È uscito il rapporto dell’OMS sull’origine del coronavirus. Ecco cosa succede dopo, dice il medico australiano che è andato in Cina

The WHO report into the origin of the coronavirus is out. Here’s what happens next, says the Australian doctor who went to China

Dominic Dwyer, University of Sydney

The World Health Organization (WHO) overnight released its report into the origins of the coronavirus, a report I contributed to as a member of the recent mission to Wuhan, China.

The report outlines our now well-publicised findings: SARS-CoV-2, the virus that causes COVID-19, most likely arose in bats, and then spread to humans via an as-yet unidentified intermediary animal. The evidence we have so far indicates the virus was possibly circulating in China in mid-to-late November 2019. We considered viral escape from a laboratory extremely unlikely.




Read more:
I was the Australian doctor on the WHO’s COVID-19 mission to China. Here’s what we found about the origins of the coronavirus


However, the release of the report prompted governments, including in the United States, United Kingdom and Australia, to share their concerns over whether investigators had access to all the data. The joint statement also called for greater transparency when investigating pandemics, now and in the future.

Continua a leggere “È uscito il rapporto dell’OMS sull’origine del coronavirus. Ecco cosa succede dopo, dice il medico australiano che è andato in Cina”

Pakistan. Un piano senza precedenti: vendere vaccini COVID sul mercato privato

 

Fonte:   Health Policy Watch 

Il sito Health Policy Watch pubblica un articolo su di un piano del Pakistan di vendere vaccini Covid sul mercato privato. Il piano prevedeva l’importazione di Sputnik V da vendere alle strutture ospedaliere private del paese. Il piano si è arenato in ragione di un conflitto tra la società importatrice e lo stato pakistano sul prezzo del vaccino che sarebbe triplicato rispetto al prezzo corrente di vendita del vaccino ai compratori istituzionali su scala internazionale.

Exclusive: Outcry Over Pakistan’s Unprecedented Plan To Sell COVID Vaccines On Private Market – Now On Hold Over Price Dispute .  

Cosa abbiamo imparato dal monitoraggio di ogni politica COVID nel mondo

What we learned from tracking every COVID policy in the world

Thomas Hale, University of Oxford

In March 2020, as COVID-19 swept around the globe, my colleagues and I began debating the bewildering new measures popping up around the world with our master’s students in a politics of policymaking class at the Blavatnik School of Government at Oxford University.

We had a lot of questions. Why were governments doing different things? Which policies would work? We didn’t know. And to answer those questions, we needed comparable information on these new policies, including school closings, stay at home orders, contact tracing and more.

A few weeks later, we launched the Oxford COVID-19 Government Response Tracker to help find these answers. It has now become the largest repository of global evidence relating to pandemic policies.

Continua a leggere “Cosa abbiamo imparato dal monitoraggio di ogni politica COVID nel mondo”

Utopie boteriane, realtà pandemiche

Francesco Domenico Capizzi * – 17.03.2021

Fernando Botero Mona Lisa

 

 

 

 

 

 

Le tele di Botero evocano mondi fiabeschi, sogni, candori, tenerezze, simpatie, leggerezze ed allegrie, nei movimenti fisici quanto nei modi di essere che vi traspaiono, ingannevoli. Ritraggono stati di grazia, invidiabili, invidiati, forse emulati, inconsciamente. La realtà contrasta con quei colori e quelle proprie visioni oniriche.

La condizione di obesità, nelle sue specifiche gradualità, traspone in fasce ad alto rischio patogeno, fin dalla tenera età, per gli elevati tassi probabilistici nell’acquisire numerose malattie cronico-degenerative quali le cardiovascolari – fra cui principalmente ictus cerebrali, infarti miocardici ed ipertensioni arteriose – il diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente), pneumopatie e sindromi apnoiche notturne, per citarne soltanto alcune fra le tante che possono coinvolgere ed alterare apparati ed organi.

Continua a leggere “Utopie boteriane, realtà pandemiche”

Geopolitica e salute delle popolazioni

Le offerte e le donazioni bilaterali di vaccini russi e cinesi superano l’Europa e gli Stati Uniti.

CITTÀ DEL CAPO E KAMPALA – Dall’Asia alle Americhe, i vaccini stanno rapidamente diventando la nuova valuta con cui nazioni e blocchi geopolitici esercitano influenza e acquistano favori politici, con più valore del petrolio o del bitcoin.

Ma da nessuna parte questo è più evidente, forse, che in Africa, America Latina e Asia meridionale, dove sia Russia che Cina stanno utilizzando donazioni bilaterali di vaccino SARS-CoV2 e accordi per cementare alleanze con paesi a basso e medio reddito colpiti dalla corsa all’oro dei vaccini – in cui i paesi ad alto reddito hanno addebitato molto più avanti acquistando forniture limitate.

L’articolo prosegue alla fonte Health Policy Watch 

WHO: Aggiornamento epidemiologico settimanale – 2 marzo 2021

FONTE WHO

Aggiornamento epidemiologico settimanale – 2 marzo 2021
Dati ricevuti dall’OMS dalle autorità nazionali, al 28 febbraio 2021, 10:00 CET

Panoramica
La scorsa settimana sono stati segnalati oltre 2,6 milioni di nuovi casi, un aumento del 7% rispetto alla settimana precedente, dopo sei settimane consecutive di declino. L’aumento globale dei casi è stato guidato dagli aumenti nel Mediterraneo orientale (14%), nel sud-est asiatico (9%), in Europa (9%) e nelle Americhe (6%).

In questa edizione, vengono forniti aggiornamenti speciali su:

COVID-19 commercio, viaggi e punti di ingresso

L’importanza di vestibilità, filtrazione e traspirabilità delle maschere non mediche (in tessuto) nel contesto di COVID-19
Varianti di SARS-CoV-2 preoccupanti.

IL RAPPORTO 

Brevetti&Vaccini. La resa dei conti

Fonte:  Saluteinternazionale.info che ringraziamo 

Autore Gavino Macciocco

 

Cronologia

2 ottobre 2020

I governi di India e Sudafrica presentano all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) una proposta congiunta con cui chiedono una deroga ai brevetti e agli altri diritti di proprietà intellettuale in relazione a farmaci, vaccini, diagnostici, dispositivi di protezione personale, e le altre tecnologie medicali per tutta la durata della pandemia, fintantoché non sia stata raggiunta l’immunità. La deroga è prevista in base all’accordo (TRIPs) che regola i diritti di proprietà intellettuale; la condizione è che esista una giustificazione fondata su circostanze eccezionali (la pandemia lo è), e che siano esplicitati i termini anche temporali di suddetta sospensione.

