Vai al contenuto

Dal Blog dell'ILO riportiamo questo post che riteniamo importante abbia la massima diffusione. editor
Fonte ILO 
Manal-Azzi-120x150

Manal Azzi, Senior Specialist, Sicurezza e salute sul lavoro

La violenza e le molestie sono un problema persistente e pernicioso nel mondo del lavoro.

Trascende i confini nazionali, le condizioni socioeconomiche, i settori professionali e le modalità di lavoro. Può manifestarsi tra collaboratori, dirigenti e subordinati, oppure tra lavoratori e loro clienti o tra il pubblico, minacciando la sicurezza e la salute di tutti coloro che ne sono soggetti.

La violenza e le molestie assumono forme diverse e mutevoli, non solo fisiche o sessuali. Le molestie psicologiche, in particolare, possono essere insidiose e offensive nei modi più subdoli e il costo mentale che richiede può portare a volte al suicidio.

L'impatto negativo sul benessere dei lavoratori colpisce anche le imprese, contribuendo alle assenze dal lavoro e all'aumento del turnover del personale, legato a paure, malattie e infortuni. Questi cambiamenti comportano costi significativi per le imprese e possono anche danneggiare la produttività e le prestazioni.

Durante l'attuale crisi della sanità pubblica, la violenza e le molestie sembrano aumentare. Le restrizioni senza precedenti imposte alle persone durante la pandemia hanno esacerbato i livelli di stress. In alcuni casi, ciò ha portato alla violenza e alle molestie dirette contro il personale essenziale, gli operatori sanitari e altri in prima linea in caso di pandemia.

Stress-at-work-woman-767x431

© Nenad Stojkovic

Ci sono state segnalazioni di medici a Wuhan, in Cina, picchiati e minacciati in ospedali sovraffollati. I lavoratori essenziali nei negozi di alimentari sono stati oggetto di violenza e molestie quando quei negozi hanno esaurito le scorte. Più recentemente, una guardia di sicurezza negli Stati Uniti è stata uccisa nel tentativo di far rispettare una politica di indossare maschere facciali in un negozio.

Non c'è mai stato un momento più importante per riconoscere e affrontare le cause e le manifestazioni della violenza e delle molestie legate al lavoro . Un nuovo rapporto ILO, Ambienti di lavoro sani e sicuri , liberi da violenza e molestie , fa proprio questo. Esamina la portata della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro e esamina i quadri, le iniziative e le aree di azione esistenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro per prevenire e affrontare i rischi psicosociali sul posto di lavoro, compresi migliori sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e formazione.

L'anno scorso, alla Conferenza internazionale del lavoro del centenario , i 187 Stati membri dell'ILO hanno adottato la rivoluzionaria Convenzione sulla violenza e le molestie (n. 190) e la relativa Raccomandazione (n. 206) . In questo modo, hanno definito un impegno globale per eliminare questo flagello.

Tuttavia, un tale impegno globale deve essere sostenuto da un'azione di base. I sistemi, le culture e le persone che perpetuano tali molestie o le consentono di continuare devono essere richiamati e corretti. Vogliamo tutti costruire una "normalità migliore", post-COVID. I luoghi di lavoro liberi dalla violenza e dalle molestie dovrebbero far parte di questa equazione.

 

Questo episodio, come altri simili, rappresenta il sintomo grave di una patologia organizzativa emergente in certe aree del SSN. Invece di "governare" i processi e le contraddizioni organizzative si fa strada una pratica manageriale che preferisce "comandare" senza confronto, senza una comunicazione positiva con il personale. Il modello autoritario che si avvale di strumenti come il licenziamento, peraltro diretto contro un delegato sindacale che si dichiara estraneo ai fatti contestati, mostra in trasparenza  l'inadeguatezza  culturale di certo management  dirigenziale a gestire la sanità pubblica in una fase di emergenza e crisi. Condividiamo in pieno il post del Dott.Mauro Valiani. Editor 

Torregalli, licenziato infermiere e delegato Cisl per un’intervista in tv
22 GIUGNO 2020
Un anonimo aveva criticato l’ospedale per aver gestito male l’emergenza Covid “Dichiarazioni lesive”. Lui nega: “Non ero io”. Furlan: Inaccettabile”. Salvini protesta

