A quando una vera integrazione Ambiente Salute?

di Fabrizio Bianchi e Mauro Valiani

Fonte Quotidiano Salute che ringraziamo 

Il recente decreto legge n.36, che ha perso per strada l’incremento di risorse per il personale dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, merita di essere discusso. Diversi si sono già pronunciati su QS, ad esempio Bisceglia e altri per l’Associazione Italiana di Epidemiologia, noi ci proponiamo di offrire qualche spunto sulla prevenzione necessaria e quindi sui Dipartimenti di Prevenzione (DP) delle ASL, così essenziali e così bistrattati.

 

La pandemia ha evidenziato, ancora una volta, la natura interconnessa dei nostri sistemi planetari, dalle origini zoonotiche delle malattie e la loro relazione con il nostro ambiente naturale e sistemi alimentari, alla maggiore vulnerabilità alle malattie derivante dalla disuguaglianza sociale, dall’inquinamento dell’aria e altri fattori ambientali. Come ci indicano le grandi Agenzie dell’OMS, la strategia One Health è un approccio integrato e unificante che mira ad equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali ed ecosistemi. Il raggiungimento della visione di sostenibilità dell’UE per il 2050 è veramente messo a rischio dai venti di guerra, ma anche dalla mancanza di volontà politiche e cambiamenti decisivi nel carattere e nell’ambizione delle azioni.

Assai rilevante è la recente approvazione della legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione, introducendo tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e l’attenzione al destino delle future generazioni. Effettivamente, per i costituenti, nel dopoguerra, l’attuale emergenza ambientale e climatica non era immaginabile. Questo nuovo quadro ‘chiama’ una revisione delle politiche e delle pratiche, delle risorse e dell’assetto organizzativo dei servizi pubblici più direttamente connessi con questa materia.

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Francia.INRS. Iperconnessione. Impatto dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

Fonte INRS 

Sensazione di urgenza, sovraccarico di informazioni, trabocco di lavoro nella sfera personale… Molti dipendenti possono essere esposti a difficoltà legate all’uso di strumenti digitali come la posta elettronica. In occasione della pubblicazione di un articolo sulla rivista Hygiène & sécurité du travail, tre domande per Vincent Grosjean, capo degli studi e coautore di questa riflessione.

Qual è l’origine della domanda dell’INRS sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)?

Nel 2015, l’INRS ha avviato una ricerca sulle pratiche digitali, in particolare sulla messaggistica elettronica, di fronte alla comparsa di problemi di salute legati all’uso di questi strumenti in un contesto professionale. Vari rapporti hanno rivelato l’emergere di una norma implicita di connessione permanente per alcuni dirigenti e dipendenti, il moltiplicarsi di strumenti senza gerarchia o strategia di utilizzo, una tendenza a cancellare i confini tra vita privata e vita lavorativa, un carico di informazioni inflazionistiche per molti dipendenti.

Lo scopo del lavoro svolto dall’INRS era di andare oltre queste osservazioni, per esplorare strade per la prevenzione.

Il contesto sanitario ha accentuato la comparsa di alcuni rischi legati all’uso delle TIC?

Da 2 anni la crisi sanitaria legata al Covid-19 porta ad un aumento “di emergenza” del lavoro a distanza. A ciò si è accompagnato il proliferare degli incontri in videoconferenza e un aumento della comunicazione mediata (messaggistica, telefono, ecc.), a scapito degli scambi faccia a faccia. Questi sviluppi amplificano le preoccupazioni circa la disintegrazione dei gruppi di lavoro, la sensazione di isolamento, l’interruzione dei confini tra la vita lavorativa e la vita al di fuori del lavoro. Sottolineano inoltre l’importanza delle relazioni di lavoro informali e del supporto sociale per il benessere dei dipendenti, nonché per l’efficienza dei collettivi a lungo termine. Queste circostanze rendono più importante costruire una vera strategia di utilizzo digitale per l’azienda. Gli obiettivi sono mantenere le prestazioni. Continua a leggere “Francia.INRS. Iperconnessione. Impatto dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)”

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Dove va la sanità lombarda?

Intervento della Dott.ssa Susanna Cantoni
Martedì 25 gennaio 2022 ore 18.00
Iniziativa pubblica a cura del Movimento culturale per la difesa e il miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
Dove va la sanità lombarda?

