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Nei giorni scorsi l’INAIL ha presentato i dati del sistema Mal Prof relativi al settore sanitario, che rappresenta è uno dei più grandi settori occupazionali. Questo settore occupa, infatti, circa il 10% dei lavoratori dell’Unione europea e le donne rappresentano circa il 77% della forza lavoro.

il personale operante in ambito sanitario “è esposto a diversi rischi durante lo svolgimento delle attività quotidiane, quali il sovraccarico biomeccanico, le posture incongrue, i movimenti scoordinati e/o ripetuti”. In particolare, le posture scorrette vengono “spesso assunte nell’assistenza al letto del paziente, ma anche in ambito chirurgico o durante le attività di laboratorio”. ..... >>>> LEGGI TUTTO 

 

 

I dati dell'Inail: nello stesso periodo del 2018, gennaio-maggio, erano stati 5 i decessi. In aumento pure le malattie professionali (da 82 a 111). Il presidente del comitato consultivo provinciale Ingrassia: "Scenario preoccupante, l'Istituto non diminuisca le strutture territoriali"

L'articolo prosegue alla fonte >>> Palermotoday

Fonte Dors.it

I report periodici redatti dalle Aziende sanitarie piemontesi sull'andamento di infortuni e malattie professionali a livello locale.

a cura di Spresal ASL regione Piemonte

 

I report sintetizzano le informazioni riguardanti la numerosità di ditte e relativi addetti suddivise per comparto produttivo e stratificate per dimensione, gli infortuni sul lavoro, anche dettagliati per comparto, con particolare attenzione agli infortuni mortali, le malattie professionali.

Le informazioni derivano da fonte INAIL, integrata da altre fonti istituzionali se in grado di fornire un quadro più completo e aggiornato. I dati sono presentati in forma tabellare e/o grafica. Le didascalie forniscono sistematicamente: periodo temporale, livello geografico, fonte, descrizione degli acronimi, degli indicatori e/o della specificità della tabella/grafico proposti. Il periodo temporale può coprire tutta la serie storica a disposizione, permettere un confronto puntuale fra diversi intervalli della serie storica, oppure riferirsi all’ultimo anno disponibile.

Tutti i report redatti dalle ASL sono disponibili sul sito della Regione Piemonte al seguente collegamento

Newsletter Medico Legale INCA Numero 10/2019

Le malattie professionali nella relazione annuale INAIL

Nei giorni scorsi si è tenuto l’annuale incontro in cui il presidente dell’ INAIL ha presentato il resoconto dell’attività dell’Istituto per l’anno 2018.

In questa occasione sono stati presentati i dati relativi agli infortuni de alle malattie professionali, pur se rileviamo che per quanto concerne le malattie professionali minore è stato il dettaglio statistico.

Le malattie denunciate nel 2018 sono state circa 59.500, il 2,6% in più rispetto all’anno precedente. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37%, mentre il 3% è ancora “in istruttoria”.

Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43mila, di cui quasi il 40% per causa professionale riconosciuta.

I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati poco meno di 1.400, mentre quelli deceduti nel 2018 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.177 (-16,4% rispetto al 2017), di cui 257 per silicosi/asbestosi (il 74% con età al decesso maggiore di 79 anni).

I dati presentati confermano il rilievo che hanno assunto le malattie muscoloscheletriche con oltre 3.2000 casi di tunnel carpale ed altre patologie dei nervi ed oltre 14.5000 malattie del sistema osteoarticolare.

Rimane significativo il dato delle ipoacusie che sono già state oggetto di commento nella precedente newsletter e quello dei tumori anche se risultano in calo i riconoscimenti.

I dati presentati non hanno fornito indicazioni sulla numerosità e tipologia delle patologie legate alla pregressa esposizione all’amianto.

In calo, poi, appaiono anche i disturbi psichici e comportamentali in cui dovremmo ritrovare le condizioni di stress lavoro-correlato anche se appare necessario un approfondimento statistico per verificare quante di queste condizioni di stress e burnout non siano state ammesse a tutela con il codice ICD delle malattie del sistema nervoso.

