Pubblicata dal Ministero della salute la “Rendicontazione del Piano Nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici – Anno 2019”.

Il documento intende fornire un quadro nazionale delle attività di controllo, effettuate nel corso dell’anno 2019, per la verifica di conformità dei prodotti chimici al regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) e al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) in attuazione del «Piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici – Anno 2019», adottato dall’Autorità competente nazionale REACH-CLP, presso la Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, in data 6 febbraio 2019.

Le attività di controllo sono state condotte dalle Autorità per i controlli sul REACH e sul CLP delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e loro articolazioni territoriali e dalle Amministrazioni dello Stato, di cui all’allegato A dell’accordo Stato/Regioni del 29 ottobre 2009 (Rep. atti n. 181/CSR) in raccordo con l’Autorità competente nazionale REACH-CLP.

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While debate rages over glyphosate-based herbicides, farmers are spraying them all over the world

Fonte: TheConversation.com

Marion Werner, University at Buffalo; Annie Shattuck, Indiana University, and Ryan Galt, University of California, Davis

As North America enters its peak summer growing season, gardeners are planting and weeding, and groundskeepers are mowing parks and playing fields. Many are using the popular weed killer Roundup, which is widely available at stores like Home Depot and Target.

In the past two years, three U.S. juries have awarded multimillion-dollar verdicts to plaintiffs who asserted that glyphosate, the active ingredient in Roundup, gave them non-Hodgkin lymphoma, a cancer of the immune system. Bayer, a German chemical company, bought Roundup’s inventor, Monsanto, in 2018 and inherited some 125,000 pending lawsuits, of which it has settled all but about 30,000. The company is now considering ending U.S. retail sales of Roundup to reduce the risk of further lawsuits from residential users, who have been the main source of legal claims.

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Il rischio “ragionato” e le mandrie di tifosi in piazza Duomo Milano. Podcast Diario Prevenzione 5 maggio 2021. Puntata n° 82

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di :

– Sarà “ragionevole” il virus con le mandrie di tifosi in Piazza Duomo ? Lo sapremo tra una decina di giorni
– La tragedia di Prato. Una giovane operaia straziata e uccisa da una macchina tessile. Un ritorno agli anni ’50 per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro ?
– Il verdetto climatico della Corte costituzionale tedesca: la tutela e la promozione dell’ambiente non solo per la salute ma anche per la libertà delle generazione future. Un salto di paradigma giuridico
– Ivan Cavicchi. Nel Recovery tanti soldi (20 miliardi) nessuna riforma
– Fritto misto

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Covid-19, in una pubblicazione Inail le indicazioni di protezione per i lavoratori agricoli

FONTE:  INAIL.IT

Con linguaggio semplice e chiaro e con l’aiuto di tavole e illustrazioni grafiche, l’opuscolo fornisce agli operatori del settore agro-zootecnico norme e istruzioni necessarie da osservare negli ambienti di lavoro per fronteggiare il diffondersi del virus

La protezione da SARS-CoV-2 per i lavoratori agricoli

ROMA – L’emergenza epidemiologica in corso ha dimostrato in modo evidente che nessun settore produttivo può essere considerato totalmente immune dal contagio. Non fa eccezione il mondo agricolo e zootecnico, dove il rischio biologico, causato dall’esposizione al virus Sars-CoV-2, viene classificato come basso e può essere provocato principalmente dal mancato rispetto della distanza interpersonale tra gli operatori e tra questi ed altri soggetti esterni all’azienda. Alla prevenzione dei pericoli e dei rischi, talora non sempre riscontrabili con facilità, a cui può andare incontro nell’attuale crisi sanitaria questa comunità professionale eterogenea, connotata da diverse tipologie contrattuali, è indirizzata una recente pubblicazione dell’Inail.

Sicurezza sul lavoro e protezione sanitaria come misure di contrasto al virus. L’opuscolo è stato elaborato congiuntamente dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), ed è disponibile online sul sito dell’Istituto. L’obiettivo è quello di offrire strumenti utili e di facile comprensione per una gestione attenta della sicurezza lavorativa e della protezione sanitaria, in linea con le norme in vigore, individuate come misure adeguate per contrastare e contenere la diffusione del virus. Continua a leggere “Covid-19, in una pubblicazione Inail le indicazioni di protezione per i lavoratori agricoli”

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Guida sui rischi derivanti dall’uso di prodotti chimici nel settore del giardinaggio e prevenzione

Segnaliamo dal sito dell’Istituto sindacale ISTAS del Pais Valenciano questa pubblicazione :
“Guía sobre los riesgos derivados del uso de productos químicos nel sector de la jardinería y su prevención”
La brochure in castigliano illustra i rischi nell’uso dei pesticidi nelle attività di giardinaggio.