Cantoni Casa Cultura 25-1-2022 (1)

Per scaricare il file dell’articolo clicca QUI  

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Regione Lombardia. Ordine del giorno : potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione

Regione Lombardia – Consiglio regionale
Ordine del giorno presentato dal gruppo ” Lombardi Civici”

“Piano regionale di prevenzione 2021 – 2025, ai sensi delle Intese Stato – Regioni del 6 agosto 2020 e del 5 maggio 2021”

Oggetto: potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione

Dipartimenti Prevenzione e personale

Per scaricare il file pdf  clicca QUI 

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Una bussola per il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale

a cura di  Mara Grasso  Dors

Fonte : Dors.it che ringraziamo

 

Le distorsioni del Sistema Sanitario Nazionale

 

Il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale nel periodo post-pandemia può essere avviato se in possesso di una bussola che orienti. Il convegno on-line (8 aprile) dell’AIS (Associazione Italiana di Sociologia) e della sezione di Sociologia della Medicina e della Salute, con il patrocinio dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità, ha offerto questa possibilità di riflessione. In questa occasione, è stato presentato il volume Libro Bianco. Il Servizio Sanitario Nazionale e la pandemia da Covid-19. Problemi e proposte” curato da Giovanna Vicarelli e Guido Giarelli ed edito da Franco Angeli (2020) e che è possibile scaricare liberamente al fondo dell’articolo. Un capitolo, a cura di Marco Ingrossi e Giorgio Osti, è dedicato alla promozione della salute e all’importanza di riformare l’assetto dei servizi socio-sanitari per adottare un approccio salutogenico che si basi sulla educazione e promozione della salute in dialogo anche con i temi dell’ambiente.

Durante il convegno sono state analizzate quattro distorsioni del Sistema Sanitario Nazionale: quella distributiva, relativa alle disuguaglianze sociali di salute; quella culturale, relativa alla medicalizzazione della vita; quella strutturale, relativa al regionalismo differenziato; quella funzionale, relativa all’ospedalcentrismo.

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Riordino del sistema sociosanitario in Lombardia

 

In vista di un riordino del Sistema Sociosanitario Lombardo, le Società scientifiche/Associazioni AsNAS, SItI, SNOP, UNPISI e SIMVeP, a livello delle rispettive sezioni lombarde, presentano agli organi istituzionali alcune considerazioni e proposte inerenti le attività di prevenzione poste in capo ai Dipartimenti di Prevenzione Sanitaria, Medica e Veterinaria, a livello
strategico, di governo e operativo. Su tali temi le suddette Società scientifiche/Associazioni avevano già formulato alcune considerazioni e proposte, contenute in una nota del 23 giugno 2020 (Allegato),
che richiamava altre precedenti note e documenti, già presentate alla Commissione III.

IL DOCUMENTO

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Le nuove sfide nella gestione del COVID-19: l’esperienza dei Servizi di prevenzione 

Fonte Epicentro.Iss.it

Ultimi aggiornamenti

3/9/2020 – Le nuove sfide nella gestione del COVID-19: l’esperienza dei Servizi di prevenzione 

In questa fase di convivenza con il COVID-19, la comunità rappresenta il luogo dove si “gioca” il controllo dell’epidemia ma dove, allo stesso tempo, si possono trovare nuove opportunità per interventi di prevenzione e promozione della salute. Questa affermazione è confermata dall’esperienza sul campo dei professionisti che nella fase di emergenza sono stati impegnati nei Dipartimenti di Prevenzione delle strutture territoriali dei Servizi sanitari regionali, gli stessi Dipartimenti che, nella fase successiva al lockdown, sono stati riconosciuti come elemento chiave nel controllo della pandemia. I ricercatori ISS hanno raccolto le riflessioni di alcuni professionisti che lavorano nei Dipartimenti di Prevenzione di Regioni diverse e che svolgono attività differenziate in base alle loro specifiche professionalità. Leggi l’approfondimento a cura di Barbara De Mei, Chiara Cattaneo, Ilaria Lega, Letizia Sampaolo, Monica Valli (Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS – ISS).

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Nota per la revisione dell’organizzazione della Prevenzione in Regione Lombardia redatta dal gruppo di lavoro intersocietario delle Società della prevenzione lombarde

 

Pubblichiamo la Nota delle Associazioni di professionisti che si occupano di prevenzione, Associazione Nazionale Assistenti Sanitari, Società Italiana di Igiene Sezione Lombardia, Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione. Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario Italiano inviata alla Presidenza della Regione Lombardia e all’Assessorato Regionale alla Sanità.Nella Nota vengono indicati i cambiamenti necessari per fare uscire dalla crisi il Servizio Sanitario Regionale per quanto attiene la Prevenzione. Vedremo quale sarà la risposta del presidente Fontana e dell’Assessore Gallera.