Le rilevazioni più recenti mostrano un lieve aumento delle denunce anche nei primi cinque mesi del 2019. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail tra gennaio e maggio, infatti, sono state 27.385, 372 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,4%).

LA NEWSLETTER INCA 10 2019 CGIL COMPLETA

FONTE ETUI

26 giugno 2019

Rapporto tra condizioni di lavoro e malattie neurodegenerative

Medico che tiene in mano sclerosi laterale amiotrofica

I ricercatori svedesi hanno appena pubblicato una revisione della letteratura e una meta-analisi delle esposizioni professionali e delle malattie neurodegenerative.

66 sulla base letteratura originale, questo studio illumina il rapporto tra le condizioni di lavoro e le malattie neurodegenerative stato osservato tre costante aumento negli ultimi anni: il morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA ) conosciuta anche come "morbo di Lou Gehrig." Gli studi si concentrano sui fattori di rischio tre diffuse nel mondo del lavoro: i campi elettromagnetici, metalli e pesticidi.

...continua a leggere "Rapporto tra condizioni di lavoro e malattie neurodegenerative"

Newsletter Medico Legale Inca Cgil Numero 9/2019

Ipoacusia da rumore nei dati di MalProf

Nei giorni scorsi l’INAIL ha presentato i dati del sistema Mal Prof relativi all’ipoacusia da rumore sottolineando nel titolo della pubblicazione ”Un problema di salute ancora attuale sul lavoro” come tale patologia e quindi come tale rischio sia ancora presente nei luoghi di lavoro.

In tutto il mondo, circa 360 milioni di persone oggi convivono con una riduzione dell’udito da moderata a grave dovuta a cause diverse, quali esposizione al rumore, difetti genetici, complicanze alla nascita, malattie infettive, otiti croniche, uso di farmaci ototossici e conseguenze dell’invecchiamento.

Si stima che circa la metà di tutti questi casi di perdita dell’udito siano dovuti a fattori evitabili, tra cui il rumore [Who, 2015]. L’effetto del rumore sul sistema uditivo (ipoacusia) è in diretta relazione col livello sonoro e la durata dell’esposizione per cui, superati determinati limiti, c’è rischio di danno irreversibile all’apparato uditivo il cui grado dipende anche da altri fattori come la suscettibilità individuale, la variabilità interpersonale, l’età del soggetto, pregresse e/o concomitanti patologie dell’orecchio. >>> SEGUE

LA NEWSLETTER MEDICO LEGALE INCA CGIL N° 9/2019

FONTE ETUI.ORG

Il 27 marzo, un tribunale federale statunitense a San Francisco, in California, ha condannato la multinazionale Bayer-Monsanto per pagare a Edwin Hardeman più di $ 80 milioni. La giuria ha votato all'unanimità. L'importo è il risarcimento ordinario di oltre $ 5 milioni per danni subiti o danni prevedibili e punitivi di $ 75 milioni per il comportamento particolarmente grave di Monsanto. La giuria non ha condannato solo la mancanza di informazioni. Ha commentato la relazione causale tra cancro e pesticida e ha considerato che quest'ultimo era un fattore sostanziale che causa la malattia. Per i giurati, non c'è dubbio che Monsanto era consapevole dei rischi e deliberatamente scelto di non informare gli acquirenti.

...continua a leggere "USA: multinazionale Bayer-Monsanto condannata a pagare oltre 80 milioni di dollari per la vittima del glifosato"

Newsletter Medico Legale Inca Cgil  Nazionale Numero 5/2019

Come ogni anno in occasione dell’otto marzo l’INAIL pubblica un dossier sugli infortuni e le malattie professionali delle lavoratrici.
Da tale documento abbiamo tratto gli elementi che possono essere utili alla attività di tutela.

