Vai al contenuto

Fonte : Equaltimes.org

BLOG

Sharan Burrow è stata eletta segretaria generale dell'ITUC al suo secondo congresso mondiale a Vancouver, giugno 2010. In precedenza, ha ricoperto la carica di presidente dell'ITUC dal suo congresso di fondazione a Vienna (novembre 2006) e la carica di presidente dell'ICFTU dal suo 18 ° Congresso mondiale a Miyazaki (novembre 2004). È la prima donna ad aver ricoperto una di queste posizioni. Info su Sharan Burrows

Alcuni paesi useranno la crisi COVID-19 per accelerare i loro attacchi ai lavoratori, ma possiamo usare l' indice ITUC Global Rights 2020 per fermare questo, e poi invertirlo.

Dobbiamo farlo perché il 2020 Rights Index espone la rottura del contratto sociale tra governi, datori di lavoro e lavoratori, con violazioni dei diritti dei lavoratori al massimo di sette anni. Democrazia e libertà sono sottoposte a continui attacchi.

Governi e datori di lavoro hanno limitato i diritti dei lavoratori limitando la contrattazione collettiva, interrompendo il diritto di sciopero ed escludendo i lavoratori dai sindacati. Ciò è stato aggravato da un aumento del numero di paesi che impediscono la registrazione dei sindacati.

L'incredibile 85 per cento dei paesi ha violato il diritto di sciopero. Scioperi e manifestazioni furono banditi in Bielorussia, Guinea, Senegal e Togo e incontrarono estrema brutalità in Bolivia, Cile ed Ecuador. In Iran e Iraq, sono stati fatti arresti di massa durante le proteste. ...continua a leggere "L’ITUC Global Rights Index espone i fallimenti del modello economico mondiale: un nuovo contratto sociale può aiutarci a costruirne uno nuovo"

 

Autore: Laurent Vogel

Edizione italiana a cura di SindNova. Traduzione di Diego Alhaique. Roma 2016
Traduzione di Diego Alhaique

Rendiamo disponibile questo saggio di Laurent Vogel ricercatore ETUI pubblicato nel 2016. Questo saggio è utile in particolare ai cultori delle politiche sociali in materia di salute e sicurezza nel lavoro.Questa ricerca fa chiarezza sulla complessità del percorso per attuare gli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro 391/89

LA BROCHURE ( 70 PAGINE PDF )

FONTE  GMB UNION 

Oltre l'80% dei genitori non intende rimandare i propri figli a scuola oggi, secondo un sondaggio GMB.

Un totale di 1.601 membri hanno risposto a un'indagine dell'Unione GMB lanciata venerdì 29 maggio - un massiccio 1.307 di genitori afferma che non avrebbero intenzione di rimandare i propri figli oggi.

Durante il fine settimana diversi membri dell'organo consultivo SAGE del governo hanno messo in guardia dall'allentamento delle restrizioni di blocco  per l'accoglienza dei bambini, anno 1 e anno 6.

Il personale scolastico, i genitori, i consigli e i migliori scienziati concordano tutti: aprire le scuole più ampiamente oggi è un rischio troppo grande.

Karen Leonard, ufficiale nazionale GMB

I migliori scienziati hanno anche affermato che l' apertura delle scuole oggi comprometterebbe la strategia di blocco del coronavirus nel Regno Unito.

Si uniscono al personale scolastico, ai genitori e ai consigli per sollecitare i ministri a rinviare l'apertura della scuola più ampia fino a quando il tasso di infezione sarà inferiore.

Karen Leonard, funzionario nazionale GMB, ha dichiarato: 

“Il governo deve mostrarci le prove: il pubblico si è saggiato e ha chiesto trasparenza aperta e onesta.

"Il personale scolastico, i genitori, i consigli e i migliori scienziati concordano tutti: aprire le scuole più ampiamente oggi è un rischio troppo grande.

Visita l'hub di consulenza Make Work Safe

"Abbiamo ancora migliaia di nuove infezioni ogni giorno nel Regno Unito e il sistema di localizzazione non è quasi pronto.

"Vogliamo tutti che la vita torni alla normalità il più rapidamente possibile, ma non vale la pena mettere i bambini e il personale a maggior rischio per il governo che cerca di ottenere alcuni titoli facili

“I ministri devono pubblicare immediatamente i dati su quanti alunni e personale sono stati testati, su come i DPI sono resi disponibili, su chi li finanzia e sui tassi di R in cui le scuole hanno aperto più ampiamente. "

da Collettiva che ringraziamo 

Un lavoro speciale, specializzato, altamente professionale. Un lavoro svalutato e svalorizzato, poco considerato e poco pagato. Al tempo del Coronavirus, ma non solo, un lavoro indispensabile. Un lavoro in appalto

Guanti, mascherine, camici monouso e calzari da indossare prima di entrare nelle corsie Covid degli ospedali per pulire e sanificare gli spazi e così contribuire a non diffondere il contagio, a contenere e ridurre la pandemia.

 

Una responsabilità enorme sulle spalle soprattutto di donne che garantiscono salubrità e sicurezza a malati e operatori sanitari in orari in cui gli altri dormono ancora o fanno colazione. Un lavoro poco considerato, ritenuto umile e proprio per questo, in un mondo che dà valore solo a ciò che “costa”, assai poco pagato – solo 7,26 euro all’ora – ma che per esser svolto prevede una formazione professionale specifica, in “aula” ad insegnare anche virologi ed infettivologi perché distinguere come “funzione un batterio o un virus è indispensabile per eliminarlo da pavimenti e suppellettili”. Ce lo racconta Anna Santo Stefano che questi corsi li ha seguiti 14 anni fa prima di entrare a lavorare allo Spallazzani di Roma, Ospedale per la lotta e la cura delle malattie infettive, e che nuovi corsi li ha frequentati qualche settimana fa quando la pandemia si annunciava anche nel nostro Paese e a chi doveva e deve garantire pulizia e salubrità è stato chiesto di “imparare” un nuovo modo di procedere. Professionalità è la parola che Anna Santo Stefano ripete con più frequenza, insieme a impegno e responsabilità.

...continua a leggere "Lavoratrici delle pulizie: indispensabili ma umiliate"

 

Un articolo del Washington Post descrive l'ecatombe di guidatori e guidatrici di autobus e metro della città di New York e di altre metropoli degli USA. Un autista di bus di New York Danny Cruz, iniziò a preoccuparsi che nessuno capisse il pedaggio che il virus stava facendo pagare ai suoi compagni di lavoro. Cominciò a tenere un diario ove segnava i nomi dei compagni di lavoro morti a causa del Covid-19. Solo per la città di New York secondo Danny Cruz sono stati 129 gli operatori di bus e metro morti a causa di Covid-19 su di un organico di 74.000 addetti.
L'articolo riporta poi dati su diverse città degli USA. Questa Antologia di Spoon River riporta storie terribili come quella di un ragazzo di 19 anni colpito dal Covid-19.
Un articolo d'inchiesta da leggere anche per vedere come si possa fare buon giornalismo d'inchiesta.

Transit workers are paying a heavy price during the pandemic

FONTE TUAC (Sindacato alimentaristi Canada) 

I lavoratori negli impianti di lavorazione della carne in Canada lavorano duramente in prima linea per produrre carne per le famiglie in tutto il paese.

Ad oggi, oltre 1.400 casi di COVID - 19 sono stati confermati nei lavoratori dell'industria alimentare. Alcuni di questi ultimi che stanno combattendo COVID-19 sono in condizioni critiche e alcuni sono morti.

In risposta alla pandemia, il governo federale ha recentemente annunciato $ 77 milioni per i trasformatori di alimenti, ma i dettagli sulla distribuzione di questi fondi non sono ancora chiari.

Gli operatori del settore alimentare devono svolgere un ruolo centrale nel determinare le condizioni e i criteri per il "Fondo per il trattamento di emergenza".

Informare il governo canadese che i soldi dei contribuenti pagati alle imprese devono innanzitutto garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e che i lavoratori del settore alimentare devono avere voce in capitolo determinare le condizioni della propria salute e sicurezza!

MOSTRA IL TUO SOSTEGNO AI LAVORATORI DEL SETTORE ALIMENTARE INVIANDO UNA LETTERA ADESSO!

Per diverse settimane, i lavoratori dell'industria alimentare canadese hanno chiesto le seguenti misure, raccomandate dai sostenitori per i lavoratori alimentari di tutto il mondo, ma non hanno ricevuto impegni da governo federale su queste disposizioni di base:

  • Garantire che i lavoratori possano lavorare a una distanza di due metri (6,5 piedi) l'uno dall'altro per tutta la giornata lavorativa. Per fare ciò, è possibile modificare l'organizzazione del lavoro, l'orario di lavoro e le pause. Potrebbe essere necessario modificare la progettazione delle stazioni di lavoro, ad esempio installando Perspex, Plexiglas o materiale simile per proteggere i lavoratori dal rischio di infezione reciproca.
  • Ridurre la velocità e la quantità di prodotti sulla linea di produzione per garantire un divario di due metri tra i lavoratori. Ciò deve essere fatto senza rimuovere alcuna posizione e le decisioni relative a turni, accordi di condivisione del lavoro e straordinari devono coinvolgere il sindacato.
  • Fornire adeguate stazioni di lavaggio e disinfezione delle mani e aumentare il numero di pause affinché il lavaggio delle mani diventi parte integrante del lavoro.
  • Garantire la pulizia e l'igiene regolari e complete del posto di lavoro, compresi i servizi igienici e le sale da pranzo. Tutte le superfici comuni, ad esempio banchi da lavoro, maniglie delle porte, corrimani e tastiere, devono essere pulite regolarmente.
  • Fornire adeguati dispositivi di protezione individuale (DPI), sebbene ciò non possa sostituire un adeguato spazio tra i lavoratori.
  • Adottare le misure necessarie per raggiungere il luogo di lavoro in sicurezza per ridurre al minimo il rischio di esposizione a COVID - 19.
  • Pubblica i protocolli sul posto di lavoro sui cartelloni pubblicitari in lingue che tutti i lavoratori possano comprendere e mantenere comunicazioni regolari.

