Al via il lavoro sul campo per l’indagine EU-OSHA sui fattori di rischio del cancro

Fonte Osha.eu

L’indagine innovativa esamina il modo in cui i lavoratori europei sono esposti a una selezione di fattori di rischio di cancro per identificare meglio i responsabili della maggior parte delle esposizioni. Tali dati affidabili sono essenziali sia per la sicurezza e la salute dei lavoratori che per un’economia produttiva e sostenibile.

Quasi 25.000 interviste sono organizzate con lavoratori in Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda e Spagna. Verranno contattati casualmente sul loro telefono cellulare e verranno poste domande su misura per il loro lavoro attuale e sulle loro attività quotidiane.

Il lavoro sul campo durerà fino a gennaio 2023 e la pubblicazione dei primi risultati è prevista per la fine del 2023. I risultati dell’indagine saranno integrati da analisi secondarie che coinvolgono studi approfonditi su argomenti specifici.

Scopri tutto sull’indagine sull’esposizione dei lavoratori sui fattori di rischio del cancro in Europa

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Aggiornati i limiti di esposizione occupazionale ACGIH

NEWS

02/08/2022

Fonte MatLine

Aggiornati i limiti di esposizione occupazionale ACGIH

In base alle ultime indicazioni dell’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) sono stati aggiornati i valori limite di soglia (TLV-TWA) di 5 sostanze presenti in MATline:

– Acrilammide (TWA 0,03 mg/m³ (IFV), skin, DSEN, A2, CNS & PNS impair, cancer)

– Triossido di diantimonio (TWA 0,02  mg/m³ (I), A2, Pneumonitis)

– Cumene (TWA 5 ppm, A3, URT adenoma; neurological eff)

– Stirene (TWA 10 ppm, STEL 20 ppm, OTO, A3, BEI, CNS & hearing impair, URT irrt, pheriferal neuropathy, visual disorders)

– Stirene ossido (TWA 1 ppm, Skin, DSEN; A3, URT irr, blood changes)

E’ stato anche aggiornato l’Indice Biologico di Esposizione (IBE) di 1 sostanza presente in MATline:

– Anilina (Indicatore: Anilina nelle urine con idrolisi. Periodo di prelievo: fine turno. IBE: 0,5 mg/L)

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Il bollettino di informazione “Sostanze chimiche – ambiente & salute” del Ministero della Transizione Ecologica

 

Il bollettino di informazione “Sostanze chimiche – ambiente & salute” del Ministero della Transizione Ecologica ha come obiettivo quello di fornire con cadenza periodica aggiornamenti e informazioni al pubblico sulle principali attività e normative concernenti le sostanze chimiche, in attuazione del Regolamento (CE) n. 1907/2006, “regolamento REACH” (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals).

luglio 2022
Anno 13° – numero 2

SostanzeChimiche_AmbienteSalute_Autorizz_Valutaz_Luglio 2022

Per scaricare il file Clicca Qui 

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18° seminario ETUI sui rischi chimici sul lavoro

 

Fonte ETUI

La 18a edizione del seminario annuale dell’ETUI sulla protezione dei lavoratori e le sostanze chimiche si è tenuta a Zara, in Croazia, il 28 e 29 giugno 2022. Ha riunito circa 30 sindacalisti di 17 paesi europei per coordinare l’azione sindacale sulla prossima revisione di tre importanti direttive per la prevenzione dei rischi chimici sul lavoro.

La prima è la direttiva sull’amianto , la seconda è la direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche per la riproduzione (CMR) e la terza è la direttiva sugli agenti chimici . La Commissione Europea ha infatti annunciato la pubblicazione entro la fine del 2022 di proposte di revisione di tali leggi per introdurre nuovi valori limite di esposizione professionale rispettivamente per amianto, piombo e suoi derivati ​​e diisocianati.

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ECHA sous le feu des critiques à propos du glyphosate

Pubblichiamo anche una versione lite in italiano  di questo articolo

Fonte Etui 

Le comité d’évaluation des risques (RAC) de l’Agence européenne des substances chimiques (ECHA) vient de conclure dans un nouvel avis que la classification du glyphosate comme cancérogène n’est pas justifiée.

L’Agence maintient la classification actuelle de l’herbicide le plus vendu au monde comme causant des dommages oculaires graves et comme étant toxique pour la vie aquatique. Elle estime par ailleurs que les preuves scientifiques disponibles ne répondent pas aux critères de classification du glyphosate en tant que substance cancérogène, mutagène ou reprotoxique. Cet avis ouvre par conséquent la voie à un prolongement de l’autorisation de l’herbicide vedette du géant Bayer. En effet, si l’ECHA avait classé cette substance active comme cancérogène présumé (catégorie 1B selon le règlement Classification, Etiquetage et Emballage de l’UE), elle aurait été automatiquement interdite d’utilisation selon les critères d’exclusions définis dans le règlement de l’UE sur les substances phytosanitaires.