LA NOTA

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Podcast di Diario Prevenzione – 23 giugno 2020 – Puntata n° 70

 

 

In questa puntata parliamo di

– Fase 2 : Una spensierata negazione del problema Covid 19, migliaia di persone en plein air con assembramenti sotto gli ombrelloni e lungo la battigia……
– Coronavirus, il disaccordo pubblico tra esperti disorienta la popolazione e genera fake news… un articolo da leggere
– Lo stop al virus non risolverà l’emergenza,  articolo di Vittorio Agnoletto
– Canada.Livelli di ansia tra gli operatori sanitari durante COVID-19 legati a DPI inadeguati
– GB. Il sindacato Unite: Il declassamento della regola del distanziamento sociale di due metri rischia “più focolai” per l’industria della carne
– La parola dei lavoratori. Il potere aziendale.

IL PODCAST – 23 giugno 2020 – Puntata n° 20

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Prime Note della SNOP per la Commissione Regionale COVID 19 della Regione Lombardia

 

Riteniamo molto importante queste Prime Note per la Commissione Regionale Covid 19 della Regione Lombardia elaborate da un  gruppo di soci SNOP lombardi. Il Documento segnala alcune criticità nella gestione della emergenza COVID nella regione Lombardia.
Le gravi insufficienze e incongruenze organizzative del sistema di Prevenzione sono analizzate in questo Documento che oltre ad individuare limiti avanza proposte di correzione.Le politiche sanitarie della Regione Lombardia, nel corso degli anni, hanno privilegiato il finanziamento delle strutture ospedaliere di eccellenza pubbliche e private convenzionate mentre hanno trascurato la rete dei Servizi territoriali di Prevenzione. Solo una rete territoriale integrata di Servizi di prevenzione di sanità pubblica può ragionevolmente fare fronte e predisporre le misure attive per contenere i contagi…

IL DOCUMENTO 

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LA PREVENZIONE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Fonte SNOP.IT 

Diario Prevenzione segnala, come contributo importante al confronto che si svilupperà in Italia, dopo questa fase acuta e drammatica di epidemia Covid-19, sulle priorità, sulle forme organizzative e sulle risorse con le quali migliorare il Servizio Sanitario Nazionale, questo articolo a firma Claudio Calabresi, Roberto Calisti, Anna Maria Di Giammarco della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione (SNOP)

L’ARTICOLO (pdf)

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I materiali della Convention dei Dipartimenti di Prevenzione

I materiali della Convention dei Dipartimenti di Prevenzione
Fonte Snop.it

I materiali della 7° Convention dei Dipartimenti di Prevenzione svoltasi a Rimini il 10 maggio 2019

Clicca qui

La relazione del Prof. Brusaferro

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Ultimo aggiornamento Domenica 02 Giugno 2019 10:27

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La dignità sul lavoro

Lisanna Billeri, Tecnico della Prevenzione – Unità Funzionale PISLL zona Valdinievole , Dipartimento della Prevenzione, AUSL Toscana Centro

Esiste una continua strage, taciuta, poco pubblicizzata, ed è la strage delle cosiddette “morti bianche”, gli infortuni sul lavoro, una strage che conta migliaia di lavoratori che muoiono sul posto di lavoro, il più alto numero in Europa. L’Italia ha questo primato di cui non si può certo andare fieri e di cui non si sente parlare, neanche in periodo elettorale.
Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali hanno inevitabilmente implicazioni di carattere sociale e giuridico, perché “non c’è niente che sia più contrario al diritto ed ai valori di una Costituzione fondata sul lavoro, della constatazione che ancora sul lavoro si muore senz’altra colpa che quella di esercitare un diritto e di adempiere al dovere di svolgere un’attività lavorativa” [cit. dott. Beniamino Deidda].

L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE  ASF TOSCANA

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Intervista audio alla Presidente della Societa’ Nazionale degli Operatori della Prevenzione (SNOP) Dott.ssa Anna Maria Di Giammarco

 

Una riflessione a tutto campo sulle radicali trasformazioni che stanno avvenendo nel lavoro e nella societa’, sulle rappresentazioni di salute e malattia che derivano da questi nuovi contesti: tutto questo cha impatto avra’ sul ruolo e sul lavoro degli operatori della prevenzione pubblici e non pubblici ?