L’OMC inizia a discutere la proposta a metà ottobre. A favore di essa molti stati membri dell’Omc, di organizzazioni internazionali (Oms, Unaids, Unitaid), di economisti come Joseph Stiglitz, di oltre 400 organizzazioni della società civile impegnate nel mondo per l’accesso ai farmaci essenziali. La Santa Sede si è espressa con una posizione forte a sostegno della soluzione indicata da India e Sudafrica.  Un lungo testo di appoggio alla deroga sui brevetti è stato sottoscritto da diversi Rapporteurs dell’ONU. Si oppone invece il blocco dei paesi industrializzati, gli stessi paesi che hanno finanziato il colossale sforzo della ricerca con imponenti contributi pubblici (11 miliardi di dollari gli USA, 16 miliardi di euro la Commissione Europea), senza negoziare con l’industria del farmaco la benché minima condizione sui prezzi, sulla trasparenza degli studi clinici, sul trasferimento di tecnologie  (vedi Vaccini veramente per tutti). La discussione venne rimandata a metà novembre e la data della decisione fissata per i giorni 1 e 2 marzo 2021.

Continua a leggere “Brevetti&Vaccini. La resa dei conti”

Dopo la pandemia, un nuovo sistema sanitario

Fonte Saluteinternazionale.info che ringraziamo

Autore Marco Menicacci,  Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Università di Firenze.

Imparare la lezione della pandemia per riorientare radicalmente le politiche sanitarie.  Più universalità e equità, più sanità pubblica e cure primarie.

La pandemia Covid-19 ha messo sotto un’estrema pressione i sistemi mondiali rilevandone limiti e manchevolezze, ma anche pregi e positività.  Molto si è discusso su come i sistemi sanitari avrebbero dovuto meglio prepararsi di fronte a questo prevedibile evento, ma non si sono analizzate a sufficienza le conseguenze di una governance sanitaria frammentata, basata su finanziamenti verticali di singoli programmi, incapace di collegare e integrare i vari settori del sistema. Un recente articolo di Lancet[1] cerca di individuare quale modello di sistema sanitario abbia meglio resistito allo stress della pandemia giungendo alla conclusione che la soluzione vincente è stata quella che riusciva ad allineare le politiche di sicurezza sanitaria globale (global health security, GHS)  con quelle di copertura sanitaria universale (universal health coverage, UHC). Continua a leggere “Dopo la pandemia, un nuovo sistema sanitario”

E… tutto tornerà come prima?

 

Una riflessione sullo stato dell’arte nella lotta contro la pandemia Coronavirus.

– Un programma globale: il monitoraggio dei luoghi e delle traiettorie dei fenomeni di spillover per sconfiggere le future zoonosi allo stato sorgente..
– I poteri istituzionali a fronte dell’emergenza pandemia. Cosa non ha funzionato e come evitare che si ripeta. Il fallimento del modello sanitario ambrosiano ove la sanità privata ha nei fatti programmato e gestito molto male la sanità pubblica.
– Il mondo del lavoro. I lavoratori “essenziali”, in genere maltrattati e malpagati nei periodi di lockdown hanno mantenuto in vita le funzioni fondamentali ….

Autore: Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione

L’ARTICOLO  (.pdf)

Covid-19. La catastrofe

Fonte Saluteinternazionale

Richard Horton. Covid-19. La catastrofe. Prefazione di Giuseppe Ippolito. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2020.

La risposta globale alla pandemia di Covid-19 si è rivelata uno dei più grandi fallimenti politici e scientifici della nostra storia recente. 

Richard Horton, direttore di The Lancet, col suo libro scritto durante il lockdown, ci consegna un appassionante racconto sulla pandemia: una spaventosa crisi globale, crisi politica e etica, prima ancora che sanitaria.

Leggi la recensione di Gavino Macciocco   

( articolo in formato .pdf )

L’ambiente determina chi in esso si trova

di Francesco Domenico Capizzi * – 09.12.2020

Ipbes

 

 

 

Nel lontano 2007 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che i livelli di saluteintesa come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia, vengono influenzati da vari fattori, fra cui prevalgono le condizioni del “mezzo esterno” in cui vive “il mezzo interno”, cioè, principalmente e in altre parole, dalle relazioni esistenti e a lungo permanenti fra l’organismo nella sua complessità ed interezza e le condizioni ambientali, l’organizzazione sociale, le modalità e le finalità di produzione e consumo. Questa fondamentale risoluzione non germoglia dal nulla, ma deriva da robuste radici ippocratiche: ricostruire il passato della persona malata a vantaggio della condizione futura, l’ambiente de­termina in maniera imprescindibile chi in esso si trova. Lasciare questi concetti in un cono d’ombra, ignorarli e non portarli a conoscenza di tutti i cittadini conduce a considerazioni erronee, come l’addebitare la pandemia virale ad un unico percorso che trova origine mitologicamente in una singola persona, di Wuhan e Codogno, per poi diffondersi al mondo interoLa realtà scientifica, accreditata da fonti autorevoli, anche preesistenti all’attuale emergenza, contraddice ampiamente l’ipotesi solistica, più volte sostenuta in varie circostanze, basata sul cosiddetto “paziente numero uno”. Ecco alcune osservazioni a proposito sulle conseguenze catastrofiche se non si prendesse atto delle origini pandemiche, e non soltanto di tipo virale, e delle inevitabili conseguenze:

Continua a leggere “L’ambiente determina chi in esso si trova”

Le superficialità e gli errori della OMS rispetto alla valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro

CHI LO SAPEVA? | La superficialità  dell’OMS sui rischi di contagio  da corona  nelle situazioni  lavorative rischia un disastro di livello mondiale 
FONTE HAZARDS MAGAZINE CHE RINGRAZIAMO . VEDI ANCHE LA VERSIONE ORIGINALE IN LINGUA INGLESE.
Chi avrebbe pensato che avremmo dovuto mettere un avvertimento sulla salute all’Organizzazione mondiale della sanità? L’ editore dei rischi Rory O’Neill ha scoperto che il consiglio “incredibilmente dannoso” dell’OMS sui rischi del Covid-19 sul posto di lavoro sta lasciando i lavoratori in pericolo di vita.

Domande e risposte: Suggerimenti per la salute e la sicurezza sul lavoro nel contesto del COVID-19 , pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il 26 giugno 2020, ha rivelato come l’agenzia delle Nazioni Unite dai piedi di piombo non abbia né la conoscenza né la capacità di consigliare sulle questioni di lavoro.

