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EU-OSHA in collaborazione con ENETOSH (Rete europea di istruzione e formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro) ha organizzato un seminario che affronta il problema dei disturbi muscoloscheletrici (DMS) tra i giovani e i lavoratori. Il seminario è stato organizzato nel quadro di un progetto di panoramica sulla SSL sui DMS e in vista dell'imminente campagna "Alleggerire il carico" dei luoghi di lavoro salutari, che inizierà a ottobre 2020. 
L'evento è servito come attività di sensibilizzazione sulla necessità di promuovere buona salute muscoloscheletrica in tenera età. I partecipanti hanno scambiato idee in piccoli gruppi guidati da esperti su quattro diversi aspetti: ricerca, politica (SSL - ergonomia), pratica (integrazione della SSL nell'istruzione) e comunicazione (percezione del corpo). 
Sul sito web dell'EU-OSHA, sono ora disponibili relazioni sulle principali conclusioni di ciascun seminario, nonché informazioni sulla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici, una guida pratica per le piccole imprese sui rischi psicosociali, stress e disturbi muscoloscheletrici e informazioni sull'integrazione della SSL nell'istruzione.

 

Nei giorni scorsi l’INAIL ha presentato i dati del sistema Mal Prof relativi al settore sanitario, che rappresenta è uno dei più grandi settori occupazionali. Questo settore occupa, infatti, circa il 10% dei lavoratori dell’Unione europea e le donne rappresentano circa il 77% della forza lavoro.

il personale operante in ambito sanitario “è esposto a diversi rischi durante lo svolgimento delle attività quotidiane, quali il sovraccarico biomeccanico, le posture incongrue, i movimenti scoordinati e/o ripetuti”. In particolare, le posture scorrette vengono “spesso assunte nell’assistenza al letto del paziente, ma anche in ambito chirurgico o durante le attività di laboratorio”. ..... >>>> LEGGI TUTTO 

 

L'Istituto canadese per il Lavoro e la Salute ( IWH ) ha promosso una ricerca sugli impatti che il lavoratore subisce dopo una diagnosi di artrite. Riteniamo opportuno socializzare questa esperienza  che nonostante sia stata sviluppata in un contesto giuridico e istituzionale  diverso dal nostro rappresenta comunque una ricerca di soluzioni organizzative e pratiche interessanti.

"Anche al CAPA siamo pazienti. Sappiamo che una diagnosi di artrite significa cambiamenti sul lavoro. Affrontare i cambiamenti può essere una sfida al meglio. Potresti chiederti cosa puoi fare per renderti le cose più facili mentre lavori. O su ciò che il tuo datore di lavoro può fare per aiutarti. O se dovessi anche dire a qualcuno al lavoro della tua artrite. Per aiutarti a rispondere a queste domande, abbiamo sviluppato le risorse di seguito.

Queste risorse sono state anche esaminate da un esperto nel campo della ricerca per comprendere la partecipazione all'occupazione di persone che vivono in condizioni croniche invalidanti, il dottor Arif Jetha , uno scienziato associato presso l'Institute for Work & Health. Visualizza il profilo del Dr. Jetha qui .

VEDI I REPORT E LE BROCHURE A QUESTO SITO >>  CAPA 

 

FONTE INRS

Segnaliamo questo studio INRS .

Studio INRS: un prototipo di manichino digitale che integra la variabilità del movimento dovuta all'affaticamento muscolare dell'operatore
Progettazione di workstation
INRS ha progettato un prototipo di manichino digitale che simula in parte la variabilità dei movimenti a causa dell'affaticamento muscolare dell'operatore.

Obiettivo: incoraggiare i progettisti a pensare meglio alle workstation.