Proteggere i lavoratori del settore alimentare e fermare la diffusione di COVID-19 negli impianti di produzione alimentare in Canada richiede un approccio coerente guidato da parti interessate, sindacati e datori di lavoro, e attuato dal governo.

I lavoratori del settore alimentare hanno bisogno di aiuto ADESSO!

Pubblichiamo questo articolo dal sito BALPA, il sindacato dei piloti e assistenti di volo britannici per mettere in evidenza come stiano emergendo situazioni drammatiche  nell'aviazione civile prodotte dalla pandemia Covid-19. Il rischio di una debacle occupazionale nel settore del trasporto aereo  è enorme ma questo non vuol dire che non ci debbano essere investimenti per la mobilità alternativa "a terra"

 

La British Airline Pilots Association (BALPA) ha reagito furiosamente alla notizia che il governo ha annunciato 2 miliardi di sterline in finanziamenti per andare in bicicletta e camminare mentre l'industria aeronautica britannica è in una spirale mortale.

https://www.bbc.co.uk/news/uk-52600708

Brian Strutton, Segretario Generale BALPA, ha dichiarato: “Il settore dell'aviazione sta già affrontando 23.000 tagli di posti di lavoro, con il potenziale per molti altri nelle settimane e nei mesi a venire. La proposta di quarantena di 14 giorni proposta dal governo per i viaggiatori internazionali in arrivo metterà ancora più pressione sull'industria per il prossimo futuro, e contestando ripetute promesse, non abbiamo visto nemmeno un centesimo nel supporto dedicato e su misura per le compagnie aeree.
 
"Alla luce di tutto ciò, i piloti britannici saranno assolutamente stupiti e francamente furiosi con £ 2 miliardi di sterline trovati per" camminare e andare in bicicletta "quando l'industria aerea, che è così vitale per l'economia del Regno Unito, sta morendo sotto i nostri occhi.
 
"Quando il governo riconoscerà che il business delle compagnie aeree britanniche è in una spirale mortale e interverrà per sostenere questo settore vitale e fermare l'abbattimento del lavoro?"
 

Covid-19. Cosa succede negli altri paesi europei con la riapertura delle attività ? Dal sito del sindacato belga FGTB possiamo scaricare la guida generica delle parti sociali con le linee guida su cosa fare per avere un ambiente di lavoro sicuro. editor

 Sindacato belga.  COVID 19 e ritorno sicuro al lavoro - Guida per i delegati

Gli esperti dicono che dovremo convivere con il coronavirus per un po '. Questo è il motivo per cui, quando si avvia / riapre la propria attività, è necessario adottare diverse misure, in relazione alle quali i delegati dovrebbero essere strettamente coinvolti. Il datore di lavoro, il dialogo sociale e i servizi di prevenzione interna ed esterna svolgono un ruolo importante nell'attuazione di tali misure.

Questo elenco di accordi minimi (vedi parte 2) può essere utilizzato per valutare se è possibile un riapertura sicura in azienda. È essenziale organizzare una consultazione preventiva su tali accordi nell'ambito della CPPT o, in assenza di tale organo, con la DS. Entrambi svolgono un ruolo consultivo importante. Il coinvolgimento preventivo è essenziale per creare supporto per misure preventive e per alleviare le preoccupazioni dei lavoratori.

A questo proposito, si dovrebbe in ogni caso tenere conto degli accordi settoriali e della situazione specifica della propria azienda. Organizzare una consultazione preventiva sulle misure da adottare, seguire periodicamente e correggere la situazione ove necessario. Questo ti darà più supporto rispetto alle misure.

Per ulteriori informazioni, consultare la guida elaborata dalle parti sociali: Guida generica per la lotta contro la diffusione di COVID-19 al lavoro.

Cosa succede negli altri paesi europei nella seconda fase ?  Questo articolo dal sito del Sindacato Danese ci rappresenta le difficoltà sui problemi della vigilanza sulla corretta gestione della sicurezza rispetto a Covid-19

 

L'Ispettorato del lavoro è essenziale per garantire che il rischio di contagio sia effettivamente prevenuto nei settori che sono sempre stati aperti o riaperti nella prima fase, come l'edilizia, l'assistenza domiciliare, i negozi di alimentari e gli istituti diurni. “Ora è urgente riportare AT completamente in carreggiata. AT è un attore chiave per garantire una riapertura corretta e sicura nei prossimi mesi ", afferma Morten Skov, vicepresidente dell'FH. 

Dal sito del Sindacato Danese FHO ( traduzione dal danese assistita da Google translator. )

Tornare a pieno regime. Ora!
Ora che la Danimarca si sta aprendo di più, è fondamentale che l'Ispettorato del lavoro ritorni a pieno ritmo. Il vice presidente della principale organizzazione del movimento sindacale, Morten Skov, sottolinea che molti dipendenti scoprono che i datori di lavoro non prendono sul serio l'ambiente di lavoro e l'infezione da coronavirus.
L'Ispettorato del lavoro sta ancora fermo a causa della chiusura del paese. La maggior parte dei supervisori è stata rimandata a casa da quando la Danimarca ha chiuso a metà marzo. In molti settori, la supervisione ( vigilanza)  non viene affatto effettuata se non si verificano incidenti o reclami gravi.

Ma il fermo a causa dell'epidemia  per l'Ispettorato del lavoro è durata abbastanza a lungo ora. La vigilanza  dovrebbe tornare a pieno titolo il più presto possibile. Questo è ciò che crede la principale organizzazione sindacale (FH).

L'Ispettorato del lavoro è essenziale per garantire che il rischio di infezione sia efficacemente prevenuto nelle industrie che sono sempre state aperte o riaperte nella prima fase, come l'edilizia, l'assistenza domiciliare, i negozi di alimentari e le istituzioni diurne. Lo afferma il vicepresidente di Morten Skov.

Indica problemi con, ad esempio, i requisiti di distanza e di igiene e che i dipendenti hanno accesso ai dispositivi di protezione necessari.

"I problemi e l'insicurezza dei dipendenti si accumulano sul posto di lavoro a causa di linee guida poco chiare o perché le regole non vengono rispettate", afferma Morten Skov.

L'Ispettorato del lavoro è importante quanto la polizia

L'ispettorato del lavoro è importante tanto quanto la polizia quando si tratta di prevenire l'infezione coronarica: il virus infetta non meno sul posto di lavoro che al di fuori del pubblico, sottolinea Morten Skov.

“La polizia dà la priorità al monitoraggio quotidiano affinchè i normali cittadini dello spazio pubblico rispettino le linee guida del governo. Ci viene detto che è cruciale frenare l'infezione nella società. E fondamentale per una maggiore apertura. Allo stesso modo, deve essere compito dell'autorità danese per l'ambiente di lavoro garantire che le linee guida siano rispettate sul posto di lavoro, in modo da prevenire il rischio di infezione e che tutti i dipendenti possano andare a lavorare in sicurezza ", afferma Morten Skov.

L'Ispettorato del Lavoro riceve rapporti quotidiani dai sindacati e dai rappresentanti sindacali che sono frustrati dalla mancanza di dispositivi di protezione,  la pulizia e l'igiene generale sono carenti e  molti datori di lavoro non danno la priorità alle importanti linee guida coronariche.

Morten Skov avverte del rischio di una maggiore chiusura invece di riaprire se il rischio di infezione non è gestito sul posto di lavoro.

“Esiste un chiaro e inequivocabile desiderio da parte del movimento sindacale per il governo e tutti i partiti in parlamento di riportare l'Ispettorato del Lavoro a tutta velocità al più presto possibile. È urgente! ”, Afferma Morten Skov.

 

Scientific American USA 

 

 

Il trauma psicologico è la prossima crisi per gli operatori sanitari del coronavirus
Il culto degli eroi da solo non protegge i clinici in prima linea dall'angoscia

https://www.scientificamerican.com/article/psychological-trauma-is-the-next-crisis-for-coronavirus-health-workers/?spMailingID=64672485&spUserID=OTIyNDczMDQ2NTkS1&spJobID=1880629434&spReportId=MTg4MDYyOTQzNAS2

———————————————

GB. I sindacati mettono in guardia contro la riapertura prematura delle scuole

I segretari generali di 10 sindacati degli insegnanti in tutto il Regno Unito e in Irlanda hanno scritto ai ministri dell'istruzione in tutte e 5 le giurisdizioni sollecitando “un'attenzione significativa in qualsiasi considerazione relativa alla riapertura delle scuole

https://neu.org.uk/press-releases/unions-warn-against-premature-reopening-schools

=========================
GERMANIA
SINDACATO DELLA FUNZIONE PUBBLICA VER.DI
Stress estremo per i dipendenti
In vista della diffusione del coronavirus, ver.di sottolinea l'elevato onere per gli operatori sanitari e chiede miglioramenti fondamentali

Comunicato stampa, Berlino, 12 marzo 2020.In vista della rapida diffusione del coronavirus (Covid-19) anche in Germania, il sindacato ver.di richiama l'attenzione sulle elevate esigenze del personale ospedaliero e chiede miglioramenti strutturali. “I dipendenti degli ospedali sono professionisti. In una situazione di crisi, fanno tutto il possibile per salvare vite umane e rallentare la diffusione del virus ", ha spiegato Sylvia Bühler, responsabile dell'assistenza sanitaria nel consiglio esecutivo federale ver.di. “Anche senza l'estremo onere dell'epidemia, troppo spesso i dipendenti vanno oltre i propri limiti perché si preoccupano del benessere e della sicurezza dei pazienti. Deve quindi finire che i proprietari della clinica e le persone politicamente responsabili traggano vantaggio da questo impegno. Tutti i responsabili devono ora impostare il segnale: Stiamo lavorando duramente per migliorare le condizioni di lavoro. Innanzitutto, ciò significa più personale ".
L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE
https://gesundheit-soziales.verdi.de/++co++024a869a-6451-11ea-9b22-525400f67940

===========================

...continua a leggere "SEGNALAZIONE ARTICOLI DA STAMPA INTERNAZIONALE SU PANDEMIA COVID-19"

FONTE MEDIUM 

SCRITTO DA

Sharan Burrow

Segretario Generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati. Rappresentare i lavoratori del mondo.

