Contaminazione da PFAS delle falde idriche dei territori di Vicenza, Verona e Padova, in G.U. l’Ordinanza con i primi interventi urgenti di protezione civile

L’Ordinanza 28 maggio 2018 del Presidente del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 128 del 05/06/2018. Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova.

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE ORDINANZA 28 maggio 2018
Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 128 del 05/06/2018

Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova. (Ordinanza n. 519). (18A03866)

Art. 1 – Nomina commissario e piano degli interventi emergenziali
Art. 2 – Interventi emergenziali
Art. 3 – Relazione del commissario delegato
Art. 4 – Deroghe
Art. 5 – Interventi prioritari non emergenziali e adempimenti rispetto al Piano nazionale di
interventi nel settore idrico di cui al comma 516 dell’art. 1 della legge n. 205 del 2017

Evento di lancio della Campagna Europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018/2019” Roma – martedì 8 maggio 2018

 

FONTE INAIL.IT

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L’evento, in programma martedì 8 maggio presso l’Auditorium della Direzione generale dell’Inail a Roma, segna l’avvio ufficiale nel nostro Paese della Campagna Europea «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-19» promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), di cui l’Istituto è Focal Point Italia.

La Campagna di questo biennio ha per tema “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” ed è coordinata a livello nazionale dai Focal Point Eu-Osha. Ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla rilevanza e l’importanza della gestione delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro, di promuovere la valutazione dei rischi, lo scambio di buone pratiche, nonché di facilitare la comunicazione e la comprensione delle normative vigenti.

L’iniziativa di lancio, a cui interverranno, fra gli altri, il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, il Direttore generale Giuseppe Lucibello, e il Direttore centrale prevenzione Inail e Manager Focal Point Italia Eu-Osha Ester Rotoli, è promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di concerto con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Inail, Iss, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro, Anmil.

Data Inizio:

08/05/2018

Data Fine:

08/05/2018

Sede Evento:

Auditorium Direzione generale Inail

Indirizzo:

Piazzale Giulio Pastore, 6 – Roma

Provincia:

RM

Orario:

9.30 – 13.30

I coroner inglesi allertati qualora si trovassero ancora ad esaminare i corpi di hostess e steward deceduti per cause attribuibili all’inquinamento dell’aria della cabina degli aerei

Premessa editor

Il sindacato del personale di volo UNITE  di British Airways da tempo sta conducendo una battaglia contro l’inquinamento dell’aria di bordo dei velivoli che sarebbe causata da guasti o malfunzionamenti dei sistemi di condizionamento. Negli aerei ora in esercizio, nella maggioranza dei velivoli, il sistema di condizionamento, in particolare il riscaldamento dell’aria della cabina avviene tramite flussi d’aria prelevati da scambiatori di calore posti all’interno del motore jet dell’aereo. E’ verosimile che quando i sistemi di scambio si logorano infiltrazioni di aerosol tossici di olii si mescolano con l’aria che viene convogliata in cabina. In questi aerosol sarebbero contenuti organofosfati derivanti dagli additivi dei lubrificanti.

Il coroner senior nell’inchiesta sulla morte di Matthew Bass, membro molto amato dell’equipaggio di cabina di Unite e British Airways, ha fatto il passo significativo di accettare di scrivere al capo dell’Ufficio del Coroner chiedendogli di avvertire tutti i coroner in Inghilterra e nel Galles per la necessità di effettuare ulteriori test laddove si sospetti che la causa della morte si riferisca ad una condizione di inquinamento dell’aria di cabina tossica a bordo degli aeromobili.

La lettera di avvertimento senza precedenti, che riconosce che l’esposizione all’aria di cabina tossica ha un impatto clinico sul corpo, è arrivata quando il coroner ha registrato un verdetto di “morte per disavventura” derivante dalla morte di Matthew Bass.

In sindacato Unite che sostiene la famiglia di Matthew Bass ha detto che la scelta del Coroner senior del Berkshire dovrebbe fungere da catalizzatore per un’inchiesta pubblica sull’aria di cabina tossica degli aeromobili. Unite sta attualmente prendendo in carico oltre 100 casi legali per conto dell’equipaggio di cabina che sono stati coinvolti in eventi di fumi e hanno sofferto problemi di salute dovuti all’aria di cabina tossica.