NEWSLETTER MEDICO LEGALE INCA N° 5/2019

 

Fonte Osha.eu

I sistemi di allarme e sentinella possono fornire ai responsabili politici e alle figure attive nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro un’allerta precoce sui rischi nuovi ed emergenti e sulle malattie correlate al lavoro. La relazione analizza in dettaglio un insieme di approcci, adottati sia all’interno sia all’esterno dell’UE, che si sono rivelati efficaci nel quadro dei sistemi di allarme e sentinella.

Inoltre, prende in esame come riprodurre tali approcci in altri paesi e come integrare una funzionalità di allarme nei sistemi di monitoraggio esistenti. La relazione, infine, conclude che è fondamentale migliorare la natura della comunicazione per quanto riguarda il contributo che i sistemi di allarme e sentinella apportano alle politiche e alla prevenzione basate su dati oggettivi, mantenere motivato chi trasmette le segnalazioni a tali sistemi e garantire un adeguato sostegno politico e sufficienti risorse finanziarie, oltre che promuovere la cooperazione internazionale e la condivisione di dati nell’UE.

Leggi il comunicato stampa

Scarica la relazione finale e la sintesi

Ulteriori informazioni sui sistemi di allarme e sentinella

FONTE CGIL.IT

Roma, 19 dicembre – “Esprimiamo seria preoccupazione e contrarietà per la riduzione dei premi assicurativi all’Inail da parte delle imprese”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Franco Martini, Angelo Colombini, Silvana Roseto commentano l’emendamento alla manovra, presentato al Senato, nel quale: “non si tiene conto che l’equilibrio finanziario nella gestione dell’Istituto deve contemporaneamente riguardare sia la revisione delle tariffe a favore delle imprese, che la qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.Secondo le tre Confederazioni “il nodo non è il riequilibrio delle tariffe, previsto anche dalla normativa vigente da attuare con cadenza triennale, la cui urgente attuazione è stata richiamata dalla recente intesa che abbiamo siglato con Confindustria il 12 dicembre scorso, ma è l’assenza dell’impegno sulla qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“Di questo obiettivo – denunciano Martini, Colombini, Roseto – non vi è traccia nella manovra, anzi lo stesso emendamento prevede addirittura che i 410 milioni di risparmi per le imprese vengano reperiti anche attraverso un taglio di 110 milioni agli interventi in materia di formazione”. “Ciò è ancor più grave, a poche ore dall’iniziativa promossa dall’Istituto, che ha rilanciato l’obiettivo del reinserimento lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di infortuni, obiettivo che – aggiungono – richiede un forte impegno dell’Inail nella formazione e nella ricerca”. “Per queste ragioni le Segreterie Nazionali di Cgil, Cisl, Uil chiedono il ritiro dell’emendamento e interventi coerenti con l’intesa Confindustria-sindacati in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, concludono Martini, Colombini, Roseto.

 

 

FONTE  RTE (che ringraziamo)

di Ingrid Miley
Corrispondente dell'industria e del lavoro

Lo stress legato al lavoro tra i dipendenti in Irlanda è raddoppiato tra il 2010 e il 2015, secondo un nuovo studio dell'Istituto di ricerca economica e sociale , finanziato dall'Autorità per la sicurezza e la salute.

I suoi risultati suggeriscono che il 17% della forza lavoro ha subito uno stress nel 2015, dall'8% nel 2010 - uno degli aumenti più ripidi tra i dieci paesi dell'Europa occidentale esaminati.

Tuttavia, la cifra irlandese era ancora al di sotto della media del 19%.

Si riteneva che i dipendenti stessero vivendo stress da lavoro se riferivano di sperimentare lo stress "sempre" o "il più delle volte", insieme alle reazioni allo stress come stanchezza generale, ansia e disturbi del sonno.

Tra il 2010 e il 2015, il numero di lavoratori irlandesi che hanno subito una o più reazioni di stress è salito dal 21% al 38%.

I lavoratori con maggiori probabilità di segnalare stress erano nel settore sanitario (18%), nella pubblica amministrazione (16%) e manifatturiero (15%) - mentre la vendita al dettaglio e la costruzione mostravano i più bassi livelli di stress.

Il 20% dei professionisti tecnici / associati segnalano stress, il 16% dei professionisti e il 14% dei manager.