Ma questo non l’ha fermato per un momento. Le omissioni nella sua guida – in particolare nessuna menzione dell’ispezione e dell’applicazione del lavoro, e una mancanza di consapevolezza delle potenziali interazioni con altri rischi sul posto di lavoro e la necessità di una protezione più ampia dell’occupazione – hanno mostrato perché un’agenzia delle Nazioni Unite non lavorativa non dovrebbe essere leader sul posto di lavoro problema.

La guida dell’OMS contraddice una guida molto più protettiva pubblicata nel maggio 2020 dall’agenzia specializzata delle Nazioni Unite sul lavoro, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

La domanda e risposta dell’OMS ripete le posizioni politiche elaborate nella sua guida provvisoria del 10 maggio 2020, Considerazioni per la salute pubblica e le misure sociali sul posto di lavoro nel contesto di COVID-19 ‘ . Questo documento ha ricevuto un’accoglienza ostile, definita “pericolosa” dalla Confederazione sindacale internazionale (ITUC) e dal Consiglio dei sindacati globali.

Rischio calcolato male

Il primo errore dell’OMS è un’affermazione ripetuta che “Covid-19 si diffonde principalmente attraverso goccioline respiratorie o contatto con superfici contaminate”. Ma all’inizio della pandemia sono state sollevate preoccupazioni sul fatto che i rischi di goccioline e contatti non fossero l’unica minaccia rappresentata da questo coronavirus.

Continua a leggere “Le superficialità e gli errori della OMS rispetto alla valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro”

Storia senza fine, nuova tragedia all’OGR di Bologna di Salvatore Fais

Fonte Facebook
Una strage senza fine, dopo l’amico e collega Giancarlo Mazzetti deceduto il 9 maggio, oggi lo sconforto e la rabbia in me per una strage che ci sta strappando alla vita ad uno a uno . Ieri sera s ‘è preso Luciano.
Maledetto amianto e maledetto chi pur sapendo non lo ha difeso dalle mortali fibre dell’amianto
La strage infinita, senza sosta e senza respiro, non sono bastati i più di 305 colleghi che ti hanno preceduto morti per essere stati esposti alle fibre mortali dell’amianto per profitto, il 2020 l’ennesimo lutto colpisce ancora i lavoratori delle OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI DELLE FERROVIE DELLO STATO di BOLOGNA.
La comunità OGR in questo momento di dolore, si stringe attorno ai familiari di Luciano.
Ciao Luciano resterai sempre con noi.  Questa storia che dura ormai da più di 40 anni e che ha visto i lavoratori dello stabilimento in prima linea nella lotta alla sicurezza degli ambienti di lavoro e alla salute dei lavoratori esposti inconsapevolmente alle famigerate polveri killer dell’amianto, accumulando nel tempo un vero e proprio bollettino di guerra, causando a questa comunità operaia dell’OGR oltre 305 vittime, mettendo ancora oggi in apprensione quanti anno lavorato in stabilimento, e quanti ancora vi lavorano. Ieri sera l’ultima tragedia, ancora l’amianto…… mesotelioma.. priva della voglia di vivere il nostro collega Luciano Tonioli, tutti quelli che hanno avuto l’onore di conoscerlo e apprezzarne le sue qualità umane professionali, sono affranti e sconfortati per la sua perdita, gli amici i colleghi tutti addolorati nell’assistere passivamente a questa sterminio si stringono vicini al dolore dei famigliari con tanta pena.
GRANDE TRISTEZZA E SCONFORTO
ho un gran nodo in gola è in me nell’apprendere questa brutta notizia, sei stato un amico ci saremmo dovuti trovare questa settimana, ma il male non c’è l’ha permesso.
OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI DELLE FERROVIE DELLO STATO di via Casarini BOLOGNA.

E’ uscito il numero 208/20 di Inchiesta . L’indice degli articoli

L’editoriale

Un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale  
Vittorio Capecchi

Attraverso il Covid 19. Uno sguardo sulle sfide per la democrazia e per il sindacato
Gianni Rinaldini

Scenari del coronavirus

Cosa sta succedendo al lavoro “dei vuoti e dei pieni”
Maria Grazia Gabrielli intervistata da Carmelo Caravella

Un’esperienza in fabbrica durante il corona virus
Loris Campetti

La contrattazione della prestazione di lavoro ai tempi del Covid     
Matteo Gaddi

Aspetti economici e sociali della crisi del coronavirus 
Riccardo Bellofiore

Questi nostri giorni. Uomini e virus  
Emilio Rebecchi

Italia, Portogallo, Spagna ed Europa   
Massimo Serafini

Il Covid-19 nelle Americhe: la voce e l’azione dei sindacati       
Sergio Bassoli

Coronavirus. Tra emergenze, disinganni, nuovi e antichi insegnamenti
Gino Rubini

Scienza, ricerca, scuola dentro e oltre la pandemia     
Andrea Ranieri

Il cancello di Arundhati Roy           
Mario Agostinelli

Guardare indietro per guardare avanti

Conflitto sociale e rappresentanza nel primo dopoguerra     
Adolfo Pepe

I 50 anni dello Statuto dei lavoratori   
Umberto Romagnoli

Valore e limiti dello Statuto dei lavoratori  
Tiziano Rinaldini

Per acquistarlo online vai qui 

Gestione dell’infodemia su COVID-19: Promuovere comportamenti sani e mitigare i danni derivanti da informazioni scorrette e false

E’ importante che questa dichiarazione abbia la massima diffusione possibile. editor

Fonte WHO

Dichiarazione congiunta di OMS, ONU, UNICEF, UNDP, UNESCO, UNAIDS, ITU, UN Global Pulse e IFRC

23 settembre 2020

Dichiarazione
Un’infodemia è una sovrabbondanza di informazioni, sia online che offline. Comprende tentativi deliberati di diffondere informazioni sbagliate per minare la risposta della salute pubblica e promuovere programmi alternativi di gruppi o individui. La disinformazione e la disinformazione possono essere dannose per la salute fisica e mentale delle persone; aumentare la stigmatizzazione; minacciare preziosi guadagni di salute; e portare a una scarsa osservanza delle misure di salute pubblica, riducendo così la loro efficacia e mettendo in pericolo la capacità dei paesi di fermare la pandemia.La disinformazione costa vite. Senza la fiducia appropriata e le informazioni corrette, i test diagnostici non vengono utilizzati, le campagne di immunizzazione (o le campagne per promuovere vaccini efficaci) non raggiungeranno i loro obiettivi e il virus continuerà a prosperare.Inoltre, la disinformazione sta polarizzando il dibattito pubblico su argomenti relativi a COVID-19; amplificare l’incitamento all’odio; aumentare il rischio di conflitti, violenze e violazioni dei diritti umani; e minacciando prospettive a lungo termine per il progresso della democrazia, dei diritti umani e della coesione sociale.In questo contesto, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha lanciato nell’aprile 2020 l’iniziativa di risposta alle comunicazioni delle Nazioni Unite per combattere la diffusione della cattiva informazione e della disinformazione. ).

