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Riprendiamo dal sito Inail il Report sul fenomeno infortunistico nelle 200 imprese del settore Ambiente associate a Utilitalia . Fonte Inail.it

 

Online sul sito dell’Inail, lo studio indaga le rischiosità specifiche di questo ambito professionale per migliorare gli interventi finalizzati alla prevenzione. Coinvolte circa 200 imprese del settore ambiente associate a Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici di acqua, ambiente, energia elettrica e gas. I rischi maggiori nell’attività di raccolta dei rifiuti

Raccolta rifiuti

...continua a leggere "Ambiente, un’analisi del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali tra i lavoratori del settore"

 

FONTE SUPERABILE CHE RINGRAZIAMO. 

Il presidente dell'Iss lo ribadisce in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, la 'Ecomafiè, sulla gestione dei rifiuti legata all'emergenza Covid-19

15 maggio 2020

ROMA - Per smaltire rifiuti prodotti nell'abitazione di una persona positiva al coronavirus si usi un doppio sacchetto e si sospenda la raccolta differenziata, buttando tutto nell'indifferenziato. Se invece nell'abitazione non c’è nessun positivo, allora la raccomandazione è di gettare guanti e mascherine in un apposito sacchetto da buttare via con il resto della spazzatura, senza sospendere la differenziata. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di sanità (Iss), lo ribadisce in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, la 'Ecomafie’, sulla gestione dei rifiuti legata all'emergenza Covid-19.

Si deve "tutelare la possibilità che rifiuti entrati in contatto con il coronavirus possano trasmettere virus", dice Brusaferro, con una "grande attenzione proposta negli oggetti e strumenti utilizzati, come mascherine guanti e camici, riferendoci ai rifiuti extrasanitari perché lo smaltimento sanitario è ben codificato con apposita normativa". Infatti "nell'ambiente sanitario è tutto già previsto in precedenza per altre malattie infettive" affini al coronavirus, mentre "diverso è il discorso in ambito domestico o lavorativo", precisa il presidente Iss.

Se proviene "da un contesto abitativo di persona positiva", dice Brusaferro, il rifiuto "se gestito in doppio sacchetto, poi chiuso per bene perché il contenuto non si disperda, è una forma sufficientemente protettiva per esser smaltito conferendolo come rifiuto urbano", ponendo "un rischio gestibile". Si dovrà però "sospendere la differenziata".

Invece, "per altri cittadini", quelli che vivono in una casa senza nessun positivo, va usato "un sacchetto ad hoc per guanti e mascherine, che poi va gettato nel resto della spazzatura, in modo che l'operatore non vi entri in contatto", prosegue e in questa categoria "non c’è motivo di sospendere differenziata", precisa il presidente Iss. Per quel che riguarda gli operatori della raccolta di rifiuti, "a ogni cambio turno si dovranno sanificare mezzi e strumenti", spiega Silvio Brusaferro, presidente Iss. Per quanto riguarda le tecniche di smaltimento, discarica e incenerimento, va "bene tutto purché si eviti la formazione di aerosol", a parte ciò il "rischio di contaminazione è minimo o irrilevante", è un "rischio accettabile, gestibile". Questo virus "è particolare- ricorda Brusaferro- ha un capside e appartiene a una famiglia di virus particolarmente sensibile alla luce de Sole e dei disinfettanti, per cui una profonda igiene e una disinfezione anche non intensa consentono di poterlo inattivare", in assenza di queste condizioni "può sopravvivere da pochi minuti a qualche giorno, ma dipende dal contesto". Invece "in situazioni protette, con materiale biologico e protette dalla luce del Sole vive più a lungo- ribadisce il presidente Iss, "dove la disinfezione è quotidiana, è molto bassa la possibilità di sopravvivenza".

PIÙ CONTROLLI SUGLI ILLECITI

Potrebbe essere "opportuno rafforzare i controlli sugli smaltimenti illeciti di acque reflue o fanghi non trattati negli impianti di depurazione", quindi "che potrebbero causare l'esposizione umana a materiali potenzialmente infetti", e causare un rischio "anche attraverso la contaminazione di falde sotterranee o superficiali". Se trattati nel modo legale e corretto, i fanghi da depurazione possono poi venire "applicati in linea con le buone pratiche agricole", spiega. Un trattamento, quello abituale, che fornisce garanzie "anche in considerazione della scarsa plausibilità di un rilascio di aerosol", che resta la via potenziale di trasmissione del coronavirus più efficace, conclude.

Fonte SNPA

Il Consiglio SNPA, riunito in videoconferenza lunedì 23 marzo, ha approvato un documento che contiene indicazioni generali per la gestione dei rifiuti nell’ambito dell’emergenza Covid-19.

Il documento tiene conto delle linee di indirizzo in materia fornite dall’Istituto Superiore di Sanità.

per leggere l'articolo vai a SNPA

 

Foto: Flickr Yuri Samoilov_CC BY 3.0.

 

Nel 1982, una famiglia negli Stati Uniti comprò un forno a microonde. Nel 2012, trent'anni dopo, il microonde funzionava ancora. Nel 2017, una giovane donna ha acquistato un aggiornamento per iPhone e una custodia protettiva. Quattro mesi dopo, con uno schermo scheggiato da alcuni rimbalzi sul pavimento, la stessa giovane donna deve acquistare un nuovo telefono.

Autore: Anna Kučírková

Questo aneddoto fa un punto cruciale sull'elettronica in questa epoca tecnologica in rapida evoluzione: semplicemente non li fanno come prima. Solleva anche una domanda importante: cosa dovremmo fare con i dispositivi elettronici che non usiamo più? Andiamo più in profondità nel problema problematico degli e-waste.

Che cos'è E-Waste? ...continua a leggere "E-Waste: un grosso problema che richiede soluzioni più grandi"

FONTE ISPRAMBIENTE

Il Convegno sarà introdotto dal Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, on. Salvatore Micillo, dal Presidente della Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, on. Stefano Vignaroli e dal Presidente dell’ISPRA e SNPA, dr. Stefano Laporta. Saranno presentati i risultati del Rapporto sui rifiuti urbani dal Direttore del Centro Nazionale per il Ciclo dei Rifiuti dell’ISPRA, dr.ssa Rosanna Laraia. Le Conclusioni del Convegno saranno affidate al dr. Alessandro Bratti, Direttore Generale dell’ISPRA.

Il Rapporto Rifiuti Urbani 2018, giunto alla sua ventesima edizione, è frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale per il Ciclo dei Rifiuti dell’ISPRA, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art. 189 del d.lgs. n. 152/2006. Fornisce i dati, aggiornati all’anno 2017, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale. Riporta, inoltre, le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario.

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