L’avis de l’ECHA, très attendu, a déchainé un flot de critiques de la part des syndicats européens et d’autres organisations de la société civile. Un communiqué commun, signé par la Fédération européenne des syndicats de l’alimentation, de l’agriculture et du tourisme (EFFAT) et de nombreuses ONG, qualifie cet avis de « déni de la science et de non-respect du droit européen ». D’après l’EFFAT, pour parvenir à sa conclusion, l’ECHA a dû rejeter voire même ignorer un grand nombre d’éléments de preuve provenant de diverses revues scientifiques à comité de lecture – des éléments tendant vers un classement du  glyphosate comme un cancérogène humain présumé.

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Produits phytopharmaceutiques et biodiversité : les liaisons dangereuses

La contamination de l’environnement par les pesticides (largement utilités en agriculture) contribue largement au déclin de la biodiversité.
Nicolas Duprey/Flickr

Wilfried Sanchez, Ifremer; Laure Mamy, Inrae; Sophie Leenhardt, Inrae et Stéphane Pesce, Inrae

Avec environ 300 substances détenant au niveau européen une approbation valable pour la France, les produits phytopharmaceutiques, plus communément appelés « pesticides », sont largement utilisés pour protéger les cultures des organismes vivants nuisibles.

Ils sont toutefois accusés de contribuer à l’érosion de la biodiversité, aux côtés d’autres facteurs comme la détérioration et la destruction des habitats, le changement climatique, et la surexploitation des espèces.

Mais qu’en est-il réellement ?

Pour répondre à cette question, l’Ifremer et INRAE viennent de conclure une expertise scientifique collective portant sur les effets des produits phytopharmaceutiques sur la biodiversité et les services écosystémiques.

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It was the Rubber Capital of the World. The health consequences linger.

Forced to breathe at times through oxygen tubes, the Rev. Kevin Goode nonetheless counts his blessings. Although his lungs are scarred from asbestos exposure and he has chronic obstructive pulmonary disease, he’s in better condition than other former employees of rubber factories in Akron, Ohio.

Goode, retired pastor of Church of the Harvest, worked 15 years for the Goodyear Tire & Rubber Co. For most of that time, he tested the characteristics of competitors’ tires in a lab while other employees built new tires below. He didn’t think much about the asbestos, chemicals and soot inside the building, or the black clouds billowing from smokestacks around the Rubber Capital of the World.

“The stuff was everywhere – in your pores, on your skin,” Goode recalled of the lamp black, also known as carbon black, which added sturdiness and color to the tires but can cause skin conditions, cancer, respiratory problems and cardiovascular disease. “You take a shower, you blow your nose or if you cough up phlegm, it was always black.”

The Rev. Kevin Goode developed chronic obstructive pulmonary disease, or COPD, after working in a rubber factory for 15 years. (Courtesy of Yanick Rice Lamb)

Goode, 64, started at the factory in 1975 when he was 17. “You’re young and you think you’re invincible, but you knew it had an impact,” he said of his exposures.

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Ue: l’Italia viola i limiti qualità dell’aria

Fonte Regioni.it

(Regioni.it 4294 – 12/05/2022) L’Unione europea condanna l’Italia per violati limiti qualità dell’aria. La Corte di Giustizia Ue, infatti, ha accolto il ricorso della Commissione Ue e ha dichiarato l’inadempimento (infrazione) dell’Italia sia per il mancato rispetto, “sistematico e continuativo”, del valore limite annuale fissato per il biossido d’azoto in varie
zone concernente la qualità dell’aria, sia per la mancata adozione, dall’11 giugno 2011, di misure atte a garantire il rispetto nelle stesse zone dei valori limite di NO2.
Sono aperte contro il nostro Paese tre procedure di infrazione per il superamento dei parametri previsti dalle normative europee.
L’inadempimento dell’Italia viene quindi giudicato  “sistematico e continuativo”, violando gli obblighi negli agglomerati di Torino, Brescia, Milano, Bergamo, Genova, Roma e Firenze.
L’inquinamento atmosferico è un problema grave che in Italia, soltanto, nel 2019 ha causato la morte prematura di circa 60mila persone l’anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente.
Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l’agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree a maggior rischio sanitario d’Europa insieme ad alcune regioni di Polonia e Repubblica Ceca, secondo gli ultimi dati del Position paper “La qualità dell’aria”, pubblicato oggi dall’ASviS.
Pur registrando un generale miglioramento rispetto al passato, il documento rivela che in buona parte delle città italiane i livelli di inquinanti atmosferici sono oltre ai limiti consentiti dalla legge.
L’ASviS aggiunge che solo quattro delle 17 azioni “a carattere operativo e di urgenza” per affrontare la questione previste dal Protocollo di Torino, sottoscritto tra Ministeri e Regioni nel 2019, risultano a oggi implementate.
Le maggiori carenze riguardano in particolare l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e i disincentivi ai veicoli più inquinanti e all’uso di biomasse e gasolio per il riscaldamento.
L’assessore della regione Lombardia all’Ambiente, Raffaele Cattaneo, commenta che “la sentenza della Corte di Giustizia di condanna dell’Italia sul superamento dei limiti dei biossidi di azoto non è una sorpresa; sapevamo da tempo che oggi sarebbe arrivata questa sentenza e che con ogni probabilità sarebbe andata in questa direzione”.
La condanna non comporta automaticamente sanzioni per l’Italia, ma prende atto che c’è stato un superamento sistematico per il biossido di azoto. Tuttavia la regione Lombardia evidenzia come in questi anni la riduzione delle emissioni di biossido di azoto in Lombardia è stata “significativa” con “risultati evidenti” sulle concentrazioni e sul conseguente rispetto dei limiti,
“La Lombardia – prosegue Cattaneo – con le Regioni del Bacino Padano e il governo nazionale sta lavorando alacremente, a maggior ragione dopo la condanna per i superamenti anche del Pm10, per mettere in campo ulteriori misure finalizzate a ridurre gli inquinati con l’obiettivo di evitare l’irrogazione di sanzioni”.