 

Il nostro mondo è in crisi con molte facce di devastazione: la devastazione della disuguaglianza, la devastazione climatica con eventi meteorologici estremi e stagioni che cambiano, e ora la devastazione di una pandemia senza una data di fine nota.

La protezione immediata per i lavoratori, le famiglie, le comunità e le imprese dell'economia reale con garanzie di congedo per malattia retribuito, protezione dei salari e salute pubblica e altre aree di assistenza vitale per tutti sono essenziali come primo passo per stabilizzare le ricadute dalla pandemia.

Dopo il tumulto degli inizi del XX secolo delle due guerre mondiali e della Grande Depressione, i leader mondiali hanno capito che era importante costruire un piano sociale di diritti democratici, libertà e sistemi di protezione sociale. Questo era un contratto sociale con le persone del mondo.

L'ILO è stata fondata nel 1919 con una struttura di governo tripartita in cui i lavoratori, i datori di lavoro e la governance hanno negoziato diritti fondamentali come la libertà di associazione e i diritti di contrattazione collettiva e il diritto di essere liberi dalla discriminazione e liberi da lavoro forzato e lavoro minorile. A questi sono seguiti altri standard tra cui salute e sicurezza sul lavoro, salari minimi e nel corso degli anni un corpus di standard per garantire un lavoro dignitoso. E 'stato sviluppato un sistema di supervisione per tenere conto dei governi.

Ogni lotta per una migliore vita lavorativa o protezione sociale o istruzione, sanità, assistenza all'infanzia o altri servizi pubblici a livello nazionale ha aggiunto al contratto sociale.

E queste garanzie insieme agli impegni salariali negoziati o statutari che derivavano da un'offerta di lavoro - in altre parole, un contratto di lavoro - sono diventati la base delle economie e delle società che proteggono i lavoratori dagli shock economici, politici e ambientali.

Il contratto sociale è stato compreso da tutte le parti come il fondamento di una società stabile, ma quando il mondo è diventato più ricco e l'ascesa delle società globali ha iniziato a dominare le nostre economie, gli attacchi al contratto sociale sono aumentati.

L'arbitrato del lavoro è diventato la base della crescita del profitto con la produzione offshore per massimizzare i bassi salari e ridurre le responsabilità occupazionali alla base sia del commercio globale che della concorrenza. La globalizzazione ha aumentato enormemente la ricchezza globale, ma non è stata equamente condivisa. La quota del reddito da lavoro è costantemente diminuita dagli anni '80.

Fonte: OIL basato sulla Commissione europea (dati AMECO)

E la negazione dei diritti fondamentali del lavoro è stata permessa dai governi mettendo gli interessi corporativi al di sopra della dignità del lavoro dignitoso e dei mezzi di sussistenza della propria gente.

Questi stessi governi non sono riusciti a costruire sistemi di protezione sociale universale, senza lasciare alcuna rete di sicurezza in tempi di crisi per oltre il 70% della popolazione mondiale.

La promessa di sviluppo è stata ulteriormente limitata dai flussi illeciti di reddito e dall'evasione fiscale subiti dai paesi più poveri che hanno osservato le loro risorse naturali e i talenti del loro popolo appropriati dalle società occidentali benestanti.

Ma purtroppo, la crisi finanziaria del 2008-2009 ci ha insegnato poco come la spesa per stimoli progettata inizialmente per proteggere posti di lavoro, persone e economia reale si è trasformata in salvataggi per banche e istituzioni finanziarie mentre misure di austerità hanno attaccato salari minimi, contrattazione collettiva e protezione sociale.

Questi attacchi hanno strappato gli ultimi fili del contratto sociale, che è stato oggetto di un crescente attacco dagli anni '80.

Oggi l'impatto sulla salute e sull'economia della pandemia COVID-19 ha messo in luce i rapporti di lavoro che sono carenti di ferie retribuite, ore di lavoro garantite o persino un contratto di lavoro.

Liberi professionisti, lavoratori dell'economia dei concerti ( gig economy)  e lavoratori nascosti nelle catene di approvvigionamento globali - tutti strangolati dai blocchi necessari per contenere la diffusione del coronavirus - sono le persone che sentono le prime onde d'urto di questa crisi.

Mentre molti governi si affrettano a pagare per un congedo per malattia, a fornire sostegno al reddito o ad altre misure, si sono trovati a mettere in piedi i mattoni di un contratto sociale. Teniamoli al loro posto.

Un nuovo contratto sociale è fondamentale per riportare il mondo su un percorso sostenibile e giusto. I termini del presente contratto devono includere un piano di protezione del lavoro per tutti i lavoratori con:

- diritti fondamentali;

- salario minimo adeguato;

- ore massime di lavoro; e

- salute e sicurezza.

Attraverso la garanzia legislativa o la contrattazione collettiva, dovrebbero essere garantiti il ​​congedo per malattia retribuito, il congedo familiare e altri diritti.

E la protezione sociale universale, compresa la protezione del reddito per periodi di sottoccupazione, è una garanzia sociale per le famiglie che lavorano e le basi di una società più equa e di un'economia sicura.

Solo misure di transizione per l'azione per il clima e i cambiamenti tecnologici e un'agenda trasformativa per la partecipazione economica delle donne possono garantire che nessuno ci lasci indietro.

La tassazione deve essere equa e ridistribuita alle misure di giustizia sociale, compresi i servizi pubblici fondamentali in materia di sanità, istruzione e altri settori di assistenza e opportunità.

Il mondo post-pandemia potrebbe darci un nuovo modello per l'economia globale, un nuovo impegno per la condivisione della ricchezza del mondo e un rinnovato investimento nel rispetto e nello stato di diritto.

Dalla devastazione sanitaria ed economica di COVID-19, ricostruiamo con un contratto sociale nuovo o rinnovato.

Riferimenti :

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti condivide con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ANCI, UPI, Anas S.p.A., RFI, ANCE, Alleanza delle Cooperative, Feneal Uil, Filca – CISL e Fillea CGIL il seguente:
PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19 NEI CANTIERI

IL PROTOCOLLO 

 

 

24 aprile 2020

Venerdi 24 aprile 2020, è stato integrato il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che avevano promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che,  in relazione alle attività professionali e alle attività produttive, raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del
Protocollo.

IL PROTOCOLLO CONDIVISO INTEGRATO 24/04/2020

Nel corso della videoconferenza odierna, il Governo ha comunicato che non ha assunto ancora alcuna decisione sul tema della ripresa delle attività produttive. Il confronto continuerà domani con i Ministri Patuanelli, Catalfo e Speranza per discutere dei temi della sicurezza nella prospettiva della ripartenza. Il Premier Conte ha prospettato l’ipotesi di avviare, a partire dal prossimo 4 maggio, la ripresa delle attività in alcuni settori del manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi. A tal proposito, Cgil, Cisl, Uil ribadiscono che il Protocollo dello scorso 14 marzo deve restare punto di riferimento imprescindibile per garantire la sicurezza dei lavoratori coinvolti, quale condizione necessaria a riprendere la produzione e a dare un futuro al Paese. I dispositivi di sicurezza, gli strumenti di screening, le attività negli appalti, ad esempio, ad oggi, non sono ancora sufficienti per garantire quella condizione. Così come si pone un problema di assicurare il distanziamento sociale sui mezzi di trasporto pubblico che saranno utilizzati dai lavoratori.
Cgil Cisl Uil hanno rinnovato la richiesta di un confronto sui temi del sostegno all’economia e al lavoro sulla base dei prossimi provvedimenti che il Governo intende varare e di attivare inoltre un tavolo di confronto a Palazzo Chigi sul problema della scuola e della pubblica amministrazione. Cosi come va affrontato il problema della cura dei figli per i genitori che riprenderanno il lavoro
Restano ancora molte questioni aperte su cui discutere, dunque, e l’ipotesi di riprendere immediatamente tutte le attività, come richiesto da qualcuno, già a partire dal 27 aprile, proprio alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e sicurezza, è un’ipotesi impercorribile.  Peraltro, chi dimostra di averne diritto può già fare ricorso ai Prefetti. Bisogna, dunque, attivarsi, nei prossimi giorni, per ottenere le necessarie garanzie e per evitare che si rischino dolorosi passi indietro sul fronte dei contagi. Le stesse aziende utilizzino il tempo a disposizione per organizzare il lavoro sulla base delle indicazioni contenute nel Protocollo, che può essere migliorato e ampliato, ma certamente mai ridimensionato. Per noi, come convenuto anche dallo stesso Premier, quello resta una sorta di testo sacro per riprendere ovunque, gradualmente, la produzione e il lavoro in sicurezza. Cgil, Cisl, Uil sono pronte, come sempre, a confrontarsi e fare la propria parte per tornare alla normalità secondo criteri intelligenti e di buon senso, nel rispetto della salute di lavoratori, pensionati e cittadini.
Roma, 22 aprile 2020

 

Dal sito di Trade Union (GB) abbiamo preso questo documento importante ove la Leadership ITUC  e 5 dei maggiori sindacati dei lavoratori affiliati delineano una vision e un progetto per il futuro, in particolare,  per il dopo pandemia Covid-19.

FONTE TUC : Statement on the Global Response to CoVID 19

Autori : Leadership ITUC e 5 dei maggiori affiliati ITUC *
(traduzione automatica con google translator)

Sono tempi straordinari. Più di quattro persone su cinque (81 per cento) nella forza lavoro globale di 3,3 miliardi sono attualmente colpite dalla chiusura totale o parziale dei luoghi di lavoro mentre i paesi combattono la pandemia di COVID-19.

