CNEL. Convegno: A 30 anni dalla messa al bando dell’amianto. Legge 257/92 

Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) Giornata mondiale dedicata ai morti sul lavoro . A 30 anni dalla messa al bando dell’amianto. Legge 257/92 

 

 169 total views

Les entreprises accordent une attention variable aux différents objectifs de développement durable

En 2015, l’ONU a lancé 17 objectifs de développement durable (ODD) qui doivent être atteints d’ici 2030.
UN Ukraine/Flickr, CC BY-SA

Dante I. Leyva-de la Hiz, Montpellier Business School – UGEI et Carlos Raúl Sánchez Sánchez, Montpellier Business School – UGEI

Les entreprises sont aujourd’hui de plus en plus conscientes de leur rôle dans le changement climatique, et une multitude d’entre elles souhaitent améliorer leur rôle dans la société. À cet égard, l’ONU avait lancé une enquête à laquelle 12 000 entreprises de 160 pays ont participé, en plus d’autres acteurs tels que les utilisateurs, les clients, les ONG, etc. Avec ces réponses, l’ONU a créé en 2015 ce qu’on appelle les objectifs de développement durable (ODD), qui doivent être atteints d’ici 2030.

Les 17 ODD de l’ONU.
Wikimedia, CC BY-SA

Ces 17 ODD sont divisés en 169 objectifs spécifiques qui définissent une voie plus claire à suivre pour les gouvernements, les parties prenantes et les entreprises. Pour ces dernières, l’ONU ne force pas, mais« recommande »des actions à entreprendre par les grandes entreprises pour provoquer un changement mondial.

Continua a leggere “Les entreprises accordent une attention variable aux différents objectifs de développement durable”

 168 total views

Sicurezza alimentare, la Commissione europea si impegna in otto “Azioni globali” a sostegno della trasformazione dei sistemi alimentari

Fonte: Ambiente Lavoro

Quasi una persona su tre nel mondo non ha accesso a un’alimentazione adeguata e per circa 3 miliardi di persone i costi per una dieta sana non sono sostenibili. L’Unione Europea è uno dei principali attori umanitari in campo e fornisce un sostanziale sostegno finanziario e politico per realizzare azioni di trasformazione nel campo della sicurezza alimentare e nutrizionale.

Alla luce della grave situazione della sicurezza alimentare e dei prezzi elevati dei generi alimentari, dopo due anni di pandemia di COVID-19 e le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina, la Commissione europea sta ora intensificando il suo sostegno alla trasformazione dei sistemi alimentari impegnandosi attivamente in otto “Azioni globali”. Queste azioni aiuteranno i paesi partner nei loro sforzi per trasformare i sistemi alimentari e faranno avanzare la strategia Farm to Fork a livello internazionale. La decisione di impegnarsi attivamente in coalizioni volontarie per l’azione collettiva nasce a seguito del Food Systems Summit tenutosi il 23-24 settembre 2021 a New York. Le coalizioni per otto Azioni globali riuniscono rappresentanti nazionali, organizzazioni della società civile, ricercatori e organizzazioni internazionali per realizzare azioni di trasformazione nel campo della sicurezza alimentare.

Il cibo non è mai uno spreco. L’Azione sosterrà i paesi nello sviluppo di una serie di interventi specifici, da politiche e regolamenti a iniziative volontarie, per dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 e ridurre le perdite alimentari di almeno il 25%.

Diete sane da sistemi alimentari sostenibili tutti. L’Azione affronterà tre questioni: la malnutrizione in tutte le sue forme, il cibo non sicuro e l’impatto ambientale della produzione alimentare. Promuoverà diete sane con un maggiore contributo a base vegetale.

School Meals Coalition. L’Azione si concentrerà sul miglioramento della qualità e sulla diffusione dei pasti scolastici creando un collegamento tra le mense scolastiche e gli agricoltori locali per la fornitura di cibo sano. L’alimentazione scolastica diventerà parte dei programmi di protezione sociale per creare un effetto positivo sulle iscrizioni e la frequenza scolastica.

Aquatic and Blue Foods. L’Azione mira a realizzare il pieno potenziale degli alimenti acquatici sostenibili – come pesci, molluschi, piante acquatiche e alghe, catturati o coltivati ​​in ecosistemi d’acqua dolce o marini – per aiutare a porre fine alla malnutrizione e costruire cibo positivo, equo e resiliente sistemi.

Agroecologia. L’Azione mira a rafforzare le pratiche agroecologiche e potenziare i sistemi alimentari più inclusivi e sostenibili attraverso l’innovazione scientifica.

Fame Zero. L’Azione incentiverà la riduzione della fame sfruttando al meglio le risorse esistenti nel settore pubblico e privato. Sosterrà gli investimenti che hanno dimostrato effetti positivi sui mezzi di sussistenza delle piccole aziende agricole, come la partecipazione alle organizzazioni di agricoltori, i servizi di divulgazione per le donne contadine, i programmi professionali per i giovani rurali, lo stoccaggio e le catene del freddo.

Lotta alle crisi alimentari. L’Azione umanitaria per lo sviluppo della pace mira a creare le condizioni per un approccio alla resilienza dei sistemi alimentari in contesti fragili, come l’azione preventiva e lo sviluppo di schemi di protezione sociale reattivi agli shock.