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Perturbateurs endocriniens : pourquoi les remplaçants du bisphénol A posent aussi problème

Cécile Michel, Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (Anses)

En 2017, le comité des États membres de l’Agence européenne des produits chimiques (ECHA), qui évalue et régule les produits chimiques, a identifié officiellement le bisphénol A comme perturbateur endocrinien.

Cette substance faisait déjà l’objet de plusieurs interdictions en France. Les industriels commercialisant les produits concernés ont donc dû la remplacer par des substances chimiques possédant les mêmes fonctions technologiques.

Le problème est qu’au-delà des fonctions technologiques, ces substituts partagent parfois les mêmes propriétés dangereuses que la substance qu’ils remplacent (on parle alors de « substitution regrettable »).

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Sacrifice Zones

Fonte: Antropocene.org che ringraziamo 

Un rapporto delle Nazioni Unite individua i luoghi più inquinati del mondo: l’inquinamento uccide più persone di tutte le guerre, gli omicidi e le altre forme di violenza messi insieme.

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente ha individuato i luoghi più inquinati della Terra. Nel suo rapporto annuale al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, David Boyd descrive questi luoghi come Sacrifice Zones, un termine originariamente utilizzato per le aree rese inabitabili dai test sulle armi nucleari.

Scrive: «Oggi, una sacrifice zone può essere intesa come un luogo in cui i residenti subiscono devastanti conseguenze sulla salute fisica e mentale e violazioni dei diritti umani a causa del fatto di vivere in hotspots inquinati e aree fortemente contaminate. La crisi climatica sta creando una nuova categoria di sacrifice zones a causa delle continue emissioni di gas serra, poiché certe aree sono diventate e stanno diventando inabitabili a causa di eventi meteorologici estremi o disastri a lenta insorgenza, tra cui la siccità e l’innalzamento del livello del mare».

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“…e dopo il COVID? Proteggere la salute e l’ambiente per prevenire le pandemie e altri disastri”

Segnalazione Libro

 

-Quale prevenzione è possibile? Come proteggere salute e ambiente?

Anche se la COVID-19 ci ha insegnato che occorre mettere la Salute al centro di qualsiasi “transizione” che punti alla sostenibilità sociale ed ecologica, occorre fare molta attenzione, perché esistono diversi gravi rischi. In primo luogo, perché si può confondere la Salute con la felicità e la bellezza, come sembra suggerire il bombardamento quotidiano della pubblicità. Poi, perché è assai comune pensare che la Salute sia un fatto personale.

In realtà, il “patrimonio” del nostro corpo ci permette la relazione con l’esterno (gli altri, la cultura e l’ambiente). Solo con questa consapevolezza si può organizzare una prevenzione niente affatto velleitaria e non rimandabile, anche e soprattutto per affrontare le sfide globali che purtroppo ci attendono.

GLI AUTORI

Giovanni S. Leonardi, medico di sanità pubblica formato in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, dirige il gruppo di epidemiologia ambientale presso l’agenzia di sanità pubblica del Regno Unito.

Paolo Lauriola, medico, epidemiologo già responsabile dell’Unità di Epidemiologia del Dipartimento di Prevenzione della USL di Modena e della Epidemiologia ambientale dell’ARPA Emilia-Romagna.

Simonetta Martorelli, medico di sanità pubblica, autore della monografia Guida ai Servizi d’Igiene Ambientale del 1981, e già direttore del Dipartimento Materno Infantile della ASL RM B a Roma per i servizi ospedalieri e territoriali.

Jan C. Semenza, epidemiologo medico, è stato il capo del programma sui determinanti della salute presso il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), dove ha diretto il lavoro sui determinanti ambientali e sociali delle malattie infettive.

 

Politicamente – Prospettive e valori del pensiero democratico

  • Editore: Intra S.r.l.s. (26 febbraio 2022)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina flessibile: 236 pagine
  • epub 9,99– cartaceo 19,99
  • ISBN-13: 9791259913128

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Un DM importante: Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale

 

Riteniamo molto importante la lettura di questo DM a firma dei Ministeri della Salute di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze . L’Allegato 1 di questo DM si intitola “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale”. Nell’Allegato vengono ridefiniti i Servizi a livello territoriale e le connessioni che ne dovrebbero fare un sistema. Nella premessa l’incipit recita: ” Il presente documento costituisce la Riforma di settore del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – M6C1-1 – Riforma 1: Definizione di un nuovo modello organizzativo della rete di assistenza sanitaria territoriale – volta a definire modelli e standard relativi all’assistenza territoriale, alla base degli interventi previsti dalla Component 1 della Missione 6 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” del PNRR.”
L’impianto complessivo appare condivisibile. Per quanto attiene le materie di cui ci occupiamo, i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL vengono ridefiniti all’art.14.