I manichini digitali sono dotati di un software che simula in 3D l'attività di un operatore sulla sua postazione di lavoro. Sono utilizzati nella progettazione di postazioni di lavoro in molti settori di attività, in particolare nel settore (aeronautico, automobilistico, ecc.). Un vero e proprio vantaggio per la prevenzione dei rischi professionali, questi software consentono di anticipare i movimenti dell'operatore e stimare alcuni vincoli fisici associati (sforzi, posture, dispendio energetico, disagio, ecc.). Tuttavia, se tengono conto di alcune differenze tra individui, come l'altezza, questi modelli sono totalmente inconsapevoli della variabilità dei movimenti della stessa persona durante il giorno.

Per sviluppare questo software, l'INRS ha condotto uno studio tra il 2014 e il 2018 in collaborazione con l'Istituto di sistemi intelligenti e robotica (ISIR). Ha portato alla creazione di un prototipo di manichino digitale che incorpora parte di questa variabilità.

INRS  ha progettato un prototipo di manichino digitale che simula in parte la variabilità dei movimenti a causa dell'affaticamento muscolare dell'operatore

 

Una Guida prodotta da ISTAS ( Istituto Salute e Sicurezza del Sindacato CC.OO) sull'Assistenza domiciliare, l'organizzazione del lavoro e la prevenzione dei rischi da movimentazione pazienti. La guida è in spagnolo .

LA GUIDA

 

FONTE C.I.I.P 

Aula Magna Mangiagalli - via Commenda 10, Milano
venerdì 15 febbraio 2019 ore 9:00-17:00

Fondazione IRCCS Cà Granda

PROGRAMMA

9.00 Registrazione partecipanti

Saluti del Responsabile dell’UOC Medicina del Lavoro Dr. Luciano Riboldi

PRIMA PARTE: MODELLI DI GESTIONE
Moderatore: Claudia Sferra

...continua a leggere "Evoluzione del rischio da movimentazione pazienti dal 1999 al 2017 Un nuovo Dossier Ambiente e Lavoro"

FONTE SALUTELAVORO

Emerge un deciso peggioramento delle condizioni di lavoro e la saturazione dei tempi di produzione. Sul fronte della prevenzione degli infortuni. A preoccupare è soprattutto la tendenza a minimizzare situazioni problematiche e che non possono essere affrontate tralasciando interventi di prevenzione che non siano quelli sui dispositivi.

Fca, i diecimila questionari della Fiom per fare il punto della situazione sulla condizione operaia

Pubblicato da 

Partecipanti alla manifestazione della Fiom, questo pomeriggio 16 ottobre 2010 in piazza San Giovanni a Roma. E' il rosso a dominare piazza San
Giovanni in Laterano a Roma dove stanno manifestando gli operai della Fiom. Tante le bandiere della sigla sindacale dei metalmeccanici, Cgil e Rifondazione comunista. Le uniche diverse sono quelle di colore bianco dell'Italia dei valori. La rete studentesca sta mostrando uno striscione con su scritto ''Gelmini dimettiti ricostruiamoci il futuro'' mentre alcune tute blu espongono cartelli con slogan: ''l'indifferenza uccide'', ''gli operai producono per tutti, rispettateli'', ''uniti contro il capitale''. Non mancano critiche al segretario della Cgil; su un cartello si legge ''Epifani con Cisl e Uil lascia stare. C'e' bisogno di lottare''. 
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Oltre 10.000 questionari distribuiti in 54 stabilimenti Fca, Cnh e Magneti Marelli per approfondire la situazione delle tute blu. Si tratta di una ricerca storica, perché la prima dopo tanti anni fatta dalla Fiom. I risultati sono stati elaborati dalle Fondazioni Sabattini e Di Vittorio e diffusi oggi (12 dicembre), a poche ore dall’apertura del congresso nazionale della Fiom a Riccione. “Fca, il mestiere dell’auto”, questo il titolo che è servito a “dare la voce ai più di cinquantamila dipendenti di tutto il gruppo.

