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Fonte Equaltimes.org

di Laura Villadiego

Visti dall'alto, gli allevamenti di gamberetti che punteggiano la costa della provincia thailandese di Surat Thani formano un mosaico acquoso di piscine. La vista da terra, tuttavia, presenta un'immagine diversa: la maggior parte di queste fattorie sono nascoste dietro alti muri e le informazioni su ciò che accade dietro di loro sono difficili da trovare.

L'industria della pesca in Thailandia, il principale produttore mondiale di gamberetti , è stata oggetto di anni di critiche per la sua opacità e di numerosi scandali di abusi sul lavoro in varie fasi della catena di produzione. Nonostante le riforme intraprese dal governo negli ultimi anni, gli allevamenti ittici continuano ad essere un importante punto di contesa nel settore.

“I lavoratori dell'acquacoltura [in Thailandia] vengono solitamente assunti da altri paesi, come il Myanmar [Birmania], e vivono sul posto negli allevamenti ittici. Le condizioni sono spesso dure quando il lavoro viene svolto sotto il sole ", afferma la data scientist Juliette Alemany di FairAgora Asia, una società di consulenza con sede in Thailandia specializzata in tracciabilità nell'industria alimentare. Nascoste dietro queste mura, alcune aziende non sempre registrano i propri dipendenti o rispettano le leggi sul lavoro esistenti.

Ma una semplice applicazione mobile sviluppata da FairAgora Asia potrebbe aiutare a cambiare la situazione fornendo un picco virtuale dietro queste mura e facendo luce su ciò che accade in questi allevamenti ittici.

Basata sulla tecnologia blockchain digitale (un registro condiviso che garantisce la veridicità delle operazioni Internet), FairAgora Asia ha progettato la sua piattaforma digitale VerifiK8 per aiutare le aziende a monitorare e riferire sulle loro condizioni di lavoro e sull'impronta ambientale.

“È uno strumento digitale che monitora l'impatto sociale e ambientale [delle aziende]. Controlla i parametri sociali [forniti dalle aziende] rispetto ai dati di produzione per scoprire se le aziende lungo la catena di produzione sono dalla parte "rossa" o "verde" in termini di impatto ", afferma Emmanuelle Bourgois, fondatrice di FairAgora Asia.

...continua a leggere "La tecnologia blockchain digitale può migliorare le condizioni di lavoro nel Sud del mondo?"

Da ieri lo stabilimento Lamborghini di S.Agata Bolognese è fermo. L’azienda, parte del gruppo Audi-Volkswagen, ha deciso di concerto con i sindacati di fermare l’attività del sito fino al 25 marzo. Nello stabilimento lavorano 1800 persone, di cui 900 impegnate nell’attività produttiva diretta. “Ci fermiamo, – spiega il presidente e ad Stefano Domenicali – per un atto di sensibilità nei confronti delle persone e del tessuto sociale. Abbiamo sempre rispettato le indicazioni della normativa e della Presidenza del Consiglio ma in questo momento, in un’ottica di responsabilità sociale, ci pare giusto rispondere alla sensibilità delle persone. Che ad ogni modo potrebbero lavorare in piena sicurezza nel rispetto dei criteri indicati nel decreto. Noi però in questa fase percepiamo nelle persone una situazione psicologica molto pesante”.

Per il personale amministrativo si utilizzerà lo smart working, mentre per gli addetti della fabbrica sono sul campo diverse ipotesi: ferie, utilizzo della banca-ore, flessibilità negativa oppure ammortizzatori sociali.

“Gli ammortizzatori sociali potrebbero arrivare in modo retroattivo – spiega Michele Bulgarelli, segretario Fiom Bologna – con decisioni che verrano prese all’interno di un tavolo già convocato entro la prossima settimana per decidere in che modo dare copertura allo stop. Non siamo stati a discutere sulle tecnicalità, un accordo si troverà. Questa intesa è anche il frutto di un modello avanzato di relazioni sindacali che esiste in questo territorio”.

Anche Ducati ha deciso di fermare la produzione negli stabilimenti di Borgo Panigale.

In questa puntata parliamo di :

- Aggressioni nei luoghi di lavoro - I dati e le iniziative per impedirle.
- Il collega di lavoro del futuro. Un rapporto sulla salute a lungo termine degli impiegati
- L’ex ad di France Telecom è stato condannato per l’ondata di suicidi di 10 anni fa. La condanna di una strategia aziendale di gestione del personale che ha provocato una tragedia.

Buon ascolto ( 19 minuti)

FONTE: SICUREZZAELAVORO.ORG

Tutti assolti! Chi lavorava all’Olivetti di Ivrea e si è ammalato di mesotelioma pleurico o altre patologie asbesto correlate dovrà rassegnarsi: nessuno risarcirà le vittime. L’amianto l’avranno respirato altrove: “il fatto non sussiste”.

Lo ha stabilito a Roma la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presieduta da Patrizia Piccialli, con la sentenza dell’8 ottobre 2019 con cui, rigettando il ricorso della Procura Generale di Torino e rifiutando di inviare gli atti alle Sezioni Unite della Suprema Corte, ha assolto tutti gli imputati, tra i quali Carlo De Benedetti, il fratello Franco De BenedettiCorrado Passera e altri vertici aziendali.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE 

di Davide Dazzi e Volker Telljohann 19 febbraio 2019 ore 13.17
La piattaforma, nata su intuizione della Filcams Cgil, si propone come strumento di informazione, conoscenza e analisi critica sul comportamento dei grandi gruppi. Il ranking del 2018 a livello mondiale vede in prima posizione Enel
foto di Fabio Mazzarella (Sintesi)

 

Nata su intuizione della Filcams Cgil nazionale e con il supporto di un finanziamento dell’Unione europea, la piattaforma OpenCorporation esce dal necessario periodo di sperimentazione e si propone ai lavoratori e a tutta la cittadinanza come strumento di informazione, conoscenza e analisi critica sul comportamento delle multinazionali. ...continua a leggere "OpenCorporation, multinazionali a confronto"