Per rispondere all'impatto sanitario, economico e sociale della pandemia mondiale è necessaria una stretta cooperazione globale tra governi e parti sociali. Questo è l'unico modo per affrontare efficacemente questa crisi e superare la peggiore recessione della nostra vita.

Come leader sindacali e rappresentanti dei lavoratori:

Siamo in lutto per tutti coloro che stanno perdendo la vita e stiamo insieme a tutti coloro che hanno perso i loro cari;

Salutiamo tutti i lavoratori, in primo luogo per quanto riguarda la salute e l'assistenza, nonché tutti coloro che escono ogni giorno per lavorare per far funzionare le economie e le società sostenute, rischiando la vita e il benessere;

Restiamo in piedi con tutti i lavoratori le cui vite e mezzi di sostentamento vengono messi in pausa o peggio, poiché gli sforzi per mitigare il virus hanno la precedenza - lotteremo per loro come sempre;

E stiamo con quelli dei paesi più poveri, privati ​​di lavori formali, protezione sociale e assistenza sanitaria, che non saranno abbandonati.

Ovunque tu sia e qualunque lavoro tu faccia, la tua unione è lì per proteggerti in questi tempi incerti dai rischi e proteggere il tuo sostentamento. Siamo estremamente orgogliosi del lavoro svolto dai nostri membri e della loro solidarietà in questo momento molto difficile.

Oggi stiamo vivendo la più grande manifestazione di solidarietà nella storia umana.

Le chiusure delle aziende e il distanziamento sociale coprono ora la maggior parte della popolazione mondiale, al fine di proteggere in particolare gli anziani e i vulnerabili. La solidarietà dimostrata dai lavoratori deve essere ricambiata da quelli con ricchezza e potere.

In questo momento di crisi, le persone guardano giustamente ai loro governi per agire. In questa crisi ciò significa mettere al primo posto la salute pubblica e allo stesso tempo sostenere le famiglie che hanno bisogno di assistenza. Significa leader che lavorano insieme oltre i confini e in tutto il mondo. Molti governi stanno andando bene, alcuni stanno andando meno bene e ci sono anche alcuni che negano la vera realtà della pandemia.

Il virus che causa COVID-19 non discrimina, ma i suoi impatti discriminano per classe, razza e povertà. Ogni persona al mondo è colpita e solo dal mondo intero che lavora insieme possiamo prepararci alla vita ovunque con COVID-19 come malattia endemica.

I fallimenti della globalizzazione esposti - ora dobbiamo mettere le persone al primo posto.

La pandemia sta brutalmente esponendo i difetti del modello di globalizzazione che ha inutilmente lasciato indietro così tanti. I sistemi di sanità pubblica sono stati deliberatamente indeboliti dalla scelta politica, lasciando miliardi di persone senza accesso. Il lavoro precario ha lasciato i lavoratori senza sicurezza, al di fuori dei sistemi di protezione sociale e di conseguenza affrontando la miseria. Le catene di approvvigionamento globali, perfezionate per offrire profitti immediati, si sono spezzate o spezzate quando il mondo ne ha più bisogno per produrre prodotti essenziali come i dispositivi di protezione individuale. Le chiusure delle frontiere che limitano la stabilità delle forniture mediche e di altro tipo rischiano la stabilità e possono comportare la perdita di vite evitabile. È necessario un coordinamento globale per garantire l'accesso e prevenire la concorrenza tra i governi per le attrezzature salvavita. Questi guasti devono essere riparati. Le persone devono venire prima.

Mentre molte aziende stanno facendo la cosa giusta, ci sono imprese criminali che stanno cercando di trarre profitto dalla crisi. Devono essere fermati e i governi devono avere il coraggio di istituire controlli dei prezzi e altre misure.

Nessun governo può rispondere alla pandemia da solo.

Viviamo in un mondo e tutti i nostri futuri sono intrecciati. L'ascesa della destra nazionalista ha debilitato il sistema multilaterale, un sistema che deve essere urgentemente ripreso e rimodellato sul rispetto dei diritti e dell'inclusione per affrontare la sfida e gestire il futuro. L'alternativa è impensabile come esposto oggi in cui il comportamento vergognoso di alcuni leader, catturando rifornimenti vitali a spese di altri, diventerebbe la norma e condurrebbe il mondo in conflitti devastanti. La produzione di forniture vitali deve essere accelerata e i prodotti condivisi in base alle necessità, insieme alle conoscenze necessarie per affrontare la malattia. E i bisogni non sono solo a breve termine. Il virus metterà alla prova la salute pubblica e la sicurezza sul posto di lavoro, per gli anni a venire.

Denunciamo i tentativi dell'estrema destra di usare questa crisi in modo da seminare ulteriore discordia e aumentarne l'influenza. Riaffermiamo il nostro impegno assoluto nella lotta contro di esso.

Accogliamo con favore la decisione dei paesi del G20 di tenere una riunione dei ministri del lavoro, che dovrebbe essere ampliata per includere i ministri delle finanze e che deve includere l'impegno con il lavoro. Chiediamo all'OCSE di fare altrettanto. Il partenariato sociale, che riunisce sindacati, imprese e governi, nonché la società civile per definire un'agenda comune, la cui importanza è stata riconosciuta dal G7 nel suo ultimo vertice, deve essere al centro della risposta a tutti i livelli.

Nel mezzo di questa crisi, dobbiamo anche guardare al futuro.

Sono i lavoratori a sopportare il peso economico e sono loro a costruire il futuro. Laddove governi e imprese lavorano con i sindacati in questa crisi, i risultati positivi sono già chiari. Quella lezione storica deve gettare le basi per una futura economia globale che deve essere resistente e capace di offrire salute e prosperità condivisa a tutti. Una comunità internazionale ed economia globale in grado di superare le crisi convergenti della pandemia, i cambiamenti climatici, la povertà e altre sfide ancora sconosciute.

Un futuro in cui uomini e donne sono veramente uguali, in cui la discriminazione non è più tollerata, in cui il lavoro è sicuro e igienico e in cui le regole del lavoro sono basate sui diritti e solo sui salari. E dove la protezione sociale è universale e aiuta a creare e abilitare posti di lavoro di qualità, accesso equo e uguaglianza per tutti.

Queste sono le basi essenziali per la pace e la coesistenza.

La salute è un diritto umano fondamentale. Non coesiste solo con altri diritti, ma dipende da loro. Sono indispensabili ingenti investimenti nella sanità pubblica, nella forza lavoro e nella rigenerazione dell'attività economica e i benefici che ne deriveranno solo se i diritti sono rispettati.

A tal fine, chiediamo l'istituzione di un consiglio globale tripartito per il recupero, la ricostruzione e la resilienza.

La razza umana è capace di tutto se lavoriamo insieme.

* AFL-CIO (USA), DGB (Germania), FNPR (Federazione Russa), JTUC-Rengo (Giappone), TUC (Regno Unito)

 

 

Pubblichiamo l'articolo dell'Amministratore delegato di Etui sulle prospettive post-Covid19. Etui è il Centro studi della Confederazione dei Sindacati dei lavoratori europei.

di Philippe Pochet , amministratore delegato di ETUI

È già stato detto e ripetuto: la pandemia di COVID-19 avrà conseguenze significative e durature. Questo editoriale offre un'analisi delle sfide europee e globali. Mira, come tutte le attività di ETUI al momento, a incoraggiare il dibattito e lo scambio di idee sulla crisi e post-crisi.

A livello europeo, i fondamenti dell'integrazione europea sono stati messi in discussione. I pilastri dell'Unione europea sono il mercato unico e la libera circolazione, l'euro e il patto di stabilità e crescita, il diritto della concorrenza e gli aiuti di Stato. Questi tre pilastri sono stati scossi dalla pandemia e saranno sicuramente al centro dei dibattiti futuri. ...continua a leggere "Editoriale # 63: La sfida sarà vedere qui anche il post-Covid19 di Philippe Pochet , amministratore delegato di ETUI"

Fonte Cgil.it

“Dialogo, confronto e trasparenza delle decisioni aiutano a ogni livello a gestire una situazione difficile. Sicuramente i codici ATECO hanno la caratteristica di essere generici e di avere al loro interno una inevitabile confusione tra attività essenziali e non. Il DPCM dà al Ministro dello sviluppo economico, in accordo con il Ministro dell’economia, il compito di modificare l’allegato che stabilisce le attività essenziali e non. Per questo abbiamo richiesto l’incontro”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine della prima fase del confronto tra i leader di Cgil, Cisl, Uil e i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, e che proseguirà alle ore 17.

...continua a leggere "Coronavirus: Landini a Governo, obiettivo tutela salute non stop Paese"

di Martina Toti

 

Fonte Rassegna.it

In fondo chi lavora oggi sta chiedendo una cosa soltanto: un atto di responsabilità collettiva. Nei luoghi di lavoro, come nella rete, la rabbia e la paura degli invisibili diventati tutti, improvvisamente, essenziali

C’è chi si è fermato. Chi ha scioperato già, chi lo sta facendo ora. Aziende che hanno chiuso e sanificato, altre che lasciano che tutto passi persino il virus. L’Italia che lavora ha paura ma è anche arrabbiata. Oggi più di una settimana fa.

Il marito di Stefania è stato male, lo hanno lasciato a casa per sospetto Coronavirus, nessun tampone ma nella sua fabbrica in diciassette si sono ammalati. Sono trascorse tre settimane. Lui sta meglio ma non ancora benissimo. Gli dicono di rientrare. Adesso, proprio adesso, che il picco – forse – si avvicina. Stefania è preoccupata. Chiede aiuto.

...continua a leggere "I lavoratori sui social: «Non mandateci a morire»"

 

Le considerazioni e le sollecitazioni di SNOP (Società Nazionale Operatori Prevenzione) all’indomani del Protocollo del 14 marzo 2020, in una lettera inviata ai segretari generali delle tre Organizzazioni Sindacali prima del confronto tra Governo e Parti Sociali del 21 marzo.