(a cura di Gino Rubini)

L’INTERVISTA
(durata 30 minuti)

Riferimenti:

Il sito della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione:   SNOP.IT

 

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VI Convention Nazionale dei Direttori del Dipartimenti di Prevenzione Ospedale San Gallicano Sala Benedetto XIII Roma – Via San Gallicano, 25/a venerdì 20 aprile 2018

VI Convention Nazionale dei Direttori del Dipartimenti di Prevenzione
Ospedale San Gallicano Sala Benedetto XIII
Roma – Via San Gallicano, 25/a

venerdì 20 aprile 2018 – ore 08:45–14:30

Organizzata da SItI, SNOP, SIMeVeP. e FSK

Programma

08.45 Welcome coffee – Registrazione Partecipanti

09.00 Saluto introduttivo del presidente SitI
Fausto Francia
Saluti dei Direttori di Dipartimento di Prevenzione delle ASL di Roma

PRIMA SESSIONE:
La salute di tutti gli esseri viventi

MODERATORI :
Giorgio Di Leone – Antonio Ferro

09.30 Dalle precedenti Convention all’oggi e verso il futuro – relazione introduttiva a cura delle Società scientifiche
Antonio Sorice

09.45 La 833 nel nuovo secolo: attualità, criticità e adattamenti necessari
Claudio Calabresi

10.00 Igiene pubblica, Medicina del lavoro, Veterinaria, insieme per la prevenzione: Esperienze, criticità, punti di forza e possibili sviluppi:

  • Emergenza Chikungunya nel Comune di Anzio
    Roberto Gianmattei, Donatella Varrenti
  • La fragilità come elemento di pianificazione degli interventi in prevenzione
    Paolo Pandolfi
  • Il caso ILVA a Taranto: un approccio intersettoriale
    Michele Conversano
  • Il Modello One-Health nel dipartimento di prevenzione
    Luca Sala
  • L’azione dei Dipartimenti di Prevenzione nella maxi emergenza: l’esperienza del terremoto del centro Italia 2016-2017 nelle Marche
    Giuliano Tagliavento
  • Il nuovo Codice della Protezione Civile e i nuovi LEA: un rinnovato approccio dei Dipartimento di Prevenzione alle emergenze non epidemiche
    Antonio Tocchio

11.45 INTERVALLO

12.00 Una riflessione comune e una discussione sulle modifiche culturali ed organizzative da mettere in campo nei Dipartimenti di Prevenzione per favorire un approccio maggiormente integrato alle problematiche di salute
Discutono:
Enrico Di Rosa, Aldo Grasselli, Fulvio Longo, Angelo Tanese

SECONDA SESSIONE:
Contributi programmati

MODERATORI:
Sandro Cinquetti – Massimiliano Di Domenico

12.45 I Tecnici della prevenzione
Vincenzo Marcotrigiano

13.00 Gli Assistenti Sanitari
Anna Fabbro

13.15 Osservatorio Italiano della Prevenzione Fondazione Smith Kline
Francesco Calamo Specchia

13.30 Discussione generale

14.00 Conclusioni del presidente SNOP
Anna Maria Di Giammarco

14.30 LIGHT LUNCH

Segreteria Organizzativa:
Fondazione Smith Kline Via Fleming, 2 – 37135 VERONA
Tel. 045 505199 – 335 477194 – 335 1436769
info@fsk.it  – www.osservaprevenzione.it

La partecipazione alla manifestazione è gratuita.

scarica il programma

R A Z I O N A L E

La intersettorialità e la multiprofessionalità si affermano sempre più come elementi cardine delle strategie di prevenzione sanitaria. L’approccio “One Health” che parte dal presupposto che la salute delle persone, degli animali e gli ecosistemi siano interconnessi, prevede una stretta collaborazione da parte di tutti gli attori che hanno un impatto diretto o indiretto sulla salute, sia interni che esterni al perimetro del mondo sanitario tradizionale, lavorando in maniera trasversale e ottimizzando le risorse e gli sforzi nel rispetto dell’autonomia dei vari settori.