LA BROCHURE 

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L’Europa esporta pesticidi vietati sul suo suolo nei paesi poveri, afferma Greenpeace

Fonte : Newsletter ETUI 

Migliaia di tonnellate di pesticidi vietati in Europa vengono esportati ogni anno dall’Unione Europea (UE) verso i paesi poveri, secondo un recente studio di Greenpeace che ha analizzato le notifiche di esportazione presentate dagli Stati membri dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Solo nel 2018, oltre 81.000 tonnellate di pestcidi contenenti sostanze attive vietate nei campi europei hanno lasciato l’Europa per il Sud Africa, l’Ucraina, il Brasile e altri paesi con legislazioni non conformi e meno rigorose. Con oltre 32.000 tonnellate esportate quell’anno, il Regno Unito è stato di gran lunga il principale attore in termini di volume. Anche Italia, Paesi Bassi, Germania, Francia, Spagna e Belgio sono stati i principali esportatori di pesticidi.

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MATline – la banca dati sul rischio cancerogeno in ambienti di lavoro. Pubblicata la scheda di due nuove sostanze

MATline – la banca dati sul rischio cancerogeno in ambienti di lavoro

Dal sito Dors che ringraziamo,  riproduciamo questa segnalazione di sostanze cancerogene 

Pubblicata le schede delle sostanze:

2,4-dicloronitrobenzene: classificata in classe 2B dalla IARC nel volume 123 del 2020. Si tratta di una sostanza utilizzata come intermedio nella produzione di pigmenti azoici, prodotti farmaceutici e prodotti agrochimici;

o-fenilendiamina: classificata in classe 2B dalla IARC nel volume 123 del 2020. Si tratta di una sostanza utilizzata come intermedio nella produzione di sostanze chimiche.

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Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 261 dell’11.8.2020 Regolamento delegato (UE) 2020/1182 della Commissione del 19 maggio 2020

Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 261 dell’11.8.2020

Regolamento delegato (UE) 2020/1182 della Commissione
del 19 maggio 2020

recante modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele.

(Testo rilevante ai fini del SEE).

IL TESTO DEL REGOLAMENTO 
Fonte: EUR-Lex

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Esposizione a metalli – Definizione dei valori di riferimento di cromo e nichel urinari e piombo ematico nella popolazione campana

Fonte : Inail.it

L’esposizione a metalli pesanti sia essenziali sia tossici è responsabile di numerose patologie di diversa gravità.

Immaggine Esposizione a metalli - Definizione dei valori di riferimento di cromo e nichel urinari e piombo ematico nella popolazione campana

Essendo molti metalli ubiquitari, la discriminazione tra esposizione professionale e non professionale diventa compito arduo per i professionisti del settore, agevolato dal confronto tra i dati di monitoraggio biologico dei lavoratori a rischio e i valori di riferimento. Poiché l’inquinamento ambientale e le abitudini di vita variano in base all’area geografica, col presente progetto sono stati definiti i valori di riferimento dei marcatori biologici di piombo, cromo e nichel nella popolazione campana.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

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Tra prevenzione e contrattazione , le lotte per la salute nelle fabbriche ceramiche della Provincia di Reggio Emilia

La memoria delle lotte degli anni ’70 e ’80  per la salute dei lavoratori  nel comparto delle ceramiche  nella Provincia di Reggio Emilia.Ringraziamo lo Spi Cgil di Reggio per questa iniziativa.

 

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INRS Canada .Decontaminare l’acqua inquinata dai pesticidi

Segnaliamo dal sito dell’Istituto di Ricerche INRS CANADA questo articolo che illustra un importante risultato.