FONTE REPUBBLICA.IT

Un commento di Mauro Valiani

Apprendiamo dalla stampa del licenziamento di un lavoratore facente parte anche della Rappresentanza Sindacale dell’ASL Centro Toscana. Secondo la Cisl, il dipendente che aveva sempre evidenziato le criticità ha perso il lavoro perché identificato nell’operatore anonimo che aveva rilasciato le dichiarazioni al telegiornale. Lui, però, ha sempre smentito. Addirittura la segretaria nazionale dello stesso sindacato interviene con un: "Si ritiri il provvedimento, immotivato".
Di fronte a questo fatto mi aspetto spiegazioni da parte dell’ASL Centro e da parte della Regione.
Questa è una situazione che non può essere ‘sistemata’ appellandosi alle ‘buone regole’ della qualità aziendale. Un operatore del servizio sanitario non possa essere assimilato a un magistrato o un militare. Tuttavia è anche necessaria una riflessione più generale sul lavoro in sanità pubblica. Qualche tempo fa ho visto che nei report del sistema di monitoraggio aziendale (MES Sant’Anna, Pisa) emergevano dati di peggioramento del clima organizzativo nella sanità toscana. Ho presente il caso di una operatrice di servizi sociali in Val d’Elsa che riceve un provvedimento disciplinare per aver espresso delle critiche sulle condizioni di lavoro. Abbiamo visto note della stessa ASL Centro – che seguono altre degli anni scorsi - sul divieto di rilasciare interviste sull'argomento Coronavirus. Altri casi riguardano provvedimenti per interventi critici sui social da parte di lavoratori.
La questione è quella delle modalità di espressione della critica da parte di dipendenti pubblici. Dietro c’è un’idea di ‘azienda’ (termine che andrebbe superato nelle strutture pubbliche) troppo assimilabile ad azienda privata, dominante nell’epoca attuale. E poi ce n’è un’altra che si chiama ‘democrazia nei luoghi di lavoro’, che deve partire dall’assunto che abbiamo due saperi, alcune volte in conflitto: il sapere del lavoratore, il sapere del capo. Non è sano che uno sia annichilito dall’altro.
Le grandi riforme degli anni 70 a partire dall’istituzione del sistema sanitario nazionale sono nate dal confronto dialettico tra il sapere dei lavoratori e le idee del cosiddetto establishment. La costruzione di una nuova e più forte sanità pubblica - abbiamo visto quanto necessaria! - ha bisogno, oltre che di più risorse, di un altro ‘clima lavorativo’.
Di fronte a questi tipi di fatti e provvedimenti, se non spiegati e ritirati, altri ragionamenti ‘programmatici’ e discorsi politici generali non valgono nulla.
Fonte :  Facebook

IL DIRITTO ALLA SALUTE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
di Gino Rubini

1) Memoria storica degli scenari in cui il paese ha fronteggiato epidemie, pandemie e quasi pandemie
2) Le differenze con gli episodi epidemici precedenti
3) La salute al tempo della globalizzazione - Servizio sanitario nazionale, modelli organizzativi decisionali a fronte di eventi emergenziali
4) Le vere criticità del SSN rispetto all’epidemia di coronavirus;
5) La discussione sulla “riforma” del SSN regionalizzato. Un tema del dopo emergenza
6) Come contenere gli sconvolgimenti economici e sociali
7) La comunicazione al tempo del Coronavirus

L'ARTICOLO ( formato .pdf )

 

FONTE  FIOMNOTIZIE

Autore: Luca Zoboli.

Ringrazio la Dott.ssa Chiara Benassi per l’organizzazione e la magnifica opportunità formativa,

la FIOM Bologna per l’occasione fornitami.

 il 

Londra come al solito non smette di stupire, dalle caotiche vie del mercato di Camden Town, alle millenarie sculture del British Museum, dal canto dell’opera in strada a Covent Garden, alla monumentale Trafalgar Square. Londra stupisce ancor di più nelle sue persone, diverse da quartiere a quartiere,  un inno al melting pot culturale, dal punk, al dark, l’uomo d’affari della city, il venditore ambulante, stili e odori che si confondono in un connubio di umanità. Londra stupisce ancor di più quando ti accoglie nella sua veste più istituzionale, e in essa scopri che le diversità che la compongono ne sono forza e motore di sviluppo.

In questo contesto incontro di nuovo la Dott.sa Chiara Benassi, Lecturer in Human Resource Management alla King’s Business School di Londra. La incontrai la prima volta qualche anno fa, quando venne in visita in Automobili Lamborghini per approfondire due tematiche, una riguardante la scuola Duale, l’altra riguardante il modello della Lean Factory. Dopo un annetto circa son qui per assistere alla sua presentazione di ricerca comparata su entrambi i temi, focalizzata sulle differenze tra UK, Germania e Italia, in seguito vi proverò a relazionare brevemente ciò che è emerso dalla sua ricerca.

Skill at Work: Lo sviluppo e l’uso delle skills nell’industria Automotive. ...continua a leggere "DALLA SCUOLA ALLA FABBRICA: Modelli italiano, inglese e tedesco a confronto."