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Come il Sindacato può intervenire nella frattura sempre più profonda tra consumo e lavoro, in una filiera – quella alimentare – così centrale per la nostra sopravvivenza e in cui allo stesso tempo si addensano così tanti  fenomeni di illegalità e sfruttamento?

Questa la domanda centrale che ha interrogato il Consiglio Generale della Fiom di Bologna che si è tenuto lo scorso 27 Settembre, con la partecipazione di Roberto Iovinodella Flai-Cgil NazionaleFabio Ciconte giornalista e direttore di TerraFiore Zanibonidi Libera Bologna, l’Associazione Campi Aperti e Maurizio Lunghi, segretario generale della Cgil Bologna.

L’aver deciso di affrontare il tema non attraverso un momento seminariale o una iniziativa pubblica ma in una riunione del Consiglio Generale ha un significato preciso: chiamare in causa direttamente le delegate e i delegati delle Aziende Metalmeccaniche bolognesi e tutto l’Apparato, non solo in una doverosa operazione di informazione e svelamento di vecchi e nuovi meccanismi di sfruttamento, ma in una più chiara affermazione della necessità di mettere in campo tutte le iniziative necessarie ad effettuare una grande operazione di ricomposizione, capace di rendere le battaglie dei braccianti agricoli, una lotta di tutte e tutti.

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