 

Decontaminare l’acqua inquinata dai pesticidi

Riportiamo dal sito : ” L’atrazina è uno dei pesticidi più utilizzati nel Nord America. I professori My Ali El Khakani e Patrick Drogui, ricercatori dell’INRS hanno sviluppato un nuovo metodo per degradarlo utilizzando un processo che combina un nuovo materiale e luce solare.
L’atrazina si trova ovunque nell’ambiente, anche nell’acqua potabile di migliaia di persone in tutto il paese. I trattamenti tradizionali di acqua potabile e di scarico non riescono a degradare efficacemente questo pesticida. I metodi più recenti mostrano una migliore efficienza, ma usano sostanze chimiche che possono lasciare sottoprodotti tossici nell’ambiente.
Il professor My Ali El Khakani , esperto di materiali nanostrutturati, dell’Energy Materials Telecommunications Center dell’INRS e il professor Patrick Drogui , specialista in elettrotecnologie e trattamenti delle acque, del Water Earth Environment Center dell’INRS, hanno unito le forze sviluppare un nuovo processo ecologico per il degrado dell’atrazina che sia privo di sostanze chimiche il più possibile.”

L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE INRS CANADA

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Suva: 6 consigli utili per proteggere la pelle durante le faccende domestiche

FONTE SUVA.CH 

Oltre il 30 per cento di tutti i casi riconosciuti di dermatosi sono imputabili ai prodotti usati per le pulizie domestiche come i saponi o i detergenti. Ecco 6 consigli utili su come evitare le dermatosi.

«Noi tutti reagiamo agli allergeni in modo diverso. Spesso, capita che per anni non succede nulla e poi all’improvviso compare un’allergia. Una volta che si è manifestata, rischia di mantenersi indipendentemente dal dosaggio del prodotto» spiega la dottoressa Dominique Pasdeloup, medico del lavoro alla Suva. Ecco perché in questi casi prevenire è meglio che curare.

LE SCHEDE SUVA

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ECHA:Le aziende non rispettano le normative sulle sostanze pericolose

FONTE ETUI.ORG ( TRADUZIONE IN ITALIANO CON GOOGLE TRANSLATOR)

Le aziende non rispettano le normative sulle sostanze pericolose

Rapporto dell'ECHA

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha pubblicato il 18 novembre 2019 i risultati di un progetto pilota sulle informazioni fornite in merito alle sostanze chimiche più pericolose presenti negli articoli di consumo di tutti i giorni.

I risultati sono particolarmente allarmanti. I servizi di ispezione di quindici Stati membri dell’Unione Europea hanno verificato 682 articoli forniti da 405 aziende. 84 articoli (12%) contenevano sostanze estremamente problematiche. Per questi articoli, nell’89% dei casi, le società non hanno rispettato le normative che impongono di segnalare all’ECHA la loro presenza al di sopra di una concentrazione dello 0,1%.

Gli articoli in questione sono prodotti di consumo come abbigliamento, calzature e tessili per la casa, articoli elettrici o elettronici o articoli destinati alla costruzione o alla decorazione di interni come rivestimenti per pavimenti e mobili in plastica. Le sostanze più comunemente identificate sono gli ftalati, principalmente DEHP che è un tossico per la riproduzione e un distruttore endocrino. Sono state identificate anche altre sostanze estremamente problematiche come piombo, cadmio, bisfenolo A o ritardanti di fiamma bromurati.

In Svezia,  è stata effettuata una campagna di ispezione nei negozi locali . Gli ispettori salirono quindi sulla catena di approvvigionamento, controllando l’attività di produttori, importatori e grossisti. I risultati indicano la stessa direzione dell’indagine europea. Per 324 articoli diversi, non sono state fornite informazioni su sostanze estremamente problematiche. Questi includono giocattoli, attrezzature sportive e da pesca, guanti, abbigliamento, elettronica.

La Svezia partecipa anche a un progetto nordico congiunto su articoli consegnati dal commercio elettronico. I primi risultati indicano anche che il settore del commercio elettronico difficilmente rispetta gli obblighi legali definiti da REACH.

Uno dei principali obiettivi  del regolamento REACH  sui prodotti chimici è sostituire gradualmente le sostanze più pericolose con alternative più sicure. Il presente regolamento europeo identifica le  sostanze estremamente problematiche in base ai loro rischi intrinseci per la salute umana o l’ambiente (ad es. Cancerogeni o tossici per la riproduzione). Queste sostanze sono inserite  in un elenco di  candidati che attualmente contiene 201 sostanze. Una volta che una sostanza è stata inserita in questo elenco, si traducono in requisiti di informazione nella catena di approvvigionamento per utenti e consumatori professionali. Quando gli Stati membri dell’UE decidono di trasferire queste sostanze dall’elenco dei candidati all’elenco di autorizzazioni REACH, i produttori devono ottenere un’autorizzazione dalla Commissione europea per continuare a utilizzarli. Questo è attualmente il caso di 43 sostanze estremamente problematiche.