14. PREVENZIONE IN AMBITO SANITARIO, AMBIENTALE E CLIMATICO

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GB. Decolla la campagna contro il cancro dei vigili del fuoco della FBU

Fonte : RISKS . TUC 

 

GB. Una campagna del sindacato dei vigili del fuoco FBU per ridurre il rischio di cancro sul lavoro legato all’esposizione ai contaminanti del fuoco sta avendo un impatto “in ogni angolo del servizio antincendio e di soccorso”, ha affermato il sindacato. La FBU ha affermato che ora sta spingendo al massimo “per costruire il registro del cancro e delle malattie dei vigili del fuoco. Il registro si basa su un’indagine sanitaria per i vigili del fuoco e abbiamo bisogno di tutti i vigili del fuoco per compilarlo”. Ha aggiunto: “Con più informazioni nel registro saremo in grado di svolgere più ricerche salvavita”. L’ufficiale nazionale FBU Riccardo la Torre ha dichiarato: “Abbiamo bisogno che ogni singolo vigile del fuoco compili quel registro, sia che ti sia stato diagnosticato un cancro, che ti sia stata diagnosticata una malattia o che non ti sia mai stato diagnosticato nulla – noi ho bisogno che tu compili quel registro ora. C’è molto di più che dobbiamo capire sul legame tra il cancro e altre malattie e l’occupazione dei vigili del fuoco”. Ha aggiunto: “Non possiamo proteggerci da questo pericolo se non lo comprendiamo correttamente e semplicemente non possiamo farlo a meno che i vigili del fuoco non compiano quel registro”. I funzionari della FBU hanno visitato le caserme dei vigili del fuoco per promuovere la consapevolezza e l’iscrizione al registro del cancro e delle malattie. Commentando la portata crescente della relativa campagna DECON del sindacato per ridurre l’esposizione dei vigili del fuoco alle tossine, la Torre ha dichiarato: “Siamo così contenti di come questo progetto è decollato da quando l’abbiamo lanciato dal vivo da una caserma dei pompieri. Abbiamo visto l’impegno in ogni angolo dei vigili del fuoco e dei servizi di soccorso, abbiamo visto salire i poster, abbiamo visto i tweet, abbiamo visto persone con i loro bambini che indossavano adesivi DECON e l’addestramento è in corso.
Comunicato stampa FBU , campagna DECON e video campagna contro il cancro .

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Francia . Pesticidi: cancro alla prostata riconosciuto come malattia professionale

 

FONTE : ANSES.FR

Il cancro alla prostata legato all’esposizione ai pesticidi, compreso il clordecone, può ora essere riconosciuto come una malattia professionale a seguito del decreto pubblicato questo mercoledì sulla Gazzetta Ufficiale.

Per il regime agricolo è stata creata una tabella delle malattie professionali relative al cancro alla prostata legato all’esposizione ai pesticidi. Consentirà di completare e facilitare le possibilità di sostegno a beneficio dei lavoratori agricoli che sono stati esposti ai pesticidi. Questa tabella permette anche di riconoscere i tumori della prostata legati all’esposizione al clordecone.

Nel luglio 2021, ANSES ha pubblicato le conclusioni della sua esperienza scientifica sul cancro alla prostata associato all’esposizione professionale ai pesticidi, con un focus sul clordecone legato al particolare contesto delle Indie occidentali. La perizia aveva concluso che esisteva un probabile legame tra l’esposizione ai pesticidi e l’insorgenza del cancro alla prostata. L’Agenzia ha sottolineato nella sua notizia che ”  tutti gli elementi scientifici sviluppati si esprimono a favore della creazione di un tavolo delle malattie professionali  “.

Ricordiamo che oltre il 90% della popolazione adulta in Guadalupa e Martinica è contaminata dal clordecone, secondo Public Health France, e le popolazioni dell’India occidentale hanno uno dei più alti tassi di incidenza di cancro alla prostata al mondo .
 

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Pubblicata dal Ministero della salute la “Rendicontazione del Piano Nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici – Anno 2019”.

Il documento intende fornire un quadro nazionale delle attività di controllo, effettuate nel corso dell’anno 2019, per la verifica di conformità dei prodotti chimici al regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) e al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) in attuazione del «Piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici – Anno 2019», adottato dall’Autorità competente nazionale REACH-CLP, presso la Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, in data 6 febbraio 2019.

Le attività di controllo sono state condotte dalle Autorità per i controlli sul REACH e sul CLP delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e loro articolazioni territoriali e dalle Amministrazioni dello Stato, di cui all’allegato A dell’accordo Stato/Regioni del 29 ottobre 2009 (Rep. atti n. 181/CSR) in raccordo con l’Autorità competente nazionale REACH-CLP.