IL TESTO 

Fonte:  Industriall European Trade Union update and responses 

COVID-19 si sta diffondendo in tutta Europa portando i governi, le istituzioni dell'UE e le parti sociali ad adottare misure di emergenza per proteggere la salute e la vita delle persone ed evitare una recessione economica senza precedenti. 

Al momento, le preoccupazioni di IndustriAll Europe si concentrano su:

  • proteggere la salute dei lavoratori nei nostri settori, in particolare quelli che non possono lavorare in remoto,
  • garantire che i lavoratori collocati in quarantena o quelli obbligati a rimanere a casa per prendersi cura di altre persone beneficino della retribuzione per malattia senza alcuna perdita finanziaria ,
  • garantire che i lavoratori ricevano un indennizzo finanziario poiché le società vengono temporaneamente chiuse per motivi sanitari o per carenza di approvvigionamento.

Per supportare le nostre organizzazioni affiliate, stiamo raccogliendo informazioni sull'impatto economico e sociale nei diversi settori industriali in Europa, nonché sulle misure di emergenza adottate per supportare sia i lavoratori che le aziende interessate.

Riferimenti >>> segue nella pagina successiva

...continua a leggere "IndustriAll Europe: Covid-19 si sta diffondendo in Europa – aggiornamenti delle informazioni e le risposte sindacali"

 

Nota di Editor. Giustamente Fim Fiom Uilm chiedono di fermare le produzioni fino al 22 marzo. La messa in sicurezza dei luoghi di lavoro rispetto al contagio Coronavirus è una misura indispensabile, non eludibile. Vi sono filiere di produzione indispensabili come il comparto agroindustriale nel quale comunque si deve continuare a  lavorare in sicurezza rispetto al contagio, altri comparti che producono beni durevoli non di primaria necessità possono effettuare una pausa e predisporre misure di igienizzazione e di messa in sicurezza degli ambienti di lavoro. g.r.

 

Fonte Rassegna.it

La nuova stretta del governo non ne prevede la chiusura. I sindacati: “Inaccettabile”. Fim, Fiom e Uilm: fermare le produzioni fino al 22 marzo per permettere la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro

Da Genova a Terni gli operai dicono no. L’effetto sciopero a catena arriva dopo la dura presa di posizione della Fiom che, all’indomani della comunicazione del presidente del Consiglio sulla firma del nuovo Dpcm per contrastare la diffusione del Coronavirus, ha giudicato “inaccettabile la mancanza di misure e iniziative volte alla protezione dei lavoratori che stanno garantendo la tenuta economica del Paese in una condizione di grave emergenza”.

E sono Fim, Fiom, Uilm a chiedere, con una presa di posizione molto netta, la momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.

Da giorni, spiegano i sindacati in una nota, "stiamo provando a non bloccare le produzioni, cercando le soluzioni più adeguate, consapevoli dei costi umani ed economici, a partire dalla Lombardia e dalle altre aree più colpite, ma la gran parte delle aziende non sono ancora del tutto preparate a gestire questa emergenza. I lavoratori sono giustamente spaventati".

Insomma, risulta molto difficile applicare in tutti i luoghi di lavoro le misure sanitarie prescritte dal governo ("a cui chiediamo norme chiare e cogenti per le imprese", scrivono i sindacati in una nota) e si registra anche un'oggettiva penuria  di dispositivi di protezione individuale utili a prevenire i contagi.

Ovviamente dalla richiesta di stop sono escluse le aziende che svolgono servizi pubblici essenziali e quelle che producono materiali sanitari, nonché i lavoratori, adeguatamente protetti, che garantiscono la salvaguardia degli impianti e quelli già collocati in smart working.

Per Fim, Fiom e Uilm le fermate produttive dovrebbero essere coperte utilizzando strumenti contrattuali o eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa. "In mancanza di ciò dichiariamo sin d’ora l’astensione unilaterale nazionale nell’intero settore merceologico, a prescindere dal contratto utilizzato. A copertura di ciò proclamiamo lo sciopero per tutte le ore necessarie", scrivono.

...continua a leggere "Fermare le fabbriche, la sicurezza prima di tutto"

Pubblichiamo il Comunicato Fiom Cgil con il quale il sindacato di categoria dei metalmeccanici indica le linee di condotta da tenere in merito "…alle problematiche legate alla diffusione del virus COVID-19 e alle ordinanze del Ministero della Salute e delle Regioni, anche al fine di evitare il diffondersi di un clima di allarmismo e di mantenere come Fiom un comportamento omogeneo a tutti i livelli dell’organizzazione…. "

IL COMUNICATO FIOM SU CORONAVIRUS COVID-19

In relazione alle problematiche legate alla diffusione del virus COVID-19 e alle ordinanze del Ministero della Salute e delle Regioni, anche al fine di evitare il diffondersi di un clima di allarmismo e di mantenere come Fiom un comportamento omogeneo a tutti i livelli dell’organizzazione, si ritiene utile specificare che restano confermate, sia a livello nazionale che territoriale: tutte le nostre attività di contrattazione e di tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, le riunioni degli organismi dirigenti e le assemblee dei delegati e delle delegate; le assemblee nei luoghi di lavoro, già programmate o in via di programmazione, salvo che per ragioni che rivestano carattere di urgenza, motivate dalle limitazioni imposte dalle autorità competenti, tali assemblee vadano rinviate a data da destinarsi.

Tali criteri determinano anche l’iniziativa del centro nazionale, delle attività dei coordinamenti nazionali di settore e dell’insieme del gruppo dirigente della Fiom nazionale.

Si invitano le strutture territoriali, i delegati Fiom delle RSU e gli RLS, a richiedere appositi incontri in sede aziendale per concordare una corretta gestione delle disposizioni già emanate, un'adeguata informazione ai lavoratori, l’utilizzo degli strumenti e delle necessarie misure di prevenzione, evitando atti unilaterali delle imprese a partire dalla messa in libertà dei lavoratori e delle lavoratrici (diretti, degli appalti, in somministrazione, eccetera).

Tutte le strutture Fiom sono invitate a dare tempestiva comunicazione al centro nazionale circa l’evolversi della situazione a livello e territoriale e delle eventuali decisioni unilaterali delle aziende, dei gruppi, delle multinazionali. Ciò per un corretto monitoraggio e per concordare con le strutture interessate le adeguate risposte omogenee da dare come Fiom in tutto il territorio nazionale.

Fiom nazionale
Roma, 24 febbraio 2020

Fonte  Fiom-Cgil nazionale 

 

FONTE : SERVIZI PUBBLICI INTERNAZIONALI
La federazione sindacale globale dei lavoratori nei servizi pubblici

Articolo pubblicato sul sito di SPI il 17 febbraio 2020

L'epidemia di coronavirus (COVID-19) si è diffusa dalla Cina a due dozzine di paesi in meno di due mesi. Ci sono state decine di migliaia di casi confermati e oltre mille morti. Questa epidemia presenta un rischio professionale per i lavoratori del settore pubblico che possono essere esposti al virus nel corso del loro lavoro. Venuta dopo anni di tagli e finanziamenti inadeguati dei sistemi di sanità pubblica, rappresenta in particolare un rischio significativo per la sicurezza e la salute sul lavoro per gli operatori sanitari e le loro famiglie in tutto il mondo.

Precedenti focolai di malattie trasmissibili altamente infettive hanno dimostrato che i risultati di salute pubblica sono significativamente migliorati quando i diritti del lavoro sono rispettati e i sindacati sono in grado di rappresentare efficacemente i lavoratori esposti e potenzialmente esposti alla malattia. ...continua a leggere "Focolaio di coronavirus: briefing di orientamento per l’azione del Sindacato globale dei lavoratori della Funzione Pubblica."

 

S.I.R.S Ravenna    Cgil Cisl Uil Ravenna     Servizio Sanitario Regionale Regione Emilia Romagna  Inail 

Organi di vigilanza e RLS: conoscenze e relazioni.
Diversi soggetti, un’unica prevenzione.

RAVENNA 12 marzo 2020
Sala D’Attorre via Ponte Marino n°2

POSTI DISPONIBILI: 150

Obiettivo del corso: I RLS, come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, hanno una formazione sul ruolo ma non necessariamente una importante formazione specialistica e tecnica, tuttavia si trovano a interagire con organi di vigilanza che a vario titolo si occupano di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si ritiene utile un momento di approfondimento e condivisione con i diversi organi che hanno funzione di vigilanza in azienda, anche sulle possibili interazioni con gli RLS.

PROGRAMMA E ISCRIZIONE AL SEMINARIO 

 

FONTE : Unione internazionale delle associazioni dei lavoratori alimentari, agricoli, alberghieri, di ristorazione, di ristorazione, del tabacco e degli alleati IUF

08.01.20  Notizie

 

I sindacati contribuiscono a rendere i luoghi di lavoro più sicuri e più sani per tutti i lavoratori, donne e uomini, ma spesso la salute e la sicurezza sul lavoro delle donne (OHS) viene trascurata, mettendo le lavoratrici a rischio di infortuni e malattie.

Molte donne che fanno parte dei sindacati hanno espresso preoccupazione per il fatto che i problemi di salute e sicurezza che colpiscono in particolare le donne sul lavoro (come la violenza di genere, la gravidanza, le mestruazioni e la menopausa) non vengono adeguatamente affrontati. L'IUF ha ora pubblicato una risorsa sull'integrazione di genere nella salute e sicurezza sul lavoro.

Questa risorsa include una breve descrizione del problema, preoccupazioni specifiche sollevate dagli affiliati IUF e proposte di intervento. Include un briefing sulla ricerca fai-da-te, inclusa la mappatura del corpo e dei pericoli, e una lista di controllo di questioni che possono aiutare i membri dei sindacati a integrare pienamente il genere nella salute e sicurezza sul lavoro.

Un approccio di genere alla OHS sottolinea che è responsabilità dei datori di lavoro rendere il posto di lavoro sicuro per ogni lavoratore ed espone i pericoli della sicurezza basata sul comportamento , che rende il singolo lavoratore responsabile della sicurezza sul posto di lavoro.

