E’ disponibile la Rivista Lavoro e Salute anno 38 – gennaio 2022

Un numero ricco di contenuti sulle politiche della salute, sui temi della salute e sicurezza nel lavoro e oltre il lavoro.

les1gennaio2022-2

Per scaricare il file pdf della Rivista clicca QUI 

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Salute Sicurezza sul Lavoro : una presa di posizione importante della FP CGIL di Piacenza

ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA GENERALE FP CGIL PIACENZA DEL 21.12.2021

L’ordine del giorno votato all’unanimità dall’Assemblea Generale FP Cgil di Piacenza rappresenta un punto di riferimento per un’analisi corretta degli impatti che il D.L 146, ora convertito in legge, produrrà  sulla organizzazione della vigilanza per quanto attiene la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un documento da leggere con attenzione.

IL TESTO DEL DOCUMENTO 

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Ha ragione Papa Francesco : ” basta morti sul lavoro, impegnamoci per questo”

Autore:   Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze
Nei primi 10 mesi dell’anno, secondo i dati Inail ci sono state 1017 denunce di infortunio mortale sul lavoro.
Ho citato pochissimi numeri, e vi spiegherò il perchè.
Quando si parla di queste tragedie, spesso si parla sempre e solo di numeri.
Credo fortemente che chi muore sul lavoro, non debba essere ricordato da statistiche piene zeppe di numeri.
Basta parlare di numeri, quelle sono persone.
Che avevano degli affetti, che avevano degli hobby, che avevano degli amici, che avevano una vita!

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“SE ATENE PIANGE SPARTA NON RIDE” . SI PRIVILEGI IL DIALOGO 

  Fonte Smips.org 

 

 

di Francesco Domenico Capizzi*

La contrapposizione aperta fra cittadini no-vax, da una parte, e Istituzioni politiche e scientifiche, sostenute da una larga maggioranza di cittadini, dall’altra, rischia di concludersi con quanto la sapienza antica ha mirabilmente voluto rappresentare nell’espressione “se Atene piange Sparta non ride”: qualunque sarà l’esito della tensione crescente le conseguenze socio-sanitarie della pandemia danneggeranno, comunque, ambedue i contendenti, compresa la frazione, anche se maggioritaria, che prevarrà. Tali saranno i guasti prodotti sul piano sociale da poterli assimilare agli effetti di una guerra, anche se vinta. Vi saranno innumerevoli “morti e feriti” ed uno sconquasso sociale assimilabile al periodo post-bellico che ricadrà su tutti indistintamente e irrimediabilmente.

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Emilia-Romagna. Parti sociali in Regione, obiettivo: accordo sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

Fonte: Regione Emilia-Romagna 

Iniziativa importante  della Regione Emilia Romagna. Dal sito della Regione Emilia Romagna .

Riunione del Patto per il Lavoro e per il Clima convocata dalla Giunta. Misure condivise per più controlli, prevenzione, formazione

Un accordo per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, con misure condivise di prevenzione e contrasto a infortuni e incidenti spesso mortali, fatti che continuano a registrarsi in maniera drammatica. Da condividere con istituzioni, parti sociali, enti locali, ovvero tutti i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima dell’Emilia-Romagna. A cui arrivare entro la metà di febbraio, al termine di un percorso iniziato oggi, con la riunione in Regione dei componenti il Patto per il Lavoro e per il Clima, convocata dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini.

Il testo verrà portato all’esame dell’Assemblea legislativa regionale, per il confronto coni Gruppi consiliari.

A introdurre i lavori di oggi il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi. A seguire le relazioni degli assessori Vincenzo Colla (Attività produttive e Lavoro) e Raffaele Donini (Politiche per la salute).

Obiettivo comune quello di intervenire con decisione, attraverso più formazione e informazione, e più controlli in tutti i comparti produttivi, con focus particolari su tre di essi, quelli nei quali si riscontra il maggior numero di morti sul lavoro: 77 sulle 103 degli ultimi tre anni. E cioè agricoltura (37), edilizia (30) e logistica (10).

Si vuole fare della prevenzione una vera competenza sociale e mettere la salute e la sicurezza sul lavoro al centro delle priorità istituzionali e sociali. Da qui alle prossime settimane, chiunque faccia parte del Patto invierà le proprie proposte, che ricondotte a sintesi comporranno il futuro accordo per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

E intanto la Regione licenzia il Piano della Prevenzione, redatto dalla Sanità in accordo con le altre direzioni coinvolte e illustrato proprio stasera al tavolo del Patto.