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Pubblicato il DM 18/5/21 con nuovi VLEP (All.XXXVIII)

 

Il 16 giugno 2021 è stato pubblicato il Decreto Interministeriale (del Lavoro e della Salute) che definisce nuovi Valori Limite di Esposizione Professionale. Il Decreto sostituisce la tabella allegato XXXVIII al DLgs 81/2008.
La modifica è introdotta in attuazione della direttiva n. 2019/1831/UE della Commissione del 24 ottobre 2019.

IL DOCUMENTO (.pdf)

 

allegatoXXXVIII

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Hanno tolto le sanzioni sui cibi adulterati! di Gianfranco Amendola

Fonte : Volere la luna 

Dal 26 marzo sarà possibile preparare e distribuire per il consumo di alimenti in cattivo stato di conservazione, insudiciati o invasi da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocivi, con additivi chimici non autorizzati, e con residui di pesticidi tossici per l’uomo; così come scomparirà, tra l’altro, il divieto di importare alimenti non conformi alle nostre leggi.

Verranno abrogate, cioè, tutte le disposizioni della legge alimenti del 1962 che fino ad oggi tutelavano, con sanzioni penali (arresto e ammenda), con la chiusura dello stabilimento per frodi tossiche e con la revoca della licenza o dell’autorizzazione per tutti gli altri casi, la nostra salute, in via preventiva, al fine di «assicurare una protezione immediata all’interesse del consumatore a che il prodotto giunga al consumo con le cure igieniche imposte dalla sua natura» (Cassazione n. 19686/2018). Lo ha disposto, zitto zitto, il Governo con il decreto legislativo 2 febbraio 2021 n. 27, appena pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’11 marzo, il quale avrebbe, invece, dovuto limitarsi, secondo la legge delega, a dare esecuzione ad alcune disposizioni regolamentari della UE che si occupano solo di disciplinare i controlli ufficiali lungo la filiera agroalimentare e non hanno niente a che vedere con le disposizioni che vengono, invece, abrogate.

Come si sia arrivati a questa abrogazione, non è chiaro. Secondo un tweet della senatrice Loredana De Petris si tratterebbe di un’aggiunta, da eliminare al più presto, voluta dalla Conferenza Stato-Regioni. Di certo, comunque, essa non era contenuta nella bozza di decreto trasmessa dal Governo Conte al Parlamento per il parere prima dell’approvazione definitiva. Continua a leggere “Hanno tolto le sanzioni sui cibi adulterati! di Gianfranco Amendola”

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Aiutare i lavoratori dell’elettronica a migliorare le condizioni

Il progetto Restart ha intervistato Omana George, il coordinatore del monitoraggio di Electronics Watch , su Covid-19, l’impatto sui lavoratori dell’elettronica e le tendenze attuali. Ha parlato dell’attuale situazione dei lavoratori dell’elettronica sotto Covid-19. Omana ha detto che sotto Covid-19 ciò che era già brutto è già peggio ora. Le produzioni e l’occupazione sono più flessibili. I recenti disordini a Wistron, uno dei fornitori di Apple, hanno mostrato questa situazione esatta. Continua a leggere “Aiutare i lavoratori dell’elettronica a migliorare le condizioni”

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Il mondo sotterraneo e malato del Nord Italia

Fonte Areaonline che ringraziamo 

Tra Piemonte, Lombardia e Veneto un libro di fotogiornalismo racconta e analizza l’eredità tossica lasciata da un’industria nociva e dal traffico di rifiuti nella Megalopoli Padana di Federico Franchini


Inquinamenti industriali, contaminazioni ambientali, traffici di rifiuti, discariche abusive: è il retaggio lasciato nel Nord Italia da un’imprenditoria malata, spesso collusa con la criminalità organizzata. Tutto questo è raccontato – e fotografato – in un recente, bellissimo, libro intitolato “La terra di sotto” (Penisola Edizioni).

Continua a leggere “Il mondo sotterraneo e malato del Nord Italia”

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Francia. INRS. Aggiornamento di 13 file per identificare e sostituire agenti cancerogeni

INRS segnala l’aggiornamento di 13 files che servono d’aiuto alle aziende per sostituire o usare in modo diverso agenti cancerogeni . 

Aggiornamento della raccolta delle schede FAR FAS

Sono stati aggiornati più di dieci fogli di aiuto per l’identificazione e la sostituzione degli agenti cancerogeni (FAR-FAS). Riguardano i settori della metallurgia, delle materie plastiche e della gomma, dell’edilizia, della lavorazione degli alimenti, dei servizi e dell’ambiente.

Creati per supportare le aziende nella valutazione del rischio chimico e nell’implementazione di soluzioni di prevenzione adeguate alle attività e alle postazioni di lavoro interessate, le schede di assistenza all’identificazione (FAR) e le schede di assistenza alla sostituzione ( FAS) degli agenti cancerogeni sono regolarmente aggiornati per tenere conto dei cambiamenti nelle conoscenze e nelle pratiche tossicologiche (nuovi processi, nuovi prodotti utilizzati, ecc.). 