È probabile che lo stress si innesca nei dipendenti irlandesi in base a richieste emotive, tra cui occuparsi di clienti o clienti arrabbiati o essere costretti a nascondere i loro sentimenti.

I lavoratori che hanno a che fare con tali richieste emotive hanno 21 volte più probabilità di sperimentare stress lavorativo rispetto a quelli senza tali pressioni.

Quelli sotto la pressione del tempo erano 10 volte più probabilità di sperimentare stress da lavoro rispetto a quelli senza scadenze ravvicinate.

I dipendenti esposti al bullismo, alle molestie e alla violenza avevano otto volte più probabilità di essere stressati rispetto a quelli in posti di lavoro senza tale esposizione.

Anche le ore di lavoro prolungate possono innescare lo stress - con chi lavora oltre 40 ore alla settimana il doppio delle probabilità di sperimentare stress lavorativo rispetto a chi lavora per 36-40 ore. Il limite legale è di 48 ore settimanali.

Quelli che sentivano di essere sottopagati per quello che facevano erano quattro volte più soggetti a essere stressati - mentre quelli impegnati in lavori fisicamente impegnativi avevano il doppio delle probabilità di soffrire di stress.

I lavoratori irlandesi erano anche più inclini a denunciare bullismo, molestie e altre forme di maltrattamento, ma erano meno propensi a subire una pressione del tempo.

L'indagine si è basata sui dati dell'indagine europea sulle condizioni di lavoro svolta nel 2010 e nel 2015.

Tra gli aspetti positivi, i dipendenti irlandesi hanno riportato livelli relativamente alti di supporto da parte di dirigenti e colleghi di lavoro.

L'ESRI afferma che la relazione condotta in collaborazione con l'HSA sottolinea l'importanza delle imprese irlandesi che hanno politiche in atto per affrontare lo stress sul posto di lavoro tra i dipendenti.

Cita le implicazioni per la salute dello stress, che possono includere malattie cardio-vascolari, depressione, oltre a conseguenze tra cui assenteismo, aumento del turnover del lavoro e riduzione del morale.

Tuttavia, solo il 40% dei datori di lavoro dispone di politiche per affrontare lo stress sul posto di lavoro.

L'ESRI afferma che è urgentemente necessario intervenire per affrontare i rischi psicosociali come il bullismo, le molestie e la violenza, nonché gli alti livelli di richieste emotive e la pressione del tempo.

L'autore Helen Russell ha esortato i datori di lavoro a gestire i rischi per prevenire i costi individuali e organizzativi significativi delle malattie legate allo stress.

Sharon McGuinness, CEO di HSA, ha affermato che la ricerca aiuterà a chiarire in che modo lo stress diventa un problema organizzativo e ha indicato gli strumenti online HSA per aiutare i datori di lavoro.

Bologna, 22 novembre 2018

Roma, 22 novembre – “Apprezziamo e approviamo l’iniziativa delle Regioni Sardegna, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia che chiedono al Governo che nella legge di Bilancio 2019 ci sia un capitolo di finanziamento specifico per le attività di bonifica dell’amianto sia negli edifici pubblici che in quelli privati”. È quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto in merito ad un incontro tra sindacati e rappresentanti delle cinque Regioni.“Tale richiesta – fanno sapere i tre dirigenti sindacali – è stata avanzata unanimamente da parte degli assessori regionali Donatella Spano della Sardegna, Sergio Cattaneo della Lombardia, Paola Gazzolo dell’Emilia Romagna, Angelo Sciapichetti delle Marche e Antonella Damian del Friuli Venezia Giulia”. Inoltre, proseguono Landini, Colombini, Roseto “gli stessi assessori hanno espresso il loro sostegno al documento che Cgil, Cisl, Uil hanno definito con l’Anci, e che la Conferenza dei Presidenti delle Regioni si appresta ad approvare formalmente”.“Riteniamo che l’espressione bipartisan delle istituzioni regionali e delle amministrazioni comunali, unitamente alle richieste delle organizzazioni sindacali, sia un forte messaggio che il Governo dovrebbe recepire nella prossima legge di Bilancio. Un forte impegno nella lotta all’amianto può qualificare il bilancio nazionale anche in ambito europeo”, concludono  Landini, Colombini, Roseto.