L’assistente del segretario generale di Unite per i servizi legali, Howard Beckett, ha dichiarato: “Questo significativo passo di un anziano medico legale riconosce che l’esposizione all’aria tossica in cabina ha un impatto sul corpo e può portare a problemi di salute. Tutti i coroner verranno informati sull’aria di cabina tossica e dovrebbero impegnarsi in ulteriori test in modo da ottenere una migliore comprensione dei suoi effetti sul personale di bordo.

“Unite attualmente ha oltre 100 casi legali che stiamo assumendo per conto di membri dell’equipaggio di cabina la cui salute è stata influenzata dall’aria tossica della cabina. La lettera di preoccupazione del coroner senior dovrebbe fungere da catalizzatore per un’inchiesta pubblica su una questione che l’industria aerea ha costantemente cercato di spazzolare sotto il tappeto.

“L’aria di cabina tossica è reale e danneggia le vite. L’industria aerea deve assumersi le proprie responsabilità e affrontarla.

“A nome di Unite vorrei ringraziare la perseveranza della famiglia Bass che, dopo quattro anni, ha finalmente una spiegazione formalmente registrata per la morte di Matthew.

“Se non fosse stato per la loro dignitosa determinazione, non avremmo stabilito che Matthew era stato esposto agli organofosfati e assicurato l’avvertimento del coroner anziano sull’aria di cabina tossica.

“Vorrei anche ringraziare Thompsons e il consulente che ha assistito con questo caso.”

Documentazione

Coroner’s toxic cabin air warning should be catalyst for public inquiry, says Unite

Aerotoxic Syndrome, un problema negato che esiste e va affrontato

Due piloti di aerei americani hanno avviato un procedimento giudiziario contro Airbus dinanzi al tribunale di primo grado di Tolosa. Dicono che entrambi soffrono di una sindrome aérotoxique, una specie di intossicazione dovuta all’aria della cabina e mettono in discussione il costruttore aeronautico.

https://www.francebleu.fr/infos/transports/airbus-deux-assignations-deposees-au-tribunal-contre-le-syndrome-aerotoxique-1524842463

 

ECHA, online il nuovo sito “Le sostanze chimiche nella nostra vita”

 

Il nuovo sito ECHA “Le sostanze chimiche nella nostra vita”, rivolto a cittadini e consumatori europei, fornisce informazioni su benefici e rischi connessi all’uso di sostanze chimiche.

L’Agenzia europea per le sostanze chimiche pubblica il nuovo sito “Le sostanze chimiche nella nostra vita” dedicato ai consumatori.

Dal 15 marzo 2018 è possibile consultare il nuovo sito dell’ECHA, rivolto ai cittadini e ai consumatori europei, che fornisce informazioni sui benefici e sui rischi connessi all’uso di sostanze chimiche.

Il sito presenta sei sezioni tematiche:
– Tendenze
– Prodotti
– Salute
– Ambiente
– Lavoro
– Suggerimenti e consigli

VISITA IL NUOVO SITO ECHA

Contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova

DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 marzo 2018 

Dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova. (18A02320) (GU Serie Generale n.79 del 05-04-2018)

Nuova relazione sui rischi presentati dai container da trasporto sottoposti a fumigazione

 

Una nuova relazione dell’EU-OSHA evidenzia i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori dei porti che vengono a contatto con container da trasporto sottoposti a fumigazione. Una raccomandazione chiave è quella di compiere in modo prioritario le valutazioni dei rischi prima dell’apertura dei container e di applicare la normativa in materia di etichettatura dei container.

La relazione offre una panoramica della normativa e individua le lacune nelle conoscenze esistenti in questo ambito. Si forniscono inoltre esempi pratici e strategie preventive per migliorare la prassi corrente e la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Leggi il comunicato stampa

Consulta la relazione completa e leggi un articolo di OSHwiki 

Scarica una presentazione della relazione 

RAS – RAPPORTO SETTIMANALE- SETTIMANA 13 – 2018 – PRODOTTI PERICOLOSI

RAPPORTO SETTIMANALE- SETTIMANA 13 – 2018

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana.

La Commissione non si assume alcuna responsabilità per l’accuratezza delle informazioni fornite. Nel caso in cui ulteriori informazioni ricevute da un’autorità nazionale competente in merito a una notifica già pubblicata conduca alla modifica o alla revoca delle informazioni, la Commissione includerà una rettifica o un avviso di ritiro nella prossima panoramica settimanale.

