amianto anche se “Gli scienziati russi ribadiscono all’unanimità che, in base a misure di sicurezza, l’amianto è un minerale estremamente utile”.1

Non c’è da meravigliarsi che l’industria sia disperata, avendo sofferto un catalogo di sconfitte durante tutto il 2019 con i divieti di amianto che sono stati raggiunti in Colombia e confermati in Brasile, il sostegno del governo per i divieti di amianto è in corso in Laos, Cambogia e Vietnam e una crescente consapevolezza del rischio di amianto in Indonesia, Sudafrica, Brasile e persino Russia – il più grande produttore al mondo di amianto. L’ultimo e probabilmente il più grande sconvolgimento dell’anno per gli interessi acquisiti dall’amianto è stato un pronunciato cambiamento nella politica di amianto della Asian Development Bank (ADB), uno dei più importanti donatori finanziari nella regione Asia-Pacifico. A dicembre, un rappresentante ADB ha confermato:

“La Banca asiatica di sviluppo (ADB) dal 2009 ha espressamente vietato il finanziamento ADB per la produzione, il commercio o l’uso di fibre di amianto non legate. Tuttavia, è stato consentito l’acquisto e l’uso di fogli di cemento legato all’amianto in cui il contenuto di amianto era inferiore al 20%. Ciò era coerente con gli standard del settore e le linee guida di sicurezza prevalenti. Date le crescenti preoccupazioni in merito ai potenziali rischi di questi prodotti, ADB sta ora adottando misure per risolvere questo problema. Dal 2020 ADB si asterrà dal finanziare eventuali nuovi progetti contenenti qualsiasi presenza di amianto; questo aggiornamento si rifletterà nella prossima revisione della Dichiarazione sulla politica di salvaguardia di ADB. ” 2

Poiché l’Asia è il più grande mercato per l’amianto e l’ADB è un importante donatore di infrastrutture e altri progetti, questo divieto segna un momento sismico per la lotta per proteggere le popolazioni dai pericoli delle esposizioni tossiche in tutta la regione. Vi sono pochi dubbi sul fatto che dove andranno gli ADB seguiranno altre istituzioni finanziarie e autorità regionali. Non c’è posto nel 21 ° secolo per l’amianto – non in Asia, non da nessuna parte!

1 PIETRA PREFERITA DI DONALD TRUMP [La pietra preferita di Donald Trump]. 5 gennaio 2020.
https://forpost-sz.ru/a/2020-01-05/lyubimyj-kamen-donalda-trampa

2 Email ricevuta da Laurie Kazan-Allen. 20 dicembre 2019.

Podcast di Diario Prevenzione – 20 gennaio 2020 – Puntata n° 67

In questa puntata parliamo di:

– Rispetto al perdurante ripetersi di incidenti sul lavoro gravi e mortali è utile ed efficace la richiesta ai Servizi istituzionali preposti di un maggiore numero di controlli improvvisi, non programmati da parte di lavoratori e sindacalisti ?  ( vedi articolo

– 385 MILIONI DI € ALLE REGIONI PER TOGLIERE L’AMIANTO DA SCUOLE E OSPEDALI – Decreto ministro ambiente Costa

Federazione Russa: le condizioni di lavoro per i lavoratori esposti ad amianto

– Spazi confinati: gli infortuni, le criticità e la futura norma UNI ( riflessioni sulla intervista apparsa su Punto Sicuro) (vedi articolo)

– Stili di vita: Tatuarsi in sicurezza

La pratica del tatuaggio come forma di arredamento estetico del corpo è molto diffusa. ( vademecum su Epicentro)