Crescita della produttività sostenibile. L’Azione si concentra sulla tecnologia e sulle innovazioni per la crescita della produttività agricola affrontando nel contempo le sfide del cambiamento climatico. Fornirà una piattaforma per condividere le migliori pratiche, identificare le lacune di conoscenza e le opportunità di ricerca.

La Commissione europea lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri, le agenzie delle Nazioni Unite, la società civile e altri partner nelle coalizioni individuate per rafforzare l’azione collettiva a favore di una trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari.

Fonte: Commissione europea

Vai al comunicato stampa…

 143 total views

Divieto di amianto in Ucraina: aggiornamento 2022  

Fonte IBASECRETARIAT

di Laurie Kazan-Allen

Anche se le truppe russe hanno continuato la loro formazione militare al confine con l’Ucraina lo scorso anno (2021), all’interno del paese la battaglia per l’amianto crisotilo (bianco), una sostanza cancerogena che la Verkhovna Rada [Parlamento ucraino] si è impegnata a vietare in linea con requisiti per entrare a far parte dell’Unione Europea – ha continuato a imperversare. 1 Sotto l’immensa pressione delle parti interessate all’amianto, nazionali ed estere, 2 un dibattito sulla bozza di divieti sull’amianto programmato dalla Commissione parlamentare per la salute il 15 dicembre 2021 è stato annullato senza preavviso; la mattina del previsto dibattito l’argomento è stato escluso dall’ordine del giorno che è stato caricato sul sito web della commissione.

Continua a leggere “Divieto di amianto in Ucraina: aggiornamento 2022  “

 526 total views

Mario Agostinelli: Il nucleare é per sempre

Fonte: Inchiestaonline

Autore : Mario Agostinelli 

Cingolani Ministro durerà magari solo giorni: più sfortunatamente per noi anche per mesi, ma il nucleare, purtroppo, è per sempre, basta dire la verità. Purtroppo, l’educazione scolastica e l’informazione scientifica abitualmente non si responsabilizzano per illustrare l’incompatibilità tra il vivente e impieghi troppo densi di energia, come nel caso dei fossili e del nucleare.

Per rappresentare, in modo seppure grezzo e con qualche approssimazione, l’ordine di grandezza con cui le tecnologie energetiche possono interferire con la riproduzione della vita, basti dire che, per ottenere pari energia, la fusione di un grammo tra isotopi di idrogeno equivarrebbe alla fissione di 8-10 grammi di uranio, ovvero a portare a combustione 5.000 tonnellate di carbone o bruciare in centrale 6.300 metri cubi di gas, o, ancora, con processi ben più controllabili e non distruttivi, a far cadere da un dislivello di 1.000 metri 1/3 di tutta l’acqua del lago d’Iseo. Un simile confronto rappresenta in modo “drammatico” l’impatto assai differente di fonti di energia che si sono formate in processi lontanissimi nel tempo e che vengono ricuperate all’istante con tecniche estreme (fusione, fissione, combustione), che sprigionano effetti con ordini di grandezza di parecchio multipli rispetto alle forze naturali con cui conviviamo sul Pianeta (acqua vento, luce e calore del sole). Quanto più densa è la fonte energetica, tanto più lungo e duraturo sarà il suo tempo di smaltimento in atmosfera, negli oceani e nei suoli, fino ad effetti distruttivi in caso di incidente o di eccessivi accumuli.

Continua a leggere “Mario Agostinelli: Il nucleare é per sempre”

 331 total views

L’industria dell’amianto 2021: smentita, screditata e defunta 

 

Fonte Ibasesecretariat.org 

di Laurie Kazan-Allen

Gli occhi del mondo sono stati puntati sull’esito delle discussioni di questo mese alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Glasgow. 1 Questo evento ha attirato l’attenzione delle parti interessate dell’industria dell’amianto? Immagino di no. Perchè no? Perché la loro prima direttiva è sempre stata la generazione di profitti indipendentemente dall’impatto delle loro operazioni sugli esseri umani o sull’ambiente.

Sebbene sia palesemente ovvio, va detto che la miopia commerciale dell’industria dell’amianto è più fuorviante ora di quanto non lo sia mai stata. Il 2021 non è il 2001 e le azioni che risultano dalla mentalità normale degli interessi acquisiti dall’amianto costituiscono un assalto alla vita umana e all’ambiente. I produttori di amianto, come i fornitori di carbone, petrolio e gas naturale, sono venditori ambulanti di sostanze che stanno distruggendo il nostro pianeta e le persone che ci vivono.

Continua a leggere “L’industria dell’amianto 2021: smentita, screditata e defunta “

 437 total views

Cinq facteurs qui rendent les effets des changements climatiques sur les océans dangereux pour notre santé

Les eaux océaniques se sont réchauffées, acidifiées et appauvries en oxygène. De plus, la surpêche et la pollution les affectent.
La Presse Canadienne/Andrew Vaughan

Tiff-Annie Kenny, Université Laval; Malaya Bishop, L’Université d’Ottawa/University of Ottawa et Mélanie Lemire, Université Laval

Les humains entretiennent une relation profonde et complexe avec la mer. Elle leur fournit de la nourriture et des nutriments essentiels, des médicaments et de l’énergie renouvelable. Les gens nagent, surfent et font de la plongée sous-marine dans ce « gym bleu ». Les océans constituent même un élément important des loisirs thérapeutiques, comme la thérapie par le surf pour les anciens combattants et les enfants autistes.