Ciò è vero in maniera precipua all’interno dei Dipartimenti di Prevenzione, che hanno il compito di portare questa lettura dei problemi di salute e questa modalità di azione nei tavoli programmatori e nelle strategie operative dei vari settori della vita civile, contrastando le disuguaglianze e affrontando le fragilità. Non si può essere credibili però se noi per primi creiamo barriere verticali a processi trasversali, che invece rappresentano la maniera migliore per un approccio globale.

Partendo da una riflessione sul tragitto fatto, sulle criticità e sui risultati ottenuti, vogliamo ragionare insieme sui percorsi di miglioramento possibili, presentando alcune esperienze affrontate con ottica interdisciplinare. Inoltre vogliamo riflettere su come recuperare potenzialità operative attraverso un migliore

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La Cina propone l’abolizione dell’organismo di sicurezza sul lavoro


FONTE  CHINA LABOUR BULLETTIN

Nell’ambito di un’ampia riforma del governo e della struttura amministrativa della Cina, presentata oggi al Congresso nazionale del popolo a Pechino, il governo ha proposto di eliminare l’Amministrazione statale per la sicurezza sul lavoro (SAWS) e di unire le sue funzioni in una nuova gestione nazionale delle emergenze.

Dipartimento

Il nuovo dipartimento, sotto il Consiglio di Stato, assorbirà anche le responsabilità di gestione delle calamità attualmente ai sensi dei ministeri degli affari civili, dell’agricoltura, delle risorse idriche, del territorio e delle risorse, nonché i dipartimenti responsabili del terremoto, della siccità e dell’alluvione.

La logica del nuovo dipartimento è di fornire una risposta efficiente e coordinata a un’ampia gamma di disastri dagli incendi boschivi alle esplosioni di miniere di carbone, ma sembra eliminare il ruolo di SEGHE nell’assicurare un ambiente di lavoro sicuro.

I vigili del fuoco nello Shanxi durante un salvataggio di terremoto di pratica.

La mossa sembra confermare il sospetto che, sulla questione della sicurezza del lavoro, il governo cinese sia più interessato alla gestione e al controllo delle calamità piuttosto che a prevenire gli incidenti sul lavoro in primo luogo.

Come abbiamo sottolineato nel nostro articolo di riferimento sulla sicurezza del lavoro, SAWS e le sue affiliate locali non sono mai stati molto propositivi nel loro approccio alle ispezioni sul posto di lavoro e avevano un potere limitato per far rispettare l’ampia legislazione cinese in materia di sicurezza sul lavoro. Tuttavia, semplicemente sbarazzarsi di SAWS non risolverà nulla.

I dettagli del nuovo dipartimento di gestione delle emergenze sono ancora vaghi ed è possibile che includa l’ispezione sulla sicurezza del lavoro nel suo mandato. Se questo è il caso, è essenziale che il nuovo organismo non emuli semplicemente l’approccio reattivo e coercitivo di SAW alla sicurezza sul lavoro, ma adotta una strategia molto più proattiva e costruttiva che vede il governo collaborare con imprenditori e dipendenti per assicurarsi che le pratiche di lavoro e di lavoro sono il più sicure possibile.

La mappa degli infortuni sul lavoro del CLB ha chiaramente dimostrato che i principali disastri rappresentano solo una piccola parte degli incidenti sul lavoro in Cina. La stragrande maggioranza degli incidenti coinvolge solo una manciata di lavoratori e di solito è correlata al fallimento del datore di lavoro nel fornire attrezzature di base per la sicurezza e formazione per i dipendenti.

Se la sicurezza del lavoro deve davvero migliorare in Cina, deve esserci un cambiamento fondamentale nei rapporti di lavoro sul posto di lavoro, al fine di impedire ai datori di lavoro di costringere i dipendenti a lavorare in un ambiente pericoloso e di garantire che i lavoratori siano adeguatamente curati e compensati in caso di incidenti si verificano

In particolare, se SAWS è davvero in via di uscita, è più importante che mai che il sindacato colmi il vuoto e svolga un ruolo molto più costruttivo nella sicurezza del lavoro. I funzionari dell’Unione dovrebbero garantire che i dipendenti siano adeguatamente formati e che dispongano delle attrezzature di sicurezza di cui hanno bisogno per svolgere i compiti loro assegnati. Dovrebbero incoraggiare i lavoratori a sollevare problemi di sicurezza e proteggere gli informatori dalle rappresaglie del management. Una volta rilevati i pericoli, il sindacato dovrebbe agire immediatamente per rettificare la situazione e chiedere la chiusura della produzione, se necessario, in conformità con la legge.

 
 
 

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