 

 

 

FONTE FIOMNOTIZIE  del 12 dicembre 2019 

 

 

Il caso della multinazionale Bekaert, che nel 2018 decide improvvisamente di chiudere lo stabilimento di Figline Valdarno, è uno dei casi sindacali più rappresentativi degli ultimi anni.
Politica, istituzioni, società civile, furono coinvolte in una vicenda che, grazie alle innumerevoli iniziative dei lavoratori (comprese l’occupazione e l’autogestione dello stabilimento), ebbe grande visibilità mediatica.
Forse ricorderete che anche Sting, il 18 agosto del 2018, decise di portare la propria solidarietà ai 318 lavoratori in presidio permanente.
Come ha scritto Maurizio Landini nella prefazione del libro: “La vicenda Bekaert racchiude in sé tanti significati di ordine generale”.
Ad esempio, una decisione che, come capita sempre più spesso di questi tempi, giunge improvvisa, comunicata freddamente agli operai con una modalità crudele, vigliacca e arrogante; così come la scelta di spostare le produzioni dall’Italia verso la Romania e la Slovacchia, soltanto per risparmiare sul costo del lavoro.
Ma c’è anche un altro aspetto che va sottolineato. La forte reazione da parte dei lavoratori che decidono di non cascare nel tranello sovranista che induce a vedere nell’operaio slovacco o rumeno il proprio nemico. Al contrario, i lavoratori di Figline Valdarno comprendono bene che bisogna lottare uniti, che solo stando insieme è possibile ribaltare la decisione di una multinazionale potente e senza scrupoli come la Bekaert.
La posta è altissima. In gioco non c’è, infatti, solo la difesa del proprio lavoro e della propria dignità, ma il destino di una intera comunità.

...continua a leggere "Bekaert: la fabbrica che non volle chiudere. Recensione al libro di Domenico Guarino e Daniele Calosi"

Nota di Editor. Sarebbe opportuno e necessario che i Sindacati di categoria anche in Italia facessero una seria indagine sulla carenza di WC disponibili per lavoratori e lavoratrici del settore trasporti ma non solo. In una ricerca svolta una decina di anni in Piemonte gli autisti di autobus dichiaravano che in piena estate si limitavano nel bere  acqua perché non c'erano gabinetti accessibili lungo le linee. Non sappiamo se le situazioni siano migliorate, temiamo di no.

 

FONTE UNITHEUNION.ORG

La ricerca di Unite, il più grande sindacato del Regno Unito e dell'Irlanda, ha scoperto che ai lavoratori del settore dei trasporti viene regolarmente negato l'accesso ai servizi igienici, il che sta creando problemi di salute e in alcuni casi costringendo i lavoratori a lasciare il lavoro.

Unite ha pubblicato le sue ricerche in coincidenza con la Giornata mondiale della toilette oggi (martedì 19 novembre), il tema di quest'anno è "nessuno lasciato indietro".

I conducenti di autobus hanno negato i servizi igienici

Un recente sondaggio condotto su quasi 5.000 autisti di autobus, membri di Unite, ha rilevato che l'83% di loro "non è fornito di un elenco di servizi igienici o di una mappa in caso di necessità sulle rotte".

La mancanza di servizi igienici accessibili su una linea di autobus è un problema particolarmente importante per i conducenti di autobus poiché i turni durano regolarmente 5 ore e mezza prima che abbiano una pausa dalla guida e costringano i conducenti ad aspettare così tanto tempo prima che l'uso di una toilette possa causare seri problemi di salute e può anche comportare la distrazione e la perdita di concentrazione durante la guida.

No servizi igienici in piazzole

Un sondaggio separato condotto su oltre 4.000 camionisti ha anche identificato un problema grave con la mancanza di accesso ai servizi igienici. Il sondaggio ha rilevato che quando è stata posta la domanda; "Quando dormi in un luogo di riposo sei in grado di accedere facilmente alle strutture del bagno e dei bagni", l'89% degli intervistati ha affermato di avere accesso raramente o mai a tali strutture.

I camionisti sono regolarmente costretti a dormire in sosta per rispettare le norme di guida a causa della mancanza cronica di fermate dei camion.

Negazione della dignità del bagno

Diana Holland, assistente del segretario generale di Unite, ha dichiarato: “Ai lavoratori dei trasporti in lungo e in largo nel Regno Unito viene negata la dignità della toilette su base giornaliera.

“Unite sta approfittando dell'occasione della Giornata mondiale della toilette per evidenziare questo problema di salute pubblica e lo slogan di quest'anno di nessuno lasciato alle spalle è particolarmente adatto in quanto, i lavoratori dei trasporti vengono sicuramente lasciati indietro quando si tratta della dignità della toilette.

“La mancanza di accesso ai servizi igienici è semplicemente intollerabile e può e fa sì che i nostri membri sviluppino gravi problemi di salute e, in alcuni casi, siano costretti a lasciare il lavoro a causa di condizioni mediche.

"Questo è un problema per tutti i lavoratori dei trasporti, ma la mancanza di accesso ai servizi igienici per le donne quando hanno le mestruazioni o sono in menopausa, o strutture in cui rischiano abusi o molestie sessuali, sono più barriere affrontate dalle donne che lavorano in questo settore in cui sono già sottorappresentati.

“I datori di lavoro hanno un chiaro obbligo legale di fornire servizi igienici adeguati per i loro lavoratori e Unite assicurerà che tali compiti siano rispettati.

“A nessun lavoratore dovrebbe essere negata la dignità della toilette non avendo strutture decenti o non potendo accedervi liberamente. Questo è il motivo per cui Unite supporta la carta igienica globale dei lavoratori dei trasporti lanciata per questa Giornata mondiale della toilette e chiediamo a tutti i datori di lavoro di iscriversi e fare la differenza "

Casi studio

Casi di studio recenti ottenuti da Unite includono: “I servizi igienici sono orribili. La maggior parte sono bloccati o fuori uso. I conducenti devono alleggerirsi nelle aree di campagna a causa di pause mal posizionate. Un autista che ha 63 anni si rivive in una sosta a causa di ciò. Ridicolo."

La società non crede che un essere umano richieda la necessità di usare un bagno. Siamo robot."

“Sono stati chiusi diversi locali in cui avevamo accesso ai servizi igienici. L'accesso ai servizi igienici è molto limitato, soprattutto al di fuori degli orari di ufficio. Questo è uno dei motivi principali per cui sto cercando un lavoro alternativo in questo momento. "

ENDS

Note per i redattori:

Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una fiaccolata per i morti sul lavoro che si svolgerà venerdì 18 ottobre, con partenza da piazza Repubblica alle ore 17.30. Inoltre propongono un tavolo di coordinamento provinciale e formazione nelle scuole.
L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE SU VARESENEWS

FONTE: TEAMSTERCANADA.ORG

In diversi settori dell'industria dei trasporti, la fatica riduce la produttività, crea rischi per la sicurezza pubblica e mina la salute dei lavoratori. Il prossimo governo federale dovrà stabilire regole affidabili, basate sull'evidenza, che non sono dettate dalle imprese.

La scienza medica è chiara: lunghi orari di lavoro portano a problemi medici per i lavoratori, tra cui obesità, diabete, malattie cardiache, disturbi cognitivi e morte precoce. Inoltre, lavorare per lunghe ore lontano dalla famiglia è dannoso per una vita sociale sana e comporta costi elevati per le comunità.

Ottawa deve riconoscere e affrontare il caos che lunghe ore lavorative possono provocare sulla salute fisica, mentale e sociale dei lavoratori.

Health Canada dovrebbe condurre uno studio per quantificare i rischi per la salute e la società e i conseguenti costi sanitari della fatica nel settore dei trasporti.

I rappresentanti dell'Unione devono svolgere un ruolo attivo in questa vasta impresa per frenare l'affaticamento dei lavoratori. Il loro contributo ci fornirà una visione a 360 gradi di un problema che influisce negativamente sulla vita quotidiana dei lavoratori dei trasporti e ci aiuterà a mettere insieme il loro benessere.

Teamsters Canada incoraggia i suoi membri a consultare le piattaforme elettorali dei partiti politici per scoprire le loro posizioni sui vari temi della campagna.

INCIDENTE MORTALE MALPENSA, COMUNICATO STAMPA FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI DELLA LOMBARDIA
“ISTITUZIONI E SISTEMA DELLE IMPRESE RENDANO CONTO DI UNA STRAGE”
DOMANI IN DHL EXPRESS 2 ORE DI SCIOPERO A FINE TURNO

Milano, 12 giugno 2019

Questa mattina un lavoratore dipendente di DHL Express è stato vittima di un incidente sul lavoro ed è deceduto presso il magazzino situato nell’area cardo dell’aeroporto di Malpensa.
Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il lavoratore fosse alla guida di un carrello elevatore che ribaltandosi lo ha schiacciato, provocandone il decesso.

...continua a leggere "INCIDENTE MORTALE MALPENSA, COMUNICATO STAMPA FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI DELLA LOMBARDIA"

 

 

Risks è il bollettino online settimanale del sindacato inglese TUC per i Represantatives Safety (Reps) . Iscriviti per ricevere questo bollettino ogni settimana. I numeri precedenti sono disponibili. Disclaimer e Privacy Editor: Rory O'Neill della rivista Hazards. Commenti al TUC all'indirizzo healthandsafety@tuc.org.uk.

IL BOLLETTINO RISKS 11 MAGGIO 2019

 

 

FONTE UNITE 

Unite, il sindacato britannico e irlandese più grande che rappresenta l'equipaggio di cabina, ha invitato l'industria aerea a intraprendere azioni urgenti per contrastare l'aria tossica in cabina, e ha altresì annunciato azioni legali in 51 cause giudiziarie contro cinque compagnie aeree del Regno Unito.

Unite sostiene le azioni giudiziarie contro le compagnie aeree del Regno Unito dopo che le prove di esperti indipendenti hanno concluso che l'aria nella maggior parte delle cabine delle compagnie aeree commerciali può causare danni neurologici irreversibili e malattie croniche tra individui sensibili.