“Dobbiamo fare ogni sforzo possibile per diminuire infortuni e incidenti mortali, incidendo in particolare nell’ambito della prevenzione. Ma non solo, perché dobbiamo agire su una batteria di interventi che siano concordati e vincolanti, arrivando a definire un bilancio sociale per la sicurezza sul lavoro”, ha affermato Colla. L’invito dell’assessore è stato quello di partecipare con idee e suggerimenti all’impianto complessivo del documento, nel percorso da portare a conclusione entro il prossimo febbraio.

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Uk. Le chiamate delle ambulanze di Amazon aumentano prima delle vendite – dicembre 2021

Fonte : Newsletter TUC Risk dicembre 2021


Le chiamate delle ambulanze per lesioni e altri problemi di salute nei magazzini Amazon sono aumentate di quasi il 50% nel periodo precedente il Black Friday del 26 novembre, secondo una ricerca di GMB. Il sindacato ha utilizzato le richieste di libertà di informazione per ottenere dati mensili da quattro trust di ambulanze che coprono i principali siti di Amazon. La sua analisi mostra che, in un periodo di cinque anni, novembre è stato il mese peggiore per le chiamate delle ambulanze. Il Black Friday, che segue la festa del Ringraziamento negli Stati Uniti l’ultimo giovedì di novembre, ha visto la domanda di ambulanze crescere del 46% solo tra ottobre e novembre, poiché la società ha accumulato pressioni per evadere gli ordini.

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A proposito del D.L. 146: considerazioni della Snop

 

Pubblichiamo la Nota della Presidenza della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione (SNOP).

DL 146 e considerazioniSNOP_19nov2021

Per scaricare il file del Documento SNOP  Clicca QUI 

 

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Il decreto-legge 146 su salute e sicurezza sul lavoro è un passo falso.Sono necessarie modifiche al decreto. È necessario un intervento organico in materia

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro, al Presidente della Conferenza delle Regioni.

 

def_doc salute sicur lavoro post 146 2

Per scaricare il Documento con le firme aggiornate al 26/11/21 clicca QUI 

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Se condividete questo Documento potete sottoscrivere la petizione sulla piattaforma Change.org

https://chng.it/zw5M6JD4

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E’ disponibile il numero di novembre 2021 di Lavoro e Salute .

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DECRETO-LEGGE 21 ottobre 2021, n. 146

 

Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e
per esigenze indifferibili. (21G00157)
(GU n.252 del 21-10-2021)

Per le misure in materia di salute e sicurezza nel lavoro leggi:

Art. 13
Disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro

IL TESTO DEL D.L. 146 – 21 ottobre 2021

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Morire di lavoro. Seconda parte

Fonte: Saluteinternazionale.info che ringraziamo

Autore: Giuseppe Leocata

Per chi si occupa a vario titolo di salute dei lavoratori è giunta l’ora di uscire dai propri orticelli e dal coltivare interessi autoreferenziali o di parrocchia e basati su logiche mercantili.

Oggi si registra sempre di più la debolezza dei diversi nodi della rete della prevenzione, della salute e della sicurezza sul lavoro e all’assottigliamento delle relative maglie nell’ambito della Sanità: i Lavoratori – italiani, migranti, riders, ecc. (i quali oggi più di ieri hanno la priorità di conservare a qualunque costo il posto di lavoro e il salario, ‘prioritari’ rispetto alla loro salute globale nei luoghi di lavoro – si pensi soltanto ad esempio alle divergenze sulla lettura del disastro per la salute dei lavoratori e degli abitanti del quartiere Tamburi a causa dell’ILVA di Taranto), il Sindacato (in forti difficoltà e che non riesce più ad incidere nel mondo della sicurezza e dell’igiene del lavoro come negli anni passati, pensiamo ad esempio al silenzio in merito alle fabbriche di morte – armi, mine, ecc.), le Imprese virtuose (le quali andrebbero valorizzate), le Unità Operative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (sempre più ridotte e ‘non in linea’ con la ‘mission’ delle aziende ospedaliere: ‘curare i malati’), le Cliniche Universitarie (con risorse sempre di più ridotte e che sembra abbiano perso il contatto reale con la realtà concreta del lavoro e con le persone – lavoratori, operatori, servizi territoriali e istituzioni). In modo nostalgico ma realista ricordo il “modello di strutturazione territoriale integrata dei Servizi di Medicina Preventiva del Lavoro”, promosso – fra gli altri – da Antonio Fanuzzi della Regione Lombardia[1].