Pertanto, 10 FAR e 3 FAS sono stati aggiornati e messi online. Le FAR aggiornate sono dedicate ai settori metallurgico, edile, plastica e gomma, ambiente, alimentare e dei servizi. I FAS, da parte loro, riguardano i settori metallurgico e dei servizi.

Consulta l’elenco completo di FAR-FAS

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Guida sui rischi derivanti dall’uso di prodotti chimici nel settore del giardinaggio e prevenzione

Segnaliamo dal sito dell’Istituto sindacale ISTAS del Pais Valenciano questa pubblicazione :
“Guía sobre los riesgos derivados del uso de productos químicos nel sector de la jardinería y su prevención”
La brochure in castigliano illustra i rischi nell’uso dei pesticidi nelle attività di giardinaggio.

LA BROCHURE 

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Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 261 dell’11.8.2020 Regolamento delegato (UE) 2020/1182 della Commissione del 19 maggio 2020

Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 261 dell’11.8.2020

Regolamento delegato (UE) 2020/1182 della Commissione
del 19 maggio 2020

recante modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele.

(Testo rilevante ai fini del SEE).

IL TESTO DEL REGOLAMENTO 
Fonte: EUR-Lex

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Reach, Regolamento 2020/1149 sui diisocianati

 

Fonte Quotidiano Sicurezza 

L’Helpdesk Reach informa sulla pubblicazione sulla Gazzetta Europea del 4 agosto 2020 del Regolamento 2020/1149 del 3 agosto 2020 recante modifica dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda i diisocianati.

Diisocianati vietati in concentrazioni superiori allo 0,1% a partire dal 24 agosto 2023 e immissione sul mercato vietata dal 24 febbraio 2022.

Info: Helpdesk Reach Regolamento 2020/1149

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La newsletter medico legale Inca Cgil – n* 9 2020

ESENER 2019: terza edizione dell’Indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti

 Sono stati presentati i risultati dell’indagine condotta, nella primavera/estate del 2019, dall’.dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA).

L’indagine ha  raccolto le opinioni di  esperti aziendali di  45.420 aziende in merito alla  gestione della sicurezza e della salute sul lavoro e ai rischi connessi al lavoro.

Hanno partecipato all’indagine aziende di 33 paesi (UE a 27 nonché Islanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Regno Unito, Serbia e Svizzera) con almeno cinque lavoratori, appartenenti a tutti i settori: il questionario  utilizzato è sostanzialmente uguale a quello  utilizzato per ESENER 2014, al quale è stata  aggiunta una nuova sezione relativa alla digitalizzazione.

La newsletter medico legale Inca Cgil n° 9 / 2020

 

 

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INRS. Webinar sui fumi di saldatura: rischi per la salute e prevenzione

INRS. Webinar sui fumi di saldatura: rischi per la salute e prevenzione La registrazione della sessione del 21 gennaio 2020, ospitata da Francis Bonthoux, Nadia Nikolova-Pavageau e Myriam Ricaud, esperti nella prevenzione dei rischi professionali all’INRS.( In lingua francese )

WEBINAR INRS SUI FUMI DI SALDATURA

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Il Sito della Settimana. Il Portale sul Rischio Alimentare del Ministero della Salute

Il Portale sul Rischio Alimentare del Ministero della Salute

Questa settimana segnaliamo il Portale sul Rischio Alimentare : Valutazione e comunicazione del rischio alimentare del Ministero della Salute.
Il Portale è lo strumento di comunicazione ufficiale del Governo sui temi della sicurezza alimentare.
Il Portale, oltre alle notizie su atti del Governo e del Parlamento riporta i Pareri del Consiglio Nazionale sulla Sicurezza Alimentare.
Uno strumento di lavoro utile per quanti operano nel campo della produzione e distribuzione alimentare.

 

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ECHA:Le aziende non rispettano le normative sulle sostanze pericolose

FONTE ETUI.ORG ( TRADUZIONE IN ITALIANO CON GOOGLE TRANSLATOR)

Le aziende non rispettano le normative sulle sostanze pericolose

Rapporto dell'ECHA

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha pubblicato il 18 novembre 2019 i risultati di un progetto pilota sulle informazioni fornite in merito alle sostanze chimiche più pericolose presenti negli articoli di consumo di tutti i giorni.

I risultati sono particolarmente allarmanti. I servizi di ispezione di quindici Stati membri dell’Unione Europea hanno verificato 682 articoli forniti da 405 aziende. 84 articoli (12%) contenevano sostanze estremamente problematiche. Per questi articoli, nell’89% dei casi, le società non hanno rispettato le normative che impongono di segnalare all’ECHA la loro presenza al di sopra di una concentrazione dello 0,1%.

Gli articoli in questione sono prodotti di consumo come abbigliamento, calzature e tessili per la casa, articoli elettrici o elettronici o articoli destinati alla costruzione o alla decorazione di interni come rivestimenti per pavimenti e mobili in plastica. Le sostanze più comunemente identificate sono gli ftalati, principalmente DEHP che è un tossico per la riproduzione e un distruttore endocrino. Sono state identificate anche altre sostanze estremamente problematiche come piombo, cadmio, bisfenolo A o ritardanti di fiamma bromurati.