Le dichiarazioni sostenute dal sindacato sostengono che le prove mediche esperte mostrano un'esposizione a lungo termine all'aria di cabina o ad "eventi di fumi" ad alte dosi che possono portare a piloti e membri dell'equipaggio che sviluppano malattie croniche e condizioni di pericolo di vita.

...continua a leggere "GB . I piloti e gli equipaggi di cabina lanciano un’azione legale contro le compagnie aeree nella disputa sull’aria tossica"

 

FONTE UNITETHEUNION

Giovedì 21 marzo 2019

Unite, la più grande unione britannica e irlandese, che rappresenta oltre 50.000 conducenti di camion, ha contestato con fermezza il governo e altre organizzazioni chiave come il consiglio della contea di Kent, per non aver consultato il sindacato sulla pianificazione della Brexit.

L'incapacità di consultare il sindacato e informare i conducenti di ciò che ci si aspetta da loro sta mettendo a repentaglio la sicurezza e il benessere non solo dei camionisti ma di tutti gli utenti della strada, oltre a peggiorare le disfunzioni previste causate da una Brexit disordinata.

...continua a leggere "GB: Il Sindacato dei Camionisti denuncia il fatto che l’esclusione dei conducenti di camion dalla pianificazione Brexit mette a rischio la sicurezza e aumenta le interruzioni."

FONTE ITF

La Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti (ITF) ritiene doverosa e positiva la scelta della recente messa a terra degli aerei Boeing 737 MAX 8 e chiede a tutte le restanti autorità dell'aviazione civile di seguire l'esempio per garantire la sicurezza di passeggeri e lavoratori.
La recente tragedia in Etiopia è il secondo incidente negli ultimi sei mesi in cui un Boeing 737 MAX 8 si è schiantato in circostanze simili. In tutto il mondo vengono sollevate serie domande sulla sicurezza di questi aeromobili e sulla loro idoneità al funzionamento continuo.

Molti sindacati affiliati all'ITF hanno già preso provvedimenti per proteggere i loro membri, come il sindacato APLA dei piloti argentini, che ha incaricato i membri di non volare il MAX 8. ITF accoglie con favore tali azioni, che sono state applicate per proteggere i lavoratori e il più ampio pubblico volante.

Un certo numero di autorità dell'aviazione civile hanno già bandito il MAX 8 dal proprio spazio aereo. Chiediamo a tutte le restanti autorità di aderire a questo divieto come misura preventiva fino a quando non sia stata formulata tutta la certezza che questi velivoli sono sicuri da volare.

Gabriel Mocho Rodriguez, segretario dell'aviazione civile ITF, ha dichiarato: "Le autorità dell'aviazione devono adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori dell'aviazione e il pubblico dei voli rimane la loro priorità numero uno. È inoltre fondamentale che l'indagine porti a tutte le azioni di sicurezza necessarie per garantire che l'aviazione rimanga la forma di trasporto più sicura ".

 

Nella settimana altri due infortuni in Lombardia, di cui uno mortale. Un operaio di 55 anni è rimasto schiacciato sotto un muletto ed è deceduto, mentre un altro di 71 anni sarebbe precipitato da un’impalcatura all’interno di un’officina meccanica, riportando gravi ferite.
Solo la scorsa settimana è deceduto anche il terzo operaio coinvolto nel gravissimo infortunio avvenuto nel cantiere dell’Istituto Auxologico Italiano di Meda, il terzo incidente mortale in due giorni che ha colpito il mondo del lavoro, e in particolare nel territorio della Brianza.
Nella bergamasca solo qualche giorno fa un operaio è rimasto intrappolato in un’impastatrice e a seguito delle ferite riportate è poi deceduto.
Non si tratta di aggiornare un triste elenco di feriti gravi o morti, statistiche che nascondono il dramma umano, che si riflette sia sulle condizioni di vita degli interessati che sulle famiglie. A loro esprimiamo il cordoglio e la solidarietà delle Organizzazioni Sindacali, ma si impone la necessità di capire cosa fare e come impedire questi drammatici eventi.
Non si può continuare a morire di lavoro in questo paese.
Tutto questo nel silenzio generale e, ancora più grave, nel provvedimento del Governo che taglia 150 milioni all’anno le risorse INAIL destinate alla prevenzione e alla formazione, o, peggio ancora, consentendo all’Inail stesso di rivalersi anche nei confronti dei lavoratori sugli indennizzi concessi, oltre che sui responsabili e sulle imprese che hanno causato l’infortunio. Ancora una volta saranno solo le lavoratrici e i lavoratori a pagare!
Al contrario CGIL CISL e UIL e Confindustria hanno recentemente sottoscritto un accordo di attuazione del ‘Patto per la fabbrica’ in ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che vuole dare proposte concrete, precise e soprattutto attuabili su questi temi.
Bisogna continuare a pretendere che le aziende rispettino le regole, intensificare la formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aumentare i controlli, quindi è necessario uno sforzo da parte di tutti, datori di lavoro e organi di controllo in testa.

Alle istituzioni a tutti i livelli chiediamo un preciso impegno per affrontare in modo deciso ed efficace la questione, a partire da Regione Lombardia a cui chiediamo il rispetto degli impegni presi lo scorso anno in occasione del Piano Straordinario per la Prevenzione, resosi necessario dai gravi e ripetuti incidenti occorsi.

Per perseguire l’obiettivo di controlli efficaci è necessario verificare l’adeguatezza delle risorse, sia umane che materiali e stanziarne di ulteriori, non limitandosi alle sole derivanti dalle sanzioni comminate dagli Enti Ispettivi, quindi non limitandosi a quanto già previsto dalla legge.
Altrettanto importante è dar vita in tutte le realtà ai Piani mirati per la Prevenzione, o renderli esigibili, troppo spesso soggetti a ritardi incomprensibili. Fondamentale è procedere a verificare l’adeguatezza della formazione erogata ai lavoratori, quando effettuata, che non può e non deve limitarsi a “formalità”. Come spiegare altrimenti il ripetersi di cause di infortunio note da decenni?
Attuazione concreta degli strumenti e forte determinazione di tutti i soggetti coinvolti! Basta morti sul lavoro!

Pubblichiamo questo importante Rapporto di Ricerca che abbiamo tratto dal sito dell'Istituto del Pais Valenciano ISTAS.

Union Prevention Agents (TUPAs) in four EU Member States
David Walters, Kaj Frick and Emma Wadsworth

October 2018

A report of the European comparative analysis undertaken as part of a project led by Instituto Sindical de Trabajo, Ambiente y Salud (ISTAS) and developed in cooperation with Fondazione Di Vittorio,the Cardiff Work Environment Research Centre (Cardiff University) and NSZZ Solidarność

The project presented in this report was funded by the European Commission (VP/2016/004 Improving expertise in the field of industrial relations) and could not have been completed without this support. It was led by Instituto Sindical de Trabajo, Ambiente y Salud (ISTAS) from Spain and developed in
cooperation with Fondazione Di Vittorio from Italy, the Cardiff Work Environment Research Centre at Cardiff University in the UK and NSZZ Solidarność from Poland.
The report is an analysis based on a wide review of relevant research literature and five national studies of current practice, each of which was produced by individuals and members of research teams from each of the participating countries. Thus, Daniele Di Nunzio of the Fondazione Di Vittorio, was responsible for a report on Italy that is the basis of Chapter 4;

Claudia Narocki and Valeria Uberti-Bona from the Instituto Sindical de Trabajo, Ambiente y Salud (ISTAS) were responsible for providing the information on Spain that is the basis of Chapter 5;
while Kaj Frick produced a report on which he based Chapter 6 on Sweden; and David Walters and Emma Wadsworth from the Cardiff Work Environment Research Centre at Cardiff University in the UK, gathered the information on the UK on which they base Chapter 7.
In addition, we are grateful to Agnieszka Mińkowska of NSZZ Solidarność for the information on Poland.
Many people, too numerous to mention individually, in all the countries on which the project focused, collaborated by giving us their time and information. We are most grateful for their participation and the information thus provided.
While we thank all those who have supported this project, responsibility for the analysis and conclusions presented in this report remains that of its authors.

Final report TUPAs project.pdf

(brochure 120 pagine)

“E’ un settore che ha bisogno di ricevere maggiore attenzione”. A dirlo è la Filt Cgil, a seguito dell’incidente di domenica 16 dicembre che ha coinvolto un bus Flixbus, rinnovando “il cordoglio per quanto accaduto” e chiedendo che “si faccia rapidamente luce sulle cause”. Il sindacato dei trasporti sottolinea che “il settore dei bus a lunga percorrenza è un segmento che, negli ultimi anni in Italia, dopo la liberalizzazione, rappresenta circa il 12 per cento degli spostamenti con mezzi collettivi, con un giro di affari di 250 milioni di euro”. La sicurezza, afferma la Filt, deve essere "prioritaria e garantita su tutti i mezzi, a prescindere dal tipo di offerta economica. Non si deve dimenticare mai che, dietro un volante, ci sono uomini costretti a lavorare con ritmi di lavoro spesso eccessivamente stressanti e faticosi, soprattutto in determinate condizioni atmosferiche. Ritmi di lavoro che in Europa stanno pensando di peggiorare ulteriormente”.

 

Il sindacato dei piloti di aerei dell'aviazione civile canadese, composto da 4000 piloti, ha esposto una serie di riserve sulla validità delle modifiche apportate dal governo ai Regolamenti dell'aviazione canadese in materia di ore di lavoro e di riposo in particolare nelle ore notturne.

"Dire che siamo profondamente delusi è un eufemismo: queste regole scadenti lasciano un intervallo di due ore tra il tempo di volo massimo per i piloti canadesi che volano di notte, rispetto a quanto raccomandato dal Centro Ricerche Ames della NASA, e due ore e mezza più lunghe di quello che i piloti statunitensi sono autorizzati a pilotare ", ha dichiarato il Capitano Matt Hogan , Presidente del Master Elected Council ACPA. "È incredibile che di fronte alle prove scientifiche e alle best practice internazionali il nostro governo si aspetti che i piloti volino per due ore in più rispetto a quanto la NASA afferma di essere al sicuro".