Samsung Electronics si è scusata venerdì per le malattie e la morte di alcuni dei suoi dipendenti, affermando che non è riuscito a creare un ambiente di lavoro nelle fabbriche di chip e di video.

L'annuncio da parte del colosso della tecnologia della Corea del Sud è arrivato settimane dopo che la società e un gruppo che rappresentava i lavoratori Samsung in difficoltà hanno accettato i termini di risarcimento suggeriti da un mediatore per porre fine a uno stallo altamente pubblicizzato che è andato avanti per oltre un decennio. Le scuse della compagnia erano parte dell'accordo.

Fonte della notizia>>> prosegue su  TimesUnion

FONTE RAVENNAEDINTORNI CHE RINGRAZIAMO

 

Un carropontista della coop Lb impiegato a Marcegaglia era accusato di simulare il disturbo fisico e invece il giudice ha stabilito che «il caso è lontano anni luce da una simulazione»: dovrà essere reintegrato e avrà una indennità di 25mila euro

È stato licenziato mentre era in malattia perché la ditta, che lo faceva pedinare tutti i giorni da un investigatore privato, lo accusava di simulare il disturbo e invece ora a distanza di un anno dal licenziamento una sentenza del tribunale ha stabilito che era tutto vero. Non faceva finta, come già dicevano le carte mediche: il lavoratore deve essere reintegrato e ricevere una indennità risarcitoria di 25mila euro (12 mensilità con la retribuzione di agosto 2017, l’ultimo mese sotto contratto). Il caso riguarda un carropontista della cooperativa Lb che lavora in appalto nello stabilimento Marcegaglia di Ravenna. L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE RAVENNAEDINTORNI.IT

 

Dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi nove mesi di quest’anno le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono tornate ad aumentare, anche se a un ritmo sempre più decrescente nelle diverse rilevazioni mensili.

Al 30 settembre scorso l’incremento si è attestato al +1,8% (pari a 771 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017, da 43.312 a 44.083). Si tratta della variazione più bassa registrata quest’anno: a gennaio, infatti, l’aumento registrato era stato pari al +14,8%, a febbraio al +10,3%, a marzo al +5,8%, ad aprile al +5,5%, a maggio al +3,1%, a giugno al +2,5%, a luglio al +3,5% e ad agosto al 2,3%.

>>>>  LA NEWSLETTER MEDICOLEGALE INCA 13/2018

Infortuni e malattie professionali: conoscere per prevenire. 
Perché il sistema informativo stenta a nascere?
Casa della Cultura di Milano, Via Borgogna 3 Milano
lunedì 22 ottobre 2018, ore 10 –13

Movimento per la Difesa e il Miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale
sono disponibili le presentazioni

PROGRAMMA

Moderatore: Vittorio Carreri

Presentazione della tematica a cura di Eugenio Ariano, Susanna Cantoni

TUTTE LE PRESENTAZIONI 

FONTE INAIL.IT

Il rapporto Malprof 2013/2014 rappresenta l’ottava edizione di una pubblicazione ormai standardizzata, risultato di un’attività di ricerca e di monitoraggio che coinvolge ad oggi 15 Regioni.

Immagine Maolprof 2013-2014 - L'ottavo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali

La rilevazione delle malattie professionali secondo il modello Malprof si basa su un flusso dati che dai servizi di Prevenzione delle Asl pervengono ad Inail Ricerca per poter costituire una base dati utile sia al monitoraggio delle patologie professionali nel territorio nazionale sia nell’indicare le informazioni utili ai fini prevenzionali, definendo le possibili correlazioni o ‘nessi di causa’ tra l’attività lavorativa svolta (in termini di settori di attività economica e di professione lavorativa) e la patologia professionale.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni Inail -  2018
Disponibilità: Sì - Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it