All’Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2020, gli Stati membri dell’OMS hanno approvato la risoluzione WHA73.1 sulla risposta COVID-19. La risoluzione riconosce che la gestione dell’infodemia è una parte fondamentale del controllo della pandemia COVID-19: invita gli Stati membri a fornire contenuti COVID-19 affidabili, ad adottare misure per contrastare la disinformazione e la disinformazione e sfruttare le tecnologie digitali attraverso la risposta. La risoluzione invita inoltre le organizzazioni internazionali ad affrontare la cattiva informazione e la disinformazione nella sfera digitale, a lavorare per prevenire attività cibernetiche dannose che minano la risposta sanitaria e a sostenere la fornitura di dati scientifici al pubblico.

Il sistema delle Nazioni Unite e le organizzazioni della società civile stanno usando le loro competenze e conoscenze collettive per rispondere all’infodemia. Allo stesso tempo, poiché la pandemia continua a creare incertezza e ansia, c’è un’urgente necessità di un’azione più forte per gestire l’infodemia e di un approccio coordinato tra stati, organizzazioni multilaterali, società civile e tutti gli altri attori che hanno un ruolo e responsabilità chiari nella lotta alla cattiva informazione e alla disinformazione.

Invitiamo gli Stati membri a sviluppare e attuare piani d’azione per gestire l’infodemia promuovendo la diffusione tempestiva di informazioni accurate , basate sulla scienza e le prove, a tutte le comunità, e in particolare ai gruppi ad alto rischio; e prevenire la diffusione e combattere la cattiva informazione e la disinformazione nel rispetto della libertà di espressione.

Esortiamo gli Stati membri a coinvolgere e ascoltare le loro comunità , come si sviluppano i loro piani d’azione nazionali , e per le comunità Empower di sviluppare soluzioni e resistenza contro mis- e disinformazione.

Chiediamo inoltre a tutte le altre parti interessate , inclusi   i media e le piattaforme di social media attraverso le quali vengono diffuse disinformazione e disinformazione , ricercatori e tecnologi che possono progettare e costruire strategie e strumenti efficaci per rispondere all’infodemia, i leader della società civile e gli influencer a collaborare con il sistema delle Nazioni Unite, con gli Stati membri e tra di loro, e per rafforzare ulteriormente le loro azioni per diffondere informazioni accurate e prevenire la diffusione di disinformazione e disinformazione.

Coronavirus disease (COVID-19) Weekly Epidemiological Update Data as received by WHO from national authorities, as of 10 am CEST 13 September 2020

Ancora una volta il grafico  WHO  che descrive le curve epidemiche Covid 19 . Un documento che va letto con la massima attenzione ogni settimana…. Vedi il Report settimanale completo:

Coronavirus disease (COVID-19) Weekly Epidemiological Update Data as received by WHO from national authorities, as of 10 am CEST 13 September 2020

Covid-19. La catastrofe

Autore: Gavino Maciocco

Fonte Saluteinternazionale.info  che ringraziamo

La risposta globale alla pandemia di Covid-19 si è rivelata uno dei più grandi fallimenti politici e scientifici della nostra storia recente. Il libro di Richard Horton:

  • Richard Horton. Covid-19. La catastrofe. Prefazione di Giuseppe Ippolito. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2020.

Richard Horton, direttore di The Lancet, col suo libro scritto durante il lockdown[1], ci consegna un appassionante racconto sulla pandemia: una spaventosa crisi globale, crisi politica e etica, prima ancora che sanitaria.

Il racconto si articola in due parti, come suggerisce il sottotitolo: a) quali le cause della crisi, ovvero “cosa non ha funzionato” e b) quali le soluzioni, ovvero “come evitare che si ripeta”.

Cosa non ha funzionato.

Le prime cose che non hanno funzionato sono avvenute in Cina, dove la pandemia ha preso origine.  I ritardi nella comunicazione dei casi all’OMS, la reticenza delle autorità politiche di Wuhan, i provvedimenti disciplinari nei confronti dei medici che all’inizio denunciavano il ritorno della Sars, il ritardo nell’attuazione del lockdown a Wuhan e nella provincia di Hubei (quando ormai 5 milioni di persone si erano mosse per tutta la Cina e all’estero per festeggiare il capodanno). Il governo cinese dovrà dare delle spiegazioni su tutto ciò, tuttavia – scrive l’autore – “i ricercatori e gli operatori sanitari cinesi meritano la nostra gratitudine” per l’enorme mole di lavoro che hanno svolto, per la qualità e la condivisione delle loro importanti ricerche, per essere riusciti a contenere l’epidemia – con un numero limitato di casi e di vittime – in un paese densamente popolato, con oltre un miliardo e 300 milioni di abitanti.

Horton assolve l’operato dell’OMS (una “creatura imperfetta”) e ha parole di sincera simpatia per i suo Direttore generale, l’etiope Tedros  Ghebreyesus, a cui rivolge un unico appunto: quando l’OMS il 22 gennaio dichiarò il massimo allarme per la diffusione del nuovo virus (Public Health Emergency International Concern – PHEIC), Tedros avrebbe dovuto immediatamente convocare l’assemblea di tutti gli Stati membri.

L’impreparazione di fronte alla pandemia è stato l’errore fatale e imperdonabile. Imperdonabile perché negli ultimi 20 anni c’erano stati nel mondo forti segnali dell’emergere di gravi malattie infettive a carattere epidemico: Sars (2002-3) aveva dimostrato con quale rapidità un coronavirus riusciva a superare i confini nazionali; Ebola (2013) si era diffuso in Africa occidentale; MERS (2012-15), altro coronavirus diffuso in Medio Oriente; Zika (2015), virus trasmesso dalle punture di zanzara diffuso in diversi paesi dell’America Latina. In più di un’occasione l’OMS aveva invitato i paesi membri a prepararsi di fronte a una probabile, distruttiva pandemia. Appelli caduti nel vuoto, per vari motivi.