In Svezia,  è stata effettuata una campagna di ispezione nei negozi locali . Gli ispettori salirono quindi sulla catena di approvvigionamento, controllando l’attività di produttori, importatori e grossisti. I risultati indicano la stessa direzione dell’indagine europea. Per 324 articoli diversi, non sono state fornite informazioni su sostanze estremamente problematiche. Questi includono giocattoli, attrezzature sportive e da pesca, guanti, abbigliamento, elettronica.

La Svezia partecipa anche a un progetto nordico congiunto su articoli consegnati dal commercio elettronico. I primi risultati indicano anche che il settore del commercio elettronico difficilmente rispetta gli obblighi legali definiti da REACH.

Uno dei principali obiettivi  del regolamento REACH  sui prodotti chimici è sostituire gradualmente le sostanze più pericolose con alternative più sicure. Il presente regolamento europeo identifica le  sostanze estremamente problematiche in base ai loro rischi intrinseci per la salute umana o l’ambiente (ad es. Cancerogeni o tossici per la riproduzione). Queste sostanze sono inserite  in un elenco di  candidati che attualmente contiene 201 sostanze. Una volta che una sostanza è stata inserita in questo elenco, si traducono in requisiti di informazione nella catena di approvvigionamento per utenti e consumatori professionali. Quando gli Stati membri dell’UE decidono di trasferire queste sostanze dall’elenco dei candidati all’elenco di autorizzazioni REACH, i produttori devono ottenere un’autorizzazione dalla Commissione europea per continuare a utilizzarli. Questo è attualmente il caso di 43 sostanze estremamente problematiche.

Per Laurent Vogel , ricercatore presso l’ETUI, “il rapporto mostra che c’è una certa indulgenza nei confronti delle aziende che commercializzano articoli contenenti sostanze estremamente pericolose. Sebbene l’inosservanza degli obblighi di REACH sia punita dalla legge, sembra che le azioni criminali non vengano attuate sistematicamente. Solo 21 casi sono stati deferiti alla procura e le procedure hanno comportato multe in soli 2 casi ”.

Scarica e leggi il rapporto dell’ECHA

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Avvelenati, non rassegnati La coraggiosa battaglia degli abitanti della famigerata Terra dei fuochi di Angelo Mastrandrea

 

FONTE AREAONLINE.CH,   IL PORTALE DI CRITICA SOCIALE E DEL LAVORO SVIZZERO  CHE RINGRAZIAMO 

Nell’ottobre del 2015, Enzo Tosti si è sottoposto a un esame del sangue di routine «solo perché lo chiedeva mia moglie», racconta. A 56 anni, si sentiva bene e non sospettava nulla. Durante la settimana era impiegato come operatore socio-sanitario all’Associazione italiana assistenza svantaggiati di Afragola, un comune alle porte di Napoli, dove si occupava di pazienti con problemi psichiatrici. Nel tempo libero andava a caccia di discariche abusive. Quando lo avevo conosciuto, nella primavera del 2013, per farmi capire di che materiale fosse costituita l’emergenza rifiuti campana che aveva fatto il giro del mondo, mi aveva portato a vedere da vicino i cumuli di rifiuti abbandonati.

C’erano pneumatici usati, teloni di plastica utilizzati per coprire le serre, pannelli di eternit, strisce di cuoio e altri scarti delle decine di laboratori calzaturieri e tessili che lavorano per le grandi griffe e per l’industria del falso. In alcuni punti, bastava forare il terreno per provocare dei veri e propri geyser di vapori tossici. Accadeva dove erano stati sepolti rifiuti di grandi fabbriche, soprattutto del Nord Italia. Per questo era arrivato alla conclusione che tutto ciò non fosse altro che il «sintomo di un sistema industriale malato».

Il giorno in cui ha ricevuto i risultati degli esami del sangue la sua vita è cambiata. I medici avevano trovato valori anomali di leucociti e consigliavano una visita ematologica, al termine della quale era arrivato il verdetto: linfoma non-Hodgkin, una neoplasia del tessuto linfatico frequente tra i militari esposti all’uranio impoverito in Iraq e durante le guerre balcaniche degli anni Novanta. Enzo Tosti vive a Orta di Atella, un paesone di 27mila abitanti a metà strada tra Napoli e Caserta, nel cuore di quel disordinato sprawl urbano da due milioni di abitanti che circonda come una corona di spine la città di Napoli. Proprio lì, in quell’area denominata “terra dei fuochi” per i continui roghi di spazzatura, l’Istituto superiore di sanità ne ha certificato una diffusione superiore del 50% rispetto alla media nazionale, in particolare tra gli uomini.
Che nella “Terra dei fuochi” siano state sepolte tonnellate di rifiuti tossici è un fatto acclarato. Legambiente ha censito, a partire dal 1991, 82 inchieste giudiziarie su traffici di rifiuti diretti alle discariche legali e illegali del Napoletano e del Casertano, con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce e 443 aziende coinvolte.