LE FONTI

DOCUMENTO DI APCA 

Le regole sulla prevenzione della stanchezza dell'aviazione del Canada sono meno sicure di quelle in uso negli Stati Uniti

Air Canada Pilots AssociationAssociation des pilotes d'Air Canada

Filt-Fit-Uiltrasporti-Ugl-Fast: "Esprimiamo il nostro più sentito cordoglio e vicinanza alla famiglia dell'operaio di 59 anni deceduto. Abbiamo chiesto un incontro urgente sull'accaduto e sulle tematiche della sicurezza alla direzione regionale di Rfi"

"Stamattina intorno alle 8.30, sulla linea ferroviaria Bologna-Milano storica, nei pressi della stazione di Fiorenzuola, si è purtroppo verificato, un grave incidente sul lavoro, che ha visto la morte di un operaio di 59 anni, appartenente alla ditta Icf 2, operante per conto di Rfi, società dell'infrastruttura di Fs". Così le segreterie di Filt-Fit-Uiltrasporti-Ugl e Fast Emilia Romagna in un comunicato congiunto.

"Il lavoratore stava eseguendo lavori di realizzazione di plinti di basamento per i nuovi pali della linea elettrica di alimentazione delle ferrovie, a lato del binario pari (direzione nord), alla stazione di Fiorenzuola. È stato urtato dalla scaletta del locomotore di un treno merci transitante in senso opposto, e purtroppo, nonostante i tentativi di rianimarlo, è deceduto. Dalle prime notizie, non siamo al momento sicuri se, in quel momento, fossero presenti agenti di Rfi di protezione al cantiere di lavoro, ma che fosse attivo il sistema di protezione 'Tws', che allerta gli addetti a lavorazioni nei pressi del binario, emettendo suoni e luci lampeggianti, all'approssimarsi di un treno", continua la nota sindacale.

"Come segreterie regionali dei trasporti dell'Emilia Romagna, denunciamo questo ennesimo incidente mortale lungo i binari, che, temiamo, sia originato da una eccessiva pressione sui lavoratori, che porta a ignorare in parte o totalmente le normative di sicurezza. Comunque, in attesa delle indagini sulla tragedia, da parte degli organismi competenti, abbiamo unitariamente chiesto un incontro urgente sull'accaduto e più in generale sulle tematiche della sicurezza, alla direzione regionale di Rfi", aggiungono le sigle sindacali.

"Nell'esprimere il più sentito cordoglio e vicinanza alla famiglia dell'operaio deceduto, chiediamo e lo faremo in tutte le sedi preposte, che sulle normative di sicurezza non ci siano deroghe. Le leggi in materia vanno applicate e fatte rispettare, al fine di evitare il ripetersi di simili tragedie", concludono i sindacati.

 

COMUNICATO STAMPA

 

“Chiederemo un incontro alla proprietà pubblica”

A seguito dell’incidente mortale accaduto lo scorso 9 Ottobre presso l’unità produttiva di IREN AMBIENTE SPA in via Gonzaga, le Organizzazioni sindacali hanno immediatamente chiesto un incontro con i vertici del Gruppo Iren per gli opportuni chiarimenti su quanto accaduto - a partire dalla ricostruzione della filiera dell’appalto, sul funzionamento della catena di controllo e sull’applicazione delle norme di sicurezza - proprio al fine di attuare tutte le misure di sicurezza necessarie alla tutela della salute di chi lavora nei cantieri e negli impianti, sia come dipendente diretto, sia come dipendente in appalto.

A seguito dello sciopero e del presidio di ieri il Gruppo Iren ha ricevuto, questa mattina, nella sede reggiana di via Nubi di Magellano le delegazioni delle OO SS Confederali e di categoria di Cgil Cisl Uil e la Rsu di tutte le società componenti il gruppo.

“Abbiamo  manifestato  l’accresciuta preoccupazione delle maestranze su tutta la filiera del controllo del lavoro sia diretto, effettuato dai dipendenti di Iren, che delle imprese in appalto - spiegano Organizzazioni Sindacali e Rsu - e come ci sia una legittima e pressante richiesta di chiarimenti che proviene da tutti i settori di Iren che ci ha portato ad indire assemblee informative a partire dal sito produttivo di via Gonzaga già per il prossimo 19 Ottobre”.

“Purtroppo denunciamo come nel corso dell’incontro, durato circa tre ore , alla presenza dei responsabili della Sicurezza di area e di Gruppo, nonché alla presenza del direttore degli impianti e ai referenti per le relazioni sindacali - alle domande da noi poste  non sia seguita alcuna risposta”.

“Abbiamo posto ai rappresentanti dell’Azienda diversi quesiti relativi all’accaduto, ma soprattutto relativi all’ingente numero di imprese in appalto che gravitano sul sito produttivo di IREN AMBIENTE SPA e più in generale nel mondo Iren - continuano - .  E’ nostra intenzione cercare di capire le ragioni che hanno portato un’Azienda a maggioranza pubblica ad un utilizzo così ingente di esternalizzazioni, impedire ulteriori frammentazione del lavoro e portare al centro della discussione  le problematiche riguardanti la sicurezza”.

“Del resto, da mesi c’è un confronto aperto con il gruppo IREN sulla definizione di un protocollo sugli appalti  (che sarà ridiscusso il prossimo 17 ottobre a Milano) che vede al suo centro la necessità di definire regole sui capitolati dei bandi di gara e regole sulla filiera degli appalti e dei subappalti”.

“Infine  - proseguono i sindacati - denunciamo una totale chiusura di IREN rispetto al confronto sugli appalti in essere nelle strutture reggiane e verso un approfondimento delle procedure di sicurezza in caso di compresenza di più imprese in appalto e di lavoratori diretti di IREN”.

Pertanto, come Organizzazioni sindacali esprimiamo disappunto per la mancanza di risposte da parte dell’Azienda e procederemo a richiedere un incontro alla proprietà pubblica ( Sindaci della Provincia che detengono quote e Sindaci che compongono il patto di sindacato) per porre gli stessi quesiti che non hanno trovato risposta, oltre che per riportare la discussione nella trattativa nazionale in corso.

CGIL CISL UIL Reggio Emilia

Le Categorie sindacali

Commissione nazionale salute e sicurezza. Verbale di intesa

FONTE FIOM CGIL NAZIONALE

 

Il testo del verbale di intesa sottoscritto ieri 8 ottobre da Federmeccanica, Assistal e Fim, Fiom, Uilm con l'intento di diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro.

La commissione nazionale Salute e sicurezza, costituita ai sensi dell'art.4, Sez. Prima del CCNL 2016, con il Verbale di Intesa ha condiviso le linee guida allegate al verbale per la sperimentazione dei Break Formativi e per lo sviluppo di progetti formativi congiunti RLS/RSPP, dando seguito alla prima azione realizzata dalla Commissione con la sottoscrizione del Protocollo firmato dai Segretari Generali di Fim, Fiom, Uilm, dai Presidenti di Federmeccanica e Assistal e dal Presidente dell'Inail in occasione “dell'Evento” tenutosi a Firenze l’8 giugno scorso.

Si è inoltre definito un impegno della commissione per realizzare:

  • il monitoraggio e l'aggiornamento delle linee guida break formativi e linee guida formazione congiunta RLS/RSPP;

  • sistemi e modalità di segnalazione e rilevazione dei quasi infortuni e dei comportamenti insicuri;

  • progetti formativi e di aggiornamento degli RLS;

  • analisi dei dati degli infortuni e delle malattie professionali;

  • specifiche attività con l'Inail per la diffusione della cultura della sicurezza.

Le linee guida condivise dalla commissione nazionale riteniamo siano uno strumento utile per promuovere l'applicazione delle innovazioni del CCNL, per realizzare nei luoghi di lavoro la nostra iniziativa attraverso il lavoro degli RLS e dei delegati.

Allegati:
File Dimensione Data
Scarica questo file (verbale di intesa comm salute e sicurezza 8 ottobre 2018.pdf)Commissione nazionale salute e sicurezza. Verbale di intesa 2393 kB 09-10-2018

FONTE : RASSEGNA.IT CHE RINGRAZIAMO
Martini: "Occorre agire dalla contrattazione, che deve rimettere al centro le condizioni di lavoro, alle istituzioni, che devono svolgere pienamente la funzione di prevenzione, controllo ispettivo e repressione"

 “Il 2018 si conferma l’anno della svolta negativa per quanto riguarda gli infortuni. Non è più tempo di denunce, occorre agire ad ogni livello, dalla contrattazione, che deve rimettere al centro le condizioni di lavoro, alle istituzioni, che debbono svolgere pienamente la funzione di prevenzione, controllo ispettivo e repressione”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Franco Martini.

Di fronte a questa situazione, sostiene "ha poco senso danzare sulle piccole variazioni dei numeri, perché il fenomeno resta serio in tutti i settori, a partire da quelli tradizionalmente ai vertici delle statistiche. L’incremento degli infortuni - prosegue - coincide peraltro con una, seppur flebile, ripresa produttiva, a dimostrazione che l’economia è ripartita senza quel necessario sforzo di innovazione che in tutte le sedi viene considerato la leva fondamentale su cui agire per la qualità del lavoro e dello sviluppo”.

Per il segretario confederale “è necessario porre uno stop alla diffusione del lavoro precario e va evitato l’indebolimento del codice degli appalti,essendo quel settore la più grande fabbrica di infortuni sul lavoro”. Inoltre “le associazioni datoriali debbono assumere l’obiettivo della sicurezza come discrimine del fare impresa, come codice etico a tutela della principale risorsa di cui dispongono, le donne e gli uomini che lavorano”.

“Per questo - conclude Martini - ribadiamo la necessità di una grande mobilitazione nazionale, a tutti i livelli, per riaffermare il valore del lavoro, nella sua qualità e dignità”.