  1. Di fronte a minacce globali sarebbero necessarie risposte globali. Di fronte a virus che non conoscono i confini degli Stati, lo stesso concetto di Stato nei confronti di un’epidemia avrebbe dovuto essere superato a favore di un’entità sovranazionale, l’OMS per l’appunto. Ma così non è stato. La globalizzazione ha ridotto il potere degli Stati (a favore del mercato), ma ha anche fortemente indebolito le organizzazioni multilaterali, come le Nazioni Unite, l’Unesco o l’OMS, quelle cioè che hanno un ruolo fondamentale nella difesa dei beni comuni – la pace, la cultura, la salute.
  2. I governanti hanno sottovalutato il pericolo e si sono trovati impreparati. Tutti, tranne qualche eccezione: Taiwan, Singapore, Corea del Sud, Nuova Zelanda e per certi versi la Germania.  Tutti, in particolare i leader “sovranisti”: Donald Trump in America, Boris Johnson in UK, Jair Bolsonaro in Brasile, Nerendra Modi in India. Horton dedica vari passi del libro al Presidente degli Stati Uniti. Considera del tutto ingiusti i suoi attacchi alla Cina e un crimine contro l’umanità la sua decisione di tagliare i contributi all’OMS. Gli dedica inoltre alcune sferzanti osservazioni del tipo: “Rifiutiamo la dottrina del globalismo e abbracciamo quella del patriottismo”, ha dichiarato il presidente Trump nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni unite nel 2018. E ancora nel 2019: “Il futuro non appartiene ai globalisti, il futuro appartiene ai patrioti”. Ma questa restrittiva definizione di patriottismo non tiene
    in considerazione una dura realtà: i virus non hanno nazionalità”.
  3. In molti paesi l’incapacità di organizzare una adeguata vigilanza sulle epidemie è stata causata dal decennio di austerità, seguito alla crisi finanziaria del 2007-8. Le politiche di austerità ridussero drasticamente la spesa pubblica e il settore sanitario risultò tra i più colpiti dalla crisi.

Le cose sono andate storte soprattutto a casa dell’Autore, nel Regno Unito, a causa delle scelte ritenute scellerate del governo, con cui Horton entra in diretta polemica, anche attraverso le colonne della sua rivista.  “Non eravamo pronti” ammette Ian Boyd, uno dei principali consulenti scientifici del governo, in un articolo del marzo 2020, e aggiunge candidamente:“Abbiamo capito cosa sarebbe stato utile, ma non abbiamo messo in pratica tutte le lezioni imparate”. Boyd allude all’operazione “Cygnus”, la simulazione dello scenario  di un’influenza pandemica avvenuta nell’ottobre 2016. La conclusione fu che il livello di preparedness della nazione era del tutto insufficiente ad affrontare le “domande estreme di una grave epidemia”. Ma negli anni seguenti non venne fatto nulla per rimediare.

Horton è spietato nell’elencare tutti gli errori e le omissioni del governo Johnson, la prima e più clamorosa quella di optare inizialmente per la strategia dell’immunità di gregge. Fu Graham Medley, principale advisor scientifico del governo a illustrarla: “Bisogna incoraggiare l’epidemia controllata di un largo numero di popolazione al fine di generare l’immunità di gregge”. L’ordine di grandezza di tale immunità doveva raggiungere il 60% della popolazione. L’Imperial College di Londra fece subito le stime dell’impatto di questa strategia: con una mortalità dell’1% del 60% di una popolazione di 66 milioni di abitanti l’applicazione di quella strategia avrebbe provocato 400 mila morti e travolto con i malati gravi il NHS. Subito dopo, come se nulla fosse, il governo fece retromarcia.

Al pari di molti altri governi, quello inglese è stato sopraffatto la pandemia. Non è stato in grado di mettere in campo le risorse necessarie per eseguire la necessaria quantità di tamponi, per tracciare i contatti e isolare i malati; non è stato in grado di fornire le necessarie protezioni al personale sanitario che lavorava nelle prime linee esponendolo a gravissimi, spesso mortali, rischi; non è riuscito a proteggere le persone più fragili, in particolare quelle che vivevano nelle residenze per anziani.  Nonostante la catastrofe in atto, quando il ministro tutti i giorni si presentava in conferenza stampa a fare il conto dei casi e dei morti, aveva al suo fianco consulenti scientifici che tacevano e annuivano.  “Ricercatori e politici – afferma Horton – hanno infatti agito in combutta per proteggere il Governo e per illudere
gli altri Paesi che il Regno Unito fosse un ‘esempio internazionale’ da imitare, facendo credere di essere in grado di prendere le decisioni
giuste al momento giusto e su basi scientifiche”.  A causa del crollo di credibilità degli scienziati che facevano parte della commissione di esperti nominata dal governo – Scientific Advisory Group for Emergencies (SAGE) – si auto-costituì una commissione alternativa, una SAGE indipendente, presieduta da Sir David King, professore emerito all’Università di Cambridge.  Commissione che non ha risparmiato critiche alla gestione della Covid-19, facendo tra l’altro notare come – nell’indifferenza del governo – la pandemia avesse fatto esplodere e dilatare le già profonde diseguaglianze economiche e razziali all’interno del paese.

Come evitare che si ripeta

L’ultimo capitolo del libro di Horton – 130 pagine che si leggono tutte d’un fiato – s’intitola “Verso la prossima pandemia”. “I disastri – scrive l’autore, riportando un’affermazione di Slavoj Žižek, filosofo sloveno – possono diventare catalizzatori di cambiamenti sociali e politici significativi e sorprendenti. Ecco cosa devono fare le società se vogliono prevenire le pericolose conseguenze della prossima pandemia.”

Cambiamenti riassunti in un elenco di cinque punti:

  • Covid-19 cambierà le società
  • Covid-19 cambierà i governi
  • Covid-19 cambierà le persone
  • Covid-19 cambierà la medicina
  • Covid-19 cambierà la scienza.