Per Laurent Vogel , ricercatore presso l’ETUI, “il rapporto mostra che c’è una certa indulgenza nei confronti delle aziende che commercializzano articoli contenenti sostanze estremamente pericolose. Sebbene l’inosservanza degli obblighi di REACH sia punita dalla legge, sembra che le azioni criminali non vengano attuate sistematicamente. Solo 21 casi sono stati deferiti alla procura e le procedure hanno comportato multe in soli 2 casi ”.

Scarica e leggi il rapporto dell’ECHA

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Avvelenati, non rassegnati La coraggiosa battaglia degli abitanti della famigerata Terra dei fuochi di Angelo Mastrandrea

 

FONTE AREAONLINE.CH,   IL PORTALE DI CRITICA SOCIALE E DEL LAVORO SVIZZERO  CHE RINGRAZIAMO 

Nell’ottobre del 2015, Enzo Tosti si è sottoposto a un esame del sangue di routine «solo perché lo chiedeva mia moglie», racconta. A 56 anni, si sentiva bene e non sospettava nulla. Durante la settimana era impiegato come operatore socio-sanitario all’Associazione italiana assistenza svantaggiati di Afragola, un comune alle porte di Napoli, dove si occupava di pazienti con problemi psichiatrici. Nel tempo libero andava a caccia di discariche abusive. Quando lo avevo conosciuto, nella primavera del 2013, per farmi capire di che materiale fosse costituita l’emergenza rifiuti campana che aveva fatto il giro del mondo, mi aveva portato a vedere da vicino i cumuli di rifiuti abbandonati.

C’erano pneumatici usati, teloni di plastica utilizzati per coprire le serre, pannelli di eternit, strisce di cuoio e altri scarti delle decine di laboratori calzaturieri e tessili che lavorano per le grandi griffe e per l’industria del falso. In alcuni punti, bastava forare il terreno per provocare dei veri e propri geyser di vapori tossici. Accadeva dove erano stati sepolti rifiuti di grandi fabbriche, soprattutto del Nord Italia. Per questo era arrivato alla conclusione che tutto ciò non fosse altro che il «sintomo di un sistema industriale malato».

Il giorno in cui ha ricevuto i risultati degli esami del sangue la sua vita è cambiata. I medici avevano trovato valori anomali di leucociti e consigliavano una visita ematologica, al termine della quale era arrivato il verdetto: linfoma non-Hodgkin, una neoplasia del tessuto linfatico frequente tra i militari esposti all’uranio impoverito in Iraq e durante le guerre balcaniche degli anni Novanta. Enzo Tosti vive a Orta di Atella, un paesone di 27mila abitanti a metà strada tra Napoli e Caserta, nel cuore di quel disordinato sprawl urbano da due milioni di abitanti che circonda come una corona di spine la città di Napoli. Proprio lì, in quell’area denominata “terra dei fuochi” per i continui roghi di spazzatura, l’Istituto superiore di sanità ne ha certificato una diffusione superiore del 50% rispetto alla media nazionale, in particolare tra gli uomini.
Che nella “Terra dei fuochi” siano state sepolte tonnellate di rifiuti tossici è un fatto acclarato. Legambiente ha censito, a partire dal 1991, 82 inchieste giudiziarie su traffici di rifiuti diretti alle discariche legali e illegali del Napoletano e del Casertano, con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce e 443 aziende coinvolte.

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Tintolavanderia: linee guida per la formazione del responsabile tecnico

Documento della Conferenza delle Regioni del 28 novembre

(Regioni.it 3736 – 03/12/2019) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 28 novembre ha approvato un documento che aggiorna le Linee Guida (approvate il 25 maggio 2011) relative allo standard formativo e professionale di Responsabile tecnico di tintolavanderia.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento di aggiornamento che il Segretario generale della Conferenza ha inviato poi a tutti i Presidenti delle Regioni.

