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Alla presenza di Unai Sordo e di una parte degli autori di questo studio, sono stati presentati in conferenza stampa i risultati dell'indagine Condizioni di lavoro, precarietà e salute dei lavoratori residenti in Spagna nell'ambito del COVID-19 .

Era un sondaggio online, progettato congiuntamente dall'Università Autonoma di Barcellona (UAB) e dall'Istituto sindacale per l'ambiente e la salute del lavoro (ISTAS), essendo il dottor Albert Navarro (Facoltà di medicina UAB), il dottor Salvador Moncada (ISTAS), il Dr. Sergio Salas (POWAH-UAB) e la sociologa Clara Llorens (ISTAS e Faculty of CCPP e Sociology UAB) il team responsabile.

L'indagine ha cercato di conoscere l'impatto della pandemia tra i lavoratori che avevano un lavoro al 14 marzo 2020 , sia tra coloro che stavano ancora lavorando al momento della risposta, sia tra quelli colpiti da un ERTE o che erano stati licenziati.

Con oltre 20.000 partecipanti, il sondaggio mostra che le principali preoccupazioni dei lavoratori sono legate alla precarietà del lavoro, il 75,6% è preoccupato per trovare un lavoro, mentre il 69,7% è preoccupato che il proprio stipendio diminuisca , essendo più alto tra coloro il cui stipendio non copre i bisogni di base.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il rettore dell'Università Autonoma di Barcellona, ​​Margarita Arboix, ei responsabili dei due gruppi di ricerca: Albert Navarro, del gruppo POWAH, composto da ricercatori delle Facoltà di Medicina e Scienze Politiche e Sociologia dell'Università Autonoma di Barcellona (UAB) e Salvador Moncada, dell'Istituto sindacale per l'ambiente e la salute del lavoro (ISTAS-CCOO).

Accesso allo studio Condizioni di lavoro, precarietà e salute nell'ambito del Covid 19

a cura di Rita Longo, Dors  che ringraziamo 

 

Introduzione

Il documento proposto è un POSITION PAPER, che individua le priorità per promuovere e proteggere la salute mentale della popolazione, in particolare dei gruppi più fragili, nel post covid19.

Le priorità strategiche derivano da ricerche documentali su studi empirici e revisioni sistematiche, da due survey sulla popolazione realizzate nelle prime settimane della pandemia in Gran Bretagna (marzo 2020), e dalle elaborazioni/analisi di un panel di esperti nazionale (provenienti dall’Accademia delle Scienze Mediche della Gran Bretagna e dell’ente di ricerca sulla salute mentale MQ – Tansforming Mental Health).

Viene proposta una tipologia di ricerca che sia caratterizzata da:

  • standard di elevata qualità
  • collaborazione internazionale e prospettiva globale
  • focus specifico sull’individuazione delle modalità di contrasto dell’impatto che la pandemia ha sulla salute mentale dei gruppi vulnerabili

L’auspicio degli autori è che la strategia delineata dal Position Paper possa essere adottata da ricercatori di vari Paesi, oltre alla stessa Gran Bretagna.

...continua a leggere "Le priorità di ricerca per mitigare/contrastare gli effetti della pandemia sulla salute mentale della popolazione: il Position Paper britannico"

 

FONTE ILMITTE.COM

Corse clandestine a Berlino: in passato ce n’eravamo già occupati, in particolare riportando un caso verificatosi nel 2016 a Wedding, sulla Müllerstraße, e conclusosi con un duplice arresto. Questo tipo di episodio purtroppo non era il primo e non sarebbe stato l’unico, essendo quella delle gare d’auto all’interno della cerchia urbana una brutta abitudine più volte registrata a Berlino.

Non pensavamo, tuttavia, che in questo momento di crisi il fenomeno continuasse. Al contrario, le restrizioni dovute alla crisi del coronavirus e il parziale decremento del traffico automobilistico sembrano aver incoraggiato chi si dedica a questo discutibile e pericolosissimo “hobby”.

Da aprile, infatti, il numero di indagini sulle corse automobilistiche clandestine è aumentato in modo significativo. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia del Senato di Berlino, precisando anche che gli imputati sono per lo più di sesso maschile e di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

“Dobbiamo far sentire a queste  persone tutta la pressione giudiziaria del caso” ha rilanciato il senatore della giustizia Dirk Behrendt (Verdi), sottolineando come le forze dell’ordine abbiano il dovere di garantire anche la sicurezza stradale.

“Un concetto deve essere chiaro” ha dichiarato Behrendt, “Mettersi a correre in città a 150 chilometri all’ora è come mettersi a sparare con un fucile. In entrambi i casi, si mettono a rischio la vita e la salute di altre persone”.

Fonte:   Il Mulino  che ringraziamo

 

La gestione della pandemia di Covid-19 ha implicato la messa in atto di misure restrittive di lunga durata per conseguire un efficace distanziamento sociale. L’imposizione di queste misure solleva evidenti questioni di tutela dei diritti di libertà di movimento e di associazione degli individui. Non è quindi scontato se e fino a che punto queste misure siano pienamente giustificate e quali siano le ragioni affinché le persone vi si adeguino nel tempo. Le determinanti del grado di adeguamento a prescrizioni di distanziamento sociale sono infatti molteplici. Le modalità con cui le autorità comunicano le ragioni delle decisioni, in particolare, possono incidere sul grado e sulla durata del rispetto delle stesse.

...continua a leggere "Emanuela Ceva, Andrea Fracasso. Una questione di etica pubblica Giustificare il distanziamento sociale"

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PdE
Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente. Anno 14, numero 50 Ottobre 2018

In questo numero

- Comportamenti prosociali: come attivarli in emergenza
di Antonio Zuliani

- Il rischio, la sua percezione e la sua accettabilità
di Wilma Dalsaso e Elisabeth Gesualdi

- Odori e Culture
di Martina Zuliani e Antonio Zuliani

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