Ritmi alti, salario basso
Dal rapporto, innanzi tutto, emerge un deciso peggioramento delle condizioni di lavoro e la saturazione dei tempi di produzione. Negli stabilimenti ex Fiat, negli ultimi tempi, si è infatti progressivamente passati ad applicare l‘Ergo-Uas, una nuova metrica, cioè un diverso metodo per la determinazione dei ritmi di produzione. L’Ergo-Uas è parte integrante del Wcm (World class manufacturing, ndr), la filosofia giapponese importata da Marchionne e basata sulla creazione di squadre per ridurre gli sprechi e migliorare ritmi e qualità della produzione. Gli operai, in realtà, sono ora sottoposti a ritmi sempre più difficili da reggere: i tempi di lavoro sono valutati come “poco sostenibili” o “insostenibili” dalla metà degli interpellati, mentre il 60% giudica insufficienti le pause, in particolare coloro che dispongono di 3 soste da 10 minuti ciascuna (qui il giudizio negativo arriva al 73%). All’aumento dei ritmi di lavoro, tra l’altro, non è corrisposto alcun aumento del salario. Solo il 23% del campione ritiene infatti soddisfacenti le retribuzioni. Mentre praticamente per tutti (97%) l’aumento del carico di lavoro in presenza di nuove produzioni dovrebbe corrispondere a un incremento dello stipendio. ...continua a leggere "Fca, i diecimila questionari della Fiom per fare il punto della situazione sulla condizione operaia"

FONTE OSHA.EU

I lavoratori in Europa hanno maggiori probabilità di subire conseguenze negative dei rischi psicosociali, dello stress o dei disturbi muscoloscheletrici (MSD) rispetto a qualsiasi altro problema di salute correlato al lavoro. Questi problemi possono avere gravi conseguenze per le persone e le imprese, che spesso portano a lunghi periodi di congedo per malattia.

Le micro e le piccole imprese in particolare possono trovare difficile affrontare questi problemi, motivo per cui è stata creata una guida pratica. Definisce un processo in cinque fasi per migliorare l'ambiente di lavoro, con molti suggerimenti utili, tecniche facili da usare e consigli diretti per aiutare le piccole imprese a prevenire e gestire i rischi psicosociali, stress e MSD.

Scarica la guida

Vedi le nostre sezioni tematiche su stress e rischi psicosociali e sui disturbi muscoloscheletrici

 

FONTE AREAONLINE.CH

di  Veronica Galster
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Schiena a pezzi, problemi alle mani, alto rischio di infortunio, vita privata inesistente per l’impossibilità di pianificare qualsiasi cosa al di fuori del lavoro e il tutto per un misero salario. C’è da chiedersi se un impiego così non sia meglio perderlo che trovarlo. Fra le testimonianze raccolte, c’è chi in effetti il lavoro l’ha lasciato e chi invece continua a lavorare lì nella speranza che qualcosa cambi.

«Ho lavorato due anni da Hilcona come temporanea tramite Adecco. Ero da poco arrivata nella regione, cercavo un lavoro e mi sono detta: da qualche parte devo pur cominciare, e mi sono ritrovata da Hilcona», ci racconta una ex lavoratrice che preferisce restare anonima.

La chiameremo Laura*. Dopo due anni alle condizioni imposte da questa azienda con sede a Orbe, leader svizzero nel settore dei “prodotti freschi”, il suo medico le ha però detto che doveva scegliere tra la salute e il posto di lavoro: «Non è stato facile: il salario mi serviva, ma la mia schiena era davvero messa male, ero sempre stanca e anche la psiche cominciava ad accusare i colpi, non riuscivo più a stare con la mia famiglia, perciò ho deciso che era meglio smettere», ci racconta a pochi mesi di distanza.
Anche Marc* vuole restare anonimo, lui lavora ancora da Hilcona, è lì da diversi anni e fa prevalentemente i turni di notte. Secondo lui le condizioni di lavoro nell’azienda non sono propriamente in regola: «Io maneggio prodotti chimici e fino a circa un anno fa non ci avevano dotato degli occhiali di protezione, ad un collega è schizzato del prodotto nell’occhio, era pericoloso», racconta. Senza contare la mancata sostituzione di scarpe da lavoro rovinate, o locali nei quali manca la ventilazione e l’aria risulta irrespirabile per l’alta concentrazione di prodotti chimici e per l’umidità.