L’économie est également liée à la mer. La pêche, le tourisme, la navigation et le transport maritime génèrent des emplois, des revenus et de la sécurité alimentaire, tout en soutenant la culture et d’autres déterminants sociaux de la santé.

Pour nos ancêtres comme pour nos enfants, diverses cultures humaines ainsi que de nombreux moyens de subsistance et modes de vie sont liés à la mer. Mais l’augmentation des émissions de gaz à effet de serre modifie l’océan et met notre santé en péril.

Les eaux océaniques se réchauffent, s’acidifient et s’appauvrissent en oxygène. Les écosystèmes océaniques, déjà mis à mal par la surpêche et la pollution, risquent de voir leur état empirer. Avec la fonte de la banquise, l’élévation du niveau des mers et la multiplication des phénomènes météorologiques extrêmes, la santé et le bien-être des humains sont désormais confrontés à de nombreuses menaces, qui visent principalement les populations côtières.

Continua a leggere “Cinq facteurs qui rendent les effets des changements climatiques sur les océans dangereux pour notre santé”

 437 total views

Nos projections climatiques pour l’an 2500 montrent que la Terre sera inhospitalière pour les humains

Les prévisions actuelles concernant l’avenir du climat ne vont pas assez loin.
Shutterstock

Christopher Lyon, McGill University; Alex Dunhill, University of Leeds; Andrew P. Beckerman, University of Sheffield; Ariane Burke, Université de Montréal; Bethany Allen, Swiss Federal Institute of Technology Zurich; Chris Smith, University of Leeds; Daniel J. Hill, University of Leeds; Erin Saupe, University of Oxford; James McKay, University of Leeds; Julien Riel-Salvatore, Université de Montréal; Lindsay C. Stringer, University of York; Rob Marchant, University of York et Tracy Aze, University of Leeds

De nombreux rapports basés sur des recherches scientifiques évoquent les effets à long terme des changements climatiques, tels que l’augmentation des niveaux de gaz à effet de serre, des températures et des mers, d’ici 2100. L’Accord de Paris exige que nous limitions le réchauffement à moins de 2 degrés Celsius d’ici la fin du siècle par rapport au niveau préindustriel.

Continua a leggere “Nos projections climatiques pour l’an 2500 montrent que la Terre sera inhospitalière pour les humains”

 352 total views

Il cambiamento climatico potrebbe diventare il principale fattore di rischio globale per la salute

 

Un articolo  di Elaine Ruth Fletcher apparso su Health Policy Watch presenta scenari inquietanti sugli effetti che il cambiamento climatico verosimilmente produrrà sulla salute delle popolazioni su scala globale .

Climate Change Could Become Leading Global Risk Factor for Health

 152 total views,  2 views today

Il rischio “ragionato” e le mandrie di tifosi in piazza Duomo Milano. Podcast Diario Prevenzione 5 maggio 2021. Puntata n° 82

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di :

– Sarà “ragionevole” il virus con le mandrie di tifosi in Piazza Duomo ? Lo sapremo tra una decina di giorni
– La tragedia di Prato. Una giovane operaia straziata e uccisa da una macchina tessile. Un ritorno agli anni ’50 per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro ?
– Il verdetto climatico della Corte costituzionale tedesca: la tutela e la promozione dell’ambiente non solo per la salute ma anche per la libertà delle generazione future. Un salto di paradigma giuridico
– Ivan Cavicchi. Nel Recovery tanti soldi (20 miliardi) nessuna riforma
– Fritto misto

 228 total views

Berlino 25 settembre , sciopero globale per il clima….

Nella mattinata del 25 settembre si è svolta a Berlino la prima manifestazione/sciopero del dopo lockdown contro il cambiamento climatico e per politiche ambientali e di sistema che impediscano i disastri ambientali cui rischiamo già di abituarci.
Alla Porta del Brandeburgo migliaia di ragazzi giovanissimi, più liceali che universitari si sono schierati con ordine distanziati di un metro e mezzo con i loro cartelli , con i volti coperti con mascherine.Gli organizzatori avevano già predisposto con piccoli cerchietti bianchi disegnati sull’asfalto le postazioni di ciascun manifestante…

 

Un severo servizio d’ordine svolto da ragazzine e ragazzini hanno fatto rispettare i distanziamenti tra i partecipanti, inflessibili e determinati a mantenere le promesse alle autorità di garantire una manifestazione senza assembramenti e conforme alle norme anti contagio.Era freddo stamane a Berlino e pioveva ma questa avversità non ha scalfito la determinazione di queste ragazze e ragazzi a fare sentire propria voce,a richiamare l’attenzione rispetto al futuro, al loro futuro, alle loro speranze per una vita che non sia ritmata dal susseguirsi di eventi ambientali catastrofici. C’era anche molta ironia nelle scritte in diversi cartelli….

 

 

Al contempo molte centinaia di ciclisti hanno sfilato per le vie di Berlino su velocipedi, tricicli ad energia solare, i mezzi più fantasiosi che si possa immaginare. Una manifestazione consapevole delle grandi difficoltà per il futuro rispetto ad una battaglia che sarà durissima e al contempo leggera, elegante e gioiosa.