RAPPORTO SETTIMANALE- SETTIMANA 13 – 2018

Pleins feux sur les cancers de la peau liés au travail. Les dermatologues demandent à l’UE d’agir

 FONTE  ETUI

Quand il est question des cancers professionnels, les rayonnements ultraviolets sont rarement présentés comme un risque majeur par rapport à d’autres cancérogènes tels que les solvants ou les poussières toxiques. Le 27 mars, une association de dermatologues a rappelé aux décideurs que les cancers de la peau sont la forme la plus répandue de cancers liés au travail dans l’Union européenne. Ils ont appelé l’Union européenne à améliorer la législation européenne sur la protection de la santé des travailleurs afin de renforcer la prévention sur le lieu de travail et d’assurer une reconnaissance plus large des cancers de la peau en tant que maladies professionnelles.

Les cancers de la peau – mélanomes et autres cancers de la peau – sont des cancers qui peuvent être évités aisément en adoptant des mesures peu coûteuses et simples à mettre en œuvre. Néanmoins, les personnes qui travaillent à l’extérieur sont très peu informées et sensibilisées aux risques qu’elles encourent en étant exposées à des rayonnements ultraviolets naturels et artificiels au travail. C’est le message principal délivré par le Dr Swen Malte John, professeur de dermatologie à l’université d’Osnabrück (Allemagne), lors d’une réunion au Parlement européen à Bruxelles qui a réuni des professionnels, des décideurs politiques et d’autres parties prenantes.

Pour remédier à ce manque de sensibilisation et attirer l’attention sur les coûts économiques et humains du cancer de la peau au travail, l’Académie européenne de dermatologie et de vénéréologie mène depuis plusieurs années une campagne de sensibilisation. Devant trois eurodéputés, Marita Ulvskog (groupe S&D), Jens Gieseke et Alojz Peterle (groupe PPE), le professeur Malte a appelé à une révision de la directive sur la protection des travailleurs contre les agents physiques, législation qui a déjà été révisée en 2006 mais sans  intégrer les rayonnements UV naturels de son champ d’application.

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Aerotoxic Syndrome, un problema negato che esiste e va affrontato

 

 

Segnaliamo la problematica sollevata da tempo dal personale di volo di molte compagnie aeree. Il tema della “Aerotoxic Syndrome”  “Sindrome aerotossica” è il nome collettivo di una vasta gamma di disturbi di salute apparentemente vaghi e non correlati. È un termine controverso, per una malattia la cui esistenza è stata costantemente negata per decenni da una lobby molto forte del settore aereo. Nel 1999, il Dr. Harry Hoffman (USA), il Prof. Chris Winder (Australie) e Jean Christophe Balouet PhD (Frankrijk) hanno pubblicato un rapporto scientifico in cui il termine “Sindrome Aerotossica” è stato usato per la prima volta: “Sindrome aerotossica: effetti negativi per la salute a seguito dell’esposizione alla nebbia di un getto d’olio durante i voli commerciali “. Il rapporto descrive i risultati dell’esposizione ai vapori degli oli lubrificanti utilizzati nei motori a reazione. Anche se l’industria aerea cerca di farvi credere altro, questo accade abbastanza spesso. Come risultato di  perdite di olio dai motori, l’aria utilizzata per la pressurizzazione della cabina e la ventilazione viene contaminata da particelle di olio contenenti organo fosfati.Naturalmente il rischio è tanto più elevato quanto più gli scambiatori di calore sono obsoleti con eventuali microfessurazioni.