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Prime note sui provvedimenti su salute e sicurezza sul lavoro inserite nel cosiddetto Decreto fiscale di Mauro Valiani

 

Diario Prevenzione mette a disposizione uno spazio dedicato agli approfondimenti e al confronto sui provvedimenti su salute e sicurezza inseriti dal Governo contenuti nel cosiddetto decreto fiscale Pubblichiamo come primo contributo queste note che ci ha inviato Mauro Valiani. Invitiamo gli Operatori dei Servizi delle ASL, Ispettori del Lavoro, sindacalisti , RLS e Rlst e quanti lo vorranno a inviarci approfondimenti, commenti, riflessioni sullo stato dell’arte e sugli effetti che avranno questi provvedimenti. I files degli articoli in formato doc o pdf vanno inviati al seguente indirizzo: praxis.mailbox@gmail.com

 

 

Concordo con il commento di Gino Rubini (“Un cambiamento denso di significati e di preoccupanti interrogativi per chi si occupa di salute e sicurezza nel lavoro”, ). Ritenendo necessario lo sviluppo di un approfondimento sul tema, aggiungo qualche ulteriore osservazione. >>> segue

Per scaricare il file pdf dell’articolo di Mauro Valiani clicca QUI 

nota_valiani201021

 

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Morire di lavoro. Prima parte

 

Autore : Giuseppe Leocata   Fonte : Saluteinternazionale.info

Ringraziamo l’Autore e Saluteinternazionale

Per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro è necessario ricostruire una cultura collettiva e condivisa, che oggi è decisamente in crisi.

Scrivere delle morti sul lavoro nel nostro Paese non è semplice e non è sufficiente fermarsi al mero elenco dei dati forniti dall’Inail, reperibili sul sito dell’Istituto e che possono risultare di difficile lettura e comprensione, in relazione alle modalità di accadimento dei singoli eventi, ai periodi in cui essi sono avvenuti, alla situazione sociale ed economica nelle diverse regioni. Le logiche di chi ha elaborato le statistiche possono differire da quelle di chi le legge e la comprensione può dipendere anche dall’uso che si vuole fare dei numeri.

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Il numero di ottobre della Rivista Lavoro e Salute ottobre 2021

E’ disponibile online il numero di ottobre 2021 di Lavoro e Salute .
In questo numero molti articoli importanti.

Per scaricare il file pdf della Rivista clicca QUI 

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Per un PNRR della salute e della sicurezza nel lavoro. Basta con l’ecatombe di lavoratori e lavoratrici che muoiono su lavoro.

 

Immagine tratta da wikipedia Francisco José de Goya y Luciente – Il muratore ferito, 1786-1787 olio su tela, 268×110 cm – Madrid, Museo Nacional del Prado

 

Non c’è giorno che non si registri un incidente mortale sul lavoro, quando non sono due o tre. Questa persistenza del fenomeno infortunistico correlato al lavoro si protrae nel tempo con tipologie e causalità dell’accadimento che non si discostano da quanto succedeva cinquanta o sessant’anni fa. Prevalgono le cadute dall’alto, dai tetti e/o dalle impalcature. Le tecniche per evitare questi tragici eventi si sono evolute: ad esempio i ponteggi metallici di recente progettazione non presentano più l’incognita della rottura di una tavola di legno, sono più facili da gestire nel montaggio e nello smontaggio. Eppure anche oggi un lavoratore di 54 anni è morto a Genova in un cantiere del centro cittadino. Non dimentichiamo la lavoratrice di Prato dilaniata dalle parti in movimento di un orditoio e la lavoratrice di Camposanto,Modena anch’essa straziata a morte da una macchina fustellatrice. Non sono vittime di impianti tecnologici industria 4.0.Erano lavoratori e lavoratrici che svolgevano lavori su macchine operatrici sostanzialmente tradizionali. Le indagini delle autorità di vigilanza sono in corso, non sappiamo quale sia stata la causa di queste tragedie, se vi siano state delle colpose rimozioni dei dispositivi elettronici di blocco che dovrebbero bloccare queste macchine quando la mano, un braccio, il corpo dell’operatore entra in un’area a rischio.
Sappiamo però che in troppi casi i lavoratori e le lavoratrici non ricevono un’adeguata formazione rispetto ai rischi cui sono esposti. Sappiamo anche che vengono invitati a rimettere in moto macchinari quando si inceppano, operazioni che dovrebbe eseguire un manutentore esperto… Sappiamo che non gli viene spiegato che quando avvertono una situazione di pericolo grave hanno il diritto di mettersi al sicuro chiamando chi ne sa di più.