RESPONSABILE TECNICO DI TINTOLAVANDERIA
Standard formativo e professionale
Standard professionale
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Legge 22 febbraio 2006, n. 84, articolo 2, comma 2, lettera b) e s.m.i., in particolare il decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135, articolo 1 – octies.
DESCRIZIONE DELLA FIGURA
Il Responsabile tecnico di tintolavanderia sovrintende all’attività professionale di tintolavanderia, intesa come l’attività di impresa che, ai sensi della legge 22 febbraio 2006, n. 84 e s.m.i., esegue i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e a umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l’abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, a uso industriale e commerciale, nonché a uso sanitario, di tappeti, tappezzeria e rivestimenti per l’arredamento, nonché di oggetti d’uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra.
RIFERIMENTI ATLANTE DEL LAVORO E DELLE QUALIFICAZIONI
Settore Economico Professionale: Servizi alla persona
Processo: Realizzazione di servizi indifferenziati per uso personale e famigliare
Sequenza di processo: Gestione di tintolavanderie e pulizia di capi d’abbigliamento
ADA 24.141.416 – Gestione e organizzazione delle attività di tintolavanderia
ADA 24.141.417 – Realizzazione di operazioni di tintolavanderia
Codice CP 2011 associato alle ADA: 6.5.3.7.0 – Artigiani e addetti alle tintolavanderie
EQF
Livello 4 (1)
DESCRIZIONE DELLO STANDARD PROFESSIONALE
Nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2 della legge 22 febbraio 2006, n. 84 e s.m.i., si individuano i seguenti ambiti di competenza del Responsabile tecnico di tintolavanderia, articolati in abilità e conoscenze essenziali:
1. Gestione d’impresa di tintolavanderia
2. Gestione del rapporto con i clienti della tintolavanderia
3. Processi di lavaggio e smacchiatura
4. Utilizzo delle macchine e dei programmi di gestione

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Una scheda INRS. Piscine e centri acquatici: azione contro la tricloramina

Una nuova brochure INRS per completare l’offerta di informazioni

La tricloramina è un agente chimico molto irritante che si trova nell’aria delle piscine e degli stabilimenti acquatici. Con la pubblicazione di un nuovo volantino, l’INRS completa la sua offerta di informazioni e assiste i gestori delle piante acquatiche nei loro sforzi di prevenzione.

ed 6280

 

Bagnini, personale addetto alla manutenzione e alla pulizia piscine  e agenti domestici: personale delle strutture acquatiche a rischio speciale per la tricloramina Pubblicato ottobre 2019, Brochure della tricloramina in piscine e centri acquatici. Prevenire il rischio di esposizione “ mira a sostenere l’implementazione di soluzioni operative per prevenire i rischi associati a questa sostanza: dalla ventilazione dei locali all’adattamento della temperatura del bacino all’attività dei bagnanti. Per leggere  l’intera scheda vai a INRS 

 

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Arpa Veneto si costituisce parte civile nel processo Miteni

 

Fonte : SNPAMBIENTE

I vertici dell’azienda Miteni sono imputati per aver concorso all’avvelenamento della falda acquifera destinata al consumo umano nel sottosuolo dell’azienda e delle acque superficiali e potabili, nonché di aver provocato il relativo disastro ambientale.

L’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto si è costituita parte civile nel processo Miteni. La richiesta è stata formalizzata oggi dall’avv. Fabio Calderone, del foro di Padova, all’udienza tenutasi innanzi al Giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Vicenza, dott. Roberto Venditti nel procedimento penale nei confronti dei vertici dell’azienda.

Arpav, che nel 2013 identificò nel sito dell’azienda la principale causa dell’inquinamento nella produzione di sostanze perfluoroalchiliche, ha svolto e sta svolgendo numerosissime e complesse attività tecnico-scientifiche. Dai monitoraggi dei suoli e dei corpi idrici superficiali, sotterranei e delle acque marino costiere alle analisi dei fanghi di depurazione, allo studio della presenza delle sostanze nell’aria e al controllo delle fonti di pressione.

Inoltre l’Agenzia ha eseguito costantemente sopralluoghi, ispezioni e campionamenti nell’esteso territorio interessato dalla contaminazione ed ha effettuato, per le aziende sanitarie, le analisi degli alimenti, delle acque potabili e del siero umano per lo screening della popolazione esposta.

L’ingente attività ha richiesto l’acquisto di strumentazione scientifica di altissima tecnologia e di sistemi analitici ad alte prestazioni con l’impiego di numerosi tecnici, per una spesa totale ad oggi di oltre otto milioni di euro, della quale viene chiesto il ristoro, oltre al danno all’immagine. Inoltre Arpa Veneto è fra i creditori dell’azienda, fallita nel 2018.