Foto e articolo  di Gino Rubini 

 

 

 

 

 155 total views

Emanuela Ceva, Andrea Fracasso. Una questione di etica pubblica Giustificare il distanziamento sociale

Fonte:   Il Mulino  che ringraziamo

 

La gestione della pandemia di Covid-19 ha implicato la messa in atto di misure restrittive di lunga durata per conseguire un efficace distanziamento sociale. L’imposizione di queste misure solleva evidenti questioni di tutela dei diritti di libertà di movimento e di associazione degli individui. Non è quindi scontato se e fino a che punto queste misure siano pienamente giustificate e quali siano le ragioni affinché le persone vi si adeguino nel tempo. Le determinanti del grado di adeguamento a prescrizioni di distanziamento sociale sono infatti molteplici. Le modalità con cui le autorità comunicano le ragioni delle decisioni, in particolare, possono incidere sul grado e sulla durata del rispetto delle stesse.

Continua a leggere “Emanuela Ceva, Andrea Fracasso. Una questione di etica pubblica Giustificare il distanziamento sociale”

 293 total views

La comunicazione ai tempi del Coronavirus

Segnaliamo questo articolo apparso sulla Rivista Micron.

” Diversi operatori delle agenzie ambientali, delle strutture sanitarie e degli assessorati di molte regioni hanno partecipato alla formazione promossa dal progetto del Ministero Salute rete di epidemiologia ambientale EpiAmbNet-CCM , sul “Documento guida sulla comunicazione del rischio ambientale per la salute”.
Il passaggio dall’informazione alla comunicazione assicurando la partecipazione connota un sempre maggiore grado di interazione e complessità, che si accentua nelle circostanze di crisi come quella che stiamo vivendo.

Nel documento-guida vengono riproposti e analizzati i tre diversi contesti di comunicazione proposti da Lundgren e McMakin (1998), per orientare i pianificatori e consentire alle strutture responsabili di preparare strategie e strumenti da mettere in atto quando necessario: ……..

l’articolo prosegue alla fonte su Micron 

 296 total views

Podcast di Diario Prevenzione – 20 gennaio 2020 – Puntata n° 67

In questa puntata parliamo di:

– Rispetto al perdurante ripetersi di incidenti sul lavoro gravi e mortali è utile ed efficace la richiesta ai Servizi istituzionali preposti di un maggiore numero di controlli improvvisi, non programmati da parte di lavoratori e sindacalisti ?  ( vedi articolo

– 385 MILIONI DI € ALLE REGIONI PER TOGLIERE L’AMIANTO DA SCUOLE E OSPEDALI – Decreto ministro ambiente Costa

Federazione Russa: le condizioni di lavoro per i lavoratori esposti ad amianto

– Spazi confinati: gli infortuni, le criticità e la futura norma UNI ( riflessioni sulla intervista apparsa su Punto Sicuro) (vedi articolo)

– Stili di vita: Tatuarsi in sicurezza

La pratica del tatuaggio come forma di arredamento estetico del corpo è molto diffusa. ( vademecum su Epicentro)

 211 total views

AiFOS: la comunicazione del rischio nelle situazioni di emergenza

Convegno gratuito

PESCARA
venerdì 11 ottobre 2019
ore 14.30 – 17.30

Palazzo di Città, Sala Consiliare
piazza Italia,1

SALUTI ISTITUZIONALI

Carlo Masci, Sindaco della città di Pescara
Marcello Antonelli, Presidente del Consiglio Comunale

APERTURA DEI LAVORI

Rocco Vitale, Presidente AiFOS
Silvana Bresciani, Presidente AiFOS Protezione Civile

1^ SESSIONE: LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Carlo Zamponi, Consigliere Nazionale AiFOS, Docente a contratto Università degli Studi di LAquila
Stefano Maria Cianciotta, Docente di comunicazione di crisi, Università degli Studi di Teramo
Massimiliano Longhi, Disaster Manager e Formatore qualificato

2^ SESSIONE: LA COMUNICAZIONE NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA: CASI STUDIO

Donato De Carolis, Comandante CV (CP) Direzione Marittima di Pescara
Luca Verna, Comandante dei Vigili del Fuoco di Ascoli
Franco Pettinelli, Direttore della casa circondariale di Chieti
Anna Suriani, Dirigente Medico, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ASL Lanciano – Vasto – Chieti
Silvio Liberatore, Dirigente Servizio Emergenza di Protezione Civile Regione Abruzzo

3^ SESSIONE: LA “CULTURA” DELLA COMUNICAZIONE

Leila Fabiani, Professoressa ordinaria di Igiene generale e applicata, Direttore del Corso di Laurea in “Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro” Università degli Studi di L’Aquila
Stefano Necozione, Professore ordinario di Igiene generale e applicata, Direttore del Corso di laurea in “Scienze delle professioni sanitarie della Prevenzione” Università degli studi di L’Aquila

CONCLUSIONE DEI LAVORI

Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS

A tutti i partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.3 (comunicazione), RSPP/ASPP.