Tutti dovranno capire che la pandemia è una crisi politica e non semplicemente una crisi sanitaria. E dovranno capire anche che la salute non è una questione casalinga, ma un fondamentale problema di politica estera, per la sicurezza globale e la sicurezza nazionale. Tutti dovranno collaborare perché tutte le nazioni facciano significativi progressi verso la copertura sanitaria universale, perché la sicurezza della salute individuale è indispensabile per la sicurezza della salute globale. Dovrà essere rafforzato il ruolo dello Stato nell’organizzazione sanitaria, come nell’economia, per garantire la lotta alle diseguaglianze. Nel 2013 Boris Johnson, allora sindaco di Londra, affermò che la diseguaglianza era essenziale per il successo della società e che lo spirito dell’invidia sociale era un ottimo stimolo per l’attività economica. Queste idee – osserva Horton – non sono più accettabili. I governi devono contrastare le diseguaglianze in ogni atto politico.

Il capitalismo  – scrive l’autore  – ha molti pregi. Ma la sua forma più estrema venuta a galla negli ultimi quarant’anni ha indebolito qualcosa di essenziale nel tessuto sociale delle nostre società. Queste debolezze hanno contribuito a creare il tragico bilancio di morti. Dopo la Covid-19, non è più accettabile considerare le persone come mezzi piuttosto che come obiettivi. Una volta che ci saremo ripresi da questa pandemia, troveremo un momento per ridefinire insieme i nostri valori e i nostri obiettivi?”.

Bibliografia

  • Richard Horton. Covid-19. La catastrofe. Prefazione di Giuseppe Ippolito. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2020.

WHO. Aggiornamento epidemiologico settimanale Coronavirus disease 2019 (COVID-19) 7 settembre 2020

 

Aggiornamento epidemiologico settimanale 
Coronavirus disease 2019 (COVID-19)
7 settembre 2020

Coronavirus disease (COVID-19) Weekly Epidemiological Update Data as received by WHO from national authorities, as of 10 am CEST 6 September 2020 For the latest data and information on COVID-19, please see: • WHO COVID-19 Dashboard • Rolling updates on COVID-19 • WHO COVID-19 Weekly Operational Update

Il Report epidemiologico settimanale della OMS

Coronavirus disease (COVID-19)
Weekly Epidemiological Update
Data as received by WHO from national authorities, as of 10am CEST 23 August 2020

Il report epidemiologico settimanale della OMS mostra la persistenza della circolazione del virus su scala globale. Sono questi i dati da tenere in considerazione. Proprio in ragione dell’andamento delle curve epidemiche su scala globale e su scala europea e nazionale occorre mantenere alta la guardia.
I  dati contenuti nel Rapporto spazzano via i flussi di notizie e dichiarazioni tese ad affermare l’idea stravagante che il ” virus sarebbe diventato più “buono”..”  Il flusso di informazioni tese a minimizzare il rischio della patologia Covid-19  hanno indotto confusione e agevolato comportamenti a rischio.
La lotta contro la infodemia è una componente decisiva nella battaglia contro il coronavirus.

 

Brasile, Covid-19: la nuova normalità del nuovo fascismo

 

foto Pressenza.com

Fonte : Pressenza.com

Autore Paolo D’Aprile

Lo sterminio deliberato di una comunità, un gruppo etnico, un popolo intero, per azione diretta od omissione di determinate azioni che potrebbero impedirlo, non fa più parte di una nefasta ipotesi, di un timore precoce determinato dalle parole proferite in comizi di piazza: lo sterminio genocida è la realtà che respiriamo ogni giorno. E adesso non più solamente attraverso le frasi mille volte usate durante la campagna elettorale come una promessa per risolvere i mali della nazione; ora quelle frasi sono divenute politica di governo, azione di Stato. L’autoritarismo fascistoide della nuova economia imposto da un mercato onnipresente, ci obbliga a leggere le statistiche e i numeri con la tipica indifferenza di chi ormai ha tutto si è abituato.

I mille morti al giorno… (in realtà 1200, 1300, 1400… ogni giorno, dai primi di maggio fino ad oggi) ormai sono una innocua nota a piè di pagina. E quando si fa menzione al termine “genocidio” non è certamente per banalizzare una parola che fa rabbrividire, ma per dire le cose come stanno veramente.

I documenti parlano chiaro: gli organi dello stesso ministero della salute, tre mesi fa avvisavano il nuovo ministro (il terzo dall’inizio della pandemia, un generale dell’esercito), sulla carenza delle sostanze necessarie alla fabbricazione dei medicinali fondamentali per il trattamento del Covid. E non solo: i documenti avvisavano la mancanza cronica di apparecchi e l’assenza di una logistica distributiva nel territorio nazionale di medicinali e materiali. I documenti arrivano alla stampa che incalza il ministro: “i responsabili della organizzazione sanitaria sono i singoli municipi e i singoli stati, non è il governo federale, né tanto meno il ministero della salute”.

Continua a leggere “Brasile, Covid-19: la nuova normalità del nuovo fascismo”

WHO.Nuovo laboratorio legale COVID-19 per fornire informazioni legali fondamentali e supporto per la risposta globale COVID-19

Fonte WHO.INT

 

Lanciata oggi, l’iniziativa COVID-19 Law Lab raccoglie e condivide documenti legali di oltre 190 paesi in tutto il mondo per aiutare gli Stati a stabilire e attuare solidi quadri giuridici per gestire la pandemia. L’obiettivo è garantire che le leggi proteggano la salute e il benessere degli individui e delle comunità e che rispettino gli standard internazionali sui diritti umani.

Il nuovo Lab (su www.COVIDLawLab.org ) è un progetto congiunto del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV / AIDS (UNAIDS) e dell’Istituto O’Neill per la legge nazionale e globale sulla salute presso la Georgetown University.

Leggi ben progettate possono aiutare a costruire sistemi sanitari forti; valutare e approvare farmaci e vaccini sicuri ed efficaci; e applicare azioni per creare spazi e luoghi di lavoro pubblici più sani e sicuri. Fondamentalmente, sono fondamentali per un’efficace attuazione del Regolamento sanitario internazionale dell’OMS: sorveglianza; prevenzione e controllo delle infezioni; gestione di viaggi e commercio; e attuazione di misure per mantenere i servizi sanitari essenziali.

“Le leggi e le politiche fondate su scienza, prove e diritti umani possono consentire alle persone di accedere ai servizi sanitari, proteggersi dal COVID-19 e vivere liberi da stigmatizzazione, discriminazione e violenza”, afferma Achim Steiner, amministratore dell’UNDP. “Il COVID-19 Law Lab è uno strumento importante per la condivisione di buone pratiche su leggi e politiche.”

Continua a leggere “WHO.Nuovo laboratorio legale COVID-19 per fornire informazioni legali fondamentali e supporto per la risposta globale COVID-19”

E se Covid-19 fosse trasmesso per via aerea?