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Si muore sul lavoro come 50 anni fa. Che fare ? Podcast Diario Prevenzione 14 settembre 2021 – Puntata n° 89

a cura di Gino Rubini . In questa puntata parliamo di:

–  Si muore sul lavoro con le stesse tipologie d’infortunio come 50 anni fa. Che fare ?
– Lancio di un’applicazione per la salute e sicurezza sul lavoro per i lavoratori portuali
– UK. COVID-19 : improbabili ulteriori blocchi ma alcune restrizioni invernali sono possibili
– L’offensiva autunnale dell’amianto in Russia
– Lombardizzare il SSN
– Perchè siamo a favore dell’obbligo alla vaccinazione anti Covid 19

 

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La sentenza della Cassazione sulla strage di Viareggio.

 

Un documento importante da studiare da parte di chi si occupa di prevenzione e sicurezza  per comprendere le tendenze nell’ambito della magistratura rispetto alla valutazione delle responsabilità in materia di sicurezza ferroviaria e di sicurezza sul lavoro.La sentenza ha suscitato molto sconcerto e dissenso anche rispetto al non riconoscimento del ruolo dei RLS e delle Organizzazioni di rappresentanza degli interessi legittimi dei lavoratori e dei cittadini in materia di sicurezza sul lavoro e nel territorio. Come tutte le sentenze va rispettata ma ciò non vuol dire che non debba essere criticata per l’immagine che offre,  come afferma lo storico giornale dei macchinisti “in marcia” : ” salva i potenti e smantella la sicurezza dei lavoratori dai rischi ferroviari e il principio consolidato della responsabilità delle imprese nella tutela della popolazione”

IL TESTO DELLA SENTENZA

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Morti sul lavoro: lettera al governo Draghi dell’operaio Marco Bazzoni

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi,
Spett.le Governo

Il 6 Agosto 2021, il Presidente Draghi ha detto:

” Tra tutti i problemi c’è una cosa che sta a cuore a tutti noi e a me in particolare: cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione inaccettabile sul piano della sicurezza sul lavoro”

Che iniziative ha intenzione di mettere in campo per fermare questo triste bollettino di guerra sul lavoro?
Il 31 Agosto 2021 sono usciti i dati Inail, aggiornati al 31 Luglio 2021.
Nei primi 7 mesi del 2021 (dati Inail) ci sono state 677 denunce di infortunio mortale sul lavoro, 312762 denunce di infortunio sul lavoro.
Ho citato pochissimi numeri, e vi spieghero’ il perche’.

Quando si parla di queste tragedie, spesso si parla sempre e solo di numeri.
Credo fortemente che chi muore sul lavoro, non debba essere ricordato da statistiche piene zeppe di numeri.

Basta parlare di numeri, quelle sono persone.
Lavoratori con degli affetti, una moglie, dei figli, che la mattina sono usciti per andare a lavoro e poi non sono piu’ tornati a casa.
E questo sui mezzi d’informazione raramente viene fuori.

Quando verranno emanati i decreti attuativi mancanti, perche’ il Dlgs 81/08, che e’ entrato in vigore 13 anni fa (15 maggio 2008) sia completamente attuato?

Quando verra’ aumentato il personale ispettivo delle Asl (tecnici della prevenzione), visto che i controlli per la sicurezza spettano per la maggior parte a loro?

Voglio ricordare che gli ispettori del lavoro controllano solo la regolarita’ retributiva e la sicurezza sul lavoro nei cantieri (ma devono sempre preavvisare le Asl territorialmente competenti).

Va benissimo l’assunzione di 2000 ispettori del lavoro, come prospettato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, visto che questo serve a reprimere il lavoro nero e irregolare.E si sa bene, che chi lavora in nero, molto spesso non lavora neppure in sicurezza.

Ma non basta assolutamente.
Il Presidente Draghi si e’ speso piu’ volte, dicendo che bisogna fare di piu’ per la sicurezza sul lavoro.

Mi aspetto che alle sue parole corrispondano i fatti.
Nell’attesa e con la speranza che qualcuno mi risponda, Vi porgo cordiali saluti.

Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze

 

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Morire di lavoro. Qualcosa che ho imparato

Ho terminato il mio impegno sociale e la mia esperienza professionale sulle questioni della salute e della sicurezza dei lavoratori nel 2015. Da allora le mie fonti di informazione sono state gli organi di informazione quotidiani e le conversazioni con lavoratrici e lavoratori incontrati dove vivo, nella bassa valle di Susa. Le mie considerazioni sono quindi necessariamente frammentate e, in buona parte, superficiali, più che considerazioni sono delle sensazioni, delle reazioni alla informazione del giorno che leggo o ascolto. Ho tentato di approfondire le mie conoscenze andando a cercare dati e informazioni sul sito dell’Inail e in particolare sulla sezione “Informo” (infor-mo, analisi degli infortuni mortali a seguito delle indagini dei servizi territoriali di vigilanza delle Asl) per scoprire che anche su questo piano l’informazione è regredita e la collaborazione tra servizi di prevenzione e Inail è venuta via via scemando. Continua a leggere “Morire di lavoro. Qualcosa che ho imparato”

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Hesamag. La gig economy e i rischi psicosociali, intervista a Pierre Bérastégui

 

Fonte : Hesamag luglio 2021

Negli ultimi dieci anni, le piattaforme di lavoro online sono cresciute notevolmente. Questo tipo di lavoro comporta rischi specifici. Abbiamo avuto il piacere di intervistare su questo argomento Pierre Bérastégui , ricercatore presso ETUI, autore della pubblicazione ” Esposizione a fattori di rischio psicosociale nella “gig economy” – Revisione sistematica “. 

Continua a leggere “Hesamag. La gig economy e i rischi psicosociali, intervista a Pierre Bérastégui”

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CIIP. Le attività di prevenzione sono fondamentali . La Riforma targata “One Health” le deve valorizzare

documento congiunto 2 giugno 2021 ter

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L’appello di Marco, operaio fiorentino: «Non chiamiamole morti bianche. Non c’è nulla di candido»

 

 

«Ho deciso di lanciare un appello – ha scritto Marco Bazzoni, fiorentino, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – perché queste tragedie inaccettabili non vengano più chiamate morti bianche, ma con il termine più appropriato, cioè morti sul lavoro o omicidi sul lavoro.Perché il termine morti bianche è un termine ipocrita, un termine sconcertante ed è un insulto per i familiari e per le vittime del lavoro.Non sono mai morti bianche, quasi fossero candide, immacolate, innocenti, ma dipendono dall’avidità di chi si rifiuta di rispettare anche le minime norme per la sicurezza sul lavoro. Le parole sono molto importanti ed ogni morte sul lavoro merita rispetto. È anche partendo dal linguaggio che si combatte una battaglia per una maggiore sicurezza sul lavoro. Chiedo ai mezzi d’informazione di aderire a questo appello e di rilanciarlo sui loro siti web. Chiunque voglia aderire a questo appello, invii un’email a: marco.bazzoni01@libero.it con nominativo, azienda, qualifica e città». Attenzione ai caratteri: dopo il nome e cognome di Bazzoni, separati da un punto, ci sono due numeri: zero e uno.

Adesioni:
-Beppe Giulietti, Presidente Fnsi
-Piero Damosso, Tg1
-Elisa Marincola, portavoce di Articolo 21
-Coppini Andrea, disoccupato, ex operaio metalmeccanico, Rls. Prato
-Daniele Ranieri RSPP e Coordinatore del gruppo Lass (lavoro ambiente salute sicurezza)del Pd-Roma
-Paolo Berizzi, giornalista, Repubblica
-Stella Lanzilotta, Firenze
-Paolo Ferrario, giornalista, Avvenire
–  Faccio l’avvocato, e l’insegnante al corso “serale” dell’I.T.C.S. “Lorgna-Pindemonte” di Verona: aderisco all’appello, che cercherò di diffonfere, per quanto nelle mie possibilità.
Grazie per il Suo impegno.Daniele Melotti
-Carmelo Sardo, caporedattore Tg5
-Gabriella Geraci, Partita IVA, Psicologa, Roma
-Gianni Alioti, metalmeccanico in pensione, Genova
-Marco Furfaro, Direzione Nazionale, PD
-Dania Mondini, conduttrice Tg1
-Antonella Carcea, rls decathlon, Prato
-Samanta Di Persio, scrittrice
-Forconi Paola dipendente CGIL Firenze, operatrice del patronato Inca
-Francesco Romizi, giornalista e Consigliere. Comunale Arezzo
-Michele Papagna presidente @Acea.odv direttore @Consumietici – Milano
-Di Gregorio Vladimiro, consigliere comunale di Baveno, del Comitato Centrale del PCI.
-Fabrizio Baroncini, Portalettere Poste Italiane, Delegato SLC CGIL
-Renzo Ciani, Pres. Sez. Soci Coop Tavarnelle v.p.
-Marcello Di Martino, ex sindaco e promotore del Premio Di Donato, mi associo al tuo sacrosanto appello!
-Cristina Guerra – Rai Tg1
-Cristina Valdarnini e ho 25 anni.Lavoro come responsabile di vendita e marketing per una ditta orafa ad Arezzo, sono anche studente in tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.Ho letto il suo appello e vorrei aderire alla campagna.

