La tragedia di Crans-Montana dove sono morti per un incendio in un locale 40 persone nella maggioranza ragazze e ragazzi adolescenti e oltre 100 sono ricoverate negli ospedali in condizioni anche molto gravi si poteva evitare. Nel caso specifico saranno le autorità svizzere a definire le responsabilità penali di coloro che dovevano garantire l’incolumità delle persone.
Non è la prima volta che succedono catastrofi che coinvolgono persone che frequentano in massa un locale dedicato allo spettacolo o al divertimento. Ricordiamo l’incendio catastrofico del cinema Statuto di Torino.
L’incendio del Cinema Statuto fu un incidente che avvenne nella città italiana di Torino la sera di domenica 13 febbraio del 1983,provocò la morte di 64 persone, principalmente per intossicazione da fumi.
Il pubblico tentò la fuga, ma trovò le uscite di sicurezza chiuse: molti spettatori non riuscirono così a scampare alle esalazioni di ossido di carbonio e di acido cianidrico prodotte dalla combustione del poliuretano espanso delle poltrone, dal rivestimento plastico delle lampade e dai tendaggi alle pareti, che saturarono i locali.
L’indagine portò alla luce il fatto che questo locale sia pure ristrutturato da poco e apparentemente “in regola” con le norme vigenti era una trappola mortale. Le norme non indicavano il rischio proveniente dalla combustione delle imbottiture di poliuretano delle poltrone e delle fibre plastiche . Le uscite di sicurezza non erano quelle moderne che si aprono dall’interno a spinta… ed erano state chiuse per evitare i “portoghesi” . ( vedi : “Incendio del Cinema Statuto“ e la “La tragedia del cinema Statuto” “La notte nel Cinema Statuto” )
Un altro incidente gravissimo che precedette la catastrofe di Torino fu l’incendio del Palazzo del Vignola a Todi avvenuta un anno prima , il 25 aprile 1982, ove nel corso di una Fiera dell’Antiquariato, scoppiò un incendio che provocò la morte di 35 persone e 40 feriti. L’antico Palazzo del Vignola non era adeguato ad ospitare in sicurezza una Fiera . ( Il disastroso incendio di Todi, quarant’anni fa )
Da queste tragedie vi fu una spinta per una revisione delle normative antincendio sia sugli impianti elettrici sia sulle caratteristiche dei materiali impiegati per l’arredamento, i tendaggi e le strutture dei locali pubblici dedicati allo spettacolo o ad esposizioni . L’altro fattore killer nelle catastrofi in locali pubblici è individuabile nella fuga in massa di persone in spazi dove le vie di fuga o le uscite di sicurezza sono inadeguate in relazione al numero delle persone o inesistenti.
Questo è il caso della tragedia della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo. che avvenne tra il 7 e l’8 dicembre 2018 . ” Mezz’ora prima dell’arrivo dell’artista, alcuni individui spruzzarono nella sala dello spray al peperoncino causando panico tra la folla, la quale, anche a causa della chiusura di una delle due uscite d’emergenza, si diresse in massa verso la porta presente sul retro del locale, che si affacciava su un ponticello situato su un piccolo fossato. Durante la fuga, la balaustra del ponte cedette facendo precipitare numerose persone nel fossato, molte delle quali rimasero schiacciate e altre calpestate dalla folla.” (Fonte Wikipedia). Il bilancio fu di 6 morti e 52 feriti. Nella sala erano presenti circa1400 persone in uno spazio previsto per 469.” Fonte : Wikipedia
Un altro caso catastrofico importante da tenere in considerazione è il Il disastro della LoveParade avvenne il 24 luglio 2010 nel corso della diciannovesima edizione della LoveParade svoltasi a Duisburg in Germania. Morirono 21 persone e ne rimasero ferite altre 510.(Fonte Wikipedia)
Purtroppo non sembra che vi sia un “apprendimento” dalle catastrofi, le tragedie si ripetono in luoghi dedicati allo spettacolo e/o al divertimento quando si concentrano folle di persone in spazi chiusi con sistemi di sicurezza e/o di evacuazione inesistenti o inadeguati. I fattori scatenanti, un incendio o un evento che genera panico rendono le situazioni ingovernabili, gli organizzatori perdono il controllo. Abbiamo visto le cronache locali della tragedia di Crans-Montana. In particolare è impressionante che già nel passato un dipendente avesse richiamato l’attenzione dei colleghi a non avvicinare fiamme alle schiume poliuretaniche.(Fate attenzione alla schiuma»: l’avvertimento, 6 anni fa, nel bar di Crans-Montana) e (Crans-Montana, ex dipendenti accusano il locale: «Ci era vietato aprire l’uscita di emergenza» ).
Ancora una volta pensiamo che oltre alle regole riguardo i materiali e le misure antincendio occorra in generale vincolare i gestori dei locali ad una seria valutazione dei rischi già durante la progettazione e prima dell’apertura dell’esercizio e alla predisposizione di veri sistemi di gestione dinamica dei rischi con il contenimento dei flussi di clienti nei limiti di sicurezza di ciascun locale. (Vedi Ticinoline )
Ad esempio in occasione di eventi come le festività di Capodanno sarebbe opportuna una verifica del funzionamento dei sistemi antiincedio, la segnaletica delle vie di fuga, le indicazioni al personale con direttive precise di comportamento in merito alla sicurezza, ecc
Come dire, la sicurezza di un luogo di divertimento va gestita con la stessa precisione e cura come si gestisce un impianto industriale, con una puntuale valutazione e gestione dei rischi non lasciate alla improvvisazione. La segnaletica e l’accesso delle vie di fuga e delle uscite di sicurezza deve essere trattata con la massima severità, un locale inadempiente andrebbe sanzionato con la sospensione e/o revoca della licenza di esercizio… Non va lasciato spazio alle iniziative informali che non siano prima verificate rispetto ai parametri della sicurezza ( fuochi d’artificio o fontanelle di scintille )….
Queste considerazioni purtroppo non sollevano dalla tristezza per la perdita delle vite di questi ragazzi, una tragedia che poteva essere evitata.
Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione