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Il 4 marzo con una Comunicazione tecnico-scientifica a firma  del Presidente della Commissione Medica Superiore Professor Massimo Piccioni l’INPS ha fornito le indicazioni per la valutazione da parte delle Commissioni di Invalidità Civile e di Handicap della sindrome di Williams, una malattia genetica rara.

La comunicazione è stata redatta in collaborazione con l' associazione nazionale che tutela i soggetti affetti da Sindrome di Williams; (Associazione Italiana Sindrome di Williams Onlus) in tal modo si dovrebbe garantire una uniformità di valutazione in tutto il territorio nazionale.

Questa comunicazione si inserisce nel quadro di una particolare attenzione che l’istituto sta ponendo al tema delle malattie rare, con diversi provvedimenti che saranno oggetto di successive newsletter.

La Sindrome di Williams è una malattia genetica rara, con incidenza stimata di 1/100000 nati , caratteristica centrale della malattia è la carenza di elastina, proteina che assicura ai tessuti il ripristino della forma originaria dopo contrazione o allungamento.

Vengono  riportati quelli che sono i sintomi/segni caratterizzanti della malattia:

1)      Facies caratteristica;

2)      Deficit cognitivo e del comportamento;

3)      Disturbi di tipo funzionale a livello dell’apparato gastrointestinale;

4)      Aspetti audiofonologici (otiti medie ricorrenti e iperacusia)

5)      Patologie oculari (trabismo, ….)

6)      Patologie uro-genitali (infezioni urinarie, stesosi uretrali, reflusso vescico-ureterale ecc);

7)      Patologie scheletriche (scoliosi, cifosi e lordosi…);

8)      Patologia psichiatrica che si associa al profilo comportamentale caratteristico presente in tutti gli affetti da questa sindrome ;

9)      Cardio-arteriopatie congenite legate alla carenza di elastina  (stenosi sovravalvolare aortica, stenosi polmonare, stenosi dell’arteria renale con ipertensione ecc).

Dalla individuazione delle caratteristiche della sindrome discende la valutazione medico-legale in ambito assistenziale distinta fra invalidità civile e condizione di disabilità.

Per quanto concerne l’invalidità civile:

nel minore la Commissione Medica Superiore ritiene che la sintomatologia fondamentale con particolare riguardo al deficit cognitivo ed alle turbe comportamentali e al complessivo impegno terapeutico, riabilitativo ed assistenziale, perfezioni in ogni caso nel minore con SW la condizione di necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.

– per gli adulti viene indicata la necessità  a un’attenta valutazione del quadro clinico con particolare riferimento al funzionamento adattivo e alla comorbilità psichiatrica e all’iperglicemia al fine di riconoscere il diritto all’indennità di accompagnamento quando ne ricorrano i presupposti.

Legge 104: in ogni caso e in ogni età, deve essere riconosciuta la connotazione di gravità di cui all’art. 3, comma 3 della Legge 104/1992.
Infine sono indicate le condizioni i tema di revisione dove si afferma che :”occorre sottolineare che la SW presenta una incidenza tale da farla rientrare nel novero delle malattie rare. Sono pertanto valide la raccomandazioni contenute nelle Linee Guida delle malattie rare in tema di previsione di rivedibilità (a cui dedicheremo la prossima newsletter). Nella fattispecie devono essere evitate previsioni di rivedibilità fino ai 18 anni.

Nel caso di presentazione di domande in quelle sedi in cui il primo accertamento è ancora a carico delle ASL sarà opportuno fare riferimento a detta Comunicazione tecnico-scientifica.

 Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzo m.bottazzi@inca.it

Newsletter Medico Legale Inca Cgil  Nazionale Numero 5/2019

Come ogni anno in occasione dell’otto marzo l’INAIL pubblica un dossier sugli infortuni e le malattie professionali delle lavoratrici.
Da tale documento abbiamo tratto gli elementi che possono essere utili alla attività di tutela.

NEWSLETTER MEDICO LEGALE INCA N° 5/2019

 

 

In questa puntata parliamo di :

- Una buona notizia: Paolo Vineis eletto vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità.
- Consumi, un allarme alimentare al giorno nel 2018. Un Dossier della Coldiretti
- Plastica: la crisi della salute umana
- Il linfoma non-Hodking e esposizione a glifosato -Newsletter Medico Legale Numero 4/2019 Inca Cgil
- Una riflessione sul Seminario”Allungamento della vita lavorativa effetti sulla salute, gestione contrattuale del fenomeno dell’invecchiamento lavorativo”.
- Il Modello Formigoni ha spalancato le porte ai privati 

- Frittura mista

Buon ascolto !

 

Riceviamo dal Dott.Andrea Dotti del Coordinamento Centro Patronati CE-PA Torino il testo di una "Proposta per una iniziativa regionale sui tumori a Bassa Frazione Eziologica".
Riteniamo che questa proposta sia molto importante anche per le altre realtà regionali e per questo ne diffondiamo copia con i riferimenti, per chi fosse interessato, per prendere contatto con il Dott. Andrea Dotti

Il testo della "Proposta per una iniziativa regionale sui tumori a Bassa Frazione Eziologica".