– Diego Alhaique

– Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione

 

 

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Assemblea nazionale CGIL, CISL, UIL “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”

 

Carissimi,
è bastato che la morsa della pandemia allentasse lievemente la sua presa e
consentisse di riprendere in modo più regolare tutte le attività lavorative, con i ritmi e i carichi di lavoro di sempre, che il dramma delle morti sul lavoro, per cause altre dal COVID-19, si riproponesse nella drammatica “ordinaria” frequenza.
Ancor più in questo tempo dove è prioritaria per il nostro Paese la ripresa e la
ripartenza, va alzata l’attenzione sulle misure di prevenzione e protezione e sul rispetto della normativa perché un lavoratore, una lavoratrice che esce di casa per andare a lavorare ha il diritto di tornarci, la vita delle persone deve essere un valore collettivo superiore al profitto.
Per questo, per dire ancora una volta basta, delineando precisi interventi d’azione, individuando soggetti e ambiti che concretizzino quanto urgente e necessario,

MERCOLEDI’ 12 MAGGIO 2021, DALLE ORE 10.00 ALLE 12.30 CGIL-CISL-UIL svolgeranno una ASSEMBLEA NAZIONALE alla presenza dei Segretari Generali  MAURIZIO LANDINI, LUIGI SBARRA E PIERPAOLO BOMBARDIERI, all’insegna del monito:

“FERMIAMO LA STRAGE NEI LUOGHI DI LAVORO”

All’assemblea parteciperanno i nostri rappresentanti, RSA/RSU – RLS/RLST,
perché è grazie a loro e attraverso di loro, impegnati ogni giorno sui posti di lavoro, che il cambiamento a cui puntiamo potrà realizzarsi, agendo soprattutto con la contrattazione, il presidio e l’impegno di energie fisiche e intellettuali.
Non, quindi, un momento nazionale solo per dire basta, ma l’avvio di una campagna di re-azione, fatta di iniziative che dovranno svolgersi sul territorio (nelle modalità consentite e praticabili), nella cornice dei temi espressi nella piattaforma nazionale.
Nel volantino avrete la possibilità, cliccando nello spazio dedicato, di collegarvi
direttamente alla piattaforma dell’iniziativa che andrà anche in diretta social su Facebook sui canali CGIL CISL UIL.
Cordiali saluti
CGIL CISL UIL
R. Dettori A. Colombini I. Veronese

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ILO. Il Rapporto “Anticipare, preparare e rispondere alle crisi. Investite ora in sistemi resilienti di SSL”

Fonte : ILO NEWS 

GINEVRA (ILO News) – I paesi devono mettere in atto sistemi di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) solidi e resilienti che riducano al minimo i rischi per tutti nel mondo del lavoro in caso di future emergenze sanitarie, afferma l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO ) in un rapporto, pubblicato in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro.

Ciò richiederà investimenti nell’infrastruttura di SSL e la sua integrazione nei piani nazionali generali di preparazione e risposta alle emergenze di crisi, in modo che la sicurezza e la salute dei lavoratori siano protette e la continuità aziendale delle imprese sia sostenuta.

Il rapporto, Anticipare, preparare e rispondere alle crisi. Investite ora in sistemi resilienti di SSL , esamina la prevenzione e la gestione dei rischi relativi alla pandemia e analizza altri rischi per la salute e la sicurezza associati al cambiamento delle modalità di lavoro derivanti dalle misure di controllo dei virus……  

Scarica >>>. Il Rapporto   Anticipare, preparare e rispondere alle crisi. Investite ora in sistemi resilienti di SSL  ( english )

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