 151 total views

OGR – Le Officine della Memoria: Amianto-Lavoro-Lotte per la salute – Un Patto di Collaborazione col Comune di Bologna per la ricerca storica ed etnografica

Dopo un percorso iniziato lo scorso anno con l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Matteo Lepore, è stato formalmente firmato  fra l’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto Emilia Romagna aps ed il Comune di Bologna il Patto di Collaborazione che finanzia con uno stanziamento di 5.000 € negli anni 2019-2020 la realizzazione di una ricerca storica ed etnografica sulla lunga, ricca e drammatica storia delle Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello stato di Bologna. (scarica il testo del Patto di Collaborazione .PDF)

Ricostruire la storia dello stabilimento e degli operai e tecnici che lì hanno lavorato, lottato, sofferto e restituire alla città di Bologna il senso di quelle vicende, della formidabile dignità di generazioni di lavoratori. (I documenti originali della vertenza amianto all’OGR   link)

Agata Mazzeo (al centro) al convegno dell’8 giugno 2017 a Bologna

La ricerca etnografica sarà condotta da Agata Mazzeo, giovane antropologa dell’Università di Bologna, da anni impegnata in un lavoro di ricerca sul campo sui protagonisti delle lotte contro l’uso dell’amianto, dalla Fibronit di Bari, all’Eternit di Casale Monferrato, al Movimento di Lotta contro l’amianto nella cittadina di Osasco in Brasile, ed oggi sulla vicenda OGR. (vedi il convegno organizzato a Bologna sulle lotte contro l’amianto)

Saranno realizzate interviste video con i protagonisti della vertenza amianto dell’OGR.

Interviste che avranno un importante valore documentale e testimoniale e che daranno luogo ad un piccolo documento filmico che avrà lo scopo di illustrare la vicenda dell’amianto e la storia lavorativa e di lotta svolta alla fine degli anni ’70 in OGR, da utilizzare nell’ambito sia dell’attuale installazione museale realizzata presso l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, sia nella futuro museo OGR che ci auguriamo trovi spazio nel vecchio stabilimento di Via Casarini restituito alla Città.  Primo obiettivo, le giovani generazioni di studenti.

Il Patto di collaborazione si inserisce in un più ampio progetto di ricerca storica, e di rivendicazione nei confronti del Gruppo FF.SS. perchè sia salvaguardato e restituito alla città il vecchio stabilimento OGR di Via Casarini.

Vedi alcuni degli articoli pubblicati sull’argomento su questo sito:

https://afevaemiliaromagna.org/2019/04/19/ogr-festa-della-liberazione-19-aprile-2019-i-video-della-celebrazione-resistenza-al-nazi-fascismo-nelle-officine/

https://afevaemiliaromagna.org/2019/03/22/amianto-le-officine-della-memoria-il-museo-ogr-in-regione-in-dirittura-darrivo/

https://afevaemiliaromagna.org/2018/12/03/ogr-bolognaoltre-5000-firme-raccolte-a-sostegno-della-rigenerazione-delle-ex-officine-grandi-riparazioni-i-video-ed-i-materiali-delle-iniziative-di-ottobre-e-novembre-2018/

 235 total views

Cambiamenti climatici e salute dei lavoratori

 

Come contrastare gli effetti del caldo. Soluzioni e linee di indirizzo comportamentali, misure preventive e tecnologiche innovative specifiche per i lavoratori, finalizzate alla tutela della loro salute dai rischi connessi alle elevate temperature.

Il Progetto Horizon 2020 HEAT-SHIELD, di cui avevamo già parlato in un post del 2017 ha recentemente messo a punto alcune soluzioni e linee di indirizzo comportamentali, misure preventive e tecnologiche innovative specifiche per i lavoratori, finalizzate alla tutela della loro salute dai rischi connessi alle elevate temperature.

Qui di seguito riportiamo le raccomandazioni specifiche per datori di lavoro e lavoratori individuate nell’ambito del progetto per contrastare gli effetti del caldo sulla salute dei lavoratori e una prima forma prototipale di piattaforma previsionale del rischio da caldo per i lavoratori.

Linee di indirizzo per datori di lavoro e lavoratori per il contrasto agli effetti del caldo sulla salute dei lavoratori

PER LEGGERE L’ARTICOLO VAI ALLA FONTE >>> SALUTEINTERNAZIONALE

 134 total views

La salute di un mondo in movimento: un numero monografico di “The Lancet”

FONTE DISEGUAGLIANZEDISALUTE.IT

Nel dicembre 2018 la UCL-Lancet Commission on Migration and Health (commissione internazionale di 20 esperti) ha pubblicato il resoconto di oltre due anni di analisi basate su studi già pubblicati e ricerche ad hoc. Gli autori definiscono il rapporto “la più completa rassegna finora condotta dei dati disponibili su migrazione e salute”. In effetti il testo fornisce molte informazioni, riflessioni e raccomandazioni.

Allo stesso tempo, nel rapporto troviamo un’ampia discussione su argomenti controversi (spesso utilizzati proprio come punto di forza per il contrasto alle migrazioni) nonché la proposta di soluzioni realizzabili per alcune problematiche diffuse.

In particolare, per esempio, le analisi sull’immigrato-untore sfatano molte false opinioni in merito al rischio di infezioni portato da chi arriva da paesi a forte pressione migratoria, sottolineando come nei paesi ospitanti, i sistemi di sorveglianza facciano sì che il pericolo di epidemie sia praticamente nullo.