Newsletter Medico Legale Inca Cgil Numero 1/2019

I tumori professionali in 9 paesi europei: studio di Eurogip

 

Eurogip ha appena pubblicato un rapporto dal titolo “Sinistralità e emersione dei tumori professionali in nove paesi europei”.

Lo studio ha interessato Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,  Italia, Svezia e Svizzera”  ed ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei diversi istituti Assicuratori per gli infortuni e le malattie professionali.

L’analisi dei dati dal 2005 al 2017 rileva che i  casi di tumore professionale denunciati e riconosciuti dagli Enti Assicuratori sono relativamente stabili in Belgio, Danimarca, Francia,  Italia e Svezia ma risultano in aumento in Austria, Germania e Svizzera:

L’aumento registrato in questi ultimi paesi è dovuto a diversi fattori ad esempio in Germania si spiega con l’inserimento tabellare, avvenuto nel 2005, della malattie neoplastiche della cute da radiazioni U.V. e con la successiva campagna di ricerca attiva di queste patologie.

In Danimarca l’aumento delle domande di riconoscimento è conseguenza della realizzazione di un sistema di emersione dei mesoteliomi e dei tumori delle fosse nasali.

In tutti i paesi, oggetto dello studio, con l’esclusione della sola Germania, i tumori legati alla esposizione a polveri di amianto rappresentano la maggioranza dei tumori riconosciuti come di origine professionale nel 2016.

I mesoteliomi rappresentano così più del 30% dei tumori professionali in Danimarca, il 50% in Austria ed in Italia, il 65% in Belgio e quasi il 90% in Svezia.

La Germania è oggi il solo paese in cui il mesotelioma non rappresenta il maggior numero di casi denunciati e riconosciuti di tumore professionale.

I tumori che ritroviamo con proporzioni significative  nei dati di tutti i paesi oggetto dello studio  (anche se con valori inferiori a quelli da amianto) sono:

  • Il tumore naso-sinusale causato dalle polveri di legno (Germania 1%, Austria 15%, Belgio 7%, Francia 4%, Svizzera 1%);
  • Il tumore delle vie urinarie causato dalle ammine aromatiche (Germania 4%, Danimarca 6%, Francia 6%, Italia 7%, Svizzera 2%)
  • La leucemia da esposizione a benzene (Germania 8%, Belgio 1%, Francia 2%, Italia 2%, Svizzera 1%).

Il tumore della cute occupa, invece, una posizione minimale in Francia e Svizzera, praticamente inesistente in Austria e Svizzera mentre rappresenta la maggioranza dei tumori riconosciuti in Germania nel 2016 con il 39%.

Se, però, si confronta il numero di casi riconosciuti con il numero della popolazione lavorativa assicurata rileviamo che la Germania e la Francia figurano in testa con rispettivamente 15,1 e 11,39 casi ogni 100.000 assicurati. La ratio inferiore viene registrata in Svezia con 0,5 casi. In Italia abbiamo  6,3 casi riconosciuti  ogni 100.000 assicurati.

Lo studio dimostra come  il sistema di riconoscimento non-tabellare male si adatti ai tumori professionali.

Il problema dei tumori professionali non è solo quello del loro riconoscimento da parte degli Istituti Assicuratori ma è soprattutto, quello di riuscire ad individuare i casi  che possono essere oggetto d riconoscimento, ricordando che con l’esclusione dl mesotelioma i tumori professionali non presentano elementi che li differenzino dalle forme non-professionali.

Altro tema affrontato dal rapporto Eurogip è quello della sorveglianza sanitaria degli ex-esposti ed in particolare dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

Significative a questo riguardo sono le esperienze condotte in Germania e Svizzera.

In Germania, dopo la cessazione dell’attività lavorativa, la sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore per le malattie professionali (DGUV)

Attualmente sono circa mezzo milione i lavoratori  che usufruiscono di tale sorveglianza.

Per i lavoratori che sono stati esposti all’amianto la sorveglianza sanitaria è assicurata dall’Agenzia specifica (GVS). Viene prevista una periodicità da 12 a 36 mesi in ragione  del livello espositivo e dell’età del lavoratore.

Si calcola che ogni anno vengano diagnosticate circa 900 malattie dovute alla pregressa esposizione all’amianto.

Anche in Svizzera questa fattispecie di sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore (SUVA) ed attualmente più di 7.000 ex-lavoratori, di cui 4.500 ex-esposti all’amianto, rientrano nel programma di sorveglianza.

Abbiamo, infine, una esperienza condotta in Belgio su base volontaria ed indirizzata ai lavoratori  che sono stati esposti a polveri di legno e per il solo tumore dei seni paranasali.

Infine vengono presentate alcune esperienze nazionali per il riconoscimento dell’origine professionale dei tumori già oggetto di diagnosi e che interessano i centri di diagnosi e cura delle neoplasie.

Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzom.bottazzi@inca.it

LA NEWSLETTER O1/2019