Sono molti i siti che denunciano questa tematica, tra questi segnaliamo  il sito olandese  Aerotoxic Syndrome 

Su Facebook segnaliamo la pagina italiana  AEROTOXIC CREW HELPLINE

Altri  articoli interessanti  sono apparsi sul sito tedesco http://www.anstageslicht.de

Poison in the Airplane? Fume Events, Contaminated Cabin Air and Aerotoxic Syndrome

Contaminated Cabin Air: A Health Problem becomes certainty. The Chronology of the socalled Aerotoxic Syndrome

Come in altre occasioni ( vedi le vicende Amianto, CVM , ecc) per molto tempo le lobbie industriali interessate hanno promosso campagne per sminuire o negare la pericolosità  di certi prodotti o di certe situazioni di esposizione a rischio . E’ invece opportuno e necessario che i Centri di Ricerca in OH&S sviluppino rapidamente  ricerche non di parte aziendale, sul campo, per misurare la pericolosità e le cause del fenomeno denunciato da tempo  dal personale di volo, piloti e assistenti di cabina. Editor

Il tuo nuovo ed elegante smartphone Samsung portato a te da rumore, dolore e aborti

Your cool new Samsung smartphone brought to you by noise, pain and miscarriages

Pham Thi Minh Hang and Joseph DiGangi, Opinion contributors Published 6:00 a.m. ET March 14, 2018

The women blowing the whistle on Samsung factory conditions deserve to be heard. And for a sustainable electronics industry, they should be heeded.

(News media across the globe have been heaping praise on Samsung’s cool new Galaxy S9 and S9+ smartphones. But amid all the raves about the tech innovations and fancy features of these devices, the lives of the mostly female workers who make them have been virtually ignored.

Few consumers or reporters are aware, for example, that half of all Samsung phones are manufactured in Vietnam by a female-majority workforce in their twenties.
L’ARTICOLO (che contiene molti link ai rapporti di ricerca) PROSEGUE ALLA FONTE SU USA TODAY 


QUI,PER FACILITARE LA LETTURA , UNA TRADUZIONE ASSISTITA DA GOOGLE TRANSLATOR

Il tuo nuovo ed elegante smartphone Samsung portato da rumore, dolore e aborti

Le donne che protestano sulle condizioni della fabbrica Samsung meritano di essere ascoltate. E per un’industria elettronica sostenibile, dovrebbero essere ascoltate.

I media di notizie in tutto il mondo hanno elogiato i nuovi smartphone Samsung Galaxy S9 e S9 +. Ma tra tutti i meeting sulle innovazioni tecnologiche e le caratteristiche fantasiose di questi dispositivi, le vite delle operaie per lo più femminili che le hanno fatte sono state praticamente ignorate.

Pochi consumatori o giornalisti sono consapevoli, ad esempio, che la metà di tutti i telefoni Samsung sono fabbricati in Vietnam da una forza lavoro femminile a maggioranza ventenne.

Le nostre organizzazioni hanno esplorato questa storia nascosta conducendo interviste approfondite, aperte e riservate a 45 donne che lavorano sulle linee di montaggio in due stabilimenti Samsung in Vietnam. Quello che abbiamo trovato è stato scioccante.

Leggi tutto “Il tuo nuovo ed elegante smartphone Samsung portato a te da rumore, dolore e aborti”

Eu -Osha : Legislative framework on dangerous substances in workplaces

Sostanze pericolose
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sta conducendo una campagna su scala europea
2018 al 2019 per promuovere la prevenzione dei rischi da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è ridurre la presenza e l’esposizione a sostanze pericolose
nei luoghi di lavoro aumentando la consapevolezza dei rischi e dei modi efficaci per prevenirli.

Punti chiave
• Nell’Unione europea esiste un quadro legislativo completo per proteggere i lavoratori dai rischi di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• Gli atti legislativi più rilevanti a livello dell’UE sono la direttiva quadro sulla SSL, la direttiva sugli agenti chimici e la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni. Queste direttive e il loro recepimento nella legislazione nazionale mirano a ridurre l’esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• La legislazione in altri settori politici contribuisce alla riduzione dei rischi derivanti da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro, come la legislazione UE sulle sostanze chimiche e le miscele e anche sulla legislazione specifica dell’UE e internazionale in materia di rifiuti, stoccaggio e trasporto.
• Raggiungere un livello elevato di attuazione della legislazione nella pratica è una sfida fondamentale, anche seguendo il principio dell’applicazione preferenziale delle misure di prevenzione più efficaci.

IL TESTO IN INGLESE DELLA CAMPAGNA OSHA.EU 2018-19

Misure transitorie” di cui agli articoli 7 e 8 del decreto concernente “Regolamento sulle misure e sui requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori non professionali

Riproduciamo dal sito del  Ministero della Salute

” E’ in via di finalizzazione la procedura di adozione del decreto concernente “Regolamento sulle misure e sui requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori non professionali”. Al fine di agevolare l’implementazione delle “misure transitorie” previste agli articoli 7 e 8 del suddetto decreto, in attesa della sua pubblicazione, si forniscono informazioni ed indicazioni applicative queste ultime rivolte, in particolare, alle imprese titolari di prodotti fitosanitari.”