Alcuni risultati sono intuibili ed abbastanza prevedibili (i disturbi mentali nelle vittime di tratta, le difficoltà di chi fugge da disastri ambientali, il settore materno infantile), ma la conferma scientifica ci permette di chiedere di inserire tali temi in agenda dei decisori al fine di pianificare delle strategie di contrasto o contenimento o cura. In sostanza, offrire ai migranti un’assistenza sanitaria adeguata porta un beneficio all’intera comunità o, detto in altri termini, negare l’assistenza può determinare costi assai maggiori rispetto ai modesti investimenti che servirebbero a garantire a tutti il diritto alla salute e ad essere attivi e produttivi nella società ospite. “L’accesso universale ed equo ai servizi sanitari e a tutti i determinanti del più alto livello di salute raggiungibile nell’ambito della copertura sanitaria universale, deve essere fornito dai governi alle popolazioni migranti, indipendentemente dall’età, dal genere o dallo status giuridico. Sono necessari interventi mirati per migliorare i diritti dei lavoratori migranti, la loro conoscenza della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e il diritto all’assistenza sanitaria“.

Vi è poi un’ampia sezione sui costi dell’immigrazione mettendo in luce come i versamenti corrisposti con tasse e contributi siano comunque superiori rispetto a quanto gli immigrati ricevono in termini di assistenza. Il rapporto non si limita quindi all’analisi dei dati relativi alla salute, ma valuta anche quali sono, nel mondo, i fattori strutturali e politici che incidono sulle migrazioni e come si svolga questo percorso migratorio dal momento in cui si lascia la propria terra fino al raggiungere la meta desiderata.

Infine sono molti forti le raccomandazioni inerenti le politiche di genere, la tutela di migranti con disabilità, delle persone omosessuali, bisessuali, transessuali o intersessuali. (LGBTI).

Nel testo è fortemente sottolineato come si debba, come priorità, combattere la xenofobia, la chiusura, i pregiudizi: discriminazione, disparità di genere ed esclusione dai servizi sociali e sanitari emergono ripetutamente come influenze negative per la salute dei migranti.

Tra le azioni chiave si specifica come razzismo e pregiudizio dovrebbero essere affrontati con un approccio di tolleranza zero: “i leader pubblici e i funzionari eletti hanno una responsabilità politica, sociale e legale per opporsi alla xenofobia e al razzismo che alimentano il pregiudizio e l’esclusione delle popolazioni migranti. La consapevolezza del razzismo e dei pregiudizi da parte dei professionisti della salute e delle organizzazioni dovrebbe essere rafforzata attraverso organismi di regolamentazione e formazione inclusi accreditamento, corsi di formazione e sviluppo professionale continuo”.

Riferimento bibliografico:

Abubakar I, Aldridge RW, Devakumar D, Orcutt M, Burns R, Barreto ML, Dhavan P, Fouad FM, Groce N, Guo Y, Hargreaves S, Knipper M, Miranda JJ, Madise N, Kumar B, Mosca D, McGovern T, Rubenstein L, Sammonds P, Sawyer SM, Sheikh K, Tollman S, Spiegel P, Zimmerman C; UCL–Lancet Commission on Migration and Health. The UCL-Lancet Commission on Migration and Health: the health of a world on the move. Lancet. 2018 Dec 15;392(10164):2606-2654.

Sintesi e commento a cura di Luisa Mondo, Servizio di Epidemiologia ASL TO3

 

 296 total views

Podcast di Diario Prevenzione – 9 novembre 2018 – puntata n° 57 a cura di Gino Rubini

 

In questa puntata parliamo di:
– Fanghi tossici da depurazione ad  elevata presenza d’inquinanti saranno “legalmente” sparsi sui terreni agricoli.
– Il ministro Salvini da la colpa dei nubifragi e della tempesta che ha sconvolto il Veneto agli “ambientalisti da salotto”. Cosa ha fatto invece “l’ambientalista sovranista” Salvini? A suo tempo ha votato al Parlamento Europeo contro il Trattato di Parigi per contrastare il cambiamento climatico….
– Servono più risorse per sistemare il SSN.
– Vittime e disastri: l’Italia sempre più fragile e insicura a causa del cambiamento climatico.
– Frittura mista di micro notizie

IL PODCAST AUDIO DI DIARIO PREVENZIONE
( 31 MINUTI )

 352 total views

Vittime e disastri: Italia sempre più fragile e insicura anche a causa dei cambiamenti climatici

7,5 milioni di cittadini vivono o lavorano in aree a rischio frane o alluvioni. Ora il Governo approvi un piano nazionale di adattamento al clima e una normativa per fermare il consumo di suolo

Legambiente: «Il clima sta cambiando e la Penisola continua ad essere impreparata»

[5 novembre 2018]

Mentre infuria la polemica politica sulle vittime e sui disastri provocati in tutta Italia dell’ultima ondata di maltempo, Legambiente prova a fare il punto di una situazione che somiglia a una catastrofe diffusa e denuncia: «Dal Veneto alla Sicilia, dalla Liguria al Lazio, compresa l’isola di Ischia, sono tanti i territori colpiti in questi giorni e in queste ore dal maltempo con frane, esondazioni, trombe d’aria e tutto ciò che ne è conseguito. Da ultimo la strage di alberi nei boschi del Trentino, dell’Alto Adige, Veneto e Friuli e il maltempo che si è abbattuto sulla provincia di Palermo  dove si contano al momento dodici morti. Il clima sta cambiando, ormai è un dato di fatto, eppure l’Italia continua ad essere impreparata».