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Sono disponibili in rete sul sito della C.I.I.P le presentazioni del Seminario : “Il rischio chimico: quale ruolo del RLS?”

Sono disponibili in rete sul sito della C.I.I.P le presentazioni del Seminario : “Il rischio chimico: quale ruolo del RLS?” che si è svolto Giovedì 24 ottobre 2019 al Centro per la Cultura della Prevenzione – Viale Gabriele D’Annunzio 15 MILANO

Il Link alle presentazioni 

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Interferenti endocrini particolarmente concentrati nei bambini

FONTE ETUI.ORG CHE RINGRAZIAMO 

Esistono centinaia di sostanze che interrompono la produzione di ormoni. Impiegate massicciamente dall’industria in molte produzioni, queste sostanze sono associate a gravi problemi di salute come tumori, danni alla salute riproduttiva, disturbi dello sviluppo come l’obesità, un calo del quoziente di intelligenza, … Tra questi , compresi bisfenoli, ftalati, parabeni, eteri glicolici, ritardanti di fiamma bromurati, composti perfluorurati (PFC). Per la prima volta, Public Health France ha misurato la presenza di queste sostanze estremamente preoccupanti nel corpo di bambini e adulti in un ampio campione (1.104 bambini e 2.503 adulti) rappresentativo della popolazione francese.

Newsletter : se desideri ricevere un riepilogo mensile delle attuali notizie su salute e sicurezza, iscriviti alla newsletter bilingue HesaMail (francese e inglese) gratuitamente.

Sono stati monitorati quasi 70 biomarcatori. Lo studio si basa su campioni biologici (urina, siero e capelli) e sull’invio di un questionario su abitudini di vita, consumo di cibo, caratteristiche dei partecipanti. L’analisi incrociata dei risultati dei campioni e dei questionari consente di quantificare la presenza di questi inquinanti nella popolazione e di conoscere meglio le fonti di esposizione. 

I risultati indicano che queste sostanze che sono onnipresenti negli oggetti di uso quotidiano e che sono spesso interferenti endocrini o agenti cancerogeni, provate o sospette, sono “presenti nel corpo di tutti i francesi” e “livelli più elevati di impregnazione. si trovano nei bambini . In generale, i livelli di impregnazione riscontrati sono paragonabili a quelli di altri studi condotti all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Canada.

Questo primo importante studio sul biomonitoraggio sarà seguito da altre due sezioni su metalli e pesticidi. Lo studio non affronta esplicitamente il problema delle esposizioni professionali. “Riflette un divario purtroppo comune nella maggior parte delle politiche di sanità pubblica”, afferma Laurent Vogel , ricercatore senior presso ETUI. “Esistono prove da altre fonti che le esposizioni professionali sono un’importante fonte di impregnazione per molte attività”, conclude. 

Rapporti dallo studio ESTEBAN

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Valori limite per gli agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

FONTE : ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO

Valori limite per gli agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

Per gli agenti cancerogeni e mutageni l’articolo 235 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che ogni qual volta il ricorso ad un sistema chiuso non sia tecnicamente possibile il datore di lavoro deve provvedere affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile e comunque non superiore al valore limite stabilito nell’ALLEGATO XLIII/81.

Nell’allegato sono attualmente elencati solo 3 agenti: Benzene, CVM e Polveri di legno, quest’ultimo peraltro con un limite ritenuto dagli addetti ai lavori eccessivamente alto.

Tuttavia dal 2017 sono intervenuti tre aggiornamenti alla Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni che hanno significativamente allungato la lista del VLE e, tra l’altro, ridotto il valore per le polveri di legno da 5 a 2 mg/m3 con uno step transitorio a 3 mg/m3 fino al gennaio 2023.

L’articolo completo di Gianandrea Gino è disponibile QUI 

Ringraziamo L’Autore e Ambiente Lavoro. Editor

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Ritardanti di fiamma alogenati: quali sono i rischi per i lavoratori?

 

Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, “ Procedura sperimentale per la determinazione di ritardanti di fiamma alogenati presenti in ambienti di lavoro”, a cura di Patrizia Di Filippo, Carmela Riccardi e Donatella Pomata (Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici), Francesca Buiarelli, Vanessa Rossi, Giulia Simonetti e Elisa Sonego (Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – Dipartimento di Chimica), edizione 2019 (formato PDF, 778 kB).