Consulta:

  • Indicazioni applicative
  • Allegato 1  (format per la presentazione dell’elenco dei prodotti per cui si richiede la modifica dell’etichetta)
  • Allegato 2 (modulo di istanza da utilizzare per richiesta di modifica dell’etichetta)

 

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Condannati a respirare piombo e veleni

 

FONTE AREA7.CH

Condannati a respirare piombo e veleni

di Marina Forti

Il gruppo Sider Alloys di Lugano ha acquisito lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme, in Sardegna, il più importante impianto italiano per la produzione di alluminio primario. L’accordo è stato firmato il 15 febbraio presso il ministero per lo sviluppo economico (Mise), a Roma, e coinvolge Invitalia, l’agenzia italiana per gli investimenti. È stato annunciato un investimento di 135 milioni di euro per far ripartire la produzione: ma saranno in gran parte anticipati da Invitalia. I lavoratori della ex Alcoa, che da quasi quattro anni presidiano lo stabilimento per impedirne la chiusura, ora sperano di tornare al lavoro. Portovesme però è uno dei siti più inquinati d’Italia, in attesa di bonifica per rimediare a quarant’anni di scarichi industriali incontrollati. Tra le ragioni della salute ambientale e quelle del lavoro rischia di scoppiare un nuovo conflitto.

Leggi tutto “Condannati a respirare piombo e veleni”

Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente

Fonte : Commissione europea – Comunicato stampa

Bruxelles, 5 marzo 2018

Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell’UE sulle sostanze chimiche (“REACH”) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell’ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo, oggi la Commissione propone misure per agevolarne ulteriormente l’attuazione.

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l’ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell’UE garantiscono l’impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l’industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l’esempio dell’UE in questo senso. Grazie a questa normativa l’industria dell’UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l’ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell’UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell’UE in materia di sostanze chimiche.” Leggi tutto “Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente”

Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

Segnaliamo ai lettori e alle lettrici questa intervista al Generale Bertolini in merito ai risultati della Commissione parlamentare Uranio e alle specifiche misure di sicurezza in ambiente operativo. Le forti critiche contenute nel Rapporto di maggioranza della Commissione ai vertici delle Forze Armate rispetto alla valutazione e gestione dei rischi di natura chimica e fisica potrebbero essere di stimolo ad una maggiore sensibilità ed attenzione rispetto alla gestione dei rischi non specifici alla operatività militare. In alternativa a prese di posizioni polemiche contrapposte sarebbe opportuno sottoporre le modalità operative ad una valutazione critica e ad uno sviluppo delle capacità di valutazione e gestione dei rischi. Questo al fine di impedire che i militari si ammalino per la esposizione indebita  a rischi ben noti alle discipline della medicina del lavoro e della tossicologia industriale. Editor

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Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

di Andrea Cucco). FONTE DIFESAONLINE.IT

09/02/18

Alla luce di quanto è emerso in questi ultimi due giorni, dopo la presentazione alla stampa il 7 febbraio scorso della relazione finale della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nel comparto Difesa, da parte del presidente senatore Gian Piero Scanu (PD) ed oggi della relazione di minoranza presentata dall’on. Mauro Pili (Popolo delle Libertà), è apparso evidente un attacco frontale ai massimi vertici delle Forze Armate, almeno quelli che erano in carica al tempo delle missioni e dei fatti oggetto dell’inchiesta. >>> segue alla fonte.

>>> LEGGI L’ARTICOLO ALLA FONTE : DIFESAONLINE.IT

Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido

Pubblichiamo questo appello con la preghiera di diffonderlo il più possibile.

30 gennaio 2018 – Pietro Paris (responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA)
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. C’è un lavoro enorme da fare. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti.