FONTE PSINTERNATIONAL

Quanto è significativa la trasmissione aerea del virus che causa Covid-19? Questa domanda ha infastidito scienziati, operatori sanitari e pubblico dall’inizio dell’epidemia globale nel gennaio 2020.

Il dibattito sulla trasmissione aerea di Covid-19 si è intensificato all’inizio di luglio quando 239 scienziati di 32 paesi hanno lanciato un “appello aperto alla comunità medica e agli organi nazionali e internazionali competenti a riconoscere il potenziale di diffusione nell’aria di Covid-19”.

Pochi giorni dopo, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha aggiornato il suo brief scientifico del 29 marzo intitolato “Modalità di trasmissione del virus che causa Covid-19: implicazioni per le raccomandazioni di precauzione per la prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC)”. Questo dibattito non è solo una tempesta in una tazza da tè scientifica. Ha implicazioni politiche molto importanti per le misure di infezione e protezione, comprese quelle per salvaguardare la sicurezza e la salute degli operatori sanitari.

In termini pratici per gli operatori sanitari, ciò implicherebbe l’uso di dispositivi di protezione individuale, compresi i respiratori, preferibilmente alle maschere mediche.
La prima guida dell’OMS sulla malattia fu la “Prevenzione e controllo delle infezioni durante l’assistenza sanitaria quando un nuovo coronavirus (nCoV) Si sospetta infezione ”documento rilasciato il 25 gennaio. È stato adattato dalla precedente guida per la prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC) sviluppata per affrontare l’infezione da coronavirus (MERS-CoV) della sindrome respiratoria del Medio Oriente. Ha posto l’accento sulle precauzioni di contatto e delle goccioline.

Una lettera aperta è stata immediatamente emessa da Global Nurses United, firmata dai sindacati delle infermiere, comprese le affiliate PSI. La lettera sottolineava che la guida non era all’altezza di ciò che era necessario per proteggere la vita di infermieri e altri operatori sanitari. Considerando il fatto che molte cose sono rimaste sconosciute sul virus e sulle sue modalità di trasmissione, hanno chiesto “l’implementazione di precauzioni per via aerea quando gli operatori sanitari si prendono cura di pazienti con possibili infezioni del 2019-nCoV”.

Continua a leggere “E se Covid-19 fosse trasmesso per via aerea?”

WHO. Coronavirus disease (COVID-19) Situation Report – 155

WHO 

Coronavirus disease
(COVID-19)

Situation Report – 155

Data as received by WHO from national authorities by 10:00 CEST, 23 June 2020

Situation Report 155 – 23 June 2020

 

SITUAZIONE ITALIANA

Ultimi aggiornamenti. Fonte Istituto Superiore di Sanità 

23/6/2020 – Aggiornamento dati: l’infografica dall’ISS

È online l’infografica con i principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornata al 22 giugno 2020.

 

Un mondo a rischio L’importanza della prontezza all’azione

Segnaliamo questo interessante articolo già pubblicato dal Centro Documentazione per la Promozione della salute della Regione Piemonte. Nella gestione Pandemia la mancanza di  preparadness è stata esperienza negativa condivisa dal SSN italiano  ma non solo. Nell’articolo si affronta il tema della preparadness , ovvero della prontezza dell’azione, capacità dei sistemi sanitari pubblici, delle comunità e degli individui, di prevenire, proteggere, rispondere rapidamente e riprendersi da emergenze sanitarie, in particolare quelle la cui scala, tempistica o imprevedibilità minacciano di sopraffare le capacità di routine….

 

 

La preparedness, o prontezza all’azione, è definita come la capacità dei sistemi sanitari pubblici, delle comunità e degli individui, di prevenire, proteggere, rispondere rapidamente e riprendersi da emergenze sanitarie, in particolare quelle la cui scala, tempistica o imprevedibilità minacciano di sopraffare le capacità di routine” (1).

La prontezza è costosa: occorre finanziare, in continuo, programmi e azioni per prevenire eventi che potrebbero non verificarsi mai, o che potrebbero accadere in modo diverso da quanto si era previsto. Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2019, ha pubblicato le linee guida “A world at risk” elaborate dal Global Preparedness Monitoring Board (2), che approfondiscono, in 7 capitoli, le più importanti strategie che si dovrebbero mettere in atto. Sono così importanti che sono state tradotte in molte lingue – escluso l’italiano -. Continua a leggere “Un mondo a rischio L’importanza della prontezza all’azione”

Distanza fisica, contatto sociale Quanto è importante la differenza tra i termini “distanziamento fisico” e “distanziamento sociale”? a cura di Marina Penassi, Dors

 

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sostiene che vada superato, in questo tempo di pandemia, il concetto di “distanziamento sociale” a favore del concetto di “distanziamento fisico”.

Il pensiero sotteso è che l’espressione “distanziamento sociale” possa creare equivoci. Quello che va mantenuto, per contrastare il Covid-19, è il “distanziamento fisico”. Il virus può infatti diffondersi tramite goccioline respiratorie, piccole quantità di liquido che potrebbero fuoriuscire quando una persona affetta da questa patologia starnutisce o tossisce. Limitando i contatti con gli altri e mantenendo il distanziamento fisico di almeno un metro, si riducono le probabilità di contrarre il virus e di trasmetterlo a qualcun altro.

Va invece incentivato il più possibile il rafforzamento dei legami sociali, promuovendo al contempo la socialità come concetto positivo in grado di mantenere e aumentare il benessere psicofisico. Gli esperti affermano che il contatto sociale è vitale per la salute mentale. La  sua mancanza può generare ansia e sentimenti di solitudine privando le persone delle sostanze scatenate dal contatto fisico, quali endorfine e serotonina, che aiutano a tenere sotto controllo stress e paura.