LA BROCHURE

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New online database for identifying endocrine disruptors

5 August 2019

New online database for identifying endocrine disruptors

deduct logo

A team at the Institute of Mathematical Sciences in Chennai, India, has placed online a database which identifies 686 endocrine disruptors. The database is called DEDuCT: Database on Endocrine Disrupting Chemicals and their Toxicity Profiles

Newsletter: If you would like to receive a monthly summary of current occupational health and safety news, you can subscribe free of charge to HesaMail (available in English and French).

DEDuCT is based on an analysis of existing scientific literature. More than 16,000 articles have been reviewed. To begin with, 1,626 chemical agents were identified in the articles that met the criteria for inclusion in the study. Some agents were then ruled out, notably natural hormones, agents tested as a mixture and agents tested for therapeutic use. The research also ruled out the agents for which there only data from in vitro testing with rodents available. The final selection, based on 1,796 publications, identifies 686 endocrine disruptors.

The identified endocrine disruptors have been classed according to different criteria. Their effects may have been observed in vivo in human beings (Category I: 7 substances identified), in vivo in rodents and in vitro in experiments with human cells (Category II: 142 substances identified), solely on in vivo in rodents (Category III: 367 substances identified), or solely in vitro with human cells (Category IV: 170 substances identified).

Another purpose of the database is to identify effects on health. Seven general categories of effects of disruptors linked to the hormonal system were established: reproduction, development, metabolism, the hepatic system, immunology and neurology, as well as cancers relating to the hormonal system. For each of these categories, the database can be used to verify if specific effects have already been identified in the scientific literature regarding particular substances. For example, if the user searches for ‘ovarian cancer’, they will find four endocrine disruptors identified as being associated with this pathology.

L’ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU ETUI

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REACH, disponibile l’opinione finale sulla restrizione di sostanze per tatuaggi e trucco permanente

Fonte AmbienteLavoro

È disponibile, sul sito ECHA, il parere finale dei comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l’analisi socio economica (SEAC), sulla restrizione di sostanze contenute in inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.

 

I tatuaggi sono una forma diffusa di body art, a cui si è sottoposto il 12% della popolazione europea. Vengono effettuati attraverso l’iniezione sottocutanea di inchiostri colorati in modo da creare un disegno permanente. Se è vero che i rischi sanitari derivanti dall’utilizzo di aghi sporchi per iniettare gli inchiostri sono noti già da tempo, un altro problema da considerare riguarda le sostanze chimiche utilizzate. Gli inchiostri per tatuaggi e il trucco permanente, come ad esempio gli inchiostri per eyeliner, sono costituiti da miscele di diverse sostanze chimiche, che possono rimanere nel nostro organismo per tutta la vita; ciò implica la possibilità di un’esposizione a lungo termine a ingredienti potenzialmente nocivi presenti nei prodotti per realizzare tatuaggi e in quelli utilizzati per ottenere un trucco permanente. Queste sostanze chimiche possono causare effetti nocivi sulla salute, ma si sa poco delle conseguenze relative al loro uso.

La Commissione europea ha chiesto all’ECHA di valutare i rischi sulla salute umana delle sostanze contenute negli inchiostri per tatuaggi e di esaminare l’eventuale necessità di introdurre restrizioni a livello dell’UE sul loro uso.

È ora disponibile sul sito ECHA il parere finale dei comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l’analisi socio economica (SEAC), sulla restrizione di sostanze contenute in inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.

Fonte: REACH

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Sydney council workers protest Roundup use

FONTE NEWS.YAHOO.AU

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Più di 500 lavoratori in un consiglio comunale  di Sydney hanno abbandonato il lavoro dopo che il management si è presumibilmente rifiutato di prestare attenzione alle loro preoccupazioni sull’uso del diserbante basato su glifosato Roundup, che è stato collegato al cancro.

Lo staff esterno del Blacktown City Council lo scorso mese ha rifiutato di continuare a usare gli spray al glifosato, esortando la direzione a seguire la guida di altri consigli locali che hanno vietato il prodotto e hanno iniziato a sperimentare alternative più sicure, ha detto la United Services Union. Continua a leggere “Sydney council workers protest Roundup use”

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