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Tintolavanderia: linee guida per la formazione del responsabile tecnico

Documento della Conferenza delle Regioni del 28 novembre

(Regioni.it 3736 – 03/12/2019) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 28 novembre ha approvato un documento che aggiorna le Linee Guida (approvate il 25 maggio 2011) relative allo standard formativo e professionale di Responsabile tecnico di tintolavanderia.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento di aggiornamento che il Segretario generale della Conferenza ha inviato poi a tutti i Presidenti delle Regioni.

RESPONSABILE TECNICO DI TINTOLAVANDERIA
Standard formativo e professionale
Standard professionale
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Legge 22 febbraio 2006, n. 84, articolo 2, comma 2, lettera b) e s.m.i., in particolare il decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135, articolo 1 – octies.
DESCRIZIONE DELLA FIGURA
Il Responsabile tecnico di tintolavanderia sovrintende all’attività professionale di tintolavanderia, intesa come l’attività di impresa che, ai sensi della legge 22 febbraio 2006, n. 84 e s.m.i., esegue i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e a umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l’abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, a uso industriale e commerciale, nonché a uso sanitario, di tappeti, tappezzeria e rivestimenti per l’arredamento, nonché di oggetti d’uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra.
RIFERIMENTI ATLANTE DEL LAVORO E DELLE QUALIFICAZIONI
Settore Economico Professionale: Servizi alla persona
Processo: Realizzazione di servizi indifferenziati per uso personale e famigliare
Sequenza di processo: Gestione di tintolavanderie e pulizia di capi d’abbigliamento
ADA 24.141.416 – Gestione e organizzazione delle attività di tintolavanderia
ADA 24.141.417 – Realizzazione di operazioni di tintolavanderia
Codice CP 2011 associato alle ADA: 6.5.3.7.0 – Artigiani e addetti alle tintolavanderie
EQF
Livello 4 (1)
DESCRIZIONE DELLO STANDARD PROFESSIONALE
Nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2 della legge 22 febbraio 2006, n. 84 e s.m.i., si individuano i seguenti ambiti di competenza del Responsabile tecnico di tintolavanderia, articolati in abilità e conoscenze essenziali:
1. Gestione d’impresa di tintolavanderia
2. Gestione del rapporto con i clienti della tintolavanderia
3. Processi di lavaggio e smacchiatura
4. Utilizzo delle macchine e dei programmi di gestione

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Una scheda INRS. Piscine e centri acquatici: azione contro la tricloramina

Una nuova brochure INRS per completare l’offerta di informazioni

La tricloramina è un agente chimico molto irritante che si trova nell’aria delle piscine e degli stabilimenti acquatici. Con la pubblicazione di un nuovo volantino, l’INRS completa la sua offerta di informazioni e assiste i gestori delle piante acquatiche nei loro sforzi di prevenzione.

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Bagnini, personale addetto alla manutenzione e alla pulizia piscine  e agenti domestici: personale delle strutture acquatiche a rischio speciale per la tricloramina Pubblicato ottobre 2019, Brochure della tricloramina in piscine e centri acquatici. Prevenire il rischio di esposizione “ mira a sostenere l’implementazione di soluzioni operative per prevenire i rischi associati a questa sostanza: dalla ventilazione dei locali all’adattamento della temperatura del bacino all’attività dei bagnanti. Per leggere  l’intera scheda vai a INRS 

 

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Arpa Veneto si costituisce parte civile nel processo Miteni

 

Fonte : SNPAMBIENTE

I vertici dell’azienda Miteni sono imputati per aver concorso all’avvelenamento della falda acquifera destinata al consumo umano nel sottosuolo dell’azienda e delle acque superficiali e potabili, nonché di aver provocato il relativo disastro ambientale.

L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto si è costituita parte civile nel processo Miteni. La richiesta è stata formalizzata oggi dall’avv. Fabio Calderone, del foro di Padova, all’udienza tenutasi innanzi al Giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Vicenza, dott. Roberto Venditti nel procedimento penale nei confronti dei vertici dell’azienda.

Arpav, che nel 2013 identificò nel sito dell’azienda la principale causa dell’inquinamento nella produzione di sostanze perfluoroalchiliche, ha svolto e sta svolgendo numerosissime e complesse attività tecnico-scientifiche. Dai monitoraggi dei suoli e dei corpi idrici superficiali, sotterranei e delle acque marino costiere alle analisi dei fanghi di depurazione, allo studio della presenza delle sostanze nell’aria e al controllo delle fonti di pressione.

Inoltre l’Agenzia ha eseguito costantemente sopralluoghi, ispezioni e campionamenti nell’esteso territorio interessato dalla contaminazione ed ha effettuato, per le aziende sanitarie, le analisi degli alimenti, delle acque potabili e del siero umano per lo screening della popolazione esposta.

L’ingente attività ha richiesto l’acquisto di strumentazione scientifica di altissima tecnologia e di sistemi analitici ad alte prestazioni con l’impiego di numerosi tecnici, per una spesa totale ad oggi di oltre otto milioni di euro, della quale viene chiesto il ristoro, oltre al danno all’immagine. Inoltre Arpa Veneto è fra i creditori dell’azienda, fallita nel 2018.

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