Il cambiamento di lessico non è cosa di poco conto perché aiuterà a non associare il termine “sociale” a un concetto negativo. Miriadi di studi scientifici vanno nella direzione dell’influenza positiva delle relazioni sociali per coadiuvare la cura e la guarigione dalle malattie. Continua a leggere “Distanza fisica, contatto sociale Quanto è importante la differenza tra i termini “distanziamento fisico” e “distanziamento sociale”? a cura di Marina Penassi, Dors”

Dichiarazione sulla terza riunione del Comitato di emergenza del Regolamento sanitario internazionale (2005) sull’epidemia di coronavirus (COVID-19)

Nota redazionale. Pubblichiamo questa traduzione non ufficiale  ( effettuata  tramite  google translator ) della terza riunione del Comitato di Emergenza  convocata dal direttore generale della OMS  a fini educativi per offrire la possibilità di comprendere, anche ai cittadini profani rispetto alla materia,  quale sia la complessità del governo mondiale di una pandemia originata da un agente biologico, un virus  finora sconosciuto . Poiché molti opinion maker esprimono opinioni e critiche per sentito dire  questa è un’occasione , dopo la lettura di questo documento, per una salutare riflessione sulla necessità a volte di aspettare prima di sparare valutazioni e giudizi destituiti di fondamento. ( editor ) 

========================================

Fonte  WHO – Organizzazione Mondiale della Sanità 

1o maggio 2020

dichiarazione
Ginevra, Svizzera

La terza riunione del comitato di emergenza convocata dal direttore generale dell’OMS ai sensi dei regolamenti sanitari internazionali (2005) (IHR) sulla malattia di coronavirus (COVID-19), si è svolta giovedì 30 aprile 2020, dalle 12:00 alle 17 : 45 ora di Ginevra (CEST).

Atti dell’incontro

Membri e consulenti del Comitato di emergenza  sono stati convocati per teleconferenza. L’adesione al Comitato di emergenza è stata ampliata per riflettere la natura della pandemia e la necessità di includere ulteriori aree di competenza.

Il direttore generale ha accolto con favore il comitato, li ha ringraziati per il loro impegno a migliorare la salute pubblica globale e ha fornito una panoramica dei principali risultati raggiunti dalla risposta COVID-19 dall’ultima riunione del comitato di emergenza del 30 gennaio 2020. Rappresentanti dell’ufficio legale e il Dipartimento di conformità, gestione dei rischi ed etica (CRE) ha informato i membri sui loro ruoli e responsabilità.

Il funzionario etico di CRE ha fornito ai membri e ai consulenti una panoramica del processo di dichiarazione di interessi dell’OMS. I membri e i consulenti sono stati resi consapevoli della loro responsabilità individuale di divulgare all’OMS, in modo tempestivo, qualsiasi interesse di natura personale, professionale, finanziaria, intellettuale o commerciale che possa dar luogo a un conflitto di interessi percepito o diretto. È stato inoltre ricordato il loro dovere di mantenere la riservatezza delle discussioni sulla riunione e del lavoro del comitato. All’incontro hanno partecipato solo i membri del comitato e i consulenti che non sono stati considerati in conflitto di interesse percepiti o diretti.

Il segretariato ha consegnato la riunione al presidente, il professor Houssin. Ha inoltre accolto con favore il comitato e rivisto gli obiettivi e l’ordine del giorno della riunione.

I direttori di emergenza regionali dell’OMS e il direttore esecutivo del programma di emergenza sanitaria dell’OMS (WHE) hanno fornito una panoramica della situazione regionale e globale. Dopo la successiva discussione, il Comitato ha concordato all’unanimità che l’epidemia costituisce ancora un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale (PHEIC) e ha offerto consulenza al Direttore Generale.

Il direttore generale ha dichiarato che lo scoppio di COVID-19 continua a costituire un PHEIC. Ha accettato il parere del Comitato presso l’OMS e ha fornito il parere del Comitato agli Stati Parte come Raccomandazioni temporanee ai sensi del IHR.

Il comitato di emergenza sarà convocato di nuovo entro tre mesi o prima, a discrezione del direttore generale. Il direttore generale ha ringraziato il comitato per il lavoro svolto.

Consigli all’OMS Continua a leggere “Dichiarazione sulla terza riunione del Comitato di emergenza del Regolamento sanitario internazionale (2005) sull’epidemia di coronavirus (COVID-19)”

WHO. Guida su strategie e interventi per la prevenzione e la risposta alla violenza e alle lesioni tra rifugiati e migranti (2020)

FONTE WHO

Scarica

Inglese 

2020, viii + 49 pagine
ISBN 978 92 890 5464 5
Questa pubblicazione è disponibile solo online.

Questa guida tecnica delinea le prove attuali, le conoscenze e le migliori pratiche relative alle incidenze di violenza e lesioni tra rifugiati e migranti nella Regione Europea dell’OMS. Evidenzia i principi chiave, sintetizza le azioni e le sfide prioritarie, mappa gli impegni e i quadri internazionali esistenti e fornisce considerazioni politiche pratiche per prevenire e rispondere a tali sfide. Le aree specifiche di intervento includono la garanzia di un passaggio sicuro per la migrazione; affrontare le cause di violenza e lesioni nei paesi di transito e di destinazione, compreso il cambiamento di norme e valori; identificazione delle vittime e assistenza e protezione; indagare e perseguire gli autori; e rafforzare la base di conoscenze. Mentre i destinatari principali di questa serie di orientamenti tecnici sono i responsabili politici di tutti i settori a livello locale,

A WORLD AT RISK Annual report on global preparedness for health emergencies Global Preparedness Monitoring Board September 2019

UN MONDO A RISCHIO
Rapporto annuale sulla preparazione globale alle emergenze sanitarie

Il rapporto 2019
Questo primo Rapporto elaborato da un
organo indipendente di monitoraggio, il Global Preparedness Monitoring Board (di seguito denominato come il Board o GPMB)  sollecita iniziative politiche per preparare e mitigare gli effetti delle emergenze sanitarie globali. Promosso e  convocato a maggio 2018 dal Gruppo della Banca mondiale e dall’Organizzazione mondiale della sanità, il Board si basa sul lavoro di Task force e panel di crisi sanitarie globali, creati dal segretario generale delle Nazioni Unite sulla scia dell’ epidemia di Ebola 2016. Il Board lavora indipendentemente da tutte le parti, compresi i suoi promotori, per fornire valutazioni e raccomandazioni le più oggettive possibili.
Nel primo Rapporto viene denunciata la impreparazione degli stati membri anche sviluppati ad affrontare una pandemia con crisi respiratorie a causa del definanziamento dei SSN e delle strutture di protezione civile. Purtroppo questo Rapporto è stato profetico.

IL RAPPORTO GPMB

L’Organizzazione mondiale della sanità: “Il Coronavirus è una pandemia”

“Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie”. Ora l’Oms potrà emanare direttive e inviare équipe nelle nazioni più colpite come fatto in Cina, Italia e Iran

fonte Repubblica.it

Il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità: «Non cambia la valutazione sulla minaccia rappresentata da questo virus, non cambia ciò che i Paesi dovrebbero fare»

fonte Corriere.it