Il Cigno Verde ribadisce «l’urgenza di un piano nazionale di adattamento al clima e una normativa che fermi il consumo di suolo, insieme ad un’intensa attività di prevenzione. Le città non possono essere lasciate da sole a fronteggiare impatti di questa dimensione dovuti in primis ai cambiamenti climatici, che amplificano gli effetti di frane e alluvioni e che stanno causando danni al territorio e alle città mettendo in pericolo la vita e la salute dei cittadini».

L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE:  GREENREPORT.IT

 138 total views

Esperti, pubblico e media nella comunicazione del rischio: un dialogo senza speranza?

FONTE AMBIENTEINFORMA-SNPA

Articolo di Thomas Valerio Simeoni

Il tema del rischio ha assunto negli ultimi decenni una peculiare rilevanza nel dibattito sociale e scientifico, in particolare, in un contesto contrassegnato dallo spettro della guerra fredda e della catastrofe nucleare prima e dal nascere dei movimenti ambientalisti poi, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso. Altrettanto evidente è il fatto che le società attuali, nelle quali si è raggiunto un livello di sicurezza sotto molti punti di vista maggiore che in passato, sono esposte, a differenza delle epoche premoderne, da una parte ai tradizionali pericoli rappresentati dalle catastrofi naturali e, dall’altra, all’inedita prospettiva delle catastrofi provocate dagli esseri umani, o comunque legate alle loro attività, ed all’impatto della tecnologia.

Secondo una formula coniata dal sociologo tedesco Ulrich Beck, la società contemporanea è una “società del rischio” (Beck 1986), nella quale, superata la preoccupazione riguardo la scarsità dei beni e la loro distribuzione, che aveva dominato la scena sociale ed economica del XIX e prima metà del XX secolo, il problema fondamentale è rappresentato dalla necessità di limitare i rischi prodotti dalla società stessa, che sempre più hanno portata globale e portano con sé lo spettro della minaccia alla sopravvivenza della stessa umanità.

Nel passaggio alla modernità, dunque, sempre più situazioni e stati di fatto vengono attribuiti alle scelte dell’uomo: «In contrasto con tutte le epoche precedenti (inclusa la società industriale) la società del rischio è caratterizzata essenzialmente da una mancanza: l’impossibilità dell’imputabilità esterna delle situazioni di pericolo» (Beck 1986).

Anche secondo il sociologo Niklas Luhmann l’evento dannoso viene percepito sempre più come esito delle decisioni umane e sempre meno come fatalità. Per Luhmann il tema del rischio è dunque rilevante perché pone «la questione di quale idea di razionalità, di decisione, di tecnica, di futuro o semplicemente di tempo è presupposta quando si parla di rischio, oppure, in modo ancora più fondamentale, di come concepiamo la nostra società se rendiamo il rischio, che una volta riguardava soltanto i marinai, i raccoglitori di funghi e in genere persone che si esponevano ai pericoli, un problema che non si può né evitare né aggirare» (Luhmann 1991).

Un ulteriore ambito con cui è possibile indagare il concetto di “rischio” è costituito dalla difficoltà rappresentata dai diversi sistemi, scientifici e non, di pervenirne a una univoca definizione. La riflessione sul tema del rischio, soprattutto quando si muove sul piano ambientale o in quello della medicina, sembra destinata a rimanere vittima di due opposte tendenze: quella “scientistica”, secondo la quale è possibile una valutazione oggettiva e di validità universale dei rischi, e quella “antropologica”, secondo la quale non solo non è possibile un calcolo oggettivo, ma dove il concetto di rischio è intriso delle credenze profonde e dei modelli culturali che caratterizzano specifici sottogruppi della popolazione (Vineis 1999).
Sul fronte, ad esempio, dell’immaginario, il rischio e la catastrofe sono sempre stati parte delle grandi narrazioni epiche: dalle antiche storie dell’umanità fino al moderno consumo dei prodotti dell’industria culturale, eroi classici e supereroi moderni popolano mondi minacciati da diluvi, invasioni, epidemie e altre catastrofi con le quali devono cimentarsi con prove eccezionali per affermare il proprio statuto.

Ne emerge un concetto di rischio polisemico, che non può mai approdare a un’unica definizione perché afferente a molteplici e diversi aspetti, di volta in volta applicati e adattati a specifici argomenti o contesti, generando due distinti piani del simbolico: il primo è quello scientifico, denotativo, legato all’osservazione empirica dei fenomeni ed al calcolo probabilistico, mentre il secondo rimanda al connotativo, cioè alle diverse dimensioni in cui/con cui l’immaginario produce le forme della sua rappresentazione (informative, narrative, mitiche, artistiche, performative ecc.) destinate a permeare l’identità dei singoli, le culture e la società stessa (Luhmann 1996).