Le condizioni di lavoro sono fisicamente pesanti, e questo ha portato ai problemi di salute di Laura, ma non è solo questo aspetto che rende la vita difficile ai lavoratori di Hilcona: «Dal momento che entri lì ti puoi scordare di avere una vita privata», ci dicono entrambi. Per Hilcona ogni lavoratore deve essere a disposizione 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana, domenica compresa. «Quando ho iniziato a lavorare lì, il primo giorno mi hanno spiegato come funzionava il lavoro in ditta, le regole base di igiene, i vestiti eccetera. Quando siamo arrivati davanti all’albo con il planning mi è stato chiaramente detto che il mio giorno di libero non era da considerare come giorno di libero, a meno che io non l’avessi bloccato», ma bloccare un giorno non è evidente e soprattutto non lo si può fare spesso, pena il rischio di ammonimento, spiega Laura.

...continua a leggere "Hilcona ci ha annientato la vita privata"

 

A cura di Ministero della Salute

Abstract
La postura rappresenta la posizione assunta dalle varie parti del corpo le une rispetto alle altre e rispetto all'ambiente circostante e al sistema di riferimento del campo gravitazionale. Il Ministero della salute ha promosso, tramite un apposito Gruppo di lavoro, l'elaborazione di un documento per fornire alle diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prevenzione, diagnosi e cura del disturbo posturale, indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

Download

Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni (PDF 282.7 Kb)

[ Ringraziamo il Dott.Marco Bottazzi del Patronato Inca Cgil per la segnalazione del Documento ]

Si tratta di un documento pubblicato dal Ministero della Salute e destinato alle professionalità sanitarie per l’analisi e la cura dei disturbi posturali. Documento con indicazioni in merito a peso epidemiologico e presa in carico delle persone.

“La postura rappresenta la posizione assunta dalle varie parti del corpo le une rispetto alle altre e rispetto all’ambiente circostante e al sistema di riferimento del campo gravitazionale”. Così si legge nella premessa. Le linee guida partono dall’inquadramento del tema, equilibrio statico e dinamico, per poi procedere nell’analisi di modalità anamnestiche, diagnostiche, ragionando attraverso cinque raccomandazioni. Basate sulla letteratura scientifica attuale e suddivise per gradi di forza in base alla solidità dei dati condivisi dal comunità scientifica ed esperti:

“La valutazione dell’allineamento posturale deve prevedere uno standard di posizione.
La diagnosi clinica di una disfunzione posturale richiede la valutazione dell’allineamento tra cranio e segmenti corporei e di questi tra loro nonché la palpazione di specifici distretti muscolari e punti di emergenza nervosa.
La diagnosi di disfunzione posturale necessita oltreché di valutazioni cliniche anche di specifiche indagini strumentali per identificarne la natura e l’entità.
L’esame clinico di un disturbo posturale deve prevedere un percorso in sensocranio-caudale.
Al fine di conseguire un miglioramento dello stato di salute dell’individuo si deve prevedere non solo il trattamento degli aspetti sintomatici del soma, ma anche quello delle condizioni causali, tenuto conto della correlazione cranio-caudale”.

Le linee guida sono state realizzate da un apposito Gruppo di lavoro istituito con D.M. 23 novembre 2016 e D.M. 27 gennaio 2017. Sono state approvate dal Consiglio superiore di sanità. Verranno aggiornate ogni quattro anni.

LINEE GUIDA SULLE POSTURE