Perché gli italiani vanno a lavorare all’estero?
Non ho una risposta adeguata al problema, notoriamente complesso. Posso presentare solo la mia piccola esperienza personale.
Lanciare grida è tutto sommato facile, distinguere se sono di dolore è più difficile. Chi grida è spesso autoreferenziale. Non pretendo che si condivida quello che penso, ma sento il dovere di dirlo.
Sono il responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA. Mi occupo di questo tema dai primi anni ’90. Io e il mio piccolo gruppo di colleghi siamo forse più noti per il rapporto sui pesticidi nelle acque. In realtà quella è solo una parte minore della nostra attività. Svolgiamo il ruolo tecnico-scientifico per l’applicazione dei regolamenti (probabilmente) più onerosi varati in Europa: il regolamento REACH e il regolamento CLP sulle sostanze chimiche.
Svolgere tali compiti richiede una competenza multidisciplinare: sono ovviamente necessari chimici, ma non meno sono necessari esperti di comportamento delle sostanze nell’ambiente (si dice destino ambientale), sono necessari esperti del ciclo di vita delle sostanze e delle varie applicazioni, sono necessari esperti di pericolosità e di tossicologia. Tutte queste componenti concorrono all’unica disciplina chiamata valutazione di rischio delle sostanze chimiche.
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. La sicurezza, purtroppo, insegue sempre con ritardo l’evoluzione tecnologica: in certi casi, ahimé, troppo tardi.
C’è un lavoro enorme da fare. Caso abbastanza raro in questo paese, partecipiamo ai programmi di valutazione del rischio chimico varati dall’Europa. Portando in Italia fondi, che altrimenti andrebbero altrove. Portando, cosa ancora più preziosa, un minimo di autorevolezza e visibilità. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti. In questa attività potrebbero trovare lavoro molti laureati, che ora sono disoccupati o costretti a emigrare.
Elena, Lucia, Tommaso, Silvia, Valeria… sono miei ex-colleghi, con un’esperienza nel campo del rischio chimico di livello internazionale. Hanno lavorato per anni con me, se ne sono dovuti andare perché precari (tutti ultra quarantenni). Hanno lasciato l’Istituto perché non vi erano garanzie di poter restare in servizio. Competenze buttate al vento. E avevamo i soldi per garantire i loro stipendi (dal 2008 ad oggi grazie alla nostra attività sono entrate nelle casse dell’Istituto non meno di 7.000.000 di EURO). Soldi stanziati appositamente e guadagnati con le attività di valutazione europee.
Ma non era la priorità di questo Istituto!
Ora siamo un pugno di persone a dovere svolgere una mole di lavoro enorme. Lavoro da cui dipende la sicurezza delle persone e dell’ambiente. Lavoro richiesto e pagato dall’Europa.
Per gestire la sicurezza di migliaia di sostanze chimiche, abbiamo un solo chimico, un esperto di destino ambientale, due-tre tossicologi. Una missione impossibile!
Pazienza! I soldi andranno ai soliti tedeschi, olandesi, ecc. certo molto più consapevoli dell’importanza di questa attività. E quelli che continuiamo a portare in cassa andranno in economia, o forse a garantire il premio di produzione di una pletora di dirigenti, super pagati e inammovibili.
Qualcuno ha parlato di società della mediocrità. Le eccellenze sono sgradite alla casta dei mediocri, perché sottolineano la mediocrità, la esasperano.
Sono arrivato quasi a fine carriera, non ho ambizioni, ma con me ci sono colleghi/e di grande esperienza, riconosciuta in ambito internazionale, completamente svilita qui dentro, dove sembra altre logiche imperino.
Continuiamo, però, a lavorare con entusiasmo, nonostante tutto, finché ci sarà consentito.
Il “grido di giustizia”, forse uno dei tanti, e autoreferenziale, lo voglio lanciare, perché anche in questo paese si possa vivere e sperare in modo normale.
Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido.

Cos’è il mercurio e perché ci preoccupa – Bollettino n° 1 – Minambiente

Il bollettino di informazione “Sostanze chimiche – ambiente e salute” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha come obiettivo quello di fornire con cadenza periodica aggiornamenti e informazioni al pubblico sulle principali attività e normative concernenti le sostanze chimiche, in attuazione del Regolamento (CE) n. 1907/2006, “Regolamento REACH” (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals).

In questo numero viene trattato il tema dell’inquinamento da mercurio, oggetto di una Convenzione internazionale e di un Regolamento europeo.

Cos’è il mercurio e perché ci preoccupa

IL BOLLETTINO n°1 – 2018