Possono (e, se possono, come possono) allora sincronizzarsi le rappresentazioni polisemiche con cui i sistemi della società trattano il rischio e le sue conseguenze? Oggi la tecnica e la consapevolezza delle possibilità ad essa collegate hanno occupato il terreno che prima era della natura: è cresciuto il timore per le conseguenze distruttive della tecnologia e per il rischio che viene attribuito alle decisioni, è aumentata la dipendenza del futuro dalle decisioni, facendone non più una continuazione rassicurante del passato, ma una frattura rispetto a questo (Luhmann 1991). Continua a leggere “Esperti, pubblico e media nella comunicazione del rischio: un dialogo senza speranza?”

 353 total views

Milano 20 luglio 2018: Presentazione del progetto Amianto per la protezione dei lavoratori edili

Bologna, 3 luglio 2018

Il giorno 20 luglio 2018 si terrà a Milano presso la sede della CGIL Lombardia in via Palmanova, 22 il convegno di presentazione del “Progetto Amianto”, una iniziativa volta a informare e tutelare i lavoratori dell’edilizia dal rischio amianto, nel corso dei lavori di ristrutturazione edile.

Guarda la Locandina dell’evento.

Si tratta di presentare un lavoro che ha prodotto un depliant informativo sul rischio amianto che corrono i lavoratori dell’edilizia. Lavoro che è stato possibile dalla comune volontà di alcune strutture della CGIL e più precisamente dalla FILLEA CGIL Nazionale e Lombarda, dalla CGIL Nazionale, Lombardia ed Emilia Romagna e dalla Camera del Lavoro di Milano. Il gruppo di lavoro era composto da: Tiziana Scalco (FILLEA Lombardia), Ermira Behri (FILLEA Nazionale), Claudio Iannilli (CGIL Nazionale), Massimo Balzarini (CGIL Lombardia), Andrea Caselli (CGIL Emilia Romagna), Addo Buriani (CDLM Milano), Carlo Vizzi (RLST Edilizia Parma) e col contributo di Emanuele Colombo per l’idea e la realizzazione grafica. Continua a leggere “Milano 20 luglio 2018: Presentazione del progetto Amianto per la protezione dei lavoratori edili”

 153 total views

Intervista ad Andrea Cerase, autore della monografia “Rischio e comunicazione. Teorie, modelli e problemi”

 

FONTE  ARPATNEWS

Riproduciamo dalla fonte Arpatnews l’intervista ad Andrea Cerase che ringraziamo . editor

Intervista ad Andrea Cerase, autore della monografia “Rischio e comunicazione. Teorie, modelli e problemi”

Su Arpatnews abbiamo pubblicato una serie di interviste ad esponenti di associazioni ambientaliste, giornalisti, professionisti della comunicazione, esperti delle tematiche della trasparenza, per approfondire temi quali la comunicazione, l’informazione ambientale e processi partecipativi.

Rivolgiamo qui qualche domanda ad Andrea Cerase, dottore di ricerca in Scienze delle Comunicazioni, ricercatore all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e cultore della materia all’Università la Sapienza di Roma. Oltre agli studi sulla comunicazione e gli impatti sociali del rischio, si è occupato di giornalismo e del rapporto tra media tradizionali e digitali e fenomeni di discriminazione ed esclusione sociale. Tra le sue numerose pubblicazioni sui temi del rischio si segnalano la recente monografia “Rischio e comunicazione. Teorie, modelli e problemi” (Egea, Milano, 2017).


Il rischio ed il conseguente senso di paura ed incertezza condiziona ormai fortemente la vita e le scelte dei cittadini. Secondo i suoi studi, quali sono i motivi che hanno portato alla centralità del concetto di rischio nella società contemporanea?

La rilevanza e la centralità del concetto di rischio si devono all’emergere di una tipica contraddizione della modernità: da un lato, il sapere tecnico-scientifico ha enormemente ampliato il dominio dell’uomo sulla natura, che appare sempre meno inconoscibile e imprevedibile che in passato. Dall’altro, lo stesso sapere tecnico-scientifico si è rivelato – per usare una metafora di Otwin Renn – una sorta di Vaso di Pandora, in grado di generare pericoli completamente nuovi, imprevedibili e spesso persino inconoscibili.

In una simile situazione, il concetto di rischio sta emergendo come cornice interpretativa unificante, in grado di dare forma a qualsiasi manifestazione dell’incertezza del nostro tempo. Questa inedita centralità culturale del rischio può essere letta in diversi modi: una delle interpretazioni sociologicamente più plausibili attiene alla paura di perdere il controllo sulla continuità della propria esistenza e della propria biografia, in linea con l’idea di “sicurezza ontologica” proposta da Giddens.

Di fronte ad un mondo che produce inesauribili promesse di sicurezza, la possibilità di deragliare – non per propria volontà – rispetto alla prescritta linearità del corso della propria esistenza a causa di una malattia, o per un deterioramento dell’ambiente fisico e sociale, tende a produrre sconcerto, paura e indignazione. Non a caso le preoccupazioni che maggiormente agitano il dibattito pubblico sono quelle che riguardano rischi imposti piuttosto che quelli liberamente scelti, e quelli che gravano sull’individuo e sul suo immediato contesto di riferimento.

Continua a leggere “Intervista ad Andrea Cerase, autore della monografia “Rischio e comunicazione. Teorie, modelli e problemi””

 354 total views